umidità e muffa danno malattie
umidità e muffa danno malattie
Le muffe oltre essere schifose possono anche farti ammalare

La muffa nei muri non è solo un problema estetico, riguarda anche la salute.

Nonostante i vari “rimedi” che hai provato le muffe sui muri si riformano continuamente?

Se non vuoi continuare a spendere inutilmente evita i i “consigli” dei siti di casalinghe disperate o imbianchini dilettanti e leggi questo articolo.


Muffa nei Muri Rimedi Efficaci e Definitivi

  • In rete ci sono molti articoli sui “rimedi per la muffa” dainaturali” alla candeggina.
  • Sono inutili perché non sono rimedi per uccidere la muffa ma solo per pulire.
  • Sono inutili perché non eliminano la causa per cui si formano le muffe nei muri.

Alcuni falsi “rimedi” come l’olio di tea tree o il “rimedio della nonna” col bicarbonato sono così stupidi e inefficaci che non vale neanche la pena di parlarne.

Le muffe nei muri ritornano perché non le hai mai eliminate veramente.

Il primo motivo per cui le muffe sui muri si riformano è che non le hai mai veramente eliminate.

Un biocida professionale per disinfestare la muffa richiede molte ore di trattamento, pensi che un po’ di candeggina o bicarbonato siano sufficienti?

Lo pensano anche molti imbianchini che dopo una candeggiata danno direttamente la “pittura antimuffa traspirante lavabile” superconomica e dopo un po’ la muffa ritorna.

La prima cosa da fare è disinfestare la muffa professionalmente.

Quando vai dal dentista a fare la pulizia, non ha niente a che fare col “dentifricio antiplacca”.

Se la tua casa ha un’infestazione seria di muffa, che continua a riprodursi, devi farla disinfestare con biocidi professionali. Chiamaci.


Trovare la Causa della Muffa nei Muri

Per eliminare le muffe in modo definitivo, dopo avere disinfestato, bisogna eliminare la causa dell’eccesso di umidità ambientale che forma umidità di condensa e muffa nei muri.

L’eccesso di umidità ambientale di solito è causato dalle abitudini degli abitanti della casa.

Le case moderne circondate di polistirolo e con infissi super isolati possono diventare dei bunker da cui l’aria non entra e non esce.

L’eccesso di umidità può anche essere causato da difetti di costruzione, infiltrazioni, cattiva aerazione, e altri difetti della casa come umidità di risalita, ponti termici ecc.)

Per non spendere soldi inutilmente ci vuole una diagnosi corretta per trovare la causa della formazione di muffa sui muri e umidità di condensa.

Non esiste una sola soluzione per le MUFFE.

Certe ditte propongono la stessa soluzione ad ogni cliente a seconda di quello che producono:

Pittura “speciale”, Cappotto di polistirolo, Aeratori Pressurizzatori, e la cosa peggiore di tutte: famosi “fori” e “pareti di cartongesso” che peggiorano la situazione.

È inutile mettere un aeratore o fare i fori alle pareti se le stanze sono fredde, inutile mettere polistirolo se i muri sono caldi.

E se aumenti (maldestramente) l’isolamento da una parte rischi di sbilanciarlo da un’altra, come succede regolarmente con i rumeni che installano gli infissi di PVC e poi tutto intorno si formano le muffe.


Una Soluzione Semplice ed Efficace contro la Muffa nei Muri

Una soluzione immediata e funzionale è:

  • Termoigrometro da casa
    Termoigrometro Domestico.
    Misura Umidità Relativa, Temperatura e Punto di Rugiada (condensa).
    Un allarme regolabile segnala il superamento dei limiti di umidità: cioè il momento di arieggiare!

    Disinfestazione delle muffe esistenti con biocida professionale dato da persone competenti.
    (Include eliminare le spore invisibili in profondità e nelle zone vicine, disinfestazione armadi e mobili contaminati, eliminazione di oggetti con muffa, pulizia di filtri di condizionatori ecc.)

  • Rimuovere strati di vecchie pitture o pitture non traspiranti, lavabili ecc.
  • Ridipingere con pitture traspiranti, inorganiche e naturalmente antimuffa, come il grassello di calce, i silicati o pitture termiche anticondensa.
  • Imparare ad arieggiare e riscaldare correttamente la casa.
  • Acquistare un igrometro che segnali il punto di rugiada e agire di conseguenza.

Le pitture contro la Muffa nei Muri

Esistono molte pitture “antimuffa” o addittivi per le pitture.

Una pittura oltre che contenere sostanze antimuffa, deve essere essa stessa antimuffa.

Cioè deve essere:

  • inorganica,
  • alcalina e
  • traspirante.

Un lavabile anche se “traspirante” o “antimuffa” non sarà mai traspirante né antimuffa.

Le muffe oltre che di acqua (umidità) hanno bisogno di un terreno fertile e cibo. Lo prendono dai muri, dalle pitture, dal materiale organico che ci va sopra o di cui sono fatte.

NOTA sulle Pitture Traspiranti antimuffa: La scritta “traspirante” sulle pitture del bancone è come la scritta “anticarie” sul dentifricio.

Non significa niente. Sei la carie vai dal dentista non usi il dentifricio!

Una pittura veramente traspirante lo vedi dalla scheda tecnica e anche dal costo.

Di solito è fatta di calce naturale o di silicati.

Per essere antimuffa deve essere inorganica, traspirante, senza derivati del petrolio e ad alta alcalinità.

In aggiunta può anche contenere sostanze antimuffa.

Aggiungere un antimuffa ad un lavabile NON lo rende antimuffa!

Il grassello di calce ha naturalmente un potere anti muffa perché è alcalino.

NOTA sulle Pitture Termiche: Alcune pitture termiche sono ben pubblicizzate e molto costose ma non è detto che valga la pena.

Anticondensa, antibatterica, “rinfresca l’aria” fa “risparmiare il riscaldamento” e fa anche il caffè.

Se c’è un ponte termico, se l’angolo in alto o la parete è molto fredda o c’è un’infiltrazione ecc. la pittura “termica” non serve a niente.

Non è sufficiente e non potrà mai sostituire un vero isolamento.

Che non è una parete di cartongesso e polistirolo!

Quelli non traspirano e accumulano umidità dietro.

In quel caso devi fare un cappotto antimuffa interno.

Se invece la casa è ben coibentata (o anche troppo come nella Classi A o B) e hai le muffe sui muri, pitture termiche con polvere di perle seta dell’Himalaya che profuma e ossigena non serve.


Pitture termiche anticondensa e antimuffa.

Ci sono molti tipi di pitture termiche o anticondensa.

Molte marche famose promettono mari e monti ma esperti delle associazioni dei consumatori le hanno testate e hanno concluso che raramente fanno quello che promettono.

Dopo una vera disinfestazione delle muffe di solito è sufficiente una buona pittura traspirante a base di grassello di calce naturale o ai silicati.

Se il muro tende ad essere un po’ freddo la pittura “termica” è adatta, ma non aspettarti che ti faccia risparmiare sul riscaldamento né che possa sostituire un vero isolamento!

Le pitture termiche contengono palline di vetro, ceramica, polveri varie, sostanze chimiche che si usano per cercare di innalzare la temperatura del muro.

Biorid-pittura-termica-antimuffa
Pittura termica e antibatterica totalmente naturali e di efficacia garantita

Una pittura termica che usa una tecnologia completamente diversa è il Biorid, svedese.

È l’unica pittura veramente BIO, adatta per uso alimentare, cioè dove si producono cibi, scuole asili, ospedali ecc.

È una pittura termica totalmente naturale. Quando viene stesa forma una superficie da mille facce, talmente vasta per cui le particelle di umidità si rompono e non aderiscono al muro.

La muffa è un tipo di batterio, un fungo, non riesce a vivere in un ambiente asciutto e molto ossigenato come quello formato da Biorid.

Pitture o Cappotti Antimuffa?

Per i muri freddi e umidità di condensa ci sono varie marche di ottime pitture termiche e anche soluzioni più efficaci.

Come i pannelli antimuffa traspiranti a capillarità attiva della Naturalia Bau per fare un vero un cappotto interno antimuffa.

cappotto anti muffa nei muri
posa cappotto interno antimuffa

Alza la temperatura del muro e crea un ambiente totalmente alcalino e traspirante dove la muffa non può vivere. Eventuale condensa viene gestita dal pannello capillare che la rilascia in un periodo più secco.

Se il muro o gli angoli del soffitto sono veramente freddi niente può sostituire un cappotto di pannelli traspiranti, antimuffa che riesce a gestire l’umidità senza togliere spazio.

Bastano pochi centimetri per un cappotto interno.

Se lo spazio è veramente poco si possono usare i pannelli di Aerogel.

aerogel-cappotto-interno-antimuffaUn centimetro isola come 6-8 cm di polistirolo ma sono totalmente traspiranti.

Ovvio che costano molto di più del polistirolo ecc.

Se sei alla ricerca di spendere poco continua con candeggina e pittura del supermercato. Chiama il solito imbianchino e tira avanti.

Se  vuoi la soluzione definitiva e sei disposto ad investire un po’ nella tua casa contattaci!


La Muffa nei Muri è un Problema di Aerazione?

L’avrai sentito dire mille volte. Apri le finestre ecc.

Ma anche “arieggiando” la muffa non va via?

Probabilmente è perché come con la candeggina non elimini veramente la muffa, allo stesso modo non arieggi veramente lasciando aperto per ore una finestra o il “wasisdas”.

Così la ghiacci.

E non arieggi neanche con i “fori nel muro” come consigliano certi muratori.

Inoltre se la muffa è causata dal muro freddo, infiltrazioni e ponti termici anche se lasci le finestre aperte non cambia niente, peggiori la situazione.

Lasciando aperta la finestra mezzora  o facendo un buco nel muro raffreddi ancora di più i muri e sprechi riscaldamento.

Al contrario se i muri sono ben isolati (come nelle case in classe A) è sicuramente un problema di aerazione.

Aerazione Meccanica Controllata con Recupero di Calore per Deumidificare

Arieggiare è un’arte e va fatto correttamente, bilanciandolo con il riscaldamento.

  • Richiedici la Guida Come Arieggiare la Casa.
  • Acquista un igrometro e tieni sotto controllo umidità e temperatura.

Se non puoi farlo o non basta, la soluzione è installare macchine che arieggino senza far entrare il freddo e senza far rumore e senza costare un botto di elettricità.

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Nuovo aeratore con recupero di calore Aerotube Siegenia – Unico in Classa A+

Esistono aeratori con recupero di calore silenziosissimi che puoi mettere anche in camera da letto.

Tengono l’aria sempre pulita, filtrata e deumidificano in modo naturale arieggiando senza raffreddare i muri.

Funzionano a 12V perciò consumano pochissimo al contrario di deumidificatori e condizionatori.

 

 

Riassunto: Come Eliminare Definitivamente la Muffa nei Muri

  1. Disinfestazione professionale e non candeggina e bicarbonato
  2. Pitture veramente antimuffa veramente traspiranti o termiche
  3. Trovare la vera causa per cui si forma la muffa e risolverla

Noi possiamo eliminare la condensa e la muffa nei muri di casa tua!

  • Non continuare con i “rimedi della nonna” trovati su internet
  • Non continuare a ri-imbiancare con pitture finte “antimuffa”
  • Non aprire finestre per un’ora o fare “buchi nei muri per arieggiare”

Le pareti di cartongesso e polistirolo non sono la soluzione per la muffa.

Si elimina la muffa definitivamente disinfestando, trovando la causa e creando un ambiente dove la muffa non possa vivere, eliminando l’eccesso di umidità ambientale.


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halloween muffe allucinogene

Muffe e Allucinazioni.  halloween-muffe-allucinogene

È Halloween, oggi parliamo di muffe connesse a streghe, demoni e visioni.

Un aspetto meno noto ma molto interessante degli effetti delle muffe.

Muffe che hanno il vizio di tornare sui muri in questo periodo dell’anno.

Ci sono muffe che fanno ammalare, danno allucinazioni e hanno ucciso o fatto finire in manicomio molta gente nel passato.

Il famoso LSD droga allucinogena per eccellenza deriva da una muffa.

Se hai muffe in casa saprai già che possono favorire allergie e malattie respiratorie, che sono orrende, difficili da eliminare e creano cattivi odori.

Probabilmente non sai che per secoli muffe e allucinazioni andavano di pari passo, e che sono morte o finite in manicomio migliaia di persone per avvelenamento da muffe.

Che rapporto c’è tra muffe e allucinazioni, apparizioni di fantasmi, mostri, demoni e malattie “mentali”?

Recenti studi scientifici dimostrano una relazione tra la frequenza di apparizioni di fantasmi, mostri e streghe e la presenza di forte umidità e muffa nel cibo e in vecchi edifici abbandonati, paludi, castelli e villaggi.

Perfino le famose “caccie alle streghe” sembra siano avvenute in luoghi come Salem dove certe muffe hanno causato avvelenamenti di massa.

È possibile che fenomeni di “paranoia” e visioni di fantasmi siano dovute ad avvelenamento da muffa in abitazioni malsane e non da vere malattie mentali.

Questi studi non sono ancora conclusi.

La più famosa muffa allucinogena e la sintesi del LSD

La più famosa muffa velenosa è la Claviceps Purpurean.

muffe e allucinazioni claviceps
i cornetti allucinogeni della muffa della Segale Cornuta

Vive nella Segale e l’avvelenamento avveniva col pane di segale. Quindi nei paesi del nord europa.

La Claviceps Purpurean contiene molte droghe e veleni tra cui l’Acido Lisergico da cui nel 1948 è statao sintetizzato il famosissimo allucinogeno “psichedelico” LSD.

La Claviceps Purpurean fa sviluppare una specie di filamento sulla segale che viene così chiamata Segale Cornuta.

La Segale Cornuta e la Claviceps nei secoli hanno causato fenomeni di “ergotismo” cioè avvelenamenti di massa.

Muffe e allucinazioni medievali, AVEVANO conseguenze devastanti. Interi villaggi finivano in preda a deliri, forti dolori e morti.
claviceps purpurean muffa velenosa
La Claviceps Purperea al microscopio.

Si credeva fosse tutta opera del demonio. O di spiriti maligni, streghe e folletti.

Per secoli la soluzione erano esorcismi e preghiere, fino a che uno scienziato  non ha scoperto la relazione tra la segale cornuta e l’avvelenamento di massa.

La Claviceps Purpurean veniva usata dai Sumeri per avvelenare gli acquedotti nemici.

È sufficiente una dose microscopica della muffa per provocare l’ergotismo un avvelenamento potentissimo, una malattia terribile che nel Medioevo veniva chiamata “fuoco sacro” o “di Sant’Antonio“.

L’avvelenato da questa muffa viene colto da convulsioni, si agita freneticamente, avvertendo al contempo una sensazione di bruciore negli arti che vanno in cancrena e si staccano. Oltre ovviamente alle allucinazioni causate dalla muffa.

Cosa potevano vedere dei contadini in stato di allucinazione? Demoni, streghe, giganti e complotti alieni (ah no quelli li vedono adesso.)

L’avvelenamento veniva chiamato “fuoco di Sant Antonio” perché la gente per guarire partiva in pellegrinaggio dalle regioni del nord (dove si usava fare il pane di segale) verso i santuari di S. Antonio a Sud.

Durante il viaggio a piedi i pellegrini cambiavano tipo di pane e di  alimentazione, così si disintossicavano e guarivano.

Questa può essere la spiegazione scientifica, senza nulla togliere a Sant’Antonio.


Effetti devastanti provocati dalla Claviceps Purpurean la muffa allucinogena velenosa.

Ad oggi non esiste una cura per l’ergotismo questa terribile malattia provocata dalla muffa Claviceps Purpurea, che cresce nella segale cornuta.

Più di 40.000 persone in Francia sono morte di ergotismo nei secoli.

La muffa allucinogena costrinse Pietro il Grande di Russia ad abbandonare la conquista della Turchia, perché tutta la sua cavalleria e 20.000 soldati furono colpiti da ergotismo.

Immaginatevi un intero esercito di Cosacchi che inizia a delirare, urlare di dolore e vedere fuoco e fiamme, demoni e mostri.

A Milano e Torino ci furono casi registrati di ergotismo alla fine del 700.

Nel 1951, in Francia ci fu l’ultimo caso registrato di avvelenamento da segale cornuta con parecchi morti o internati in manicomio e centinaia di persone in stati di allucinazione, psicosi suicidi e violenza.

La muffa della segale cornuta (ergot) contiene molti veleni tra cui l’acido lisergico che  poi è stato sintetizzato in laboratorio per produrre il LSD. (Dietilamide Acido Lisergico)

LSD  è una potentissima droga allucinogena, doveva essere usata per avvelenare gli acquedotti nemici in guerra.

Sappiamo come è andata a finire con la cultura psichedelica degli anni 70.

Fantasmi Visioni Demoni e Paranoie causati dalla muffa?

Recenti studi mostrano che le apparizioni di fenomeni “paranormali” come avvistamenti di mostri, giganti e demoni, non sia mai avvenuta in zone dove non crescono muffe allucinogene e nemmeno le “caccie alle streghe.”

Questi studi sono tuttora in corso, potrebbero spiegare moltissimi fenomeni ritenuti “inspiegabili” – avvistamento di fantasmi, mostri e altre visioni più o meno religiose o paranoiche.

Nelle giuste dosi la Claviceps Purpurean ha proprietà mediche (ferma emorragie, accelera il parto, provoca contrazioni muscolari).

ASPERGILLUS Flavus  la Muffa a Assassina e Cancerogena

Una muffa (Aspergillus Flavus) non è allucinogena ma è velenossisima. Causa la Peste Gialla e di varie forme di cancro.aspergillus-flavus-muffa-cancro

Si tratta di una muffa giallina che sembra carina ma è letale.

Ha causato moltissime morti nel corso dei secoli.

Non era ritenuta dannosa fino al 1960, quando in Inghilterra morirono 100.000 tacchini in circostanze misteriose.

Opera del demonio? Delle streghe? No della muffa.

Le ricerche scoprirono che la causa della strage di tacchini era l’Aspergillus flavus, la muffa si era sviluppata nel mangime.

È un potente cancerogeno, provoca il tumore al fegato ed è una muffa molto resistente, diffusa e letale.

È stata coltivata a lungo e utilizzata per produrre la salsa soia e il sakè.

La cosa più pericolosa è che può sfuggire al controllo molto facilmente.

Si sviluppa in ambienti caldo-umidi e può riprodursi in quantità letali in 24 ore.


Muffe e Allucinazioni Muffe Dannose ai Nostri Giorni.

Nella vita moderna i sintomi più comuni provocati dal contatto con le muffe sono di solito un fastidio più che una vera minaccia per la salute.

Qualcuno si domanda se certi “squilibri” e “visioni” non siano ancora dovuti al vivere in ambienti umidi e pieni di muffe.

Di solito il problema si limita ai cattivi odori, estetica rovinata, aria insalubre.

Muffa nera velenosa
Muffa nera Stachyobotrys la più dannosa e velenosa tra le muffe che infestano i muri delle case.

Ma anche allergie o possibilità di malattie respiratorie.

La maggior parte delle muffe sui muri anche se puzzano sono innocue.

Solo la muffa nera Stachyobotrys è considerata velenosa.

Le persone più sensibili come i bambini e gli anziani, chi soffre di malattie respiratorie ed asma, indebolimento del sistema immunitario risentono di più degli effetti delle muffe.

Secondo L’Organizzazione Mondiale della Sanità esiste la “sick building sindrome” cioè malattie del vivere in un luogo di lavoro o abitazione malsano, umido, scarsamente aerato e infestato dalle muffe.

Le muffe in casa possono provocare:

  • difficoltà a respirare e fiato corto;
  • congestione nasale e sinusite;
  • irritazione agli occhi; tosse secca;
  • irritazione naso o gola;
  • eruzioni cutanee o prurito.

Perché c’è un aumento di fenomeni di muffe nelle case moderne?

Una delle ragioni è senz’altro la cattiva aereazione, causata da edifici “ricoperti” di polistirolo (cappotto) e altri materiali non traspiranti e a base di plastica.

Infissi termici di alluminio, pvc a “prova di bomba” aggravano il problema della mancanza di aereazione,

Le case di costruzione recente anche in Classe A, senza aerazione corretta o ventilazione controllata soffrono tutte di eccesso di umidità e muffa.

L’attenzione negli ultimo 15 anni è andata solo sulla “coibentazione” e il risparmio energetico.

Si costruiscono case ed edifici che si scaldano con poco ma che soffrono di muffe e di climi malsani all’interno.

Un’altra ragione per la formazione di muffa sono i materiali moderni e poco costosi.

Oltre al cemento e al polistirolo si usa molto il cartongesso che è un terreno ideale per la muffa.

Il gesso racchiude l’umidità e la conserva.

Dietro le lastre di cartongesso e in superficie si formano facilmente condense e muffa.

cartongesso contro umidità
Risultato del cartongesso su una parete con umidità.

Se il cartongesso e polistirolo vengono messi contro vecchi muri umidi la frittata è fatta e la muffa assicurata.

La relazione tra muffe e allucinazioni nel mondo moderno non dovrebbe essere un problema ma non è un buon motivo per continuare a tenerle sui muri!


Hai problemi di muffa in casa?

Non sono allucinazioni, fanno schifo davvero!

Non affidarti al solito imbianchino, alla candeggina e a  pareti di cartongesso.

  • Le muffe vanno disinfestate in modo professionale prima di dare nuove pitture.
  • E si deve trovare la causa dell’eccesso di umidità e formazione di muffa per risolvere il problema per sempre.

Richiedi un sopralluogo e una diagnostica per trovare le vere cause della formazione di muffa in casa tua, per una disinfestazione professionale e la soluzione definitiva del tuo problema.

