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Come Evitare Muffe e Condensa in Casa e nei Luoghi di Lavoro

Come fotografare un muro umido, con muffa o scrostato

Fotografare un muro umido o la muffa sembra semplice, ma non sempre lo è.

Articolo redatto da Greentech srl, azienda specializzata in diagnosi strumentale e risanamento dell’umidità negli edifici. Le valutazioni tecniche, termografia certificata, misure igrometriche e mappature, monitoraggio ambientale e come necessario, analisi ponderali/gravimetriche.

Quando ci contattano per un problema di muffa, umidità o intonaco che si rovina, succede arrivano foto in cui non si capisce quasi niente.

Foto panoramica di una stanza con umidità su pareti, angolo, soffitto e finestre
Una foto utile deve far capire non solo il difetto, ma anche dove si trova: parete, angolo, finestre, soffitto e pavimento.

A volte si vede solo una macchia da vicinissimo. Altre volte la foto è buia, storta, mossa o scattata contro la finestra. In molti casi non si capisce neppure se il problema sia su una parete esterna o interna, in un angolo, vicino a un serramento o sopra il battiscopa. Oppure arrivano foto quasi uguali.

Per chi le ha scattate è tutto chiarissimo, perché conosce la propria casa e sa perfettamente dove ha fotografato. Per chi riceve le immagini, invece, no.

Il risultato è semplice: si perde tempo, si rischia di interpretare male il problema e spesso bisogna richiedere nuove immagini.

Una foto fatta bene non sostituisce una diagnosi tecnica, ma può aiutare moltissimo a capire se ci sono indizi di muffa da condensa, ponti termici, umidità di risalita, infiltrazioni o difetti esterni. Vale per il privato che ci scrive da casa, ma anche per tecnici, amministratori, architetti e imprese.

La regola più importante è questa: non fotografare solo il difetto, fotografa anche il contesto.

La seconda regola è altrettanto importante: scatta la foto dal punto di vista di chi la guarderà senza conoscere la casa.

Per fotografare un muro umido: sempre almeno 3 foto

Per quasi tutti i problemi di umidità servono almeno tre immagini della stessa zona.

La prima deve essere una foto panoramica, in cui si vede la parete intera oppure buona parte della stanza. Serve a capire dove si trova il problema.

La seconda deve essere una foto a media distanza, in cui la zona danneggiata si vede bene insieme agli elementi vicini: finestra, angolo, pavimento, termosifone, battiscopa, mobile, porta, soffitto.

Foto a media distanza di una parete con umidità e muffa vicino ad angolo e finestra
La foto a media distanza è spesso la più utile: mostra bene il degrado senza perdere il contesto.

La terza deve essere una foto di dettaglio, per vedere bene muffa, scrostamenti, bolle, sali, crepe, intonaco che si sfarina o pittura rovinata.

Se mandi solo il dettaglio ravvicinato, spesso si vede la macchia ma non si capisce la causa. Se mandi solo la panoramica, si capisce la posizione ma non il tipo di degrado. Servono entrambe.

Come fare una foto utile

Le foto vanno fatte con buona luce. Se la luce naturale è scarsa, conviene accendere anche la luce della stanza. Se possibile, meglio evitare il controluce forte della finestra, perché brucia l’immagine e rende illeggibile la parete.

Il telefono va tenuto fermo e la foto non deve essere troppo inclinata. Non serve essere fotografi, ma serve che la parete si veda bene.

Quando il problema è in basso, bisogna includere sempre il pavimento e il battiscopa. Quando il problema è in alto, bisogna includere anche il soffitto. Quando la macchia è vicino a una finestra o a un angolo, bisogna fotografare anche quelli.

Se c’è un armadio, un letto, un divano o una libreria davanti alla parete, la foto andrebbe fatta anche dopo aver scostato il mobile, almeno per quanto possibile. Molti problemi di muffa e condensa si leggono bene solo quando si vede il muro dietro.

Se vuoi dare un riferimento di scala, puoi mettere nella foto un foglio A4, un metro, una bottiglia o un altro oggetto di dimensioni note. Non è obbligatorio, ma spesso aiuta.

Ultima cosa, ma non meno importante: le foto devono essere a fuoco e non mosse. Sembra ovvio, ma non lo è.

Quando si allegano foto a form o email, dato che verranno viste su uno schermo, è più importante che siano chiare e nitide che non pesantissime o da 10 megapixel. Si possono mandare anche file più leggeri, purché leggibili.

Come fotografare un muro con muffa

Quando si fotografa la muffa, molti fanno solo una foto scura e ravvicinata del punto peggiore. In realtà è quasi il contrario di quello che serve.

Per capire bene la muffa bisogna fotografare:

  • la parete intera o quasi intera;
  • l’angolo, se la muffa è in angolo;
  • la finestra o il serramento vicino;
  • il tratto di soffitto, se il problema sale verso l’alto;
  • il pavimento e il battiscopa, se la muffa parte dal basso;
  • il retro dei mobili, se la parete era coperta.

