Test muffa

Test muffa: a cosa serve? Quando serve?

test muffa: sono utili o è solo marketing?

Spesso vengono promossi i test muffa: “scopri se hai muffa in casa?” o “che tipo di muffa hai in casa?” o scopri se la muffa che hai in casa è “muffa nera tossica!”

Qualche esperto dice che per eliminare definitivamente la muffa in casa bisogna scoprire “che tipo di muffa è.”

Questi test sulla muffa hanno una validità scientifica o servono solo a farti spendere soldi inutilmente?

Propendiamo per la seconda ipotesi ma siamo consapevoli che in certi casi i test muffa possono anche servire.

Di certo non servono a niente i test (pseudo) scientifici per scoprire se la cosa sui muri è muffa o no. Quello si vede anche senza test più o meno seri.

Tipico caso di presunta “muffa da risalita” che non esiste. Si tratta di efflorescenze di e pitture scrostate. Inutile fare test muffa

Gli scrostamenti nelle murature e pitture prodotte da evaporazione di umidità vengono spesso chiamati “muffa da risalita” dagli stessi esperti e siti che poi cercano di venderti un test, macchinario o pittura per la muffa.

In realtà la “muffa da risalita” non esiste. La muffa è un fungo e non le efflorescenze bianche che sono causate da evaporazione di sali.

In america e altri paesi dove si usano le case prefabbricate, cosiddette “di cartone”, fibra di vetro ecc. ci sono molti spazi vuoti e intercapedini dove si può annidare muffa e sporco, difficilmente distinguibili.

Sono molto più sporche delle nostre case in generale e hanno più zone dove la muffa si può annidare in modo invisibile.

Molte case hanno sporco, fuliggine e odori nascosti tra i pannelli e non sanno distinguere se si tratta di muffa o no. Così hanno dei profesisonisti che cercano la presenza di muffa in casa. Parecchi “disaster blaster” e “esperti di muffa” propongono test muffa. Di solito arriva un ispettore per vedere se hanno la muffa o no. Oppure si può ordinare online un kit per fare il test muffa. Con tampone o capsula petri.

In Italia tutte queste cose non servono a niente dato che abbiamo i muri di mattone e se c’è la muffa su muri si vede, però i test muffa stanno prendendo piede lo stesso. Tu vuò fa l’americano.

Sempre dagli USA arriva la “micofobia” cioè la paura della muffa ingenerata da sedicenti “esperti di muffa” che ti spiegano con dovizia di particolari terrorizzanti, come la muffa sia pericolosa, perfino mortale e cancerogena. In particolare si prodigano di scemenze sulla mitica muffa nera, o muffa tossica.

Cosa fare con la muffa e con i test muffa

La muffa deve essere eliminata da case e luoghi di lavoro. In pratica va pulita. Inoltre, si deve prevenire la formazione di muffa con edifici sani, senza infiltrazioni e con una corretta aerazione e riscaldamento dei locali.

E aggiungiamo: si previene anche con adeguata manutenzione e con le pulizie regolari dei locali e degli abitanti.

La maggior parte dei professionisti seri (e laboratori di analisi), concordano che non è necessario alcun test biologico della muffa in casa o luogo di lavoro.

Da qualche tempo si è sviluppata un’industria di “esperti di soluzioni per la muffa” che propongono analisi, sopralluoghi, sondaggi e “test per muffa” relativamente inutili e spesso costosi spingendo sulla presunta pericolosità delle muffe, per poi proporre macchinari, pitture, brevetti o altre soluzioni più o meno efficaci e soprattuto costose.

Questa strategia di marketing è la principale responsabile delle “micofobie” (paura delle muffe.)

Ormai molte persone sono convinte che ci siano ovunque muffe pronte a sterminarci. Il loro mal di testa è causato sicuramente dalle muffe. La tosse il mal di gola sempre in agguato per colpa della muffa e i bambini sono in pericolo.
In particolare affermazioni sulla pericolosità della “muffa nera” della “muffa tossica” e delle fantomatiche “micotossine”.

Si tratta principalmente di bufale, leggende metropolitane o marketing della peggior specie. In base alla letteratura scientifica e alle linee guida del OMS, Ministeri della Salute EU, CH, ITA e altri organismi competenti:

  • Non esiste alcuna muffa velenosa o tossica di per sè che possa vivere in casa;
  • La pericolosità (vera o presunta) della muffa non ha niente a che fare con il colore;
  • La muffa nera non è più pericolosa di quella verde;
  • Spesso la muffa “nera” è verde scuro;
  • L’accento deve essere messo sull’eccesso di umidità ambientale da evitare.

Quindi se per “test muffa” si intende che una persona competente viene a vedere se hai la muffa e cosa la causa, usando degli strumenti (es: termocamera) o un monitoraggio ambientale per qualche giorno va bene. Se il test muffa serve a scoprire se hai “la muffa tossica” o che “tipo di muffa hai” meglio che ti trovi altri esperti.

Che cos’è un test muffa?

Possiamo dividere i test muffa in 3 categorie

a) i test per sapere se quella che hai in casa è muffa o no.

Questo tipo di test è molto pubblicizzato nei paesi anglosassoni. Le loro case hanno molte di pareti di cartongesso e intercapedini o spazi vuoti, perciò sentono “odore di muffa” o vedono macchie e chiamano gli esperti per fare un “test muffa”. A volte è solo fuliggine.
Questo tipo di test muffa sta prendendo piede anche in Italia dove ti lasciano una “capsula Petri” da tenere all’aria un po’ di tempo per vedere “se hai le muffe”. Test inutile perché sarà sempre positivo al 100%

Ovviamente viene sempre fuori che hai la muffa e devi correre ai ripari con la pittura magica o chissà cosa.

Invece può essere utile una diagnostica che include termografie, monitoraggi ambientali (umidità temperatura ecc) misure igrometriche non tanto per scoprire “se hai” la muffa ma per sapere perché ce l’hai e come liberartene per sempre.

b) I test per scoprire che tipo di muffa hai in casa e se c’è la “muffa tossica.”

Attenzione che questo è il territorio dei ciarlatani. In genere chi esegue questi test è solo un venditore improvvisato di qualche ditta e ti darà risposte preconfezionate per poi proporti il macchinario o la megapittura che ha da vendere.

A livello professionale (serio) si può eseguire un test delle superfici o dell’aria (seguendo un protocollo) per raccogliere campioni, ma nemmeno questo test è sufficiente per individuare la specie esatta di muffa senza ulteriori accertamenti.

c) test scientifici eseguiti in laboratori autorizzati e certificati.

Si raccolgono i campioni con speciali macchinari o tamponi che verranno incubati in laboratorio in un terreno adatto per far crescere muffe, batteri, lieviti ecc. poi verranno misurati con svariate tecniche per avere la quantità di “UFC” (unità formanti colonia) di muffe, lieviti e batteri per unità di spazio. (aria, superifice ecc.)

Per scoprire il tipo esatto di muffa servono poi analisi microscopiche, e per avere l’esatta specie servono analisi molecolari. Sì stile CSI. Il DNA è così via. Non ha niente a che vedere con le pubblicità “apri vasetto in camera e poi spediscilo e in 24 ore saprai che muffa hai e se è proprio la muffa tossica nera.”

Questi test muffa in laboratorio microbiologico richiedono tempo e sono anche relativamente costosi.

La domanda è “perché?” A cosa ti serve sapere che specie di muffa è cresciuta nel salotto di casa tua?

Quando il test muffa è utile?

Non ci vuole un genio per capire che in un caso come quello della foto di apertura è ridicolo richiedere un test muffa per capire se l’abitazione necessita di una bonifica o no.

Ed è altrettanto evidente che non serve a niente spendere soldi per scoprire con che muffa abbiamo a che fare.

Le due cose importanti in un caso di infestazione sono:

  • a) pulizia e disinfezione dei locali
  • b) individuare le cause della formazione di muffa nera e risolverle.

Al contrario un test muffa approfondito potrebbe essere utile in questi casi:

test muffa allergia
  • a) dopo una rimozione professionale delle muffe o una disinfezione dei locali da muffe, batteri e virus. Sepcialmente se ci sono bambini o persone deboli o dopo controversie con inquilini ecc.
    Serve a verificare che le superfici (o l’aria) siano state efficacemente sanificate. Il test si dovrebbe fare prima e dopo.
    È evidente che in questi casi non serve individuare il DNA, la specie esatta o il nome scientifico di muffe e batteri ma è più importante sapere se la zona è sanificata e “libera da muffe, batteri ecc.”
  • b) Quando ci sono persone allergiche. In questo caso il test lo dovrebbe per prima cosa fare la persona allergica. Ci sono vari tipi di test, si può iniziare da un test che indica a che tipo di molecola la persone è allergica. Acari? Polveri? Muffe? Pollini? (vedi foto a lato)
    Dopodiché si possono eseguire dei test più specifici sul tipo di molecola a cui si è allergici. Non è facile andare in profondità in questi test e di solito si sa che sono genericamente “muffe” o polveri ecc.
    Dopo aver individuato a cosa la persona è allergica può essere utile fare dei test nei locali per verificare la presenza di quella particolare muffa o allergene. Anche in questo caso è più semplice sanificare e fare un test che dice se le muffe sono state eliminate o no. Tenendo presente che nell’aria le spore di muffa ci saranno sempre.
    A questo proposito in Italia c’è POLLNET un organismo ufficiale di monitoraggio degli allergeni che sono praticamente tutti pollini tranne una muffa l’Alternaria sp. di cui nessun sito di esperti risolutori di muffa parla perché in effetti è dannosa per le coltivazioni e non per l’uomo, ma ancora una volta si può vedere che la muffa nera tossica è una bufala.
  • c) Quando ci sono persone che si sono ammalate a causa di muffe dannose ed è stato diagnosticato con precisione in ospedale non dal cuggino metereopatico. Se il test specifico per quella specifica muffa l’ha “ordinato il medico” allora va bene, altrimenti anche in questo caso basterebbe un test che dice che le muffe sono state eliminate.
  • d) Quando i locali sono frequentati da soggetti più sensibili o deboli. Neonati, immunosoppressi, asmatici o convalescenti. Anche in tal caso il test della muffa potrebbe limitarsi ad individuare la presenza e l’assenza dopo trattamenti di sanificazione. Sempre chiedere al medico, allergologo etc.
  • e) In caso di controversie legali. Dimostrare che è stata una muffa a causare una malattia è difficilissimo e molto costoso. La quantità di analisi e di esperti da consultare e le scarse possibilità di riuscirci rendono abbastanza improponibile la cosa. Tuttavia, un test per la presenza di muffe o del tipo di muffe sarà utile per dimostrare lo stato di non salubrità dei locali in un procedimento legale. Inutile dire che le perizie le devono fare medici, specialisti e laboratori certificati e non vale il test col kit muffe della ditta “ghe-pensi-mì-a-la-muffa-SRL”.

Nota sulle patologie causate dalle muffe

NOTA: Sono rarissime le muffe che possono causare patologie direttamente negli esseri umani. Di solito provocano disagi minori come un po’ di tosse o naso chiuso. Oppure allergie. O aggravamento di condizioni esistenti.
Esistono però alcune muffe (rare) come l’Aspergillum niger e Asperigillum flavus che ad alcune persone possono causare malattie anche gravi.
Tutti noi respiriamo continuamente spore di muffe incluso l’Asperigillum e nessuno si ammala. Sono praticamente innocue. Tuttavia, in rari casi e su persone indebolite da altre patologie, o immunocompromessi o chissà per quali ragioni mediche, vengono attaccate da queste muffe che riescono a crescere all’interno del loro corpo. Causando malattie respiratorie o otiti anche gravi.
Fare un test in casa per Aspergillum niger potrebbe essere utile se una persona è in ospedale e le hanno diagnosticato una malattia causata da questa muffa. Al contrario fare test muffa per verificare la presenza di aspergillum niger è totalmente inutile. Probabilmente le spore si possono trovare e non danno fastidio a nessuno.

Usare queste patologie rare, che colpiscono persone già compromesse, per alimentare le fobie sulle muffe è una strategia di vendita, marketing che non approviamo.

Il test muffa nera

La muffa nera la muffa tossica è un’invenzione americana che ha preso piede ormai anche da noi ed è il cavallo di battaglia di vari siti di “esperti” usata per spaventare la gente pretendendo che le muffe siano pericolose.

Vedendo muffa nera sui muri (moltissime muffe sono nere o verde scuro) inizi a leggere su internet articoli che parlano di “muffa tossica” e di “micotossine” e il terrore dilaga.

Già la parola “tossine” mette in allarme. Fin dal medioevo. Poi mico-tossine fa ancora più paura.

In realtà l’unica muffa nera che può crescere indoor ed emettere micotossine è la famosa Stachiobotris chartarum. Un nome di sapore medievale che evoca streghe.
La parola chartarum deriva dal fatto che spesso cresce sulla carta o meglio sul cartone. Il tipico cartone delle scatole dimenticate nelle cantine che si sono allagate.

Questa muffa nera predilige i campi di grano e per crescere necessita di molta umidità, di solito gli ambienti in cui si trova “indoor” sono le cantine specialmente di legno e cartongesso come quelle dei film americani. Ambienti ben diversi dalle pareti del soggiorno al 4° piano della signora Rossi a Milano. Quindi inutile spaventarsi.

La muffa nera Stachiobotrius Chartarum, non è tossica di per sé. Nessuna muffa è tossica. A volte, cioè solo in certe condizioni, può emettere delle micotossine, le quali se ingerite o inalate a lungo possono causare malattie respiratorie nell’uomo.
Nota quanti se e quanti ma ci sono prima di essere “tossica. “In certe condizioni” – “può” – “se ingerite”- In pratica ce ne vuole di sfiga!
Basandosi solo su questa particolare muffa nera difficile da trovare, tutta la muffa color nero viene dipinta come pericolosissima e tossica o addirittura cancerogena; eppure. La muffa nera che vediamo sui muri delle case in Italia non è Stacchiobotris Chartarum.

Cosa sono le micotossine? Si trovano col test muffa?

Nei siti pieni di pubblicità “tuttosalute” e esperti “muffologi” si parla a vanvera di micotossine e loro pericolosità associando le micotossine alle muffe che possono crescere in casa.

“Ah le micotossine prodotte dalle muffe causano malattie gravi quindi se hai muffa in casa contattaci subito per un preventivo gratuito prima di morire ecc.”– questo è più o meno il tono di certi articoli.

Prima di tutto specifichiamo che le micotossine sono prodotti del metabolisimo dei funghi e quindi anche di alcune muffe ma le micotossine non sono le muffe. Non sono visibili e non sono quelle cose nere che ti crescono in bagno!

Secondo: le micotossine per danneggiare l’uomo devono essere ingerite. Cioè mangiate! (a volte inalate, ok.)
Le micotossine sono un problema serio per l’industria alimentare. Abbiamo regolamenti precisi sulla quantità di micotossine che può (o meglio non deve) essere presente nei cibi o dove si producono alimenti.
Laboratori specializzati eseguono analisi di routine sui cibi e industrie per individuare la presenza di micotossine. Su cosa si fanno i test per le micotossine? Sui cibi! Nelle fabbriche di prodotti alimentari e simili. Non di certo in casa!

La muffa tossica!

Se chiedi a un laboratorio microbiologo di fare un test per micotossine sui muri di casa si mettono a ridere. Eppure sul sito “bastardisenzamuffa.srl” dicono che la muffa tossica c’ha le micotossine e….

Certi siti di “stop alle muffe in casa” “basta muffe sui muri” “viva la casa bella” e così via ti mettono in allarme sulle pericolosissime micotossine delle muffe come motivo per spendere soldi in test muffa di vario tipo o per venderti qualche soluzione brevettatissima.

Nessuno di questi venditori o siti ti spiega che le micotossine non hanno niente a che vedere con le muffe che abbiamo sui muri.
Le micotossine possono essere anche mortali, sono quelle dei famosi funghi velenosi. Degli avvelenamenti alimentari.

È le muffe che crescono di solito sui muri in Italia è veramente raro che producano “micotossine”.

Allora non è un problema avere muffe in casa? Non serve fare test muffa?

Le muffe in casa non ci devono essere e nemmeno nei luoghi di lavoro! Punto. Anche se non è un tipo che possa emettere micotossine, la muffa causa ambienti insalubri, puoò dare allergia, aggravare condizioni fisiche e causa il degrado dei materiali da costruzione, dei mobili e oggetti. Vanno eliminate senza creare allarmismi e paranoie!

La malattia riconosciuta a livello scientifico e internazionale legata alla muffa è la “SBS” cioè la Sick Building Syndrome – la Sindrome dell’edificio malato. In pratica quando un edificio non ha una adeguata ventilazione, riscaldamento, ed è affetto da infiltrazioni e da muffe può causare malattie in generale. Rendere la vita difficile a chi ci abita o ci lavora e accentuare la presenza o l’acutizzarsi di malattie respiratorie. Inoltre è causa di asma e allergia o è un luogo decisamente malsano per chi ha questo tipo di patologie. Questi edifici “malati” vanno sanati. l emuffe in casa vanno eliminate eliminando la causa. Tutto quì. Il resto è fuffa.

Il compito ecologico delle muffe è importantissimo, servono a degradare il materiale biologico in modo che ritorni in una forma assorbibile dalle piante. Sono indispensabili all’ecosistema e alla vita del pianeta Terra e non possono essere eliminate e non vanno demonizzate.

Ok se vuoi fare i test muffa facciamoli ma non pretendiamo che le muffe siano tossiche o cancerogene. La maggior parte dei problemi relativi alla muffa sono estetici o cosmetici. Le muffe in casa fanno schifo e non dovrebbero esserci, diciamolo. Fanno sentire a disagio e quando arrivano ospiti sono causa di vergogna.

Pulizia e sanificazione delle muffe

Se hai le muffe in camera da letto non ci vuole un test muffa per scoprire che muffa è, o se è tossica, serve solo una immediata pulizia e sanificazione. Richiede di scoprire perché si formano le muffe e come evitare che si formino ancora.

La sanificazione e la diagnostica dei motivi viene eseguita da personale competente e va fatta in sicurezza senza spargere le spore ovunque e con le dovute protezioni. Le puoi eliminare anche da solo se non sono più estese di un metro quadro di superficie.

Le muffe possono essere causate da cattive abitudini di arieggiamento e riscaldamento dei locali, scarsa pulizia, troppo affollamento, perdite e infiltrazioni più o meno nascoste o difetti della struttura e coibentazione.

Le cause della formazione di muffa si individuano facendo dei test diagnostici tecnici nell’ambiente e non sulla muffa.

Cosa serve un test muffe con la capsula Petri sul comodino? A venderti il test o una pittura magica. Se il massimo dellla spiegazione che ricevi è “hai la condensa” o “ponte termico” sappi che sono paroloni sparati a casaccio.

Abbiamo visto la proposta di un macchinario/aeratore da 6000€ per la “muffa da condensa” in una casa che aveva un tubo rotto nel bagno che inumidiva la parete sulle scale e si formava muffa. (vedi la storia su nostra pagina fb)

Senza un’indagine termografica, igrometrica o strumentale è impossibile individuare le cause reali delle muffe.

Altri dati su Stachiobotris chartarium la muffa nera “tossica” e i test muffa

La Stachybotrys chartarum la cosiddetta “muffa nera tossica” ha una spora grande, più pesante della media (non molto volatile) ed è appiccicosa, la sua evoluzione include il fatto di attaccarsi alla coda di una mucca che passa sull’erba umida e viaggiare in questo modo. Mentre le spore delle muffe di solito “volano”.

Le spore della Stachiobotris c. si trovano raramente all’interno di abitazioni anche in caso di grandi infestazioni di muffa. A meno che non venga disturbata, ad esempio con demolizioni o pulizie incompetenti o trasportando scatole di cartone bagnate o umide fuori da una cantina o scantinato umido o allagato.

Al contrario l’Aspergillus sp. sono di solito spore molto più piccole e vengono fatte volare dalla semplice corrente aria a seconda delle condizioni di sviluppo delle spore e dell’umidità dell’aria.

I test muffa fatti sull’aria tendono quindi a trovare le particelle che sono naturalmente più diffuse e trasportate dall’aria e la Stachiobotris quindi potrebbe non essere nemmeno individuata e questo ci riporta al soggetto della:

VALIDITÀ DEI TEST MUFFA

muffa-nera-test-muffa
infestazione di muffa


Ci sono parecchie problematiche relative ai test muffa specialmente se fatti da personale commerciale, fai da te o incompetenti. Anche in caso di personale competente le difficoltà non sono poche.
Un test muffe fatto campionando l’aria dà risultati completamente diversi in una stanza vuota o in una stanza dove ci sono persone che leggono tanto per dare un’idea.
Un test muffa fatto su un tavolo contaminato da muffa dà risultati totalmente diversi se il campionatore è posizionato sopra o sotto il tavolo.
Spesso si possono avere “falsi positivi” così come “falsi negativi” – per esempio ci sono spore di muffa (ricordiamo che le muffe sono centinaia di migliaia e sono invisibili) che magari non stanno dando alcun problema all’interno di un’abitazione. Quando vengono prelevate dal campionatore e coltivate in laboratorio per fare un test muffa fioriscono e prosperano! A volte a discapito di altre muffe che non vivono bene nel terreno di coltura del laboratorio ma invece stavano bene nel bagno di casa tua!

In pratica le variabili sono così tante in un test muffa che, come abbiamo ripetuto più volte, il metodo più economico e utile di utilizzare i test è solo una verifica prima/dopo sanificazione.

Se non ci sono motivi medici o legali fare test muffa approfonditi lo riteniamo solo uno spreco di soldi e un sistema di spaventare potenziali clienti o agganciarli per fargli acquistare prodotti inutili o a caro prezzo.

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Odore di Muffa: 5 passi per trovarne l’origine quando non si vede muffa

Odore di muffa di solito è accompagnato da muffa visibile ma a volte si sente l’odore e non si vede alcuna muffa!

O dopo un trattamento di rimozione della muffa si sente ancora odore di muffa nell’ambiente.

A volte non tutti lo sentono, solo alcune persone più sensibili o allergiche si lamentano di un odore di muffa persistente.

L’odore di muffa o “cantina” dà fastidio a tutti ma può essere pericoloso e dare perfino problemi neurologici alle persone allergiche, così come la muffa vera e propria.

Cosa causa l’odore di muffa?

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Penicillium la tipica muffa che cresce in casa.

Le muffe come abbiamo visto in altri articoli sono organismi viventi, nel loro metabolismo producono gas che rientrano nella definizione di VOC o MVOC. (come noi)

VOC significa Composti Organici Volatili e MVOC è la stessa cosa con aggiunta della M di Microbici.

Nel nostro caso si tratta di emissioni di gas da parte delle muffe cresciute in casa, sui muri, mobili, tappetti, bagni e quant’altro.

I VOC e MVOC sono sostanze organiche volatili, vengono prodotte anche da altre sorgenti, non solo dalle muffe.

In base alle normative non devono esistere nei materiali edili o devono rimanere al di sotto di una certa quota per ragioni sanitarie.

Da qualche anno tutte le pitture e i materiali edili riportano in etichetta la quantità di VOC, il top è avere un materiale con VOC zero come il nostro cappotto antimuffa.

Le muffe producono anche sostanze chiamate betaglugani; VOC, MVOC e beta glucani hanno un odore e quindi sono utili segnali della presenza di muffe. (Composti volatili che noi chiamiamo “odore di muffa” o di fungo, o di cantina.)

COME ELIMINARE L’ODORE DI MUFFA

L’odore di muffa è un indicatore della presenza di muffa e si risolve eliminando la muffa, come abbiamo descritto in altri articoli o con un servizio professionale di disinfestazione.

La cosa importante non è rimuovere la muffa ma la causa della muffa. E per trovare la causa a volte è semplice altre volte si deve lavorare e studiare l’ambiante.

In molti siti sulla casa potrai leggere un sacco di stupidaggini che dicono che “bisogna trovare la causa della muffa” ma poi sono sponsorizzati da ditte che alla fine dell’articolo ti suggeriscono per qualsiasi problema la loro pittura miracolosa da 800€ o altro costoso fenomeno brevettato da 100 anni ecc.

Il punto è che la “causa della muffa” non la trova un venditore (che prima vendeva materassi o depuratori o enciclopedie) e nemmeno un finto tecnico con un termometrino mandato da una ditta che per forza deve vendere quel prodotto/i.

La causa della muffa la trova chi la conosce e chi la sa cercare, a volte serve un’indagine complessa. Indagini che non sono “sopralluoghi gratuiti”. I sopralluoghi “gratuiti in tutta Italia” spesso nascondono un prezzo altissimo per la presunta soluzione. Chi la acquista paga anche per tutti i sopralluoghi gratuiti di chi non compra niente.

Attenzione: l’odore di muffa o di “cantina” o di “umido” non viene prodotto solo dalla muffa vera ma anche da batteri, lieviti ecc. che possono essere presenti nelle case o seminterrati.

Per esempio, in un muro affetto da umidità di risalita capillare dal terreno ci possono essere scrostamenti di intonaco ed efflorescenze saline, senza alcuna muffa ma genera lo stesso l’odore tipico a causa di microrganismi che vivono nel muro umido. In tal caso si deve risolvere l’umidità di risalita e non la muffa.

Supponiamo che la muffa sia stata rimossa. In questo articolo ci occupiamo del caso in cui nonostante il trattamento o risanamento si sente ancora “odore di muffa”.

A volte lo sente solo una persona o si sente “solo in certi momenti”. L’odore di muffa va e viene. Che fare?

La prima cosa è verificare che non sia rimasta della muffa nascosta. Muffa nascosta dietro o sopra un armadio, dietro un pensile della cucina, tappeti, intercapedini, cartongessi. (dietro i cartongessi succede di tutto).

A volte dopo un trattamento con ozono rimane un odore peggiore dell’odore di muffa. Che non se ne va.

Per sanificare ed eliminare la muffa si è “esagerato con l’ozono”. L’ozono va usato da persone competenti. Si tratta di una molecola altamente reattiva, se un locale viene troppo bombardato di ozono la molecola potrebbe ossidare e combinarsi con qualche materiale delicato tipo la plastica e “cuocerla” lasciando un odore simile all’odore di muffa o comunque sgradevole e persistente. L’ozono va bene nei luoghi asciutti e usato con parsimonia.

Esistono anche delle muffe che non emettono sempre “odore di muffa” ma solo in certe condizioni, quando diminuisce l’umidità o quando viene molestata per cercare di toglierla o quando cambia il tempo…

Se dopo aver ispezionato per residui di muffa e corretto i trattamenti malfatti non si riesce ad individuare da dove viene l’odore, consigliamo questo sistema in 5 passi individuare la zona da dove proviene l’odore di muffa.

5 passi per trovare l’origine dell’odore di muffa invisibile

Procurati i seguenti articoli:

  • Rotolo di alluminio pulito nuovo;
  • Tovaglioli di carta (o garze sterili) senza profumo nuovi;
  • Nastro adesivo colorato facilmente rimovibile;
  • Guanti tuta e protezioni usa e getta nuovi.
Articoli necessari per trovare odore di muffa nascosta

È importante che gli articoli siano nuovi, sigillati e non profumati, non devono avere alcun odore.

2) Indossa guanti e tuta usa e getta (nuova) e copri scarpe per non contaminare i siti con altri odori piega il tovagliolo in quattro fino a formare una specie di tampone.

Appoggia il tampone su una superficie da verificare per odore di muffa, es: un muro, una contro parete, un armadio, un tappeto, tende di plastica, piastrelle ecc. E coprilo con un pezzo di alluminio grande quattro volte il tampone.

Fissa tutto con nastro adesivo colorato. Prendi nota delle posizioni.

3) Posa molti di questi tamponi in differenti zone da testare per odore di muffa. Non dimenticare i posti nascosti, dietro pannelli, cassette dell’acqua, sotto i letti ecc.

Non toccare più l’alluminio e lascia il test per 24 ore senza che nessuno li tocchi.

Applicazione del sistema per individuare sorgente dell’odore di muffa nascosta

4) Dopo 24 ore apri un tampone alla volta prendendolo da un angolo, staccalo velocemente dalla superficie e chiudilo all’interno dell’alluminio. Fai un “pacchetto” e portalo fuori all’aria aperta.

5) La persona designata per fare il test deve rimanere fuori all’aperto al riparo dal vento e odori. Devi usare una persona con un ottimo olfatto e che conosca l’odore di muffa. La persona che si lamenta di sentire l’odore di muffa in casa sarebbe la migliore per il test.

Stacca, chiudi e porta all’esterno per il test un pacchetto con il tovagliolo alla volta. Fallo aprire Alla persona da un angolo abbastanza per infilarci il naso, non completamente. La persona che esegue il test deve annusarlo immediatamente dopo l’apertura. Non dirle da quale punto della casa arriva il pacchetto.

Proseguendo con il test si dovrebbe riuscire ad identificare la zona esatta che produce l’odore di muffa, la quale andrà poi ulteriormente investigata, o pulita, disinfettata o rimossa completamente.

Potrebbero esserci più zone che producono l’odore.

Il test per l’odore di muffa non ha valore scientifico ma funziona ed è replicabile. Ha scovato nella maggior parte dei casi l’origine del problema, specialmente nella case con tappezzerie, cartongessi, intercapedini, moquette, ecc.

È empirico e pratico, puoi farlo se stai attento a seguire le istruzioni e a non contaminare i campioni.

Esistono analisi scientifiche e strumentali per individuare i gas, i VOC, MVOC e odore di muffa, di gas o qualsiasi altro elemento incluse le muffe.

Ci sono vari test che si possono fare ma a quel punto si chiamano in causa i laboratori di analisi.

Test vari per muffa e odore di muffa

Il fatto di trovare VOC o MVOC con analisi di laboratorio non significa automaticamente che ci sia presenza di muffa. Significa solo che ci sono i VOC. Potrebbero uscire da un mobile o una pittura o entrare dalla finestra.

Da qualche anno fa “figo” proporre un test per scoprire “che muffa hai in casa? ” non si sa mai che ci sia una “muffa tossica? “la muffa cancerogena”, un lupo mannaro o la morte nera. Le terribili “micotossine” e altri paroloni per spaventarti e farti sganciare soldi.

Esistono dispositivi per fare il test dell’aria che la aspirano e la analizzano, oppure la fanno andare su un terreno di coltura biologico e viene analizzata in laboratorio. Oppure si fanno i “tamponi” sulle superifici.

Sono strumenti e metodi usati da un microbiologo, non da un venditore che ti lascia la capsula di Petri sul comò e non la porta neanche in laboratorio.

Un test con tamponi a contatto sulle superfici portati in laboratorio , prelevati prima e dopo una sanificazione è una valido test per verificare la presenze o assenza di microorganismi, batteri e lieviti e per l’efficacia della sanificazione.

Le analisi dell’aria con macchinari speciali di solito servono per ambienti che devono essere sterili o stare al di sotto di certi valori come le ditte alimentari ecc. Non servono a casa tua solo perché c’è odore di muffa o mufffa sul muro.

Dispositivo analisi aria muffe batteri

Lasciare una capsula di Petri all’aria in camera da letto non serve molto. Però fa effetto.

La risposta a questi “test” sulla muffa o sull’acqua è prefabbricata, il risultato è che devi comprare la pittura o una macchina magica antimuffa e se firmi oggi c’è un mega sconto.

Le spore di muffa possono posarsi in un muro e non dare fastidio per anni o andare via quando pulisci. Il trucco è non farle fiorire in casa.

Non ti serve sapere il nome scientifico della muffa che vive sul muro di casa tua, a meno che non abbia una particolare allergia diagnosticata. E c’è da dire che per individuare l’esatta muffa servono esami molecolari, di penicillium ce ne sono migliaia di specie… insomma hai capito.

Quello che ti interessa e che conta è che sia rimossa la muffa e/o l’odore di muffa.

Non è così importante “ucciderla” anche morte o dormienti possono emettere odore di muffa o allergie a chi ne soffre.

L’importante è che la muffa sia rimossa da casa tua e non si riformi.

Se hai un problema di muffa o di odore di muffa persistente che non si risolve contattaci.

Sopralluoghi gratuiti e diagnostiche a pagamento per umidità e muffa

I “sopralluoghi gratuiti” possiamo farli se sei vicino ma un’indagine tecnica seria non può essere gratuita.

Si devono usare strumenti tecnici costosi. A volte ci vuole una settimana per individuare con precisione la causa della muffa. A volte servono giorni per trovare un’infiltrazione al piano terra che magari inizia dal tetto. Perché dovrebbe essere gratis?

Se ci sono controversie proprietari/inquilini si deve poter stabilire in modo imparziale di che è la colpa. Ci sono norme UNI da rispettare in una diagnostica per muffa che possa essere portata davanti a un giudice.

E anche se fosse solo per risanare casa tua non significa che devi farla fare gratis al “cuggino” o a un incompetente.

I sopralluoghi gratuiti vengono ampiamente promossi per facilitare l’ingresso in casa di abili venditori.

Questo ovviamente non include i sopralluoghi per preventivi a persone già interessate ad un prodotto.

Lontani o vicini, gratis o a pagamento rispondiamo a tutti.

Puoi richiedere la nostra guida gratuita Come Evitare Muffa e Condense Arieggiando e Riscaldando Correttamente.

Molte persone hanno risolto il problema solo con quei consigli o consulenza via mail.

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Muffa in Camera: 5 cose che non ti spiegano bene

Muffa in camera che incubo! In bagno qualcuno la tollera ma la muffa in camera è considerata orrenda e pericolosa per la salute da quasi tutti.

Entri e senti odore di muffa. Apri le finestre per ore, usi profumi e incensi e rimedi new age e la muffa se ne fa un baffo.

Sei a letto la vedi nell’angolo in alto o la “senti” che si nasconde dietro l’armadio.

Su internet trovi i rimedi “della nonna” (che la nonna non conosce, perfino la candeggina ai suoi tempi si chiamava “varechina” ed era 100 volte più potente) li provi e la muffa si riforma.

Miscugli e spray fai da te di bicarbonato e olio di camaleonte.

La muffa ritorna. Provi gli spray del colorificio o supermercato. Niente.

Spesso si allarga ad altre stanze! Si dice che la muffa “cammina” in realtà cercando di toglierla smuovi le spore (invisibili) e le fai volare per tutta la casa.

Non ne puoi più e decidi di fare qualcosa per la muffa in camera.

L’imbianchino ti propone la super pittura termica-con-le-perline antimuffa, anti condensa, antimateria.

Per un po’ sembra ok poi la muffa in camera, in bagno ecc si riforma. E l’odore dentro l’armadio non se n’è mai andato.

Cerchi una soluzione definitiva per la muffa in camera.

Full immersion nei “siti di eseprti muffologi e antimuffa” dove trovi:

  • Video del patologo-muffologo-cartongessista;
  • gli esperti di muffa trentennali e i diagnostici certificati,
  • i soddisfatti o rimborsati;
  • i pittura maggika che riscalda i muri; la nanotecnologia; pittura che toglie l’inquinamento oltre alla muffa in camera;
  • la pittura brevettata antimuffa e condensa che costa 800€ a stanza;
  • tinta antimuffa alle “terre rare”, antiche ricette ecc. puzza …. ma non contiene chimica;
  • La macchina anti muffa in camera brevettata disegnata da Leonardo (in offerta solo per oggi);
  • gli analizzatori di muffa, questi sono perlopiù stranieri ma anche in Italia sta prendendo piede;
  • la “muffa che elimina la muffa”, i cristalli quantici e soluzioni spettacolari come le scatole a energia cosmica che eliminano umidità di risalita e ogni muffa e “umidità in casa”.

    Non sai cosa scegliere.

I peggiori sono gli “horror muffa” quelli che ti terrorizzano con paroloni scientifici (?) ti spiegano che la muffa in camera è tossica, la muffa è pericolosa, la muffa nera è cancerogena. La mamma di tre bambini asmatici (foto dei bambini in lacrime) ha toccato la muffa ed è morta. I bambini con la polmonite. Roba che il Covid non è niente in confronto alla muffa in camera.

Ti convinci che morirai se non fai qualcosa per la muffa in camera.

Questi presunti Piero Angela della muffa insistono sulla pericolosità della muffa e delle “micotossine” per vendere le lore pitture o soluzioni. Scientificamente però non esistono muffe sui muri di casa ritenute cancerogene e nessuna muffa è considerata di per sè tossica. Può essere un problema per persone allergiche o peggiorare malatite respiratorie e comunque è indice di un’ambiente non salubre.

Questi signori insistono sulla pericolosità delle “micotossine” ma non ti spiegano che le micotossine non sono sui muri e sono un problema che riguarda gli alimenti. Fanno male se ingerite con il cibo.

Le micotossine ritenute pericolose non hanno niente a che vedere con le muffe in camera o sui muri in Italia.

Non esistono nemmeno dei test di laboratorio per micotossine al di fuori dei test per il cibo. Quindi rilassati e chiudi quei siti che non servono a niente.

Se vuoi approfondire in questo articolo parliamo di muffe tossiche e micotossine.

Approfondiamo alcuni punti di cui “tutti parlano” ma nessuno ti spiega bene sulla muffa.

Pensiamo che più comprendi il soggetto e più potrai apprezzare la correttezza della soluzione che sceglierai per risolvere la muffa in camera.

Le cose sulla muffa in camera (o in casa) che non ti spiegano bene.

  1. Hai la muffa per via del ponte termico”
  2. Oppure: “hai la muffa in camera perché non apri le finestre”.
  3. E poi: “c’è troppa umidità” ci vuole una pittura termica”
  4. Attenzione “la muffa è velenosa ci sono le micotossine!”
  5. È per via dell’“umidità di risalita.”

Iniziamo dal primo. Cosa vuol dire la muffa in camera è causata dal ponte termico?

La cosa che non ti spiegano è che tipo di ponte termico causa muffa. È “normale” che ci siano ponti termici, non è detto che un ponte termico causi la muffa in camera.

Cos’è un ponte termico? definizione: Il ponte termico è quella zona locale e limitata dell’involucro edilizio che rappresenta una densità di flusso termico maggiore rispetto agli elementi costruttivi adiacenti.

Cosa significa? Che è un punto dell’involucro (es: angolo ecc) diverso per forma o materiali e lascia passare (fluire) diversamente il calore da quelli vicini.

Una parete si incontra con una zona di materiale diverso, un pilastro di cemento armato, la soletta del soffitto ecc. Queste zone “locali e limitate dell’involucro” lasciano fluire, trasmettono diversamente il calore.

Si chiama “ponte termico” perché fa da ponte (a livello termico) tra l’esterno e l’interno della casa.

Nei ponti termici in inverno il riscaldamento si disperde più facilmente verso esterno mentre in estate il caldo penetra più facilmente all’interno.

In Italia fino al 2005 non esistevano norme serie a riguardo per cui se la tua casa è stata costruita prima di allora, sarà piena di ponti termici, se è costruita dopo ne avrà molti meno, ma mai zero.

Così abbiamo case “colabrodo” che disperdono un sacco di energia ed alte emissioni di CO2.

Negli anni 70 si risolveva il problema con riscaldamenti sovra dimensionati. Un condominio aveva una caldaia da transatlantico che consumava un’enormità di gasolio, emetteva CO2 in quantità industriale. E non era strano avere in casa 23-24° tanto che si potevano tenere le finestre aperte in inverno.

Questa follia energetica aveva i suoi risvolti positivi. Infatti i riscaldamenti elevati “correggevano” qualsiasi ponte termico e con le finestre spifferose o addirittura aperte si avevano locali sempre aerati e poca muffa.

Dato che non possiamo continuare a inquinare e riscaldare il pianeta abbiamo normative che impongono di ridurre emissioni con cappotti, riscaldamenti più efficenti e riduzione dei ponti termici.

Cappotti fatti male e finestre montate male peggiorano la situazione e favoriscono la muffa

Abbiamo visto cappotti di polistirene su case vecchie di mattone pieno, senza nessun progetto o calcolo, fatti dal cugino imbianchino, si sono riempiti di muffa in camera e non solo!

Lo stesso si può dire delle finestre con caratteristiche da portello della Stazione ISS montate sui vecchi telai delle case anni 60. Con umidità di risalita al piano terra. Poi hanno la muffa “intorno alle finestre”.

Una casa con “zero ponti termici” è un’ideale ma non esiste. Nelle case nuove in classe A super coibentate con ponti termici al minimo si forma un sacco di muffa e quindi non è il ponte termico la causa della muffa.

Dare la colpa della muffa in camera al “ponte termico” senza diagnostiche strumentali è un errore. Se misuri un angolo nel soffitto con un termometrino “laser” è sempre più freddo della parete ma non è detto che sia un problema serio.

Se la muffa si forma anche con ponti termici ridotti al minimo (es Classe A) perché ti dicono che è il ponte termico che causa la muffa in camera? Perché prima di cambiare le finestre non c’era nessuna muffa? E non c’era muffa con l’altro inquilino? O prima di cambiare caldaia, o valvole termostatiche ai radiatori?

Perché non era il ponte termico la (sola) causa della muffa.

Per formare o favorire muffa e condensa un ponte termico deve essere “critico” che porta la zona ad essere fredda in modo critico. Quanto? Dipende dalle zone geografiche. Deve essere più fredda di un punto ben preciso. Il “punto di rugiada” e il “punto di rischio muffa” che è diverso per ogni area o periodo dell’anno ecc. e si può calcolare.

Quando un ponte termico è così “critico” da creare muffa in camera?

I venditori sono sempre molto sicuri di quello che dicono ma tecnicamente si devono specificare i paletti e fare misurazioni serie prima di sparare a caso.

muffa-in-camera-termografia-ponte-termico
Un vero ponte termico critico che causa muffa

Vari software calcolano in base alle normative, a parametri fisici e caratteristiche dei materiali delle pareti e zone geografiche, a quale temperatura un muro o un “ponte termico” non deve arrivare per essere sicuri che non si formi la muffa o la condensa.

Agosto non è gennaio e Roma non è Aosta. Si possono progettare case senza ponti termici critici. E possiamo sapere a che temperatura superficiale del muro c’è “rischio muffa” e “rischio condensa” per qualsiasi casa e zona geografica.

tabella con valori rischio muffa e condensa
Due tabelle calcolare per una località in montagnain Trentino e Una Al Sud al mare a Taranto.

Nelle tabelle sopra i valori di una città in montagna (Trentino) e una al mare (Puglia), uno dei parametri fondamentali per calcolare il “rischio muffa” causato da ponti termici sono l’umidità e la temperatura ambientale interna ed esterna.

L’umidità causa la muffa? Beh questo lo sanno tutti…

Un’altra cosa che tutti ti dicono ma nessuno ti spiega bene. Cosa c’entra l’umidità con la muffa?

Non è l’umidità che causa la muffa in camera ma è l’eccesso di umidità. Così come non è il ponte termico ma l’eccesso di ponte termico.

Le spore della muffa sono praticamente ovunque. Come i batteri e i microscopici esseri che abitano sulla nostra faccia. Invisibili possono stare lì e non darti fastidio per anni. Finché non si creano le condizioni per far fiorire la muffa in casa.

Qual è l’umidità ideale in casa? C’è stato un periodo che tutti i siti si copia incollavano a vicenda e secondo loro l’umidità ideale era 80% a 21° – Poi dopo questo nostro articolo hanno smesso di dire scemenze.

L’umidità la vedi in bagno quando si fanno la doccia “oceanica”.

La muffa in camera però ti si forma nella parete dietro l’armadio. Quindi cosa c’entra l’umidità con la muffa?

IL PONTE TERMICO DIPENDE DALL’UMIDITÀ O L’UMIDITÀ DIPENDE DAL PONTE TERMICO?

Questa è una domanda alla Gazzullo.

In effetti più c’è umidità nella stanza è più un ponte termico diventa critico e si ha il rischio muffa.

Se un ponte termico è critico causa muffa e condensa anche se l’umidità nella stanza è normale. Se invece l’umidità è eccessiva si forma muffa in camera anche se il ponte termico non è critico!

Per capire questo concetto bisogna introdurre un altro dato che non ti spiegano bene. Il famoso “punto di rugiada”. Cioè la temperatura a cui l’umidità dell’aria si condensa. E la percentuale di umidità realtiva.

Avrai notato che se tiri fuori la lattina dal frigo e si formano le goccioline. Si tratta di umidità dell’aria che fino a quel momento non causava nessun problema. Appena l’aria tocca la superficie fredda della lattina si condensa. (In inverno succede a volte sui vetri delle finestre).

L’aria può contenere una ben precisa quantità di vapore acqueo (umidità) in funzione della sua temperatura. Cioè più l’aria è calda e più umidità (acqua) può contenere. Più di una certa quantità a una certa temperatura non ce ne sta e si condensa. E quello è il 100% di umidità a quella temperatura. Non c’entra col freddo, infatti nei paesi tropicali c’è la nebbia calda a 30°.

Cominci a capire dove sta l’inghippo? Se raffreddi dell’aria il vapore acqueo che prima era invisibile adesso si condensa perché ad una temperatura più bassa l’aria ne può contenere di meno.

Se riscaldi la stessa aria succede il contrario e l’umidità relativa diminuisce.

Come freddo caldo e umidità causano condensa o muffa in camera?

Abbiamo detto che più l’aria è calda e più può contenere vapore (acqua sotto forma di particelle, detta umidità).