 

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parete cartongesso umidità

Il Cartongesso è usatissimo nelle ristrutturazione e purtroppo anche contro l’umidità.

Assieme al polistirolo è una delle “soluzioni” più usate e meno funzionanti per i muri umidi.

L’umidità di risalita, l’umidità contro terra e umidità di condensa vengono spesso “risolte” (cioè coperte, nascoste) con una parete di cartongesso.

Con o senza lana di roccia, polistirolo ecc. all’interno.

cartongesso contro umidità
Risultato del cartongesso su una parete con umidità.

A volte usano una versione speciale di  “cartongesso per umidità.” Quello cosidetto “verde”.

Il risultato al 99% delle volte sono ancora più muffe, cattivi odori, degrado della parete.

Non parliamo di cosa succede dietro al cartongesso: il museo degli orrori.

Perché si fanno pareti di polistirolo e cartongesso contro l’umidità?

I motivi sono semplici:

  • Ignoranza di come funziona l’umidità e di come usare altre tecnologie.
  • Facilità di esecuzione del lavoro.

    polistirolo-cartongesso-contro-umidità
    Il polistirolo contro i muri umidi crea solo danni.
  • Il materiale costa poco e dato che la posa la fa direttamente chi te lo consiglia gli conviene.
  • Antiche “tradizioni” luoghi comuni e consigli dei muratori e rivenditori di materiali edili.
  • Il cartongesso storicamente ha sostituito il “cannicciato” il quale era effettivamente resistente all’umidità assieme alla calce che veniva usata allora.

Pareti di cartongesso e polistirolo contro l’umidità ne sono state fatte e ne vengono ancora fatte tante.

Non hanno dato e non danno i risultati sperati.

Dietro al polistirolo o al cartongesso, il muro umido continua ad emettere umidità, non traspira.

Si forma umidità di condensa e si creano muffe interne e in superficie.

acari della muffa
Gli acari della muffa vivono all’interno delle muffe nei muri umidi.

Anche gli insetti e gli acari della muffa e i batteri fanno festa e poi senti “strani odori”.

Il cartongesso e il polistirolo sono materiali  non traspiranti.

Il “carton” del cartongesso è cellulosa e le muffe adorano la cellulosa.

Per fare una parete  efficace contro l’umidità non si dovrebbe fare un telaio di alluminio.

Non si dovrebbe lasciare nessuna “aria” o intercapedine.

Si dovrebbero usare tecnologie e materiali per deumidificare il muro, per interrompere l’umidità di risalita, isolare e per staccare la parete dal muro umido negli scantinati.

Utilizzare il cartongesso anti umidità al massimo come “finitura” mai come “soluzione.”


Le pareti di cartongesso contro l’umidità funzionano?

No. Non funzionano.

Anche se usi il “cartongesso per umidità” e fai dei i “fori per arieggiare” e perfino se riempi l’intercapedine di lana di roccia o di polistirolo.

Non c’è niente da fare.

Coprire l’umidità col cartongesso non è mai la soluzione.

Anche le pareti di tavelloni davanti ai muri umidi, scantinati con murature controterra o umidità di risalita non funzionano.

Come sanno tutti quelli che ce le hanno.

Questi materiali non traspirano.

All’interno si forma condensa, muffa, insetti e odori, specialmente negli scantinati.

E dietro la parete finta di cartongesso o tavelloni il muro vero continua a degradarsi e a tirare sù umidità dal terreno se soffre di umidtà di risalita.

Come fare una parete contro l’umidità che funzioni?

Premessa: la prima cosa da fare in caso di muri umidi è sempre una diagnostica per trovare quale tipo di umidità è presente e la giusta soluzione per risanare o diminuire l’umidità nel muro.

risanamento- scantinato
Membrana alveolare per parete scantinato umido

Detto questo, si possono fare diversi tipi di parete a seconda della situazione.

Un metodo che funziona negli scantinati è, dopo aver installato un dispositivo o altro sistema per fermare l’umidità di risalita:

  • applicare membrana alveolare al muro.
  • La membrana viene completata da profili sopra e sotto da cui l’aria circola ed è già accoppiata con rete per intonaco.
    risanamento scantinati
  • Si può intonacare con un’intonaco risanante di sola calce naturale che sia anche collante, o molto meglio coibentare con un pannello isolante tipo (sughero) e sopra mettere il cartongesso o fibrocemento come finitura.

Oppure si può usare il vetro cellulare o i pannelli in silicato di calcio con fibre naturali tipo “cappotto antimuffa“.


Questo esempio funziona in uno scantinato dove sia applicato un sistema per risolvere l’umidità di risalita e dove ci sia buona aerazione. Cosa che di solito non c’è e quindi va installata.

Come spesso accade le finestre sono insufficienti quindi si dovranno installare aerazione meccanica controllata o aeratori da parete.

Per maggiori informazioni su come risanare scantinati umidi o come risanare pareti umide, umidità di risalita e qualsiasi problema di umidità richiedici un preventivo o consulenza senza impegno.

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vetri-appannati

Vetri appannati in auto, gran rottura e pericolosi!

Soluzioni per vetri appannati in auto

Il più famoso “consiglio” sul web è un video russo in cui riempiono un calzino di gel di silice (confezione per lettiera per gatti) e lo mettono sul cruscotto dell’auto.

vetri appannati
Il vetro appannato è pericoloso

Il gel di silice assorbe umidità e i vetri non si appannano.

Nel video non dicono che il gel si riempie di umido e quindi andrà sostituito.

Puoi riscaldarlo in forno a 30° per far evaporare tutta l’umidità e riutilizzarlo.

Non si capisce perché usano un vecchio calzino. Si potrebbe usare un bel sacchetto di tela. Che ci fa un vecchio calzino nel cruscotto?

Si può fare anche con sale da cucina, che è meno efficace.

Il sale o il gel assorbe umidità anche se messo vicino alle finestre in casa pe rlimitarela condensa.

Se hai seri problemi d umidità e muffa in casa lasci aperdere questi “rimedi” e tutte le altre stupidate del web.  Clicca qui.

Per i vetri sono rimedi anche per l’acqua e lo sporco dall’esterno con le nanotecnologie.

Se hai un auto di buona qualità il metodo più semplice è l’aria condizionata che funziona benissimo e il sistema di sbrinamento, disappannamento.

Ma c’è un metodo infallibile per evitare i vetri appannati in auto, nelle case, barche ecc. che non consuma energia.


Il “Rimedio del Marinaio” per Vetri Appannati in Auto e in Barca.

Il rimedio più efficace, più semplice e antico è quello usato dai marinai.

In mare non ti puoi permettere di avere vetri appannati sul più bello di una mareggiata.

Il segreto per non far appannare i vetri è avere vetri molto puliti senza nessun tipo di “pellicolante” sul vetro.

Lo sporco e il fumo creano pellicole, ma ancora di più i detergenti e gli spray per pulire i vetri!

Incluso l’alcool.

Questo i lupi di mare lo sanno.

I prodotti per pulire i vetri puliscono più velocemente (?) e sono profumati per dare “la sensazione” di pulito.

Tuttavia formano una sottile pellicola “protettiva” su cui si forma una condensa molto fitta – o appannamento del vetro.

Se il vetro è pulito e non ha nessun pellicolante, in caso di condensa dell’umidità si formano goccie grosse che non appannano il vetro dell’auto.

Quello che non vuoi sono le migliaia di piccolissime goccie che formano un “velo bianco”,  il vetro che si “appanna” e non vedi più niente.

La soluzione è lavare i vetri usando solamente acqua pulita e giornali quotidiani.

In questo modo non solo avrai vetri puliti cristallini ma come “effetto collaterale” non si appannano più.

I prodotti spray per lavare e profumare i vetri (anche negli autolavaggi) contengono sostanze per far “durare di più il pulito” “repellere” lo sporco o per profumare e queste pellicole favoriscono l’appannamento del vetro.

In realtà puliscono meno di acqua pulita e giornali.

Segui il consiglio dei lupi di mare: pulisci a fondo il vetro con sola acqua e giornali e togli tutte le schifezze incluso detergenti.

pulire vetro auto con giornale
pulisci il vetro dell’auto solo con vecchi giornali e acqua molto pulita.
  • Usa solo acqua pulita e vecchi giornali quotidiani appallottolati.
  • I giornali appallottolati si usano sia per lavare il vetro che per asciugarlo.

Questa procedura è la migliore anche per lavare i vetri di casa e uffici senza prodotti chimici.

Li avrai puliti in fretta e a costo zero. Senza aloni ecc.

Se poi ci aggiungi il famoso sacchetto col gel di silice sei a posto!

Prova e vedrai. Se funziona condividi.


Cosa causa l’appannamento del vetro in auto?

Il vetro si appanna a causa di un eccesso di umidità all’interno dell’abitacolo.

L’aria più calda e carica di umidità va a colpire i vetri più freddi del resto dell’auto e lì si condensa l’umidità.

Come in estate quando tiri fuori una bottiglia fredda dal frigo e si forma la condensa.

L’aria calda e umida a contatto con l’oggetto freddo non riesce a contenere la stessa quantità di umidità e quindi condensa l’umidità.

L’umidità è quella che esce dal nostro respiro nell’abitacolo.

Aprire il finestrino e far uscire l’umidità è la soluzione più semplice.

Puoi scoprire di più su questo meccanismo fisico e su come arieggiare pr evitare l’umidità in questo articolo o in altri nel sito.

A volte la causa dell’eccesso di umidità potrebbe essere che la tua auto è umida o piena di acqua!

Le auto hanno dei fori nella carrozzeria per scolare l’acqua quando piove.

Sono dei veri e propri canali che corrono all’interno della carrozzeria, puoi vedere i fori di entrata aprendo il cofano.

Sono come i pluviali delle case.

E come i pluviali si possono intasare, con foglie, aghi di pino e sporco e l’acqua rimanere all’interno dell’auto.

A volte puoi sentire “rumore di acqua” facendo le curve.

In questo caso quando piove o ci sono le giuste condizioni climatiche l’umidità condensa sul vetro facendo appannare.

Il rimedio?

  • Pulire i tubi e cercare di scolare l’acqua imprigionata.
  • Togliere le foglie ecc dai fori di entrata o uscita e
  • Lasciare la macchina al sole con le porte aperte durante una bella giornata per farla evaporare.

Se necessario anche più di un giorno.

Così elimini l’umidità interna e anche possibili odori e muffe.


Se ti è piaciuto questo articolo sull’umidità in auto per favore condividilo.

L’umidità di condensa causa vetri appannati ed è anche la causa principale della muffa in casa.

L’umidità di condensa si forma anche in casa, sopratutto nelle case moderne super isolate, anche classe A con cappotti di polistirolo e vetri blindati.

L’umidità di condensa è la causa della muffa sui muri.

L’umidità di condensa fa appannare i vetri in auto, è solo una dei 12 tipi di umidità che possono affliggere le case.

Iscriviti alla newsletter e ricevi subito la guida ai 12 tipi di umidità.


Se hai qualsiasi di problema di umidità in casa:

  • umidità di risalita,
  • muri umidi e freddi.
  • umidità di condensa e muffe sui muri,
  • intonaci che si scrostano,
  • clima malsano, odore di umido o muffa,
  • e qualsiasi altro problema di umidità, incluso vetri appannati.

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aeratore con recupero di calore aerotube
muffa-soffitto-aeratori-con-recupero-di-calore
Umidità eccessiva  causa muffe sui muri.

Aeratori con recupero di calore: uno dei metodi più efficaci per eliminare definitivamente la muffa sui muri.

La solita candeggina e “un’altra mano di pittura antimuffa” non risolve il problema. Lo sai.

Bisogna diminuire il tasso di umidità.

Installando un aeratore con recupero di calore deumidifichi, elimini gli odori e hai sempre aria pulita e filtrata.


Gli aeratori con recupero di calore puliscono l’aria ed eliminano la muffa sui muri.

aeratore umidità e muffa InVENTer
Aeratore con recupero di calore InVENTer

Continuare a usare candeggina e ridipingere, spesso peggiora la situazione.

Perché candeggina e pitture “antimuffa” durano poco?

  • La disinfestazione della muffa è fatta troppo velocemente. Un liquido disinfestatore professionale richiede ore di applicazione. Come puoi pensare che dieci minuri di candeggina e carta vetrata siano sufficienti?
  • Le vecchie pitture, spesso non traspiranti, lavabili coi luccichini vari e strati di “primer isolanti” non vengono tolte prima di ridipingere il muro. Tra gli strati di vecchie pitture si nasconde la muffa e gli strati impediscono la traspirazione del muro.
  • La pittura “antimuffa” non è antimuffa. È un lavabile o tempera con un addittivo. Spesso è  al supermercato “in offerta.” C’è scritto in grande traspirante antimuffa – Ha la stessa efficacia dei dentifrici “anticarie.” Vanno bene solo se non hai la carie.
  • Hai provato la costosa novità pittura isolante che contiene il “sale dell’Himalaya e l’ossido di Plutone” – promette “30% di risparmio energetico” – “pulisce l’aria” – “bianco che più bianco non si può, fine della muffa per sempre.”  È solo marketing.
  • Se NON hai un serio problema di umidità ambientale o ponti termici, è sufficiente disinfestare le muffe, scrostare le vecchie pitture e usare quelle “giuste” (vedi sotto)

  • Se invece HAI ponti termici seri, grave eccesso di umidità ambientale, non funziona nessuna pittura “termica” o “nanocappotto” o che “purifica l’aria.”

Cosa deve avere una pittura per essere antimuffa?

  • La prima caratteristica di una vera pittura “antimuffa” è che deve essere veramente traspirante. Il che esclude tutti i lavabili, i luccichini, le plastichine sgargianti, i colori ecc.
  • La seconda caratteristica è che deve essere per sua natura velenosa per la muffa. Cioè è un terreno in cui la muffa non può vivere. Non è adatto alla vita. Il che esclude le tempere e pitture che contengo materiali organici o derivati del petrolio.

La pittura antimuffa per eccellenza è la pittura di calce. Lì la muffa non vive.

Tinte di calce naturale. Latte di calce. Grassello di calce. Stucco veneziano e company.

Oltre alla calce ci sono i silicati.

  • Le vere pitture antimuffa sono pitture minerali, alcaline, traspiranti. Non contengono derivati del petrolio e sono un terreno velenoso per la muffa.

Se la pittura è un terreno fertile per la muffa e non è traspirante, puoi metterci dentro anche il cianuro che non serve a niente.

Ecco perché le pitture di plastica, luccichini e lavabili non vanno bene.

Anche se c’è scritto in grande “antimuffa.”


Le cause per cui si forma la muffa e come si elimina.

  • Troppa umidità ambientale e punti più freddi su cui si forma condensa.
  • La condensa “innaffia” le spore, che crescono come i funghi dalla sera alla mattina.

Le spore sono invisibili, sono dappertutto, e non danno fastidio a nessuno.

Finché non ricevono dell’acqua, dell’umidità. E iniziano a crescere.

Bisogna disinfestare la muffa a fondo incluso le spore e poi usare vere pitture traspiranti e antimuffa.

Tuttavia, se hai un serio problema di aereazione o ponti termici, potrebbe non essere sufficiente nemmeno quello.

A Milano nel tipico condominio anni 70 in inverno ci sono 23° con 70% di umidità.  La condensa si forma a 18 o 19 gradi!

Quindi angoli dei soffitti e bordi finestre sono i primi a diventare neri di muffa.

Devi abbassare l’umidità ambientale. Le pitture isolanti cosa possono fare…

Anche nelle case ristrutturate con cappotto e perfino nelle case nuove Classe A si forma umidità di condensa e muffa.

Se una casa ha troppo isolamento non traspirante, con i vetri “della NASA” ed è una scatola di polistirolo, l’aria non circola più.

L’umidità si accumula e prima o poi condensa.

aeratore siegenia nel telaio infisso
aeratore nel telaio dell’infisso in alluminio nelle finestre

Per i ponti termici serve un vero cappotto interno traspirante antimuffa e per il tasso di umidità elevato serve una ventilazione corretta. Far girare l’aria.

Cioè gli aeratori con recupero di calore, da installare nelle pareti o nelle finestre.


Gli Aeratori con Recupero di Calore Eliminano la Muffa – Perché?

Perché dimuiscono l’umidità ambientale e quindi eliminano l’umidità di condensa.

Le muffe non possono più crescere se non vengono “innaffiate”.

Coma fanno a deumidificare arieggiando? È una questione di fisica.

L’aria in inverno è sempre meno umida dell’aria all’interno della casa.

Anche se fuori c’è la nebbia, il 90% di umidità, nevica o c’è -10 sotto zero.

Più la temperatura è fredda e meno umidità c’è nell’aria. Per saperne di più clicca quì.

Se guardi un igrometro e spalanchi le finestre in inverno, vedrai l’umidità interna scendere velocemente del 30% o più.

Solo che così entra anche il freddo e dopo un po’…

Ecco perché ti servono gli aeratori con recupero di calore.

Specialmente se hai una casa con cappotto e vetri termici che si riscalda con niente.

Specialmente se se non puoi arieggiare perché sei tutto il giorno fuori di casa.

Se puoi arieggiare e starci dietro leggi questo articolo per sapere come farlo correttamente.

Un aeratore con recupero di calore deumidifica la casa in questo modo:

  1. Espelle l’aria calda e umida (e sporca).
  2. Mentre la espelle recupera il calore dall’aria e lo immagazzina.
  3. Immette aria fredda dall’esterno, che contiene molta meno acqua. La filtra.
  4. Mentre la immette la riscalda usando l’energia che ha recuperato al punto 2.
  • Gli aeratori con recupero di calore da parete consumano pochissima energia, al contrario di deumidifcatori e condizionatori d’aria.
  • Il calore lo recuperano e i motori e consumano pochi watt.
  • Gli aeratori usano sempre aria fresca e la mantengono pulita, un condizionatore o deumidificatore gira sempre la stessa aria.
  • Un buon aeratore con recupero di calore può arrivare ad un recupero fino al 90% – Se non sei in Val Gardena anche un 60-70% è accettabile.

Alcuni aeratori sono silenziosissimi per le camere da letto.

Come tutte le cose la qualità conta.

Uno di questi lo trovi dappertutto, con nomi differenti e sempre la stessa foto.

È un discreto apparecchio ma rumoroso, è un’imitazione di quelli originali tedeschi.

Alcuni aeratori immettono ed espellono l’aria contemporanemante, altri alternano immissione ed emissione a intervalli regolari.

Alcuni si incastrano dentro la parete, altri si applicano sulla parete.

Stiamo parlando di modelli di aeratori con recupero di calore da parete.

La ventilazione meccanica controllata centralizzata è un’altra cosa, non ce ne occupiamo quì.


NUOVO! – Aeratore con Recupero di Calore Comandabile da Smartphone! –

esterno di aerotube siegenia
Esterno di Aerotube Aeratore da Parete

La novità di fine 2106 è la produzione da parte di Siegenia del primo aeratore con recupero di calore da incasso in parete comandabile da smartphone e tablet.

È stato così risolto il problema della sincronizzazione dei vari aeratori senza doverli collegare tra di loro e ad una centralina.

aeratori con recupero di calore inventer
aeratori con recupero di calore inventer sono sincronizzati tra di loro

Il collegamento di molti aeratori è la cosa più complicata e dispendiosa, richiede interventi edili, tracce, e interventi elettrici che spesso complicano la scena e aumentano i costi.

Esistono anche aeratori indipendenti che si collegano direttamente alla presa elettrica.

Espellono e immettono aria contemporanemente senza bisogno di sincronizzarli.

Ma il massimo dell’efficienza energetica e di controllo sulla deumidificazione, si ottiene sincronizzando gli aeratori in modo che quando uno sta espellendo l’altro sta immettendo l’aria.

Il nuovissimo modello di aeratore con recupero di calore Siegenia Aerotube risolve il problema utilizzando una WLAN, cioè il WiFi interno.

Gli aeratori si comandano tramite telecomando o una APP su smartphone o tablet.

aeratore con recupero di calore aerotube
Nuovo aeratore con recupero di calore Aerotube Siegenia
app per comandare aeraotube
APP per comandare gli aeratori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Clicca sul link per maggiori informazioni e dettagli sull’aeratore Aerotube Siegenia

E clicca quì per vedere gli altri modelli di ventilazione meccanica controllata consigliamo.

Come da nostra politica anche per gli aeratori utilizziamo solo il meglio, tralasciando imitazioni, cloni e apparecchi di seconda o terza categoria.

Aerotube è l’unico aeratore con recupero di calore in Classe Energetica A+


HAI PROBLEMI DI UMIDITÁ IN CASA?

HAI UMIDITÁ DI CONDENSA?

HAI MUFFE SUI MURI?

VUOI INSTALLARE AERATORI CON RECUPERO DI CALORE A CASA TUA?

Prima di affidarti al solito “cugino imbianchino” o “esperto” di turno contattaci per una consulenza e preventivo senza impegno.


Rispettiamo la tua privacy e non daremo il tuo contatto ad altri. Li useremo solo per rispondere alle tue domande e inviarti le nostre offerte. Potrai cancellarti o modificare i dati semplicemente scrivendocy. Vedi anche privacy policy.

[schema type=”product” url=”www.green-tech.it/it/siegenia-aerotube.htm” name=”Aerotube Siegenia Aeratore con Recupero di Calore” description=”Il primo aeratore con recupero di calore da parete comandato e sincronizzato tramite APP per smarthphone e in Classe A+ Arieggia filtra e deumidifica consumando pochissima energia” brand=”Aerotube” manfu=”Siegenia” condition=”New” ]

risanamento-cantina-sasso

Risanare scantinati umidi:
un po’ arte, un po’ scienza.