In una camera da letto, in una cameretta o in uno studio con armadi o mobili appoggiati alla parete fredda, è utile fotografare anche la disposizione della stanza. In molti casi il problema non è solo “la muffa”, ma il fatto che quella porzione di parete sia fredda, poco ventilata e schermata dai mobili.

Per la muffa non basta vedere il nero: bisogna vedere dove si forma e come si distribuisce.

Se c’è scrostamento, pittura che si gonfia o intonaco che cade

Quando la pittura si stacca o l’intonaco si gonfia, è importante non limitarsi a una foto frontale del punto più brutto.

Per fotografare un muro in queste condizioni bisogna mostrare:

  • la parete intera;
  • la parte bassa del muro;
  • il battiscopa;
  • il dettaglio della zona rovinata;
  • eventuali rigonfiamenti, bolle, crepe o polveri;
  • eventuali efflorescenze bianche o sali.

In questi casi sono molto utili anche una foto fatta da destra e una da sinistra, non solo frontale. Le foto laterali fanno leggere meglio i rigonfiamenti e i distacchi.

Quando il degrado interessa il piede della parete, la quota da terra conta molto. Per questo è importante che si capisca bene se il problema parte da 5 cm, da 30 cm o da oltre 1 metro.

Se si sospetta umidità di risalita

Scrostamento e degrado da umidità alla base del muro vicino al battiscopa
Se il problema parte dal basso, il piede del muro deve vedersi bene nella foto.

L’umidità di risalita viene spesso fotografata male perché si inquadra solo la macchia. Ma per chi deve capire il fenomeno, il punto più importante è la base del muro.

Per fotografare un muro con possibile umidità di risalita, mostra sempre:

  • il piede della parete;
  • il battiscopa;
  • l’intonaco che si sfarina;
  • eventuali sali bianchi o aloni;
  • la parete intera;
  • la stessa parete a diverse altezze;
  • l’angolo basso;
  • il pavimento vicino al muro.

Se possibile, fai anche una foto della facciata esterna corrispondente e segnalalo. In molte situazioni il muro interno racconta solo metà del problema: l’altra metà si capisce guardando fuori.

Un errore tipico nel fotografare un muro umido è inquadrare solo il centro della macchia, senza far vedere da dove parte davvero il degrado. Se il problema nasce dal basso, il piede del muro deve vedersi bene.rare solo il centro della macchia, senza far vedere da dove parte davvero il degrado. Se il problema nasce dal basso, il piede del muro deve vedersi bene.

Se il problema è in cantina o in un seminterrato

Cantine, taverne, seminterrati, locali interrati e spazi controterra richiedono ancora più attenzione. Qui una sola foto non basta quasi mai.

Per fare un rilievo fotografico utile conviene fotografare:

  • l’ingresso del locale;
  • ogni parete per intero;
  • gli angoli;
  • il pavimento;
  • il giunto parete-pavimento;
  • finestrelle, bocche di lupo o aperture;
  • tubazioni, pozzetti e scarichi;
  • il soffitto, se sopra c’è terrazzo, cortile o giardino;
  • eventuali zone dietro scaffali, oggetti o materiale accatastato.

In un seminterrato la differenza tra condensa, umidità dal terreno, infiltrazione laterale o perdita impiantistica può essere sottile. Più il quadro fotografico è completo, più è facile orientarsi.

Come fotografare un muro umido all’esterno

Questa è la parte che molti saltano, ma spesso è decisiva.

Se all’interno c’è muffa, scrostamento o una parete fredda, è utile fotografare anche l’esterno corrispondente, quando è accessibile.

Foto esterna della facciata e del cortile per verificare possibili cause di umidità nel muro
Molte volte la macchia interna si capisce meglio guardando l’esterno corrispondente.

Le foto più utili sono:

  • la facciata intera;
  • la zona esterna corrispondente al problema interno;
  • pluviali e discendenti;
  • davanzali;
  • balconi e terrazzi;
  • giunti, crepe o punti di intonaco rovinato;
  • marciapiedi, aiuole o terreno vicino al muro;
  • fontanelle, rubinetti, scarichi e griglie;
  • punti dove l’acqua può ristagnare o battere spesso.

Molte volte la macchia interna non si capisce davvero finché non si vede fuori un pluviale difettoso, un giunto aperto, una soglia critica, una tenda con fissaggi problematici, una fontanella, un dislivello del terreno o una zona in cui l’acqua si accumula.

Una foto esterna fatta bene può cambiare completamente la lettura del caso.a fatta bene può cambiare completamente la lettura del caso.

Angoli, finestre e ponti termici: i dettagli da non saltare

Quando il problema è vicino a un angolo o a una finestra, servono sempre immagini dedicate. Gli angoli freddi, i nodi tra parete e solaio, i contorni dei serramenti e le fasce basse vicino al pavimento sono zone tipiche di ponte termico e condensa.