Il 50% di Umidità significa 50% di umidità relativa. Relativa a cosa? Relativa alla temperatura.

Un metro cubo di aria a 30° può contenere al massimo 30 grammi di acqua e quello è il 100% di umidità – perciò se l’umidità è il 50% a 30° significa che ci sono 15 grammi di acqua per metro cubo d’aria.

Lo stesso metro cubo a 20° può contenere al massimo 17 grammi e a 0° contiene 4.5 grammi. Il 100% di umidità a 0° sarebbero solo 4.5 grammi.

Vedi la differenza? Ecco perché se apri le finestre con qualsiasi tempo in inverno l’umidità in casa diminuisce di colpo!

Per ogni coppia temperatura/umidità c’è un “punto di rugiada” corrispondente. Il punto di rugiada è la temperatura in cui si formerà la condensa. Esempio a 20° e 50% di umidità il punto di rugiada è circa 10°.

TABELLA PUNTO DI RUGIADA –
Ad ogni coppia di valori umidità relativa e temperatura dell'aria corrisponde un diverso punto di rugiada cioè una temperatura a cui l'umidità dell'aria condensa. Se un oggetto (muro ecc) è a quella temperatura, sulla sua superficie si crea condensa. Nota: Per la formazione muffa in camera o in altre zone è sufficiente un'umidità del 80% perciò e non serve arrivare alla condensa. Il punto di "allarme muffa" quindi è ad una temperatura più alta del punto di rugiada.
Umidità
Temp50%60%70%80%
-9°-7°-5°-3°
10°2.6°4.8°6.7°
20°9.3°12°14.3°16.5°
24°13°15.7°18.2°20.3°

Cosa significa che l’umidità è il 50% o 80% ecc. 50% di cosa? Non te lo spiegano mai bene.

Significa che un oggetto più freddo di 10° (un muro, un angolo, lattina ecc) farà condensare l’aria sulla sua superficie perché nelle sue vicinanze la temperatura dell’aria è più bassa e l’umidità relativa raggiunge il 100% = condensa.

Quindi non basta dire che l’umidità deve essere “meno del 60%” per non creare condensa e muffa. Perché il 60% lo misuri al centro della stanza!

In realtà la condensa (e la muffa) si possono creare a differenti livelli di temperatura e umidità.

In Florida o in Qatar non hanno mai le nostre temperature invernali; eppure, se spegni l’aria condizionata ti riempi di muffa e condensa ovunque.

A Roma è diverso che a Milano e in Sicilia a livelo del mare è diverso che sull’Etna a 3000 metri.

A 24° con 80% di umidità la condensa si forma a 20° per cui puoi vedere che il famoso “ponte termico” non può essere il colpevole. Con un muro a 20° non serve a niente usare una “pittura termica con le palline di ceramica o con le nanotecnologie cosmiche” e nemmeno fare un cappotto esterno o cambiare le finestre. Anzi! Peggiori.

Quello che si deve fare in questo caso è diminuire l’umidità ambientale.

Se invece ti hanno lasciato un tubo del condizionamento non isolato che va a 7° dentro un muro, in estate condensa tutta la parete all’interno! Magari poi la muffa esce a settembre… e hai voglia di metterci la pittura magica.

A volte basta solo cambiare abitudini ad aprire le finestre più volte al giorno. Oppure montare una VMC.

Allo stesso modo è inutile che ti propongano una VMC o la macchina magica antimuffa se in camera hai 18° e 10° negli angoli del soffitto perché la VMC per quanto poco diminuisce la temperatura e peggiorerà la situazione.

Se c’è un vero ponte termico critico si deve correggere con un cappotto. I cappotti per evitare la muffa si possono anche fare internamente senza doverlo fare tutta la casa.

Se si tratta di una cosa leggera e la casa è al centro/sud in zona climatica bassa può darsi che una pittura termica sia sufficiente e vada benissimo, ma se c’è un vero ponte termico critico in zona E la pittura fa gran poco.

L’aria umida si muove e causa muffa in camera e in tutta la casa.

Molte persone che chiedono una consulenza per la muffa in camera sono convinte che il problema sia proprio in camera. Se è esposta nord pensano che sia ovvio, ma se è a Sud sarà qualcosa di terribile!

Non pensano che la causa potrebbe iniziare dalla cucina dove bolle la pasta senza una cappa aspirante che espelle all’esterno. O in bagno o lavanderia. L’umidità si muove nella casa. Quando trova un punto più freddo come abbiamo visto aumenta la % di umidità relativa. E quando si arriva al 80% in superficie, il terreno per la muffa è pronto. Infatti non serve arrivare al “punto di rugiada ed avere la formazione di condensa perchè si formi muffa. Altra cosa che non ti spiegano bene ma senti cosa dicono le normative.

Per la determinazione del punto di muffa si fa riferimento alla norma UNI EN ISO 13788:2013 che fissa per i calcoli una soglia di verifica di umidità del 80%.

Spesso la camera viene tenuta con la porta chiusa e ad una temperatura molto più fredda del resto della casa, soprattutto durante il giorno. Quando l’aria calda entra in camera… tac!

  • Ci sono abitudini di tutti i tipi e sono quasi tutte sbagliate.
  • Chi spalanca le finestre due ore tutte le mattine. Chi non le apre mai.
  • O lascia la basculante aperta tutto il giorno.
  • Oppure spegne il riscaldamento in camera e la lascia fredda
  • Chi in soggiorno ha una stufa a pellet nelle cui vicinanze ci sono 30° e nella stanza da letto 15° e i muri sono a 8°

Una delle peggiori abitudini (o delle migliori dal punto di vista della muffa in camera) è quella spegnere il riscaldamento quando si esce alla mattina e poi alzarlo a manetta per qualche ora alla sera.

Credendo di risparmiare si spendono molti più soldi di riscaldamento e si forma anche più facilmente la muffa. Ogni volta che la caldaia riparte deve consumare un sacco di energia per alzare la temperatura e se la continui a spegnere e accendere sprechi solo carburante.

Come avrai capito dalle spiegazioni sopra se dell’aria calda a 21° e 60% di umidità entra in una stanza a 18° l’umidità non è più del 60% ma aumenta subito e vicino alla superficie del muro che magari è a 15° aumenta ancora di più. Quindi anche se la muffa si forma in camera non è detto che la causa sia IN camera!

Gli shock termici sono peggio dei ponti termici e causano muffa in camera

I comportamenti descritti sopra causano shock termici alla casa, altra cosa che non ti spiegano bene è che spesso sono peggio dei famigerati ponti termici.

Se apri le finestre per ore in inverno quando all’esterno ci sono 3° dopo un po’ tutta la stanza sarà a 3° e dopo un paio d’ore di questo trattamento, i muri sono più o meno ghiacciati!

Hai un’idea di quanto tempo ci vuole perché un muro si riscaldi dopo che è andato a quelle basse temperature? Ci possono volere giorni per riportarli “in temperatura”, sempre se tieni il riscaldamento acceso e le finestre chiuse! Se continui ad aprire e chiudere non ce la faranno mai.

E se ti fai un bel bagno caldo, bolli la pasta o stendi la biancheria l’umidità si scontra col muro ghiacciato e pam! Condensa, Muffa. Puzza ecc.

In questo caso non c’entra niente il ponte termico! Si tratta di shock termico ed è colpa tua (o dell’inquilino) e non della casa e non serve nessun macchinario brevettato nè la pittura da millemila euro.

Che non si devono stendere i panni in casa ormai te lo dicono tutti ma non ti spiegano che non va bene:

  • Accendere il riscaldamento poche ore e poi spegnerlo.
  • Avere un riscaldamento puntuale come una stufa a pellet in una stanza che deve riscaldare tutto l’appartamento.
  • Riscaldare tutta la casa tranne la camera o una stanzina.
  • Accendere una stufa molto calda in una stanza e lasciare le altre fredde.

Questi squilibri causano chock termici. Il trucco per risparmiare ed evitare la muffa in casa è uniformare il riscaldamento il più possibile tra le aree e la giornata e arieggiare nel modo corretto. (richiedi la nostra guida)

Non è il freddo che “entra” in casa ma il caldo che esce.

“Chiudi le finestre che entra il freddo” è la tipica frase. Ma non è vero.
Altra cosa che non ti spiegano bene. È il caldo che si muove verso il freddo e mai il contrario!

Il freddo all’esterno della casa non “cerca di entrare” attraverso le pareti di casa tua.

Il riscaldamento interno “cerca di uscire” attraverso la parete per andare verso esterno dove è più freddo.

Se metti un cubetto di ghiaccio nel thè bollente è il calore del liquido che va verso il ghiaccio e lo scioglie non è il freddo del cubetto che va nel the e lo raffredda. Alla fine si ottiene un equilibrio con una nuova temperatura.

Il cappotto isolante serve a non far uscire il calore (del riscaldamento) attraverso le pareti verso l’esterno. Per quello si risparmia di riscaldamento. Il cappotto non serve a “proteggere la casa dal freddo”. In estate succede il contrario.

Se hai un muro anni 70 con intercapedine vuota cosa succederà nell’intercapedine tra le due file di mattoni? Se rimane fredda si forma condensa “interstiziale” cioè tra diversi strati di materiali ed è un bel guaio. Orrore. Muffa. E fare un cappotto esterno “a caso” senza calcolare cosa succederà nell’intercapedine potrebbe peggiorare la situazione.

Girando su internet tra i patologi ed esperti trovi anche quelli che dicono che l’umidità interstiziale non esiste, quelli che dicono che l’umidità di risalita non esiste e quelli che invece vedono umidità di risalita ovunque e ti propongono inversione di polarità anche per risolvere la muffa in camera. E quelli che trovano la “muffa da risalita“. Va beh.

Per calcolare il punto di rugiada a varie temperature e livelli di umidità visita il nostro sito qui.

Il mistero della muffa in camera dietro l’armadio.

Il concetto del caldo che va verso il freddo serve anche a capire perché si fa la muffa dietro l’armadio.

L’armadio (specialmente se è massiccio) fa da “cappotto alla rovescia.”

Come funziona il riscaldamento? I radiatori ecc. riscaldano l’aria. L’aria calda a sua volta riscalda te, gli oggetti e i muri.

Il calore si trasferisce dal “più caldo” (aria) al più freddo (muro). Questo flusso continua finché le due temperature non avranno raggiunto un equilibrio.

Ogni materiale ha una inerzia termica cioè “ci mette un po’ a scaldarsi o a raffreddarsi”.

Ecco perché se un muro tutte le mattine viene ghiacciato dalla signora Maria che spalanca le finestre per due ore non si scalderà mai e l’unico risultato è spreco di riscaldamento e rischio muffa.

E adesso riceverai l’illuminazione sulla muffa in camera dietro l’armadio, cosa che nessuno ti spiega bene.

L’armadio riceve il calore dall’aria riscaldata e fa da barriera al muro dietro che non riceve il calore e rimane freddo. La porta dell’armadio si scalda ma dietro no.

Puoi avere 20° in centro camera, 20° sulle ante dell’armadio e il tecnico dell’amministratore in questi casi ti dice che è “tutto ok, apri le finestre se non vuoi la muffa.” Ma il muro dietro l’armadio non è per niente ok! È a 10° o meno!

Il tutto viene aggravato dalla scarsa circolazione d’aria dietro l’armadio perché non arieggi correttamente e/o l’hai avvicinato troppo o è su misura e sta a filo. E anche dalla mancanza di luce. La muffa odia il sole. Se lasci tapparelle abbassate tutto il giorno in inverno puoi avere muffa in camera molto facilmente e non c’è pittura magica che tenga.

Ci sono altre cose che non ti spiegano bene su umidità e muffa, vedi altri articoli in questo sito. Ad esempio non ti spiegano cos’è e il giusto atteggiamento da avere per vincere la guerra.

Per scoprire le cause della muffa in casa tua richiedici un monitoraggio ambientale o diagnostica per umidità. (Non è gratis!) O scrivici con le tue domande e richiedi la nostra Guida per Evitare Condensa e Muffa che invece è gratis.

La muffa non dipende dalla condensa

Un’altra cosa che non ti spiegano bene è che non serve la condensa perché si formi la muffa.
Cioè il muro freddo o oggetto freddo non deve arrivare al “punto di rugiada” perchè si formi la muffa.

La muffa inizia a formarsi già con 80% di umidità superficiale.

Quando vedi la condensa che piove dai vetri delle finestre da un certo punto di vista dovresti essere felice. Le finestre stanno facendo da “deumidificatore naturale” e condensano un sacco di umidità ambientale. Se non si condensasse sulle finestre fredde l’umidità ambientale sarebbe più alta e il rischio muffa ancora più alto.

Soluzione? Arieggiare e riscaldare correttamente e studiare le cause dell’eccesso di umidità prima di spendere soldi.

Il “rischio muffa” si calcola a 80% di umidità in base alle normative vigenti come la UNI 13187 che stabilisce con precisione quando è la casa (l’involucro) a causare la muffa e come si devono costruire muri e isolamenti.

La norma è fondamentale non solo per progettare le case ma si usa (anche in cause legali) per stabilire se si tratta di un difetto di costruzione o un cattivo comportamento degli abitanti della casa.

Le norme servono per progettare muri, cappotti, tetti ecc. e anche nelle diagnostiche e perizie per dimostrare o valutare la causa di un problema di muffa.

Solo una diagnostica strumentale termografica con monitoraggio ambientale può stabilire se l’inquilino si comporta male o se è un difetto della casa o se il costruttore ha sbagliato ecc.

Conclusione sul perché della muffa in camera e non solo in camera

Adesso che ti abbiamo spiegato (speriamo meglio) alcuni fenomeni puoi immaginare che anche se hai 50 o 60% di umidità al centro della stanza non è detto che sulla superficie del muro non sia l’80% –

Se il muro è freddo, potrebbe essere perché è poco isolato o perché l’hai congelato aprendo le finestre troppo a lungo o perché l’armadio impedisce al riscaldamento di riscaldare la parete.

Sono tutte cose che si possono misurare e verificare. Ad esempio una termocamera e igrometri e anche se necessario con indagini più invasive.

Alcuni consigli per evitare la muffa in camera

Se usi delle buone pitture minerali, e fai le pulizie regolarmente, se riscaldi la casa in modo omogeneo e arieggi regolarmente potresti limitare o perfino eliminare il problema muffa senza spendere soldi.

A volte è impossibile, si deve disinfestare la muffa in modo professionale, cambiare pittura, coibentare, migliorare l’aerazione o scoprire infiltrazioni ecc.

Spesso è impossibile stare dietro all’aerazione riscaldamento e pulizie e quindi bisogna meccanizzarle.
Oppure la casa ha dei difetti così critici che conviene e sistemarli usando i corretti materiali. Non certo polistirolo e mai con il cartongesso che è uno dei pasti preferiti della muffa e dei materiali preferiti dagli imbianchini.

Prima che inventassero il cartongesso le pareti finte, contro soffitti ecc. erano di cannicciato e calce. Materiali che la muffa non ama. Il cartongesso invece è cellulosa, cibo per la muffa e gesso che trattiene l’umidità.

Molte persone csono convinte di arieggiare e riscaldare correttamente ma non è così. La maggior parte ha abitudini che con le nuove finestre e isolamenti non vanno d’accordo.

Abbiamo preparato una Guida a come riscaldare e arieggiare per evitare umidità di condensa e muffa.

Richiedila gratuitamente con il form sotto.

Se anche seguendo i consigli della guida si forma muffa in camera o in casa è il momento di richiedere un sopralluogo e se necessario una seria diagnostica tecnica e monitoraggio ambientale per risolvere il problema alla radice.

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RICHIEDI LA NOSTRA GUIDA GRATUITA “COME EVITARE UMIDITÀ DI CONDENSA E MUFFA ARIEGGIANDO E RISCALDANDO CORRETTAMENTE” OPPURE CONTATTACI PER UNA CONSULENZA O DIAGNOSTICA

Muffa tossica mito o realtà? 5 tipi di muffe

Muffa tossica, muffa cancerogena, muffe che causano malattie; ci sono vari tipi di muffe – bisogna scoprire se la muffa che hai in casa è tossica. Così dicono vari “patologi edili” o “dottori della muffa” e sedicenti esperti muffology sul web.

Siamo sicuri che sia tutto vero? O è solo per vendere?

Alcuni siti parlano di muffe “velenose”, muffa tossica, muffa killer, e perfino di “muffa cancerogena.”

Si accaniscono contro la pericolosissima muffa nera. La muffa killer.

Ti spiegano che nell’angolo della tua camera o nella cameretta dei bimbi, potrebbe annidarsi la temibile muffa tossica, cancerogena. Quindi è importante analizzare che tipi di muffe hai…

È una bufala gigantesca, solo terror-marketing e pseudoscienza.

Difficilmente un campione di muffa richiesto da questi presunti esperti che ti fanno i test verrà analizzato in un laboratorio biologico.

Se hai paura che nell’angolo del salotto ci sia la muffa tossica, la muffa cancerogena della morte nera, tranquillizzati.

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Muffa nera causata da infiltrazioni – spesso chiamata erroneamente muffa tossica

Nessuna muffa è tossica e nessuna è ritenuta cancerogena dalla comunità medica e scientifica.

Le teorie del Dottor Muffa, l’imbianchino che è diventato scienziato su iutubbe non contano, è come il venditore di olio di serpente nel far west. Ti spaventa e poi ti appioppa il suo prodotto costosissimo.

Quello che ti serve sapere non è che tipo di muffa hai o la specie biologica.

Le vere domande sono perché si forma la muffa in casa? Come puoi evitare che si riformi la muffa?

Serve sapere che tipi di muffe hai sui muri e se è muffa tossica?

Esistono migliaia di tipi di muffe. Alcuni siti parlano di 1 milione o di miliardi e così via. Numeri a caso.

Non ci interessa quante sono perché quasi tutti i tipi di muffe vivono all’aperto, il 99.9% non vive nelle case. E la fantomatica muffa tossica se mai esiste, non vive indoor.

Senza muffe batteri funghi e lieviti non ci sarebbe vita sulla Terra per cui è inutile sperare di abolire le muffe, sterilizzare o avere una casa senza muffe. Quello che ti interessa è che non fioriscano in casa.

Le spore (invisibili) delle muffe fanno parte della “polvere” o pulviscolo atmosferico.

Alcune muffe riescono a vivere indoor ma solo se crei le condizioni adatte.

La maggior parte delle muffe non cresceranno in casa perché non vivono “indoor.” Le muffe che crescono all’interno sono pochissime, è inutile spaventare la gente dicendo che ne esistono milioni ed è disonesto parlare di muffa tossica.

Le condizioni adatte alla formazione di muffa tossica o estetica

Le spore di muffa sono molto volatili entrano dalle finestre o trasportate da noi. Si posano su oggetti e muri e possono rimanere lì senza far danni o andarsene con le semplici pulizie.

Se si creano le condizioni ideali, le muffe “fioriscono” sui muri, oggetti, scarpe, cartongessi ecc.

Condizione necessaria e sufficiente per la formazione della muffa in casa è l’umidità in eccesso.

Anche altre cose le favoriscono ma senza umidità non si forma nè normale nè muffa tossica.

L’umidità in casa superiore a 65% quasi sempre produce muffa. Sui muri, dentro gli armadi ecc. Con 80% di umidità la muffa è assicurata. (Ovviamente stiamo parlando della stagione fredda.)

Se al centro della stanza misuri un’umidità inferiore al 65% non ti garantisce che in una parete dietro l’armadio o nell’angolo freddo del soffitto l’umidità non arrivi al 80% o più.

Questo fenomeno fisico è spiegato qui e si misura solo con gli strumenti e personale competente. Se vuoi conoscere il “punto di rugiada” cioè a che temperatura si forma la condensa vedi quì.

Il tuo imbianchino sarà bravo a fare il suo lavoro, ma la muffa, la condensa e l’analisi dell’isolamento non sono il suo campo. Se senti parlare di muffa tossica sappi che è una bufala perché nessuna muffa rientra nelle sostanze tossiche.

Infatti dopo tutto il discorso sulla tossicità della muffa ti propone candeggina, spray vari, “pittura lavabile antimuffa” o pittura termica” quella con le perline e soprattutto cartongesso, terreno ideale per la muffa.

Le muffe puzzano, sono indice di sporco, di clima malsano, scarsa aerazione, materia in decomposizione ma non esiste nessuna muffa tossica.

Quello che conta è evitare di avere un eccesso di umidità in casa per impedire che qualsiasi tipo di muffa cresca in casa o luogo di lavoro.

Le muffe possono causare fastidi o aggravamenti di condizioni a chi è allergico alla muffa o ha già altre patologie come sistema immunitario compromesso. Ad una persona sana nessuna muffa provoca reali malattie.

Nomi scientifici delle muffe sui muri e della muffa tossica

Ti serve sapere il nome scientifico dei tipi di muffe che crescono in bagno o in camera da letto? E della muffa tossica di cui parlano su internet?

Le muffe che abbiamo in casa sono di solito: CladosporiumPenicillium e Aspergillus. Nessuna è tossica.

Quella che viene chiamata muffa tossica o muffa killer e a volte muffa cancerogena è lo Stachiobotris Chartarium di cui trovi la descrizione e storia più sotto.

A cosa serva dare nomi alle muffe se non sei un microbiologo non è chiaro. Alla signora Maria interessa eliminare la muffa dai muri di casa. Punto.

Sarebbe più semplice dividere i tipi di muffe in “muffa estetica” e “muffa nociva”. E la maggior parte delle volte il problema è proprio estetico.

Il termine “muffa tossica” è un invenzione americana per indicare la muffa nera. La chiamano “black mould” e ci sono i cacciatori di “muffa tossica” (Toxic mould.)

In USA hanno una legislazione per cui i proprietari di case devono intervenire a fare le manutenzioni ma allo stesso tempo affittano case malsane di cartongesso piene di perdite e ci sono fior di cause legali tra inquilini e proprietari.

In Italia non siamo così ridotti perché le case non sono di cartone, anche se c’è sempre l‘inquilino che prova a fare il furbo per non pagare l’affitto.

Resta il fatto che muffa tossica e muffa nera velenosa non sono termini medici né scientifici.

Alcune muffe sono brutte e puzzolenti e ti fanno vergognare quando vengono gli ospiti. Pochissime possono essere pericolose.

La maggior parte delle affermazioni allarmanti sulla muffa tossica nei siti di “rimedi per la muffa” sono bufale per appiopparti costosi “rimedi brevettati”.

Non esistono studi scientifici o medici che provano l’esistenza di una “muffa tossica” “muffa killer” e tantomeno della “muffa cancerogena”.

La chiamano muffa tossica o muffa killer per vendere meglio.

Ci sono alcune muffe che “in certe condizioni” possono” generare micotossine. Le quali micotossine sono velenose se ingerite, che significa che le devi mangiare. Come succede con i funghi velenosi.

L’abuso delle parole tossine e cancerogeno esiste in ogni settore. Vende.

Alcuni tipi di muffe sono pericolosi?

Nelle nostre case non vivono muffe tossiche, muffe killer e tantomeno muffe cancerogene, che ripetiamo, non esistono.

Secondo l’OMS la presenza di muffe in casa può causare reazioni in persone allergiche, aggravare o favorire malattie respiratorie e alla pelle.

In generale la presenza di umidità in eccesso e muffa è parte fondamentale della Sindrome da Edificio Malato.

Vivere e lavorare in ambienti malsani è ormai riconosciuta in tutto il mondo come causa di malattie indeterminate.

Sul sito del INPS puoi trovare un opuscolo sulle muffe che citiamo:

EFFETTI SULLA SALUTE DELLE MUFFE NON SIGNIFICANO MUFFA TOSSICA

Le modalità di aerosolizzazione del materiale fungino e la sua successiva inalazione non sono del tutto chiari ma si ritiene che siano implicati due meccanismi: il rilascio di spore/frammenti a seguito di movimenti dell’aria o disturbi fisici causati da persone o animali; (quindi evita di toccare le muffe N.d.a) …

… numerosi studi epidemiologici dimostrano che gli occupanti di edifici umidi e contaminati da muffe presentano un rischio aumentato di contrarre patologie respiratorie, esacerbazione di asma e, più raramente, polmonite da ipersensibilità, alveolite allergica, rino-sinusite cronica e sinusite allergica, ad opera dei microrganismi ma anche dei loro prodotti e componenti, allergeni, micotossine.

Fine citazione.

Vedi che nessuno parla di cancro e di avvelenamenti direttamente causati da muffe, nè di muffa tossica.

Ci sono molte raccomandazioni delle organizzazioni sanitarie a riguardo.

Alcune muffe sono in grado di sviluppare (in certe condizioni) dei sottoprodotti detti “micotossine” – da mico = fungo e tossina = tossico = velenoso. La muffa di per sè non è mai velenosa.

Se si parla di “muffa tossica” è sempre in relazione alla capacità di produrre delle micotossine. I tipi di muffe che possono produrre micotossine vivere anche nelle case sono molto molto rare.

Inoltre le “micotossine” devono essere di solito ingerite quindi occhio a non mangiare cibo andato a male e ammuffito!

Alcune persone sono più sensibili o deboli di altre, è un dato di fatto.

Possono avere già delle patologie, essere indebolite o immunosoppresse. Ci sono persone allergiche o con l’asma. Bimbi piccoli o anziani sono più fragili.

A queste persone alcuni tipi di muffe possono dare fenomeni avversi, non solo allergie ma favorire o aggravare malattie respiratorie.

Ma sono le persone ad essere più deboli o allergiche, non la muffa ad essere tossica. La farina non è tossica ma alcune persone sono allergiche al glutine.

In un solo caso abbiamo dovuto disinfettare una casa dopo un ricovero per una malattia respiratoria causata dalla muffa Aspergillum Niger in una persona anziana e immunosoppressa.

Aspergillum Niger

L’infezione dal Aspergillus Niger colpisce solo persone che per qualche ragione sono vulnerabili.

Normalmente le spore di Aspergillum Niger le respiriamo continuamente assieme a milioni di altri pulviscoli, batteri ecc e non ci fanno niente.

In alcuni rari casi, in persone già compromesse, riesce a svilupparsi e “crescere” nell’apparato respiratorio o nelle orecchie (causando dolorose otiti o polmoniti).

Perché possiamo respirare le spore di muffa tranquillamente senza che ci succeda niente? Perché le muffe non “fioriscono” dentro i nostri polmoni?

Perché se respiri sei vivo e se sei vivo la muffa sa che devi lasciarti stare. Lo scopo della muffa è decomporre le sostanze organiche morte in modo che possano essere assorbite dalle piante.

Ecco perché arieggiare correttamente e tenere distante gli armadi dai muri diminuisce la formazione di muffe.

Non serve parlare di muffa tossica, la muffa è parte fondamentale dell’ecosistema ed è utilissima, solo che non deve crescere in casa e dove lavori.

Esiste la muffa tossica? Quali tipi di muffe causano malattie?

Nessuna. Nei siti dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità, Min. Salute USA, UK, EU Italia e Svizzera puoi leggere che:

Gli studi scientifici e medici sono concordi sul fatto che NON esistono evidenze che i tipi di muffe che vivono nelle case causino direttamente qualche malattia.

Ci sono invece molte prove che la muffa contribuisce a creare la “sindrome dell’edificio malato” o “sick building sindrome.” Una serie di sintomi e tendenza ad ammalarsi causata dal vivere o lavorare in un ambiente malsano.

In pratica i sintomi più comuni sono frequenti mal di testa, raffreddore e tosse, arrossamenti o allergie.

Da questo punto di vista si può dire che tutte le muffe in casa o luogo di lavoro sono pericolose per la salute, vanno semplicemente eliminate, senza chiedersi di che tipo di muffa si tratta.

Per “eliminare le muffe” si intende eliminarne la causa. Non solo toglierle da muti e oggetti.

Infatti è possibile uccidere le muffe e fermarne la crescita senza togliere le muffe o disinfestarle. Basta eliminando le condizioni che la provocano.

Quali tipi di muffe sono tossiche?

Molto spesso quando la muffa è colore nero si parla di “muffa tossica” o peggio di “muffa cancerogena”.

Il colore della muffa non ha niente a che vedere con la sua tossicità. E in realtà come abbiamo già detto la muffa di per sè NON è tossica. Ci sono alcune muffe che possono produrre (in certe circostanze) delle micotossine.

Se sei allergico non ha alcuna importanza che la muffa sia rosa o nera. Non è la muffa ad essere tossica è la persona che è allergica. Potrebbe essere allergica anche al fiorellino da campo.

Inoltre certe muffe pericolose sono color verde e non nero.

Detto questo, esistono veramente alcuni tipi di muffa che sono ritenuti pericolosi. È bene precisare che non esistono studi definitivi a riguardo.

Il soggetto muffa non è stato sufficientemente studiato in realzione alle malattie ed è un campo enorme.

muffa tossica nera velenosa o fuliggine?
Muffa nera o fuliggine?

Nel medioevo la muffa “tossica” era la mitica Ergot o muffa della segale cornuta che dava allucinazioni follia di massa ed era il precursore del LSD. Anche quella micotossina tuttavia era tossica solo se veniva ingerita con il cibo (nel pane di segale).

La muffa nera tossica e cancerogena è la Stachiobotris Chartarium?

Stachiobotris Chartarium

La “muffa tossica” più famosa è lo Stachiobatris Chartarium. Si chiama così perché è stata trovata per la prima volta dietro una carta da parati.

Essendo brutta e nera potrebbe essere l’origine della leggenda che la muffa nera è tossica.

Allo stesso modo la “muffa bianca” di solito non è muffa ma sono efflorescenze saline causate da umidità di risalita o altre infiltrazioni.

Tra l’altro, spesso le macchie nere sui muri non sono muffa, è fuliggine o sporco che si “impasta” nelle zone dove si forma condensa.

La muffa Stachiobotris Chartarium vive decomponendo la cellulosa, quindi il mitico cartongesso è il suo ambiente preferito.

Si trova solo in ambienti molto umidi e quindi si forma spesso su cartongesos o cartoni dopo allagamenti o infiltrazioni più che sui muri per “umidità di condensa” e il mitico “ponte termico.”

Nonostante questo la “parete di cartongesso” è la soluzione numero uno che ti propongono gli imbianchini per “risolvere la muffa.”

In certe condizioni (devi avere una certa dose di jella e trascurala a lungo) la Stachiobotris Chartarium può produrre una micotossina la quale può causare malattie alle vie respiratorie. Vedi quanti può e potrebbe ci sono?

Il fatto che la muffa sul tuo cartongesso sia proprio lo Stachiobotris non è un indice che ci sia anche la micotossina. Tuttavia se hai muffa nera, specialmente sul cartongesso, meglio non toccarla per non smovere e far andare nell’aria le spore o eventuali tossine.

La muffa nera (come tutte le muffe) va eliminata al più presto trattata in modo professionale. Niente assalti con baionetta e candeggina.

La muffa si elimina usando le giuste precauzioni e prodotti disinfettanti a base acqua per le superfici porose (muri) o detergenti per superfici non porose.

Il famoso rimedio della nonna che trovi nei siti per la casa ecc” può funzionare se si tratta di poca muffa in un angolino.

In ogni caso proteggiti con guanti mascherina e occhialini.

Come ci si ammala di Muffa Nera Stachiobotris C.?

La muffa nera Stachiobotris Chartarium non è velenosa. Nessuna muffa lo è. Come abbiamo già detto la muffa deve essere in condizioni adatte per produrre delle micotossine. E sono loro che causano i guai.

Servono 2-3 giorni di esposizione alla micotossima prodotta da Stachiobotris C. per ammalarsi di tosse, febbre, leucopenia, dermatite.

Ci sono casi riportati (non definitivamente provati) di emorraggia polmonare in neonati, che sembrano connessi a questa muffa.

Il ministero per l’ambiente USA (e tutti gli altri) considerano lo Stachiobotrius Chartarium una minaccia per la salute umana, tuttavia non esistono indicazioni definitive sulla sua pericolosità o in quali quantità.

Citazioni scientifiche sulla pericolosità della muffa

Citazione da articolo su PubMed del Min della Salute Regno Unito: “Non esistono standard di esposizione alle muffe o micotossine. Quando i dati a disposizione indicano livelli di muffe estremamente alti la sanificazione consiste nel rimuovere tutti i materiali contaminati, pulire tutte le bocchette di areazione del riscaldamento, ventilazione, condizionamento e si prevede la manutenzione a scopo preventivo.

Dallo studio medico “Reazioni avverse associate con la presenza di muffe negli ambienti indoor” Le muffe sono allergeni comuni e importanti. Si ritiene che circa il 5% delle persone soffrano di allergie da muffe. Tuttavia è bene specificare che le muffe non sono gli allergeni dominanti e che si tratta di muffe esterne più che di quelle che vivono all’interno. Per la maggior parte degli individui allergici le reazioni si limitano a rinite o asma, le sinusiti possono svilupparsi secondariamente. Raramente le persone sensibili sviluppano situazioni come Allergia Polmonare da Muffe o Funghi.

Per ridurre il rischio di scatenare le allergie non si dovrebbe permettere a nessuna muffa di crescere incontrollata all’interno degli edifici. Quando si scopre un’infestazione di muffa in casa, scuola, ufficio si dovrebbe rimediare dopo che la causa dell’umidità che favorisce la formazione di maffa è stata identificata ed eliminata. I Funghi sono raramente dei patogeni significativi per gli umani, le infezioni fungine a unghie ecc sono di solito trattate senza problemi.

Le infezioni di tessuti più profondi sono rare e di solito avvengono in persone che hanno il sistema immunitario particolarmente compromesso. I principali funghi patogeni per le persone immuno soppresse come Blastomyces, Coccidioides, Cryptococcus, and Histoplasma, possono entrare negli edifici ma normalmente non si propagano all’interno.

… Alcune muffe che crescono all’interno possono in certe condizioni produrre micotossine che possono danneggiare le cellule viventi e gli organismi in vari modi. Ma si sa da secoli che gli effetti avversi delle micotossine prodotte dalle muffe avvengono tramite ingestione di cibo contaminato. …. Si ritiene che le muffe che crescono all’interno possano causare i sintomi connessi agli edifici.

Nonostante un’ampia letteratura sul soggetto le associazioni casuali rimangono deboli e non provate, soprattutto rispetto alle micotossine. Una muffa in particolare lo Stachiobotris Chartarium è accusata di diverse malattie quando viene trovata all’interno di edifici. Nonostante la ben conosciuta capacità di formare micotossine in certe condizioni di crescita, anni di studi intensivi non hanno dimostrato che l’esposizione al S. chartarium nelle case, scuole o ambienti di lavoro sia la causa di effetti negativi sulla salute umana.

Approfondimenti su: OMS – Linee Guida sulla qualità dell’aria all’interno delle abitazioni: umidità e muffa, Libretto sulla Muffa del Min Salute Svizzero, Sito Min Salute Italiano, Instapedia, Min Salute EU. (Richiedici materiali se non li trovi. Nota: Molti sono in inglese)

In pratica non c’è nulla di definitivo su quanto e quali muffe causino quali malattie. Le autorità sanitarie sono tutte d’accordo che in casa e nei luoghi di lavoro non deve crescere la muffa e che per eliminarla si deve eliminarne la causa.

Se non esiste un motivo medico o scientifico, è inutile spendere soldi per “analizzare i tipi di muffe sui muri”, la cosa da fare è eliminarle. Il che include soprattutto individuare ed eliminare la causa della muffa in casa tua.

Come si eliminano le muffe in casa l’abbiamo visto in altri articoli ma ripetiamo che se l’infestazione è piccola puoi agire tempestivamente con il fai da te, se invece ormai si tratta di un’infestazione estesa a più stanze e superfici devi chiamare noi, cioè una ditta specializzata e come minimo usare le protezioni adatte prima di toccarla.

Perché la candeggina non va bene per eliminare la muffa sui muri

La candeggina è il rimedio più famoso ma non è la miglior soluzione, a volte peggiora la situazione.

La candeggina va benissimo per pulire le piastrelle o le superfici liscie, verniciate e plasticate. Se leggi le guide dei vari ministri della salute o ambiente vedrai che la candeggina (o il cloro) viene sempre citata per pulire le superfici di scrivanie, piastrelle ecc. ma questo non va bene per i muri o superfici porose.

La cosa peggiore è che bagnando con la candeggina il muro sprigioni un sacco di fumi e veleni più tossici della muffa!

La candeggina sul muro agisce da “sbiancante” ma non elimina la muffa. Oltre ai fumi tossici lascia più umidità al muro. Usala solo in bagno.

Ok ma voglio sapere che tipi di muffe sono e se è muffa tossica

Se proprio vuoi sapere che tipi di muffe abitano in casa tua, basta prelevarne un campione portarla in un laboratorio biologico e analizzarla.

Se il cliente lo richiede o se bisogna attestare che un luogo è “libero dalle muffe” o da una specifica muffa, dopo la disinfestazione preleviamo campioni (i famosi tamponi) dalle superfici o dall’aria.

Il tampone viene portato in laboratorio dove viene trasferito su un apposito “terreno di coltura” e analizzato.

Se ci sono batteri, lieviti, muffe ecc si potranno individuare e contare e perfino dargli un nome scientifico se necessario.

Di solito si fa la “conta delle colonie” – l’ideale è che il risultato sia negativo sia per le muffe che per batteri, virus, lieviti.

Qui sotto troverai una lista dei nomi scientifici dei tipi di muffe che crescono all’interno delle nostre case.

Tipi di muffa che crescono su superfici all’interno degli edifici.

Muffa in bagno: piastrelle del bagno, porcellana, soffitti dei bagni, docce piastrellate eccCladosporium sphaerospermum;Più comune dove le fughe tra le piastrelle rimangono bagnate o si forma un film di materiale organico o sapone e anche dove ci sono piccole perdite non visibili dietro le piastrelle o marmo
Cartongessi, pannelli di gesso, muffa visibile e nascosta molto comune nei ripostigli e luoghi dove il cartongesso si è bagnato, ha subito allagamenti, o esposto ad alta umidità (esempio quando viene messo davanti a vecchi muri controterra o con umidità di risalita)


Stachybotrys chartarum – nell’area più bagnata.
Cladosporium sphaerospermum,
Aspergillus sp., A. flavus.
Penicillium sp. in altre aree



la crescita della muffa sul cartongesso varia in genere a seconda dell’altezza dal pavimento/muro umido dato che l’umidità varia con l’altezza da terra.
La crescita sul cartongesso si può interrompere nelle giunture orizzontali, la muffa dalla parte interna potrebbe essere diversa dal lato opposto a contatto col muro vecchio ecc. Vari tipi di muffe possono crescere all’interno delle intercapedini fatta con pareti di cartongesso su muri umidi, scantinati ecc.



Porte, interne, vuote, di legno pieno, muffa visibile o nascosta.

Aspergillus sp.;
Penicillium sp.;
Mobili interni muffa visibile e nascosta
Cladosporium sp.;
Stachybotrys sp.;

Penicillium sp.;
Aspergillus sp;
Dipende dal legno, verificare all’interno di cassetti, retro.
Superfici vetroseCladosporium sp.;La formazione di muffa dipende da depositi organici sulla superficie

Dispositivi di aerazione e condotti. Condizionatori d’aria e riscaldamento ad aria, ventilatori, specialmente dove si deposita polvere e sostanze organiche.
Cladosporium sp.;
Isolamenti e tubi di amiantoStachybotrys sp.;
Aspergillus sp.;
La crescita dipende dalla pittura e dall’umidità
Vestiti mobili e scarpe di cuoio, vsibile e nascostaAspergillus sp.;

Superfici dipinte, legno, muffa visibile e nascosta; murature dipinte incluso mattoni e fondamenta di cemento.
Aspergillus sp.;
Penicillium sp.;
Lieviti;
Carta, cartelle, faldoni, giornali, muffa visibile e nascosta.
In ordine da più bagnato a meno:
Stachybotrys chartarum/
meno spesso, Memnoniella sp.;
Cladosporium sp.
Aspergillus sp. / A. flavus, A. versicolor
Il tipo di muffa dipende dalla chimica della carta, e da ruvida o liscia, cartone ecc.
Altoparlanti, superfici tipo i coni di carta degli stereoAspergillus sp.;
Penicillium sp.;

Basidiomycetes;
Mobiletti in bagno e cucina visibile o nascosta
Aspergillus sp.;
Penicillium sp.;

Scatole di cartone
Stachybotrys chartarum;
Aspergillus sp.;
Penicillium sp.;
Tappeti e moquettesvari tipiDipende dal tipo di tessuto e soprattuto da resti di cibo, animali ecc.

(Lista tratta da instapedia che studia e cataloga le muffe ed esegue ispezioni in tutto il mondo da decenni.)

Qui puoi vedere le foto e più informazioni su Aspergillus Penicillium ecc.

Vuoi risolvere tutti i tipi di muffa incluso la muffa tossica?

Oltre ad una corretta disinfestazione professionale delle muffe si deve anche trovare il perché. La causa. E risolverla.

Le principali cause sono eccesso di umidità ambientale, scarsa aerazione, cattivo isolamento, perdite, infiltrazioni.

La causa si trova con strumenti non guardando i muri e puntando un termometro. La causa si trova studiando il problema e non analizzando che muffa cresce e il suo nome scientifico.

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Per approfondire:

Cappotto interno antimuffa

Dare pitture Antimuffa

Pulire la muffa da scarpe libri ecc

Aerazione eccesso di umidità e muffa

Muffa da risalita (non esiste)

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Rispettiamo la privacy e non daremo il tuo nominativo ad altre ditte o a call center.

Rifacimento Facciata Cappotto con Umidità

Il rifacimento facciata di casa o condominio è un argomento caldo in questo periodo, il “bonus facciate” dà diritto fino al 90% di detrazione fiscale. E il nuovo Ecobonus arriva al 110% anche se con vari “paletti”.

Vedremo parecchi cantieri per cappotto “gratis” o rifacimento facciata e contemporaneamente un cappotto termico.

La maggior parte delle case italiane sono veri colabrodo che disperdono calore e energia, c’è un grande spreco di riscaldamento a causa di murature mal isolate. Ponti termici, pilastri scoperti e tecniche costruttive obsolete.

rifacimento-facciata-bonus-cappotto
Esterno camera angoli la zona calda è dove si tra il termosifone interno

I condomini degli anni ’70 – ’90 non solo hanno bisogno del rifacimento facciata ma anche e soprattutto di un buon isolamento termico.

Con l’installazione di nuove finestre termiche il problema non si risolve. L’umidità interna aumenta e nelle pareti fredde si crea più facilmente condensa e muffa.

Con l’introduzione delle valvole termostatiche in molte case c’è stato un altro peggioramento. Per risparmiare si riscalda meno, anche il vicino riscalda di meno, i muri sono più freddi e si formano facilmente le muffe.

Il cappotto esterno è la soluzione per il risparmio energetico ed un miglior confort abitativo. Vale la pena approfittare dei bonus per rifacimento facciata per fare anche il cappotto esterno.

Il rovescio della medaglia del cappotto esterno

Il bonus facciate è una bella iniziativa, il cappotto esterno va bene, ma non in case e condomini con muri umidi!

Se i muri sono umidi (es: umidità di risalita), fare un cappotto o rifare la facciata non va fatto a “cuor leggero”, si devono prendere precauzioni.

Il rischio di fare un disastro e peggiorare la situazione è parecchio alto. In tal caso è meglio un rifacimento facciata con materiali traspiranti e resistenti all’umidità, senza isolamento e soprattutto senza isolanti in plastica!

Sappiamo già cosa succederà in un muro umido dopo qualche mese dal rifacimento facciata con o senza cappotto esterno. Scrostamenti di intonaco e pittura, e se c’è il cappotto, guai seri con l’umidità.

L’umidità intrappolata non potendo evaporare verso l’esterno dove va?

Il rifacimento facciata ad una casa vecchia o con problemi di umidità?

Se i muri sono umidi e ti propongono un cappotto in eps xps stifterite o altri materiali “plastici” scappa di corsa! Lo stesso se ti propongono la posa di pietre nella parte bassa della muratura per “estetica”.

Il cappotto di polistirene, epx, xps ecc. o la pietra all’esterno di un muro vecchio e umido imprigiona tutta l’umidità.

Umidità che non potendo evaporare deve per forza andare verso l’interno del muro o del cappotto. Il risultato puoi immaginarlo, sarà un disastro. Ne abbiamo visti tanti dopo un rifacimento facciata con o senza cappotto.

Qualche “esperto” (di solito il “cuggino”) arriva a suggerire il cappotto di polistirene all’esterno (a volte persino all’interno) come “soluzione all’umidità di risalita”. E quì si raggiunge il fondo.

Intonaci che si sgretolano all’interno, umidità che fuoriesce al di sopra della copertura di pietra. Condensa all’interno del cappotto e così via. Tutti fenomeni ampiamente prevedibili, basta leggere le schede tecniche dei produttori o fare dei calcoli termotecnici. O un po’ di esperienza.

All’interno invece i cuggini adorano il cartongesso. Della serie nascondi l’umidità e scappa! Un’altra cosa che li attizza sono “i fori per arieggiare”.

Prima spendi un patrimonio per fare il cappotto e gli infissi ultra isolanti della NASA e poi si fanno i “buchi” per arieggiare. Geniale.