In molte case è presente uno scantinato umido, una taverna o una cantina interrata che potrebbe essere risanata.

La domanda è: come fai a non buttare via i soldi, come puoi ottenere risultati duraturi nel risanare scantinati umidi?

  • Hai un seminterrato, taverna o cantina umida da risanare?
  • Umidità di risalita in taverna?
  • Scantinato o taverna umida con pareti contro terra?
  • Intonaci che continuano a scrostarsi nel seminterrato?
  • Odore di umido e muffa nella taverna o scantinato?
  • Devi risanare scantinati umidi?

Conviene ristrutturare taverne, cantine e seminterrati o risanare scantinati umidi?

Risanare scantinati umidi può essere costoso e se non vuoi buttare via i soldi non è un lavoro da affidare al solito “cugino imbianchino.”

La classica “parete di cartongesso” nei seminterrati è un sicuro disastro.

Serve solo a nascondere l’umidità e quello che succede dietro non devi saperlo, ma lo sentirai presto!

Se hai uno scantinato in centro città, dopo una ristrutturazione acquista molto più valore e lo puoi usare.

In tal caso conviene investirci denaro, deumidificare e risanare i muri umidi.

Se la “location” ha poco valore potrebbe costare più la ristrutturazione che lo scantinato stesso.

In questo caso si possono attuare soluzioni parziali che ti permettano di utilizzarlo al meglio senza spendere troppo.

La cosa più importante è “conoscere prima di agire.”

La classica “rasatura di intonaco speciale anti umido” o la “parete in cartongesso” che di solito consiglia il cugino imbianchino, o il muratore “di fiducia” non serve a niente in un seminterrato umido.

Idem i soliti “fori per arieggiare.”

Per non parlare del mitico “vespaio con gli iglù”. Il vespaio nn fa niente ai muri, specialmente in un interrato. E le soluzioni che si inventano per “arieggiarlo” sono da film dell’orrore.

Butterai solo via soldi.

Dopo un po’ ci sono i funghi dietro la parete di cartongesso e l’ambiente puzza ancora di più di muffa e di cantina.


Come risanare scantinati umidi?

Abbiamo già parlato dei diversi tipi di umidità e come ognuno necessiti di una soluzione diversa.

In uno scantinato, come minimo ci sono 3 tipi di umidità.

E bisogna risolverle contemporanemente.

Non coprirle in qualche modo e sperare che duri.

In giro si vedono principalmente lavori che “coprono” l’umidità e la nascondono peggiorando le cose.

risanare scantinati umidi con polistirolo
Effetti del polistirolo sui muri umidi

Esempio: contro pareti di cartongesso o tavelle davanti ai muri umidi.

Esempio horror: pannelli di polistirolo sopra i muri umidi.


La prima cosa è individuare tutte le sorgenti di umidità nello scantinato o taverna umida e la loro quantità.

risanare-scantinati-umidi-termo

Per farlo servono gli strumenti. Non si fa ad occhio.

Verifiche. Diagnostiche. Dati misurabili.

Igrometri, termocamere, ecc.

Chi entra nel seminterrato umido, dà un’occhiata e dice “ghe pensi mi, bisogna fare il vespaio…”

Di solito nasconde il problema con qualche prodotto di moda in quel momento.

Tipiche soluzioni che non servono e vengono consigliate: “bisogna fare una contro parete di tavelloni” o un “foro di aereazione” – “mettiamo il perlinato” “una bella parete di cartongesso con dentro polistirolo (o la lana di roccia) e sei a posto.”

E poi c’è il sempreverde “devi fare il vespaio.”

Cosa c’entra il vespaio con i muri umidi, per di più se sono contro la terra?

Abbiamo visto molti vespai “aerati” sottoterra e naturalmente non erano aerati…


Regole per risanare uno scantinato umido.

  • Nascondere il muro umido o l’umidità peggiora le cose. Cappotti e pareti di polistirolo e cartongesso non si devono MAI usare sui muri umidi e nei seminterrati.
  • I fori di “aereazione” fanno entrare freddo in inverno e umido in estate e non hanno mai funzionato per risolvere l’umidità. Causano umidità di condensa.
  • Se hai umidità di risalita, non devi fare nessun intonaco cappotto o contro parete non traspirante.
  • In una parete contro terra, non isolata all’esterno nessuno sa cosa succede dietro quando piove. Coprirla con polistirolo o altri sistemi non è la soluzione.
  • L’umidità ambientale deve poter uscire dallo scantinato o taverna. L’aerazione e il riscaldamento vanno progettati correttamente.
  • Lasciare le finestre aperte in estate, peggiora le cose. (aria calda umida entra e si condensa sulle pareti più fredde dello scantinato)

Come risanare scantinati umidi?

Per risanare scantinati umidi, una taverna o una cantina umida ci sono varie fasi da seguire per avere risultati concreti e duraturi.

  1. Individuare tutti i tipi di umidità presenti nello scantinato.

Questo fa vatto con un sopralluogo tecnico che potrebbe estendersi in una diagnostica strumentale fino a che non si è certi di averli individuati tutti.

Potresti avere:

  • Umidità di risalita
  • Spinta laterale contro terra
  • Sali = Umidità igroscopica
  • Umidità ambientale e condensa
  • Condensa Interstiziale
  • Umidità causata da infiltrazioni
  • Altro (vedi 12 tipi di umidità)

Quelle elencate sono quelle più probabilmente presenti.

  1. Risolvere un’umidità alla volta nella giusta sequenza.

Adesso che sappiamo e abbiamo misurato i vari tipi di umidità stendiamo un programma per risanare lo scantinato umido nella giusta sequenza.

a) Se c’è umidità di risalita, si deve interrompere e risolverla. Ad esempio con un dispositivo d’inversione di polarità delle molecole d’acqua che risalgono il muro dalle fondamenta.

ecoosmosi-elettrosmosiCi sono vari dispositivi di inversione di polarità alimentati ad elettricità che emettono onde elettromagnetiche o l’elettrosmosi, che negli scantinati vanno benissimo e sono meno costosi di altri sistemi.

b) L’altra parte fondamentale è l’umidità di spinta laterale. O controspinta.

Si tratta di umidità che arriva di lato dal terreno. I dispositivi d’inversione di polarità hanno un’efficacia parziale su questo tipo di umidità. E non ne hanno sulle infiltrazioni d’acqua liquida.
Nessuno può prevedere cosa succede in una parete contro terra in caso di piogge abbondanti e quindi si deve intervenire nel modo corretto.

Può essere necessario fare iniezioni di resine o usare cemento osmotico, o intonaci speciali che creano una barriera di contro spinta.

Se possibile la cosa migliore è fare una guaina esterna, o un intercapedine.

Lavori che non sempre si possono fare per questioni finanziarie o fisiche.

Per fortuna c’è la soluzione dall’interno, meno invasiva e costosa.

Bisogna separare il muro contro terra dall’intonaco.

  • Il vecchio intonaco va ovviamente rimosso, e i sali anche.
  • Poi si applica una barriera isolante che “stacca” il muro dal resto del mondo.

Si tratta di una membrana alveolare con bugne da circa 8 mm che viene applicata al muro con dei tasselli. barriera risanamento scantinati umidi

La membrana alveolare che permette la micro-aereazione del muro.

Sopra la membrana c’è la rete di armatura.

Si può intonacare direttamente o finire con lastre resistenti all’umidità tipo fibrocemento. Se ci sono probelmi di freddo è meglio applicare anche dei pannelli di materiali isolanti. Esempio sughero o Aerogel.

La barriera va applicata con una tecnica che permette al muro di continuare ad evaporare l’umidità.

Se necessario si predispone uno scolo per la condensa in basso.

In questo modo il muro può traspirare, continuare a deumidificarsi sotto l’effetto del dispositivo di inversione polarità e in caso di umidità laterale in eccesso può evaporare nell’ambiente senza mai toccare l’intonaco!

Un altro sistema simile è quello di applicare una “membrana” che non è di plastica ma è un materiale speciale che isola la parete controterra e sopra la quale si possono mettere pannelli isolanti o direttamente un intonaco resistente all’umidità ambientale. Tipo calce idraulica naturale.

Se non c’è una grande umidità di spinta laterale o di risalita si possono posare direttamente pannelli minerali traspiranti naturali.

Si posa in pratica un cappotto traspirante interno che gestisce l’umidità e isola dal freddo.

risanare scantinati umidi pannello silicato di calcio
cappotto interno traspirante alcalino a capillarità attiva da 5 cm in un interrato di cemento armato.

Usare pannelli in fibra di legno, sughero o meglio ancora pannelli  minerali a capillarità attiva speciali contro la muffa. Come il silicato di calcio con fibre vegetali.

Va valutato il pannello migliore casa per casa.

Non sono tutte uguali.

Infine viene intonacato con materiali traspiranti o con la sola calce idraulica naturale al 100%

“Sola calce idraulica naturale” significa che contiene zero cemento.

Anche la pittura dovrà essere traspirante, come il grassello di calce naturale o idropitture di qualità anti muffa o anti condensa a seconda della situazione.

Dopo aver risolto umidità di risalita, umidità igroscopica (i sali), umidità di spinta laterale mancano due cose fondamentali per risanare lo scantinato e renderlo abitabile: riscaldamento e aereazione.

Gli ambienti seminterrati o interrati devono essere aerati correttamente.

L’umidità ambientale e quella che esce dalla membrana alveolare descritta sopra o evapora per effetto dei dispositivi di inversione di polarità, deve uscire dallo scantinato umido, taverna o cantina.

L’umidità di una taverna o scantinato  deve essere sempre fatta uscire per evitare condense.

Nei seminterrati le finestre mancano, sono scarse o piccole, o bocche di lupo, ma l’umidità nell’ambiente deve essere fatta uscire e ricambiata con aria fresca a pulita.

Per risanare scantinati umidi bisogna installare un sistema di aerazione e riscaldamento dei locali.

La ventilazione meccanica controllata con recupero del calore, mantiene il tasso di umidità nei valori ideali se i locali vengono anche riscaldati.

A volte solo con aereazione e riscaldamento si possono ottenere miglioramenti enormi in uno scantinato umido.

Non risolverà l’umidità di risalita ma cambierà completamente il clima.

In alcuni scantinati bisogna per forza ricorrere alla ventilazione centralizzata e canalizzata, ma quando è possibile la soluzione più economica e pratica è installare aeratori con recupero di calore da parete.

Per il riscaldamento degli scantinati umidi:

Oltre alla VMC e alla stufe o riscaldamenti classici c’è un metodo non invasivo, che negli scantinati può essere utilissimo.

biored irragiamento infrarossi
Differenza tra irraggiamento a termosifone e a raggi infrarossi.

Il pannello radiante a raggi infrarossi.

I pannelli a raggi infrarossi possono essere installati senza lavori edili.

Riscaldano gli oggetti e non l’aria.

Come fa il sole.

Quindi scaldano i muri. Hanno un potente effetto deumidificante e antimuffa.


risanamento-cantina-sassoAbbiamo installato il dispositivo di inversione di polarità e un pannello IR in una “grotta” (un crotto) di sasso sul lago di Como praticamente inutilizzabile.

Le pareti gocciolavano di umidità di condensa, era fredda e mai usata da proprietari.

Non era il caso di fare un cappotto interno per quanto traspirante e perdere l’effetto dei “sassi”.

Dopo un anno era risolta e adesso la usano per farci le cene tra amici e passare le serate.

C’è anche un metodo di asciugare i muri umidi e deumidificarli velocemente.

Un metodo che in pochi giorni deumidifica muri bagnati da infiltrazioni, perdite, allagamenti.

Si tratta della deumidificazione con le microonde.


Questa è la giusta sequenza per risanare scantinati umidi.

Con garanzia di risultato, perché si eliminano tutte le sorgenti di umidità senza coprirle come fanno di solito.

Non copiare e incollare questa procedura.

Bisogna prima studiare la tua situazione!

La tua casa, scantinato, taverna o cantina ha il suo problema, il suo valore e un motivo per cui la vuoi risanare, diverso da tutte le altre.

Riassumendo: come risanare scantinati umidi.

  • Niente contro pareti di tavelloni, cappotti interni di cartongesso o polistirolo applicati ai muri umidi o controterra.
  • Non credere ai “fori per arieggiare.”
  • Aprire le finestre in estate nello scantinato umido non va bene.

La prima cosa è individuare quali tipi di umidità ci sono.

I lavori di risanamento possono essere fatti tutti assieme o po’ alla volta iniziando dal punto più importante.

Se non segui la sequenza giusta spendi i soldi per niente.


Vuoi risanare scantinati umidi, la taverna o la cantina, in modo definitivo, garantito senza buttare via soldi?

Richiedi un sopralluogo e preventivo sarai contattato entro 24 ore.

Rispettiamo la tua privacy. I tuoi dati non verrano dati ad altre aziende. Saranno utilizzati da Greentech srl per rispondere alla tue domande e mandati le nostre soluzioni. Puoi far cancellare o modificare i dati in qualsiasi momento semplicemente richiedendolo.
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cappotto termico naturale

Il cappotto termico con la normativa del 95 cioè la spinta a ridurre le emissioni e gli incentivi fiscali è diventato un classico.

L’edilizia recente cerca di “cappottare” tutto il possibile.

Con il nuovo “Ecobonus” si arriva ad avere incentivi del 110% e quindi nei prossimi mesi assisteremo ad un proliferare di cappotti.

Se per molti lati questa è una cosa positiva dall’altro lato non è priva di rischi per chi si accinge a capottare una casa già costruita.


Il cappotto termico di polistirolo o polistirene è un classico ma è l’ideale?

Il consiglio dei termotecnici dal ’95 è: coibentare tutto.

Sigillare case, pavimenti e finestre.

E tenerle chiuse.

Risparmio energetico.

Le ristrutturazioni prevedono sempre:

  • riscaldamento a pavimento,
  • vespaio di iglu sotto il pavimento,
  • cappotto termico di polistirolo,
  • infissi termici,
  • pannelli solari ecc.

Ma sono sempre le soluzioni ideali?

Specialmente per le case vecchie?

La risposta è NO. Specialmente il cappotto di polistirolo.

Problemi causati da cappotto di polistirolo nelle ristrutturazioni

Molto spesso i muri delle case da ristrutturare hanno umidità di risalita e la situazione si complica.

Un muro umido trovando il polistirolo all’esterno può solo inviare umidità all’interno.

Oppure si condensa nell’interstizio tra il cappotto e il muro.

Un muro umido conduce il calore verso l’esterno in inverno sprecando energia. Incontra il polistirolo e l’umidità aumenta.


Nelle case con cappotto termico e infissi termici come si ARIEGGIA?

Il cappotto di polistirolo assieme agli infissi “a prova di terza guerra mondiale” elimnano ogni aerazione e traspirazione in casa.

Se la casa è troppo umida per l’umidità di risalita o umidità ambientale si forma subito la condensa e la muffa.

Così ti dicono “devi arieggiare” – “apri le finestre”!

Perché installare finestre e cappotti dove non passa un atomo d’aria per risparmiare sul riscaldamento, se poi devi aprirle e far entrare il freddo?

La casa con cappotto di polistirolo: un bunker che si riscalda in fretta e dove non passa aria.

Le case con cappotto di polistirolo anche in Classe A non hanno un clima ideale interno.

Sono umide, hanno spesso muffe e aria pesante.

Certe case nuove sono state fatte male o “al risparmio”.

Oltre la mancanza di aereazione, possono avere difetti come infiltrazioni dai marciapiedi, umidità di condensa interstiziale e ponti termici.

Piccole stanzette: microspazi ipercoibentati.

Case nuove anche Classe A con umidità, muffa e pessimo clima.


Dopo anni di amianto e cemento, ora c’è la “plastificazione” isolando le case con cappotto termico di polistirolo.

  • Orrendi cappotti, che suonano “vuoto” quando li tocchi, ricoperti di pitture di plasticone “antipioggia” dai colori sgargianti.
  • Infissi termici in PVC e vespaio di plastica al piano terra.
  • Una scatola di polistirolo e cemento.

Magari fatto attorno ad una vecchia casa anni 50 o primi novecento che aveva un suo equilibro e una sua estetica che vanno perduti.

L’aria non circola nelle case nuove o ristrutturate con cappotto termico di polistirolo e infissi termici.

E così si hanno problemi di muffa, odori e clima malsano.

Cappotto Termico di Polistirolo Fatti “alla Carlona.”

A volte il cappotto termico, nelle ristruttrazioni viene fatto da imbianchini o muratori che non sanno niente di isolamento termico e di materiali.

Senza tanti calcoli, progetti termo tecnici o scelta dei materiali.

Sembra che basti montare dei pannelli di polistirolo e rasare tutto col plasticone, e fine.

Abbiamo visto i risultati dei cappotti di polistirolo “fai da te”.

La casa era un ponte termico globale, con muffe in ogni stanza.

Il peggio è il cappotto di polistirolo, rifinito al quarzo sgargiante sopra vecchi muri umidi con umidità di risalita.

Il genio “amico muratore” o impresa che “costa meno” a volte invece del cappotto esterno ti consiglierà di fare all’interno le mitiche contro pareti di tavelloni, o di cartongesso.

Un’antica leggenda dice che servono a coprire i muri umidi.

Quello che succede dietro quelle pareti di cartongesso o di tavelloni meglio non saperlo ma se l’hai fatto… lo scoprirai presto!

Se lo richiami per il clima, la muffa e gli odori nefasti darà la colpa alle finestre ti farà il classico “foro per far passare l’aria”.

Prima mette l’isolamento termico e poi ti buca le casa e fa entrare freddo.

“Antiche tradizioni e conoscenze” tramandate da un incompetente all’altro e applicate ai materiali e alle esigenze moderne.

Materiali naturali e traspiranti, per cappotto termico.

I materiali naturali per un cappotto termico costano di più ma danno di più.

Non te li consigliano perché guadagnano sulla posa.

Il polistirolo non costa niente e così ti ha un prezzo apparentemente “competitivo”.

È meglio spendere di più dei materiali e avere un cappotto naturale traspirante e infissi ventilati.

  • Il costo della manodopera è più o meno uguale
  • Noleggio del ponteggio è lo stesso
  • Le parcelle dei progetti e permessi sono uguali
  • I lavori accessori sono gli stessi

Il costo dei materiali naturali e traspiranti è maggiore ma il risultato è completamente diverso.

Vantaggi del Cappotto Termico Fibre Naturali.

Il cappotto termico in fibre naturali è prima di tutto traspirante.

Un cappotto di fibre naturali isola dal freddo in inverno e dal caldo in estate, non emette sostenze nocive volatili che inquinano l’ambiente.

All’interno delle case ci sono migliaia di sostanze nocive derivate dai materiali da costruzione.

LA POTENZA DEL CAPPOTTO TERMICO NATURALE LA VEDI D’ESTATE PIÙ CHE IN INVERNO

Una cosa che non ti spiegano è lo “sfasamento” del cappotto termico.

Lo sfasamento è l’intervallo di tempo per cui viene ritardato il passaggio del calore attraverso un pannello isolante o un elemento della casa (tipo il tetto o una parete).

Pannello naturalia bau fibra di legno traspirante
Pannello naturalia bau fibra di legno traspirante

Lo sfasamento ideale è di 12 ore così in estate il calore sole più forte che batte sul pannello del cappotto termico o del tetto a mezzogiorno non riesce ad entrare in casa fino alla mezzanotte.

A quell’ora le temperature sono più basse e quindi il cappotto cede gran parte del calore accumulato durante il giorno all’esterno invece che all’interno.

La casa rimane fresca.

Tempi di sfasamento del cappotto termico:

  • Il polistirolo ha un tempo di sfasamento di 3 ore.
  • La lana di vetro di 2.5 ore
  • Lana di pecora 4 ore
  • La cellulosa 7 ore
  • Pannello naturale di fibra di legno tipo Naturalia Pavatex® 12 ore!

Ecco la differenza tra un cappotto di polistirolo e uno in fibre naturali.

Coefficienti di Trasmittanza del Calore = quanto freddo ENTRA e quanto calore ferma IL CAPPOTTO TERMICO:
  • Polistirolo = 0.16
  • Cellulosa = 0.11
  • Pannello fibra di legno Pavatex = 0.05

Capacità Termica Massicca
cioè la capacità di un materiale di accumulare il calore (in J/KgK)

  • Lana di Vetro e Lana Minerale = 1000
  • Polistirolo = 1500
  • Cellulosa = 1940
  • Pannello di fibra di legno Pavatex® = 2100

Non è finita quì!

sistema cappotto naturale naturalia bau
sistema cappotto naturale naturalia bau
  • I materiali naturali e in particolare i pannelli di fibra di legno hanno una maggiore efficienza nell’isolamento acustico, cioè dal rumore esterno e tra le pareti.
  • I materiali naturali hanno una maggiore traspirabilità mentre isolano.
  • Possono assorbire l’umidità in eccesso e rilasciarla quando è più secco. In questo modo si dice che “respirano meglio”.
  • Contribuiscono a creare un clima migliore, più sano, molto meno umido e senza muffa.
  • I materiali come la fibra di legno non emettono sostanze nocive e profumano di buono, al contrario della plastica o polistiroli e cementi vari.
  • I pannelli di fibra di legno o silicati si possono usare per fare un cappotto termico interno invece che esterno.

Il cappotto termico interno di materiale naturale.

Abbiamo già spiegato in un altro articolo che fare un cappotto interno di polistirolo, di cartongesso o perfino di tavelloni su muri umidi sono soldi buttati e peggiori la situazione.

Un cappotto termico interno è una valida alternativa al cappotto esterno, se hai qualche centimentro da togliere alla stanza.