Se il degrado è vicino alla finestra, fotografa:

  • la parete con la finestra;
  • il lato della finestra;
  • il davanzale interno;
  • l’angolo tra finestra e parete;
  • la parte bassa sotto o vicino alla finestra.

Se il problema è in angolo, non basta una foto frontale. Serve almeno una foto da un lato, una dall’altro e una che includa il pavimento o il soffitto.

Gli errori più comuni nel fotografare un muro umido o muffa

Le foto inutili seguono quasi sempre gli stessi schemi.

Dettaglio di umidità e degrado vicino a battiscopa, presa elettrica e angolo del muro
Il dettaglio serve, ma deve far leggere bene anche il battiscopa, l’angolo o altri elementi utili.

Il primo errore è mandare una sola immagine. Il secondo è fotografare da troppo vicino. Il terzo è dimenticare di far vedere il contesto.

Altri errori frequenti nel fotografare un muro umido sono:

  • foto buie o mosse;
  • immagini in controluce;
  • parete tagliata a metà;
  • mancanza del pavimento o del soffitto;
  • mobili che coprono il punto critico;
  • foto scattate dopo aver già pulito, raschiato o tinteggiato;
  • nessuna indicazione su quale stanza sia;
  • nessuna foto dell’esterno.

In sostanza, una macchia fotografata male dice poco. Una serie di foto semplici ma ragionate dice molto di più.

Come fotografare un muro se c’è odore di muffa ma si vede poco

A volte il cliente dice: “Si sente odore di umido, ma si vede poco o niente”. Anche in questi casi le foto possono essere utili.

Conviene fotografare:

  • pareti fredde o perimetrali;
  • angoli dietro mobili o tende;
  • retro degli armadi;
  • zone vicino a finestre e cassonetti;
  • battiscopa e parte bassa dei muri;
  • eventuali piccoli puntini, aloni o differenze di tono.

Spesso i primi segnali non sono ancora evidenti, ma si leggono in piccoli aloni, puntinature, annerimenti negli angoli o differenze tra una parete e l’altra.

Se ci sono sali, polveri o aloni bianchi

Quando compaiono croste, polveri o efflorescenze bianche, è importante fare foto nitide del dettaglio, ma anche della distribuzione sulla parete.

In questi casi conviene fotografare un muro in questo modo:

  • dettaglio ravvicinato dei sali;
  • parete intera;
  • altezza da terra;
  • eventuali zone in cui l’intonaco si stacca;
  • esterno corrispondente.

I sali sono spesso un indizio importante nei casi di murature umide, ma per interpretarli bene bisogna vedere anche il contesto. Tieni conto di questo nel fotografare un muro umido.

La mini procedura da seguire prima di inviare le immagini

Se vuoi mandare foto utili a un tecnico o chiedere un parere preliminare, fai così.

Per ogni stanza o parete problematica invia:

  • una foto della parete intera o della stanza;
  • una foto a media distanza della zona danneggiata;
  • una foto ravvicinata del dettaglio;
  • una foto che faccia vedere pavimento e battiscopa, se il problema è in basso;
  • una foto dell’angolo, della finestra o del soffitto vicini;
  • una foto esterna del lato corrispondente, se possibile.

Se c’è una cantina o un seminterrato, aggiungi:

  • una foto per ogni parete;
  • una foto del pavimento;
  • una foto degli scarichi, delle tubazioni e dei punti acqua;
  • una foto di eventuali bocche di lupo, cortili, giardini o marciapiedi sovrastanti.

Una foto fatta bene non basta sempre, ma aiuta molto

È evidente che una serie di foto, anche se fatte bene, non sostituisce un sopralluogo tecnico, una termografia, un monitoraggio o una misura dell’umidità. Però evita errori banali e permette di capire molto meglio da dove partire. Se ad esempio devi comprare una casa e pensi che sia umida le foto sono importanti a questo stadio.

Molti problemi apparentemente uguali hanno cause diverse. Una muffa in angolo può essere causata da umidità in eccesso o da zone fredde. Una macchia bassa può essere risalita, ma anche una perdita, condensa o una facciata bagnata. Uno scrostamento può dipendere da sali, da infiltrazione, da raffreddamento o da più fattori insieme.

Per questo le foto non devono essere “belle”: devono essere utili.

In breve

Quando devi fotografare un muro umido, una muffa o uno scrostamento, ricordati una cosa semplice: non fermarti alla macchia.

Fai vedere:

  • il difetto;
  • la parete;
  • il pavimento o il soffitto;
  • gli angoli e le finestre vicine;
  • l’esterno, se accessibile.

Una foto fatta male confonde. Una foto fatta bene fa risparmiare tempo e spesso aiuta già a capire quale potrebbe essere il problema, restringendo tempi, dubbi e costi.

Per un primo parere a distanza, il modo migliore per fotografare un muro umido o con muffa non è mandare una sola immagine da vicino. È mandare poche foto, ma fatte con criterio.

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GREENTECH SRL Diagnosi e risanamento dell’umidità negli edifici (sito) P.I. 03432550139

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