Se i muri sono umidi, ad esempio umidità di risalita, non si deve posare nessun cappotto, tantomeno in materiali non traspiranti.

Non lo diciamo noi ma i produttori di materiali per l’isolamento termoacustico, lo spiegano chiaramente nelle loro schede tecniche, siti ecc.

In una cascina del 900 in mattone pieno un cappotto di polistirene eps xps è anche un obbrobrio estetico, oltre che termo igrometrico.

A volte per convincerti a fare il cappotto citano leggi, norme o direttive locali, regionali, o nazionali che “impongono di fare un cappotto” durante un rifacimento facciata.

Sappi che non è proprio vero. Specialmente se è un vecchio manufatto come una cascina di mattone pieno del 900 o più antica.

Ci sono norme e direttive sul risparmio energetico che richiedono i cappotti termici, e ci sono anche clausole per non farlo se non è il caso.

Ci sono eccezioni e soluzioni alternative sia al cappotto che al vespaio.

Sta al tuo professionista, architetto ecc dimostrare che non va fatto, perché e che soluzione si adotta. Se vai da chi ti vuole vendere il cappotto o il vespaio è ovvio che non troverà nessuna soluzione ed è “obbligatorio”.

Non esiste solo il cappotto di “plastica

Non ci sono solo i materiali in plastica per rifacimenti facciate e cappotti. Ci sono intonaci e cappotti traspiranti, naturali, minerali ecc. il legno, la canapa, la calce idraulica naturale, il cocciopesto, silicati ecc. che sono molto più idonei al rifacimento delle facciate di cascine, vecchie case ecc.

Ancora più importante: ci sono le tecniche per deumidificare un muro dall’umidità di risalita prima di ingabbiarlo in un cappotto!

Tecniche e materiali traspiranti per isolare una casa dall’interno se all’esterno è meglio non toccarla.

La stessa cosa per il “vespaio aerato” che ti viene sempre consigliato per i muri umidi ma non ha niente a che fare con la risoluzione dei muri umidi.

Siamo nel 2020 e ancora continuano con tecniche anni 70.

Se devi ristrutturare una casa vecchia ti propongono il “rifacimento facciata” col bonus, intonaco “macroporoso, fibrato”, vespaio e cappotto. Un bel poker d’assi. Manca solo il cartongesso. E poi hai fatto scala reale di soluzioni inutili e dannose per l’umidità.

Ti vengono vendute come soluzioni all’umidità mentre non lo sono. Sono piuttosto causa di problemi in caso di umidità.

Il vespaio aerato per l’umidità di risalita (inutile)

Il vespaio aerato è una soluzione all’umidità solo se viene costruito PRIMA della casa, la casa deve andare sopra il vespaio e isolamento.

Scavare il pavimento dall’interno dopo 100 anni non serve a niente.

Potrà isolare il pavimento dal terreno o radon (se c’è) ma anche per quello ci sono valide alternative, anche più economiche come il vetro cellulare.

Il cappotto esterno per i muri umidi (disastro)

Il cappotto termico serve per il risparmio energetico non per risolvere i muri umidi. Deve essere costruito sulle case nuove con un progetto in base alle norme.

Fare un cappotto su una casa già costruita è molto più difficile che su una nuova costruzione. Richiede un uso intelligente dei materiali e severi calcoli per evitare ponti termici. Zone troppo isolate vicino a zone non isolate causeranno guai. Mancanza di circolazione d’aria e muffe. E se i muri soffrono di umidità di risalita non si fa e basta.

Il cappotto termico va fatto solo su muri asciutti non su muri ammalorati, salati o umidi.

Secondo noi un cappotto esterno è migliore se fatto di materiali traspiranti e naturali tipo fibra di legno, aerogel, canapa, ma su quello si può discutere.

Sul fatto che in un rifacimento facciata bisogna stare attenti all’umidità e non fare un cappotto invece non ci sono discussioni.

Prima si fanno asciugare i muri dall’umidità, si risolve l’umidità di risalita, si eliminano i sali e solo dopo si può pensare al cappotto o intonaco nuovo.

Se la casa è vecchia, di sasso e pietra, mattone pieno e materiali misti, non si usa il cemento per ristrutturarla, perché la rovini per sempre.

Nel restauro conservativo è un fatto accettato da autorità e professionisti che è obbligatorio usare la calce idraulica naturale senza cemento.

Non intonaci “a base di calce” ma di sola calce idraulica senza cemento.

Se è obbligatorio nei restauri perché non usarlo nella tua cascina?

RIFACIMENTO FACCIATA CON MATERIALI NATURALI E TRASPIRANTI

Il rifacimento della facciata di un palazzo o di una casa può essere fatto con la calce idraulica naturale senza cemento. In una ristrutturazione di una casa vecchia di dovrebbe solo usare la calce idraulica. Basta col cemento.

Un intonaco di calce idraulica ha vari vantaggi, primo tra tutti quello di essere un materiale traspirante, inattaccabile dalla muffa e resistente all’umidità. Ha una forza simile a quella dei vecchi materiali e quindi non distrugge la muratura con carichi troppo pesanti come fa il cemento.

Rifacimento facciata in calce e emissioni di CO2

La calce idraulica si asciuga in modo totalmente diverso dal cemento. Per “indurirsi” e “seccare” assorbe CO2 (anidride carbonica) dall’aria. Un procedimento che dura parecchie settimane.

La calce idraulica naturale miscelata con addittivi come la polvere di vulcano (pozzolana), sabbie ecc era il cemento usato dai romani. Un intonaco di calce idraulica “mangia” inquinamento.
Adesso fanno marketing di costosissime pitture o intonaci “moderni” che “assorbono l’inquinamento”. La carbonatazione della calce idraulica assorbe CO2 – una reazione chimica che avviene da più di 2000 anni.

I Romani non sapevano che avrebbero contribuito a ridurre le emissioni e negli anni 70 quando la calce idraulica è stata messa fuori uso dalla cementificazione globale a nessuno importava delle emissioni.

Volevano solo qualcosa di veloce ed economico come il cemento portland. Se va bene per fare un ponte o le gettate di un palazzo moderno, non significa che vada bene per intonacare un muro di mattone pieno di una vecchia cascina.

Un intonaco di calce idraulica assorbendo CO2 col tempo diventa “pietra” ovvero carbonato di calcio, magnesio ecc. come le dolomiti. E resiste all’umidità. È traspirante, antimuffa ed è molto più bello da vedere.

L’effetto estetico e il comfort interno è notevolmente superiore in un rifacimento facciata e intonaci in calce naturale, tonachino, grassello ecc rispetto ad una rasatura con prodotti cementizi e pittura di plasticone.

Rifacimento facciata con materiali e colori interessanti…

Non possiamo vedere quegli orrendi cappotti e facciate di plastica pitture di plasticone fluorescente…

Effetti collaterali di cappotti e intonaci su muri umidi

Spesso ci chiamano dopo aver cambiato le finestre con le “supermegatermichedellaNASA” – rifacimento facciata e cappotto di polistirene … sono pieni di muffa!

Prima non c’era mai stata. La casa è diventata una grotta puzzolente. Si riscalda in un attimo ma si riempe di puzza e muffa.

Oppure l’umidità di risalita che prima arrivava a 30 cm di altezza, dopo la rasatura cementizia “macroporosa” o il cappotto è salita fino a un metro!

Il nuovo vespaio e cappotto interno di cartongesso “per togliere umidità nella taverna” intrappolano l’umidità e dietro ci crescono funghi e muffe.

Alcune cose da verificare prima di un rifacimento facciata e cappotto

  • I muri sono umidi? umidità di risalita? (non farlo)
  • Ci sono muri a “cassa vuota” (se ci batti suona vuoto?)
  • Sai che si può riempire con isolante ed evitare il cappotto e che lasciarla vuota con cappotto esterno può causare condensa?
  • I muri sono disomogenei, pietra, sasso o mattone pieno?
  • I muri sono salati? (di solito in basso assieme a scrostamenti)
  • Hanno fatto i calcoli termotecnici per evitare ponti termici e condensa interstiziale?
  • Ti hanno prospettato la possibilità di usare materiali traspiranti e naturali invece che solo prodotti a base petrolio?
  • Davanzali, balconi, cornici alle finestre, grondaie ecc sono stati presi in considerazione?
  • Tetto e sottotetto vengono isolati o restano freddi?
  • La facciata da rifare ha già infiltrazioni?
  • Il cappotto va fatto evitando infiltrazioni dal tetto o gronde.
  • Il cappotto verrà posato seguendo le norme? (qualcuno farà una verifica termografica alla fine?) idem per le finestre.
  • Con che materiali sarà il rifacimento facciata?
  • Ti hanno spiegato che se isoli la casa con cappotto e finestre termiche poi devi arieggiare metodicamente o installare una ventilazione meccanica controllata sennò rischi la muffa?

Dati tecnici su cappotto e rifacimento facciata: il Diagramma di Glaser.

Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna. (A. Einstein)

Per finire cerchiamo di spiegare in modo semplice il “diagramma di Glaser” – una cosa “tecnica” che “usano solo gli ingegneri.”

La composizione di una muratura, il suo isolamento e spessori hanno tutti a che fare con il suo comportamento durante le varie stagioni.

Dal 2103 tutti i progetti devono tenere conto della capacità dei materiali di far passare il vapore, di resistere al calore e altri fattori. I progettisti devono dimostrare che la struttura non avrà”ponti termici critici” e che non si svilupperà muffa o condensa all’interno della muratura e dell’abitazione. Inoltre calcolano il costo necessario a riscaldarla e quindi la classe energetica.

Cos’è Il mitico “ponte termico”?

Spesso ti dicono che hai la muffa perché “c’è il ponte termico” il che non significa molto per te, e a volte non significa niente e basta.

Un ponte termico è una parte della costruzione meno isolata, fatta di materiali diversi o meno spessa ecc., quindi “fa da ponte” con l’esterno.

Un classico esempio sono gli angoli, gli incroci tra parete e soffitto o col terrazzo del piano di sopra ecc.

Eliminare i ponti termici è pressoché impossibile, quello che conta è che non siano “critici” cioè non così gravi da causare problemi a te.

In parole povere significa che i muri non devono andare sotto una certa temperatura. Potremmo dire semplificando al massimo (per la nonna) che hanno almeno 15° di temperatura. La cosa è più complessa ma è sufficiente.

La maggior parte delle persone dice o “sente” che questi angoli o pareti col ponte termico “tirano dentro il freddo” – infatti se misuri la temperatura sono più freddi del resto della parete.

Questi squilibri causano vari problemi. Prima di tutto il comfort climatico. La sensazione di freddo anche se il termostato misura 20° –

E ancora più evidente con ponti termici “critici” si formano condense e muffe.

Non è il freddo che entra ma il caldo che esce!

Un ingegnere è uno che si arrabbia quando sente dire che “entra il freddo.” Infatti è vero, il ponte termico non fa “entrare il freddo” ma piuttosto “lascia uscire il caldo”, cioè il riscaldamento interno.

Il famoso spreco energetico. (vedi prima foto sopra)

Se comprendi questo puoi capire un sacco di trucchi e non farti fregare da chi vuole appioppare uno strano cappotto o ti racconta storie sulle finestre.

Se una parete è poco isolata o apri le finestre non “entra il freddo” ma “esce il caldo”.

Si chiama termodinamica (che vuol dire “movimento del calore”) e dice che l’energia, il calore ecc si muovono sempre da un punto più caldo verso uno più freddo e non viceversa. Delle formule per calcolarla come proprietario di casa non interessa. Ti basta capire questo concetto.

Immagina che l’aria in una stanza riscaldata a 20° con il 50% di umidità vada contro una parete che da verso l’esterno. La parete avrà una sua temperatura. Inferiore a quelal dell’aria. All’esterno in inverno ci sarà un’altra temperatura più fredda ancora, ipotizziamo 0° e 60% umidità.

L’aria di casa tua cerca di andare dal caldo verso il freddo.

Abbiamo una differenza di 20° tra interno ed esterno e in mezzo una serie di materiali che formano la nostra parete.

La domanda è: che temperature e che umidità ci saranno durante la giornata e durante le stagioni all’interno della muratura?

Se all’interno della muratura tra strati diversi di materiali si forma della condensa puoi capire che è un dramma se non se ne va in fretta.

Questo è ciò che calcolano i progettisti quanto decidono i materiali, gli spessori e isolamenti da usare nella costruzione o rinnovamento di una casa.

Diagramma di Glaser: progetti pareti intonaci e cappotti

Ingegneri termotecnici e progettisti di case usano il diagramma di Glaser per evitare umidità e condensa all’interno della muratura e delle stanze.

diagramma di glaser
diagramma di glaser per una parete

Mettono insieme i vari materiali da costruzione e materiali isolanti e progettano una parete che isoli nel modo desiderato dal caldo e dal freddo esterni, tenendo conto delle stagioni e delle ore del giorno.

Devono obbligatoriamente simulare una parete che non formi condensa “interstiziale” cioè al suo interno (tra i vari strati di materiali) e che non formi condensa o muffa sulla superficie interna.

(Poi bisogna vedere se la ditta costruttrice lo esegue realmente, ma questo è un altro discorso.)

Fino al 2013 queste regole o non esistevano o non erano obbligatorie, quindi ci sono tantissime case con ponti termici critici, intercapedini dove si forma condensa. Spesso questi difetti strutturali sono compensati da un eccesso di riscaldamento o da “aerazione” proveniente dai famosi spifferi. E così quando cambi la caldaia o gli infissi si rompe il precario equilibrio “anni 70” e arrivano le muffe.

Nelle nuove costruzioni all’esterno, nel progetto di muratura c’è sempre il “cappotto” cioè uno strato di materiale isolante che ha lo scopo di isolare da freddo in inverno e dal caldo in estate. Non tutti i materiali hanno lo stesso comportamento. Lo spessore, la traspirabilità, la resistenza al vapore ecc e il materiale sono tutti fattori da tenere in considerazione nel progetto di una parete e un cappotto esterno.

cappotto parete mattoni umidità risalita
Parete mattoni pieni con umidità risalita in cascina con cappotto esterno polistirene

Se Queste cose devono essere calcolate nelle case nuove, pensi che fare un cappotto all’esterno della tua casa vecchia o antica, senza tenerne conto sia una buona idea?

Abbiamo visto tanti cappotti e facciate fatte dal “cuggino che te lo fa a meno”. Polistirolo su vecchia cascina in mattone pieno con umidità di risalita. Un classico. Vedi foto a lato.

Solo perché ci sono i bonus per rifacimento facciata e cappotto si trascura l’umidità?


Contattaci prima, non dopo

Se la tua casa è vecchia e ha problemi di umidità, prima di avventurarti in un rifacimento facciata, un vespaio o un cappotto, contattaci per un sopralluogo, diagnostica o consulenza.

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5 Punti per Dare Correttamente la Pittura Antimuffa

Pittura antimuffa sì ma sembra complicato avere risultati.

La usi e la muffa ritorna. Perché?

Cosa significa “pittura antimuffa”?

Spesso non vuol dire niente, solo che ci hanno aggiunto un po’ di veleni, tipo candeggina, e scrivono nell’etichetta  “PITTURA TRASPIRANTE ANTIMUFFA.”

Altre volte non è così e sono pitture di alta qualità, con materiali non tossici.

Anti muffa è una parola vaga come anti carie del dentifricio.

Se hai una carie, il dentifricio “anticarie” forse può essere utile a prevenirla. Forse. Ma non di certo a curarla. Per curarla vai dal dentista.


Dare una pittura ANTIMUFFA

Premettiamo che se hai problemi di muffe estese e che si riformano velocemente non dovesti neanche toccarla.

Dovresti farla trattare da un professionista con le adeguate protezioni. Attenzione che “imbianchino” significa imbianchino e non professionista della disinfestazione o delle muffe.

Supponiamo invece che tu abbia solo un po’ di muffa e vediamo come puoi usare una pittura antimuffa nel modo migliore.

N.1 Prima di dare la pittura bisogna disinfestare le muffe sul serio. 

Questo è il gradino più trascurato. Fatto di corsa.

Asperigillus muffa si riforma
Spora al microscopio. Le spore delle  muffe sono invisibili a occhio nudo.

Gli imbianchini o i “fai da te” di solito passano candeggina, ammoniaca o qualche prodotto spray e poi ridipingono subito.
Questo metodo non è sufficiente e non funziona.

La muffa va disinfestata completamente e i prodotti devono penetrare a fondo per uccidere le spore nascoste.

Non si fa in mezz’ora, ci vuole tempo.

N. 2 Disinfestare anche le muffe da armadi e tappeti, dai filtri dei condizionatori, aspirapolveri e deumidificatori, altrimenti appena li accendi voleranno sulle pareti appena ridipinte. Tappeti e moquette devono essere ripuliti a fondo o lavati. La moquette non è più di moda ma se hai problemi di muffa dovresti eliminarla del tutto.

N.3 Togliere le vecchie pitture se sono troppe.
Se hai vari strati di pitture lavabili, coi “luccichini” e sostanze derivate dal petrolio. La muffa si forma tra gli strati di pitture e lì sopravvive alla candeggina, e alle pitture antimuffa o pitture termiche.

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Scaglie di pittura termica “anticondensa” che non ha funzionato. Sul retro si vedono le muffe precedenti ancora vive e nascoste.

N.4 Ritinteggiare con pitture traspiranti di alta qualità e antimuffa “di natura”, non perché ci hanno aggiunto qualche veleno o messo una scritta pubblicitaria. Una pittura minerale, alcalina come i grassello di calce, pitture ai silicati e alcune idropitture sono naturalmente un terreno pessimo per l avita della muffa. La muffa ha bisogno di un terreno su cui prosperare e le pitture alcaline non lo sono, anche senza aggiunta di sostanze chimiche e veleni che poi respiri anche tu.

N.5 Dopo aver ridipinto bisogna assicurarsi di tenere pulito l’ambiente, riscaldare e arieggiare correttamente i locali ed evitare la formazione di condensa. Con un igrometro con allarme condensa puoi tenere sotto controllo la situazione. I locali vanno arieggiati tutti i giorni e riscaldati in  modo uniforme. Le pulizie sono importanti per evitare formazione di muffa.

Seguendo quanto sopra dovresti avere risultati che durano molto a lungo.

Nella maggior parte dei casi questi gradini sono sufficienti, se vengono fatti bene.

Se eseguendo questi gradini la muffa si riforma ancora, hai un problema serio che non risolverai mai col fai da te, né con l’imbianchino.

Serve un sopralluogo tecnico che trovi le cause dell’umidità e muffa in casa


5 Gradini per dare la pittura antimuffa, in dettaglio.

1. DISINFESTAZIONE CORRETTA DELLE MUFFE
  • Devi usare un prodotto professionale, un detergente specifico o un “biocida” (bio= vita cida= distruggere) per uccidere le muffe, non basta la candeggina. La candeggina è abbastanza velenosa. Emette cloro che è antibatterico e ma è per la maggior parte acqua. E l’acqua è proprio ciò di cui la muffa ha bisogno. Evaporato il cloro resta l’acqua.
  • Oltre alle muffe che sono visibili sul muro, devi disinfestare le muffe, le spore e le ife invisibili che si nascondono nelle pitture e intonaci.

Tra i prodotti antimuffa da scaffale c’è poco di efficace.

Un biocida professionale ha bisogno di molte ore per agire.

Puoi immaginare perché mezzora di candeggina o spray non funzioneranno.

Noi usiamo un detergente professionale muffa. Non è sbiancante per cui non toglie il nero dal muro che va invece grattato e ridipinto. Va dato in due giorni e le muffe morte e vanno scrostate dopo la prima passata.

Online ci sono vari buoni prodotti come il Muffaway Naturalia, in 2 spray, uno per togliere le muffe e uno per impedire che si riformino.

I sali di boro sono un buon detergente per pareti e prevenzione muffa ma non sono il più efficace. Alcuni la chiamano soluzione canadese che sono sali di boro agggiunta di cloro.

Propdotti a base di acqua e acqua ossigenata (perossido di idrogeno) sono adatti ad uccidere le muffe.

Esistono anche dei prodotti medicali che non causano alcuna contaminazione chimica. Sono totalmente innocui per l’essere umano e animali. Sono prodotti disinfestanti per uso ospedaliero per uccidere qualsiasi tipo di batterio, virus oltre a muffe e funghi. Sono ideali per disinfestare gli oggetti da batteri e muffe oltre che i muri.

Ci sono anche prodotti che vengono dati come “aerosol” con macchinari adatti e uccidono tutto quello che trovano sulle superfici di muri oggetti ecc.

Utilizzo dei prodotti antimuffa e disinfestanti

I disinfestanti si utilizzano, indossando sempre le protezioni.

La muffa è un fungo, può causare allergie o malattie respiratorie.

Le spore sono molto volatili.

Se tocchi o gratti le muffe senza prima ucciderle, le fai volare dappertutto.

Questo è un altro dei motivi di fallimento del fai da te. E degli imbianchini che hanno fretta.

Il disinfestante si passa sul muro infestato prima di toccare le muffe.

Il prodotto va dato anche nelle vicinanze, dove non si vedono muffe, per un metro o più.

A volte, o con certi prodotti devi disinfestare tutta la parete.

L’obiettivo è uccidere sia le muffe visibili che le spore e ife invisibili.

Il giorno dopo quando le muffe sono morte, vanno tolte con una spugna o raschietto.

Dopodiché il prodotto antimuffa va ridato in modo che penetri in profondità e uccida muffe, ife e spore che vivono nelle pitture, stabiliture e intonaci.


2 DISINFESTAZIONE ARMADI, OGGETTI E CONDIZIONATORI

Spesso quando ci sono muffe sulle pareti si formano anche all’interno di armadi, cassetti o sugli oggetti. Scarpe.

Se hai usato deumidificatori o condizionatori d’aria in presenza di muffe sui muri, i filtri e l’interno sono pieni di spore.

Devi disinfestare le muffe e spore in armadi e oggetti altrimenti voleranno sulle pareti appena ridipinte o continueranno a vivere nell’armadio.

Le muffe vanno disinfestate anche da condizionatori e deumidificatori.

Altrimenti appena li accendi manderanno le spore sui muri appena imbiancati di pittura antimuffa.

Per sapere come togliere le muffe da scarpe libri e mobili leggi qui.

Come abbiamo detto sopra ci sono prodotti di vario tipo che si possono usare, dai detergenti fino a sostanze professioanale che possono disinfestare qualsiasi oggetto da ogni virus, batterio o muffa senza lasciare alcuna contaminazione chimica nell’ambiente.

3. TOGLIERE LE VECCHIE PITTURE
  • Se col passare degli anni hai accumulato strati di pittura, lavabile, primer e “pitture antimuffa” il muro ha ormai uno strato non traspirante dove umidità condensa e muffa fanno festa.
  • Tra uno strato e l’altro di pittura si possono annidare le spore delle muffe. E ci vivono. Qualcuno dipinge anche direttamente su un muro pieno di muffe. O ci da sopra la cementite e poi pittura con la tempera. (tecnica da imbianchini in pensione).
  • Devi scrostare le pitture vecchie e rendere il muro pulito e traspirante. È inutile usare una buona pittura traspirante se sotto ci sono strati di vecchie pitture di bassa qualità o non traspiranti.

Nota: Se devi fare questo gradino, il secondo passaggio di biocida lo puoi fare dopo aver tolto le vecchie pitture.
Non farti venire l’idea di “risparmiare” e togliere le pitture con ancora sopra le muffe. Le spore volano dappertutto!
Le muffe le devi uccidere prima di grattare via le vecchie pitture.

  • Se il muro è rifinito a gesso, è meglio toglierlo e finirlo a stabilitura. Il gesso trattiene l’umidità ed è un terreno fertile per le muffe. Come il cartongesso che le alimenta.

Se sei sicuro di non avere strati di pittura puoi evitare di scrostare, ma se non vuoi buttare via i soldi assicurati di non dare la pittura antimuffa traspirante, o pitture anticondensa sopra strati di pittura lavabile o non minerale.

4. USARE VERA PITTURA ANTIMUFFA TRASPIRANTE.

Qui viene il bello.

Sugli scaffali ce ne sono 100 con scritto “antimuffa” e 1000 con scritto “traspirante” – quale scegliere?

Trovi anche i “lavabili traspiranti e antimuffa.”

Non esiste un lavabile traspirante!

Pittura antimuffa non significa: “con aggiunta di qualche sostanza chimica antimuffa.” E non costa 10€ .

Non basta aggiungere liquido biocida per far diventare antimuffa una tempera o un lavabile.

La vera pittura antimuffa deve essere traspirante, alcalina e non deve contenere materiale organico.

Un lavabile non è traspirante. Qualsisi cosa scriva la pubblicità.

Una pittura che contiene sostanze organiche o derivate del petrolio (tempere, plastichette e luccichini) non è mai antimuffa!

Anche se c’è scritto sull’etichetta.

La pittura antimuffa oltre ad essere traspirante deve inorganica, minerale, ed altamente alcalina.

La muffa e i batteri muoiono a contatto con una superficie con un alto PH

Qual è la vera pittura antimuffa traspirante e alcalina?

La calce naturale e tutti i suoi prodotti come grassello di calce, latte di calce, pitture di calce, stucco veneziano e simili sono pitture traspiranti, inorganiche e altamente alcaline. E uccidono la muffa.

La muffa su queste pitture muore e fatica a formarsi.

Un altro tipo di pittura antimuffa sono i silicati che sono traspiranti. E anche sono traspiranti e naturalmente antimuffa.

pittura-antimuffa-silicati
un pittura ai silicati di qualità come la Calceforte inattaccabile da funghi e muffe.

Poi ci sono pitture cosiddette “termiche” o “anticondensa”.

Ce ne sono di vario tipo, con sfere di vetro, ceramica e “nanoparticelle.”

Servono ad aumentare la temperatura del muro, creare una superficie setosa per diminuire la condensa superficiale e non far crescere la muffa.

Sono accompagnate da un marketing impressionante e  promettono tante cose.

 

L’efficacia delle pitture termiche anticondensa è controversa.

Se il ponte termico è minimo e non ci sono problemi di riscaldamento e aerazione possono andare bene.

Non fanno niente se hai un’infiltrazione, umidità di risalita, una parete o angolo veramente freddi (ponte termico critico).

La pittura “termica” non sostituisce la vera coibentazione delle pareti.

Se in casa tua c’è un grave ponte termico è difficile, se non impossibile che le pitture termiche possano risolverlo.

Serve un cappotto antimuffa.

La pittura antimuffa “termica” anticondensa funziona molto meglio al centro/sud dove l’inverno non è mai rigido.

Sono costose, quindi prima di spendere soldi per una pittura termica dovresti far misurare le temperature del muro nei punti freddi dove si forma la muffa e l’umidità ambientale. Contattaci.

Pittura “naturalmente” antimuffa.

Come abbiamo detto le pitture minerali, traspiranti e alcaline sono “antimuffa” per loro stessa natura, senza bisogno di aggiungere sostanze chimiche. Es: i silicati, il grassello di calce naturale e lo stucco veneziano.

pittura antimuffa muffaway
Pittura antimuffa grassello di calce con antimuffa –

Pittura Idrorepellente Antimuffa Muffa Dead ITV o la pittura Muffaway di Grassello di Calce Antimuffa della Naturalia Bau oltre ad essere naturalmente antimuffa contengono anche un prodotto idoneo a ucciderla.

Per i più “sensibili” c’è anche la pittura antimuffa, minerali ecc priva al 100% di formaldeide. Non è detto che poi siano le più efficaci.

Di solito è meglio scegliere una pittura antimuffa di alta qualità anche se con una percentuale piccolissima di fomraldeide che serve solo per non farla marcire in magazzino.

Pitture ad alto contenuto di formaldeide, conservanti, derivati del petrolio, sostanze organiche, (VOC), luccichini, plastichine e lavabili vanno evitate se hai problemi di muffa.

Compila il modulo e ti consiglieremo un prodotto adatto alla situazione.

5 AERAZIONE RISCALDAMENTO E PULIZIA DEI LOCALI

Abbiamo parlato di questo in altri articoli.

La muffa si forma perché in casa c’è un eccesso di umidità nell’ambiente. Di solito ci sono delle zone più fredde nella casa, come gli angoli o vicino alle finestre. O le famigerate “pareti nord” (come il Cervino)

Anche eliminando le muffe e usando la pittura antimuffa corretta, se la stanza non è riscaldata e non è arieggiata rischi che si formino ancora condense e muffa.

La casa va tenuta pulita. Biancheria sporca “in attesa”, biancheria umida, stracci bagnati, scarpe bagnate, accappatoi ecc sono fonte di umidità e anche di muffa.

Nei giorni di alta umidità meglio usare un deumidificatore per migliorare il clima.

Acquista una piccola stazione con termo igrometro che ti avvisa se c’è il rischio di formazione di condensa e quindi muffa. (vedi foto)

Bilanciando riscaldamento, areazione e l’uso di un deumidificatore eviterai umidità di condensa e muffa.

Termoigrometro da casa
Piccola stazione per controllare l’umidità ambientale.
Misura Umidità Relativa, Temperatura e Punto di Rugiada (condensa).
Un allarme segnala il pericolo muffa.

Qui trovi le istruzioni per arieggiare correttamente la casa.

Se seguendo questi 5 punti hai ancora formazione di condensa e muffa hai un serio problema strutturale da risolvere in casa tua.

Potresti avere uno o più di questi:

In questi casi, seguire questi consigli ti aiuterà a far durare di più la pittura antimuffa ma per un risultato definitivo bisogna trovare e risolvere le cause.

Se hai muffe estese, o che non si risolvono con questi gradini, prima di spendere soldi inutilmente richiedi un sopralluogo o diagostica tecnica.

Se vuoi consulenza specifica sui punti qui descritti o consigli per acquistare pittura o disinfestante scrivici.

PER SOPRALLUOGO O PREVENTIVO COMPILA IL MODULO

NOTA: Rispettiamo la tua privacy. Non daremo il tuo contatto a call center o altre ditte. Lo useremo solo per soddisfare le tue richieste e mandarti le nostre soluzioni. Potrai modificare o cancellare i dati in qualsiasi momento semplicemente richiedendolo. Vedi Privacy Policy.

PITTURA TERMICA ANTICONDENSA FUNZIONA?

La pittura termica anticondensa è un prodotto valido ma non tutto quello che dice la pubblicità è vero. Noi non la utilizziamo senza prima aver trovato il perché dell’umidità o muffa in casa.

Le più comuni “soluzioni” per infestazioni di muffa sui muri non funzionano:

  • La mitica candeggina (più dannosa che altro)
  • Parete di cartongesso (nasconde ma non risolve)
  • I “fori nel muro” (peggiorano la situazione)
  • Rimedi della nonna antimuffa (inutili)
  • Tempera traspirante (spesso di antimuffa c’è solo l’etichetta)
pittura traspirante antimuffa da banco
Pitture economiche non hanno la qualità per risolvere o evitare la muffa.
A volte sono le pitture a causare il problema, specialmente se ce ne sono vari strati.

Tutti questi rimedi non sono duraturi, la muffa si riforma. Sempre.

E così richiedi soluzioni efficaci per la muffa. Le richiedi a imbianchini, muratori o rivenditori di materiali edili.

Perché chiedi la soluzione alla muffa agli imbianchini?

La muffa è un fungo, l’umidità è un fenomeno fisico. Si possono prevedere e controllare.

Per diagnosticare la causa della muffa e trovare soluzioni si dovrebbero usare strumenti e tecnologie appropriate. Non basta “mio cuggino imbianchino dice di fare un buco nel muro” o “metti il cartogesso” e “apri le finestre”.

Si dovrebbe conoscere la muffa, come si forma e come prospera. Conoscere i fenomeni dell’umidità dell’isolamento termico, aerazione e le tecniche di diagnostica.

Un imbianchino, anche se artista della decorazione, è un esperto di umidità e muffa? NO!

Per lui è solo una “rottura” da togliere di mezzo per poter fare il suo lavoro. Di solito ci dedica meno tempo possibile.

Chiedergli di risolvere umidità e muffa è come chiedere al tassista di aggiustare la strada.

Ognuno fa il suo lavoro.

Dato che la muffa è causata da eccesso di umidità ambientale e spesso è accompagnata dalla “condensa” molti pensano che sia la stessa cosa.

I produttori di vernici mettono sul mercato nuove soluzioni, come la pittura termica anticondensa. Bel nome ma significa poco. Come la pittura “lavabile” si chiama lavabile perché può resistere a + di “tot colpi di spazzola” prima di sfarinare. È più resistente a causa di un maggior contenuto di colle e resine.

Chiamarla “pittura resistente” non la rendeva più vendibile. Negli anni 70 con il Ducotone è iniziato il boom della pittura “lavabile”. Molto più facile da usare, più coprente, più resistente ma non provare a lavarla anche se è lavabile.

La pittura termica anticondensa allo stesso modo non elimina quasi mai la causa della condensa. Si tratta di idropittura a cui vengono addizionate particelle di sabbia o silice. Chiamarla “sabbia” o “vetro” non fa effetto come perline, micro-ceramiche, microsfere, “nanotecnologie.

Secondo la pubblicità certe pitture o rasature con aggiunta di silicio diventa “termica” e quindi è antimuffa e anticondensa. Alunce hanno “effetto cappotto” con un grande “risparmio energetico.”

La pittura termica anticondensa dà un reale risparmio energetico?

La pittura termica anticondensa oltre che come soluzione alla muffa è pubblicizzata come “risparmio energetico.” Sarà vero?

La risposta è NO. Non ha niente a che vedere con un cappotto.

Come funziona la pittura termica anticondensa, termoceramica, nanotecnologica ecc.?

Alla pittura vengono aggiunti materiali riflettenti polverizzati come polvere di ceramica, sabbie, ecc. chiamate “nanosfere” “microsfere” ecc.

La particelle nella pittura “termica” riflettono il calore della stanza e rendono più uniforme la temperatura sul muro.

Le pitture termiche rendono la superficie della muratura “setosa”, sono idrorepellenti e quindi è più facile l’evaporazione della condensa. Se l’evaporazione è resa possibile da una corretta aerazione dei locali.

Se si tratta di poca condensa e pareti poco fredde funziona.

Non significa che queste pitture termiche facciano da “cappotto” né che possano cambiare la temperatura del muro in modo significativo.

Le pitture e rasature termiche non correggono i “ponti termici” critici e i difetti strutturali di una casa.

La promessa del risparmio energetico è pubblicità, come lo sconto sui divani che scade sempre domenica!

Enti professionali dell’isolamento termico e associazioni di consumatori, hanno provato con misure strumentali, che le “pitture termiche” non alzano la temperatura in modo apprezzabile e non possono avere un effetto cappotto. Link alla sorgente.

Una pittura termica o rasatura “cappotto” ha uno uno spessore di pochi millimetri. Anche se la pittura avesse un enorme potere di resistenza al calore (che non ha) non potrà mai essere sufficiente a produrre cambiamenti significativi in pochi mm di spessore (o mezzo cm).

Dimostrazioni dell’efficacia delle pitture termiche nel risparmio energetico.

Ci sono molte dimostrazioni sul web, sul potere isolante delle pitture termiche, che non ci convincono.

Dipingendo solo mezza lastra di metallo con pittura termica si può vedere con una termocamera o termometro “laser” che la parte dipinta è più calda. Miracolo!

Solo che puoi dipingerla con qualsiasi pittura e ottenere lo stesso fenomeno. Questi strumenti infatti non misurano la “temperatura” ma la radiazione infrarossa riflessa o emessa dagli oggetti.

I metalli risultano più freddi della realtà se misurati con questi strumenti. Per misurare le reali temperature di oggetti metallici con le termo camere si usa dipingerli. E qui casca l’asino.

In altre “dimostrazioni” sembra che la pittura termica o termoisolante abbia “riscaldato” la superficie ma in pratica non è così elevata la differenza. E poi non dicono mai la temperatura esterna e interna nel prima/dopo.

Per misurare il reale isolamento di un materiale o serie di materiali su una parete si usa il “termoflussimetro” e con quello le pitture termiche mostrano la verità, cioè che la migliore di tutte alza la temperatura della parete di circa mezzo grado.

Per inciso: per valutare ponti termici e risolvere i problemi muffa bisogna saper usare gli strumenti per diagnostica.

Riassunto: Nessuna pittura termica anticondensa può sostituire un cappotto, nessuna innalza la temperatura del muro in modo significativo né causa un vero risparmio energetico.

La pittura termica anticondensa elimina la muffa?

La risposta è NI. A volte funziona per eliminare la muffa altre volte la peggiora.

Ogni casa ha le sue condizioni e problematiche particolari.

Prima di usare una qualsiasi soluzione si dovrebbe scoprire qual è la causa della muffa. Solo così si può stabilire la soluzione corretta e definitiva. Se la soluzione definitiva costa troppo si può cercare quella più duratura col budget a disposizione.

Spesso per eliminare la muffa non servono pitture costose, macchinari strani “brevettati” e soprattutto pareti di cartongesso.

Basta disinfestare correttamente, dare una pittura traspirante e imparare il modo corretto di riscaldare e arieggiare la casa.

Altre volte si deve intervenire in modo più invasivo.

Ponti termici e pitture termiche

Se la muffa è causata da ponti termici critici con pareti fredde si può dire con certezza che la pittura termica anticondensa farà poco o niente.

Se la parete è molto fredda e raggiunge il “punto di rugiada” (la temperatura di saturazione dell’umidità – dove inizia a condensare) la pittura termica anticondensa raramente è sufficiente, serve un cappotto e materiali adatti!

Come minimo si dovrebbe fare una termografia per vedere i famosi “ponti termici” e le infiltrazioni prima di decidere come intervenire in caso di muffa.

Fare un cappotto termico invece di usare una pittura termica

Per migliorare l’isolamento termico di un edificio si usa fare un isolamento a cappotto, cioè rivestire le pareti di materiali isolanti.

Il cappotto si fa esterno o interno. Preferibilmente esterno e a tutta la casa.

Il cappotto soprattutto se viene fatto all’interno, deve essere in materiali traspiranti anti condensa e antimuffa, non cartongesso e polistirene.

Se i muri sono umidi, tipo umidità di risalita il cappotto può solo peggiorare la situazione dato che imprigiona l’umidità.

Tutti i produttori di materiali per isolamento sconsigliano di farlo su muri umidi.

Molti muratori e gli imbianchini invece te lo propongono spesso come “soluzione”.

Alcuni materiali sono più adatti per fare un cappotto interno antimuffa perché hanno enorme capillarità e sono in grado di assorbire e far evaporare l’umidità molto velocemente. Altri sono velenosi per la muffa. Oltre a queste caratteristiche devono isolare termicamente la parete.

pittura antimuffa anticondensa pannello
Pannello minerale capillare per cappotto isolante traspirante antimuffa anticondensa

In questo caso la parola “anti condensa” ha un significato reale, diverso da quello usato nel marketing delle pitture che in realtà sono solo riflettenti e “idro repellenti.” Questi pannelli minerali sono in grado di gestire l’umidità e di assorbire fino a 3 volte il loro peso senza bagnarsi.

Perché la pittura termica anticondensa non può sostituire un cappotto termico

Quanti millimetri di pittura puoi dare su un muro? Normalmente 2 mani di pittura sono circa 1 mm di spessore.

Quello che conta nell’isolamento termico non è solo il valore di bassa conduttività termica della pittura o del pannello isolante quanto l’effettiva resistenza termica della parete.

La resistenza termica effettiva si calcola moltiplicando la conduttività dei vari materiali per l’area e per i cm di spessore!

È evidente che 1 di polistirene isola più di 1 mm.

Se hai una parete con 1 cm di pannello isolante quel solo centimetro sarà decine di volte più isolante di un millimetro di pittura con la stessa conduttività termica.

Anche se la pittura vanta una conduttività migliore del pannello 1mm di pittura sarà sempre meno efficace di 1 cm di pannello. E se poi il pannello è da 4 cm…

Il materiale con la più bassa conduttività termica è l’aerogel con solo 0.015L cioè molto vicino a non condurre per niente. È un impasto di silice e aria dove il 95% sono micro bolle d’aria. È il materiale più leggero e più isolante in commercio. 1 cm di aerogel isola come 4 di polistirene che ha 0.04. Però l’aerogel è anche totalmente traspirante e idrorepellente e altro ancora. Scopri di più.

Camera da letto completamente ridipinta con più mani di pittura termica anticondensa. È stato installato anche un aeratore. La muffa si forma perché il problema è il ponte termico critico nel nodo tra parete e soletta soffitto che si risolve solo col corretto isolamento traspirante antimuffa.

Nessuna pittura ha questi valori, qualche pittura o rasatura “nanocappotto”, afferma di avere questa conduttività bassisima. Ma quei valori sono quelli delle polveri di aerogel contenute nella pittura o rasatura termica.

Non è un pannello di aerogel è polvere di Aerogel. Poi è sempre un millimetro o pochi millimetri di spessore.

Anche se una pittura termica o rasatura “nanocappotto” avesse davvero una conduttività di 0.015 – con spessore di 1 mm o mezzo centimetro puoi facilmente capire che il 20% di risparmio energetico che promettono è un bel sogno.

Non solo la pittura non sostituisce un cappotto ma se la muffa è causata da un ponte termico critico non riuscirà a risolvere nemmeno quella.

Pitture termiche per contrastare condensa e muffa, ma se è causata da scarsa aerazione?

Se condensa e muffa sono causati da eccesso di umidità ambientale, come spesso succede, non solo la pittura termica non serve a niente ma potrebbe peggiorare la situazione.

A volte gli abitanti della casa non arieggiano a sufficienza, sono in molti, hanno animali, ospiti e piante. Non ci sono aeratori in bagno, né cappa che espelle all’esterno in cucina.

In questi casi è facile che l’umidità ambientale sia superiore al 60%. La soluzione non è certo la pittura termica anticondensa, la pittura antimuffa, e nemmeno un cappotto o finestre a taglio termico. Men che meno il cartongesso! Il fenomeno della muffa infatti è frequente anche in case molto ben isolate, perfino nuove o in classe A.

La soluzione in questi casi è arieggiare correttamente o installare una ventilazione meccanica controllata con recupero del calore. Detti anche “scambiatori” d’aria.

Pregi della pittura termica anticondensa

La pittura termica anticondensa ha anche molti pregi.

Non alza la temperatura del muro ai livelli che dice la pubblicità, ma la aumenta, a volte può essere sufficiente per limitare o eliminare la muffa.

A volte basta mezzo grado. Inoltre diffonde meglio il calore del riscaldamento presente.

Crea una superficie idrorepellente.

Di solito la antocondensa a parte le “palline” è una pittura di ottima qualità e a volte basta quello per eliminare la muffa per parecchio tempo.

In tal senso potresti anche tinteggiare con una di ottima qualità e ottenere comunque il risiltato. Prova una pittura ai silicati, un grassello di calce naturale o chiedici una idropittura traspirante antimuffa professionale (quella che usiamo noi) e vedrai.

Le microsfere e le resine della pittura anticondensa riflettono il calore in tutte le direzioni, la temperatura del muro è più uniforme e aumenta il comfort interno.

A volte anche se la temperatura è 20° provi una sensazione di disagio o di “freddo” che ti porta ad alzare il riscaldamento.

Nelle case vecchie con i pavimenti o muri umidi nella parte bassa, a causa dell’umidità di risalita, hai la sensazione di “freddo alle gambe.” Tieni più chiuse le finestre e alzi il termostato sprecando riscaldamento. Lo stesso succede se ci sono angoli freddi.

La pittura termica migliora la diffusione del calore sulla muratura e quindi potrebbe migliorare l’effetto comfort. È possibile che sentendo meno “spifferi dai muri” e “meno freddo alle spalle” tieni il riscaldamento un po’ meno alto e qualche volta persino arieggi…

In questo modo abbassi il punto di rugiada, hai meno condensa e muffa.

Tuttavia perché “funzioni” è necessario che il ponte termico o il fattore di discomfort climatico siano leggeri. Al centro sud italia infatti funzionano molto meglo che al nord non non fanno molto.

Con un vero cappotto risparmi sul riscaldamento perché serve molta meno energia per mantenere i 20° e il confort climatico interno.

Se il ponte termico che causa le muffe è leggero la pittura o rasatura termica potrebbe essere una buona soluzione per eliminare la muffa.

Come al centro-sud dove le temperature esterne non sono mai rigide.

Una buona disinfestazione con una buona pittura termica o una buona pittura traspirante antimuffa e un aeratore con recupero di calore risolvono spesso la muffa al centro sud.

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Aeratore da parete con recupero del calore Aerotube siegenia.

Fare un cappotto interno di cartongesso e polistirene invece peggiora la situazione, l’umidità rimane intrappolata e dietro si formano i funghi!

Che senso ha fare un cappotto esterno isolante non traspirante al sud? Per isolare dal caldo ci sono materiali più efficaci naturali e traspiranti.

Al nord o nelle zone appenniniche dove le temperature in inverno possono andare sotto zero, nelle vecchie case si formano dei ponti termici notevoli.

Gli angoli o i travi di cemento armato vanno facilmente sotto i 15° anche con riscaldamenti a norma. Quindi è facile avere umidità di condensa e muffa. In questi casi le pitture termiche non servono quasi a niente, né al risparmio energetico né alla soluzione della muffa.