L’importante è non usare il polistirolo, che all’interno è ancora peggio che all’esterno. Soprattuto su case vecchie o muri umidi.

Quando fare un cappotto termico interno?

  • Quando non vuoi o non puoi fare il cappotto termico a tutta la casa.
  • Devi mantenere la facciata esterna estetica o belle arti ecc.
  • Se un ponteggio esterno sarebbe troppo costoso o impossibile.
  • Hai solo una zona della casa o che soffre di umidità o muffa.

In questi casi è possibile e economico fare un cappotto interno per risolvere i problemi di isolamento, e neutralizzare i ponti termici che formano umidità di condensa, muffa o freddo.

Oltre a maggiore traspirabilità, isolamento e assorbimento dell’umidità c’è un vantaggio ambientale ed estetico con i pannelli naturali.

Infatti il cappotto termico interno minerale non ha VOC (sostanze organiche volatili dannose).

Il risultato è che il comfort, l’odore e la sanità dei muri interni è nettamente superiore a qualsiasi altro muro in cemento, polistirolo, gesso e altre “schifezze” tipiche della case moderne.


DEVI FARE UN CAPPOTTO TERMICO?

Oltre al comfort anche 'estetica di un cappotto naturale è molto migliore dei cappotti di polistirolo
Oltre al comfort anche l’estetica di un cappotto naturale è molto migliore dei cappotti di polistirolo
  • Prima di rischiare con il solito cappotto termico di polistirolo all’esterno su muri umidi
  • Prima di farti fare un cappotto interno di polistirolo o cartongesso
  • Se devi ristrutturare una vecchia casa,
  • Ci sono muri umidi o muffa,
  • Non ti piace la plastica.

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Potrai cancellare o modificare i dati quando vuoi semplicemente richiedendolo. Vedi privacy policy.

Nota: in foto i pannelli Pavatex della Naturalia Bau di Merano (BZ). Made in Italy.
Esistono molti tipi di pannelli per cappotto esterno naturale traspirante o interno antimuffa e anche altri materiali traspiranti e naturali per cappotti interni o esterni con ottime caratteristiche di isolamento, traspirabilità e clima ideale. Contattaci per maggiori informazioni o per un sopralluogo e preventivo per la migliore soluzione per la tua casa.

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Risanamento Muri Umidi – Severamente Vietato il Cemento.risanamento-muri-umidi-cartello-vietato-cemento

Hai una casa di corte, cascina o antica dimora da ristrutturare?

Prima di spendere soldi per niente leggi questo articolo.


Il restauro di vecchi edifici e il risanamento muri umidi si deve fare con intonaci di sola calce idraulica naturale, senza cemento.

Classi calce naturale
Classi della Calce idraulica naturale

La maggior parte degli intonaci, “per risanamento muri umidi”, per restauro o “bio- edilizia”, contengono dal 5 al 20% di cemento.

Intonaci “a base di calce idraulica naturale” per il “risanamento delle murature umide” e “umidità di risalita” – Quel “a base” è ingannevole perché non significa “di sola calce idraulica naturale (NHL 5)”

La differenza è come la pizza napoletana DOP e la pizza a Copenaghen con mozzarella romena e ananas.

In Italia c’è un po’ di confusione e quindi è possibile vendere intonaci per risanamento muri umidi, con l’etichetta “a base di calce idrualica naturale” che non significa “di solo calce idraulica naturale”.

E si confonde anche la calce idraulica (HL) con la Calce idraulica naturale. (NHL)

Le normative per la calce.

In base alla norma UNI EN 459-1:2010, i prodotti ottenuti con la cottura di marne naturali oppure di mescolanze omogenee di pietre calcaree e di materie argillose sono indicati come Calci Idrauliche Naturali.

Le calci idrauliche naturali hanno la sigla NHL (Natural Hydraulic Limes).

Tra le calci idrauliche naturali, c’è fa una distinzione in base alla resistenza meccanica a 28 giorni.

Ci sono 3 classi di calci idrauliche naturali: NHL 2.0 – NHL 3.5 – NHL 5.0

I muratori o professionisti dicono: “per l’umidità uso intonaci risananti a base calce” – quello della (ditta famosa). Il “macroporoso.”

Il che non vuol dire molto e non garantisce il risultato.

Bisogna leggere la composizione nelle schede e vedere la composizione, gli inerti, gli agenti nobilitanti, e la classe. NHL5 o NHL3 o misto cemento e calce = il risultato sarà diverso.


Perché il cemento non va bene nel risanamento muri umidi?

Dagli anni 50-60 col “boom economico” c’è stata la rivoluzione nell’edilizia.

È arrivato il cemento che è diventato la malta e intonaco standard.

A parte i discorsi estetici e ambientalisti, il cemento ha causato danni nel restauro dei vecchi edifici e nel risanamento dei muri umidi.

I vecchi edifici, monumenti e case private sono stati restaurati con malte di cemento, più economico e veloce.

Nelle case private è ancora usatissimo, nel restauro è (teoricamente) abolito.

COS’È IL CEMENTO?  PERCHÈ NON VA BENE NEL RISANAMENTO DEI MURI UMIDI E VECCHI?

Per fare il cemento si usa il Clinker, miscela di minerali contenenti: ossido di calcio (CaO), ossido di silicio (SiO2), ossido di alluminio (Al2O3), ossido di ferro (Fe2O3) e ossido di magnesio (MgO).

Clinker-Risanamento-muri-umidi
Il Clinker come esce dal forno

Il Cemento Portland, il più usato, è una miscela precisa di questi elementi.

Il Clinker viene cotto in forni, a volte si aggiungono sostanze come la pozzolana (di provenienza vulcanica) o di minor valore, come residui di fonderia, per abbassare i costi di produzione.

Queste miscele portano il cemento ai valori di resistenza desiderati, con la capacità di essicare anche in acqua o resistere al mare ecc.

Quando al cemento in polvere si aggiunge acqua, la malta solidifica velocemente e indurisce sempre di più in poche settimane.

All’inizio si indurisce per la reazione tra acqua, gesso e altri elementi, col passare del tempo si solidifica con una reazione più lenta e crea una materia più resistente.

Questo crea tensioni interne crepe o micro fessure.

Prima degli anni 50 per 2000 anni le case venivano fatte diversamente.

Prima del cemento le case e gli edifici si costruivano tutti così:

  • Muri portanti in mattoni o pietra o sasso,
  • Solai e tetti sostenuti da volte o travi di legno,
  • Per tenere insieme i materiali e per intonacare si usava solo la calce.

Avevano in comune gli stessi materiali, la calce teneva tutto insieme ed era anche l’intonaco.


COS’E LA CALCE? QUAL È DIFFERENZA COL CEMENTO?

La calce, calce viva, calce aerea o idrata è conosciuta fin dai romani e si ottiene cuocendo rocce di calcare, marmo, conchiglie o altri materiali contenenti carbonato di calcio.

calchera per cuocera calce
Antica fornace per cuocere la calce. Tuttora questi metodi sono usati da ditte che producono calce idraulica di alta qualità.

La calce idraulica è fatta principalmente di idrossido di calcio e può far presa anche in acqua.

I romani la chiamarono calce idraulica perche poteva indurire sia all’aria che sotto acqua (come il cemento).

Nell’antichità venivano usati calcari marnosi, cioè contenenti quantità intorno al 25% di argilla.

Cotti in forni che potevano arrivare ed una temperatura massima di circa 1000 °C.

Da non confondere con la calce idrata, che è la calce “normale”.

La calce idraulica attualmente viene inserita nella categoria cementi, per la capacità di solidificare in acqua ma non è cemento!

La calce comune (calce idrata, calce viva, calce spenta, grassello di calce) si produce cuocendo sabbie calcaree pure.

Non ha la capacità di indurire sott’acqua, ma solo all’aria.

La calce aerea si secca a contatto con l’anidride carbonica nell’aria e lentamente di solidifica con un processo molto più lungo del Cemento Portland.

La confusione tra calce calce idraulica naturale e il cemento.

Le normative e le definizioni sono confuse, la calce idrualica è considerata un “cemento” – le ditte produttrici e la pubblicità fanno il resto.

Verifica sempre la reale composizione nella scheda tecnica.

Per il restauro, ristrutturazioni e sopratutto per il risanamento muri umidi si devono usare intonaci a base di sola calce idraulica naturale senza cemento.

Alcune (pochissime) ditte producono specifici prodotti per differenti usi.

Malta da riampimento, da costruzione, cuci scuci, iniezioni, rinzaffo anti sale, intonaco normale, ciclo risanante deumidificante, tutto a base di sola calce idraulica naturale senza cemento.

ESEMPIO DI SCHEDA UNA MALTA DI VERA CALCE IDRAULICA NATURALE – SENZA CEMENTO
PRODOTTA DA CALCEFORTE

Malta preconfezionata, marcata  secondo normativa UNI EN 998-1, specifica per la realizzazione di un intonaco risanante, totalmente minerale, leggero, particolarmente indicato per murature degradate dall’umidità di risalita, con basso spessore a disposizione, composta di granulati di vetro espanso e sabbie silicee e carbonatiche in appropriata curva granulometrica, regolatori di lavorabilità, e di calce idraulica naturale NHL 5 secondo la normativa UNI EN 459-1, ottenuta dalla calcinazione di calcari marnosi, ricchi di silice, cotti con carbone a bassa temperatura (1100 °C circa) e con le tecniche e i modi tramandati dalla tradizione.

La malta è additivata con specifici seccativi che agendo per frazionamento della macroporosità conferiscono agli intonaci induriti un’elevata porosità totale, una minima resistenza alla diffusione del vapore ed un irrilevante contenuto di sali solubili; il basso peso e l’alta superficie specifica forzano il progressivo  prosciugamento dell’umidità dai muri.

Ottima  stabilità dimensionale e permeabilità al vapore.

DATI TECNICI
Colore naturale: nocciola chiaro;
Granulometria aggregati: 0 – 3 mm;
Peso specifico (prodotto secco): 1000 kg/m³ circa;
Conducibilità termica (l): 0,67 W/mK

Come puoi vedere non c’entra col  “macroporoso risanante della (ditta famosa)”


2 Mo(n)di Diversi di Costruire, Intonacare e Risanare Muri.

C’è grande differenza tra i due modi di costruire e di ristrutturare (cemento o calce).

Perché la calce è stata sostituita dal cemento?

Il cemento costa meno, è più facile e veloce da utilizzare, asciuga in fretta.

Si possono fare gettate, costruire muri e fondazioni di palazzi, dighe ecc. in tempo record.celentano-cemento

Celentano negli anni 60 cantava “non cresce più l’erba” nella via Gluck.

A parte gli effetti sull’ambiente, è nel restauro dei muri e ristrutturazioni che il cemento ha fatto, e fa i danni peggiori.


Le Case di una Volta Erano Diverse.

Le case “di una volta” costruite con pietra, mattoni e calce idraulica, e a volte anche con pezzi di legno e tutto quello che trovavano in giro, sono state restaurate con prodotti cementizi che le rovinano, non solo dal punto di vista estetico ma anche strutturale.

Dopo una ristrutturazione di una tipica cascina o casa di corte, l’intonaco comincia a sfaldarsi, per umidità di risalita, crepe o differenza di resistenza dei materiali.

I muri non respirano bene, si forma umidità di condensa e muffa, anche perché si installano infissi moderni super coibentati.

Se viene fatto un cappotto di polistirolo, specialmente in presenza di umidità di risalita, la situazione è drammatica.

E il vespaio di iglu, crea una platea da cui in estate non esce più il caldo, con l’idea falsa che serva per “eliminare l’umidità di risalita”, mentre isola il pavimento e l’umidita sale nei muri!


Perché il cemento non va usato nel risanamento muri umidi?

1. Perché una malta bastarda di cemento è fino a cinque volte più forte di una malta di pura calce idraulica.

In un vecchio muro non serve una resistenza di 300KG/cmq.

Se usi una malta di cemento per sistemare a cuci-scuci i muri vecchi, si creano differenze di comportamento nella struttura, creando dei blocchi più forti di cemento circondati e appoggiati sui vecchi elementi molto più deboli.

Questo danneggia la struttura del muro e della casa.

E abbiamo visto muri “faccia vista” di sasso restaurati con cemento e verniciati con pellicolanti, ch enon solo esteticamente fanno pena ma aumentano l’umidità in casa.

2- La malta di calce idraulica aderisce al mattone o alle pietre con una resistenza inferiore a quella del materiale. Con il cemento è esattamento l’opposto!

risanamento muri umidi sbagliato
Il cemento resiste molto di più del mattone antico e l’umidità distrugge il muro di più.

Quando un materiale è murato con malta di cemento non si può recuperare. Dovrà essere rotto per togliere la malta di cemento. Nel restauro di vecchi edifici e risanamento muri umidi significa perdere la possibilità di metterci ancora le mani in futuro.

In una cascina di campagna poco male ma in un edificio storico non va bene e ne sono stati cementati tanti.

3- La malta di cemento è molto più impermeabile all’acqua del mattone, tufo e pietre.

Le vecchie case soffrono quasi sempre di umidità di risalita, i sali contenuti nell’acqua evaporeranno dal materiale anziché dai corsi come succedeva con la vecchia malta di calce.

Di conseguenza, mentre prima si consumava la malta, con il cemento si degrada il materiale, tipo il mattone.
(Vedi foto tratta dal sito Calceforte produttore di intonaci e pitture di sola calce naturale)

4- Nel cemento indurito si forma quasi sempre un sale che non si forma nella calce. L’ Ettringite che ha cristalli grandi il doppio del materiale originale e lo rompe.

L’ espansione dei sali di Ettringite causa micro fessure non solo nei muri di cemento nuovi ma sopratutto nei vecchi muri “restaurati” con malte di cemento.

ettringite cristalli
cristalli di ettringite presenti nel cemento creano micro fessure o rotture nei muri e intonaci.

Rompe l’intonaco, il mattone, o causa micro fessure dove si può insinuare altra umidità, o infiltrazioni da pioggia, il ghiaccio può ingrandire le fessure durante l’inverno e causare altro degrado.

I sali solfati che mescolandosi col cemento formano Ettringite sono quasi sempre nella vecchia malta o arrivano nel muro dal terreno (umidità di risalita.)

L’ettringite si può formare dovunque dentro il muro o dove si incontra la vecchia malta con l’intonaco di cemento. E dove si forma degrada il muro.

5- L’ intonaco di cemento è molto meno traspirante dell’intonaco a base di calce.

Il che aumenta l’umidità di risalita in un muro, dopo una ristrutturazione.
Il clima e il confort abitativo sono molto inferiori anche se l’intonaco di cemento dura più a lungo.

Sui muri di cemento, specialmente se finiti a gesso e dipinti a lavabile la muffa fa festa.

Il cemento non va bene nel risanamento muri umidi.

Intonaco, finiture e pitture di calce, come il grasselLo di calce, creano un’ambiente alcalino e naturalmente antimuffa.

Tecnicamente la frase “il muro respira” o “non respira” fa inorridire qualcuno, ritengono che dal muro non passi aria.

La capacità della calce naturale e dell’argilla di assorbire e rilasciare umidità e di cambiare con le stagioni è una caratteristica, un “respiro” che la plastica e cemento si sognano.

Il problema dell’umidità di risalita è un problema serio.

Nel risanamento muri umidi è fondamentale risolvere il fenomeno dell’umidità di risalita.

Noi consigliamo la deumidificazione preventiva dei muri con l‘inversione di polarità o l’essicazione con le microonde.

Ci sono molte “soluzioni all’umidità” che non funzionano. Sifoni e cilindri magici.

Intonaci “deumidificanti” che non deumidificano, o non sono di sola calce idraulica naturale.

L’umidità con questi intonaci “deumidificanti” sale più in alto o danneggia i mattoni.

Un intonaco di sola calce idraulica naturale e addittivi nobili potrebbe risolvere il problema della risalita molto a lungo, o definitivamente, specialmente se accompagnato da un dispositivo di inversione di polarità che deumidifica il muro e  lo mantiene asciutto.

Restaurare o ristrutturare con intonaci “fatti come una volta” a base di calce idraulica naturale, da un effetto estetico e un comfort climatico superiore.

Non danneggia la struttura dei muri e resiste all’umidità.


HAI UNA CASA, UNA CASCINA, UN’ANTICA DIMORA DA RISTRUTTURARE?

DEVI FARE UN RISANAMENTO DI  MURI UMIDI?

PRIMA DI USARE UNA FINTA “SOLUZIONE” PER L’UMIDITÀ TIPO:

Contattaci per un sopralluogo o preventivo senza impegno!

NOTA: Rispettiamo la tua privacy. Non daremo il tuo contatto a call center o altre ditte. Lo useremo solo per soddisfare le tue richieste e mandarti le nostre soluzioni. Potrai modificare o cancellare i dati in qualsiasi momento semplicemente richiedendolo. Vedi Privacy Policy.

muffa nera allagamento

Una diagnostica per umidità può essere l’unico modo di risolvere situazioni di muri umidi, muffa o umidità in casa.

Questo gradino viene spesso saltato anche da “esperti”, e quasi sempre da muratori o imbianchini che arrivano a casa tua, danno un’occhiata alla situazione e poi “sparano” qualche “soluzione” a caso.

Se ne chiami dieci hai dieci soluzioni diverse di cui molte totalmente inutili.

Come i famosi cartongessi o perlinato sul muro umido!  “I fori per far uscire l’umidità” e altre superstizioni che si tramandano dalla notte dei tempi.

Cos’è una Diagnostica per Umidità?

Serve per trovare le cause della muffa o umidità nei muri.

Ci sono diversi di umidità che possono danneggiare una casa.

Senza strumenti, senza un sopralluogo o una diagnostica tecnica è facile commettere errori.

Se chiami l’esperto muratore che senza neanche misurare un muro dice: “ah è umidità di risalita” – E poi ti da la soluzione: “bisogna fare il vespaio” – sai già che non ha capito niente, infatti il vespaio isola il pavimento ma non i muri!

Oppure un altro classico inutile è: “hai la muffa? Cappotto di cartongesso e/o polistirolo.” O facciamo un buco nel muro per “arieggiare”.

Tipi di Diagnostiche per Umidità

Ci sono vari tipi di diagnostiche per umidità, a pagamento.

E vari livelli di diagnostica.

Certi tecnici si autoproclamano “non legati alla vendita di prodotti.” E quindi “più obiettivi” nel dirti qual è il problema e la soluzione.

(Non siamo sicuri che non siano legati alla vendita di prodotti, ma così dicono.)

Non stiamo parlando di periti di tribunale e CTU, ma di servizi a pagamento.

  • Chi fa una diagnostica tecnica poi ti sponsorizza ditte che vendono prodotti e da cui prende commissioni?
  • Fare una diagnostica senza applicare la soluzione proposta e raggiungere il risultato è un sistema per levarsi dalle grane?

Si fa presto a dire cosa c’è che non va, il bello è risolvere.


Che tipo di diagnostica per umidità ti serve?

Tempo fa ci hanno chiamato per un appartamentino in un condominio di soli 5 anni, che soffriva di umidità in un muro.

Tipica controversia costruttore-acquirente.

La diagnostica per umidità, fatta da un ingegnere al proprietario della casa, per ben 1700€,  indicava “umidità di risalita.” In una casa praticamente nuova!

Il costruttore allora aveva chiamato una ditta che elimina umidità di risalita dai muri.

Con una diagnostica gratuita, i tecnici “commerciali” hanno escluso l’umidità di risalita e trovato il reale problema.

L’esperto “non legato alla vendita di prodotti” – ha preso 1700€ per una diagnostica inutile.

Il “commerciale” con una diagnostica totalmente gratuita, ha indicato la giusta soluzione che non era nemmeno il suo prodotto!

Altro esempio:

Un “esperto” ingegnere inglese negli anni 90  ha scritto un libro su “l’umidità di risalita non esiste.”

Secondo il ciarlatano, l’umidità di risalita, conosciuta fin dai romani, è solo un’invenzione delle industrie per vendere prodotti edili e rimedi.

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Igrometro a microonde certificato per la rilevazione di umdità di risalita senza interferenze saline

Pretende che la sua diagnostica per umidità sia l’unica “obiettiva”, dato che  “non vende niente.”

Alla fine l’hanno smascherato, falsificava statistiche e misurazioni.

Ha però contagiato altri “esperti”, quindi occhio.

Lo slogan “io non vendo prodotti, sono un tecnico” non è una garanzia.

Alla fine sono proprio i “prodotti” quelli che risolveranno il problema.

Se si scelgono quelli giusti per il tipo di umidità.


Una Diagnostica per Umidità è Buona solo se a Pagamento?

rifacimento-facciata-bonus-cappotto
 

La diagnostica è importante. E va fatta.

Ma come abbiamo visto sopra, non è sempre necessario farne una a pagamento.

Una ditta che esegue la deumidificazione o la ristrutturazione, ci mette la faccia sul risultato.

Se è una ditta seria farà una diagnostica con una minima spesa.


Noi ad esempio eseguiamo gratis o a rimborso spese la diagnostica per umidità di 1° livello.

Quasi sempre troviamo la causa/e, diamo una soluzione e garantiamo il risultato dei prodotti che proponiamo.

Solo se è necessario ti proponiamo diagnostiche approfondite, diagnostiche termografiche, diagnostiche con analisi ponderlae della murature e monitoraggi ambientali e quelle ovviamente sono a pagamento.

E se dobbiamo fare una diagnostica complessa per trovare il motivo di un problema di umidità se lo troviamo devi pagare la parcella se non lo troviamo o non è sicuro paghi solo un forfait di rimborso spese.