In questa cameretta è stata data una nota pittura termica anticondensa e la muffa si forma lo stesso perché non è sufficiente a risolvere il ponte termico nell’angolo freddo.

Se devi fare un cappotto ti consigliamo di usare materiali naturali, minerali e traspiranti. Basta con queste case ricoperte di plastica!

Una casa ristrutturata con cappotto di polistirene e finestre termiche inizia ad avere problemi di muffa che non ha mai avuto prima!

Non far fare un cappotto esterno di polistirolo al “cuggino imbianchino.”

Fai studiare il progetto a un professionista termotecnico che calcoli i punti critici della facciata e della casa.

Per problemi di muffa o umidità nei cappotti interni non usare materiali non traspiranti, polistirene, cartongesso e simili.

Contattaci è la nostra specialità.

Quando una pittura antimuffa è veramente antimuffa?

Il termine “pittura antimuffa” è abusato. Come “traspirante” e “termica.”

In tutti i supermercati c’è la “tempera traspirante antimuffa” in offerta speciale. A volte anche il “lavabile traspirante antimuffa” ma non crederci.

Una pittura è veramente antimuffa se è un terreno ostile alla vita della muffa.

Anche senza biocidi una pittura può essere antimuffa e antibatterica “di natura.”

Caratteristiche di una vera pittura antimuffa:

  • Traspirante
  • Minerale
  • Alcalina
  • Alta qualità
  • Non contenere sostanze organiche
  • Può contenere addittivi antimuffa (verificare quali)

Esempi: Grassello di calce naturale. Pitture ai silicati. Idropitture di alta qualità antimuffa.

La pittura antimuffa può contenere sostanze biocide o antimuffa, ma sono
le caratteristiche principali della pittura e dell’intonaco che contano di più.

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Umidità di Risalita. Cos’è e Come Risolverla.

Umidità di risalita: l’umidità che risale dal terreno nelle murature, è nota fin dai tempi delle palafitte. È tuttora uno dei primi motivi dei fallimenti nella ristrutturazione, restauri e perfino nella costruzione di case nuove.

Cos’è l’umidità di risalita

La quantità di acqua o vapore in un materiale viene detta umidità.
L’aria contiene una certa quantità d’acqua sotto forma di vapore.
Un mattone, un asse di legno o un intonaco contengono naturalmente una percentuale d’acqua, se fossero completamente secchi sarebbero polvere.

Quando un muro è considerato umido?

Se un materiale edile contiene più della quantità naturale “prevista” di acqua, è considerato umido, più supera la percentuale corretta più è umido.
Ogni materiale può contenere una diversa percentuale di umidità. Il tufo, il cemento armato e il mattone hanno diverse quantità “naturali” di umidità. Al di sopra di quelle sono umidi o bagnati.

I livelli di umidità nelle murature o nei materiali si possono misurare con vari strumenti sia in modo qualitativo che quantitativo.

Per giudicare se un materiale è umido si tiene in considerazione anche la “location.” A Roma un mattone pieno con più del 3% di umidità è considerato più umido che a Venezia dove il 3% è già buono.

Le case di brughiera inglesi sono considerate asciutte se i muri hanno meno del 5% di umidità. A Pavia col 5% di umidità nel mattone pieno si scrosta l’intonaco.

Definizione di umidità di risalita:

Eccesso di umidità nella muratura dovuto a un afflusso di acqua proveniente da sotto la muratura, ovvero dal terreno, falda ecc.

In una vecchia muratura senza isolamento orizzontale l’umidità presente nel terreno tocca il materiale e lo inumidisce.

L’umidità poi “risale” verso l’alto della muratura.

Che cosa spinga l’umidità del terreno a risalire il muro ci interessa relativamente. Ci sono discussioni tra tecnici a riguardo. La capillarità, le forze elettrostatiche, i sali, la luna, ecc.

Ogni tanto qualche nuovo esperto spiega perché la risalita non è causata da quello che dicono i libri ma da quello che dice lui. Di solito scopri che poi ha una nuova soluzione o diagnostica o libro da venderti.

Quando l’umidità tocca un muro, fondamenta ecc, risale verso l’alto e questo fenomeno di “risalita” è naturale e accade sempre.

Avviene anche in caso di allagamento o altro tipo di infiltrazione!

Così come l’acqua che arriva dal terreno anche l’acqua che finisce sul pavimento o massetto a causa di un tubo rotto o pioggia, lo bagna e tende a risalire sul muro.

La risalita dopo allagamento, perdita, infiltrazione ecc è  un fenomeno “una tantum.” Non è una cronica ma temporanea.

Non è umidità di risalita, anche se molti la chiamano così.

Quando l’allagamento termina e l’acqua è evaporata, la “risalita” si ferma.

Nell’umidità di risalita l’umidità proviene dal terreno e risale perché le fondazioni e le murature non sono isolate dalla terra. È un fenomeno naturale che continuerà per sempre se non viene interrotto.

umidità-risalita-allagamento-
Questa casa moderna in cemento armato non soffre di umidità di risalita. È un allagamento. Vari venditori avevano proposto soluzioni tipo dispositivi, intonaci “speciali” e “vespaio”.

Quando si costruiscono le case si fa un isolamento dal terreno, ghiaioni, vespaio aerato o altri stratagemmi per impedire l’umidità di risalita.

Il contrario purtroppo non funziona. Un vespaio in una casa già costruita non serve a sanare l’umidità di risalita dai muri.

Il vespaio non andrà mai sotto le murature e quindi non è la soluzione per umidità di risalita nelle case da ristrutturare.

Nonostante sia evidente cercano sempre di vendertelo.

Riassunto:

  • A contatto con un muro l’umidità (o acqua) tende a risalire verso l’alto vincendo la forza di gravità.
  • L’umidità risale su un muro non significa sempre che il muro soffre di umidità di risalita. L’umidità risale sul muro anche dopo un allagamento o altre infiltrazioni e causa gli stessi effetti. (scrostamenti)

Quello che conta è l’origine dell’umidità. L’umidità di risalita è una fonte costante di umido dal terreno su muri o fondazioni non isolati.

Alcuni confondono i residui di un allagamento con l’umidità di risalita.

Certi inventano complessità sull’umidità “non di risalita” inventando paroloni tecnici, qualcuno ha detto che l’umidita di risalita non esiste. 🙂

FATTO: Qualsiasi umidità (o acqua) a contatto con la parte bassa di un muro tende a risalire. Solo se arriva dal terreno sotto la muratura è umidità di risalita.

Muro scrostato: umidità di risalita o altro?

Perché l’intonaco si scosta? Il muro si scrosta sia se è vera umidità di risalita sia se è il residuo di un allagamento o infiltrazione. Perché?

Perché l’acqua che risale nel muro non è pura ma contiene sali.

Variando le condizioni climatiche (riscaldamento, sole che batte sulla facciata ecc) l’umidità contenuta nel muro evapora e i sali cristallizzano.

Sono i sali che cristallizzandosi spaccano l’intonaco, il mattone ecc.

Nel terreno di una cascina dove c’era una stalla ci sono valanghe di nitrati.

I nitrati nelle urine animali sono filtrati per anni nel terreno e adesso risalgono la muratura portati dall’umidità di risalita.

Ecco perché le vecchie cascine di mattone pieno, nella zona della ex stalla hanno i muri che si sgretolano più di tutti gli altri.

I nitrati sono molto nocivi per il mattone e gli intonaci. Vanno presi in considerazione prima di spendere soldi per intonaci, vespai e restauri vari.

La Misteriosa “Muffa da Risalita”

Alcuni parlano di “muffa da risalita.”

Solo che la muffa da risalita non esiste!

È un’invenzione di “esperti di umidità” ex venditori di materassi e dei blog “sulla casa” gestiti da casalinghe laureate in scienza della comunicazione.

Quella barbetta bianca che vedi uscire dal muro sono i sali che affiorano.

Non ha niente a che fare con la muffa.

La muffa è un fungo, un fenomeno completamente diverso con cause completamente diverse.

I sali si possono analizzare scoprire il tipo, la quantità e la criticità prima di rifare un intonaco.

Danni da umidità da risalita

Oltre ai sali rovina intonaci, ci sono altri danni da umidità di risalita.

Il più significativo è la perdita di comfort climatico e lo spreco energetico.

Un muro umido è anche “sempre freddo.”

Infatti ogni materiale ha una certa capacità d’isolamento termico.

All’interno di un mattone ci sono millemila pori pieni di aria che è isolante.

Se il mattone si bagna o diventa umido, i pori invece di contenere aria contengono acqua che è un buon conduttore.

Invece di isolare il muro umido diventa conduttore.

Riscaldi la casa e il calore esce dal muro verso l’esterno, mentre in estate succede il contrario.

Un materiale perde circa il 20% della sua capacità isolante per ogni 1% di umidità che incamera.

Ecco perché una casa umida sembra sempre fredda e costa riscaldarla!

Senti sempre il tipico “freddo alle gambe” – la zona bassa del muro caratterizzata da umidità di risalita infatti è molto più fredda del resto!

L’umidità di risalita c’è anche se non si vede (ma si sente)

Siamo abituati a dire che un muro è umido o ha umidità di risalita quando lo vediamo sgretolarsi. Ma quella è solo estetica.

L’umidità c’era anche prima e si poteva misurare con gli strumenti o “sentire” come disagio ambientale o odore di cantina.

L’odore e l’ambiente malsano è il terzo dei principali danni provocati dall’umidità di risalita.

Senti il tipico “odore di muffa” o cantina, anche se non c’è muffa. Il muro umido ospita una serie di batteri che fanno lo stesso odore della muffa.

Hai un’idea di quanta acqua ci può essere in un muro umido?

Un metro cubo di mattoni può contenerne fino a 300 litri d’acqua che evapora in casa quando il muro si riscalda.

In casa il tasso di umidità aumenta e il comfort diminuisce.

A causa dell’alto tasso di umidità ambientale si possono formare muffe nelle zone dove condensa (angoli in alto, punti freddi ecc).

Cappotto con umidità di risalita? Un disastro annunciato

Per risolvere i muri freddi o che si scrostano qualcuno consiglia “un cappotto.” Il risultato è un disastro.

L’umidità non potendo evaporare sale ancora più in alto o si accumula all’interno del cappotto.

Tutti i produttori di materiali isolanti, pannelli ecc specificano di non usarli su muri umidi soprattutto con muri umidi o umidità di risalita!

L’intonaco di contenimento, le pietre, il cappotto, interno o esterno, nascondono e soffocano l’umidità nella muratura.

Le contro pareti di tavelle o cartonesso non funzionano.

Sono sistemi di nascondere, cercare di “imbrigliare” e fermare l’umidità. Come dicevano i latini “la goccia scava la pietra” e prima o poi riappare.

A volte i muratori senza dire niente isolano la parte bassa del muro, che si scrosta per la risalita. Posano un pannello di polistirene e poi lo intonacano.

Umidità che sembra di risalita ma non lo è.

Ci sono vari tipi di umidità che affliggono le case.

La maggior parte si manifesta nello stesso modo, tipo intonaci che si scrostano. Perciò si possono facilmente confondere tra loro.

I vari tipi di umidità sono noti e classificati:

Se arriva da sotto la muratura, dal terreno e risale è umidità di risalita.

  • L’umidità che arriva da un marciapiede, anche se risale e sgretola l’intonaco, è un’infiltrazione non è risalita.
  • Se in un interrato arriva di lato su tutta una parete e la bagna uniformemente? È umidità di spinta laterale o contro terra.
  • Un pluviale accumula la pioggia vicino al muro che poi si bagna e “risale” o la pioggia che batte contro la muratura e la bagna? Sono infiltrazioni d’acqua, anche se poi risale il muro.
  • Case a lato strada col muro sgretolato in basso? Quando piove gli spruzzi delle macchine bagnano la facciata. Anche se poi “risale” il muro o si accumula con l’umidità di risalita, il degrado è causato dagli spruzzi. Quindi è umidità da spruzzi d’acqua. Può esserci anche nei muri dove annaffiano le piante.
    umidità-spruzzi-facciata
    degrado dovuto a spruzzi d’acqua
  • Hai un rivolo d’acqua che quando piove va a sbattere contro il muro di casa tua? Non è umidità di risalita. Viene dal pendio ecc.
  • La tua casa è contro la roccia e quando piove arriva un “fiume” d’acqua? Anche se “risale” non è umidità di risalita.

Gli esempi sopra creano muri scrostati e spesso vengono chiamati “umidità di risalita” da inesperti che poi ti vendono una soluzione “definitiva.”

Questi fenomeni vengono anche descritti con paroloni da esperti di “patologie edilizie.”

COME SI RISOLVE L’UMIDITA’ DI RISALITA

La prima cosa è individuare tutti i tipi di umidità e stabilire che ci sia veramente umidità di risalita. Serve un sopralluogo competente e una misurazione dell’umidità con strumenti adatti. Quelli che danno un’occhiata e dicono “è umidità di risalita” spesso la sparano. I “sopralluoghi gratuiti” non sempre sono fatti da personale qualificato.

Soluzioni edili invasive all’umidità di risalita

L’unica soluzione che risolve il problema definitivamente è molto costosa e invasiva. Si tratta di sbancare il più profondamente possibile a lato del muro umido e creare una barriera impenetrabile facendo dei fori continui che vengono riempiti di cemento o sostanze impermeabili.

eliminare umidità di risalita con barriera permanente
Barriera fisica definitiva alla risalita dell’umidità

Durante la costruzione della barriera si deve anche asciugare il muro dall’umidità con barre incandescenti o altri metodi.

Lo trovi descritto qui.

Taglio fisico delle murature

Una soluzione apparentemente simile ma per niente uguale, di moda negli anni 80-90 è tagliare le murature con grosse seghe circolari e infilarci delle lastre di metallo o plexiglass.

Queste barriere fisiche all’umidità di risalita hanno fatto un sacco di danni.

Oltre alla durata temporanea (si corrodono e perdono efficacia sotto effetto di umidità e sali) hanno gravi effetti collaterali.

Tutta la casa poggia sulle lastre.

Anche in zone non sismiche si formano crepe. Le barriere alla risalita dell’umidità sono serie minacce alla stabilità dell’edificio.

Taglio Chimico delle Murature con Umidità di Risalita

Un altro metodo di cercare di creare una barriera orizzontale alla risalita sono le iniezioni di resine o sostanze più o meno “brevettate.”

In una casa anni 60 di mattone e calcestruzzo potrebbe anche essere semplice fare una barriera chimica.

Nelle case più vecchie il muro è disomogeneo, pietre, sassi, mattoni, legno.

Spesso il muro è anche molto largo. Se per qualche motivo non si riesce a chiudere la barriera chimica in modo uniforme in quei punti l’umidità risale ancora più in alto.

Negli anni 80 è arrivata in Italia una famosa ditta che usavano quantità enormi di materiale, era costosa ma efficace.

Abbiamo anche visto case “resinate” contro l’umidità di risalita negli anni 90 da Peter Cox, e non hanno avuto problemi per più di 20 anni.

Poi piano piano l’umidità di risalita è riuscita a superare la barriera che ovviamente non può resistere in eterno.

Poi hanno iniziato a copiare. E a risparmiare sulle quantità di resine.

Siamo arrivati al “cuggino imbianchino” che con le siringhette “fai da te” ci pensa lui.  O a venditori che fanno grandi promesse di garanzie. Se i risultati fossero entusiasmanti non ci chiamerebbe nessuno che le ha fatte. Invece ci chiamano spesso. Se qualcuno ha altre informazioni siamo aperti a cambiare idea ma tutte hanno comunque i problemi descritti sotto:

Problemi comuni delle soluzioni “a barriera”

Un problema comune a tutte le soluzioni per l’umidità “a barriera” è che l’acqua già presente nella muratura rimane sopra il taglio e non può scendere.

Può solo evaporare (in casa tua) e prima che il muro sia veramente asciutto ci possono volere anni.

Durante questo tempo l’umidità e i sali possono continuare a rompere gli intonaci e ad umidificare la tua casa. (Se poi all’esterno hanno fatto  il cappotto è ancora peggio.)

Dopo anni quando il muro si sarà asciugato, è possibile che si sia degradata la barriera (che di solito è garantita 10 anni) e ricomincia la risalita dell’umidità dal terreno.

Nella prima barriera descritta (quella vera e definitiva) assieme al taglio del muro si fa anche evaporare tutta l’umidità nel muro con l’utilizzo di barre incandescenti ecc.

Se hai fatto mettere le resine e il muro è ancora umido puoi provare ad accelerare con l’asciugatura a microonde ecc.

Soluzione molto comune: continuare a rifare l’intonaco.

Soluzione ideale per i muratori, ogni tot anni si rifà l’intonaco e il volano dell’economia gira.

Anticamente si costruivano edifici in pietra ecc che venivano continuamente ri intonacati da manodopera a bassissimo costo.

Le cose son cambiate, il muratore costa e la signora Maria non ne può più di muri scostati e sporco in casa.

Così negli ultimi tempi le ditte hanno messo sul mercato intonaci speciali destinati a “risolvere l’umidità”, “deumidificanti”, “nano”, “macroporosi.”

  • Un intonaco “deumidificante” vale come il dentifricio “anticarie.”
  • Gli intonaci “di contenimento” cercano di tenere l’umidità “all’interno”, hanno come unico risultato di farla salire più in alto.
  • Intonaci cementizi non riescono a gestire i sali e si degradano facilmente con l’umidità e non c’è niente da fare.
  • Quelli “fibrati” “macroporosi” “a base calce” ecc sono versioni commerciali di veri intonaci da restauro.

Se si vuole restaurare con gli intonaci, si deve utilizzare un ciclo risanante in sola calce idraulica naturale. Non “a base di” ma “di sola calce”.

Intonaco di sola calce naturale
intonaco di calce idraulica naturale sul muro da restaurare (foto Calceforte)

Vanno eseguiti in specifici cicli e stratigrafie, accompagnati da trattamenti anti sale e (secondo noi) da inversione di polarità dell’umidità.

Gli intonaci di calce idraulica naturale sono una valida soluzione per  restaurare murature affette da umidità di risalita. Si devono seguire regole ben precise nella posa, sufficienti centimetri di spessore, trattare i sali ecc.

L’industria si è ovviamente appropriata del concetto “calce naturale” e ha messo sul mercato prodotti di varie qualità.

È come l’aranciata. C’è la spremuta d’arancia spagnola, l’arancia rossa di Sicilia dop, il succo d’arancia, l’aranciata San Pellegrino e quella senza nome del discount dei cinesi.

Quando chiediamo cosa hanno usato per rifare l’intonaco da poco che si è già scrostato la risposta è quasi sempre “figurati! era intonaco traspirante, intonaco risanante, intonaco a base calce” Mmm e allora come mai si sgretola ed è color grigetto?

intonaco-deumidificante-umidità
risultato pessimo 6 mesi dopo intonaco deumidificante “di marca” su umidità di risalita.

La calce naturale è color nocciola.

Secondo la nostra esperienza tra le soluzioni edili la migliore è rispettare la muratura, senza tagliarla, bucarla o infiltrarla di sostanze chimiche.

Una valida soluzione per l’umidità di risalita è:

1) occuparsi dei sali e

2) usare intonaci per restauro di altissima qualità, di sola calce idraulica naturale con additivi appropriati.

E possibilmente fermare l’umidità di risalita con metodi non invasivi.

Soluzioni “non invasive” all’umidità di risalita. Inversione di polarità.

  • Se l’umidità riesce a vincere la forza di gravità e risalire un muro, è essere possibile farla ridiscendere?
  • È possibile aiutare la forza di gravità o neutralizzare la forza che spinge l’umidità verso l’alto?
  • È possibile fermare la risalita dell’umidità in modo non invasivo?

Da queste domande sono partiti per studiare il fenomeno e inventare le tecniche d’inversione di polarità. O inversione della direzione dell’umidità. O inversione dell’umidità di risalita.potenziale-elettrico-umidità-muro

Se si misura un muro umido con un voltmetro, si noterà una differenza di potenziale elettrico tra la parte bassa più umida e quella alta più asciutta.

C’è un polo negativo e uno positivo nel muro.

L’acqua è una sostanza molto semplice fatta di due elementi un positivo (idrogeno) e un negativo (ossigeno).

In Austria negli anni 80 l’ing. Mohorn ha notato che nella sua cantina umida, vicino a una vecchia radio il muro era più asciutto. E da lì ha studiato, inventato e brevettato un dispositivo (Aquapol) che inverte la polarità dell’umidità usando antenne e bobine stile radio galena, le prime radio che non usavano energia elettrica ma solo antenne e cristalli.

Nello stesso periodo in Francia hanno inventato un sistema d’inversione di polarità anch’esso non alimentato e che viene murato alla base del muro.

Inoltre brevettato dispositivi di inversione di polarità alimentati elettricamente.

Sul mercato ci sono dozzine di imitazioni, tentativi di copia più o meno efficaci di questi apparecchi. La maggior parte sono senza brevetto o senza certificati che attestino la innocuità delle onde emesse.

Fai attenzione ai i tipici “venditori” che fanno mille promesse.

Precursori dell’inversione di polarità

I primi sistemi per l’inversione di polarità dell’umidità di risalita erano invasivi.

Si inseriscono nella muratura e nel terreno elettrodi di metallo e si dà corrente. La direzione dell’umidità s’inverte.

La tecnica si chiama elettro-osmosi. Si usa ancora. È invasiva e costosa e molte persone non amano vivere in una casa elettrificata tutto l’anno.

umidita risalita elettrosmosi
Dispositivo inversione di polarità la deumidificazione dell’umidità di risalita

Da qualche anno abbiamo dispositivi di elettro osmosi “senza fili” per l’inversione di polarità “wi-fi” che non richiedono lavori invasivi e senza infilare elettrodi nel muro. Emettono onde così leggere per essere totalmente innocui a umani e animali (biocompatibili).


Elettrosmosi, inversione di polarità, neutralizzazione di carica

Elettroosmosi. Eco osmosi, Inversione di polarità. Neutralizzazione di Carica, Punto Zero ecc. Termini diversi per dire la stessa cosa per descrivere la deumidificazione delle murature tramite inversione della direzione dell’umidità al suo interno.

Risolvere l’umidità è una cosa seria.

Presentarsi a casa del cliente con camion, betoniere, scavatrici, pannelli, sacchi, picconi, macchinari, siringhe, seghe giganti ecc fa molto effetto.

La ditta sembra molto impegnata nella soluzione dei muri umidi.

Sembrano soluzioni serie e non ti viene in mente di vedere una casa con umidità di risalita a cui è stato fatto un vespaio. Ha risolto la risalita?

Secondo la nostra esperienza:

  • Conviene provare i sistemi “non invasivi” – per male che vada non rovinano la casa e non sono irreversibili. Però devi scegliere una ditta competente a 360° non un venditore di scatolette magiche.
  • Oppure ti conviene tornare ai rimedi del passato. Pre cemento. I Romani erano i migliori e resistono ancora. Perciò calce idraulica naturale con pozzolana ecc. come ai vecchi tempi.
  • Il top è saper usare entrambe le cose, vecchio e nuovo.

Per prima cosa bisogna saperla riconoscere dagli altri tipi di umidità.

Poi bisogna trattarla con un progetto dedicato.

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Umidità di Risalita Deumidificazione Elettrofisica Inversione di Polarità.

Umidità di risalita: deumidificazione elettrofisica e inversione di polarità, due termini ormai comuni nel risanamento dei muri umidi.

Accolti con scetticismo i dispositivi di deumidificazione elettrofisica o inversione di polarità, (alcuni li chiamano a “neutralizzazione di carica”) si sono affermati come valida soluzione ai problemi di umidità di risalita.

Vedere un muratore che buca la casa o inietta “cose” nel muro, che costruisce una parete davanti all’umidità o usa un “intonaco deumdificante” sembra molto sensato anche se non lo è poi molto visti i risultati.

“iInvertire la polarità” delle molecole di umidità che risalgono sul muro è un’idea più difficile da digerire ma alla fine è la vera soluzione. Eliminare l’umidità di risalita alla radice.

Non esiste alcuna prova scientifica che i sistemi “tradizionali” funzionino. Ci sono invece tantissime prove che non risolvono l’umidità di risalita. Basta guardare quanta gente ci chiama dopo pochi mesi da una bella ristrutturazione con il super-risanante-bio-quello-e-questo.

Il metodo edile (invasivo) definitivo per risolvere l’umidità di risalita è descritto qui e purtroppo ha costi proibitivi.

Il metodo più consigliato  da muratori ed “esperti” per risanare umidità di risalita è di solito il mitico vespaio.

Il meno utile. Nel senso che proprio non serve a niente per quanto riguarda l’umidità di risalita nei muri.

Lo vede anche un bambino che un vespaio fatto scavando il pavimento, non arriverà mai sotto alla muratura, e quindi non cambierà niente ai muri!

Non c’è modo in cui il vespaio possa impedire la risalita dell’umidità da sotto i muri, potrebbe anche peggiorarla, eppure è sempre molto gettonato come soluzione.

Poi ci sono i “fori nel muro” per arieggiare, un altro classico piuttosto inutile.

E le solite “contro pareti” di cartongesso e polistirolo. O addirittura di tavelle. Occhio non vede… ma la risalita continua.

Come funzionano i dispositivi per umidità di risalita

I dispositivi di deumidificazione elettrofisica o inversione di polarità funzionano, in modo non invasivo, molto più dei tentavi di nascondere il problema.

La domanda è:  “saranno nocivi alla salute?”

Questi dispositivi invertono anche la mia di polarità?

No, è impossibile.

Non solo non siamo “acqua” ma non siamo certo dei muri!

La microfrequenza che questi dispositivi emettono è molto piccola simile alle onde usate per il monitoraggio di terremoti, onde sonore ecc. Non sono microonde e sono bio compatibili.

Non siamo televisioni e radio, infatti nemmeno le loro onde ci fanno niente non sentiamo la radio con le orecchie e allo stesso modo non riceviamo le mini-onde leggerissime di questi apparecchi di deumidificazione.

umidita risalita elettrosmosi
Dispositivo per inversione di polarità la deumidificazione elettrofisica dell’umidità di risalita

Deumidificazione Elettrofisica

C’è chi non vuol sentire parlare di onde per deumidificare.

Quello che non considerano è che le onde elettromagnetiche sono dappertutto.

Siamo circondati 24 ore su 24. Anche il fuoco nel caminetto emette onde elettromagnetiche (il calore del fuoco…).

Le onde radio, la luce, il calore, i raggi infrarossi, sono onde elettromagnetiche e non preoccupano nessuno.

Le onde elettromagnetiche e il campo magnetico terrestre ci raggiungono e ci attraversano continuamente.

Alcuni preferiscono tenersi l’umidità piuttosto che avere in casa “onde per deumidificare.”

Per certe persone si tratta di una scelta di vita, sono “no-onde” per principio, e non vogliono neanche il wi-fi in casa e lo smartphone. Però il caminetto sì.

In questi casi l’unica soluzione è usare intonaci di sola calce idraulica naturale per il restauro conservativo delle murature o i pannelli di calcio silicato con fibre vegetali.

Se fatti bene e della giusta qualità possono durare veramente a lungo.

Attenzione alle schede tecniche e ai prodotti “risananti” famosi e ben pubblicizzati che non sono veri prodotti per il risanamento conservativo.

Un pò come la differenza tra la spremuta d’arancia fresca e l’aranciata!

TIPI DI DEUMIDIFICAZIONE ELETTROFISICA PER UMIDITÀ DI RISALITA

Ci sono diversi dispositivi di deumidificazione elettrofisica o “a onde”. Alimentati a corrente elettrica o no. Con vari nomi.

  • Inversione di polarità;
  • Neutralizzazione di carica;
  • Elettro osmosi;
  • Ecoosmosi;
  • Carica zero, potenziale zero;
  • Neutralizzazione a onde ecc.

Fanno tutti la stessa cosa. Chi lo fa meglio e peggio come tutte le cose.

deumidificazione elettrofisica
Un dispositivo di deumidificazione elettrofisica ad elettrosmosi senza cavi modello Greentech brevettato.

Si tratta di invertire la risalita dell’acqua sulla muratura e dirigerla verso il terreno.

L’acqua è una molecola di tipo molto semplice e viene chiamata “dipolo”. Ha un orientamento. Una direzione. Una polarità. Un polo sud e nord. È fatta di due elementi uno positivo e uno negativo.

Il concetto è sempre invertire la risalita dell’acqua sulle murature ma i dispositivi di deumidificazione elettrofisica usano nomi diversi per cercare di “distinguersi”.

Come le automobili alcuni sono migliori, altri sono cloni o imitazioni o meno performanti ma l’idea di base è sempre la stessa.

Il nostro dispositivo di elettrosmosi senza cavi marchiato Greentech è una deumidificazione elettrofisica con un raggio d’azione di almeno 20 metri per cui uno solo può coprire la maggior parte degli appartamenti.

Molti venditori di questi dispositivi sparano affermazioni roboanti tipo “N.1 in Europa, Soluzione Definitiva, per ogni tipo di umidità, 30 anni attività”!

Con una piccola ricerca puoi capire chi le spara grosse. Se una ditta vende solo dispositivi iniziamo male perché ti manderà a casa dei  venditori.

Quello che devi sapere è che nessun dispositivo di inversione di polarità o deumidificazione elettrofisica può, da solo, risolvere tutti i problemi di umidità di una casa.

I dispositivi di deumdificazione elettrofisica vanno integrati con le altre tecnologie di restauro in un progetto di risanamento. È inutile installarne uno e poi coprire il muro col cartongesso o con un intonaco di quarzo.

Chi dice di avere la”soluzione definitiva a ogni problema di umidità” con un dispositivo non si intende di umidità di risalita.

COME FUNZIONANO I DISPOSITIVI DI DEUMIDIFICAZIONE ELETTROFISICA O DEUMIDIFICAZIONE A ONDE?

La deumidificazione elettrofisica per l’umidità di risalita o deumidificazione a onde è descritta in modi diversi ma in effetti è sempre la stessa cosa.

Si tratta di dirigere l’umidità verso il basso. L’inversione di polarità. La polarità è la direzione in parole povere. (chiediamo scusa ai fisici).

L’idea è invertire la direzione ascendente delle molecole d’acqua in una muratura.

Invertire la direzione, l’orientamento o il “vettore” verso il basso invece che verso l’alto.

L’ascesa dell’umidità in una muratura è accompagnata da una differenza di potenziale elettrico (che può essere facilmente misurata con un voltmetro).

Di conseguenza capovolgendo la “spinta” o “vettore” che la fa salire, l’acqua perde la sua forza di adesione nei capillari e comincia a scendere invece che a salire.

Una volta che le molecole d’acqua perdono la forza che le spinge a salire vengono attratte verso il basso dalla gravità.

COSA SPINGE VERSO L’ALTO L’UMIDITÁ DI RISALITA E COSA FA L’INVERSIONE DI POLARITÁ?

Senza inoltrarci in discorsi troppo seri, cerchiamo di capire come spiegare questo fenomeno.

I materiali edili sono porosi e pieni di capillari e l’acqua sale per capillarità. E in questo c’è una componente elettrostatica. Misurabile.

Regola della mano destra.

deumdificazione-elettrofisica-regola-della-mano-destra

La regola della mano destra (grossolanamente) dice che il pollice della mano destra indica la direzione del vettore di spinta generato da un campo magnetico, la cui direzione è indicata dalle dita della mano.

Se il campo magnetico gira a sinistra (metti le dita della mano destra verso sinistra) vedrai che il pollice indica verso ‘alto. Il campo quindi spinge verso l’alto.

Questa leggera energia è sufficiente a vincere la forza di gravità e attirare le molecole d’acqua verso l’alto della muratura.

Gira le dita della mano verso destra e vedrai il pollice puntare in basso.

(Chiediamo pietà ai fisici e ingegneri vari. Stiamo solo cercando di farci capire dalla Sig.ra Maria a cui interessa risolvere l’umidità di risalita nella sua casa e vuole anche capire di cosa si tratta.)

Non vuole più sentire “odore di muffa anche se non si vede muffa” e non vuol epiù vedere i muri che si sgretolano.

La tecnica per invertire la direzione dell’umidità di risalita inizialmente è stata quella di introdurre un elettrodo nel terreno e uno nel muro sopra la zona umida e elettrificare la parete.

Funziona. Solo che è piuttosto invasivo, causa elettrosmog, e ti costringe ad “elettrochoccare” la casa e tenerla elettrificata per sempre.

I dispositivi di inversione di polarità moderni, di cui stiamo parlando qui, sono senza elettrodi e senza fili.

A bassissimo o nessun voltaggio e zero invasività.

Campo magnetico terrestre e onde elettromagnetiche

Senza l’atmosfera che ci circonda i raggi del sole arrostirebbero la terra.

Cosa tiene l’atmosfera legata alla Terra? Il campo magnetico terrestre.

La Terra ha un campo magnetico che si estende per milioni di km nello spazio.

Siamo immersi in un campo magnetico enorme quindi è inutile che cerchi di non avere a che fare con le onde.

I magneti e campi magnetici naturali o artificiali sono dappertutto.

Gli apparecchi elettrici ed elettronici generano campi elettromagnetici.

Il frigorifero, l’aspirapolvere, il computer e il contatore emettono onde elettromagnetiche anche in misura maggiore dei dispositivi per umidità di risalita.

In questo momento onde elettromagnetiche di tutti i tipi ti stanno attraversando e circondando e non ti fanno niente. E anche il campo magnetico terrestre.

La luce è un’onda elettromagnetica. I colori…

O le onde radio.

Non senti le radio senza un ricevitore, non sentirai nemmeno quelle di un dispositivo di deumidificazione ad onde.

Non invertirà la “tua polarità”.

Onde elettromagnetiche e radiazioni

Non confondere le onde elettromagnetiche con le “radiazioni” quelle della bomba atomica o dell’energia nucleare per intenderci.

Le onde radio o le onde per inversione di polarità dell’umidità di risalita non hanno niente a che fare con le “radiazioni ionizzanti”.

Le radiazioni ionizzanti sono pericolose, cancerogene e distruttive.

Ionizzante significa che quando colpiscono un atomo lo spezzano e “partono gli “ioni”.

Sono pericolosissime ma si usano anche per scopi positivi come la medicina e produrre energia, non solo per le bombe H.

I dispositivi di deumidificazione a onde o deumidificazione elettrofisica per umidità di risalita generano onde sottilissime che, indirizzate contro le murature, influenzano le molecole di umidità invertendone la direzione. Invece di salire scendono. Tutto lì. Sono molto deboli.

La differenza di potenziale elettrico che si può misurare in un muro umido è nell’ordine dei millivolt.

I dispositivi per umidità di risalita eliminano la muffa?

La deumidificazione elettrofisica o le onde di questi apparecchi non possono uccidere o eliminare le muffe sui muri.

La muffa è un fenomeno completamente diverso dall’umidità di risalita.

La muffa c’è anche ai piani alti, che non possono avere umidità di risalita.

La barbetta bianca che vedi uscire dai muri con risalita non è muffa.

Alcuni la chiamano “muffa da risalita.” Ma è sbagliato.

Non esiste la muffa da risalita.

Sono sali che fuoriescono dall’intonaco quando l’umidità nel muro evapora.

I sali rompono l’intonaco o le pitture. Vedi questo articolo.

La muffa invece è un fungo, un organismo vivente.

Se i dispositivi di deumidificazione dell’umidità di risalita potessero uccidere le muffe, la risposta alla domanda “la deumidificazione elettrofisica è nociva per l’uomo?” sarebbe un sonoro Sì!

Se la muffa scompare con questi dispositivi è solo un effetto collaterale. Con i muri asciutti c’è una diminuzione di umidità ambientale.

Muri asciutti significano anche miglioramento dell’isolamento termico e del clima e quindi potrebbe come risultato andare via anche la muffa.

Il fatto che con questi dispositivi di deumidificazione, scompare il tipico “odore di muffa” cioè di “cantina” è vero ma è dovuto ad un altro fenomeno.

Se il tuo consulente non sa perché, scrivici e te lo diremo noi.

In caso di muffa sui muri bisogna disinfestarla bene e scoprire la causa prima di decidere la soluzione da applicare.

La soluzione alla muffa di solito non sono i dispositivi a onde per umidità di risalita.

Queste macchine non fanno granché alla muffa e condensa, e sono totalmente inutili per le infiltrazioni di acqua “liquida.”

disinfestare muffa con microonde
Disinfestazione muffa e asciugatura muro bagnato con macchina microonde GREENTECH

Le microonde uccidono le muffe ma è una tecnologia completamente diversa, anche se sono onde elettromagnetiche pure quelle.

La deumidificazione elettrofisica elettromagnetica o inversione di polarità fa male o no?

Se misuri le onde emesse da un qualsiasi computer o cellulare vedrai che sono migliaia di volte più potenti dei dispositivi per l’umidità di risalita.

Le onde usate nella deumidificazione sono innocue.

I dispositivi devono avere i certificati di non interferenza con apparecchi elettronici e di igienicità e di sicurezza per l’uomo.

PUNTO DEBOLE DELLA DEUMIDIFICAZIONE A ONDE O INVERSIONE DI POLARITÀ

Il punto debole di tutti i metodi di risoluzione dell’umidità nelle murature sono le infiltrazioni di acqua liquida e i sali.

I sali attirano umidità dall’aria e rovinano intonaci nuovi anche su un muro asciutto.

Alcuni di questi apparecchi sono più efficaci di altri nel far scendere le molecole d’acqua nel muro portandosi dietro i sali.

Bisogna saper gestire i sali e le infiltrazioni per essere sicuri del risultato.

QUANTO COSTA UN DISPOSITIVO PER UMIDITÁ DI RISALITA?

A volte molte migliaia di euro… così dicono sui forum.

In realtà per 100 metri quadrati si varia tra 2000-4000€ a seconda della qualità, del servizio diagnostico e controlli annessi.

Alcune ditte sono più care perché fanno anche controlli diagnostici e consulenza post vendita che ha un valore aggiunto notevole.

C’è anche qualcuno che fa grandi promesse e non le mantiene per cui stai all’occhio, sono solo dei venditori e non dei tecnici.

DISPOSITIVI DI DEUMIDIFICAZIONE ELETTROFISICA: HANNO EFFETTI NEGATIVI?

L’unica cosa cui possono fare male i dispositivi di deumidificazione è al portafoglio se compri quello sbagliato. 🙂

Se la tua casa soffre principalmente di muffa o ha subìto un allagamento, un dispositivo di deumidificazione a onde è inutile. E abbiamo trovato in giro casi di venditori che si spacciano per “tecnici” e prima vendevano pentole e che “appioppano” questi dispositivi per qualsiasi problema di umdità e muffa. E poi “non funzionano”.

Se la risalita era un residuo di un allagamento invece “funziona” ma in realtà l’umidità residua da allagamento si sarebbe asciugata anche da sola o si può asciugare più velocemente con altri macchinari.

Vediamo pubblicità di dispositivi per umidità di risalita con foto prima e dopo che mostrano “risalita” che in realtà era è un residuo di allagamento “risolto”. Sono come le foto delle cure dimagranti.

Con una ditta asciuga allagamenti e perdite spendevi meno e facevi prima.

Per la vera umidità di risalita che risale dal terreno sotto la muratura non insolata, i dispositivi di deumidificazione elettrofisica questi funzionano bene e sono (quasi) tutti innocui per uomo e animali. Il nostro lo è. Certificato.

  • Il lato positivo della deumidificazione elettrofisica per umidità di risalita è che non danneggia la struttura.
  • Non mette in pericolo l’equilibrio dei materiali e la casa.
  • Sono interventi reversibili.
  • Compatibili con bioedilizia, intonaci traspiranti ecc.
  • Non mina la stabilità come i tagli del muro ecc.

In conclusione: vale la pena di provare questi dispositivi sono efficaci e innocui per la salute.

HAI UMIDITÁ DI RISALITA? MURI UMIDI?

Prima di fare interventi invasivi e irreversibili. Interventi costosi e inutili e “intonaci magici”  e soprattutto prima acquistare un qualsiasi dispositivo di deumidificazione elettrofisica o inversione di polarità chiamaci per un sopralluogo, una diagnostica o un preventivo.

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Muffa cabina armadio e ripostigli, come eliminarla

Muffa cabina armadio, armadi, ripostigli un problema non facile da eliminare.

Sei fai una ricerca su google appaiono i soliti articoli di “siti di edilizia” o “casalinghe” e “soluzioni green” che sparano le più grandi stupidate su come eliminare la muffa dagli armadi e dalle case.

Candeggina, rimedi “della nonna” e polistirolo sono i più gettonati. Per alcuni sono l’unica soluzione e per altri (gli espertissimi) non funzionano e ti suggeriscono qualche diavoleria costosa.

Qualcuno per dimostrare la potenza della sua “pittura maggika” mostra la termografia di un pannello di metallo. Metà normale e metà dipinto con pittura speciale.

Il pannello dipinto ha una temperatura totalmente diversa. Magia!

Non sappiamo se sia vero ma quello che non ti dice è che in termografia è un problema misurare i metalli perché riflettono le radiazioni.

Si devono dipingere o coprire con un nastro per misurarne l’effettiva temperatura. Quindi dipingendolo ha solo misurato la vera temperatura.

Tra soluzioni green, formule con aceto, bicarbonato, candeggina, polistirene o pitture magiche, se hai la muffa nella cabina armadio è probabile che cercando la soluzione troverai un video pubblicitario su cui cliccare.

Ed è proprio quello che vogliono questi siti. Attirare pubblico e farlo cliccare su pubblicità con le quali guadagnano un sacco di soldi.

2 categorie di muffa cabina armadio

La muffa nella cabina armadio si può dividere in due categorie.

  1. L’odore di muffa o la muffa è presente solo all’interno della cabina armadio o ripostiglio.
  2. La muffa è anche dietro l’armadio o altri muri nella stanza.

Se la muffa si è formata dietro l’armadio, o altre pareti in casa non ti serve questo articolo.

Hai un problema serio e ti conviene chiedere una consulenza o sopralluogo.

Se invece la muffa o l’odore di muffa sui vestiti si forma solo nella cabina armadio o ripostiglio allora puoi trovare qui la probabile soluzione.

Perché si forma muffa cabina armadio

Come sempre iniziamo dai fondamenti per cercare di risolvere il problema.

Se conosci il problema puoi risolverlo cambiando abitudini e se proprio devi spendere dei soldi non ti farai vendere la prima ciofeca.

La muffa cabina armadio si forma per lo stesso motivo per cui si forma da qualsiasi altra parte e cioè:

Ci deve essere un eccesso di umidità. Punto e basta.

Molte cose favoriscono la crescita della muffa (ne abbiamo parlato qui) ma solo una è indispensabile ed è l’umidità.

Non si forma perché la cabina armadio o il ripostiglio sono chiusi o al buio, né perché sono freddi.

La differenza è che essendo un luogo chiuso, dove metti i vestiti, senti l’odore e da molto fastidio, ma la causa è sempre la stessa.

Senza molta umidità ambientale non si forma alcuna muffa.

Perché nella cabina armadio c’è troppa umidità e si forma muffa?

Se la muffa si forma solo nella cabina armadio o ripostiglio potrebbe essere uno di questi motivi:

A. Riponi nell’armadio indumenti ancora umidi o bagnati.

b. La cabina o ripostiglio sono molto più freddi del resto della casa.

c. C’è un eccesso di umidità in generale nella casa.

Se è A: Non essendoci ventilazione nell’armadio o ripostiglio l’umidità che evapora dai vestiti non ben asciutti, si accumula e rimane intrappolata.

Soluzione: Aspetta che siano ben asciutti prima di riporli e non lasciare mai accappatoi o indumenti bagnati nell’armadio o ripostiglio. Attenzione a biancheria sporca, borse della palestra con tute bagnate, scarpe da calcio ecc. bombe batteriologiche.

Se è B: Spesso i ripostigli non hanno riscaldamento o la cabina armadio fa da isolante. Oppure è appoggiata ad una parete molto fredda.

L’umidità dell’aria proveniente dalla casa, esempio dal bagno con la “nebbia” si condensa in questo punto più freddo.(come quando si fanno le goccioline sulla lattina aprendo il frigo)

Una massa d’aria a 23 gradi col 60% di umidità non è pericolosa, ma entrando in un ripostiglio a 16° gradi, si raffredda e l’umidità relativa aumenta a più del 80%. Condizione in cui si può formare muffa.

Soluzione: aumentare la temperatura della cabina armaio o rispostiglio. A volte basta alzare il termosifone in camera e fine del problema. Isolare la parete fredda ecc.

Se è C: Bisogna ridurre l’umidità di tutta la casa. Puoi leggere molti articoli su questo soggetto. Arieggiare correttamente è la cosa più semplice.

Potrebbero esserci anche altre ragioni e quindi meglio un sopralluogo da una ditta competente. (noi)

Risolvere definitivamente la muffa nella cabina armadio

La chiave per risolvere la muffa nella cabina armadio è: cosa devo fare per diminuire l’umidità quanto basta perché non si formi più muffa?

Non devi spendere un patrimonio e ristrutturare tutta la casa. Basta ridurre l’umidità di quel tanto che basta.

Ovviamente prima di fare qualsiasi intervento devi togliere fisicamente la muffa già formata.

Gradini per pulire la muffa da una cabina armadio, ripostiglio ecc.

  • Togli tutti i vestiti che odorano di muffa o sporchi di muffa e lavali.
  • Idem le scarpe. Vedi come pulire la muffa dagli oggetti libri e scarpe.
  • Pulisci bene l’interno dell’armadio con un detergente di qualità.
  • Poi passa ai rimedi per evitare l’umidità in eccesso.

Pulire la muffa dalla cabina armadio:

Non serve la candeggina, né i prodotti antimuffa a base di cloro. La muffa semplicemente si lava. Serve un buon detergente.

Dato che in un armadio avrai a che fare con legno, specialmente se di valore puoi usare un detergente adatto per legno.

Un detergente “rimuovi muffa naturale” che non rovina il legno è il Muffaway della Naturalia. O puoi usare i sali di boro trovi in commercio anche col nome di borace, o tra le pitture ecologiche tipo Durga come “soluzione canadese.”

I sali di boro o “borace” o “perborato” sono il più antico detergente minerale e naturale. Hanno la proprietà di uccidere insetti, tarli e acari nel legno.

I sali di boro li vendono anche in farmacia o “drogheria” in forma solida che puoi sciogliere nell’acqua.

Dopo aver pulito le muffe dalla cabina armadio ti dovrai occupare di ridurre l’umidità in eccesso.

Come ridurre l’umidità nelle cabine armadio o ripostigli ed evitare la muffa

Se l’umidità o le pareti fredde sono una situazione generalizzata in casa tua vedi gli articoli sull’aerazione e sul cappotto interno antimuffa.

Se la muffa e l’umidità sono localizzate solo nella zona cabina armadio o ripostiglio, dopo averle ben pulite puoi installare due semplici apparecchi poco costosi.

Deumidificatore piccoli ambienti e armadi e un depuratore dell’aria.

Il deumidificatore per piccoli ambienti manterrà il tasso di umidità al di sotto del livello di soglia della muffa mentre il purificatore ucciderà tutti
i batteri, acari e spore della muffa.

Deumidificatore per cabine armadio

deumidificatore per muffa nella cabina armadio

Nelle cabine armadio non puoi mettere un deumidificatore, sono ingombranti, fanno un sacco di rumore e consumano energia.

Ma probabilmente non sai che esistono deumidificatori elettrici grandi meno di una scatola da scarpe apposta per piccoli ambienti.

Funzionano senza compressori e altri motori, usano una tecnologia di raffreddamento simile a quella dei computer. Sono adatti per deumidificare un piccolo spazio senza fare alcun rumore.

Si tratta di apparecchi che non funzionerebbero in una stanza, ma sono perfetti in una scarpiera o cabina armadio.

Vanno bene anche in un bagnetto senza finestre.

Purificatore aria per cabine armadio e piccoli ambienti

purificatore-aria-muffa-cabina- armadio
Piccolo ionizzatore e purificatore d’aria. Design per piccoli ambienti, silenzioso per armadio e camera da letto. Elimina polveri, muffe, spore, acari.

Installando nella cabina armadio o stanza da letto un purificatore d’aria si ottengono notevoli benefici e prevenzione della muffa.

Le spore della muffa fanno parte della cosiddetta “polvere” e se vuoi eliminare la muffa dalla cabina armadio, basta non farci stare le spore ed eliminare la polvere.

Un cucchiaino di polvere raccolta in camera da letto contiene in media 1.000 acari e 250.000 escrementi di acari. Ci trovi anche polline, polveri sottili, spore di muffa e batteri.

Un piccolo purificatore dotato di filtro dell’aria Dacron e Anti particolato (HEPA) filtra il 95 % degli inquinanti presenti nell’aria ambientale.

Il purificatore deve contenere anche uno ionizzatore. Lo ionizzatore carica la particelle sospese nell’aria e le rende più pesanti dell’aria. Le polveri cadono a terra dove possono essere aspirate facilmente.

L’aria della cabina armadio, ripostiglio o camera da letto viene purificata e arricchita con ossigeno attivo.

Riassunto:

Con un piccolo deumidificatore da cabina armadio e un piccolo purificatore elimini spore della muffa, polveri e batteri, hai aria più sana e senza umidità in eccesso e quindi niente più odore o muffa nella cabina armadio.

Soluzioni muffa a breve e lungo termine

La soluzione che ti abbiamo proposto in questo articolo è abbastanza immediata per risolvere la muffa nella cabina armadio o in un ripostiglio.

Non risolverà tutti i problemi di umidità della tua casa. Richiede pochissimo lavoro di pulizia, un po’ di attenzione alle abitudini e una spesa di circa 2-300€ per tutti i materiali di pulizia e elettrodomestici.

Se non sai dove trovare i materiali per pulire la cabina armadio dalla muffa o deumidificatori e pulitori d’aria scrivici e te li invieremo noi.

Rispettiamo la tua privacy e non daremo i tuoi dati di contatto ad altre ditte o a call center. Li useremo solo per rispondere alla tua richiesta e inviarti le nostre soluzioni. Potrai far cancellare o modificare i dati in qualsiasi momento. Vedi anche privacy policy.

Come pulire la muffa da scarpe, libri e vestiti

Pulire la muffa da scarpe e vestiti è possibile o è meglio gettarli?

La muffa purtroppo non si forma solo sui muri, può aggredire vestiti, scarpe, libri e oggetti.

Che abbia infestato solo un paio di scarpe, un libro, un’intera biblioteca o guardaroba, la muffa è sempre pericolosa e va rimossa.

Se agisci in fretta puoi salvare gli oggetti contaminati senza gettarli.

Perché la muffa cresce su scarpe, libri ecc.?

La muffa può crescere su oggetti di materiale organico come carta, cuoio, tessuti e vestiti, se sono conservati in luoghi umidi.

Si può formare muffa anche su vestiti non asciutti dopo il lavaggio.

Articoli tipo cotone, lana, cuoio e carta sono di origine vegetale o animale e quindi fonte di cibo per le muffe, come trattato in precedenti articoli.

Ricordiamo che la muffa è un tipo di fungo, per crescere ha bisogno di umidità (acqua), un terreno su cui vivere e cibo.

È importante comprendere che le spore della muffa sono ovunque e non possono essere eliminate.

Fanno parte di quella che chiamiamo “polvere”.

Il “terreno e il cibo adatti” non fanno crescere nessuna muffa. Ci sono muffe che possono crescere anche senza cibo per anni.

La condizione indispensabile per la formazione di muffa è solo la presenza di alta umidità ambientale.

La muffa sulle scarpe e oggetti in cuoio

La crescita della muffa sulle scarpe è un fenomeno molto comune negli ambienti umidi.

Le scarpe vanno a contatto con terreno, erba, foglie ecc e quindi accumulano facilmente spore invisibili della muffa.

Spesso le lasciamo in ripostigli o scantinati che sono i luoghi più umidi e meno ventilati della casa.

A volte anche senza pulirle o asciugarle prima di riporle.

Se lasci vestiti, borse e scarpe di cuoio in un luogo buio e umido è molto probabile che vi si formi la muffa.

La muffa sul cuoio inizialmente appare biancastra a macchioline per poi diventare verde o bluastra.

Può formarsi muffa sia all’interno che all’esterno delle scarpe ecc.

La muffa va rimossa prima possibile perché col tempo danneggia permanente le superfici di cuoio.

La muffa sui libri e carta

Se l’umidità non è mantenuta sotto il 60%, la carta si inumidisce e si può formare muffa sulla superficie.

In una biblioteca o locale dove sono archiviati libri o materiale cartaceo l’umidità deve essere inferiore al 60%

Inoltre ci dovrebbe essere una discreta aerazione.

Situazioni prolungate di umidità portano sempre alla formazione di muffa sui libri e materiale cartaceo.

Si dovrebbe spolverare regolarmente dato che le spore della muffa fanno parte del “puliviscolo atmosferico” o polvere.

La muffa porta alla rottura della carta o alla formazione di macchie sulle pagine.

Attenzione a non confondere lo sporco o altre macchie con la muffa.

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Attenzione a non confondere lo sporco sui libri con la muffa.

Le muffe che danneggiano la carta sono spesso dannose per l’uomo.

Le muffe che crescono sui libri vanno sempre pulite, includono Aspergillus, Penicillium, Claudisporium, e Stachyobotris, Tricodherma e Chaetomium.

Alcune di queste possono produrre micotossine velenose per l’uomo. Inoltre emettono un enzima che distrugge la carta.

Come pulire la muffa se ha contaminato scarpe, vestiti, libri e oggetti

Valuta l’entità dell’infestazione e la quantità dei materiali da pulire.

Se devi salvare un paio di scarpe non è come un magazzino pieno di muffa. Un solo libro non è come trattare una bilioteca.

In ogni caso fai attenzione a non spargere le spore della muffa e contaminare il resto della casa o dei vestiti ecc.

Per d’infestazioni più grandi di un metro quadro è meglio isolare la zona costruendo una protezione in plastica, legno ecc.

Isolare la zona serve a impedire che le spore della muffa contaminino le stanze vicine causando un disastro.

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La zona contaminata viene isolata dal resto della casa.

Spesso dove c’era un po’ di muffa, hanno cercato di rimuoverla con candeggina e l’infestazione si è sparsa in tutta la casa.

Se si tratta di infestazioni estese di muffa contatta una ditta competente.

Precauzioni da prendere quando si trattano materiali contaminati e si vuole pulire la muffa

  1. Proteggiti sempre con guanti e mascherina.
  2. Circoscrivi la zona se la contaminazione è elevata.
  3. Usa occhiali protettivi quando spruzzi materiali detergenti o spazzoli.
  4. Munisciti di spugne, vecchi spazzolini da denti e di un aspirapolvere con filtro HEPA. (anti particolato)
  5. Indossa una tuta usa e getta.
  6. Spegni riscaldatori, aeratori, ventilatori, deumidificatori e condizionatori e coprili.
  7. Dopo aver finito e pulito getta o lava tutti gli attrezzi e protezioni.

Come pulire la muffa dalle scarpe.

Se si tratta di una quantità modesta di muffa e il cuoio è ancora integro le puoi salvare.

Per muffa “modesta” intendiamo che non è molto spessa, non è lì da mesi e non ha iniziato a “mangiare” il cuoio.

Proteggiti adeguatamente come descritto sopra.

  • Per prima cosa metti le scarpe in un sacchetto chiuso e portale all’aperto, anche se è inverno. Ideale un terrazzo al sole. Il sole uccide le muffe e i muschi. È il miglior disinfestante naturale.
  • Nel frattempo pulisci a fondo il ripostiglio o la scarpiera usando un buon detergente. Non serve la candeggina. La muffa si toglie col sapone. Poi disinfetta con alcool, amuchina o battericidi.
  • Stendi le scarpe all’aria e al sole e lasciale semplicemente lì. Fai in modo che non si bagnino assolutamente. (Se non puoi portarle all’aperto usa la tecnica descritta per i libri.)
  • Non importa se è inverno. L’importante è che non prendano pioggia ma sole, aria e luce.
  • Dopo uno o più giorni al sole e all’aria le muffe saranno morte naturalmente e sembreranno polvere secca.
  • Copriti con mascherina e indossa guanti. Pulisci la polvere e le muffe secche con una spugna secca, o uno spazzolino per i punti più difficili.
  • Puoi usare anche l’aspirapolvere con HEPA. Ricordando poi di pulire filtro ed esterno.
  • Dopo aver pulito bene le muffe dentro e fuori (togli la tomaia delle scarpe e pulisci sotto e dentro) puoi passarle con un prodotto detergente naturale o con un preventivo muffa tipo Naturalia Bau o sali di boro. Spruzzalo sulla spugna più che direttamente sulla scarpa.
  • Aspetta che si asciughino bene prima di riportarle dentro. Puoi anche lucidarle coi prodotti per le scarpe.
  • Le scarpe di cotone o da tennis ecc le puoi mettere direttamente in lavatrice che risolverà il problema muffa. Non serve altro.
  • I vestiti sporchi di muffa, se non sono logorati nelle fibre, li puoi semplicemente lavare in lavatrice. La temperatura i detergenti e il lavaggio faranno sparire ogni traccia di muffa e le spore senza problemi.

Non si usa la candeggina per pulire la muffa?

La candeggina non si deve usare mai per pulire la muffa.

È una tradizione che parte dai tempi delle bis-nonne in cui non c’erano molti detergenti o disinfettanti. Avevano una versione molto concentrata detta “varechina” che bucava anche le mani oltre che la muffa.

La candeggina attualmente in commercio è una soluzione molto acquosa e a volte anche profumata.

La muffa adora l’acqua. Questo ti dice qualcosa?

Quello che di solito succede usando la candeggina è che apparentemente la muffa è tolta dal muro o oggetto ammuffito ma spesso è solo sbiancata. La candeggina non uccide tutte le muffe.

Il cloro della candeggina evapora emettendo il suo orrendo odore, che ti fa sentire Terminator della muffa, l’acqua penetra nell’intonaco e lo bagna.

E rimane umidiccio. Ideale per la muffa.

La muffa durante il trattamento sopravvive perché non riesci ad andare a fondo o sopravvivono le spore, infatti quando tocchi la muffa volano in aria miliardi di spore che e poi si riposano sul muro.

Insomma avrai capito che acqua e umidità sono la cosa più importante per la crescita della muffa e la candeggina non è la soluzione.

Hai letto che il bicarbonato serve a pulire la muffa dalle scarpe e togliere la muffa dai muri?

Che il bicarbonato sia un disinfettante è un’altra leggenda metropolitana.
Il bicarbonato viene usato per pulire perché è leggermente abrasivo.
È anche un po’ “sbiancante.”

I siti di “rimedi naturali”, “green” o “consigli per la casa” si copia incollano a vicenda e dicono stupidaggini tipo che che il bicarbonato, da solo o assieme ad altri componenti è il miracoloso “rimedio della nonna.”

Il bicarbonato non disinfetta e non è nemmeno antibiotico. Non è un biocida né un antimuffa.

Non lo scrivono nemmeno sulla scatola in cui lo vendono dove ci sono tutti gli usi più disparati.

Non usare il bicarbonato per pulire la muffa da scarpe, muri, libri ecc.

COME PULIRE LIBRI AMMUFFITI O LA MUFFA SULLA CARTA

Se si tratta di un’intera stanza o biblioteca la prima cosa da fare è isolarla per evitare che le spore si spargano e contaminino altri ambienti.

Proteggiti come sempre con guanti, tuta usa e getta ecc.

  • Usa un aspirapolvere con filtro antiparticolato HEPA e aspira tutti i libri incluso il retro e i dorsi ecc.
  • Tratta le muffe più resistenti con uno spazzolino da denti morbido.
  • Alla fine getta tutto, protezioni di plastica, tuta ecc e pulisci l’esterno e il filtro dell’aspirapolvere.
  • Lava e disinfetta tutta la libreria con detergente e acqua e con alcool.

Nota: Biblioteche di musei e libri antichi vanno trattati da restauratori professionisti.

Per trattare un solo libro o un libro delicato:
  • Metti il libro in una vaschetta di plastica con coperchio e metti sul fondo almeno 5-6 cm di materiale tipo silica gel. Come quello che si usa per le lettiere dei gatti.
  • Lascia il libro chiuso nella scatola per 24-48 ore o come necessario.
    Questo non solo uccide le muffe ma deumidifica le pagine.
  • Aspira la muffa e polvere con un aspirapolvere e poi pulisci e getta tutto come al solito – tranne il libro 🙂
  • Finisci di pulire le muffe con spugnette, spazzolini, carta appena inumidita ecc. facendo attenzione a non danneggiarlo.
  • Mettere un libro una busta di cellophan e in freezer ucciderà le muffe. Se usi questo metodo fai attenzione quando lo togli a evitare condense.

Nota: le opere d’arte vanno trattate solo da restauratori professionisti!

PULIRE LA MUFFA DAI VESTITI

Come già accennato un buon lavaggio in lavatrice a 60° si prenderà cura di tutte le muffe e spore e le ucciderà.

Lavare i vestiti ammuffiti, è un procedimento sicuro. Non servono trattamenti speciali.

Se hai un armadio o contenitore pieno di vestiti ammuffiti mettili tutti in un sacchetto di plastica e chiudili bene prima di portarli dove hai la  lavatrice.

Metti tutto in lavatrice, getta il sacchetto e pulisci l’armadio e qualsiasi altra zona contaminata usando acqua e detergente e alcool.

Prodotti per pulire la muffa

Quello “che nessuno ti dice” è che la cosa migliore per pulire la muffa dagli oggetti è semplicemente lavarla.

E quindi la cosa migliore è usare acqua con un detergente.

Sulle murature si devono usare biocidi o detergenti speciali, non ammonica, candeggina e “rimedi naturali” che trovi su internet.

In commercio puoi trovare anche prodotti naturali per pulire la muffa o prevenirla come il Muffaway Naturalia Bau, che puoi spruzzare anche sui mobili di legno e scarpe senza danneggiarli.

Puoi usare una soluzione di sali di Boro. Il Borace uno dei più antichi e funzionali detergenti. Anche l’aceto va bene per oggetti. Anche acqua aceto e un po’ di detersivo per piatti…

prevenire-la-muffa
Per prevenire la muffa si deve evitare umidità e tenere pulito

PREVENIRE PER EVITARE DI PULIRE LA MUFFA

Dopo aver eliminato la muffa da libri, vestiti o pareti la cosa non finisce lì. Si deve eliminare la causa della muffa così che non continui a formarsi.

Leggi i nostri precedenti articoli su come evitare o risolvere  le muffe.

Alcuni consigli per evitare la muffa e non doverla pulire:

Evitare muffa sui vestiti

  • Non riporre i vestiti ancora umidi nell’armadio
  • Mai appoggiare l’armadio dei vestiti contro una parete fredda
  • Arieggia l’armadio e la stanza regolarmente aprendo bene le finestre per pochi minuti più volte al giorno e poi richiudile
  • Mantieni una temperatura di circa 18-20° nella stanza da letto o dpve c’è l’armadio e non troppo diversa da quelle delle altre zone della casa
  • Non riporre vestiti o oggetti che siano sporchi di terra in armadi o ripostigli poco areati o umidi.
  • Se hai un armadio nello scantinato per il “cambio stagione” in estate non lasciare le finestre aperte nelle ore più calde o si formerà umidità
  • Nelle giornate molto umide di mezza stagione niente può sostituire un deumidificatore elettrico per mantenere l’umidità sotto il 60%
  • Esistono aeratori e piccoli deumidificatori specifici per cabine armadio o luoghi piccoli e freddi
  • Non lasciare biancheria umida, sporca, sudata dentro a ceste, borsoni o stanze non arieggiate.
  • Attenzione alle divise e scarpe sportive sporche di fango ecc. 
  • Se la tua casa è umida o i muri umidi richiedi sopralluogo

Evitare muffa sui libri

  • Prima di introdurre un libro vecchio, sporco o ammuffito in libreria o ripostiglio puliscilo per evitare di contaminare gli altri
  • Mantieni il luogo aerato e con umidità media inferiore al 60%
  • Non mettere nello stesso luogo cose umide, biancheria umida ecc.
  • Tieni la libreria e il locale regolarmente spolverato. Le spore della muffa sono parte del “pulviscolo”.
  • Non mettere libri in stanze o scantinati umidi e non areati
  • Esistono deumidificatori e aeratori adatti per stanze fredde umide.
  • Se i muri o la casa sono sempre umidi richiedi sopralluogo.

Leggi anche altri articoli su disinfestare o evitare la muffa:

Eliminare muffa con le microonde

Disinfestazione Professionale Muffe

https://www.muriumidi.info/distinguere-muffa-da-risalita/

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Come distinguere la muffa dallo sporco, muffa da risalita

Distinguere la muffa da sporco e muffa da risalita.

soffitto soluzioni antimuffa
Sporco o muffa?

A volte ci chiedono “che muffa è quella che ho in casa”?

Alcuni ci dicono di avere Muffa da risalita, o “muffa da condensa.” Lo sentono dire da esperti di Facebook.

Polvere, fuliggine o macchie di umido o sporco vengono spesso confusi con la muffa.

Qualcuno cerca di pulire “sporco che non viene via” che è muffa.

La muffa da risalita non esiste!

La “barbetta bianca” che fuoriesce dal muro umido non è muffa, sono efflorescenza di sali.
A volte è pittura sfaldata a causa di umidità di condensa o degrado.

Vuoi sapere se la barbetta bianca che esce dal muro è pittura o sale?
Mettine pochi granelli sul dito e toccalo con la punta della lingua.
Se è salato è sale, se farinoso è pittura.

In entrambi i casi non si tratta di muffa.

Non è pericoloso toccare il sale anzi, conviene tenere puliti i muri dai sali e pitture degradate.

Mentre non conviene toccare la muffa.

L’idea falsa della “muffa da risalita” viene da certi “esperti di umidità di risalita” che non sono esperti.

Vendono macchinette magiche o resine, “soluzioni brevettate numerouno” – parlano di muffa da risalita e non sanno che non c’entra con la muffa.

Come distinguere muffa da sporco e altri fenomeni

Queste sono linee guida non dati assoluti. Ti aiuteranno a distinguere la muffa in generale.

  1. La muffa cresce solo dove c’è alta umidità e poco flusso d’aria. Un condotto di condizionamento non è un posto dove di solito cresce la muffa. C’è molto flusso d’aria e bassa umidità. Si tratta quasi sicuramente di fuliggine, polvere o sporco.
  2. La muffa ha bisogno di un terreno su cui crescere. Se stai esaminando metallo, probabilmente, non si tratta di muffa. Se è cartongesso invece è quasi sicuramente muffa.
  3. La muffa di solito non si pulisce facilmente. Tende a infiltrarsi all’interno di ciò in cui sta crescendo. Se inumidendo un panno la puoi pulire, probabilmente non è muffa, è polvere o sporco.
  4. Da vicino, la muffa ha un aspetto simile al velluto, è lanuginosa. Tende ad avere un colore variabile da brillante a opaco, grigio, nero, verde, marrone e con varie sfumature.
  5. La muffa puzza. Ha un caratteristico odore di “ammuffito” – di cantina. È causato dai prodotti di scarto della crescita delle muffe. Le muffe decompongono sostanze organiche morte in prodotti assimilabili da microorganismi e piante. Per per capire se è muffa chiudi la stanza per un giorno e nota se si sviluppa odore.
  6. La muffa non ama la luce, soprattutto del sole. Se è illuminata, probabilmente non è muffa.
  7. Se il colore è bianco e sembra una barbetta, su muro umido che si scrosta, non è muffa.
    Sono sali che fuoriescono dall’intonaco per l’umidità che evapora. La muffa da risalita non esiste.

L’unico modo per essere sicuri al 100% è ovviamente un test in laboratorio.

Tutta la muffa comunque si elimina allo stesso modo, a prescindere dal suo nome scientifico.

Quindi se non c’è una ragione medica è inutile spendere soldi per scoprire di che muffa si tratta.

I biocidi o disinfestanti per muffa, i trattamenti con microonde o gas uccidono spore, batteri, insetti, funghi e muffe di ogni tipo.

Indipendentemente dal fatto che si chiamino aspergillus o penicillum ecc.

Alla ricerca della muffa nascosta

A volte sembra che ci sia muffa, ma in laboratorio non trovano alcuna “crescita di muffa”, questo non significa che il luogo sia privo di muffa. Le muffe, infatti, possono essere inattive. In questo caso sono effettivamente più simili allo sporco e polvere.

Sembrano “secche” e innocue, stanno solo aspettando le condizioni giuste per fiorire. Le spore della muffa entrano in casa dall’aria esterna, specialmente in estate. Diventano parte della “polvere” quindi tenere pulito aiuta a non avere muffe in casa.

umidità di condensa e muffa su muro freddo
Infestazione di muffa su muro umido

  • Le scoloriture nere sugli isolamenti e sul legno possono essere difficili da distinguere dalla muffa.
  • Le macchioline nere sulle piastrelle in bagno non sono muffa ma un misto di sporco e sostanze organiche tipo “biofilm” batteri vari e alghe come quelli delle piscine.
  • Se la muffa è già maturata e poi degenerata (morta), si può togliere dalle superfici e lascia un segno di sporco.
    Per questo può essere più difficile individuarla.
  • Certe muffe sono facilissime da riconoscere perché sono belle “cicciotte” “pelose” come il penicillium e simili che infestano un muro che ha subito un allagamento.
  • O le muffe nere sugli angoli dei soffitti, finestre e pareti fredde.
  • Le muffe prive di micelio e filamenti sono più difficili da riconoscere ad occhio nudo. Per fortuna nelle nostre case non è facile trovare queste muffe “strane.”

È difficile riconoscere la muffa se il colore della superficie su cui cresce è simile o se si tratta di muffa incolore.

In tal caso potresti sentire il tipico odore di muffa senza vedere alcuna muffa.

Si possono fare dei “tamponi” da portare in laboratorio per scoprire se c’è.

Con una lampada a UV che fa diventare fluorescenti le sostanze organiche potrai vedere illuminarsi le spore di muffa, tracce organiche e la pipì di “fuffi il gatto.”

Odore di muffa senza che si veda alcuna muffa.

L’ odore di muffa si ha anche in presenza di umidità nel muro. Umidità di risalita o contro terra. Specialmente negli scantinati. Infatti lo chiamano “odore di cantina”.

L’umidità contenuta nel muro o nell’aria dà vita a piccoli organismi come batteri ecc. che producono il tipico odore di “umidità o muffa.” Sono gli stessi prodotti di scarto che fanno puzzare le muffe.

Nota importante: dove c’è umidità di risalita non si forma muffa.

Su un muro umido dove si formano le tipiche efflorescenze saline, non può crescere la muffa.

La muffa non solo odia il sole ma anche il sale, che la uccide.

Potrebbe formarsi sul soffitto, in un altro muro o su oggetti, ma non dove fuoriescono le “barbette bianche”, i sali.

La “muffa da risalita” non solo non esiste, ma è un sicuro indicatore che non lì c’è muffa.

In America sono più avanti nel distinguere la muffa?

In Nord America hanno una vasta cultura sulle muffe e umidità all’interno delle case e dei luoghi di lavoro.

Prendono la cosa seriamente dal punto di vista della salute. Alcune muffe, infatti, possono creare allergie o essere malsane, altre producono micotossine che causano malattie.

Le persone più deboli: immuno-depressi, donne incinte, bambini, neonati e anziani sono più inclini ad ammalarsi a causa delle muffe. Ad es: Il famigerato “aspergillum nigro” normalmente non fa male a nessuno, ma può essere perfino mortale per persone immunodepresse, causando malattie respiratorie. In tal caso correre immediatamente all’ospedale.

Riguardo la rimozione delle muffe, se si tratta di infestazioni estese va sempre affidata a ditte specializzate e fatta con le dovute protezioni.

Il fai da te, se l’infestazione di muffe è già estesa, è sconsigliatissimo.

Quante persone tolgono la muffa da soli senza protezioni poi hanno la tosse e non mettono le due cose in relazione?

Cercando di togliere la muffa con candeggina o “rimedi da internet” peggiorano la situazione spargendo muffe per tutta la casa.

mildew-come distinguere la muffa
Il Mildew sui muri muffa lanuginosa bianca

In inglese si distingue la muffa detta mold, dal mildew.

In Italiano abbiamo solo la parola muffa (mold) che è più giusto perché entrambi sono solo muffe.

Il mildew è una muffa color bianco o grigetto chiaro simile a lanugine.

Colpisce soprattuto le foglie delle piante. Lo chiamano anche peronospora. Ma è sempre una muffa.

Secondo molti siti Il mold o muffa vera e propria è color nero, verde, viola o giallastro.

Il che non è del tutto vero perché ci sono muffe (mold) bianche o grigie.
In pratica sono tutte 2 muffe e fine.

mold-come-distinguere-le-muffe
Mould – muffa nera sulle finestre

In entrambi i casi hanno tipico odore di muffa e una consistenza “pelosa” per cui dovresti ormai riuscire a distinguerla dalla polvere.

Le spore della muffa sono molto volatili e se toccata tende a espandersi in altre zone.

Distinguere la muffa da sali, polvere e sporco

La polvere, lo sporco e perfino il “nero” dei termosifoni, candele ecc sono confusi con la muffa si tratta solo di sporco che può essere pulito con un panno umido.

muffa da risalita non esiste
Qualcuno la chiama “muffa da risalita” – la muffa da risalita non esiste perché non è una muffa. Inoltre questa non è umidità di risalita ma il risultato di un vecchio allagamento.

Non confondere il salnitro, le “efflorescenze” e “i sali” quelle barbette bianche che escono da un muro umido per risalita o che ha subito un’infiltrazione o allagamento in passato.

L’acqua che penetra nel muro dal terreno e risale sul muro si porta dietro sali, non è acqua distillata. Gli stessi materiali edili possono contenere sali.

Se l’edificio era una stalla ristrutturata, nel terreno c’erano un sacco di sali derivati delle deiezioni degli animali.

Per fretta o per risparmiare si fanno intonaci cementizi senza eliminare i sali dal muro, che poi “fioriscono”.

I sali, efflorescenze o barbette bianche non sono muffa o muffa da risalita

Il fenomeno dei sali avviene anche dopo che una casa ha subito un allagamento e il muro si sta asciugando.

Si formano sali e degrado della pittura.
Non è muffa, né tantomeno “muffa da risalita”.

Indica che il muro sta evaporando umidità.

Nelle case molto umide sulle pareti può formarsi una patina biancastra sul muro che sembra muffa.

È solo pittura che si degrada a causa di umidità di condensa, vecchiaia o scarsa qualità.

Puoi distinguerla dalle efflorescenze saline perché non è salata.

Le efflorescenze e le pitture degradate vengono chiamate erroneamente muffa da risalita o muffa da condensa.

muffa filamenti ingranditi
Ingrandimento di muffa

La muffa è un fungo, un organismo vivente gli altri fenomeni no.

Che cosa sono le muffe e quante ne esistono.

Per distinguere la muffa devi sapere che le muffe sono organismi microscopici semplici, possono crescere ovunque.
Le colonie di muffe possono crescere all’interno di strutture umide o bagnate. Ne esistono dozzine.

Le spore della muffa sono un componente della polvere in casa e nei luoghi di lavoro.

Gli effetti sulla salute derivanti dall’esposizione alle muffe possono variare notevolmente secondo la persona, la quantità e tipo di muffa.

Indipendentemente dal tipo, la muffa dovrebbe essere trattata come potenzialmente pericolosa per la salute e rimossa velocemente dalle case e luoghi di lavoro.

Come distinguere la muffa in case e luoghi di lavoro e la sua pericolosità

In alcuni paesi le muffe sono divise in 3 classi di pericolo in base al rischio per la salute.

Classe di rischio A: comprende muffe o i loro prodotti metabolici molto pericolosi per la salute. Non dovrebbero essere presenti nelle abitazioni. La presenza di questi funghi negli edifici abitati richiede attenzione immediata.

• Classe di rischio B: muffe che possono causare reazioni allergiche se sono presenti in ambienti chiusi per un lungo periodo.

• Classe di rischio C: muffe non note per la salute. La crescita di questi funghi all’interno delle case e luoghi di lavoro, tuttavia, può causare danni economici e quindi non si dovrebbe trascurare.

Scarica la lista dei tipi di muffe per più info su distingere la muffa (nomi scientifici.)

Non basta distinguere la muffa bisogna anche trovare cause, rimedi e soluzioni.

I punti da considerare quando ci si occupa di muffa non sono i nomi scientifici ma:

  1. Assicurarsi che la muffa sia stata disinfestata definitivamente prima di ri-imbiancare. Spesso questo gradino viene fatto male anche da imbianchini e le muffe si riformano presto. Una passata di candeggina non basta.
  2. Scoprire e risolvere la vera causa della muffa nell’abitazione o luogo di lavoro. Può essere una cattiva abitudine degli occupanti o difetti strutturali o altro. Se non risolta le muffe continueranno a formarsi.

Adesso che hai visto come distinguere la muffa leggi gli articoli seguenti sulle cause della muffa, come prevenirla e risolverla definitivamente.

Effetti dell’umidità di risalita e dei sali (se pensi o ti hanno detto che hai la muffa da risalita)

Problemi di muffa nelle case nuove

Cartongesso umidità e muffa

Cappotto Interno Antimuffa

Arieggiare per Eliminare Umidità e Muffa

Cause di Umidità e Muffa di cui non si parla molto

Deumidificare Disinfestare muffa con le microonde

Disinfestazione Professionale delle Muffe

E altri ancora (vedi categoria Muffa nel menù)

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Muffa – Come Vincere la Guerra Senza Combattere

Muffa in casa? Muffe sui muri?

Stai combattendo una guerra inutile?

“Conosci il nemico come conosci te stesso.

Se fai così, anche in mezzo a cento battaglie non ti troverai mai in pericolo.”

Sun-Tzu – Arte della Guerra

Cos’è la Muffa. Conosci il tuo nemico.

È viva. Non è uno “sporco”. Non è vegetale né animale. È un fungo.

Molti confondono la muffa con la polvere nera o sporco sulle piastrelle del bagno.

muffa da risalita non esiste
Molti chiamano “muffa da risalita” questo fenomeno causato dai sali che affiorano sulla muratura e degrado intonaco/pitture.

O con le barbette bianche che escono da un muro umido.

La chiamano “muffa da risalita” ma non esiste!

Dove c’è umidità di risalita e intonaci scrostati, le tipiche barbette bianche sono sali, che rompono il muro.

La muffa invece non è salata. Ha dei tipici filamenti, è verde o nera, rossiccia o giallastra.

Esistono vari tipi di muffe, non tutte sono “cattive.”

Gli antibiotici derivano da una muffa (penicillium) che ha salvato milioni di vite.

Altre muffe utili si usano per fare formaggi.

Ci sono varie muffe velenose e alcune allucinogene.

I lieviti sono specie di muffe e si trovano spesso sui muri in casa.

Più del 3% degli esseri viventi sulla Terra sono muffe.

muffa buona penicillina
Muffa penicyllium del prof. Fleming che scoprì la penicillina il primo antibiotico.

Le spore della muffa sono invisibili. Puoi immaginarle come semini o “ovetti”.

Nell’aria ci sono miliardi di spore.

Ti entrano nei polmoni continuamente senza danni.

Vivono ovunque, prosperano sul legno, sui cibi, sui muri, tappeti ecc.

Eliminare la muffa è impossibile.

Devi solo impedire che fiorisca e si espanda nel tuo territorio: in casa tua, nei polmoni, ecc.

 

La muffa si nutre e cresce con sostanze organiche morte.

(Sostanze “organiche” = da organismi viventi, es: piante e animali. “Inorganiche” = non derivano da esseri viventi.)

muffa ciba insetti acari
una zanzara si pappa lo zucchero prodotto dalle muffe

Le muffe degradando i composti organici rendono disponibili i minerali, che nutrono le piante.

Le piante formano nuovi prodotti organici, così si chiude il ciclo biologico (della vita).

Certe muffe degradando questa materia creano nutrimento per piccoli organismi (acari della muffa, insetti ecc).

Riproduzione e crescita della muffa

Quelle che vedi sul muro sono muffe fiorite che si stanno espandendo.

Le muffe si riproducono tramite spore.

Le palline che vedi sulla muffa ingrandita si chiamano sporangi e possono contenere milioni di spore.

Dalle spore si sviluppano dei filamenti detti Ife o Hyphae.

muffa filamenti ingranditi
Ingrandimento di muffa

Un accumulo o “groviglio” di Hyphae forma il Micelio che è la muffa visibile.

La muffa ha vari stadi di crescita ed espansione.

I primi due sono invisibili a occhio nudo.

Potresti avere muffa in casa invisibile e che non dà fastidio a nessuno.

Per vincere la guerra alla muffa devi solo impedire che “fiorisca” nel posto sbagliato. Casa tua.

“La vera vittoria è la vittoria sull’aggressione, una vittoria che rispetti l’umanità del nemico rendendo così inutile un ulteriore conflitto.”

Sun Tzu  Arte della Guerra

Come fiorisce e come si espande la muffa?

Sapendo cosa le aiuta a crescere, potrai distinguere i consigli utili dalla fuffa.

Il “rimedio della nonna”, la candeggina, i macchinari strani, il “cappotto di cartongesso”,“fori nel muro per umidità.”

Per crescere ed espandersi Le muffe hanno bisogno di un ambiente favorevole.

Le spore della muffa germogliano solo se ci sono questi 2 fattori:

  • Umidità in un supporto di materia organica.
  • Temperatura sufficiente.

La crescita della maggior parte delle muffe richiede umidità tra il 70% e il 100%.

Tutte le muffe germinano all’umidità di condensazione (quando si forma la condensa).

  • L’umidità in casa di solito si forma per condensazione.
  • L’umidità può anche arrivare da infiltrazioni, pioggia, allagamento, tubo rotto, risalita.

La temperatura ideale per la maggior parte delle muffe è tra 15 e 25° – facile da trovare in una casa.

Alcune riescono a vivere fino a 4° e fiorire nel frigorifero.

Se la temperatura è inferiore non muoiono, vanno in “letargo.”

Poi si risvegliano appena la temperatura è ok.

Ci sono case che appena vengono riscaldate e vissute si riempiono di muffe.

Per ucciderle bisogna usare biocidi professionali o riscaldarle a + 60°  –

La candeggina e i “rimedi della nonna” o “naturali” sono inutili se hai un’infestazione.

“Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio.” –  Sun Tzu

ALTRI fattori che aiutano il TUO nemico (LA MUFFA).

Alcuni fattori non sono sufficienti da soli a creare muffe, ma ne favoriscono o aumentano la proliferazione.

Hai notato che nel frigorifero le muffe si sviluppano all’interno di un recipiente?

O che dietro gli armadi c’è più muffa?

I fattori che le aiutano a crescere sono:

  • Mancanza di accesso dell’aria sulla superficie del muro
  • Insufficiente circolazione dell’aria all’interno
  • Ricambio d’aria insufficiente
  • Mancanza di luce e sole
  • Sporcizia
  • Certi tipi di pitture e di murature

Il muro umido e freddo è necessario perché germini la muffa, l’armadio che chiude la superficie favorisce l’espansione.

Non è esatto dire che l’armadio appoggiato al muro fa la muffa.

Favorisce o aumenta l’infestazione ma non è la causa.

In ogni caso tienilo a 5 o 10 cm dal muro.

Come e quando si ciba la muffa?

Se la muffa degrada materiale organico, come fà a formarsi sui muri?

Perché sul muro c’è uno strato più o meno visibile di materia organica.

Batteri, sudore, ciglia, pellicine, caccole, sporcizia, insetti, manate, particelle di cibo, ecc e sono organici.

Questo sottile “film” sulla superficie del muro è cibo per la muffa.

Non è solo una questione di pulizia.

  • Alcune muffe Aspergillum riescono a vivere con un minimo o perfino senza nutrienti.
  • Certi tipi di muratura o tappezzerie sono inclini ad accumulare materiale biologico.
  • Pitture non traspiranti (lavabile ecc) aiutano la formazione di bio-film sulla parete,
  • e la formazione e permanenza dell’umidità di condensa sulla superficie.

A volte il muro o la pittura stessi sono cibo per muffa!

Tempera o pitture coi “luccichini” contengono derivati del petrolio. (organico)

Moltissime pitture contengono resine, colle e colori di origine organica.

Il cartongesso è cellulosa, derivata dal legno ed è cibo per la muffa.

Cerca nella scheda o barattolo la quantità di VOC. (Composti Organici Volatili)

La pittura “lavabile” non si chiama così perché si “lava”. Non si lava la pittura!

La pittura lavabile non è mai traspirante!

E non pulisci meglio la muffa con queste pitture “lavabili.”

La scritta “antimuffa” di solito significa solo che ci hanno aggiunto un veleno.

La vera pittura antimuffa lo è “di natura”: deve essere traspirante, alcalina, minerale, senza sostanze organiche.

(Se vuoi sapere di più sulle pitture scrivici.)

In che modo la muffa sa che una cosa è morta e inizia a crescerci sopra?

Per la muffa la presenza di aria fresca o movimento d’aria significa che la materia è viva.

Aspergillum Niger – Muffa che cresce sui muri umidi.

Se così non fosse le spore che ti entrano nei polmoni crescerebbero e ti farebbero a pezzi!

Certe muffe sono aggressive o trovando condizioni favorevoli riescono ad aggredire il nostro corpo anche da vivo. (polmoni, orecchie, ecc).

Alcune possono sviluppare allergie o malattie respiratorie molto pericolose. (aspergillum niger)

Se inizi a sputare sangue è lui. Vai al  pronto soccorso!

Cosa Non Ti Serve Sapere Per Eliminare la Muffa

Secondo alcuni esperti della muffa (?) “Per eliminare le muffe serve un’analisi per stabilire di che tipo si tratta.”

Non è vero. È marketing.

  • Sapere i nomi scientifici o fare mille diagnostiche per umidità non c’entra col trovare la soluzione o disinfestare la muffa.

Per sconfiggere il nemico devi sapere come si chiamano tutti i loro soldati?

Cosa pensi di un medico che continua a fare analisi dopo che ha individuato la cura?

Le muffe si propagano e crescono tutte allo stesso modo, indipendentemente dal loro nome scientifico.

Scoprire il tipo può servire per motivi medici, persone allergiche o ammalate.

O per portare in tribunale il proprietario della casa o l’inquino…

O nelle ispezioni e manutenzioni di luoghi publici ospedali ecc.

analisi tipo di muffa
una coltivazione di muffa in laboratorio

Per assicurarsi che la parete sia disinfestata si può fare un tampone biologico “prima/dopo” il trattamento.

È sufficiente sapere se è “positivo” o “negativo.”

Una diagnostica per umidità e muffa può richiedere un paio d’ore.

Qualche termografia, misurazioni dell’umidità, ponti termici e ispezioni in casa.

A volte serve un monitoraggio di qualche giorno di umidità e temperatura.

Solo se ci sono infiltrazioni la diagnostica può diventare complessa e più costosa.

Per eliminare la muffa non servono quasi mai diagnostiche complesse.

due tipi di esperti DI MUFFE che puoi evitare:
  • Il Finto esperto. Dà un’occhiata, non misura niente (a parte i metri quadri) e già sentenzia. Buchi nel muro, cartongesso, “super pitture.”
  • Il Troppo Esperto. Si fa pagare caro per dirti cosa fare, come si chiama la muffa non esegue nessun lavoro e non risolve la cosa.

In una guerra è importante allearsi con le persone giuste.

Vinci la muffa se non cresce più in casa tua.

Normalmente le infestazioni fungine ritornano perché non sono state disinfestate ma sbiancate con candeggina o spray vari.

Per uccidere le muffe si usano i “biocidi” – (significa “sostanza che uccide le piante.”)

Richiede ore di lavoro non la solita mezzoretta con la candeggina.

Se i muri sono bagnati non funziona nessun liquido antimuffa.

disinfestare muffa con microonde
Disinfestazione muffa e asciugatura muro bagnato con macchina microonde GREENTECH

Per asciugare i muri ci sono vari sistemi tra cui le microonde – asciugano il muro e uccidono muffe, spore, hyphae, batteri, acari senza farli volare via.

Dopo aver disinfestato i muri e fatto le pulizie in casa si può disinfestare anche l’aria e tutte le superfici a contatto con l’aria.

disinfestazione aria batteri muffa
Macchina per disinfestare aria e superfici da batteri, muffe, insetti ecc.

Si usano macchinari a ozono, ossigeno e argento ecc. Tipo sala operatoria.

Attenzione: i macchinari che “purificano l’aria” non funzionano se non sono stati disinfestati muri e gli oggetti o in ambienti sporchi.

I mobili e pavimenti devono essere puliti quando si vogliono eliminare le muffe.

Residui di cibo, materiale organico, oggetti umidi o infestati devono essere eliminati.

Tappeti, moquettes e oggetti contaminati da muffa vanno lavati o eliminati.

La pulizia è un importante per la prevenzione ed eliminazione delle muffe.

Dopo la disinfestazione della Muffa bisogna eliminare la causa.

Adesso serve un sopralluogo tecnico ma senza farla troppo seria, non lo è quasi mai.

Come Evitare Una Guerra Infinita

“Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento, bensì sottomettere il nemico senza combattere.”

Sun tzu –

Invece di continuare a combattere con armi inutili come la candeggina e il bicarbonato bisogna eliminare le cause delle muffe.

Si formano perché ci sono condizioni ambientali o difetti strutturali della casa.

Se le cause vengono eliminate, muoiono e spariscono da sole.

Indipendentemente dal loro nome scientifico e perfino dai trattamenti antimuffa.

È possibile farle sparire senza toccarle e senza usare nessun prodotto chimico o biocida.

Contattaci per un sopralluogo.

Termini e Tipi di Muffe

Seguono termini scientifici e tecnici sulle muffe.

Sapere il tipo di spora o muffa nell’aria o sui muri richiede esami a volte costosi e complessi.

Di solito vengono più semplicemente divisi in Lieviti, Asperillum e Cladospurium.

Esami delle spore nell’aria o dell’esatto tipo di muffe sono interessanti per studi scientifici o questioni legali, ma non per il disinfestatore.

Per disinfestare le muffe in una tipica casa italiana ed evitare che si riformino non servono esami batteriologici.