Ci sono alcune ditte invece che ti chiedono pesanti parcelle in anticipo, fanno la relazione accurata di quello che trovano, quello che “sospettano” e quello che non trovano amen. E potrebbe essere proprio quello il problema ma la parcella la paghi comunque.


LA CASA È COME UNA PERSONA

Paragonando la casa ad una persona:

  1. I muri sono il corpo della casa. Possono essere sani o malati.
  2. Intonaci e pitture sono i vestiti della casa. Sono di vario tipo e c’è anche il cappotto! Si possono facilmente cambiare e buttare.
  3. La diagnostica per umidità è come la diagnosi del medico, che visita il corpo non i vestiti.

Di solito vedi solo i “vestiti” della casa e vuoi sistemare quelli.

In un corpo malato anche i vestiti belli non durano a lungo.

Quindi è inutile che rifai intonaci e pitture se i muri sono umidi.

I problemi dell’umidità richiedono una diagnostica per essere risolti

  • Non ti piace vedere la muffa nera che ti guarda dal soffitto quando vai a letto?
  • Ti vergogni dei tuoi muri scrostati quando vengono gli ospiti?
  • Odi la puzza di umido e/o di muffa in casa?
  • Senti l’ambiente umido e malsano, hai dei bambini o anziani che ne soffrono?

Se chiami il solito muratore, la sua “diagnostica” è semplice.

L’idea è: continuare a cambiare i vestiti (intonaci e/o pitture) e farla sembrare sana.

A volte ti vuole fare dei fori nel muro. Stile salasso, o punture (antimuffa o antiumidità.)

Dopo qualche mese i “vestiti”, pitture e intonaci saranno di nuovo sporchi.

Perché la causa dell’umidità non è stata trovata e risolta.

Invece quello bravo (come noi) diagnostica la malattia e trova la cura giusta.

Vedi l’importanza di fare una buona diagnostica per umidità?

Quanta diagnostica per umidità serve?

Un bravo medico non ti fa fare 100 analisi se con pochi esami può già vedere di cosa soffri!

  • Hai muffa in camera, negli angoli o attorno alle finestre?
  • Umidità di risalita con intonaci che si scrostano?
  • Infiltrazioni?
  • Una cantina umida?

Al 99% non serve spendere troppo per una diagnostica per umidità di “esperti dell’umidità”.

La nostra diagnostica PER UMIDITÀ

Con la nostra diagnostica per umidità di 1° livello (anche online) e di 2° livello, troviamo quasi sempre le cause di umidità principali da risolvere.

Solo per casi più complessi effettuiamo diagnostiche tecniche a pagamento.

L’eventuale costo di una diagnostica per umidità di 2° livello, lo scontiamo dai lavori di risanamento muri umidi, se eseguiti da noi.


Il medico e la cura viaggiano assieme.

Cosa diresti di un medico che, dopo tante spese per analisi e radiografie, scrive il resoconto e ti molla?

È ciò che fanno molti tecnici ed esperti di umidità, con le loro diagnostiche per umidità o difetti delle costruzioni.

Chiedono di essere pagati per diagnosticare “senza venderti niente.”

Perché insistono sul fatto che “non vendono prodotti”?

  • Per vendere più facilmente (e più cara) la loro diagnostica per umidità.
  • Se qualcosa non va nei restauri, ti lamenterai con tutti tranne che con loro.
  • Alla fine della diagnostica, a chi chiederai una “dritta” su a chi far fare i lavori?

Come fa un “tecnico che non vende niente” a venderti qualcosa?

Facile: supponiamo che devi comprare un’auto.

Se il tecnico ti dice: “sono tutte uguali” –

In questo caso comprerai quella che costa meno di tutte.

Se invece ti dice “non prendere quella che costa meno di tutte” ti sta vendendo quella che costa a metà tra il top e la ciofeca.

Se invece ti dice che ce ne sono tante ma c’è anche il top ti sta guidando verso l’acquistao del N.1 la più costosa.

Capisci?

Insomma non è difficile vendere facendo finta di non vendere.

Quando serve una diagnostica tecnica approfondita?

A volte è necessaria una diagnostica tecnica approfondita, indipendente a pagamento:

  • Se è un vecchio edificio storico e protetto
  • ci sono troppi danni, o troppo tempo in cui è rimasta disabitata,
  • ha un grande quantità di umidità diverse che si incrociano,
  • è richiesto un resoconto per un tribunale, un CTU, ecc.
  • si tratta di un acquisto o restauro importante e servono valutazioni,
  • un ente o privato deve finanziare un restauro e servono i dati tecnici.

Nella maggior dei casi però non è così.

  • La tua casa probabilmente soffre solo di umidità risalita, condensa o muffa sui muri.

Se paghi una diagnostica 1000-2000€ non hai ancora iniziato a risolvere il problema! Magari con poco di più lo risolvi anche.

muffa-diagnostica-per-umidità
Muro freddo e con muffa

Se la tua casa è grande e i restauri costeranno molto, qualche millino in più per una diagnostica tecnica ha un senso.

  • Se vuoi sapere se è umidità di risalita basta una diagnostica semplice. Se ti serve sapere esattamente quanta umidità c’è a varie altezze o diversi muri allora serve una diagnostica ponderale completa (e più costosa).
  • Se hai muffa negli angoli del soffitto, perché spendere 1500€ o più per una diagnostica per umidità e scoprire quello che possiamo dirti con un sopralluogo da 200€?

Se hai una ferita, non ricevi un completo check up in tutto il corpo.

Cosa facciamo noi?

  • Una diagnostica per umidità di 1° livello a casa tua.
  • Se hai umidità di risalita, ti proponiamo una soluzione che include la diagnostica di altre forme di umidità nel prezzo.
  • Se hai umidità di condensa, infiltrazioni o muffa, individuiamo le cause e ti proponiamo la giusta soluzione garantita ed eseguita da noi.
  • Se la situazione è complessa, ti proporremo una diagnostica per umidità di 2° livello. Scaleremo il costo dai lavori di restauro, se li farai fare a noi.

HAI PROBLEMI DI UMIDITÀ IN CASA?
MURI CHE SI SCROSTANO?
MUFFA SUI MURI?
AMBIENTE MALSANO, ODORE DI UMIDO?

  • Prima di spendere soldi per diagnostiche troppo estese e spesso inutili.
  • Prima di farti dare “soluzioni” da incompetenti che nascondono solo il problema.
  • Prima di fare un lavoro che dovrà essere rifatto tra qualche mese o anno.

RICHIEDI UNA DIAGNOSTICA GRATUITA E PREVENTIVO SENZA IMPEGNO.

NOTA. Rispettiamo la privacy e non daremo il tuo contatto ad altre ditte o a call center. Puoi far modificare o cancellare i dati in qualsiasi momento richiedendolo. Vedi Privacy Policy.

umidità e muffa con infissi alluminio

Umidità e muffa con infissi nuovi in alluminio, legno o pvc, causano parecchie delusioni.

Specialmente se hai speso molti per scegliere finestre dalle grandi prestazioni, e ti ritrovi con muffa sui muri, sulle pareti o i pavimenti bagnati di condensa.

Gli installatori e rivenditori non hanno mai colpa.

È sempre colpa tua “che non arieggi.”

Umidità e Muffa con Infissi Nuovi

umidità e muffa con infissi alluminio
Villetta con umidità e muffa con infissi in alluminio cattiva aereazione e ponti termici.

Le frasi più comuni di chi ci chiede una soluzione per umidità e muffa:

Da quanto abbiamo cambiato le finestre abbiamo molta più umidità in casa.

• Ho messo gli infissi nuovi e adesso ho umidità di condensa anche sul pavimento.

• Con le finestre della nonna c’erano gli spifferi ma non abbiamo mai avuto muffa, è iniziata dopo che abbiamo cambiato le finestre con infissi in alluminio (o pvc).

Produttori e installatori seri pubblicano trattati anche online sull’importanza di evitare ponti termici e umidità di condensa, e di scegliere i giusti infissi.

Molti per risparmiare si affidano al primo posatore con l’offerta paralizzante in “modiche rate”. O il prezzo migliore.

Senza studio dei ponti termici o con infissi scadenti. Ma anche con le finestre di qualità si possono avere gli stessi problemi: umidità e muffa.

I produttori di infissi di qualità, fanno presentazioni tecniche ai rivenditori e professionisti, puntando su qualità, sull’installazione a regola d’arte e garanzie di anticondensa.

Si sentono spesso rispondere: “bello, bello ma così non riusciamo a vendere niente.”

La gente vuole spendere meno, avere la detrazione fiscale e diminuire le spese di riscaldamento.

All’installatore locale invece non interessa la soluzione per l’umidità o il clima ideale in casa.

Ti da quello che chiedi, prezzo, detrazione e diminuire riscaldamento.

Quindi non puoi lamentarti se poi hai la muffa.

Se c’è muffa con infissi nuovi di chi è la colpa?

Se ti ritrovi con umidità e muffa con infissi alluminio e pvc, ti domandi: chi ha sbagliato?

Risposta classica: “colpa tua, devi arieggiare.”

Sì, spesso basta arieggiare e riscaldare nel modo corretto per risolvere il problema.

Ma a volte non è possibile o non è sufficiente.

A volte invece ti hanno montato le finestre male.

Ma la risposta è sempre che sei tu che devi “arieggiare”.

Ti domandi: perché ho messo gli infissi termici se poi devo aprire e far entrare il freddo?

Io volevo caldo, silenzio e poche spese di riscaldamento.

La soluzione c’è. Continua a leggere.


COSA CAUSA UMIDITÀ E MUFFA CON INFISSI NUOVI?

L’umidità e muffa con infissi nuovi in PVC, allumino, legno, a taglio termico ecc triplo strato, gas interni ecc è causata da:

  1. Errori di installazione
  2. Cattiva qualità degli infissi
  3. Errori di progettazione (rapporto tra i nuovi infissi e le murature, ponti termici)
  4. Cattiva aereazione a causa del troppo isolamento
  5. Fonti di umidità in casa (causata dagli abitanti, da infiltrazioni o umidità di risalita) che non riesce più ad uscire come faceva prima con “gli infissi della nonna”

Al punto 1, lavori fatti male o infissi in alluminio e controtelai “vuoti” invece che isolati.

Al punto 2,  marmetti davanzali che non vengono isolati e tirano dentro il freddo, differenza di l’isolamento tra l’infisso, il telaio e il muro, pilastri o il cappotto esterno creano ponti termici.

Al Punto 3, è che ti sei affidato a quello che faceva il prezzo più basso o il cuggino amico.

Al punto 4, devi risolvere con Ventilazione Meccanica Controllata

Al punto 5, bisogna scoprire di cosa si tratta esattamente.

Gli infissi moderni da astronave possono sbilanciare antichi equilibri

La moda attuale, richiesta dagli incentivi, sono isolamenti da astronave o da frigorifero.

Il clima ottimale però si ha solo con riscaldamento, aereazioe isolamento uniforme in casa.

Un serramento che isola “100” su un muro vecchio che isola “30” crea uno sbilanciamento notevole che prima non c’era.

Prima l’isolamento era scarso ma uniforme adesso la finestra è impenetrabile ma attorno, abbiamo parecchi gradi di differenza di temperatura.

E se prima l’umidità creata dagli abitanti o dall’evaporazione di muri umidi usciva dagli “spifferi” adesso rimane in casa.

Crea un clima di “aria pesante”.

L’aria umida va a condensarsi nei punti più freddi.

Di solito negli angoli e attorno alle finestre che sono più freddi.

Si forma umidità di condensa che da da bere alle spore della muffa.


COSA FARE SE I NUOVI INFISSI CREANO UMIDITÀ E MUFFA IN CASA?

Alcuni errori si possono correggere anche dopo l’istallazione, aggiustare le istallazioni fatte male.

Se l’eccesso di umidità ambientale è causato da un’infiltrazione nel seminterrato o l’umidità di risalita devi risolvere quello prima di prendertela con gli infissi.

La cosa più importante come sempre è trovare l’esatta causa del problema e non andare a caso o a “opinioni” dei vari esperti o presunti tali.

Per trovare le cause si devono fare misurazioni strumentali non si serve “un’occhiata” in giro.

Chiamaci per un sopralluogo.

Prima di avere umidità e muffa con infissi nuovi:

Se non hai ancora installato i nuovi infissi puoi prevenire umidità e muffe rivolgendoti a ditte serie, a un termo-tecnico che faccia i calcoli necessari o richiederci una diagnostica per umidità.

aeratore siegenia nel telaio infisso
aeratori da telaio finestra Siegenia

Per prevenire la condensa e avere sempre aria pulita è meglio installre anche iun sistema di VMC e si  possono perfino installare aeratori nel telaio delle finestre.

Questi aeratori si possono installare con qualsiasi tipo di infissi o finestre quindi si può fare contemporaneamente e senza cambiare fornitore.


Se hai già installato gli infissi nuovi e hai umidità e muffa:

• l’aria non circola,
• odori ristagnano e hai clima malsano
• i vetri, muri o pavimenti “sudano” per umidità di condensa
• la tua vita è una battaglia contro la muffa sui muri e dietro gli armadi

Cosa puoi fare? Beh chiamaci.

Alcuni “esperti” consigliano fori sui muri!

Dopo aver speso un sacco di soldi per avere isolamento a prova di bomba ti dicono di fare un buco nel muro! Che bufala.

O i “forellini nel cassonetto, grate o togliere un pezzo di gomma dall’infisso.

Cercano di creare in qualche modo i buoni e vecchi “spifferi”.

Ma è come applicare i rimedi antichi per disinfettare una ferita durante la chirurgia moderna.

In case nuove super isolate con cappotti di polistirolo, vespai, tetti fantascientifici e pitture esterne di “gomma al quarzo” il problema è semplice: non circola più l’aria.

L’umidità si accumula e diventa eccessiva.

Sono scatole di plastica dove non traspira niente.

Fare i fori nei muri in queste case super isolate non serve a niente.

Abbiamo trovato un “esperto” che aveva consigliato di fare un foro di circa 30 cm per 15 con  una grata, nelle camere da letto con problemi di muffa.

Questo doveva servire a far “circolare l’aria” e poi consigliava di impostare il riscaldamento sui 24° !

Case Vecchie o Ristrutturate e Muffa con Infissi Nuovi in PVC Allumino ecc

Nelle case vecchie o ristrutturate potrebbero esserci altri motivi per l’umidità e ponti termici.

Non solo gli infissi moderni causano squilibri termici notevoli ma quasi sempre le vecchie case soffrono di umidità di risalita.

O hanno muri più freddi e meno isolati.

I vecchi vetri facevano condensa e avevano gli “spifferi” e così erano una specie di deumificatore.

Adesso tutta l’umidità prodotta dagli abitanti si accumula a quella delle infiltrazioni e della risalita.

Dato che ci sono pareti o angoli più freddi l’umidità condensa e si forma un sacco di muffa.

RIASSUNTO

  • Installare infissi nuovi in alluminio o pvc è utile per ridurre le spese di riscaldamento ma non garantisce che il clima interno della casa migliorerà.
  • Spesso si forma umidità di condensa e muffa che non c’era prima di installare gli infissi nuovi.
  • Nelle case vecchie o ristrutturate bisogna individuare tutti i motivi per cui la casa è umida e andare a risolverli.
  • Nelle case più moderne la maggior parte delle volte è un problema di scarsa aereazione.

Se non si risolve aprendo regolarmente per pochi minuti, quando si fa da mangiare, si fa il bucato e la doccia la soluzione è installare un’aereazione meccanica controllata.

Il riscaldamento deve essere equilbrato durante il giorno e tra le varie stanze.

Non va mai lasciato spento di giorno per poi accenderlo alla sera perché questi shock termici creano umidità.

Si deve cercare di avere una temperatura uniforme per tutta la casa.

Le stufe a pellet in una sola stanza creano squilibri termici, condensa e muffa in altre stanze.

La soluzione è  installare aereatori con recupero di calore, in modo di cambiare l’aria viziata e umida con aria pulita dall’esterno che verrà immessa in casa solo dopo essere stata riscaldata.

In questo modo non si perde il riscaldamento e si ha sempre aria pulita e non umida.

Aeratori Con Recupero del Calore
aeratore con recupero di calore Siegenia
Aerovital Siegenia aeratore da parete con filtro antipolline anti particolato

Gli aeratori con recupero del calore utilizzano il calore dell’aria che viene espulsa per riscaldare quella pulita che viene immessa.

I migliori aeratori possono filtrare i pollini, odori e le polveri sottili.

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Aeratore da parete con recupero del calore Aerotube siegenia.

Sono una valida soluzione anche per asma, allergie.

Forniscono un clima meno umido, pulito e senza odori in casa.

Quelli “di marca” sono silenziosissimi e possono essere installati anche in camera da letto.

Anche in questo campo ci sono i cloni, le imitazioni e le sottomarche, quindi occhio! Perché quelli che costano poco poi fanno rumore.

Ponti Termici e Aerazione

I ponti termici, si possono risolvere ma si devono usare materiali traspiranti poco invasivi.

I cappotti interni di cartongesso e polistirolo NON sono la soluzione.

Noi usiamo speciali pannelli per cappotti interni traspiranti, antimuffa, o pannelli aerogel, insufflaggi di materiale isolante traspirante naturale e antimuffa come la perlite.

Ovviamente sia per l’aerazione che per isolamenti interno il riscaldamento della casa deve usato ed essere sufficiente.

Perché se una casa è fredda e c’è muffa…di cosa stiamo parlando? Accendi il riscaldamento!

UMIDITÀ E MUFFA CON INFISSI NUOVI MONTATI MALE

Spesso i problemi di umidità sono causati dal fatto che le finestre sono state montate male!

Non è una questione se la finestra è super certificata, se è di marca, se costa un sacco di soldi o è made in farlocchia.

Anzi, più la finestra è ad alta tecnologia e alte prestazioni e più è importante come viene montata. Un piccolo errore può creare un disastro.

Se le finestre sono montate male l’umidità e la muffa che si formano dopo averle cambiate non è più una questione di “non c’è aerazione”.

E non si risolve installando un aeratore o VMC.

E nemmeno con le pitture con le microsfere e altre invenzioni.

Cosa può causare una finestra montata male

Sapevi che una singola finestra montata male al piano primo potrebbe causare “umidità di risalita” in un muro al piano di sotto?

Una finestra montata male in una casa con cappotto potrebbe causare infiltrazioni d’acqua tra il muro e il cappotto e dove andrà a finire non si sa.

Una finestra nuova montata male, con sotto la nicchia dove prima c’era un termosifone può causare infiltrazioni e formazione di muffa sotto la finestra.

Non è raro vedere muffa solo attorno alla finestre nuove. (o alle porte)

Quando la muffa si forma attorno alle finestre potrebbe essere perchè lo stipite non è così ben isolato come la finestra.

Infatti lo stipite è vecchio e sottile. Si formano i cosiddetti “ponti termici”. Questo può succedere perfino se la finestra è montata bene e non sono statai fatti tutti i calcoli sul “contorno”.

Ma cosa succede se la finestra è anche montata male?

INFILTRAZIONI D’ARIA ACQUA CON FINESTRE NUOVE MONTATE MALE

L’umidità di condensa e la muffa che si formano dopo aver cambiato le finestre possono essere causate da uno squilibrio nell’aerazione, da un ponte termico, oppure direttamente dal serramento montato male.

Se la finestra è montata male passano spifferi di aria che in inverno portano dentro freddo che raffredda il muro attorno alla finestra.

Questo poi causa la condensa e la muffa.

In estate invece gli spifferi saranno caldi.

Se una finestra è montata male oltre ai fenomeni di umidtà di condensa e muffa non esegue il suo lavoro e non crea il giusto “confort climatico”.

Esistono ben precise formule e norme per calcolare le prestazioni di una parete, di un cappotto, una finestra e una casa.

Quando tutte queste parti sono al loro posto all’interno della casa si deve percepire un “confort climatico”.

Se una parte di una parete è più fredda delle altre, se ci sono spifferi o disuguaglianze nell’isolamento percepiamo “sconforto”.

Lo descriviamo in vari modi, tipo “sento freddo alle spalle” “sento umido” “sento caldo” e “quando vado in camera sento spifferi” ecc.

Come si monta una finestra nuova per evitare umidità e muffa?

Beh questo non è il nostro lavoro. Noi possiamo dirti se un infisso sembra montato male perché è possibile verificare strumentalmente la sua tenuta.

Possiamo vedere se ci sono spifferi. Infiltrazioni d’acqua, Ponti termici ecc.

mold-come-distinguere-le-muffe
Mould – muffa nera sulle finestre

Per una corretta istallazione rivolgiti ad un bravo posatore installatore certificato che esegua le istruzioni date dai produttori e le norme vigenti. Ad esempio le regole casaclima per la posa degli infissi.

La stessa cosa vale per il cappotto. Il cappotto di polistirene e materiali non traspiranti può causare un “effetto bunker” e causare problemi di umidità e muffa perché non c’è più una sufficiente aerazione.

Ma c’è un altro aspetto da considerare ed è quello del cappotto posato male. Come per le finestre.

Se finestre e/o cappotto non sono posati a regola d’arte il risultato potrebbe essere disastroso. Peggio di prima. Con confort interno ridotto, clima tropicale e infiltrazioni di aria o d’acqua che possono causare problemi a non finire.

A volte difficili da individuare.

Un cappotto o una finestra posati male al 5° piano possono fare entrare fiumi d’acqua durante un acquazzone. L’acqua poi può scendere all’interno del cappotto e imbibire un’intera facciata o finire al piano terra o nei garage. Dove poi si crede sia “umidità di risalita”.

Cosa devi guardare nel montaggio di finestre nuove per evitare umidità e muffa.

Il montaggio delle finestre è normato ma non esiste una legge precisa o degli obblighi per cui in Italia c’è la solita anarchia.