Aspergillus

Tipica muffa verde che cresce sui muri – alcuni aspergillus (aspergillus niger) possono essere molto nocivi e anche mortali specialmente su persone  immunodepresse o che soffrono di altre malattie. L’aria è piena di spore di aspergillus che non danneggiano nessuno, solo in certe condizioni diventano pericolose, non agitarti.

aspergillosi

Termine collettivo per malattie causate da Aspergillus (come pneumomicosi – ai polmoni, otomicosi (infezione alle orecchie)

aspergilloma

Tumore causato da ife del genere Aspergillus

biocida

sostanza che uccide le piante, usata per disinfestare

HyphAe / ife

cellula fungina filamentosa, eventualmente ramificata.
Le ife sono utilizzate per la nutrizione o la riproduzione delle muffe. La rete di ife si chiama micelio,
per lo più incolore, fili invisibili dall’occhio nudo che formano la muffa nella sua fase di crescita.

Lieviti

Funghi che si usano anche per fare il pane, molte muffe nelle case sono tecnicamente lieviti.

Micelio

Un micelio è la rete di filamenti a forma di palla. I fili cellulari sono formati dalla germinazione delle spore che diventano ife.

micosi

Infezione da muffe / funghi – tipiche quelle delle unghie.

micoTOSSINE

Muffe e funghi possono produrre tossine. Come il Penicillium che genera un potente antibiotico. Alcune possono produrre delle micotossine nocive all’uomo e agli animali.

MVOCs

Abbreviazione di composti organici volatili microbici = emissioni microbiche gassose.
Il famoso “odore di muffa” è causato da queste emissioni batteriche che a volte senti in ambienti umidi anche senza vedere niente. In realtà i batteri e le ife invisibili stanno proliferando nel muro umido.

Penicillio

Tipo di muffa grigio verde che fa parte della famiglia degli aspergillus: le  principali muffe che crescono sui muri. Da una di queste che il dott. Fleming scoprì la penicillina che ha curato milioni di persone.

spora

Muffa unicellulare per la riproduzione delle muffe, formata nello sporangio o direttamente dalle ife.

Clicca per saperne di più dei 2 milioni di tipi di funghi con cui conviviamo in casa.


HAI UMIDITÀ E MUFFE IN CASA?

RICHIEDI UNA DISINFESTAZIONE PROFESSIONALE E UN SOPRALLUOGO PER ELIMINARE LA CAUSA.

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Umidità di condensa e muffa 7 cause di cui nessuno parla

Umidità di condensa e muffa hanno varie cause.

In precedenti articoli abbiamo esaminato cause reali e rimedi che funzionano.

Ora parliamo di 7 cause di muffa di cui nessuno parla.

Forse non le conoscono o è che si possono risolvere senza spendere troppi soldi?


7 Frasi famose su umidità di condensa e muffa:

umidità di condensa e muffa su muro freddo
Infestazione di muffa su muro freddo e umido

  • “Hai la muffa perché non apri mai le finestre.”
  • Ci vuole il “rimedio della nonna” o il rimedio naturale.”
  • Serve la candeggina.
  • È “muffa di risalita.”
  • “Hai la muffa perché ci sono ‘i ponti termici’
  • Imbianchino bravo pitura antimufa 100€ a camera. ( Facebook)
  • L’umidità è un mistero, solo la diagnostica da 1500€ degli esperti-della-muffa può darti la soluzione.

Più o meno le avrai sentite tutte.

7 “Soluzioni” famose (e spesso inutili) per la muffa:

A. I leggendari fori nei muri per “arieggiare” (entra solo freddo)
B. Cappotto di cartongesso e/o polistirolo. (le muffe lo adorano)
C. Candeggina e pittura lavabile antimuffa “traspirante” (non esiste)
D. Super-pittura a “micro palline” “purifica l’aria” (costosa e spesso insufficiente)
E. Macchinario unico e non si sa come funziona costa migliaia di euro se firmi subito, sennò di più.
F. Scatoletta “…-dry risolve ogni tipo di umidità e muffa” (fa anche il caffè).
G. Aeratore costa poco ma fa rumore.


Il problema della muffa che si riforma è divisibile in due parti:

1) Non l’hai mai veramente disinfestata, è solo sbiancata
2) La causa dell’umidità di condensa e muffa non è stata trovata e risolta.

Per il punto 1 bisogna usare prodotti e procedure professionali.

Non la candeggina o i “rimedi fai da te” trovati su internet.

Se il muro è umido nessun antimuffa può funzionare.

Al punto 2 “ognuno dice la sua.”

Per trovare la causa bisogna indagare, misurare e conoscere.

C’è gente che da soluziuone senza neanche misurare un muro.

A volte bastano interventi semplici, altre volte lavori costosi.

Spesso c’è più di una cosa da risolvere. Infatti ci sono 12 tipi di cause di umidità.

La buona notizia è che la soluzione alla muffa potrebbe non richiedere grandi spese.

Ad esempio se hai una delle seguenti 7 cause di umidità e muffa probabilmente basta disinfestare bene ed eliminare alcune abitudini.


7 cause di umidità di condensa e muffa di cui nessuno parla

1. La stufa a pellet – può causare umidità di condensa e muffa.

Intendiamo la stufa a pellet o a legna in casa, in soggiorno.

Non le stufe a pellet o biomasse che alimentano un circuito di riscaldamento in un locale separato dalla casa.

Le stufe a pellet generano un forte calore attorno alla stufa.

La temperatura dell’aria davanti alla stufa arriva a più di 30°!

C’è un “bel calduccio” ed eviti di accendere il riscaldamento.

“Si risparmia” e “il caldo va anche nelle altre stanze.”

Peccato che si creino sbalzi enormi di temperatura.

muffa-diagnostica-per-umidità
Muro freddo e con muffa

Sbalzi di temperatura tra una stanza e l’altra, un piano e l’altro, tra un muro e l’altro, formano umidità di condensa e muffa.

Se in soggiorno ci sono 24° e la camera non arriva a 18° è probabile che a nord il muro in angolo arrivi a temperature molto basse.

Specialmente di notte.

Temperature ben al di sotto sotto del punto di rugiada. (La temperatura a cui l’umidità dell’aria inizia a condensare)

  • Le stufe a pellet, legna, etanolo ecc possono creare forti sbalzi termici.
  • Il riscaldamento deve essere omogeneo.
  • Le murature si devono riscaldare.

2. Andare a lavorare causa umidità di condensa e muffa

Ok, non è lavorare che causa la muffa ma lasciare la casa chiusa, al buio e fredda tutto il giorno.

  • Esci di corsa, fuori fa ancora buio, non apri le finestre. Tapperelle abbassate (la muffa adora il buio).
  • In bagno c’è la nebbia.
  • Riscaldamento spento, “tanto a casa non c’è nessuno.”
  • La sera rientri, la casa è ghiacciata, accendi il riscaldamento a manetta per poche ore.

Crei uno shock termico alla casa. L’umidità condensa sui muri gelati.

Specialmente se è una casa di una certa età.

Ambiente ideale per la muffa.

3. L’umidificatore per neonati può causare umidità di condensa e muffa.

A volte la muffa arriva contemporaneamente ad un pargoletto.

I genitori non lo sopportano.

Il bambino non è la causa.

Su consiglio di qualche sito o amica informata i genitori hanno acquistato un “oggetto di design” per umidificare l’aria per il neonato.

Forse l’ha consigliato il pediatra per un principio di raffreddore.

L’umidificatore poi continua ad andare anche se nessuno ha il raffreddore.

E l’umidità in casa è già ideale o quasi.

Hai l’umidificatore ma non un igrometro per sapere:

Termoigrometro da casa
Termoigrometro Domestico.
Piccola stazione per controllare l’umidità ambientale. Misura Umidità Relativa, Temperatura e Punto di Rugiada (condensa).
Registra le medie, minime e massime di tutti tre i valori. Un allarme regolabile segnala il superamento dei limiti di umidità: cioè il momento di arieggiare!

a)Quando serve l’umidificatore?
b) Quando bisogna spegnerlo?

L’umidità così supera il 60% – facilitando umidità di condensa e muffa negli angoli più freddi.

Una camera da letto con 3 persone e un umidificatore per neonato può arrivare al 70-80% di umidità.

Le camere sono famose per avere una “parete fredda”.  O l’armadio attaccato al muro.

Dove si forma umidità di condensa e muffa.

Prima dell’arrivo del piccolo non si era mai formata.

L’angolo freddo c’era anche prima ma l’umidità era inferiore e tu arieggiavi di più.

Chiami l’imbianchino.

“Trattamento” alla candeggina, carta vetrata e “pittura lavabile traspirante” o la “super pittura con palline.”

Oppure chiami una ditta di risanatori dell’umidità. Fanno un sacco di pubblicità. Ti arriva un venditore porta a porta (stile aspirapolveri) che ti fa il discorsetto sulle malattie nei bambini causate dalla muffa.

Ti propone un macchinario. Brevettato. Non si sa come funziona ma risolve tutto.

Costa molto ma se firmi subito costa meno.

Lascia perdere. Comprati un igrometro, arieggia e spegni gli umidificatori quando non servono!

4. Acquario e cani – i migliori amici dell’uomo e della muffa.

Un acquario da 300 litri evapora acqua costantemente. Come l’umidificatore dei neonati.

Gli animali in casa emettono umidità, come gli umani.

In più sono a contatto con il terreno e portano in casa spore di muffa, batteri e sostanze organiche.

Cosa pensi che mangino le muffe?

Sostanze organiche che si trovano nelle pitture non minerali o sul muro.

Sui muri ci sono batteri, caccolette, peluzzi, sporco, pellicine, squamette di pelle, bava, insetti, e stendiamo un velo pietoso. Spesso sono invisibili ma ci sono.

È cibo per le muffe. Mangiano anche il legno o cellulosa (cartongesso).

Se gli animali di famiglia dormono in camera oltre a portare più sostanze organiche, aumentano l’umidità ambientale nella stanza.

Un adulto dormendo emette nell’aria 3 bicchieri d’acqua per notte!

Due adulti, un bimbo e un cane producono un paio di litri abbondanti. Solo dormendo!

Se dormite tutti nella stessa stanza fai i tuoi calcoli.

Dove ci sono animali devi tenere pulito, arieggiare di più e riscaldare correttamente.
Questo da solo potrebbe evitare la formazione di muffa.

5. La cappa della cucina – Masterchef o Master-muffa?

Le cappe aspiranti a “carboni attivi” non espellono all’esterno e l’umidità della cucina rimane in casa!

Accompagnate da infissi termici causano un sacco di umidità ambientale.

Pensi che da quando hai cambiato finestre è iniziata la muffa?

Le hai cambiate per isolare e se le hanno montate bene stanno facendo il loro lavoro.

Il resto della casa sta facendo il suo?

Se i muri non sono altrettanto isolati, se l’aerazione non è corretta o se la cappa in cucina non espelle all’esterno, con le finestre termiche avrai umidità di condensa e muffa in casa.

PER EVITARE LA MUFFA usA sempre LA CAPPA IN CUCINA E ASSICURATI CHE espellA all’esterno!

Se hai pensato: “Io in cucina non ho muffa, è in camera.”

È possibile che ci siano altre cause, serve un sopralluogo, ma ti sveliamo un “segreto”:

L’umidità non si forma dove vedi la muffa.

Quelli sono punti più freddi dove l’umidità condensa.

La casa è un piccolo pianeta, l’umidità si sposta, come le nuvole.

6. Caldaia a condensazione causa umidità di condensa e muffa

I recenti cambiamenti, normative e incentivi vanno in direzione del risparmio energetico.

Le case sono più isolate, spesso con materiali non traspiranti.

Ogni volta che introducono un nuovo “risparmio energetico” aumenta la muffa.

La colpa non è del risparmio energetico, ma degli squilibri termici causati da queste novità.

Un condominio anni 70 ha una coibentazione scarsa, finestre con spifferi e impianto di riscaldamento sovra dimensionato che fa bollire i termosifoni.

Ha però un suo “equilibrio” che tiene caldi i muri.

Quando installano caldaie nuove si abbassano le temperature come richiesto dalla normativa.

Coi nuovi contatori molti abbassano per “spendere meno” mentre prima non ci badavano.

Se i vicini abbassano il riscaldamento diminuisce anche il tuo, perché non ricevi lo stesso calore dai muri comuni.

Risultato: muri più freddi e nelle pareti più esposte possono andare sotto il punto di rugiada.

Prima lo scarso isolamento era compensato dal riscaldamento eccessivo.

Adesso sei “in regola” ma hai i muri gelati.

I difetti strutturali saltano fuori.

Si forma umidità di condensa e muffa sui muri.

Prova ad alzare la temperatura sulle valvole e arieggiare correttamente.

Se non funziona ci vuole un sopralluogo.

Non coprire con cartongesso e polistirene se non vuoi peggiorare la situazione!

La caldaia a condensazione IN CASA causa umidità e muffa. possibile?
  • La vecchia caldaia aspirava aria dall’interno e espelleva all’esterno i fumi.

    Le caldaie a condensazione immettono aria dall’esterno. E causano muffa.
  • Una nuova caldaia a condensazione ha sia lo scarico che immissione all’esterno della casa.
  • La caldaia vecchia era una specie di “aeratore”.

Orqa spendi meno, inquini meno ma hai meno aerazione.

Hai un eccesso di umidità in casa che prima non c’era.

Più la casa è coibentata e le finestre efficienti, più il problema può essere grave.

Prova ad arieggiare più di prima seguendo le istruzioni in questo articolo.

7. Il Natale causa umidità e muffa.

Ripensando a quando è iniziata la muffa ti viene in mente Natale? Quando la casa era piena di ospiti?

Il Natale non c’entra, sono gli ospiti!

In inverno con le finestre chiuse aumentando il numero di persone aumenta il tasso di umidità ambientale.

Una famiglia di 3-4 persone produce circa 12 litri d’acqua al giorno.

Immagina quanta l’umidità con 3 o 4 ospiti a far festa.

Con ospiti in casa devi riscaldare meno e arieggiare di più.

Dopo che la muffa si è formata, se non la elimini subito e a fondo continuerà a crescere.

Gli ospiti se ne vanno ma la muffa rimane.

Richiedi una disinfestazione professionale e il prossimo Natale arieggia di più!


RIASSUNTO 7 CAUSE DI UMIDITÀ E MUFFA

Tenendo la casa pulita, arieggiata, riscaldata in modo uniforme e usando pitture traspiranti puoi evitare umidità di condensa e muffa sui muri.

Se ti è piaciuto l’articolo per favore condividilo e se risolvi il problema faccelo sapere!

A volte ci sono motivi strutturali che causano le muffe in casa.

Spesso dopo aver cambiato finestre, caldaia ecc non è più possibile arieggiare correttamente, specialmente se sei fuori casa.

In tal caso serve una soluzione professionale.

Oppure i muri sono troppo freddi e umidi per riuscire a scaldarli a sufficienza.

Si potrebbe intervenire con un cappotto naturale traspirante antimuffa.

O risolvere la causa dei muri umidi.

Ogni casa ha la sua soluzione.

La prima cosa da fare è trovare la vera causa di umidità in casa tua.

La tua casa è infestata da muffe che continuano a tornare?

Richiedi un sopralluogo o una disinfestazione con sopralluogo incluso.

 

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Muffa in Bagno Come si Forma Cosa Fare e Cosa Non Fare

muffa in bagno
Molte persone credono che sia normale avere muffa nel bagno. Tolleri la muffa proprio nel locale in cui sei meno protetto dai vestiti?

La muffa in bagno è così diffusa che alcune persone la credono una cosa normale.

Ci chiamano solo quando hanno muffa in camera da letto o in tutta la casa.

Alcuni dicono: “beh in bagno ci sta, quella che vorrei eliminare è in camera da letto.”

Ma chi ha detto che è normale avere la muffa proprio in bagno?

Perché tolleri la muffa in bagno?

Se ci pensi il bagno è il luogo dove siamo spesso nudi, quindi più indifesi verso le muffe che si sa, non fanno bene alla salute.

Perché devi pensare che sia normale avere muffa nera sulla testa mentre ti lavi i denti o fai la doccia non è molto chiaro.

Usiamo lo spazzolino e il dentifricio antibatterico e il bagnoschiuma a PH naturale e poi…

Speriamo di farti cambiare punto di vista con questo articolo sulla muffa nel bagno.

Cosa causa la muffa in bagno?

Abbiamo visto in altri articoli che per formare la muffa è necessaria dell’acqua che “annaffia” le spore di muffa invisibili che si depositano sui muri e oggetti.

Eliminare tutte le spore della muffa dalle case sarebbe un’impresa impossibile.

Però è possibile non “dar da bere” alle spore e quindi non farle diventare muffa.

Le muffe se non hanno acqua (e cibo) non possono vivere.

Il modo più frequente per cui si forma acqua sulle murature che dà vita alle muffe è sotto forma di umidità di condensa.

Ci possono essere infiltrazioni o tubi rotti ma l’umidità di condensa è la causa principale.

L’umidità di condensa al contrario di quello che molti pensano, è umidità che viene prodotta in casa dai suoi abitanti.

Abbiamo già descritto come solo dormendo senza muoversi, un corpo umano emette tre bicchieri d’acqua e un bucato steso ne produce 3-5 kg.

Quando l’aria calda e umida incontra una superficie sufficientemente fredda il vapore contenuto si condensa.

Come in estate quando apri il frigo e la bottiglia o lattina si bagna di goccioline.

Quando vedi condensa o muffa in bagno o in camera pensi “lì c’è molta umidità”?

Non è vero.

Sarebbe come dire che c’è umidità nel frigo o nella lattina.

Lì c’è solo un punto più freddo. L’umidità era nell’aria. Potrebbe essersi formata in cucina.

Se il muro è abbastanza freddo si forma la condensa.

Ma se l’umidità ambientale è eccessiva non servono temperature troppo basse per avre la condensa.

I punti più freddi sono di solito in alto, negli angoli a contatto con la soletta o una trave.

L’aria calda e umida in bagno ovviamente si forma più che in altre stanze, ad esempio dopo una doccia calda; se va sbattere contro il muro abbastanza freddo, condensa.

COSE DA NON FARE SE NON VUOI MUFFA IN BAGNO

Alcune situazioni aumentano o favoriscono la formazione di condensa e quindi la formazione di muffa in bagno. Vediamole.

1) Usare una pittura lavabile
2) Mura rifinite a gesso
3) Pitture contenenti sostanze organiche (tipo luccichini e cose fancy o con alto VOC)
4) Doccia o vapore che colpisce il muro
5) Muro troppo freddo

E ABITUDINI E COMPORTAMENTI CHE FAVORISCONO LA MUFFA IN BAGNO:
  1. Non riscaldare il bagno.
  2. Con bagno freddo far scorrere a lungo la doccia calda per “riscaldare l’aria
  3. Non arieggiare, specialmente se si è prodotto molto vapore.
  4. Uscire di casa lasciando la casa buia e fredda e il bagno pieno di vapore.
  5. Lasciare la casa fredda tutto il giorno, al rientro alzare il riscaldamento o accendere stufa ad alta temperatura. (shock termico)

Perché i punti sopra favoriscono o causano la formazione di muffa in bagno?

La pittura lavabile non va mai usata in bagno o nelle stanze potenzialmente umide, anche se c’è scritto traspirante antimuffa. La pittura lavabile non può essere traspirante.

Si dovrebbe dedicare la stessa cura alla ricerca della corretta pittura per il bagno che delle altre stanze.
Molte persone invece per il bagno danno un colore scelto “a caso”.

  • Le pitture non traspiranti creano una superficie su cui si formano più facilmente le goccioline di condensa.
  • La pittura in bagno va rinfrescata spesso. È sottoposta all’attacco dell‘umidità e ad un maggior deposito di sostanze organiche sulla superficie del muro/pittura.
  • Le sostanze organiche, pellicine, caccoline, batteri fecali ecc. prodotte in bagno si depositano sulle pareti e formano un “film” invisibile di cui le muffe sono ghiotte.
  • Come tutti gli esseri viventi le muffe hanno bisogno di acqua e di cibo.
    Il loro cibo sono i microorganismi più piccoli come i batteri e la cellulosa (ecco perché diciamo che il cartongesso è proibito!)
  • I muri di gesso trattengono l’umidità e non sono traspiranti. Il che favorisce la condensa e la persistenza di umidità sul muro.
  • Le pitture contenenti sostanze organiche volatili (VOC) non solo sono poco ecologiche ma come ormai avrai capito sono cibo per le muffe.
  • Doccia o vapore che colpiscono il muro non vanno bene. Usa piastrelle o materiali impermeabili o cambia la direzione del getto.
  • Su non riscaldare il bagno: più il bagno è freddo più l’aria, le murature e gli angoli in alto saranno freddi. Aprendo l’acqua calda si crea vapore e non arieggiando l’umidità si condenserà in quei punti più freddi.
  • Anche usare la doccia come “riscaldamento” significa creare molto vapore che poi se non viene eliminato condenserà sul muro. E per fortuna che lo specchio che si appanna e un po’ ne condensa lui e non il muro.
L’ABITUDINE PEGGIORE CHE CAUSA muffa in bagno (O IN CASA.)

Una delle abitudini peggiori che causano muffa è lasciare la casa fredda per molte ore o giorni per poi accendere “a manetta” quando si rientra.

Questo crea uno shock termico.

Se hai un riscaldamento puntuale come la mitica stufa a pellet in salotto, la cosa è ancora più grave, perché si creano zone caldissime e altre più fredde dove l’umidità condensa.

Le stufe a pellet o a legna andrebbero in un locale caldaia dedicato, mai in salotto.

Una di queste zone più fredde è ovviamente il bagno che ha sempre la porta chiusa.

Un’altra abitudine è quella di non usare la cappa aspirante quando cucini o di averne una che non espelle all’esterno.

La terza abitudine al top nella produzione di umidità e muffa è ovviamente stendere i panni e stirare senza arieggiare o senza usare un deumidificatore.

Altre cause di muffa di cui nessuno parla.

Una cosa di cui raramente si parla in relazione alle muffe è la pulizia. L’igiene.

  • Lasciare sporco in casa o cibo sulla tavola quando si esce.
  • Vestiti umidi o bagnati che restano giorni nella cesta in bagno o in giro.
  • Borsa sportiva con i vestiti umidi o sporchi fango in giro ecc.
  • Scarpe umide, bagnate o con fango in casa.
  • Animali e umani che portano in casa terra o sporco.

Queste cose introducono una grande quantità di spore di muffe, di batteri e di umidità.

L’altra ragione è il numero di persone che abitano la casa.

Ci è capitato di fare un sopralluogo per scoprire la causa della muffa e abbiamo trovato 8 personeche  abitavano in un piccolo appartamento.

Ovviamente c’erano umidità e batteri in eccesso, le muffe perfino sulle mensole.

Ma non c’è bisogno di arrivare a questi eccessi.

È sufficiente che ospiti 3 parenti per una settimana in inverno per le feste e possono esplodere le muffe in casa nel giro di un giorno.

Più sono le persone presenti e più devi tenere pulito e arieggiare.

Con i moderni infissi non c’è ricambio d’aria e l’umidità si accumula.

Se non si riesce ad arieggiare la casa serve un aerazione meccanica controllata.

Cominci a pensare che non è poi “naturale” avere muffa in bagno?

O che potesti avere un bagno più igienico, senza quella orribile muffa che ti guarda quando fai la doccia?

Hai ragione.

Non c’è alcun valido motivo per avere muffa in bagno, anzi il contrario.

COSE DA FARE PER NON AVERE MUFFA IN BAGNO

Sono più o meno il contrario di quelle da non fare, vediamole.

  1. Usa pitture traspiranti, possibilmente idropittura anti-muffa di alta qualità, non risparmiare sul bagno che poi si riempie di muffa!
    Grassello di calce naturale. Pitture ai silicati o cocciopesto che è impermeabile all’acqua e può sostituire le piastrelle.
  2. Il bagno dovrebbe avere una finitura di stabilitura non di gesso.
  3. Assicurati che non ci siano infiltrazioni e perdite e che il getto della doccia non schizzi sul muro.
    Se è impossibile cambiarlo usa un rivestimento impermeabile all’acqua come piastrelle o il cocciopesto.
  4. Non usare cartongesso, se devi controsoffittare, rivestire o dividere con lastre usa lastre di fibrocemento resistenti all’acqua.

Comportamenti corretti per evitare la muffa in bagno e in casa.

1) Tieni il bagno riscaldato. Se non è possibile accendi una stufetta da bagno pochi minuti prima di fare la doccia o vapore.
2) Arieggia sempre quando fai la doccia o crei vapore in bagno.
NOTA: Arieggiare non significa lasciare aperta la finestra aperta mezz’ora o il basculante per tutto il giorno. Questo raffredda ancora di più il muro.
Arieggiare significa spalancare bene solo per pochi minuti poi richiudere.
Ripeti l’operazione più volte al giorno.
3) Non creare shock termici in casa. Cerca di creare una temperatura media durante il giorno e tra le stanze.
Anche se la casa rimane vuota non deve rimanere gelata o con finestre aperte.
4) Quando crei più umidità in cucina ecc, arieggia sempre. Le camere da letto e il bagno s

aeratore-da-parete-siegenia
Aeratore da parete con recupero del calore Aerotube siegenia.

ono più freddi delle zone giorno. L’umidità condensa proprio lì e si forma la muffa.
5) Installa un aeratore in bagno. Specialmente se hai poco tempo di arieggiare è vitale per evitare la muffa in bagno. Può essere necessario un aeratore anche nei locali giorno.

 

Ci sono aeratori con sensore per umidità che si avviano da soli appena il tasso di umidità diventa pericoloso.

Se dopo tutti questi consigli si forma ancora muffa in bagno?

Se hai una seria infestazione di muffa in casa o se si riforma continuamente contattaci.

Serve una disinfestazione professionale della muffa e bisogna scoprire la causa.

Potrebbe essere un’infiltrazione o più probabilmente un ponte termico grave. O mancanza di aerazione. Per scoprirlo si devono usare strumenti non è che ognuno dice la sua.

Ponte termico significa che hai un angolo o parete meno isolata o non abbastanza isolata e che fa da “ponte” con l’esterno. Quindi “tira dentro” freddo.

  • Non basta solo il ponte termico perché si formi la muffa.
  • A volte ci sono ponti termici e non si forma muffa per anni.
  • Poi arriva e non se ne va più.

    muffa in bagno ponte termico
    Muffa in bagno prima del trattamento, Il soffitto ha un severo ponte termico.

    muffa in bagno dopo trattamento
    Stesso bagno dopo trattamento. A distanza di 3 anni non è tornata alcuna muffa.
Qualsiasi sia la causa DELLA MUFFA esiste La soluzione.
  • Se hai una infestazione seria la prima cosa da fare è una disinfestazione completa. Che non si fa con una spugna e la candeggina o lo spray del supermercato.
  • Poi bisogna trovare la causa in modo che non si riformi.
  • Il fai da te spesso è pericoloso e peggiora la situazione. Molte persone cercando di pulire la muffa con candeggina infestano tutta la casa.

Contattaci per una disinfestazione professionale delle muffe o per un sopralluogo o diagnosi per una soluzione definitiva.


 

C’è un’alternativa al vespaio nelle ristrutturazioni con umidità?

C’è un alternativa al vespaio nelle ristrutturazioni delle case umide?

Se hai una casa da ristrutturare, la prima cosa che ti propongono è quasi sempre “il vespaio.”

La leggenda che si tramanda da un muratore all’altro contagiando anche altri professionisti, è che il vespaio sia la soluzione ai problemi di umidità ed in particolare all’umidità di risalita nei muri.

Purtroppo si tratta solo di una leggenda.

Il vespaio in una casa da ristrutturare è solo un isolamento del pavimento verso il terreno e non ha niente a che vedere con le murature!

Non è così difficile da capire.

Un conto è costruire una casa nuova sopra un vespaio aerato, un altro conto è ristrutturare una vecchia cascina di mattone pieno coi muri che sono come biscotti inzuppati nel terreno.

Fare un vespaio in una vecchia casa, scavando il pavimento non ha mai risolto nessun problema di umidità di risalita.

I primi vespai li hanno inventati i Romani, fatti di anfore sotto la casa, che come nelle case di nuova costruzione, isolavano anche le murature.

Se le fondazioni non esistono o non sono isolate, le murature entrano nel terreno e l’umidità risale nei muri causando i tipici fenomeni dell’umidità di risalita.  Sgretolamento intonaci, fuoriuscita di sali ecc.

Spesso le case vecchie hanno un pavimento che poggia su un vecchio massetto o direttamente sul terreno.

Un vespaio aerato con gli igloo ecc. allontana il pavimento dal terreno e crea un isolamento dal freddo e dall’umidità nel pavimento.

Non alle murature!

L’ isolamento del pavimento dalla terra si può ottenere in altri modi.

La vera utilità del vespaio aerato è eliminare il gas radon (dove c’è, e non è dappertutto) e comunque ci sono anche altre soluzioni anche per il radon.

Il vespaio o è a regola d’arte o è meglio non farlo.

Per funzionare il vespaio deve essere fatto a regola d’arte, con i fori di aerazione verso l’esterno orientati correttamente.

Gli sfoghi con l’esterno posti a distanza compresa fra i 2,5 – 3 metri di distanza devono essere ad altezze diverse fra il lato caldo (generalmente sud) e il lato freddo (generalmente nord).

In questo modo si genera una ventilazione naturale che permette all’aria di entrare dai fori dalla parte più fredda, caricarsi del gas radon ed uscire dal vespaio in base all’effetto camino dalle aperture poste ad altezza maggiore (anche a tetto, se possibile) sui lati caldi.

Nota: L’efficacia di questo fenomeno (effetto camino) è già di per se discutibile, se però il vespaio non è a regola d’arte allora proprio non funziona. Anzi potrebbe fare danni.

Quando poi cercanno di “aerare” un vespaio in uno scantinato la cosa diventa ridicola, ventoline, tubi che non si sa dove vadano, strani fori ecc.

Se nel vespaio l’aria non circola bene si può formare condensa e peggiorare l’umidità.

aternativa al vespaio umidità
formazione condensa all’interno del vespaio

Se i muri ai lati del vespaio sono umidi a causa della risalita, l’umidità che evapora può restare intrappolata nel vespaio e peggiorare la situazione.

Invece il vespaio ti viene consigliato non per l’isolamento termico, non per proteggere il pavimento o per il radon ma te lo propinano per risolvere il problema dei muri umidi!

Il vespaio è costoso, in pratica è tutta manodopera, buon motivo per cui i muratori lo vogliono sempre fare.

Vantaggi del Vespaio e alternative al vespaio

La domanda a questo punto è:

  • Vale la pena di spendere decine di migliaia di euro per fare un vespaio?
  • Con il vespaio non avrò più problemi di umidità in casa?
  • Esiste un’alternativa al vespaio valida o più economica?

Perfino i produttori di igloo e i “vespaisti” sono abbastanza vaghi nel definire quali siano le reali potenzialità e vantaggi di un vespaio aerato.

Forse nessuno lo sa veramente.

Un motivo valido per fare un vespaio aerato è eliminare infiltrazioni di gas radon dal terreno.

È un gas nocivo per l’uomo, ma prima verifica se è presente nella zona.

Il radon c’è solo in certe zone ben conosciute, o può essere verificato con appositi strumenti.

Inoltre basta arieggiare e il radon si elimina molto facilmente dato che è un gas molto scarso ma purtroppo è radioattivo.

Non serve proteggersi dal radon se non c’è.

Altro motivo per fare il vespaio areato, è isolare dal freddo, dal terreno e dall’umidità nel pavimento.

Ma è veramente necessario tutto quell’isolamento sotto la casa?

E cosa succede nella stogione calda?

Ultimamente le ristrutturazioni hanno incentivi sul risparmio energetico.

Tutti gli incentivi puntano a ridurre le emissioni.

Il risultato è che la moda è isolare le case fin troppo.

E così assistiamo al flop delle case nuove in Classe A dove non passa un filo d’aria e sono invase dalla muffa.

Quando hai una casa con cappotto esterno, tetto super coibentato e infissi della “Nasa” ti resta solo la base della casa per dissipare calore in estate,  ma se sotto c’è un vespaio di igloo di plastica?

La casa è “incartata.”

E se hai fatto tutto rigorosamente di polistirene invece che di materiali traspiranti il risultato è che la bella casetta anni 50 o cascina del 900 di mattone pieno è diventata una scatola di plastica piena di umidità.

Se fare o no il vespaio aerato o dovrebbe essere studiato caso per caso.

Anzi casa per casa.

Una casa in montagna non è una casa in pianura padana, e le cascine dell’oltre Po pavese hanno un ambiente diverso da quelle del sud Italia.

L’umidità di risalita le colpisce tutte indistintamente, (e su quella il vespaio abbiamo già detto che non fa niente) mentre il radon, l’umidità ambientale e il clima sono completamente diversi da una zona all’altra.

Alternativa al vespaio.

Spesso ci chiamano per una cantina, taverna o seminterrato che si vuole risanare o rendere abitabile.

Di solito hanno già preventivi e tutti consigliano di sventrare il pavimento e spendere un sacco di soldi per un vespaio aerato con gli igloo ecc.

Fare il vespaio sotto terra è ancora più rischioso dato che i famosi tubi per l’aerazione devono andare al piano di sopra… (e se ne vedono di tutti i colori di “soluzioni” inusuali)

Possibile che non si possa sistemare una casa, una taverna o un seminterrato senza un alternativa al vespaio?

E se lo spazio per scavare non ci fosse?

(Di solito quando ci chiamano il vespaio l’hanno già fatto. Ovviamente non ha funzionato per l’umidità di risalita e tantomeno contro-terra che è l’umidità tipica degli scnatinati, taverne e cantine!)

  • Di solito le taverne o seminterrati soffrono di umidità di risalita
  • Umidità di controterra o spinta laterale cioè umidità che arriva dal lato del muro contro la terra non isolato.
  • Scarsa aerazione e ponti termici che causano umidità di condensa.
  • A volte il pavimento è molto freddo e si forma condensa specialmente in estate.

Ci sono 12 tipi diversi di umidità.

Fortunatamente esiste più di un’alternativa al vespaio aerato.

Una valida alternativa al vespaio per isolare un pavimento è un pavimento sopraelevato.

O un micro vespaio di pochi centimetri.

Un massetto a secco isolato con materiali traspiranti e naturali.

Così non si deve riempire tutto il pavimento di acqua che richiede mesi o anni ad asciugare e spesso va a finire sui muri.

Poi ci sono le lastre per massetto in vetro cellulare che fanno una barriera totale all’umidità e sono un ottimo isolate termico e c’è una versione che certificata anche contro il gas radon.

Isolanti nano con spessori minimi come l’Aerogel.

aerogel alternativa al vespaio
pannelli aerogel nanotecnologia isolante traspirante

Un solo centimetro di aerogel isola come 8 cm di polistirolo ed è completamente traspirante.

Si può creare una barriera al freddo e al vapore di eccezionale efficacia con alcuni di questi materiali citati sopra, lasciare traspirare il pavimento senza perdere centimetri e senza bisogno di sventrare la casa con un vespaio, che soprattutto negli scantinati difficilmente può essere fatto a regola d’arte con le bocchette di aerazione corrette come descritto sopra.

Fare un vespaio significa distruggere il pavimento, gli impianti, un lavoro molto invasivo che in questo modo può essere evitato.

Una barriera vapore, il vetro cellulare, il massetto a secco, le palline di legnocemento o l’Aerogel si possono tutte applicare a secco anche sopra un pavimento già esistente e usano pochissimi centimetri di spazio.

Si può posare un pavimento sopraelevato di pochi cm o flottante, risolvendo i problemi di isolamento con meno spesa, meno lavori, meno sporco  e senza distruggere tutto.

Per isolare il pavimento da umidità e freddo ci sono valide alternative al vespaio aerato, con igloo ecc.

Come il massetto a secco con isolanti naturali a prova di umidità e muffe.

Non si utilizza alcuna acqua per farlo e se non ci sono infiltrazioni di acqua liquida dal basso è eccezionale. Se ci sono si possono prevedere altre barirere a secco e senza tanti scavi profondi.

POi sopra le guine isolanti, i pannelli o massetti a secco si possono posare pavimenti di piastrelle o legno o microcemento, resina o ancora meglio meglio di cocciopesto, probabilmente il rivestimento più adatto ed estetico per un restauro di una vecchia casa.

Il cocciopesto è anche molto più resistente all’umidità di risalita, sali ecc.

Il cocciopesto ha un effetto estetico notevole.

La calce naturale e il cocciopesto usati per intonaci e pavimenti sono sempre i materiali migliori per il restauro e la ristrutturazione di vecchie case o cascine.

Ci sono anche le soluzioni semplici e meno costose perché specialmente quando si ha a che fare con cantine o taverne non sempre il budget è alto.

Ognuna di queste soluzioni per il pavimento (così come il vespaio aerato) NON FA NULLA all’umidità di risalita nei muri!


Spesso ci chiamano per umidità in vecchie case ristrutturate con prodotti cementizi.

Intonaci macroporosi, anti umidità, a “base di calce” che però sono pieni di cemento. Non hanno funzionato perché non erano materiali adatti per l’umidità e il restauro anche se la pubblicità lo diceva.

Materiale meno costoso e più veloce da applicare che non regge l’umidità e ha poco a che fare con il restauro e il confort abitativo ed estetico di una vecchia casa.

A volte il vespaio aerato è la soluzione corretta e più economica.

Se è una soluzione valida si fa un vespaio a regola d’arte e si risolve l’umidità di risalita dei muri usando altri sistemi.

Sull’umidità di risalita dobbiamo metterci in testa che il vespaio non serve a niente.

Ci sono altre soluzioni per la risalita, sia invasive che non invasive.

Per l’aereazione dei seminterrati e taverne ci sono varie soluzioni.

Ventilazione meccanica controllata centralizzata o da parete, con recupero di calore o senza.

Per l’umidità laterale ci sono varie alternative tra cui alcune leggendarie e inutili per l’umidità: contro pareti di cartongesso, lana di roccia e gasbeton.

La tradizione infatti sono le contro-pareti di tavelloni o cartongesso.

parete cartongesso umidità
Risultato di una parete di cartongesso su muro umido. Tagliando il cartongesso si vede cosa succede sotto.

Riempite di polistirolo o di lana di roccia.

Tutte “soluzioni” che non fanno altro che mascherare l’umidità.

Durano quanto serve per vendere una casa e poi si rivelano in tutto il loro orrore.

Non farti abbindolare.

Il cartongesso e il polistirolo sui muri umidi sono un disastro peggiore del vespaio nel pavimento.

Sui muri vecchi e umidi non servono a niente e creano solo muffa e odori.

Molto meglio usare il precursore del cartongesso. 

La canna palustre con sopra l’intonaco di calce naturale.

L’alternativa al vespaio se il problema è solo la risalita

Se durante una ristrutturazione ti propongono il vespaio per migliorare l’isolamento, per il gas radon ci può stare, valutando i costi e i benefici.

Se ti propongono il vespaio come soluzione all’umidità di risalita, allora no.

Non farlo e cerca un’alternativa al vespaio.

Informati su cosa effettivamente può fare o non fare un vespaio.

E sulla risalita può fare ben poco o niente.

Per l’umidità di risalita si possono usare dispositivi di inversione di polarità.

Per male che vada non ti distruggono la casa e non ti costano un occhio della testa.

Oppure usare intonaci risananti non “a base” di calce ma di sola calce idraulica naturale senza cemento.

O altre tecniche adatte alla situazione.

Da valutare dopo un sopralluogo.

HAI UNA CASA UMIDA O DA RISTRUTTURARE?

TI HANNO PROPOSTO UN VESPAIO AERATO PER RISOLVERE L’UMIDITÀ?

VUOI SAPERE SE C’È UN’ALTERNATIVA AL VESPAIO AERATO?

COMPILA IL MODULO SOTTO E RICHIEDI UN SOPRALLUOGO.


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Antimuffa Naturale – Eliminare la Muffa Fai da Te

Esiste un antimuffa naturale?  Funziona?

Eliminare muffa fai da te è possibile o è una perdita di tempo?

  • L’interesse per l’ambiente ti fa cercare soluzioni naturali.
  • L’arte di arrangiarsi ti fa cercare soluzioni fai da te.

Disinfestare le muffe però non è materia per fai da te, né da affidare al “cugino imbianchino.”

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Ministero della Salute svizzero e  italiano, le muffe possono essere pericolose.aspergillus-flavus-muffa-cancro

Possono causare allergie e danni alla salute.

  • Vanno eliminate da case e luoghi di lavoro
  • non dovrebbero essere trattate da personale incompetente
  • dopo averle rimosse deve essere eliminata la causa

La candeggina o il “rimedio antimuffa naturale” che trovi su internet va bene solo se devi  eliminare poca muffa appena formata.


Cos’è un antimuffa naturale?

Vari siti di fai da te spiegano i metodi “per antimuffa naturale” e “fai da te”.

Riassumiamo i più famosi metodi “naturali” di internet per eliminare muffa:

  • candegina varecchina antimuffa
    La varecchina o candeggina è ipoclorito di sodio. Il potere disinfettante è dato dal cloro. La diluizione attuale della candeggina dei supermercati può andare dal 1% al 15% (più spesso è il 2-3% con aggiunta di profumo) – La “varechina” era molto concentrata.

    Mistura di 700 ml d’acqua
    2 cucchiai di acqua ossigenata al 3%
    Due cucchiai di bicarbonato di sodio
    2 cucchiai di sale fino

  • 100 ml di alcol alimentare
    15 gocce di olio essenziale di lavanda
  • Misture a base Olio di Tea Tree o oli essenziali

    100 ml di aceto di vino bianco
    15 gocce Olio di Tea Tree

    100 ml di aceto di vino bianco
    100 ml di acqua di rubinetto
    10 gocce di olio essenziale di lavanda
    10 gocce di Tea Tree Oil
    5 gocce di olio essenziale di limone

    200 ml di acqua di rubinetto
    200 ml di aceto di mele
    15 gocce di olio essenziale di manuka
    10 gocce di olio essenziale di cannella

    50 grammi di bicarbonato di sodio
    10 gocce di Tea Tree Oil
    1 cucchiaino di detersivo per i piatti
    Acqua
  • Miscugli di limone sale aceto sono un antimuffa naturale ecc.
  • Lampade di sale dell’Himalaya o altro.
    Varie versioni di quanto sopra chiamate “rimedio antimuffa della nonna“.

In realtà il “rimedio antimuffa della nonna” era la candeggina che al tempo si chiamava varechina e sarebbe ipoclorito di sodio.

La varechina era più concentrata e potente della candeggina profumata che trovi al supermercato.L’


L’ antimuffa naturale o fai da te funziona?

Cattiva notizia: i rimedi internettiani per eliminare la muffa di solito non funzionano.

Considera che un trattamento biocida disinfestante professionale per muffa richiede ore di applicazione.

Pensi veramente che pochi minuti di candeggina o di antimuffa naturale funzionino meglio?

Perché non funziona l’antimuffa naturale?

  1. La muffa viene solo pulita o sbiancata – non viene disinfestata in profondità.
    Le spore invisibili rimangono. Per di più, toccandole, passando stracci ecc. volano dove prima non c’erano.
  2. Non viene risolto il motivo per cui si forma la muffa.

Non fa nessuna differenza se usi candeggina, spray del colorificio o un “antimuffa naturale”. Anzi è meglio se usi la candeggina, tanto qualsiasi cosa ci sia nell’antimuffa naturale che lo fa funzionare sarebbe una molecola chimica.

Se hai un po’ di muffa va bene qualsiasi rimedio. Basta che la pulisci.

Se hai muffa estesa o che continua a riformarsi, nessun fai da te o antimuffa naturale del blog delle mamme natura funzionerà.

Eliminando la causa, la muffa scompare e non si riforma.


Esiste un antimuffa naturale o chimico efficace e definitivo?

La risposta è NO. Sopratutto se parliamo degli intrugli descritti sopra.

Nemmeno un antimuffa chimico può essere considerato “definitivo.”

pulitore antimuffa naturale
Il pulitore naturale e protettore muffa della Naturalia è accompagnato anche dalla Pittura antimuffa di calce naturale

In commercio esistono ottimi disinfestanti chimici per uso professionale e ottimi pulitori muffa abbastanza naturali.

Es: Naturalia Bau produce un pulitore e antimuffa naturale in 2 parti.

Ottimo se ami soluzioni bio o se ci sono bambini o per pulire i mobili senza aggredirli con sostanze chimiche.  

  • La prima parte serve a togliere la muffa in modo naturale senza sostanze chimiche.
  • La seconda è un antibiotico naturale per prevenire la formazione della muffa.

Il prodotto funziona ed è duraturo, sopratutto se poi dai la pittura di grassello di calce naturale contenuta nel kit.

Ma attenzione: non si può dire che sia un rimedio definitivo per la muffa.

Dipende da cosa causa la muffa.

applicazione di cappotto interno antimuffa in pannelli di silicato di calcio e calce naturale

Infatti la stessa ditta che lo produce lo consiglia come parte di un sistema definitivo che prevede:

  • spray pulitore muffa e antibatterico naturale
  • cappotto traspirante antimuffa naturale in calce e fibra
  • intonaco e finitura in calce idraulica naturale
  • pittura antimuffa in grassello di calce idraulica naturale
  • verifica infiltrazioni, perdite da tubi e umidità di risalita.

E ovviamente la corretta aereazione dei locali.


Cappotto interno antimuffa traspirante naturale

Una soluzione efficace per la muffa è risolvere i ponti termici dove si forma la condensa in inverno.

Le pareti fredde o angoli freddi sono soggette a muffa, applicando un cappotto interno traspirante si risolve il problema della muffa e si migliora anche l’isolamento e il riscaldamento della stanza.

Sequenza del cappotto interno antimuffa:

Il cappotto si può eseguire solo dopo aver disinfestato bene le muffe e le spore ed eliminato qualsiasi infiltrazione o causa di muro umido. Se necessario usare essicazione forzata delle murature.

  • Applicazione di pannelli minerali isolanti, traspiranti, a capillarità attiva, alcalini e antimuffa con malta traspirante dalle stesse caratteristiche di traspirabilità, alcalinità ecc.
  • Rasatura e finitura con intonaco traspirante alcalino
  • Pittura antimuffa traspirante alcalina.
  • Istruzioni per arieggiare correttamente o installazione di Ventilazione Meccanica come necessario.

Con questo cappotto interno antimuffa (che noi eseguiamo di routine) hai garanzia di risultato al 100% – ed è un metodo antimuffa naturale.


Il segreto per eliminare la muffa è trovare E RISOLVERE la causa.

La risoluzione della causa della muffa è la cosa che conta di più.

È qui si che vede il vero esperto o il dilettante.

Un cappotto interno antimuffa, che abbiamo descritto sopra elimina la muffa definitivamente solo se la causa erano le pareti fredde.

Se la causa era un’altra, cappotto o pitture termiche o antimuffa non funzioneranno.

Esempio: Se la causa della muffa sono infiltrazioni d’acqua, umidità di risalita o rotture di tubi ecc. bisogna risolvere quelli come prima cosa.

Muffa nelle case nuove con cappotto – anche in Classe A

Nelle case nuove la muffa di solito si forma perché sono troppo coibentate e manca l’aereazione.

In una casa nuova in classe A o B o con un cappotto esterno fatto bene non serve aggiungere un cappotto o pareti di cartongesso all’interno.

Molte case moderne sono scatole di cemento e polistirolo con finestre tipo “portellone della NASA” dove non entra e non esce un filo di aria.

L’umidità si accumula formando condensa e muffa.

Quindi non serve la pittura termica antimuffa o altri isolamenti.

In tal caso l’unico antimuffa naturale è l’aria!

Non “googlare “rimedio naturale per la muffa – basta arieggiare correttamente, installa una cappa aspirante in cucina che espelle all’esterno.

Se necessario installa un aeratore con recupero di calore o VMC.


Riscaldare Arieggiare Pulire sono i Veri Antimuffa Naturali

Eliminando le cause per cui si forma, la muffa sparisce naturalmente.

In inverno bisogna riscaldare e arieggiare la casa correttamente, regolarmente e uniformemente.

Senza chock.

Alcune abitudini “innaturali” che causano la formazione di muffa.

  • Lasciare la casa fredda e chiusa di giorno e poi alzare il riscaldamento al massimo al rientro la sera.
  • Fare la “nebbia” in bagno, poi uscire di casa e non arieggiare.
  • Stendere il bucato in casa, bollire ecc.
  • Lasciare le tapparelle abbassate tutto il giorno e la casa chiusa e fredda per giornate intere.
  • Avere una stanza caldissima con la stufa a pellet ecc. e altre stanze molto più fredde.
  • Lasciare vestiti sporchi, anche nelle ceste, o cibo sul tavolo, scarpe sporche di fango, biancheria bagnata dall’ultima partita di calcio ecc.
  • Lasciare aperto una basculante o finestra per ore in inverno.

Le muffe hanno bisogno di acqua (umidità) e cibo.

Lacqua la prendono dall’umidità di condensa e cosa credi che mangino le muffe?

Batteri e residui organici (come pellicine, polveri, o sporco sul muro) cellulosa (ecco perché il cartongesso lo adorano e come antimuffa non serve.)

Se correggendo queste abitudini, la muffa persiste è il momento di chiamare un esperto.


Diagnostica e sopralluogo per trovare le cause dell’umidità e muffa in casa

Ogni casa ha i suoi problemi e le giuste soluzioni.

Non c’è un rimedio naturale, macchinario o pittura che vada bene per tutti.

Abbiamo visto che per risolvere la muffa sui muri la prima cosa è trovare la causa.

Un sopralluogo tecnico di un esperto con la strumentazione adatta.

A volte è necessario usare sensori termo igrometrici per una o due settimane per registrare la risposta della casa alle attività degli abitanti.

Come minimo bisogna misurare le temperature e umidità dei muri e dell’aria.

Le termografie delle pareti possono essere utili in questi casi.

La ricerca di infiltrazioni.

L’umidità e la formazione di muffa sono fenomeni naturali conosciuti, possono essere misurati.

Possiamo prevedere a che temperatura o condizioni si formerà la condensa e quindi evitarla.

Quella è la vera soluzione “naturale” alla muffa. Evitare che si formi.


Falsi Esperti e Venditori di Soluzioni per muffa

Oltre agli inutili rimedi “fai da te” che trovi su internet, ci sono gli “esperti.”

Arrivano, danno un’occhiata in giro e dicono “la soluzione è questa macchina, o questa pittura ecc. firma oggi che c’è lo sconto.”

Questi sono solo venditori non sono esperti.

Hanno una “soluzione prefabbricata” da vendere a tutti ancora prima di vedere!

Si va dal classico parete di polistirolo e cartongesso, ai leggendari buchi nei muri fino a macchinari strani o pitture fantascientifiche che fanno cose incredibili.

Altri esperti di umidità ti chiedono 1500€ solo per dirti qual è il problema. Ma non lo risolvono. Ti consigliano.

Se non funziona ti dicono cosa hanno sbagliato “gli altri.”

Meglio affidarsi a chi ti fa la diagnostica e contemporaneamente ti risolve il problema.

Risparmi soldi e hai un unico responsabile di ottenere il risultato.


Qual è rimedio antimuffa più naturale ed efficace?

Esistono dei metodi efficaci di eliminare la muffa naturali anche se fatti da macchine.

Uno di questi è l’aerazione. La Ventilazione Meccanica Controllata.

È una soluzione naturale dato che usa solo aria e migliora il clima interno della casa.

aeratore con recupero di calore aerotube
Nuovo aeratore con recupero di calore Aerotube Siegenia

Nelle case nuove o con cappotto e vetri termici i problemi di muffa sono causati 90% da cattiva circolazione dell’aria.

Muratori o imbianchini lo intuiscono e ti propongono idee strane tipo “fori per far circolare l’aria.”

Cosa serve avere case che si riscaldano in fretta per risparmiare se poi le devi bucare e far entrare il freddo?

La soluzione è installare macchine che arieggiano e fanno entrare aria più secca, pulita, filtrata e riscaldata in inverno.

Aeratori con recupero del calore non consumano energia per riscaldare l’aria in entrata.

Recuperano il calore mentre espellono l’aria viziata calda e umida. Sono ecologici.

ventilazione meccanica controllata da parete o centralizzata: un antimuffa naturale.

Arieggiando correttamente si elimina l’umidità in eccesso e la muffa non può più vivere.

Se la stanza dove si forma la muffa non è ben riscaldata, è fredda, ha un’infiltrazione, o ponti termici (punti meno isolati e quindi più freddi in inverno) – l’aerazione meccanica non è la soluzione.

Bisogna correggere i ponti termici con un cappotto interno o esterno, ma non polistirolo e cartongesso!

Quando le temperature interne ed esterne sono simili, fuori è umido, o stendi il bucato, l’unico modo di abbassare l’umidità è usare un deumidificatore elettrico.

Inutile cercare la soluzione naturale perché in quel caso non esiste.


la disinfestazione muffe con le microonde.

microonde per eliminare muffa
Le microonde oltre ad eliminare le muffe fanno evaporare l’umidità nel muro.

Le microonde uccidono muffa, acari, insetti, tarli, incluso spore e uova di insetti, senza sostanze chimiche, senza insetticidi. In pochi minuti.

Le macchine a microonde si appoggiano sul muro umido o con muffa o sulla trave di legno.

Disinfestano la muffa con il calore.

Evapora l’umidità dal muro o legno senza intaccare le parti asciutte.

È un’antimuffa naturale anche se fatto con una macchina.

Correggere ponti termici per risolvere la muffa IN MODO NATURALE.

Risolvere i ponti termici di una casa è un metodo naturale per eliminare la muffa.

cappotto-silicato-di-calcio-antimuffa-naturale
Cappotto in silicato di calcio

Aumenta l’isolamento della casa e la temperatura del muro.
Eliminando la formazione di condensa, questo si ottiene con un cappotto esterno ben eseguito, possibilmente di materiali traspiranti e naturali e non polistirolo.

O un cappotto all’interno per isolare solo le pareti più fredde, angoli, bordi finestre ecc dove si formano le muffe utilizzando pannelli traspiranti.

Esempio: Pannelli di silicato di calcio.

Alzano la temperatura della parete, sono traspiranti, assorbono umidità e creano un terreno alcalino dove la muffa non può vivere.

aerogel-cappotto-interno-antimuffa
Aerogel con sughero

Esistono molti materiali che si possono usare per fare un cappotto interno naturale e traspirante.

  • Calce e fibre
  • sughero,
  • calce e canapa,
  • aerogel,
  • silicato di calcio,
  • fibre di legno ecc.

Si possono anche fare insufflaggi nelle intercapedini delle pareti o sottotetti, anche in questo caso si possono usare materiali naturali invece che il poliuretano.

Il polistirolo e il cartongesso non vanno mai usati su muri umidi, muffa e umidità di risalita.


Altri rimedi naturali per la muffa.

Un altro naturale antimuffa sono gli intonaci, gli stucchi e le pitture di calce idraulica naturale.

Invece di usare cemento e gesso usare:

  • Stabilitura di calce idraulica naturale,
  • Stucco veneziano,
  • Tonachini,
  • Pitture di latte o grassello di calce,
  • Pitture ai silicati

Tutti prodotti traspiranti, naturali, alcalini che fanno da antimuffa naturale.


CERCARE SUL WEB i rimedi fai da te di ELIMINARE la muffa non serve

Invece di cercare su google “rimedi naturali antimuffa” perché non cercare “rimedio definitivo muffa”?

Per maggiori informazioni o per una soluzione duratura o definitiva per il tuo problema specifico di umidità e muffa:

CONTATTACI OGGI STESSO COMPILANDO IL MODULO SOTTO

Nota: Rispettiamo la tua privacy. Non daremo il tuo contatto ad altre ditte o call center. Lo useremo solo per inviarti le nostre risposte e novità e potrai cancallare o modificare i dati in qualsiasi momento.

Tutto sul deumidificatore: Serve per l’umidità di risalita?

Il deumidificatore è un elettrodomestico molto utile per diminuire l’eccesso di umidità ambientale (es: sopra al 60%).

Eccesso di umidità che provoca muffe, condense, danni alle murature e alla salute.

A volte le case soffrono di umidità di risalita o di infiltrazioni.

In questo caso un deumidificatore può avere effetti collaterali indesiderati.

Scopri perchè in questo articolo.

Tipi di deumidificatore

Deumidificatore a sali.

sale assorbe deumidificatore umidità
Sale deumidificatore umidità?

Il modello “casalingo” è descritto in tutti i siti di “fai da te” o sulla casa.

Devi mettere sale da cucina nelle bottiglie, calze o fagotti.

Il sale assorbe umidità dall’aria e contribuisce (leggermente) a diminuirla.

Se posto davanti ad una finestra può aiutare ad eliminare la condensa.

Ovviamente non è un vero deumidificatore.

Non aspettarti che succeda granché con questi deumidificatori casalinghi.

Se la casa è molto umida, c’è muffa o umidità di risalita non farà niente.

La versione più evoluta di questo sistema si trova al supermercato:

Scatolette deumidificanti a sali

deumidificatore-scatoletta

Contengono un sale di calcio che assorbe umidità, molto più del sale da cucina.

  • Assorbendo acqua (umidità) dall’ambiente si scioglie e cola in una vaschetta.
  • Il liquido che si produce non è il massimo per l’ambiente. Non dovresti gettarlo nello scarico.
  • Può essere usato come diserbante o per sciogliere il ghiaccio in inverno.

Le scatolette deumidificanti vanno bene per piccoli spazi, uno sgabuzzino ma non fanno molto in un soggiorno o camera da letto.

Questi deumicatori in scatola fanno poco e soprattuto non fanno proprio niente all’umidità di risalita.

Per chi cerca una versione più estetica new age ecologica:

Lampade di sale

lamapada di sale per deumidificatore aria

È lo stesso principio del sale che assorbe umidità.

Queste lampade emettono anche una luce soffusa e si dice che abbiano altre proprietà oltre a deumidificare.

Come la versione casalinga e chimica anche le lampade a sale non sono efficaci se hai problemi di umidità ambientale.

Sicuramente non fanno niente per l’umidità di risalita.


Deumidificatori Elettrici

Ultimi ma non i peggiori sono i deumidificatori elettrici che ormai sono macchine piuttosto sofisticate e performanti.

Ce ne sono di vari tipi: a secco e a condensazione. Fissi e portatili.

Quelli fissi stanno sul muro e di solito sono anche condizionatori o climatizzatori.

La loro funzione “deumidificatore” non è come quella di una deumidificatore elettrico che fa solo quello e di solito si usano solo in estate.

In questo articolo non ci occupiamo dei modelli fissi e dei condizionatori d’aria. In ogni caso non funzionano per l’umidità di risalita e nemmeno per umidità ambientale in inverno.

Per approfondire il soggetto aerazione/deumidificazione vedi ventilazione meccanica controllata centralizzata.

Deumidificatori elettrici a secco

L’aria umida è aspirata e spinta da una ventola contro un sale che assorbe molto l’umidità.

Di solito sono palline di gel di silice, quelle che trovi in piccole bustine con per proteggere dall’umidità i materiali elettronici.


Il deumidificatore a condensazione.

deumidificatore elettrico

Sono i deumidificatori più comuni e performanti.

Diminuiscono il tasso di umidità facendo condensare il vapore acqueo che c’è nell’aria.

  • Si fa “scontrare” l’aria umidità con una superficie molto fredda e si condensa.
  • Come quando si forma la condensa sui vetri freddi o apri la porta del frigo in estate e si bagnano le lattine ghiacciate.
  • All’interno del deumidificatore c’è un gas che viene compresso e raffreddato.
  • L’aria umida è spinta contro il contenitore freddo e condensa, formando gocce che diventano litri di acqua.
  • L’acqua viene raccolta in una vaschetta o diretta nello scarico.

Ci sono molti modelli di deumidificatori domestici con diverse potenze refrigeranti e dimensioni della vaschetta.

Occhio alle manopoline varie.

Rotelle e meccanismo vaschetta estraibile.

Sono i punti più soggetti a rottura.

Verifica che siano robuste e che ci sia una funzione “veloce” o “dry” da usare ad esempio quando ci sono panni stesi da asciugare o alta umidità.

Un’altra funzione da verificare è quella del risparmio energetico da usare in condizioni normali.

I migliori modelli hanno un igrometro incorporato.

Termoigrometro da casa
Termoigrometro misura Umidità Relativa, Temperatura e Punto di Rugiada (condensa). Con allarme rischio muffa.

Oppure ne puoi acquistare uno a poche decine di euro. Vedi foto.

Da ultimo ma non meno importante la rumorosità.

La maggior parte non è adatta in camera da letto.

Meglio spendere un po’ di più ed avere un modello silenzioso e che consuma meno.

Ma per deumidificare in inverno non c’è niente di meglio di una ventilazione meccanica controllata che se è di qualità sarà silenziosissima.


Quanto costa un deumidificatore dell’ARIA?

Un “fai da te” col sale costa pochi euro.

Le scatolette chimiche una decina di euro, i ricambi 2-4€

Le lampade a sale dai 15 ai 50€

I deumidificatori a secco costano meno di quelli a condensazione.

Di solito sono meno efficaci e hanno vaschette più piccole.

Sono però più silenziosi e più adatti alla camera da letto.

Un buon deumidificatore a condensazione domestico costa 3-500€.

Un deumidificatore industriale o professionale o da cantienre costa molto di più anche migliaia di euro.

Se devi usare un deumidificatore in ambienti freddi tipo interrati non riscaldati devi usare un modello con riscaldamento incorporato altrimenti si bloccherà.


Deumidificatori industriali o da cantiere

Sono potenti ma anche costosi e rumorosi non è il caso di acquistarli per un appartamento.

È possibile noleggiarli da una ditta specializzata per il periodo che serve in cantiere. (contattaci)

Ad esempio per asciugare più velocemente un intonaco bagnato, un massetto ecc.

deumidificatore industriale

Le versioni industriali hanno una grande capacità e velocità di deumidificazione.

Possono funzionare molte ore mandando scaricando molti litri d’acqua al giorno.

Un deumidificatore industriale consuma energia ed è usato per asciugare ambienti molto umidi o bagnati a causa di un allagamento, lavori edili ecc.

Alcuni modelli hanno anche un riscaldatore che produce calore per asciugare più velocemente. In tal caso il consumo è molto elevato.

Oppure un refrigeratore in estate.

riscaldatore elettrico per deumidificare

I riscaldatori ventilatori o raffreddatori esistono anche separati.

Il riscaldatore alza la temperatura facendo evaporare più velocemente l’umidità dal muro bagnato.

Contemporaneamente il deumidificatore condensa e raccoglie l’umidità o la espelle nello scarico.

  • Un locale che ha subito un allagamento si può asciugare molto più velocemente con questi apparecchi.
  • La deumidificazione “naturale” potrebbe richiedere mesi o anche anni (dipende dall’allagamento, dal meteo e dall’ambiente).
  • Nel frattempo si formeranno muffe, intonaci e pitture che si scrostano.
  • Per accelerare la deumidificazione dopo un allagamento si può usare anche la deumidificazione a microonde, e a raggi IR, da sola o assieme ai deumidificatori. Contattaci se hai subito un allagamento.

Umidità di condensa e deumidificatore

L’uso del deumidificatore elettrico per eliminare l’umidità ambientale in eccesso è funzionale ma non è una soluzione definitiva ed è anche costoso.

Se a tua casa soffre di troppa umidità, condensa e formazione di muffe durante l’inverno è possibile che la causa sia una di queste:

a) Infiltrazioni

b) Ponti termici (punti più freddi e meno isolati nelle pareti, angoli, attorno a finestre ecc).

c) Cattiva o scarsa aerazione, specialmente nelle case moderne e con cappotto di polistirolo e infissi termici.

d) Troppi strati di pitture non traspiranti.

Se hai sempre umidità, condensa e muffe richiedici un sopralluogo tecnico per trovare la causa e il giusto rimedio.

Il deumidificatore va benissimo per diminuire l’umidità e migliorare il clima temporaneamente, soprattutto in quei periodi in cui le temperature tra interno ed esterno non sono molto diverse. In quei giorni di metà stagione anche arieggiare produce scarsi miglioramenti e l’unica soluzione efficace è accendere un deumidificatore elettrico.

Durante l’inverno invece si dovrebbe agire su riscaldamento, isolamento delel murature e corretta aerazione dei locali.

E usare il deumidificatore meno possibile.

I metodi per risolvere l’umidità di condensa in casa includono:
  • disinfestare e tenere pulito
  • riscaldare
  • isolare
  • raffreddare
  • arieggiare
  • deumidificare

Tecnologie che vanno usate tutte ma solo quando servono.


Umidità di risalita e deumidificatore

Usare un deumidificatore di qualsiasi tipo in presenza di umidità di risalita può avere effetti collaterali spiacevoli.

Perché?

Vediamo cos’è l’umidità di risalita, senza entrare in spiegazioni tecniche.

Non sono tutti d’accordo su come faccia l’acqua a risalire sui muri.

L’umidità di risalita è il comportamento dell’acqua a contatto con le murature.

L’umidità risale verso l’alto.

Come un biscotto appoggiato nel latte, s’inzuppa, sale e si sgretola.

  • Un muro di mattoni nel terreno senza un isolamento “puccia” acqua dal terreno e l’umidità risale su per il muro.
  • Fino a qualche decennio fa tutte le murature erano affondate direttamente nel terreno.
  • Le fondazioni non erano isolate o avevano isolamenti che col tempo si sono corrosi.
  • Il risultato è che l’acqua risale dal terreno. Vincendo la forza di gravità.

Anche se un muro è ben isolato, quando viene colpito da acqua (ad esempio un tubo rotto o infiltrazione dal marciapiede) l’acqua risale lungo il muro.

Chiamiamo umidità di risalita solo quella che arriva dal terreno e risale in alto i muri.

Alcune persone, tecnici e profani confondono altri tipi di umidità con l’umidità di risalita, solo perché l’umidità “risale” non significa che viene dal terreno.

Per maggiori informazioni sui vari tipi di umidità clicca qui.


Deumidificatore e risalita dell’umidità.

Perché non si dovrebbe usare un deumidificatore per l’umidità di risalita?

Il deumidificatore diminuisce l’umidità ambientale e migliora il clima.

Appena il clima diventa più secco, altra umidità risalirà dal terreno e poi evaporerà dal muro umido.

Entrando in casa farà di nuovo aumentare l’umidità ambientale.

Che il deumidificatore farà condensare nella vaschetta.

E il ciclo si ripete continuamente.

A parte il consumo continuo di elettricità che cosa succederà nel muro?

Se il muro era bagnato per un’infiltrazione o allagamento ad un certo punto l’acqua finisce ed il muro è asciutto.

Ma se l’umidità arriva dal terreno (umidità di risalita) attraverso le murature non finirà mai e continuerà ad arrivarne, peggiorando la situazione.

Si crea continuo afflusso di acqua che sale dal terreno arriva in superficie dell’intonaco, evapora, viene eliminata e così via.

Se normalmente salirebbero X litri di acqua in un giorno, usando un deumidificatore ne risaliranno molti di più.

umidità di risalita deumidificatore
I sali evaporando rompono intonaci e pitture. Con il deumidificatore il processo si accelera attirando nuova umidità e nuovi sali dal terreno che poi evaporeranno e aumenta il degrado.
 

L’acqua risalendo dal terreno si porta dietro dei sali.

Sali che trova nel terreno e nei materiali.

Quando l’umidità evapora dal muro, i sali cristallizzano e rompono l’intonaco; fuoriesce quella tipica barbetta bianca e salata.

Poiché sono i sali che rompono il muro e non l’umidità, attirando continuamente acqua dal terreno si continua a far cristallizzare i sali ed degradare sempre più l’intonaco e le pitture, finché si cominciano a degradare le murature stesse.

Si chiama “effetto stoppino”. Come la candela che quando brucia continua a “aspirare” altra cera da bruciare.

È una delle tre caratteristiche dell’umidità di risalita.

È giusto usare il deumidificatore con umidità di risalita?

Certi siti o esperti dicono che non devi mai usarlo.

Non è vero.

Devi solo sapere come usarlo.

Usandolo avrai il vantaggio di diminuire l’umidità ambientale e avere un clima migliore e meno umido in casa. 

E tre svantaggi:

  • Consumi un sacco di corrente
  • Devi continuamente svuotare le vaschette
  • Il muro si degrada molto più velocemente per effetto dei sali.

COSA SI DEVE FARE PER L’UMIDITÀ DI RISALITA?

Se c’è umidità di risalita puoi usare un deumdificatore solo dopo che hai “fermato” la risalita. E se la fermi, col tempo non ci sarà più bisogno neanche del deumidificatore.

Per risolvere l’umidità di risalita ci sono barriere di tipo invasivo e non.

In case normali e già abitate preferiamo usare metodi non invasivi e barriere invisibili come l’inversione di polarità.

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HAI PROBLEMI DI UMIDITÀ IN CASA?

MUFFA SUI MURI?

UMIDITÀ DI RISALITA?

HAI AVUTO UN ALLAGAMENTO O INFILTRAZIONE?

La prima cosa è scoprire la vera causa dell’umidità altrimenti ognuno ti dirà una cosa diversa e la sua “soluzione”, rischi di spendere soldi senza risolvere.

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Umidità Ideale in Casa, Umidità e Temperatura idela. Occhio alle 3 Bufale

Qual è l’umidità ideale in casa?

E la giusta temperatura in casa? È possibile avere un clima ideale in casa?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ambienti umidi e mal ventilati possono aggravare malattie respiratorie e allergie.

Per vivere bene è necessaria sia una temperatura che un umidità ideale in casa e luoghi di lavoro.

In rete trovi molti articoli che ne parlano, e parecchie stupidaggini su quanto dev’essere l’umidità in casa!

La maggior parte sono copia-incollati da un sito all’altro.

Si trovano anche falsità come la bufala che: a 18° di temperatura l’umidità dovrebbe essere del 100%  – (A volte scrivono 80% o numeri a caso). (edit: ormai molti hanno corretto copiando da questo articolo…)

umidità ideale in casa
A volte l’umidità in casa è tutto tranne che ideale


18° di temperatura con 100% di umidità significa avere la nebbia in casa!
(a qualsiasi temperatura il 100% di umidità significa condensazione e sopra al 65% significa rischio muffa.)

80% di umidità non è l’umidità ideale in casa. Sei a rischio muffa.

È un’umidità troppo alta e si può formare facilmente umidità di condensa e muffa sui muri.

Il 100% di umidità, come dice la parola stessa, significa che l’aria è satura di vapore acqueo!

Altro che clima e umidità ideale in casa!


CLIMA E UMIDITÀ IDEALE IN CASA?

Ognuno percepisce il freddo, il caldo e e l’umido in modo diverso, quindi c’è una componente soggettiva su cosa sia il clima ideale in casa.

È anche vero che l’umidità ci fa sembrare il caldo più caldo e il freddo più freddo e questo è un dato di fatto. Quasi banale.

Spesso si alza la temperatura in casa solo perché si sente “freddo” ma in realtà è umido. Oppure sono spifferi e “ponti termici” che danno un senso di disagio climatico.

Aumentando (troppo) la temperatura in casa (sopra i 20°) si creano più facilmente le condizioni che portano a umidità di condensa e formazione muffa in casa.

Oltre alle considerazioni soggettive c’è anche una componente normativa, scientifica e oggettiva per determinare il clima più sano in cui vivere. E quale sia la giusta temperatura e umidità ideale in casa.

Si ritiene che il corpo umano stia meglio ad una temperatura da circa 20° fino a 24° –

E ad una umidità relativa dell’aria tra il 40 e il 60% a qualsiasi temperatura.

Temperature estreme = molto calde o molto fredde danno meno fastidio al corpo umano se c’è “secco.”

20° e 50% di umidità sono la temperatura e umidità ideale in casa.

Cosa che non sempre si può avere, ma ci si può avvicinare. Ovviamente in estate le temperature saranno ben più alte e se è alta anche l’umidità dà molto più fastidio, ma noi stiamo parlando di umidità ideale in casa in inverno o quando le finestre sono chiuse. (cosiddetto clima indoor)

  • Al di sotto del 40% di umidità in casa il clima diventa troppo secco.
  • Le mucose tendono a seccarsi e si avrà spesso sete.
  • Prosperano i batteri e i virus favorendo le malattie respiratorie, raffreddori infuenze e tosse.

I neonati soffrono particolarmente di un clima secco, infatti spesso vengono consigliati gli “umidificatori” (che in case umide poi creano disastri…)

Al contrario in un clima troppo umido:

  • Al di sopra del 60% di umidità in casa il clima è troppo umido.
  • C’è il rischio di formazione di umidità di condensa.
  • Si possono facilmente formare le muffe e sopra il 70% è praticamente certo.

La muffa, i pollini, lieviti ecc prosperano in un clima umido. I virus nel secco.

Troppa umidità in casa (sopra al 65%) quindi favorisce le allergie e la formazione muffe sui muri.


COME AVERE UMIDITÀ IDEALE IN CASA

Così chiami l’”esperto” per risolvere il problema. Vedi la pubblicità su facebook.

Si leggono tante di quelle scemenze nelle pubblicità dei no-muffa che la terra piatta è quasi più seria.

La tinta “antimuffa traspirante lavabile” (o è lavabile o è traspirante o è antimuffa, decidetevi!) o la pittura termica consigliata dal “cugino imbianchino” – la costosissima “super pittura termica che ossigena e depura”, il “kit brevettato” fai da te usato da milioni di persone. Poi ci sono gli inutili “test per la muffa”, scopri se hai la muffa tossica e per finire macchinari costosissimi brevettati, o un bel cappotto interno di polistirolo e/o di cartongesso.

E sicuramente avrai trovato chi vuole farti un buco nel muro “per arieggiare” o “il cappotto all’armadio”.

Le abbiamo viste tutte dai vari esperti. Abbiamo visto anche ditte che espongono cartelli fuori dalle case “abbiamo deumidificato questa casa con successo” – in realtà hanno fatto un preventivo e detto al proprietario che se accetta di appenderlo, se poi accetterà il preventivo riceverà uno sconto. 🙂

Non eliminano mai veramente la muffa perchè vendono “soluzioni” prima di trovare la vera causa della muffa e dell’eccesso di umidità ambientale.

E quindi non creano umidità ideale in casa.


NORMATIVE SU CORRETTO CLIMA TEMPERATURA E UMIDITÀ IDEALE IN CASA

La legge italiana prevende che la temperatura in casa nei mesi invernali con il riscaldamento acceso non debba superare i 20° il che rientra nella zona di clima ideale descritta sopra.

La legge prevede una tolleranza di + o – 1 grado.

20° con una umidità relativa massima del 65% rientra nella norma.

Non sempre la legge viene applicata, nei vecchi condomini in città come Milano ci sono spesso 23-25° in inverno e devono tenere le finestre aperte per avere una temperatura decente.

(Il che non sarebbe del tutto negativo dal punto di vista di umidità ideale in casa perché in questo modo li fa arieggiare moltissimo, peccato che sia un disastro ambientale, emissioni a manetta e con l’aumento dei costi dell’energia sarà un problema.)

Con l’introduzione delle valvole termostatiche e contatori di consumo le cose cambiano ma non per la muffa. E anche con le nuove caldaie e disposizioni per risparmiare.

Infatti qualcuno ha iniziato ad avere più problemi di umidità di condensa muffa e freddo in casa perché adesso ha temperature ben più basse e addio umidità ideale in casa.

Termoigrometro da casa per umdità ideale
Termoigrometro per controllare l’umidità ambientale. Un allarme muffa segnala il momento di arieggiare o intervenire!

In casa in inverno dovresti avere in media 18° in camera da letto e 20° nelle zone giorno.

Con una tolleranza di più o meno un grado.

Con umidità media del 50% a qualsiasi temperatura e quella è l’umidità ideale in casa.

Si può dire che 40% e 60% di umidità relativa siano il minimo e massimo.

65% è il massimo secondo le norme con una temperatura di 20°

Semplice no?

Di chi è la colpa se clima o umidità in casa non sono ideali?

Se in casa hai 20° e non più di 65% di umidità e nonostante questo si forma la condensa o muffa sui muri, allora colpa è della casa. (ci sono errori strutturali, progettuali o infiltrazioni ecc da trovare).

Se hai più del 65% di umidità in casa o non hai 20° potrebbe essere colpa di chi la abita che non riscalda e non arieggia correttamente la casa.

A volte è colpa della casa a volte dell’inquilino e nascono controversie.

Se  acquisti un igrometro-termometro puoi tenere umidità e temperatura sotto controllo.

Sopra i 65% di umidità relativa è allarme rosso, non è umidità ideale in casa.

Con umidità superiore al 65% la formazione di condensa o muffa in inverno è quasi certa.

La muffa fiorisce solo quando l’umidità in casa è in eccesso. Stiamo ovviamente parlando di stagione invernale. In estate con le finestre aperte è difficile avere un’umidità ideale in casa, se si tiene aperto si ha l’umidità in casa uguale a quella esterna.

In estate se hai uno scantinato o taverna attenzione a come lo arieggi.

In estate tieni le finestre chiuse e tapparelle abbassate durante le ore più calde per tenere più fresco e meno umido non ci sarà un’umidità ideale in casa però migliora.


Con Umidità Ideale in Casa non si Forma Condensa e Muffa:

La chiave per comprendere l’umidità di condensa è il Punto di Rugiada.

Punto di Rugiada umidità ideale in casa
Se l’umidità è eccessiva si condensa su materiali più freddi

Ad ogni coppia temperatura e umidità, c’è un punto (una temperatura) in cui l’umidità nell’aria si condensa sottoforma di goccioline d’acqua.

Si tratta di una temperatura ben precisa detta Punto di Rugiada.

A 22° di temperatura e 70% di umidità – il punto di rugiada è 16.3°  (vedi tabella o calcolatore punto di rugiada)

È molto facile in inverno, specialmente di notte quando il riscaldamento è basso o spento e all’esterno è più freddo, – che un angolo tra parete e soffitto o pavimento sia a 16.3° o anche più freddo!

Perciò in quel punto si avrà condensazione a aumento dell’umidità relativa.

Non è di certo il clima o l’umidità ideale in casa, specialmente nella camera da letto.

In quelle zone crescerà la muffa.

Perché la muffa ha bisogno di umidità per vivere. (Nota bene: per formarsi muffa non è necessario che si arrivi alla condensa, si forma già prima (al 80%).

È possibile misurare caso per caso quando e dove succederà.

NOTA BENE: per fare questi calcoli serve un’indagine termografica e igrometrica. Non una video conferenza o sopralluogo su whatspp con guru della muffa.

 Tabella Temperatura/Umidità e punto di rugiada.
Trova il punto dove inizia l’umidità di condensa e per capire come avere un clima e umidità ideale in casa.
Tabella punto di rugiada umidità di condensa e muffa
Ad ogni coppia temperatura-umidità corrisponde una temperatura in cui l’umidità condensa: detto Punto di Rugiada. Utile per avere un umidità ideale in casa.

Segui la tabella con un termoigrometro tieni sotto controllo l’umidità di condensa ed eviti la muffa.

Come abbiamo detto la muffa non ha bisogno che la tua parete arrivi al punto di rugiada per formarsi.

Anche se non si arriva alla formazione di condensa, la muffa può prolificare già al 80% di umidità superficiale e quindi cresce ad una temperatura di qualche grado più alta del punto di rugiada. (ci sono dei software e tabelle per calcolare queste cose che si applicano nelle varie zone d’italia a seconda del clima locale, tipo di casa etc).

Come avvicinarsi ad un’umidità ideale in casa

Quando l’umidità supera il 65% (in inverno) puoi aprire bene (spalancare) le finestre e diminuire l’umidità arieggiando e facendo circolare l’aria per pochi minuti. O usare un deumidificatore elettrico. Non lo “split” del condizionatore che serve solo in estate col caldo/umido.

Richiedi la nostra Guida gratuita su Come Evitare la Muffa arieggiando e riscaldando correttamente.

Se arieggiare e riscaldare correttamente non risolvere il problema è ora di un sopralluogo strumentale per scoprire cosa causa il problema e come risolverlo.

E iniziare ad avere un clima e umidità ideale in casa che tenga lontane le muffe.

Umidità Eccessiva in Casa Crea Condense e Muffe: un Ambiente Malsano.

Umidità e Muffe possono farti ammalare?

La risposta è nì, ma ciò che è sicuro è che dovresti evitare sia l’eccesso di umidità che la muffa in casa e dovresti chiamare un esperto se hai questi problemi che non si risolvono.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato le linee Guida “Umidità e Muffa, Linee Guida per la Qualità dell’Aria all’Interno di Edifici.”

Analizza l’influenza sulla salute degli edifici affetti da umidità, muffa e cattiva ventilazione.

L’OMS ritiene che favoriscano una serie di malattie respiratorie e allergie e che contribuiscano anche a mal. Specialmente nei bambini.

Da alcuni anni si parla di “sick building” cioè di “edificio malato” = che favorisce malattie.

Molte persone soffrono di “sick building syndrome” cioè sono malate a causa del tempo passato dentro ad edifici malsani.

Il che non ha niente a che vedere con la famosa “muffa tossica” o “muffa cancerogena” su cui girano un sacco di bufale per spaventare la gente e vendere prodotti antimuffa a caro prezzo.


UMIDITÀ IDEALE IN CASA. CLIMA IDEALE NEGLI EDIFICI.

Estratto dalle Linee Guida Organizzazione Mondiale Sanità su Umidità e Muffa negli Edifici.

Linee Guida Organizzazione Mondiale Della Sanità su Umidità e Muffa

L’eccesso di umidità danneggia la salute degli occupanti delle case, ed è anche un grave rischio per le strutture edilizie.

Rischia anche di far marcire le strutture in legno e favorisce la crescita microbica.

Anche i materiali da costruzione possono essere degradati dai processi chimici indotti dall’umidità.
Il controllo dell’umidità, compresa la ventilazione, è il metodo principale per limitare le muffe e gli acari.

È evidente che è necessario un sufficiente flusso di aria esterna per:
• ventilare e rimuovere sostanze inquinanti generate all’interno,
• per togliere umidità dell’aria interna o per diluirne la concentrazione a livelli accettabili per la salute e il comfort degli occupanti;
• impedire il degrado della costruzione.

Una ventilazione inefficace può portare a grave problemi di salute e danni alla costruzione.

Si dovrebbero evitare o ridurre al minimo l’umidità persistente e la crescita microbica (muffe) sulle superfici in quanto possono provocare effetti negativi sulla salute.

Gli indicatori di umidità e di crescita microbica includono:
• presenza di condensa su superfici o nei muri,
• muffa visibile,
• odore o percezione di muffa,
• danni causati dall’acqua anche in passato,
• perdite o penetrazione (come infiltrazioni e umidità di risalita.)

Dato che i rapporti tra umidità, esposizione microbica e effetti sulla salute non possono essere quantificati con precisione, non ci sono valori guida numerici o soglie che possano essere raccomandati per i livelli accettabili di contaminazione da microrganismi.

Invece, si raccomanda che le problematiche di umidità e muffa siano risolte quando si verificano.

Si dovrebbero risanare perché aumentano il rischio di esposizione a microbi e a prodotti chimici pericolosi.

Edifici ben curati, ben progettati e ben costruiti sono fondamentali per la prevenzione ed il controllo dell’eccesso di umidità e la proliferazione di muffe e microbi, impedendo l’ingresso di acqua liquida o vapore.

La gestione dell’umidità richiede un accurato controllo della temperatura e della ventilazione per evitare l’umidità in eccesso e la condensa sulle superfici e sui materiali.

La ventilazione dovrebbe essere uniforme e si dovrebbe evitare l’aria stagnante.

I proprietari degli edifici sono responsabili di fornire un ambiente di lavoro salubre e abitazioni private privi di umidità in eccesso e di muffe, assicurando una corretta costruzione e manutenzione.

Gli occupanti sono responsabili del corretto uso di acqua, riscaldamento, ventilazione e elettrodomestici in modo corretto per non causare un eccesso di umidità e la crescita di muffe.

L’Umidità interna è influenzata dai tassi di ventilazione.

La ventilazione in genere riduce i livelli di umidità.

Nelle case l’umidità è associata con l’aumento della crescita di microrganismi come muffa e batteri.

Umidità relative superiori a circa il 60% aumentano la proliferazione di muffa e acari della polvere.

I bassi tassi di ventilazione possono così aumentare la prevalenza o l’intensità di allergiche e altri sintomi (Flannigan, Morey, 1996).

Sono stati collegati all’esposizione al fumo di tabacco e ai prodotti del decadimento del radon un aumento dei rischi di cancro ai polmoni, infarto, malattie cardiache e ictus.

Tassi di ventilazione migliori in genere riducono le concentrazioni interne di questi agenti.

Cosa causa Umidità e Condensa e Perché Bisogna Ventilare con Qualsiasi Tempo.

Quando in inverno l’aria esterna ad una temperatura di -8 ° C con il 100% di umidità relativa, viene portata all’interno di un edificio e riscaldata alla temperatura di 20° C l’umidità relativa interna diminuisce del 15%.

Ecco perché, l’aria fredda esterna usata nella ventilazione è efficace per espellere l’umidità di ambienti chiusi.

Quando l’aria ad una temperatura di 15 ° C ed umidità assoluta di 5,5 di acqua in 1 kg di aria secca (corrispondente ad una umidità relativa del 50%) viene riscaldata all’interno fino a 18 ° C, l’umidità relativa diminuisce al 40%.)

Ecco come il riscaldamento può aiutare a prevenire elevata umidità relativa.

Quando l’aria ad una temperatura di 20 ° C e un’umidità relativa del 58% viene raffreddata a 15 ° C, la sua umidità relativa aumenta al 75%; quando la temperatura è scesa a 11 ° C, l’umidità relativa raggiunge il 100%.

L’acqua condensa sulle superfici che si trovano a tali temperature.

Così, quando la temperatura nelle case diminuisce in alcuni punti precisi (ad esempio sui vetri, sulle sezioni non riscaldate della casa o pareti mal isolate), l’umidità relativa aumenta e accelera la crescita microbica.”

—————– fine citazione Linee Guida del OMS ————

Leggi anche Aerare i locali Umidità di Condensa e Muffa in Casa

Muffa in Camera: 5 cose che non ti spiegano bene


  • HAI MUFFA IN CASA?
  • VORRESTI AVERE UN CLIMA IDEALE IN CASA?
  • UMIDITÀ DI CONDENSA?
  • MURI UMIDI?
  • UMIDITÀ DI RISALITA O INFILTRAZIONI CONTRO TERRA?

Smetti di ascoltare i finti esperti di muffe, e i consigli strani su blog per casalinghe o del “cuggino muratore.”

Ti fanno spendere soldi, fare e rifare sempre le stesse cose.


Perché hai Muffa e non l’Umidità ideale in Casa?

  • Ogni casa ha i suoi problemi di clima e umidità.
  • Ogni casa ha la Sua Soluzione.
  • Per trovarla serve un soprallugo tecnico e misurazioni ambientali.

Se hai Umidità in Casa, Muri Umidi e Muffa –  4 cose da fare subito per avere umidità ideale in casa:

  1. Arieggia metodicamente i locali. Per sapere come farlo richiedici la nostra Guida gratuita per arieggiare e riscaldare correttamente. Potrai migliorare verso un’umidità ideale in casa.
  2. Scopri la causa dell’umidità in casa tua con monitoraggi, sopralluogo o diagnostica.
  3. Risolvi la causa trovata.
  4. Le muffe vanno eliminate al più presto e si devono usare pitture minerali, alcaline, traspiranti.

Leggi anche 7 motivi che nessuno ti dice per la muffa e

Come vincere la muffa senza combattere

Cappotto Interno Antimuffa


RICHIEDI UN SOPRALLUOGO CONSULENZA O DIAGNOSTICA OGGI STESSO


Valvole Termostatiche Causano Muffa in Casa?

Le valvole termostatiche nei termosifoni sono obbligatorie e stanno diventando la normalità un po’ dappertutto.

Molte persone con problemi di muffe sui muri, dicono che sono iniziate dopo l’installazione  delle valvole termostatiche nei termosifoni.

Alcuni dopo l’istallazione di una nuova caldaia.

Che gli infissi termici stile “portellone della NASA” causano umidità di condensa, muffe sui muri e scarsa aerazione ormai lo sanno tutti.valvole termostatiche muffa

Ma anche le valvole termostatiche e le caldaie causano muffa??


È possibile che valvole termostatiche e nuove caldaie formino umidità e muffa sui muri?

Le valvole termostatiche servono al risparmio energetico.

Allora perché molti dicono di avere muffa sui muri dopo l’istallazione delle valvole termostatiche?

Altri dicono di non avere avuto muffe prima di aver cambiato la caldaia?

C’è una relazione tra le valvole termostatiche e la muffa?

Per scoprirlo facciamo un passo indietro.

Cosa Causa le Muffe sui Muri?

Ne abbiamo già parlato in vari articoli, riassumendo:

  1. Le muffe sono funghi, hanno bisogno di acqua e cibo e clima adatto.
  2. Si riproducono emettendo piccoli “semini” detti spore, invisibili e molto volatili. Possono stare anni sul muro senza farsi vedere.
  3. Le muffe crescono e rilasciano spore anche all’interno di strati di pittura, intonaco ecc. che non vedi e non puoi eliminare con la candeggina e i soliti “rimedi”.
  4. Le muffe odiano il sole che le uccide. (Adorano il retro dell’armadio.)
  5. Le spore diventano muffe solo quando ricevono acqua a causa d’infiltrazioni d’acqua o di umidità di condensa.
  6. La condensa si forma perché ci sono punti più freddi (angoli, attorno alle finestre, o intere pareti) dove l’aria calda/umida si raffredda.
  7. Una famiglia di 4 persone crea 10-12 litri di umidità al giorno. Con gli infissi moderni, cappotti di polistirolo ecc, l’umidità si accumula diventando eccessiva (70-80%) e rendendo più facile la condensa.
  8. La temperatura in cui si forma l’umidità di condensa è un fenomeno fisico detto “punto di rugiada“. Varia continuamente a seconda del tasso di umidità e temperatura.
  9. Il 99% della gente non sa arieggiare correttamente la casa e quindi accumula umidità o freddo. Aprono una finestra per ore raffreddando i muri dove poi si condensa l’umidità.
  10. Molte persone creano squilibri termici in casa. Tengono stanze con temperature molto diverse una dall’altra. O il riscaldamento molto basso quando sono fuori casa. Poi lo alzano “a manetta” quando rientrano. O usano stufe che creano un calore forte e concentrato solo in una stanza.