Una cosa importante è come il serramento è fissato al muro e sigillato.

Spesso vengono “riciclati” i controtelai precedenti, oppure sono fatti in legno di abete, ferro e altri sistemi “del nonno” mentre le finestre che si montano hanno caratteristiche tecnologiche avanzatissime.

Moltissimi installatori acquistano le finestre in qualche paese low cost e poi li montano altrettanto low cost.

Senza utilizzare nastri espandenti, barriere al vapore e limitandosi a 4 viti e un po’ di silicone.

Abbiamo visto perfino una casa ristrutturata da poco in cui le finestre e perfino il portoncino blindato d’ingresso erano montate su schiuma poliuretanica per circa 10 cm di spessore ai lati!

Il cliente ci aveva chiamato perché la casa era fredda e piena di umidità e muffa.

Dato che le finestre moderne hanno caratteristiche molto particolari di tenuta e hanno certificazioni di trasmittanza, tenuta al vapore ecc montarne una su un vecchio muro mal isolato con il contro telaio riciclato o senza le stesse caratteristiche è come montare un motore di aereo su una Panda…

Fai montare anche i controtelai della stessa qualità e assicurati che la posa sia con tutti i crismi, nastri espandenti e barriere al vapore.

La posa di nuovi infissi dovrebbe essere preceduta da uno studio dell’involucro (murature ecc) del vano finestra e dei ponti termici in modo di dare precise istruzioni scritte ai posatori.

Se vedi il muratore che arriva, scarta la finestra e comincia a martellare, trapanare e siliconare sai già come andrà a finire. Spendi poco sì.

Assicurati che la ditta cui affidi l’incarico di posarti le finestre nuove segua le regole casa clima per la posa e chiedi cosa faranno per ottenere lo stato dell’arte su:

Tenuta all’acqua – infiltrazioni
Isolamento termico/acustico (freddo e rumore)
Barriera al vapore (muffa e condensa)
Controtelaio
Sicurezza nel montaggio

E assicurati che ci sia una garanzia e un servizio post vendita.

COSA FARE SE DEVI CAMBIARE FINESTRE E NON VUOI UMIDITÀ E MUFFA A CAUSA DI CATTIVA POSA

Stai per spendere un sacco di soldi per cambiare finestre, hai scelto un infisso di alta qualità triplo vetro, gas ecc. E vuoi essere sicuro che siano posate bene?

Dì al posatore che salderai il conto solo dopo che hanno effettuato il test del “blower door” – Se passano il test saldi il conto sennò ricominciano finché non passa il test.

Non aspettare di avere un problema o una controversia legale prima di far fare un test.

Il test del blower door ti dice esattamente se le finestre hanno spifferi, dove sono e quanto sono critici. E se una finestra dalle alte prestazioni è stata posata a regola passerà il test.

Il test manda in pressione la casa e se ci sono spifferi si vedono chiaramente con la termocamera, inoltre si possono misurare con anemometri.

Il test non ti dice cosa hanno sbagliato nel montaggio, ma ti dice quale finestra e da che parte c’è uno spiffero o manca di tenuta.

COSA FARE SE ORMAI LE FINESTRE SONO MONTATE MALE E CAUSANO UMIDITÀ E MUFFA

Se le finestre non le hai fatte montare tu ma hai comprato una casa e hai problemi di muffa e umidità di condensa devi farti fare una perizia o diagnostica per umidità che includa la verifica degli infissi.

Una ditta di diagnosi per umidità potrà confermare se dalle finestre entrano spifferi di aria o acqua utilizzando appositi strumenti come la termografia.

Per sistemare la posa dell’infisso ti devi rivolgere a un posatore esperto.


Hai problemi di umidità, muffa e condensa?

Non continuare a combattere con la candeggina!

Chiamaci per un sopralluogo senza impegno.

Noi rispettiamo la tua privacy  e non daremo il tuo contatto ad altre ditte. Lo useremo solo per inviarti le nostre promozioni e rispondere alla tue domande. Potrai far modificare o cancellare i dati in qualsiasi momento semplicemente scrivendo una mail. vedi privacy policy.

cappotto-interno-cartongesso

Il cappotto interno di cartongesso o polistirene viene proposto spesso come soluzione alla muffa o ai muri umidi ma non funziona.

Polistirolo e cartongesso non funzionano come cappotto interno antimuffa.

Il cappotto interno di polistirene, cartongesso, o perfino di tavelloni come “soluzione alla muffa” – non solo non funzionano ma quasi sempre peggiorano la situazione!

Il polistirene è un buon isolante termico e acustico ma non traspira è NON è stato pensato come soluzione per l’umidità e muffa.

cartongesso contro umidità
Risultato del cartongesso e polistirolo (o lana di roccia) su una parete con umidità.

Il cappotto di cartongesso anche se accoppiato col polistirolo o lana di roccia non risolve i problemi di umidità di condensa e muffa. Li nasconde.

Con i muri umidi il cappotto di polistirolo viene sconsigliato anche dalle ditte di isolanti termici, perfino all’esterno, figuriamoci all’interno.

“Risolvere”  l’umidità di risalita nascondendola con un cappotto interno, una parete di cartongesso o tavelloni, peggiora la situazione.

Con il cappotto interno in cartongesso con polistrirene o altri isolanti  l’umidità viene imprigionata, nascosta e mai risolta.

Invece di risolverla butti via soldi.


I motivi principali che creano muffa sui muri peggiorano con un cappotto interno:

  • eccesso di umidità ambientale,
  • cattiva areazione,
  • nessuna o scarsa traspirazione dei materiali, pitture, intonaci ecc.
  • punti meno isolati e freddi (ponti termici) su cui l’umidità si condensa.

Nessuno di questi si risolve con un cappotto interno di polistirolo.

Ne abbiamo già parlato quì.

Anche le case nuove con cappotti di polistirolo esterni e finestre termiche, spesso sono piene di muffa e umidità di condensa, a causa di scarsa aereazione.

Un cappotto di polistirolo, con cartongesso o tavelloni al piano terra, davanti a muri con umidità di risalita o infiltrazioni laterali non funzionerà.

L’umidità di risalita continua a risalire, a non essere assorbita o evaporare e i risultati sono: odore, condensa interna, degrado del muro e muffe.

Muffa sulla superficie, della parete in cartongesso e spesso anche dietro.

Questo tipo di cappotto interno, non traspira.

Muffa in alto e in tutta il muro con pannelli polistirolo
Muffa in alto e in tutto il muro a piano terra su cappotto interno cartongesso polistirolo.

Perché continuano a proporti il cappotto interno antimuffa o antiumidità in polistirolo?

  • Il materiale costa poco,
  • È semplice e veloce da applicare,
  • È quasi tutta manodopera per cui maggior guadagno per l’applicatore,
  • Appena finito fa un figurone.

I risultati, cioè i difetti, li vedrai dopo un po’, probabilmente il prossimo inverno.


IL CAPPOTTO INTERNO DEVE ESSERE TRASPIRANTE RESISTERE ALLA CONDENSA E ANCHE VELENOSO PER LA MUFFA!

Al piano terra o scantinati i muri umidi dovrebbero prima essere deumidificati e le infiltrazioni laterali eliminate il più possibile.

Se l’umidità di condensa e muffa sono causate da pareti fredde o punti freddi (angoli soffittto, bordi finestre) mal isolati soffri di “ponti termici”.

Potrebbero esserci altre ragioni per cui si forma la muffa sui muri e che si scoprono solo con un sopralluogo o diagnostica tecnica.

Se la muffa è causata dal ponte termico la soluzione è isolare meglio le pareti o i punti freddi.

Il cappotto esterno di polistirolo potrebbe non risolvere il problema muffa, se non si prende in cosiderazione anche l’aereazione.

Col cappotto di polistirolo esterno e vetri termici non passa un filo di aria.

Di cappotti così ne sono stati fatti tantissimi.

Le case suer coibentate consumano pochissimo di riscaldamento ma il clima non migliora e spesso di formano muffe o umidità di condensa.


Il cappotto interno (o esterno) è migliore se fatto con materiali naturali e traspiranti.

Un insufflaggio nelle intercapendini con materiali naturali e traspiranti è la soluzione più economica per isolare. Occhi agli angoli non insufflati però.

La soluzione definitiva è un cappotto interno di materiali naturali rifinito con intonaci e pitture traspiranti.

cappotto interno antimuffa naturalia
applicazione pannelli traspiranti antimuffa

A volte non serve o non puoi fare un cappotto esterno.

È sufficiente fare un “mini-cappotto interno” nei punti o pareti più fredde e correggere i ponti termici.

Es: negli angoli dei soffitti, attorno alle finestre.

La  soluzione per le muffe (oltre ad una buona ventilazione) sono i pannelli traspiranti per il cappotto interno o esterno.

Siamo nel 2016, il polistirolo era rivoluzionario negli anni ’60.

Adesso ci sono materiali innovativi traspiranti, naturali, minerali, alcalini, antimuffa.

Alcuni venditori di cappotti esterni o esperti termotecnici ti diranno che il cappotto interno “non si fa”.  Poi ti spiegano che all’interno tra i vari strati si forma condensa e così via.

Questo non contrasta quello che stiamo dicendo quì. Infatti il cappotto interno antimuffa non deve lasciare nessuna “aria” o intercapedine e deve essere fatto di materiali che riescono a “gestire” l’umidità, sono inattaccabili dalle muffe.

Deve mantenere asciutto il locale oltre che coibentare da caldo/freddo e non fare condense.

Ovviamente anche l’aereazione dei locali è fondamentale. Si deve arieggiare metodicamente e se non è possibile bisogna installare una ventilazione meccanica controllata con recupero di calore per controllare il clima, abbassare  l’umidità ambientale e arieggiare senza raffreddare i muri e senza spendere in energia elettrica.

Richiedi la nostra guida gratuita su come arieggiare e riscaldare correttamente i locali per evitare condensa e muffa.


Un cappotto interno antimuffa è diverso dal cappotto per isolamento termico/acustico.

ventilazione meccanica con recupero calore anti umidità
Aeratore con recupero di calore per VMC – Antipolline e antipolveri sottili. Deumidifica espellendo aria umida e immettendo aria pulita pre riscaldata utilizzando il calore della casa

Per fare un cappotto interno antimuffa bisogna utilizzare materiali traspiranti e isolanti, in grado di assorbire umidità e siano un terreno ostile alla muffa.

La muffa è un organismo vivente.

Ha bisogno di un terreno adatto dove crescere.

I muri a gesso e tinteggiati lavabile  (magari a più strati) sono il terreno migliore per le muffe.

Un cappotto di pannelli traspiranti, naturali, a capillarità attiva (tiene umidità) e alcalino (PH 10 o più) rifinito con intonaco e pittura alcalini crea una parete dove la muffa non può vivere.


Cappotto Interno che Risolve la Muffa sui Muri.

cappotto interno naturalia
Il pannello isolante antimuffa si intonaca con calce idraulica naturale.

Abbiamo sperimentato e utilizzato con molti clienti soddisfatti vari tipi di cappotti interni.

Come i pannelli per cappotto interno antimuffa Naturalia Bau con finitura in calce idraulica naturale.

Si tratta di un pannello di calce e fibre naturali, traspirante a capillarità attiva, può assorbire umidità.

Molto alcalino, dove la muffa non può vivere.

Collante rasante intonaco e finitura e pittura sono tutte a base di calce idraulica naturale.


Cappotto Interno Antimuffa Silicato di Calcio

Un altro pannello molto performante che usiamo con successo è il pannello in silicato di calcio e fibre naturali UNIDRY in stile klimaplatte.  unidry cappotto interno antimuffa

Il pannello Unidry in silicato ha un ottimo isolamento termico e ha una notevole traspirabilità, capillarità, alcalinità superiori ad altri.

È perfetto come sistema a cappotto interno antimuffa.

Viene incollato al muro senza aria e non necessita di barriere al vapore. Si può rifinire con malte ad altissima traspirabilità e alcalinità, o calce idraulica naturale.

Noi lo finiamo anche con finitura liscia diversa dalla normale Unidry, con un intonaco finissimo alla calce e cemento o calce naturale, tonachini, stucchi ecc. e poi con una pittura speciale traspirante minerale alcalina antimuffa. O grassello di calce naturale.

Il risultato è un cappotto interno traspirante, robusto, in grado di gestire l’umidità e farla evaporare altamente alcalino e antimuffa.

  • Innalza la temperatura della parete di circa 3 gradi, risolvendo il ponte termico. E si tratta di 3° gradi reali non come certe “nanopitture e nanocappotti che in pochi millimetri pretendono di isolare un muro.)
  • Come tutti cappotti ti dà un confort climatico migliore e una casa più calda in inverno e più fresca in estate.
  • Lascia traspirare, assorbe umidità, la rilascia quando l’ambiente è più secco per merito della sua capillarità.
  • Forma un terreno super alcalino dove la muffa non può vivere.

Altri tipi di pannelli per cappotti traspiranti antimuffa. Quale Scegliere?

Ci sono anche altre soluzioni innovative traspiranti per fare un cappotto interno antimuffa, come il pannello in AEROGEL che con solo 1 cm isola come 6-8 cm di polistirolo ed è totalmente traspirante.

Purtroppo l’aerogel non si può usare su muri umidi e non gestisce la condensa. Ed è molto costoso. Attenzione non stiamo parlando di “rasature, cappotti a intonaco “spalmabili” e altre “novità” che in pochi mm fanno miracoli. Parliamo del vero pannello in aerogel.

Il cappotto interno antimuffa per casa tua

Vuoi sapere qual è il cappotto giusto per te? Non lo sappiamo.

Ci vuole un sopralluogo per dirti qual è il più adatto alla tua casa.

Non siamo legati a nessun prodotto o marca e quindi possiamo scegliere quello giusto per ogni situazione e budget.

Prima di posare il cappotto interno antimuffa si devono disinfestare completamente le muffe.

Disinfestare le muffe non significa spruzzare candeggina.

Se tocchi o gratti le muffe le spore volano e vanno per tutta la casa.

Si depositano su altri muri e torneranno presto.

Il disinfestante professionale per le muffe penetra nel muro e uccide anche le spore invisibili.

Anche quelle nascoste nell’intonaco, pitture ecc.

Se non si vogliono usare sostanze chimiche ci sono disinfestanti naturali o  le microonde che uccidono ogni tipo di insetto, muffa, tarli ecc presenti nei muri e legno in pochi minuti.

Disinfestare le muffe con biocida professionale richiede ore di lavoro e assorbimento prodotto.

Come pensi che un passata di candeggina o altri spray sia sufficiente?

Dopo la disinfestazione professionale e un cappotto interno antimuffa traspirante possiamo garantirti che la muffa non si riformerà mai.

Avrai un ottimo isolamento termico e acustico, “rubando” solo pochi cm alla stanza.

Il clima interno sarà più piacevole.

Il cappotto e intonaci traspirano e non ti ritroverai in un scatola di polistirolo e cartongesso con le condense e le puzze tipiche dei cappotti di polistirolo o pareti di cartongesso.

Con umidità di risalita, umidità contro terra e cattiva circolazione dell’aria ci sono altri accorgimenti da mettere in atto primi di fare un cappotto o di rifare gli intonaci.

Richiedi sempre un sopralluogo prima di fare un cappotto!


Quanto costa un cappotto interno antimuffa?

Ti chiedi se questo tipo di intervento costa di più del cappotto di polistirolo/cartongesso?

Costa dai 100 ai 200€ al m2 a seconda di materiali, spessori, finiture e difficoltà di cantiere. Più vicino ai 100 che ai 200 per fortuna.

Ma alla fine costa meno di una parete in cartongesso e polistirene perché non dovrai rifarlo e non avrai più la muffa sui muri.

  • Perché risparmiare e poi vivere in una scatola di  polistirolo?
  • Perché dormire con le muffe sui muri respirarle?
  • Perché rischiare di buttare via i soldi “risparmiando”?

I nostri lavori sono garantiti al 100% risultato assicurato.

Ci sono 12 tipologie di umidità e tanti tipi di case.

Solo dopo un sopralluogo o diagnostica per trovare la causa della muffa e umidità ti proponiamo la migliore soluzione definitiva.

Hai muffa o umidità in casa?

Prima di fare cappotti di polistirolo e cartongesso…

Chiedici un sopralluogo!

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Umidita di Condensa nei Muri freddi

Esiste la muffa causata dall’inquilino?

  • Hai affittato la casa e l’inquilino continua a lamentarsi della muffa?
  • Con altri inquilini non c’era nessuna muffa?
  • Hai la sensazione che le abitudini dell’inquilino causino o aumentino la muffa?

Umidità e Muffa Causate dall’Inquilino.

Spesso sci chiamano proprietari di case e dicono: “non so ma da quando è cambiato inquilino sono saltate fuori le muffe.”

Frase seconda solo al classico: “da quando ho cambiato gli infissi sono saltate fuori le muffe”.

E alla mitica frase: “ho la muffa nonostante mi abbiamo fatto il cappotto e il vespaio…”

A volte ci dicono anche tutte e tre le frasi classiche.

È possibile che umidità e muffa siano causate dall’inquilino e come si può saperlo?

Risposta: certo che sì!

Certe case creano umidità e muffa con qualsiasi inquilino.

Ma è possibile che la casa sia fondamentalmente “a posto” e siano le cattive abitudini dell’inquilino a causare l’umidità e la muffa in casa.


INQUILINO IN BUONA FEDE O DISONESTO?

Certe case quando sono disabitate sembra non soffrano mai di muffa.

Appena vengono abitate e riscaldate succede di tutto.

Abbiamo trattato il fenomeno muffa e umidità di condensa in vari articoli.

In questo articolo ci occupiamo di umidità e muffa causata dall’inquilino per sue cattive abitudini o perfino di proposito.

Muffa causata dall’inquilino disonesto.

Qualche inquilino disonesto crea muffe volontariamente o non le pulisce apposta per lasciarle propagare.

Lo fa per non pagare l’affitto o chiedere danni al proprietario!

Beh non farti spaventare troppo.Muffa nera velenosa

Innanzitutto dovrebbe dimostrare che si tratta di muffe tossiche cioè il Strachybotrys chartarum, per chiederti dei danni.

Quando fanno i furbetti e ti chiedono un sacco di soldi di danni per la loro presunta “tosse” causata dalla muffa ci stanno solo provando.


L’UMIDITÀ IN CASA È UNA QUESTIONE DI FISICA

Mantenere Il clima ottimale in casa, senza umidità e muffa è questione di fisica.

Ci vuole un corretto bilanciamento tra aerazione, riscaldamento, isolamento, traspirazione dei materiali.

Una famiglia media produce circa 10-12 litri di acqua al giorno che, se non possono uscire dalla casa per il troppo isolamento si accumulano e condensano nei punti più freddi.

Se la casa non “respira”, l’umidità non esce.

Un classico: “la muffa è iniziata dopo che abbiamo cambiato gli infissi.”

Sostituire gli infissi di una casa vecchia è sempre rischioso.

Le vecchie case a cui sono stati installati infissi moderni, hanno quasi tutte problemi di aereazione, eccesso di umidità e muffa.

  • Prima di cambiare infissi in una casa fai controllare i muri, specialmente attorno alle finestre.
  • Installa contemporaneamente un sistema di aeratori con recupero di calore nelle finestre.
  • Installare serramenti che isolano “100” su un muro che isola solo “30” è il metodo più semplice per avere la muffa attorno alle finestre nuove.
  • Se i muri sono freddi e umidi si può formare umidità di condensa e muffa.
  • Se l’intonaco è di gesso e dipinto con colori lavabili e plastici favoriscono muffe e condensa.

Quando l’umidità e la muffa causata dall’inquilino si vede:

Al di là di tutte le ragioni strutturali e difetti della casa che possono causare umidità e muffa, c’è  un tipo di inquilino sembra attiri la muffa dovunque vada.

  • Tanto per cominciare non apre mai le finestre.
  • Secondo arriva a chiudere perfino la bocchetta di aerazione in cucina.
  • Non accende il riscaldamento o lo accende solo in una stanza.
  • Non è pulito.

(Tieni presente che le muffe per vivere devono avere acqua che prendono dall’umidità di condensa e devono avere cibo. Il cibo lo prendono dai nostri composti organici e dalle strutture murarie di cellulosa. Ecco perché adorano un bel cartongesso un po’ sporchetto.)

Consigli se hai un inquilino che causa la muffa

  • Il primo consiglio “antimuffa” è: lascialo andare via al più presto.
  • Fai disinfestare la casa con biocidi anti muffa professionali (candeggina non va bene, a volte fa peggio.) Si devono sterminare le muffe visibili e anche le spore penetrate negli intonaci e quelle invisibili che stanno sui muri pronte a fiorire.
  • Terzo consiglio: dopo aver sistemato la casa inserisci nel contratto d’affitto la clausola che l’inquilino deve avere certe accortezze: far andare il riscaldamento, tenere pulito e arieggiare la casa onde evitare la formazione di umidità e muffe, non utilizzare pitture non traspiranti ecc.

    Termoigrometro da casa
    Questa stazione avvisa quando c’è pericolo di condensa e muffa
  • Metti un termoigrometro in casa che suona quando si superano i limiti di umidità e richiede di arieggiare, riscaldare o usare un deumidificatore a seconda delle situazioni.

Non c’è alcun motivo per cui un inquilino non debba arieggiare, accendere il riscaldamento o togliere la muffa e la condensa dai mobili quando si forma, anche se la colpa non è sua.

Se un inquilino utilizza pitture di plastica, con i brillantini, il lavabile e stucchi a gesso, da troppe mani di pittura può causare la non traspirabilità e l’accumulo di umidità e muffa sui muri.

Se il problema persiste chiamaci per un sopralluogo o una diagnostica tecnica alla casa, per torvare lel cause e la soluzione per l’umidità e muffa.

  • Si possono fare misurazioni con igrometri, termometri e termocamenre.
  • O mettere dei sensori nelle stanze.
  • Registrano la risposta (temperature e umidità) della casa rispetto alle attività degli abitanti.
  • Dai grafici si vede che temperature ci sono durante il giorno, quanto e quando arieggiano, quando si superano i limiti di umidità ecc .

E quando invece la colpa della muffa non è dell’inquilino

In caso di umidità di risalita, gravi ponti termici (angoli e finestre), cattiva circolazione dell’aria, coibentazione con materiali non traspiranti, non si può dare la colpa all’inquilino.

Queste cose vanno sistemate prima di dire che si tratat di muffa causata dall’inquilino.

Quando la casa la casa è fatta bene o restaurata bene, se si forma ancora la muffa sarà quasi sempre colpa dell’inquilino che ha abitudini a dir poco strane.

Potrai chiedergli i danni, invece di subire ricatti per non pagare l’affitto.


Come fa l’inquilino a creare la muffa di proposito?

Alcune persone non arieggiano mai per motivi di salute o abitudini strane.

Altre purtroppo sono in malafede, e lo fanno apposta.

Abbiamo trovato inquilini che dopo aver chiuso tutti i possibili fori di aereazione e finestre, creavano umidità di proposito.

Vapore in quantità, doccia bollente, cane che ansima, bucato, bollito misto, umidificatori, incenso, lampade a sale ecc. tutto ciò che causa o aumenta la muffa sui muri!

Inquilini che sono poco pulti di natura.

Vedono la muffa e non la puliscono, la ignorano e la lasciano aumentare per lamentarsi col proprietario.

Alcuni si rifiutano di pagare l’affitto perché ci sono le muffe.

Per fortuna pochi sono così.

  • Abbiamo visto bilocali di 40 MQ dove vivono in 4 persone.
  • Con acquario da 300 litri e altri animali.
  • E la cappa della cucina inutilizzata o che non scarica all’esterno.
  • Persone che escono la mattina e lasciano finestre e tapparelle chiuse tutto il giorno.
  • Altre che non accendono il riscaldamento, o lo fanno troppo poco o solo in una stanza.

Shock Termico e Cattive Abitudini che causano le muffe.

  • Alla mattina con finestre ancora chiuse accendono il riscaldamento al massimo, poi doccia “a tutto vapore”.  Escono e stanno fuori casa tutto il giorno dopo aver spento il riscaldamento. (casa piena di umidità della notte, più di quella appena creata in bagno, muri ancora freddi.)
  • La casa rimane al freddo tutto il giorno. Oppure lasciano aperta una finestra (per l’odore) e “congelano” le pareti.
  • Rientrano alla sera, casa e muri freddissimi, crea altro umido cucinando, non arieggiano e accendono riscaldamento al massimo finché vanno a letto.

Il giorno dopo stessa routine e avanti così tutto l’inverno.

umidita e muffa causata dall'inquilino
Con cattiva aerazione e cappotti di polistirolo questi sono i risultati

Oltre a non arieggiare e non riscaldare correttamente, gli inquilini in questo modo creano uno “shock termico” alla povera casa.


Se le pareti hanno un centimetro o più di muffa nera chi abita la casa la sta trascurando o sta attivamente contribuendo a formarla.

Come minimo non tiene pulito e non arieggia.


CLIMA CORRETTO IN CASA

Il clima corretto in un’abitazione ( 20° + o – 1° e 40-60% umidità relativa) – si ottiene bilanciando riscaldamento, aerazione e isolamento. E qualche volta anche deumidificazione.

Certe case hanno difetti di costruzione e aereazione e quindi non possono avere un clima ideale.

Sono inclini alla formazione di umidità di condensa e muffa.

“Ne ho viste io case che voi umani non potreste immaginare” (sulla muffa)

Vecchietti che stanno chiusi in camera, e non aprono mai le finestre e magari con il cane.

Pareti finite a gesso, pitture super lavabili, plasticose, dai colori sgargianti in più strati che non lasciano traspirare il muro.

Inquilina che dice: “io apro sempre”: in realtà lascia aperta una finestra per ore in pieno inverno e congela i muri. Poi chiude tutto il giorno.

Se hai un inquilino che non arieggia o crea muffa di proposito, sbarazzatene.

Oppure assicurati che la casa sia a prova di inquilino e di umidità e muffa.

Soluzioni per muffa causata dall’inquilino o difetti della casa.

Se gli infissi nuovi creano umidità, basta installare un aeratore con recupero di calore. E la condensa scompare e anche la muffa.

Si installa facilmente sulle pareti, o nelle finestre.

Se le pareti sono fredde si potenzia il riscaldamento, si possono fare cappotti traspiranti anti muffa o anti umidità, correggere i ponti termici, riscaldare con pannelli a raggi infrarossi.

Ogni casa ha la sua problematica e la sua soluzione PER UMIDITÀ E MUFFA

La prima cosa è scoprire quale affligge la tua.

La seconda è quanto ci vuoi investire.

Non spendere soldi per niente una soluzione che serve solo a coprire.

Nasconde umidità e muffa e non risolve niente.

Tipo la solita parete di cartongesso o il polistirolo, secondo il proverbio occhio non vede….

Quando la casa è a posto se c’è ancora muffa allora è muffa causata dall’inquilino.

Se insiste a causare muffa con pitture e abitudini strane puoi fargli pagare i danni.


Hai problemi di umidità e muffa in casa?

Pensi che sia muffa causata dall’inquilino?

Hai una casa umida da ristrutturare?

L’inquilino che si lamenta della muffa?

Chiamaci per un sopralluogo senza impegno.

  • Ti diremo se è l’inquilino o è la casa o entrambi.
  • Ti diremo come risolvere eventuali difetti strutturali delle casa che causano umidità e muffa e un preventivo senza impegno.

Possiamo anche disinfestare completamente le muffe.

Poi istruire il tuo inquilino su come arieggiare e come tenere pulito.

Insegnarli come utilizzare correttamente riscaldamento e aereazione.

Lasciare un termoigrometro che suona in caso di rischio condensa e muffa.  Lo avvisa che deve fare qualcosa secondo le istruzioni.


RICHIEDI UN SOPRALLUOGO

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Cosa significa deumidificare con raggi infrarossi?

Non spaventarti.

Tutti gli oggetti emanano raggi infrarossi. In realtà tutti gli oggetti sopra lo zero assoluto emettono una radiazione elettromagnetica nello spettro infrarosso. Quindi non aver paura che usare i raggi infrarossi per deumidificare sia dannoso per la salute.

Il Sole che è la fonte di tutta l’energia che abbiamo sulla Terra ed emette radiazioni elettromagnetiche nello spettro visibile, UV (Ultravioletto) e IR (infrarosso).

Ci sono vari tipi di radiazione IR ma non vogliamo anoiarti dato che se sei qui il tuo interesse sarà solo su come deumidificare con raggi infrarossi. Le radiazioni IR si possono generare ed usare riscaldare così come fa il sole con noi e con tutto quello che ci circonda.

Il clima interno in una casa

Il clima all’interno di una casa o stanza dipende da vari fattori.

Molti dei quali possiamo controllare e l’umidità è uno di quelli.

Se l’umidità ambientale è troppa, si può arieggiare o usare un deumidificatore che, per quanto sia buono, è rumoroso e consuma elettricità.

Se hai letto i nostri articoli saprai che l’umidità “è una questione di fisica” come diceva una nota pubblicità.

foto bambina spot lufthansa
“È una questione di fisica.” – Dice la bambina della pubblicità.

Per deumidificare ed impedire la formazione muffe, dobbiamo:

  • Abbassare il tasso di umidità nella stanza.
  • Impedire che zone di muro o oggetti raggiungano temperature troppo basse vicino al “punto di rugiada” – temperatura in cui si forma la condensa. (Nota: la muffa si forma già prima della condensa, per semplificare possiamo dire che un muro non dovrebbe mai andare sotto i 15°)

Per deumidificare o isolare ci sono vari sistemi, il principale è riscaldare e arieggiare correttamente i locali.

Richiedi la nostra Guida gratuita su: “Come Evitare la Muffa con la corretta aerazione e riscaldamento.”

Accendere un deumidificatore è un metodo semplice e immediato di abbassare l’umidità nell’aria.

Ovviamente non risolve il problema, non cambia l’aria e non riscalda una stanza fredda.

L’umidità continuerà a formarsi.

In caso di umidità di risalita o presenza di muffe il deumidificatore peggiorerà la situazione!

Di solito l’umidità di condensa è causata da scarso riscaldamento, da muri freddi o punti freddi nelle pareti, angoli etc.

  • Termosifoni o riscaldamento insufficienti.
  • Muri vecchi e umidi non isolano la stanza e sprecano il riscaldamento perché il muro conduce il calore all’esterno.

Per maggiori informazioni: Come Vincere la Guerra alla Muffa


DEUMIDIFICARE CON RAGGI INFRAROSSI

Foto del Sole
Il Sole non riscalda l’aria ma gli oggetti.

Se l’umidità in casa o la muffa in camera è causata/accompagnata da scarso riscaldamento o muri freddi è necessario aumentare la temperatura dei muri e dei ponti termici per deumidificare una stanza.

La cosa più semplice è quindi riscaldarla.

Se hai un buon impianto di riscaldamento prova ad aumentare la temperatura della stanza, altrimenti dovrai migliorare l’impianto.

I termosifoni e il riscaldamento a pavimento, stufe etc hanno tutti in comune il fatto che riscaldano laria circostante creando zone più calde o meno calde.

Il fatto che i riscaldamenti riscaldino l’aria che poi a sua volta dovrà riscaldare te, gli oggetti, i muri e così via può causare noteveli fenomeni di dispersione, di non omogeneità e problemi di umidità e condensa.

Perché l’armadio in camera da letto è umido?

Tipico caso: L’armadio in camera da letto dentro cui si sente freddo, puzza di umido o muffa. O si forma dietro, sul muro o sul retro dell’armadio.

L’armadio, specialmente se bello massiccio o imbottito e pieno di vestiti e “cose” fa da cappotto al contrario e impedisce all’aria calda (scaldata dal riscaldamento) di raggiungere il muro che serà freddissimo. Se poi non è ben coibentato di suo tipo condominio anni 70 il gioco è fatto.

L’ideale sarebbe riscaldare gli oggetti e riscaldare in modo costante ed uniforme come farebbe il Sole con i suoi raggi infrarossi.

Hai mai notato che in inverno anche se la temperatura dell’aria è molto fredda se sei al sole potresti avere caldo e se vai all’ombra si gela? Perchè il sole ti scalda direttamente. Il solo non scalda l’aria. Scalda la terra che a sua volta scalda l’aria. (senti la musica di Superquark?)

Cone le nuove tecnologie è possibile sia riscaldare che deumidificare con i raggi infrarossi.


Perché i raggi infrarossi funzionano per riscaldare e deumidificare una stanza?

In commercio ci sono ormai da anni dei pannelli che emettono ragi infrarossi e riscaldano l’ambiente.

L’effetto dei pannelli riscaldanti a infrarossi è simile a quello del Sole.

Il calore del Sole è un calore speciale.

Ti fa sentire caldo e asciutto anche se la temperatura è bassa.

In inverno se stai al sole senti caldo. Appena vai all’ombra congeli. Perché?

Il Sole non riscalda l’aria, riscalda gli oggetti (anche il corpo).

biored irragiamento infrarossi
Differenza tra irraggiamento a termosifone e a raggi infrarossi.

Al contrario, il riscaldamento nelle case riscalda l’aria.

Forma movimenti di aria calda che tende a salire, andare verso superfici fredde, condensare e così via.

In natura l’aria si riscalda e sale perché la Terra e l’acqua riscaldate dai raggi del sole cedono calore all’aria.

Il Sole quindi non scalda l’aria. Scalda gli oggetti.

I pannelli riscaldanti a raggi infrarossi funzionano allo stesso modo e così si può anche deumidificare con raggi infrarossi.

Infatti i pannelli IR come il sole riscaldano gli oggetti. E quindi riscaldano i muri!

Deumidificare con Raggi Infrarossi.

Il pannello a raggi IR ha un effetto deumidificante immediato perché asciuga il muro e altri oggetti e riscalda l’aria in modo uniforme, senza polvere e senza movimenti d’aria nella stanza.

Facendo salire la temperatura del muro lo allontana dal famigerato “punto di rugiada” e quindi non si formano più le condense e le muffe.

Inoltre il suo effetto riscaldante fa abbassare il tasso di umidità dell’aria.

Il pannello riscaldante può essere un ottima soluzione per deumidificare con raggi infrarossi.

Come sempre va accompagnato da un’adeguata ventilazione. E se le pareti sono poco isolate si dovranno isolare meglio o se c’è umidità di risalita si dovrà risolvere.

Quali sono gli svantaggi?

Questi pannelli consumano elettricità, anche se sono sempre più efficienti per riscaldare una casa intera è meglio avere un impianto fotovoltaico.

Usati come “extra” riscaldamento, da usare “alla bisogna” sono perfetti.

Deumidificare con Raggi Infrarossi è Ideale in Scantinati e Taverne

I pannelli a raggi infrarossi sono un’ottima soluzione per scantinati, taverne, interrati e “cantine” specialmente di mattone pieno o sasso.

deumidificare con raggi infrarossi

Nella foto: parete di sasso in una cantina (crotto) con molta umidità di condensa e laterale. Era inutilizzabile, è stata risanata e viene usata dai proprietari per cene con amici, dopo trattamento con un dispositivo per inversione di polarità per umidità di risalita e pannelli per deumidificare con raggi infrarossi.

Quando i proprietari usano la cantina riscaldandola con i pannelli infrarossi non riscaldano l’aria e non si crea condensa. Invece riscaldano il muro che si mantiene asciutto e libero da muffe e condense.


Come abbiamo spiegato in esistono molti tipi di umidità.

  • Bisogna conoscerli tutti per sapere che soluzione adottare.
  • Di solito ogni esperto ti propone una soluzione diversa per l’umidità a seconda di quello che ha da vendere, la ditta per cui lavora.
  • Oppure in base a idee preconcette che hanno “funzionato da mio cuggino”.

Spesso le soluzioni proposte non sono soluzioni infatti non risolvono il problema.

Lo nascondono o lo spostano nel futuro dove si ripresenterà.

Es: se hai umidità di risalita, o un’infiltrazione, vanno risolte quelle cause prima di spendere soldi per riscaldare, restaurare muri o deumidificare.

A volte le soluzioni che ti propongono sono solo pregiudizi, tradizioni o superstizioni.

Come i “fori per deumidificare” o le pareti di cartongesso sopra muri umidi.

Deumidificare con raggi infrarossi per allagamenti e perdite

Un’altro modo in cui si usano i pannelli radianti infrarossi è il risanamento di murature umide a causa di allagamenti, perdite o infiltrazioni.

Questa tecnologia di essicazione accelera l’evaporazione dell’umidità da un muro umido o bagnato. Si usano dei pannelli radianti speciali e rovesci cioè invece di emettere il calore verso il centro della stanza (davanti al pannello infrarosso) lo emettono dietro, verso la parete da asciugare. Sono anche più potenti e robusti.

Deumidificare con raggi infrarossi per allagamenti e infiltrazioni non funziona su tutti i tipi di materiali e di situazioni e di solito viene usata assieme ad altri metodi di essicazione. Riscaldatori, ventilatori, deumidificatori industriali o da cantiere e macchine per asciugare i massetti. Noi utilizziamo anche l’essicazione a microonde.

Per maggiori informazioni sulla deumidificazione di ambienti dopo allagamenti e infiltrazioni clicca qui.

Hai un problema di umidità in casa? Vuoi deumidificare con raggi infrarossi una stanza? 

La prima cosa è sempre trovare la causa dell’eccesso di umidità eseguendo una diagnostica o sopralluogo strumentale.

Poi vengono le soluzioni. Che possono essere più di una! Incluso deumidificare con raggi infrarossi.

  • Soluzioni immediate, non risolutive.
  • Soluzioni durature.
  • Soluzioni definitive.

Con le tecnologie innovative e la conoscenza nel campo dell’umidità possiamo deumidificare qualsiasi stanza, casa o edificio, in modo veloce e definitivo.

CONTATTACI OGGI STESSO PER UNA CONSULENZA, UNA DIAGNOSTICA TECNICA, UN SOPRALLUOGO O UN PREVENTIVO SENZA IMPEGNO.

Rispettiamo la tua privacy e non daremo i tuoi dati a nessuna ditta esterna. Li useremo solo per le nostre offerte e notizie, Puoi far cancellare o modificare i dati in qualsiasi momento semplicemente richiedendolo a Greentech Srl. (vedi anche link privacy policy)

macchia umidità non risalita


LUmidità di Condensa Interstiziale. un nome un po’ difficile per descrivere un’umidità “nuova”.

Un tipo di umidità abbastanza sconosciuto anche agli addetti ai lavori.

Viene di solito incluso nell’umidità di condensa.

Umidità di condensa che è descritta in mille articoli, come fonte di noia e di muffa nelle case.

In realtà è un fenomeno abbstanza diverso e particolare della case nuove.

UMIDITÀ DI CONDENSA INTERSTIZIALE

La condensa interstiziale è una condensa che si forma negli “interstizi” cioè tra uno strato a l’altro di muratura.

umidità condensa interstiziale
Sono visibili i vari strati che formano la parete. Una parete su cui si formava sempre muffa.

Attualmente le murature sono fatte di differenti strati di materiali.

Mattoni, isolanti, intonaci, lana di vetro ecc.

La condensa interstiziale essendo “interna” è invisibile.

Non appare sulla superficie del muro o dei vetri come l”umidità di condensa classica.

  • La condensa interstiziale è una forma di umidità trascurata perché invisibile.
  • Si forma all’interno delle pareti che nelle case moderne sono fatte strati di materiali differenti.

Si può trovare anche nei muri di case vecchie, ma è venuta alla ribalta prepotentemente con le nuove costruzioni e con i problemi di muffa e umidità tipici della case moderne.


COME SI FORMA L’UMIDITÀ DI CONDENSA INTERSTIZIALE?

Interstiziale deriva da interstizio. Cioè “che sta in mezzo”.

  • Le pareti di una casa moderna sono fatte di vari strati di materiali come: mattoni, forati, intercapedini di aria e materiali isolanti di vario genere come polistirolo ecc.
  • Ognuno di questi materiali ha un diverso grado di resistenza al vapore, al caldo/freddo ecc.
  • Ogni materiale per quanto “impermeabile” ha pori in cui si può fermare umidità.
  • Acqua e umidità che è soggetta a cicli di accumulo ed evaporazione.

Questo avviene sia durante la giornata che con le stagioni.

Se tra i periodi di caldo-freddo non c’è la possibilità che quest’acqua evapori completamente si creano seri problemi di condensa e degrado all’interno delle murature.

Le quali poi affioreranno in superficie con vari fenomeni tipo muffa, macchie ecc.

Si forma della condensa all’interno della muratura tra uno strato e l’altro.

Oltre a causare umidità o muffa in casa, il materiale stesso si degrada.

  • L’acqua all’interno degli strati di muro, non evaporando, può raggiungere durante la notte in inverno, temperature che la fanno ghiacciare.
  • Poi di giorno o in primavera si sgela e così via causando un deterioramento.
  • Possono formarsi crepe del materiale edile o dell’isolamento, che attirano nuova umidità o mancato isolamento termico proprio in quel punto.

La condensa interstiziale quindi può formare macchie di umidità sul muro, scostamenti, muffe, condense superficiali.


CASE NUOVE… UMIDITÀ NUOVE

Dopo la “crisi energetica” degli anni 80 è iniziata la spinta a utilizzare materiali isolanti, intercapedini e sistemi vari per “coibentare” cioè isolare la casa il più possibile.

(Coibentare significa isolare. Da cohibere cioè “tenere insieme” “impedire” – originariamente riferito a materiali che non conducono elettricità).

Così abbiamo le varie Classi Energetiche. Obbligo di certificati ecc.

E la mitica casa in Classe A, la più facile da vendere ed in cui è più facile che si formi la muffa.

Tutta bella termo-isolata su 4 lati – si riscalda in un attimo con poco gas.

Per ottenere questi risultati si usano isolamenti di vario tipo, pareti fatte a strati, barriere al vapore ecc.

Tutti isolanti derivati dalla plastica o petrolio, non traspiranti.

Gli isolamenti termici non hanno niente a che vedere con il confort abitativo.

Ormai l’avrai scoperto se abiti in una casa “classe A o B” o “col cappotto” e hai la muffa e clima sub-tropicale in casa!

Sono bunker dove l’aria non circola, i muri non respirano e l’umidità non esce dalle finestre super isolate.

Queste case “coibentate” oltre alla condensa generano un’umidità che prima era abbastanza sconosciuta o irrilevante.

L’umidità di condensa interstiziale.

La più sconosciuta e malcompresa forma di umidità nelle case.

Se cerchi “umidità di condensa interstiziale” su google finirai in un labirinto di formule altamente tecniche, grafici, tabelle e calcoli complessi.

Servono a calcolare il grado di isolamento termico, e la possibilità di formazione di condensa interstiziale, all’interno di materiali edili e barriere al vapore.

Calcoli che purtroppo non sempre sono corretti e non sempre vengono messi in pratica da costruttori in vena di risparmio di denaro invece che risparmio energetico.

Alcuni tecnici progettando solo con il punto di vista del risparmio energetico a tutti i costi, hanno creato i casini che poi scopri tu che vivi nella casa nuova con la muffa.

Infatti è nata la Classe A+ che include la Ventilazione Meccanica Controllata per far uscire
l’umidità e far girare l’aria che a volte è più sporca dentro casa che in mezzo al traffico di Milano.


Il cappotto di polistirolo, l’umidità e la condensa interstiziale.

Nel settore “cappotto” su case già fatte la cosa è ancora più semplice.

La maggior parte delle volte si fa con “esperienza acquisita”, senza nessun calcolo termotecnico.

Vuoi provare?

Chiama una ditta di materiali e dì che sei un muratore e vuoi fare un cappotto a casa tua e vuoi sapere che pannello usare.

Probabilmente ti chiedono solo che muro hai? Quanti cm?

Dopo la tua risposta: “Ok fai (XX) cm di polistirolo e sei a posto”.

Riassunto

A causa di difetti di progettazione, di costruzione, incompetenza o incognite atmosferiche, si forma dell’umidità all’interno dei differenti strati di materiali da costruzione delle pareti chiamata UMIDITA’ DI CONDENSA INTERSTIZIALE.

Per isolare le case e risparmiare riscaldamento si è iniziato a fare muri di vari strati, separati da materiali isolanti o intercapedini e con questi è arrivata la scoperta che tra i vari materiali si possono creare delle differenze e si possono creare delle terribili condense.

L’introduzione di guaine, materiali isolanti e simili da per scontato che tutta la parete o lo strato isolante sia dato UNIFORMEMENTE.

Quindi si può formare l’umidità da condensa interstiziale all’interno degli strati del muro anche perché:

  • sono stati fatti male i calcoli sui materiali usare e in che spessore
  • per risparmiare, incompetenza ecc vengono fatti isolamenti incompleti.

Cosa succede nei punti dove la guaina, l’isolante ecc viene a mancare?

Un esempio di formazione di condensa interstiziale “moderna”:

Casa nuova Classe A con impianto aria condizionata. Tubazioni dell’A/C non perfettamente coibentate, un lavoro fatto male. Invisibile.

All’interno del muro si raggiungono basse temperature (7°) e si creano fenomeni non previsti di condensa interstiziale anche all’interno di pareti progettate bene.

I termo-tecnici e i progettisti calcolano come fare gli strati delle case, di modelli da seguire per determinare i coefficienti d’isolamento e i materiali da scegliere per fabbricare una casa che sia perfettamente isolata.

E già è discutibile che questo sia il corretto approccio da usare.

Infatti quello che interessa chi abita nella casa è il COMFORT climatico più di tutto.

È meglio avere un buon clima, un’aria pulita e non umida in casa, o risparmiare fino all’ultimo centesimo possibile di gas?

E anche se i calcoli per gli isolamenti vengono fatti bene c’è sempre il “fattore umano”:

  • Il costruttore che per risparmiare taglia qualche specifica di progetto
  • il posatore che fa un lavoro non perfetto.

Basta poco, soprattutto con questi materiali super isolanti a creare scompensi all’interno delle murature e creare condensa interstiziale.

Umidità di condensa causa:

  • clima troppo umido in casa,
  • formazione di macchie di umidità,
  • odori e formazione di muffa,
  • danni a intonaci e pitture.

CASE RISTRUTTURATE: UMIDITÀ DI CONDENSA INTERSTIZIALE SOPRA A UMIDITÀ DI RISALITA

Una barriera al vapore, cioè uno strato impermeabile al vapore va pianificato in fase di progetto e va inserita nella parte calda della parete.

Spesso per “deumidificare” e coibentare le vecchie case si usa la soluzione più pigra.

La “tradizione” è quella di “occhio non vede cuore non duole”: nascondere il problema.

Si costruisce una bella parete di tavelloni davanti al muro già umido o freddo.

O peggio ancora, una parete di cartongesso con dietro un bello strato di polistirolo.

E negli anni 80 era di moda  anche fare un bel perlinato su muro umido a pian terreno…

Metodi per buttare via i soldi, se la casa soffre (cosa molto probabile) di umidità di risalita.

Con le ristrutturazioni si aggiunge all’umidità di risalita l’umidità di condensa superficiale e interstiziale, causata da tutte queste pareti e contropareti improvvisate.

In questo caso la condensa interstiziale è ancora più accentuata perchè dietro ad un muro di tavelloni, cartongesso e polistirolo c’è un vecchio muro di sassi e mattoni bello pieno di umidità di risalita e all’interno di quegli interstizi… meglio non scoprirlo: umidità, funghi, muffe e licheni, batteri e scarafaggi.


COSA PROVOCA UMIDITÀ DI CONDENSA IN CASA

Non è il temporale, il mare, la pioggia e la nebbia in val Padana.

Per quanto possa sembrare incredibile, il clima interno della tua casa e la creazione di umidità ha relativamente poco a che vedere con le condizioni meteorologiche.

ha tutto a che vedere con:

  • Quanta umidità viene prodotta all’interno dagli abitanti
  • Quali errori di progettazione o restauro la fanno condensare o non uscire.

Quanta umidità viene prodotta all’interno dagli abitanti di una casa?

Una famiglia di tre-quattro persone emette mediamente nell’aria 10-12 kg di acqua al giorno.

  • Dormendo e non facendo alcuna attività, un essere umano emette almeno 3 bicchieri di acqua. (vapore acqueo)
  • Aggiungi la presenza di eventuali animali e piante.
  • Attività come stirare a vapore, stendere il bucato, fare la doccia e bollire la pasta creano nuvole di vapore e grandi quantità di umidità in casa.

Se l’umidità non ha la possibilità di uscire perché la tua casa è un bunker di polistirolo, alluminio e cemento rimarrà nell’ambiente e avrai un clima tropicale in casa, condense e muffe.

Se abiti al piano terra e hai anche l’umidità di risalita nei muri, o in una casa ristrutturata dove hanno fatto intercapedini, contromuri, cartongessi ecc sopra a muri umidi per “restaurare” i muri umidi… sei a posto.

Se ci aggiungi qualche scantinato o seminterrato con umidità di risalita e anche infiltrazioni laterali, contro terra.

L’acqua e l’umidità possono anche entrare anche da muri, finestre, tetti ecc con infiltrazioni. Un muro che da sull’esterno e riceve spruzzi o pioggia ecc.

Umidità auto prodotta dagli abitanti, umidità di risalita, infiltrazioni di vario tipo, umidità laterale, ecc aumentano e creano umidità di condensa interstiziale se gli strati della casa non sono perfettamente progettati o costruiti.

Si potrebbe dire che il clima interno dipende dalla capacità della casa di far uscire, o smaltire le varie forme di umidità, soprattutto quella fatta dagli abitanti della casa.


BARRIERA AL VAPORE

Per eliminare il fenomeno della condensa interstiziale all’interno delle murature si deve inserire prima del punto di inizio della condensazione un materiale che sia molto resistente al passaggio del vapore.

E così si utilizzano sottili fogli di materiali come la carta catramata, fogli di PVC o alluminio, che sono quasi impermeabili al vapore; questo strato prende il nome di barriera al vapore.

Questi isolamenti sono fatti su pareti, solai o pavimenti.

La barriera al vapore però è efficace solo se la barriera è fatta nella parte calda della parete, prima del punto di inizio della condensazione (ad esempio sulla faccia calda dell’isolante) e se la resistenza della barriera al vapore è “sufficientemente elevata”.

Il problema è che una barriera al vapore deve essere fatta in sede di progetto in quanto è impossibile inserirla quando la parete è già costruita.

Ecco la responsabilità che il progettista si assume e l’importanza di eseguire una verifica del comportamento termoigrometrico della parete in sede progettuale e di non fare cose strane sulle case da ristrutturare.


SE HAI UMIDITÀ IN CASA
PRIMA DI UN RESTAURO DI UNA CASA CON MURI UMIDI

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Classe A ma con la muffa
Classi energetiche in base al consumo

Classe A significa risparmio energetico, minori spese di riscaldamento.

Non significa maggiore confort abitativo…

Né che la tua casa non sarà umida!

E nemmeno che non avrai la muffa sui muri!

Dai rapporti che riceviamo ormai lo sanno tutti che questa case in classe A sono spesso un flop, con enormi problemi di muffa sui muri e clima insalubre in casa.

Umidità e Muffa Casa Classe A – Perché?

Casa in Classe A spesso significa:

“Un BUNKER super coibentato (isolato con materiali plastici) che si scalda molto velocemente e consuma poco gas” ma dove:

  • L’aria non circola bene.
  • I muri non traspirano.
  • L’umidità si condensa.
  • Le muffe si formano facilmente.
  • Cattivi odori non escono o ristagnano in casa.
Le lamentele e le cause legali legate alle case nuove in Classe A sono all’ordine del giorno.

Motivo? Umidità e muffa sui muri.

Ovvio che questo non si limita alla Classe A ma anche alla classe B e in generale a tutte le case con cappotto di polistirolo e infissi “termici”.

La “colpa” è sempre tua per la muffa e l’umidità in casa nuova Classe A.

La risposta più comune dei costruttori è che gli inquilini o acuireti delle case sbagliano perché “non aprono” invece “devono aprire le finestre”.

Ma non sempre è così.

Ci chiederanno di fare un corso speciale per abitare nelle case nuove?

Se ti lamenti è colpa tua perché non sei abituato a vivere in una casa “green” che “risparmia energia” e contribuisce a “ridurre le emissioni”.

Ma tu pensi: che me ne frega delle emissioni se poi sento le “emissioni” delle muffe?

  • Cos’è questo odore di muffa?
  • Perché ho la condensa?
  • Perché non escono mai gli odori dalla casa?

Dotazione tipica delle case nuove in Classe A, B e ristrutturate recentemente.

Classe A e in generale case nuove o ristrutturate recentemente hanno:

  • Cappotto di polistirolo,
  • Isolamenti, Serramenti doppi o tripli
  • Pannelli Solari, Caldaia a Condensazione
  • Riscaldamento a Pavimento, Condizionatori, Pompe di calore, ecc.
  • Vespaio di plastica al piano terra.

Tutto bellissimo.

Tutto in favore del risparmio energetico, isolamento termico e acustico e del business!

Una casa a basso consumo ma non sempre con un clima ideale.

Non esiste uno standard uniforme per gli isolamenti termici e per i lavori di impiantistica nelle case nuove anche in Classe A.

In Trentino ci sono case in Classe A fatte di Legno e coibentate con il sughero, in periferia di città nelle villette a schiera la Classe A significa quasi sempre polistirolo da tutti i lati, pitture esterne impermeabili e serramenti  di alluminio “stile NASA”.

Non passa un filo d’aria e l’umidità generata all’interno trova barriere insormontabili che le impediscono di uscire.


Le case Classe A o B o cappotto di polistirolo sono facili da riscaldare.

Sono più facili da vendere per il marketing sul risparmio energetico e gli incentivi statali.

Per un costruttore è remunerativo spendere un po’ di più per costruire case in Classe A, la gente è disposta ad acquistarle anche durante la crisi e a pagarle di più.

La crisi dell’edilizia non è causata solo dalle banche.

La crisi edilizia è fatta anche dai costruttori che hanno messo sul mercato case fatte male, fatte in fretta, con materiali scadenti.

O dai costruttori che scompaiono nel nulla per non rispondere dei vizi occulti che saltano fuori solo dopo qualche anno che la casa è stata venduta.

Una casa Classe A deve essere costuita a regola d’arte e con materiali di qualità e traspiranti per non avere umidità e muffa.

I problemi di condensa e muffe nella case in Classe A, (o in generale dopo che sono stati fatti cappotti o sostituiti gli infissi) sono sempre dovuti a lavori o progettazioni fatti male.


UMIDITA’ E MUFFA NELLE CASE IN CLASSE A

L’umidità delle case in Classe A è causata da vari fattori:

1. Mancanza di adeguata aerazione nelle case “bunker” di classe A che non sono dotate di ventilazione meccanica forzata (come la Classe A+) e sono costruite con materiali non traspiranti.

2. Fenomeni di condensa interstiziale dentro le murature, intercapedini e isolamenti, causata da errori strutturali, di esecuzione e progettazione.

3. Isolamenti non perfetti dei tubi dell’acqua e del condizionatore causano condense e punti freddi all’interno dei muri e dove l’umidità condensa.

4. Lavori di coibentazione non perfetti lasciano o creano dei ponti termici.

In breve sono sempre errori di progettazione, esecuzione o materiali che causano condensa e muffa nelle case in Classe A, nuove o con cappotto.

Anche le case ristrutturate a cui è stato fatto il “classico del restauro”:

Classe A e Muffa
Muffa Nera Muri
  • cappotto
  • vespaio
  • vetri termici
  • riscaldamento a pavimento
  • Intonaci e pietre “anti umidità” all’esterno (tipo pitture al quarzo)

Quasi sempre sono piene di umidità e hanno problemi di muffe perché la casa non respira più e l’umidità non ha modo di uscire da nessuna parte.


Attenzione: L’umidità non viene dall’esterno ma dall’interno!

Le persone pensano che “siccome fuori piove” c’è la nebbia o c’è umido allora “è una giornata umida” e questo crea umidità e muffa in casa.

Ma non è vero.

L’umidità è creata all’interno solo che non riesce ad uscire dal bunker della casa classe a!

Una famiglia di 4 persone emette nell’aria circa 12 KG di acqua al giorno tramite il respiro, sudore, asciugare i panni, far da mangiare, usare la doccia.

Se si aggiungono più persone o animali o attività che comportano maggiore emissione di umidità la quantità d’acqua immessa nell’aria aumenta proporzionalmente.

Solo dormendo un essere umano emette 0.6 kg d’acqua durante la notte.

Umidità di condensa muffa nei muri
Umidità di condensa muffa nei muri

Visto che la casa in classe A è un bunker “impenetrabile” dove andrà a finire tutta questa acqua?

Si condenserà nel primo posto freddo che trova.

Alcune famiglie hanno temperature di 22 o 25° in inverno perché a qualcuno piace girare in mutande per casa, la nonna ha freddo e il bambino fa il bagnetto.

Ad una temperatura di 24° e umidità del 70% il punto di rugiada (cioè dove l’umidità condensa) è a 15-16° –

Non è difficile trovare un punto che abbia questa temperatura o più bassa.

Basta un isalamento imperfetto.

Un angolo del soffitto, di notte quando il riscaldamento è spento, o vicino ad una finestra o in mezzo ad un muro dove passa il tubo del condizionatore in estate a 7° e non perfettamente isolato.

O a volte una maniglia di metallo della finestra.

E così hai la muffa dietro gli armadi, vicino alle finestre, negli angoli, anche se la tua casa è in Classe A o B o con cappotto e i vetri termici.

La classe A+

Non si può dire la stessa cosa della Classe A+ che comporta maggiori investimenti ai costruttori ma non è altrettanto remuneratività e richiesta dal “mercato”.

La Classe A+ ha come differenza dalla Classe A il fatto di avere una migliore coibentazione e l’aerazione controllata.

Quindi se è fatta bene non dovrebbe avere problemi di aerazione, di umidità, muffe e odori.


BUONA NOTIZIA.

ABBIAMO LA SOLUZIONE PER L’UMIDITA’ ANCHE IN CLASSE A.

Puoi trasformare la tua Classe A o casa con cappotto e vetri termici in un luogo dove l’aria circola e la muffa non prolifica.

Richiedi un sopralluogo gratuito e un preventivo.


Prima troviamo di cosa soffre la casa, poi la soluzione corretta!

Non continuare a fare e disfare e pulire e ridipingere e vivere nella muffa!

Prima di togliere per l’ennesima volta la muffa, (il fai da te è sconsigliato – rischi di portarla anche da altre parti)
Prima di ridare la pittura sui muri, (la tempera non fa traspirare e non risolve il problema anche se “antimuffa”)

Richiedi un sopralluogo per risolvere definitivamente condensa e muffa!

 

NOTA: Rispettiamo la tua privacy e non daremo il tuo contatto a call center o altre ditte. Vedi privacy policy.

 

cappotto-interno-cartongesso

Il cappotto termico interno (polistirolo, cartongesso ecc) spesso viene consigliato da “esperti” per risolvere problemi di umidità nei muri.

Niente di più sbagliato.

Un cappotto termico serve a creare un isolamento termico per il risparmio energetico, e va preferibilmente fatto all’esterno.

Spesso se chiami un esperto per risolvere muri umidi, muffa o freddo in casa ti propone un bel cappotto interno di polistirolo o cartongesso!

O di tavelloni accoppiato con una lastra di polistirolo, o di cartongesso e polistirolo. Le combinazioni sono varie. A volte lana di roccia.

Materiali non traspiranti che peggiorano la situazione con i muri umidi.

Se i muri sono umidi o freddi a causa di Umidità di Risalita, fare un cappotto non solo non risolve il problema ma peggiora la situazione, infatti l’umidità non può evaporare e dietro il cappotto “succede di tutto.”

Condense, funghi, muffe, odori.


Cos’è il Cappotto Termico Interno

Un cappotto termico interno è un isolamento dal freddo e caldo.

In una casa con murature asciutte è utile per risparmiare riscaldamento e ridurre ponti termici che possono formare umidità di condensa e muffa.

Questo a livello teorico.

In assenza di una buona aerazione la condensa si può fare anche su un muro realtivamente caldo.

Con 80% di umidità reltiva e 24° in casa (come succede in certi condomini) la condensa si forma a 19° – non è di certo la temperatura di un muro freddo! Infatti spesso si forma la muffa all’interno di mobili…

Un cappotto interno di polistirolo causerà più facilmente umidità di condensa (dato che non c’è traspirazione d’aria attraverso il muro di plastica) e quindi formazione di muffa sui muri.

Nelle pareti miste cartongesso polistirene con intercapedine vuota si può formare umidità all’iinterno del cappotto, con formazione di muffe. (consensa interstiziale)

Se hai problemi di freddo in casa e ti consigliano un cappotto interno fai attenzione!

non fare lo struzzo con l'umidità di risalita
Casa umida e/o fredda? Non fare lo struzzo!

Un cappotto termico all’esterno di polistirene spesso causa umidità di condensa o cattiva circolazione d’aria all’interno della casa.

Se viene anche rivestito di vernici “anti umidità” (quarzo e plastica) e accoppiato ai moderni vetri termici “anti tutto” la possibilità di formazione di umidità di condensa è altissima.

Con un cappotto e finestre termiche diventa fondamentale gestire correttamente l’aerazione.

Cappotto termico all’interno

Un cappotto interno deve essere fatto con materiali naturali e traspiranti, antimuffa o anti umidità.

Altrimenti causerà umidità di condensa.

Il muratore del quartiere di cosa lo fa il cappottino interno? Di polistirolo!

Come lo struzzo che nasconde la testa nascondono il muro.

È plastica. Non può essere un materiale traspirante!

Se ti avessero chiesto se volevi abitare in una scatola di polistirolo avresti accettato?

Il Polistirolo, in versione estruso XPS o EPS,  soprattutto se intonacato “alla plastica” o con il “super traspiro-isolante”– ha un solo risultato: Il muro non traspira più. Secondo varie teorie non serve nessuna traspirazione, tuttavia le persone non sanno gestire una casa super isolata con cappotto e finestre termiche e si ritrovano piene di muffa anche nelle case nuove.

Se il muro è umido con il cappotto interno i guai si moltiplicano.

L’umidità nei muri non viene risolta ma solo “ricoperta”.

Perchè il cappotto interno di polistirolo non funziona con muri umidi?

Un essere umano emette 600 grammi d’acqua senza fare niente solo dormendo durante la notte.

Una famiglia media emette 10-12 litri di acqua al giorno, che se non possono uscire si accumulano e vanno a condensare sulle pareti del cappotto termico interno al polistirolo.

E con i vetri termici questa umidità non può uscire.

Quando si formerà muffa e condensa, l’ “esperto” ti dirà che devi “aerare” ma non ti spiega come aerare.

E non ti dice che il polistirolo e i vetri termici sono una causa della mancata aereazione e della formazione di eccesso di umidità ambientale.

cappotto termico interno di polistirolo con muffa
Muffa in alto e in tutta il muro con pannelli polistirolo intonacato

Risolvere il freddo o l’umidità con un cappotto termico interno non risolve l’umidità nel muro, gli impedisce di evaporare e causa Umidità di Condensa all’interno e sulla superficie.

E quindi avrai la Muffa Nera sui Muri.

Casa umida in inverno e in estate stile tropicale.

Cosa succede dietro i pannelli isolanti di polistirolo?

Non lo vedi, ma lo senti (puzza)!

Dopo un po’ vedrai quello che succede sopra al cappotto interno! La muffa.

Se la tua casa aveva umidità di risalita dal terreno la frittata è fatta!

Prima di fare un cappotto termico interno o esterno, un vespaio per “risolvere l’umidità di risalita”, prima di usare intonaci speciali anti umidità, contattaci.

L’umidità di risalita non si risolve con il “vespaio” nè col cappotto esterno, ma soprattutto non si risolve con il cappotto termico interno di polistirolo!

Per sapere come aerare correttamente la casa e come togliere la muffa dai muri leggi i nostri articoli in questo blog.

Con i materiali naturali è possibile fare un cappotto termico che lascia traspirare il muro e assorbe umidità.

Un cappotto dove la muffa non può vivere.

È possibile deumidificare i muri dall’umidità di risalita prima di rifare intonaci o cappotti.

Se hai muri umidi, se ti hanno proposto un cappotto interno o esterno, prima di farlo contattaci per un  sopralluogo o diagnostica.

Nota: Rispettiamo la tua privacy. Non daremo il tuo contatto a ditte o call center. Useremo i dati per rispondere alle tue richieste e mandarti le nostre soluzioni. Potrai modificare o cancellare in qualsiasi momento. Vedi Privacy policy.