Queste cose aumentano o favoriscono l’umidità e muffa sui muri.

Qual è il clima ideale in casa?

Come evitare la formazione di umidità di condensa e muffe?

Su internet ci sono molte bufale sul clima ideale in casa.

Molti siti articoli dicono che l’ideale è l’80% di umidità, non si sà chi l’ha inventato ma si sa che a 80% l’umidità di condensa è assicurata.

Il clima ideale in casa è in media 20° con 50% di umidità.

Oscilla tra 18° e 22°  e da 40 a 60% di umidità relativa.

Questi valori dovrebbero essere più possibile uniformi durante il giorno e nelle varie stanze.

  • Sotto al 40% il clima è troppo secco, favorisce la vita dei virus e batteri e quindi delle tipiche malattie invernali.
  • Sopra al 60% il clima è troppo umido, rende facile la formazione di condensa ed è il clima ideale per la vita delle muffe ed acari.

È normale tenere le camere o stanze poco frequentate un po’ più fredde (17-18°).

Lasciare alcune stanze molto fredde mentre altre sono a 22-24° o più, è uno squilibrio che causa umidità di condensa e muffe nelle zone fredde.

La maggior parte delle persone vedendo la muffa su una parete pensa automaticamente che in quella stanza ci sia troppa umidità.

Al contrario, normalmente l’umidità si forma in altre zone della casa.

Come la cucina senza cappa che espelle umidità all’esterno o il bagno, o dove c’è l’asciugatrice e così via.

L’umidità in eccesso “condensa” nel muro dove è più freddo o sul vetro.

Non è lì che si è formata.

Nei 10 punti sopra sono sono racchiusi i principali segreti dell’umidità di condensa e della formazione di muffa in casa.


Come le valvole termostatiche “causano” le muffe in casa.

  • Hai notato che da quando ti hanno installato le valvole termostatiche è iniziata o è peggiorata la muffa in casa?
  • Da quando hai cambiato caldaia con una a norma (che aspira l’aria dall’esterno invece che dall’interno) è iniziata o peggiorata la muffa?

Valvole e caldaie non sono direttamente responsabili, ma dai punti sopra puoi capire perché la tua osservazione è corretta.

Hanno cambiano gli equilibri termici e l’aereazione della casa.

Cambiare caldaia o installare valvole termostatiche sui termosifoni può favorire o aumentare la formazione di umidità e muffa.

Specialmente se hai un appartamento tipico anni 70-80

muffa-finestra
Tipica muffa attorno alla finestra dove muro è più freddo.

Il motivo è semplice:

Prima le temperature della casa erano troppo alte, però scaldavano i punti più freddi in modo che non andassero sotto il punto di rugiada.

Cioè la temperatura in cui l’umidità condensa.

C’era spreco energetico e costi più alti ma non c’era la muffa.

Gli angoli del soffitto, attorno alle finestre e pareti fredde raramente diventavano troppo freddi.

Dopo l’installazione delle valvole termostatiche, le temperature IN CASA sono in generale più basse.

Le valvole infatti vengono installate proprio per impedire temperature superiori alla media di 20°.

E con i ripartitori di consumo le persone iniziano anche a pensare di risparmiare e tengono più bassi i termosifoni.

Siamo sicuti che anche tu ci hai pensato.

Le valvole termostatiche accompagnate da misuratori di consumo.

I misuratori hanno due sensori: uno per la temperatura dell’aria e uno per la temperatura del termosifone.

Le case fino agli anni ’90 non erano predisposte per queste tecnologie.

  • Sopra la valvola e il rilevatore spesso c’è un marmetto che trattiene il calore nella nicchia.
  • I sensori misurano temperature che non sono reali.
  • Spesso hai la parte bassa del termosifone fredda e caldo in alto.

Inizia formarsi condensa sul pavimento o negli angoli ecc e poi muffa.

Arriva “l’Esperto” e dice: “le valvole non c’entrano, devi arieggiare!”

Così lasci la finestra aperta mezzora o tutta la mattina.

Per arieggiare e far andar via l’odore di muffa.

E il muro diventa ancora più freddo.


Diagnosi del problema umidità, valvole termostatiche e clima corretto in casa. 

Ogni casa è diversa, ha i suoi equilibri e difetti strutturali o abitudini diverse degli occupanti.

E va analizzata caso per caso.

Se vuoi sapere esattamente cosa succede in casa tua che causa umidità e muffa chiedici un sopralluogo.

Se la cosa è complicata, possiamo installare sensori che misurano per una settimana temperature, umidità e qualità dell’aria in ogni stanza.


L’installazione delle valvole termostatiche cambia gli equilibri termici della casa.

Le temperature medie diminuiscono.

I punti meno isolati diventano più freddi di prima e vanno sotto al punto di rugiada.

  • Se l’umidità in casa tua è molto alta (70-80%) non è necessario che i muri siano molto freddi per raggiungere il punto di rugiada.
    A 80% umidità e 22° la condensa si forma già a 17-18°!
  • Un angolo del soffitto, spalletta di una finestra o parete intera, può facilmente andare ad una temperatura inferiore al punto di rugiada.
  • L’umidità si condensa nell’angolo o parete fredda. Le spore della muffa fioriscono e fanno festa (al muro).

La temperatura in casa più bassa dopo l’istallazione delle valvole termostatiche è sufficiente per far raffreddare i punti meno isolati del muro sotto al punto di rugiada.

Cosa che prima delle valvole non avveniva.

Quindi in fondo hai ragione, è proprio “colpa” delle valvole!

Solo che non puoi toglierle, nè andare sopra i 22° –

Risparmi sul riscaldamento, diminuiscono le emissioni nocive, ma si sbilancia l’equilibrio termico della casa.

Se contemporaneamente non si correggono i ponti termici, o non si diminuisce la formazione di umidità ambientale si forma la condensa e muffa sui muri.

Ogni volta che si introduce tecnologia nuova nelle case vecchie si crea uno squilibrio.

Sappiamo che l’istallazione delle finestre moderne a taglio termico ecc causa problemi di umidità di condensa e muffa.

La stessa cosa succede con le valvole termostatiche e le caldaie a condensazione con aspirazione dall’esterno.

Prima la caldaia aspirava aria dall’interno e la espelleva all’esterno contribuendo ad arieggiare e quindi a deumidificare l’ambiente.


La formazione di umidità di condensa e muffa è una questione di fisica.

Conoscendo il fenomeno lo possiamo controllare.

I punti più freddi si chiamano ponti termici, perché sono punti meno isolati e quindi fanno da “ponte” con le temperaure all’esterno.

Caldo in estate e freddo in inverno.

A volte possono essere intere pareti a fare da ponte termico.

La stanza in inverno è più fredda delle altre e in estate è la più calda.

Una parete di una camera può avere una temperatura di 18-20° mentre negli angoli o attorno alle finestre avere solo 15° o 10°.

Lì si forma la condensa che “da da bere” alla muffa.


Umidità di condensa sulle finestre.

L’umidità di condensa sui vetri freddi è molto seccante.

Eppure ha un risvolto positivo.

Il vetro freddo fa da “deumidificatore naturale”.

L’umidità colpisce il vetro e si condensa lì, dove la muffa non cresce.

Condensando sul vetro diminuisce l’umidità ambientale. Il che evita o ritarda la condensa sui muri, dove è molto più dannosa.

Quando l’umidità condensa sul muro lì si forma la muffa.

Oltre all’acqua, le muffe hanno bisogno di cibo e di un terreno adatto per crescere.

Sul muro trova un terreno fertile, come le pitture organiche, la tempera, polvere, sporco, batteri, ecc.

La muffa si mangia la cellulosa, ecco perché adora il legno e il cartongesso e certe pitture.

Certi isolamenti e presunti “rimedi” sono un terreno fertile per la muffa e possono peggiorare le cose.

Cartongesso, polistirolo, pitture lavabili, tempere e anche “pitture termiche” non traspiranti non sono soluzioni valide.

Prima di fare il solito trattamento del “cugino imbianchino dilettante” (candeggina e pittura “traspirante”), e sopratutto prima di fare un cappotto di cartongesso o di polistirolo chiamaci!

  • Cartongesso e polistirolo non risolvono umidità e muffa.
  • Al massimo le coprono.

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Hai muffa sui muri?
Non continuare con la candeggina!
Evita i “rimedi della nonna”!
Lascia perdere polistirolo e cartongesso!

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Deumidificazione Veloce dei Muri con Microonde

Hai avuto un allagamento o infiltrazione e cerchi una deumidificazione veloce dei muri?

Le microonde asciugano velocemente i muri ed eliminano anche muffe e insetti senza sostanze chimiche.

  • Devi deumidificare dei muri velocemente?
  • Devi disinfestare travi da tarli o muri dalle muffe?
  • Hai usato un rimedio per umidità di risalita e non puoi aspettare anni che si asciughi il muro per intonacare?

La soluzione è la deumidificazione veloce a microonde.

Sono le stesse microonde che usi in cucina, solo più potenti.

Deumidificazione veloce con le microonde.

Il risanamento muri umidi con microonde è:

  • più veloce,
  • ecologico,
  • non invasivo,
  • elimina anche muffe e insetti come i tarli senza sostanze chimiche,
  • l’unico di cui puoi vedere subito il risultato!

Attenzione: La deumidificazione dei muri con microonde non ha niente a che fare con le centraline elettrofisiche o con la deumidificazione dell’umidità di risalita “a onde”.

Cos’è il risanamento muri umidi con microonde?

La deumidificazione veloce dei muri umidi con le microonde si effettua bombardando il muro con speciali macchinari che emettono microonde.

microonde spettro e deumidificazione
Lo spettro delle onde elettromagnetiche.

Le microonde sono onde elettromagnetiche invisibili che hanno un effetto immediato su sostanze come acqua, grasso ecc.

Acqua e umidità vengono messe in moto e vibrano quando colpite dalle microonde.

Le molecole di acqua (umidità) scontrandosi tra di loro generano molto calore ed evaporano.

Le microonde proiettate nella parete fanno evaporare l’acqua contenuta nel muro umido o bagnato dalle infiltrazioni.

Le microonde non hanno effetto su un muro asciutto, impianti ecc (ovviamente con le dovute cautele e operate da personale competente).

Solo la parte umida assorbe le microonde e si sviluppa calore che fa asciugare il muro.

L’umidità del muro, cioè l’acqua, si scalda, si muove verso la superficie ed evapora.

Esistono altri sistemi per far evaporazione l’acqua in un muro, come i deumidificatori industriali, il riscaldamento, i “cannoni” da cantiere.

deumidificazione veloce a microonde
Con questo apparecchio si possono deumdificare in poch eore o giorni soffitti, angoli, pavimenti e pareti

Richiedono tutti parecchio tempo e consumano molta energia.

E richiedono che non ci sia nessuno nella casa.

I metodi “tradizionali” per fare evaporare l’umidità scaldano o deumidificano l’aria circostante il muro, che a sua volta si scalderà o farà evaporare l’umidità interna.

Il processo richiede parecchio tempo e molto spreco di energia.

Le microonde deumidificano velocemente il muro e non richiedono di lasciare la casa. Il muro si può trattare all’interno e anche all’esterno.

 

Il risanamento muri umidi con microonde, richiede meno energia e meno tempo ed è più efficace di tutti gli altri sistemi.


La Deumidificazione Veloce a Microonde Distrugge anche Muffe e Insetti

Le microonde agiscono solo su qualsiasi cosa che nel muro contenga acqua. Perciò oltre ad asciugare eliminano anche gli insetti e le muffe.

Non danneggiano tubazioni, impianti elettrici ecc., riscaldano il legno di riflesso, quindi si possono deumidificare o disinfestare le travi di legno, sottotetti ecc.

Ad una certa temperatura tarli, muffe, acari e altri insetti che vivono nel legno o nelle murature muoiono. E muoiono anche le loro larve, uova e spore.

La muffa e le sue spore sono sterminate velocemente dalle microonde.

Senza sostanze chimiche e con un procedimento non  invasivo.


La deumidificazione veloce con le microonde risolve tutti i problemi di umidità?

La risposta è ovviamente NO, come per tutti gli altri sistemi.

Abbiamo detto in vari articoli non c’è un metodo che da solo risolva tutti i tipi di umidità.

La prima cosa da fare è un sopralluogo tecnico per trovare le cause, l’entità e i tipi di umidità che danneggiano le murature.

  • La deumidificazione a microonde è il sistema più veloce di asciugare un muro umido per qualsiasi tipo di umidità.
  • Le microonde sono la soluzione per asciugare muri dopo infiltrazioni, allagamenti, umidità di risalita ecc.
  • Deumidificare con le microonde non richiede la demolizione dell’intonaco, ma se viene demolito agiscono molto più velocemente.

deumidificazione-mattoni-microonde
Asciugatura veloce di un muro di matttone pieno

La deumidificazione a microonde non causa una eccessiva fuoriuscita di sali, perché l’acqua evapora a 100° e i sali restano all’interno del muro più che venire in superficie come con la normale evaporazione.

Tuttavia un trattamento antisale va considerato dopo la deumidificazione come sempre.

Se hai subito un allagamento o infiltrazione o umidità di risalita la causa va interrotta.

Poi il muro può essere asciugato velocemente e rimanere asciutto.

Per l’umidità di risalita si può usare qualsiasi sistema per fermarla, mentre le microonde servono a deumidificare velocemente, così da poter intonacare subito.

deumidificazione-microonde-affresco
Deumidificazione di un affresco antico con microonde

Nel caso di infiltrazioni o allagamenti, se l’acqua non viene fermata subito, ci possono essere molte centinaia di litri d’acqua bloccati nelle murature e che risaliranno lungo muro nelle settimane e mesi successivi.

A volte servono anni perché un muro allagato si asciughi da solo.

Con le microonde puoi risolvere e deumidificare velocemente.


Qualsiasi muro umido da allagamento o infiltrazione si risana con la deumidificazione veloce a microonde.

Le micronde si possono usare senza problemi anche in luoghi protetti o delicati come chiese, affreschi, monumenti, antiche dimore, castelli.

Allo stesso modo sono ideali per asciugare muri in case, appartamenti.

Anche solo un muro o un angolo umido.

Asciuga ed elimina i tarli dalle travi di legno ecc.

Per maggiori informazioni sulla deumidificazione muri con microonde clicca il link.


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Rispettiamo la tua privacy.
Non daremo il tuo contatto a call center o altri usi se non per rispondere alle tue richieste e inviare nostre proposte. Vedi anche privacy policy.


[schema type=”product” url=”www.deumidificazione-microonde.com” name=”Deumidificazione Microonde ” description=”Utilizzo delle microonde per deumidificare velocemente muri da infiltrazioni, allagamenti o risalita. Le microonde non intaccano impianti o muri asciutti. Eliminano muffe insetti e tarli da muri e travi in legno.” brand=”Greentech” ]

Come Non Comprare una Casa Umida e Cosa Fare Se l’hai Già Comprata

come non comprare una casa umida
“A occhio” non si vede niente. L’umidità di risalita è stata camuffata ma l’intonaco si scrosterà presto.

Comprare una casa umida senza saperlo è come comprare un’auto da 50,000 Km e reali sono 200,000.

Muffe sui muri, muri che si scrostano, clima malsano.

Se sei in affitto puoi cambiarla ma se l’ha acquistata?

Vogliamo aiutarti a non comprare una casa umida camuffata da casa asciutta.

O sapere cosa fare per renderla asciutta, se l’hai già acquistata o se la vuoi comunque.


Comprare una Casa Umida è più facile di quello che credi.

Non tutti i proprietari e venditori di case si fanno scrupoli nel appiopparti una casa umida, ed è molto semplice nascondere il problema.comprare-una-casa-umida

Basta ridipingere o fare una parete davanti ai muri umidi e arrivederci!

Un po’ di cartongesso e polistirolo e via.

Non solo le case vecchie e ristrutturate sono umide.

La maggior parte delle casa in Classe A o B con cappotto di polistirolo e vetri termici soffrono di umidità e muffa!


Di quali tipi di umidità può soffrire la casa che stai comprando?

Abbiamo già detto che ci sono 12 tipi di umidità nelle case.

La casa che stai per acquistare potrebbe averne più di uno.

Umidità in casa significa difetti strutturali della casa e/o cattive abitudini degli abitanti.

Anche l’alta umidità ambientale (che viene fatta dagli abitanti) spesso è causata da troppo isolamento e cattiva aerazione ed è quindi un difetto della casa.

Se sai come riconoscere i difetti e i segni di umidità puoi evitare sorprese e non comprare una casa umida.


Tipi più comuni di umidità in casa:risanamento muri umidi

  • Umidità di risalita capillare dal terreno (c’è solo al piano terra e seminterrati)
  • Infiltrazioni (possono essere ovunque)
  • Umidità Laterale Controterra (scantinati, taverne ecc)
  • Umidità di Condensa e Muffa (ovunque)
  • Umidità Residua da Lavori Edili (ovunque)
  • Umidità Causata da Sali – Igroscopica (ovunque sugli intonaci)

Umidità di risalita.

Se stai comprando una casa vecchia, antica o ristrutturata è molto probabile che i muri abbiano questo tipo di umidità.

Si tratta di umidità che risale dal terreno, le murature o le fondazioni non sono isolate o l’isolamento si è consumato.

L’umidità di risalita è facile da nascondere, basta sistemare l’intonaco in basso dove si scrosta.

La scoprirai solo qualche mese o anno dopo aver comprato la casa.

A cosa devi fare attenzione?
  • Pareti di cartongesso o altro tipo davanti a muri originali,
  • intonaci o pitture fresche rifatte da poco solo nelle zone basse,
  • odore di umidità/chiuso con la giustificazione che “la casa è stata chiusa” o camuffato spalancando prima del tuo arrivo.

Guarda se nella parte bassa della parete si vedono segni di intonaco diverso, appena sistemato o piccole crepe.

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Pannelli di polistirolo stanno venendo messi nella parte bassa di un vecchio muro umido durante una ristrutturazione.

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Guarda se hanno riempito il muro di “fori.”

Se c’è una cantina o seminterrato umido in una casa vecchia è probabile che l’umidità salga anche al piano terra.

Come erano i muri prima? Come li hanno ristrutturati?

Una “tecnica” per nascondere e far finta di “risolvere l’umidità” è quella di mettere un pannello di polistirolo sul muro nella parte bassa all’interno.

E fare uno o più “fori di aerazione” – Vedi foto.

Umidità da infiltrazioni

Anche le infiltrazioni possono essere facilmente camuffate e nascoste per vendere la casa e le scoprirai col tempo.

  • Le infiltrazioni di solito vengono dal tetto, vai a vedere,
  • O dai marciapiedi attorno la casa, quando piove l’acqua defluisce o va verso il muro?
  • Ci sono crepe e fori da cui la pioggia potrebbe entrare?
  • Le pareti esterne hanno fessure, righe o macchie di umidità?
  • Quando piove forte il muro esterno si bagna?

Certe case hanno tetti che sporgono pochissimo e non riparano la facciata.

A volte il tetto è scarso per motivi legali, la casa è vecchia o in quelle nuove qualche architetto l’ha creato monco per “estetica”!

l risultato è che quando piove la facciata si bagna.

L’umidità può entrare in casa filtrando attraverso la muratura.

Occhio anche a strati di pietra in basso nelle pareti esterne.

Di solito servono per “coprire” i muri che si sgretolano per umidità di risalita o dovuta a pioggia esterna, spruzzi di auto ecc.

Umidità laterale contro terra

Questo tipo di umidità la trovi nelle taverne, cantine e scantinati.

Il muro esterno poggia contro la terra o addirittura contro la roccia.

Se non è isolato perfettamente riceverà acqua o umidità di lato.

Questo fenomeno è in aggiunta all’umidità di risalita.

Spesso viene confusa con umidità di risalita da “esperti” incompetenti.

Nessuno può sapere cosa succede dietro una parete controterra.

È facile camuffare il problema, imbiancando la parete o facendo la classica parete di cartongesso o di tavelle davanti al muro umido.

Sembra tutto ok, un po’ “freschino” “ma è la taverna…e non è accesso il riscaldamento” dice il venditore.

L’umidità è nascosta e ti ritrovi a comprare una casa umida.

Batti contro la parete, se suona vota alza il livello di allarme, chiedi com’è fatta ecc.

Dopo un po’ che abiti in una casa con umidità laterale controterra, anche se camuffata con falsi muri e pareti,  inizi a sentire odore di muffa anche senza vedere muffa, sentire odore di umido, freddo, poi il muro si scrosta o fa la muffa ecc.

Umidità di condensa e muffa in case nuove e vecchie.

La casa che stai per acquistare può soffrire di cattiva aerazione, o ponti termici che generano umidità di condensa e quindi formazione di muffe sui muri.

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La casa nuova sembra perfetta ma ha un ponte termico esagerato

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dove si formeranno umidità di condensa e muffe.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il fenomeno non succede solo nelle case vecchie ma anche in quelle ristrutturate o nuove perfino in Classe A, grande flop climatico dell’edilizia moderna.

Case e villette in Classe A e B costano di più ma non sono migliori e non garantiscono un clima migliore.

Infatti hanno aggiunto la Classe A+ che prevede che l’aerazione sia risolta.

Di solito le case nuove sono troppo coibentate, sono bunker di cemento armato, scatole di polistirolo con infissi termici e non passa un filo d’aria.

L’accento dagli anni 90 è stato messo tutto sull’isolamento termico per ridurre le emissioni e i costi di riscaldamento.

Si riscaldano con niente ma spesso il clima è pessimo e le muffe fanno festa.

Se poi non sono costruite bene e non si seguono veramente i progetti è ancora peggio.

Il 90% dei clienti che chiamano per umidità in casa dicono che “il costruttore è fallito o ha chiuso.”

Basta un piccolo punto meno isolato e più freddo per creare uno squilibrio termico.

Non seguire il progetto, un tubo o una colonna di cemento armato isolato male e l’eccesso di umidità va a condensarsi lì e si forma la muffa.

Per risparmiare si lasciano colonne, marciapiedi o solette fredde o tubi mal isolati.

Vedere case nuove classe A o B piene di muffe nere non è uno spettacolo edificante.

Nelle case ristrutturate le ristrutturazioni sono fatte da ditte che non fanno molti calcoli termo-tecnici.

Sanno già come si fa.  “Non servono calcoli è trent’anni che faccio sto lavoro” dice il classico imprenditore edile.

  • Devono mettere infissi nuovi, che non lasciano passare aria, spesso montati male, con marmetti non isolati, mancano le schiumature ai lati, montati su un muro che ha un decimo di resistenza al calore rispetto alla finestra ecc.
  • Devono fare il vespaio (spesso non possono farlo dappertutto e si creano squilibri, o viene usato per l’umidità di risalita nei muri che non c’entra col pavimento, inoltre crea una platea calda in estate e non è sempre detto che sia necessario farlo in una ristrutturazione.
  • Riscaldamento a pavimento, (anche su casa con soffitti alti, muri spessi e umidi)
  • Cappotto di polistirolo, (esterno o interno anche su muri umidi)
  • Intonaci di cemento su vecchi muri che erano fatti calce.
  • Finiture a gesso, ottime per umidità e muffa.

Materiali moderni, non traspiranti e che non hanno niente a che vedere con i vecchi materiali tipo il tufo, la pietra, il mattone pieno di cui erano fatte le case e cascine prima del restauro.

Ci ritroviamo un mattone circondato da malte che hanno una forza 300 volte superiore, un vetro termico montato su un muro che sarà a 5 gradi di differenza e molti altri squilibri.

Risultato?

  • Crepe,
  • umidità di risalita peggiorata,
  • squilibri strutturali,
  • ponti termici,
  • casa umida e muffa sui muri.
Umidità residua da lavori edili e umidità igroscopica (sali)

Quando si costruisce o si ristruttura una casa vengono utilizzate enormi quantità di acqua.

Se i vari gradini sono fatti troppo velocemente o se la casa viene abitata troppo presto si avrà una grande quantità di umidità che evapora dai muri e dai pavimenti.

Causando più o meno tutti i fenomeni di cui sopra.

L’umidità igroscopica (sali) avviene dopo i lavori edili. 

Se si fanno intonaci su muri vecchi senza togliere i sali accumulati, l’acqua li scioglie e si formeranno macchie di sali che attireranno nuova umidità dall’aria verso il muro.

A volte non viene usata acqua pulita o demineralizzata come richiedono le schede tecniche e i sali contenuti nell’acqua della malta poi creano umidità.

Verifica da quanto tempo sono stati fatti i lavori e che si siano asciugati i muri e pavimenti prima di abitarla.

Guarda se ci sono macchie di sali sui muri.

Lavori sospesi per lungo tempo e case che si allagano.

Alcune case sono lasciate per anni ferme “a metà” da ditte che falliscono o chiudono.

Rimangono anni a prendere pioggia e a volte si allagano.

Subentra una ditta che finisce i lavori e vende. Nessuno è responsabile del passato.

Acquisti e abiti la casa e dopo un po’ tutta l’acqua accumulata nei pilastri, fondazioni e solette comincia ad evaporare rompendo intonaci e creando muffe.

Hai comprato una casa umida.

A volte è un “affare” compri la villa mai finita da un precedente proprietario.

La fai finire e ti concentri su piastrelle, bagni e decori e mobili.

Poi scopri di avere una casa umida o che deve smaltire tonnellate di acqua accumulate negli anni sotto la pioggia o che fin dall’inzio era stata fatta senza isolare le fondamenta.


Altri tipi di umidità a cui stare attenti

Come abbiamo detto ci sono 12 tipi di umidità, quelli sopra sono i più frequenti ma possono essercene altri.

  • Se la casa è contro o vicina ad un pendio cosa succede quando piove?
  • I pluviali hanno uno scarico funzionante?
  • Ci sono pozzetti in cantina con dentro acqua?
  • Gli scarichi escono correttamente sia per acqua chiare che scure?

A cosa stare attento per non comprare una casa umida

  • Se entrando senti sensazione di umido o odore di muffa (anche se non c’è muffa) non berti la storia che la casa “è stata chiusa.” Verifica. Se hanno aperto tutto e arieggiato prima del tuo arrivo torna a vederla senza preavviso per sentire se c’è odore di umido o muffa.
  • Stai attento a: pareti di cartongesso, contromuri (batti e senti che suona vuoto) soprattuto se fatti recentemente.
  • Verifica pitture o intonaci freschi nelle zone basse del muro.
  • Guarda gli angoli dei soffitti e attorno alle finestre se hanno segni.
  • Le case nuove devi vederle col riscaldamento acceso e finestre chiuse se possibile.

Cosa fare se sospetti che la casa possa essere umida?

  • Hai dei dubbi e non vuoi comprare una casa umida?
  • La casa ti piace ma non vuoi problemi di umidità?
  • Hai ereditato o già comprato una casa umida?

Contatatci per una consulenza, sopralluogo o diagnostica tecnica.

Se la situazione è complessa si può fare una diagnostica strumentale.

Sapere di che umidità soffre la casa e come risolvere, prima di comprare una casa umida è più economico che scoprirlo quando è troppo tardi.

Puoi evitare di comprare una casa umidia o di spendere cifre inutili durante il restauro.

Comprare una casa umida e fare una ristrutturazione che non tiene conto o non risolve l’umidità è uno spreco di soldi.

Meglio sapere come stanno le cose prima di comprare una casa umida.


  • NON VUOI COMPRARE UNA CASA UMIDA?
  • VUOI SAPERE A COSA ANDRAI INCONTRO ACQUISTANDO UNA CASA?
  • OGNUNO DICE UNA COSA DIVERSA?
  • GLI STRUMENTI NON MENTONO. L’UMIDITÀ SI PUÒ MISURARE E CONTROLLARE.

RICHIEDI UN SOPRALLUOGO O UNA DIAGNOSTICA STRUMENTALE.

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SE NECESSARIA UNA DIAGNOSTICA STRUMENTALE TI FAREMO UN PREVENTIVO AD HOC.

 

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Muffe e Allucinazioni – Ad Halloween Torna la Muffa sui Muri

Muffe e Allucinazioni.  halloween-muffe-allucinogene

È Halloween, oggi parliamo di muffe connesse a streghe, demoni e visioni.

Un aspetto meno noto ma molto interessante degli effetti delle muffe.

Muffe che hanno il vizio di tornare sui muri in questo periodo dell’anno.

Ci sono muffe che fanno ammalare, danno allucinazioni e hanno ucciso o fatto finire in manicomio molta gente nel passato.

Il famoso LSD droga allucinogena per eccellenza deriva da una muffa.

Se hai muffe in casa saprai già che possono favorire allergie e malattie respiratorie, che sono orrende, difficili da eliminare e creano cattivi odori.

Probabilmente non sai che per secoli muffe e allucinazioni andavano di pari passo, e che sono morte o finite in manicomio migliaia di persone per avvelenamento da muffe.

Che rapporto c’è tra muffe e allucinazioni, apparizioni di fantasmi, mostri, demoni e malattie “mentali”?

Recenti studi scientifici dimostrano una relazione tra la frequenza di apparizioni di fantasmi, mostri e streghe e la presenza di forte umidità e muffa nel cibo e in vecchi edifici abbandonati, paludi, castelli e villaggi.

Perfino le famose “caccie alle streghe” sembra siano avvenute in luoghi come Salem dove certe muffe hanno causato avvelenamenti di massa.

È possibile che fenomeni di “paranoia” e visioni di fantasmi siano dovute ad avvelenamento da muffa in abitazioni malsane e non da vere malattie mentali.

Questi studi non sono ancora conclusi.

La più famosa muffa allucinogena e la sintesi del LSD

La più famosa muffa velenosa è la Claviceps Purpurean.

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i cornetti allucinogeni della muffa della Segale Cornuta

Vive nella Segale e l’avvelenamento avveniva col pane di segale. Quindi nei paesi del nord europa.

La Claviceps Purpurean contiene molte droghe e veleni tra cui l’Acido Lisergico da cui nel 1948 è statao sintetizzato il famosissimo allucinogeno “psichedelico” LSD.

La Claviceps Purpurean fa sviluppare una specie di filamento sulla segale che viene così chiamata Segale Cornuta.

La Segale Cornuta e la Claviceps nei secoli hanno causato fenomeni di “ergotismo” cioè avvelenamenti di massa.

Muffe e allucinazioni medievali, AVEVANO conseguenze devastanti. Interi villaggi finivano in preda a deliri, forti dolori e morti.

claviceps purpurean muffa velenosa
La Claviceps Purperea al microscopio.

Si credeva fosse tutta opera del demonio. O di spiriti maligni, streghe e folletti.

Per secoli la soluzione erano esorcismi e preghiere, fino a che uno scienziato  non ha scoperto la relazione tra la segale cornuta e l’avvelenamento di massa.

La Claviceps Purpurean veniva usata dai Sumeri per avvelenare gli acquedotti nemici.

È sufficiente una dose microscopica della muffa per provocare l’ergotismo un avvelenamento potentissimo, una malattia terribile che nel Medioevo veniva chiamata “fuoco sacro” o “di Sant’Antonio“.

L’avvelenato da questa muffa viene colto da convulsioni, si agita freneticamente, avvertendo al contempo una sensazione di bruciore negli arti che vanno in cancrena e si staccano. Oltre ovviamente alle allucinazioni causate dalla muffa.

Cosa potevano vedere dei contadini in stato di allucinazione? Demoni, streghe, giganti e complotti alieni (ah no quelli li vedono adesso.)

L’avvelenamento veniva chiamato “fuoco di Sant Antonio” perché la gente per guarire partiva in pellegrinaggio dalle regioni del nord (dove si usava fare il pane di segale) verso i santuari di S. Antonio a Sud.

Durante il viaggio a piedi i pellegrini cambiavano tipo di pane e di  alimentazione, così si disintossicavano e guarivano.

Questa può essere la spiegazione scientifica, senza nulla togliere a Sant’Antonio.


Effetti devastanti provocati dalla Claviceps Purpurean la muffa allucinogena velenosa.

Ad oggi non esiste una cura per l’ergotismo questa terribile malattia provocata dalla muffa Claviceps Purpurea, che cresce nella segale cornuta.

Più di 40.000 persone in Francia sono morte di ergotismo nei secoli.

La muffa allucinogena costrinse Pietro il Grande di Russia ad abbandonare la conquista della Turchia, perché tutta la sua cavalleria e 20.000 soldati furono colpiti da ergotismo.

Immaginatevi un intero esercito di Cosacchi che inizia a delirare, urlare di dolore e vedere fuoco e fiamme, demoni e mostri.

A Milano e Torino ci furono casi registrati di ergotismo alla fine del 700.

Nel 1951, in Francia ci fu l’ultimo caso registrato di avvelenamento da segale cornuta con parecchi morti o internati in manicomio e centinaia di persone in stati di allucinazione, psicosi suicidi e violenza.

La muffa della segale cornuta (ergot) contiene molti veleni tra cui l’acido lisergico che  poi è stato sintetizzato in laboratorio per produrre il LSD. (Dietilamide Acido Lisergico)

LSD  è una potentissima droga allucinogena, doveva essere usata per avvelenare gli acquedotti nemici in guerra.

Sappiamo come è andata a finire con la cultura psichedelica degli anni 70.

Fantasmi Visioni Demoni e Paranoie causati dalla muffa?

Recenti studi mostrano che le apparizioni di fenomeni “paranormali” come avvistamenti di mostri, giganti e demoni, non sia mai avvenuta in zone dove non crescono muffe allucinogene e nemmeno le “caccie alle streghe.”

Questi studi sono tuttora in corso, potrebbero spiegare moltissimi fenomeni ritenuti “inspiegabili” – avvistamento di fantasmi, mostri e altre visioni più o meno religiose o paranoiche.

Nelle giuste dosi la Claviceps Purpurean ha proprietà mediche (ferma emorragie, accelera il parto, provoca contrazioni muscolari).

ASPERGILLUS Flavus  la Muffa a Assassina e Cancerogena

Una muffa (Aspergillus Flavus) non è allucinogena ma è velenossisima. Causa la Peste Gialla e di varie forme di cancro.aspergillus-flavus-muffa-cancro

Si tratta di una muffa giallina che sembra carina ma è letale.

Ha causato moltissime morti nel corso dei secoli.

Non era ritenuta dannosa fino al 1960, quando in Inghilterra morirono 100.000 tacchini in circostanze misteriose.

Opera del demonio? Delle streghe? No della muffa.

Le ricerche scoprirono che la causa della strage di tacchini era l’Aspergillus flavus, la muffa si era sviluppata nel mangime.

È un potente cancerogeno, provoca il tumore al fegato ed è una muffa molto resistente, diffusa e letale.

È stata coltivata a lungo e utilizzata per produrre la salsa soia e il sakè.

La cosa più pericolosa è che può sfuggire al controllo molto facilmente.

Si sviluppa in ambienti caldo-umidi e può riprodursi in quantità letali in 24 ore.


Muffe e Allucinazioni Muffe Dannose ai Nostri Giorni.

Nella vita moderna i sintomi più comuni provocati dal contatto con le muffe sono di solito un fastidio più che una vera minaccia per la salute.

Qualcuno si domanda se certi “squilibri” e “visioni” non siano ancora dovuti al vivere in ambienti umidi e pieni di muffe.

Di solito il problema si limita ai cattivi odori, estetica rovinata, aria insalubre.

Muffa nera velenosa
Muffa nera Stachyobotrys la più dannosa e velenosa tra le muffe che infestano i muri delle case.

Ma anche allergie o possibilità di malattie respiratorie.

La maggior parte delle muffe sui muri anche se puzzano sono innocue.

Solo la muffa nera Stachyobotrys è considerata velenosa.

Le persone più sensibili come i bambini e gli anziani, chi soffre di malattie respiratorie ed asma, indebolimento del sistema immunitario risentono di più degli effetti delle muffe.

Secondo L’Organizzazione Mondiale della Sanità esiste la “sick building sindrome” cioè malattie del vivere in un luogo di lavoro o abitazione malsano, umido, scarsamente aerato e infestato dalle muffe.

Le muffe in casa possono provocare:

  • difficoltà a respirare e fiato corto;
  • congestione nasale e sinusite;
  • irritazione agli occhi; tosse secca;
  • irritazione naso o gola;
  • eruzioni cutanee o prurito.

Perché c’è un aumento di fenomeni di muffe nelle case moderne?

Una delle ragioni è senz’altro la cattiva aereazione, causata da edifici “ricoperti” di polistirolo (cappotto) e altri materiali non traspiranti e a base di plastica.

Infissi termici di alluminio, pvc a “prova di bomba” aggravano il problema della mancanza di aereazione,

Le case di costruzione recente anche in Classe A, senza aerazione corretta o ventilazione controllata soffrono tutte di eccesso di umidità e muffa.

L’attenzione negli ultimo 15 anni è andata solo sulla “coibentazione” e il risparmio energetico.

Si costruiscono case ed edifici che si scaldano con poco ma che soffrono di muffe e di climi malsani all’interno.

Un’altra ragione per la formazione di muffa sono i materiali moderni e poco costosi.

Oltre al cemento e al polistirolo si usa molto il cartongesso che è un terreno ideale per la muffa.

Il gesso racchiude l’umidità e la conserva.

Dietro le lastre di cartongesso e in superficie si formano facilmente condense e muffa.

cartongesso contro umidità
Risultato del cartongesso su una parete con umidità.

Se il cartongesso e polistirolo vengono messi contro vecchi muri umidi la frittata è fatta e la muffa assicurata.

La relazione tra muffe e allucinazioni nel mondo moderno non dovrebbe essere un problema ma non è un buon motivo per continuare a tenerle sui muri!


Hai problemi di muffa in casa?

Non sono allucinazioni, fanno schifo davvero!

Non affidarti al solito imbianchino, alla candeggina e a  pareti di cartongesso.

  • Le muffe vanno disinfestate in modo professionale prima di dare nuove pitture.
  • E si deve trovare la causa dell’eccesso di umidità e formazione di muffa per risolvere il problema per sempre.

Richiedi un sopralluogo e una diagnostica per trovare le vere cause della formazione di muffa in casa tua, per una disinfestazione professionale e la soluzione definitiva del tuo problema.

 

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Il Cartongesso Contro Umidità non Funziona?

Il Cartongesso è usatissimo nelle ristrutturazione e purtroppo anche contro l’umidità.

Assieme al polistirolo è una delle “soluzioni” più usate e meno funzionanti per i muri umidi.

L’umidità di risalita, l’umidità contro terra e umidità di condensa vengono spesso “risolte” (cioè coperte, nascoste) con una parete di cartongesso.

Con o senza lana di roccia, polistirolo ecc. all’interno.

cartongesso contro umidità
Risultato del cartongesso su una parete con umidità.

A volte usano una versione speciale di  “cartongesso per umidità.” Quello cosidetto “verde”.

Il risultato al 99% delle volte sono ancora più muffe, cattivi odori, degrado della parete.

Non parliamo di cosa succede dietro al cartongesso: il museo degli orrori.

Perché si fanno pareti di polistirolo e cartongesso contro l’umidità?

I motivi sono semplici:

  • Ignoranza di come funziona l’umidità e di come usare altre tecnologie.
  • Facilità di esecuzione del lavoro.

    polistirolo-cartongesso-contro-umidità
    Il polistirolo contro i muri umidi crea solo danni.
  • Il materiale costa poco e dato che la posa la fa direttamente chi te lo consiglia gli conviene.
  • Antiche “tradizioni” luoghi comuni e consigli dei muratori e rivenditori di materiali edili.
  • Il cartongesso storicamente ha sostituito il “cannicciato” il quale era effettivamente resistente all’umidità assieme alla calce che veniva usata allora.

Pareti di cartongesso e polistirolo contro l’umidità ne sono state fatte e ne vengono ancora fatte tante.

Non hanno dato e non danno i risultati sperati.

Dietro al polistirolo o al cartongesso, il muro umido continua ad emettere umidità, non traspira.

Si forma umidità di condensa e si creano muffe interne e in superficie.

acari della muffa
Gli acari della muffa vivono all’interno delle muffe nei muri umidi.

Anche gli insetti e gli acari della muffa e i batteri fanno festa e poi senti “strani odori”.

Il cartongesso e il polistirolo sono materiali  non traspiranti.

Il “carton” del cartongesso è cellulosa e le muffe adorano la cellulosa.

Per fare una parete  efficace contro l’umidità non si dovrebbe fare un telaio di alluminio.

Non si dovrebbe lasciare nessuna “aria” o intercapedine.

Si dovrebbero usare tecnologie e materiali per deumidificare il muro, per interrompere l’umidità di risalita, isolare e per staccare la parete dal muro umido negli scantinati.

Utilizzare il cartongesso anti umidità al massimo come “finitura” mai come “soluzione.”


Le pareti di cartongesso contro l’umidità funzionano?

No. Non funzionano.

Anche se usi il “cartongesso per umidità” e fai dei i “fori per arieggiare” e perfino se riempi l’intercapedine di lana di roccia o di polistirolo.

Non c’è niente da fare.

Coprire l’umidità col cartongesso non è mai la soluzione.

Anche le pareti di tavelloni davanti ai muri umidi, scantinati con murature controterra o umidità di risalita non funzionano.

Come sanno tutti quelli che ce le hanno.

Questi materiali non traspirano.

All’interno si forma condensa, muffa, insetti e odori, specialmente negli scantinati.

E dietro la parete finta di cartongesso o tavelloni il muro vero continua a degradarsi e a tirare sù umidità dal terreno se soffre di umidtà di risalita.

Come fare una parete contro l’umidità che funzioni?

Premessa: la prima cosa da fare in caso di muri umidi è sempre una diagnostica per trovare quale tipo di umidità è presente e la giusta soluzione per risanare o diminuire l’umidità nel muro.

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Membrana alveolare per parete scantinato umido

Detto questo, si possono fare diversi tipi di parete a seconda della situazione.

Un metodo che funziona negli scantinati è, dopo aver installato un dispositivo o altro sistema per fermare l’umidità di risalita:

  • applicare membrana alveolare al muro.
  • La membrana viene completata da profili sopra e sotto da cui l’aria circola ed è già accoppiata con rete per intonaco.
    risanamento scantinati
  • Si può intonacare con un’intonaco risanante di sola calce naturale che sia anche collante, o molto meglio coibentare con un pannello isolante tipo (sughero) e sopra mettere il cartongesso o fibrocemento come finitura.

Oppure si può usare il vetro cellulare o i pannelli in silicato di calcio con fibre naturali tipo “cappotto antimuffa“.


Questo esempio funziona in uno scantinato dove sia applicato un sistema per risolvere l’umidità di risalita e dove ci sia buona aerazione. Cosa che di solito non c’è e quindi va installata.

Come spesso accade le finestre sono insufficienti quindi si dovranno installare aerazione meccanica controllata o aeratori da parete.

Per maggiori informazioni su come risanare scantinati umidi o come risanare pareti umide, umidità di risalita e qualsiasi problema di umidità richiedici un preventivo o consulenza senza impegno.

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Aeratori con Recupero di Calore per Eliminare la Muffa

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Umidità eccessiva  causa muffe sui muri.

Aeratori con recupero di calore: uno dei metodi più efficaci per eliminare definitivamente la muffa sui muri.

La solita candeggina e “un’altra mano di pittura antimuffa” non risolve il problema. Lo sai.

Bisogna diminuire il tasso di umidità.

Installando un aeratore con recupero di calore deumidifichi, elimini gli odori e hai sempre aria pulita e filtrata.


Gli aeratori con recupero di calore puliscono l’aria ed eliminano la muffa sui muri.

aeratore umidità e muffa InVENTer
Aeratore con recupero di calore InVENTer

Continuare a usare candeggina e ridipingere, spesso peggiora la situazione.

Perché candeggina e pitture “antimuffa” durano poco?

  • La disinfestazione della muffa è fatta troppo velocemente. Un liquido disinfestatore professionale richiede ore di applicazione. Come puoi pensare che dieci minuri di candeggina e carta vetrata siano sufficienti?
  • Le vecchie pitture, spesso non traspiranti, lavabili coi luccichini vari e strati di “primer isolanti” non vengono tolte prima di ridipingere il muro. Tra gli strati di vecchie pitture si nasconde la muffa e gli strati impediscono la traspirazione del muro.
  • La pittura “antimuffa” non è antimuffa. È un lavabile o tempera con un addittivo. Spesso è  al supermercato “in offerta.” C’è scritto in grande traspirante antimuffa – Ha la stessa efficacia dei dentifrici “anticarie.” Vanno bene solo se non hai la carie.
  • Hai provato la costosa novità pittura isolante che contiene il “sale dell’Himalaya e l’ossido di Plutone” – promette “30% di risparmio energetico” – “pulisce l’aria” – “bianco che più bianco non si può, fine della muffa per sempre.”  È solo marketing.
  • Se NON hai un serio problema di umidità ambientale o ponti termici, è sufficiente disinfestare le muffe, scrostare le vecchie pitture e usare quelle “giuste” (vedi sotto)

  • Se invece HAI ponti termici seri, grave eccesso di umidità ambientale, non funziona nessuna pittura “termica” o “nanocappotto” o che “purifica l’aria.”

Cosa deve avere una pittura per essere antimuffa?

  • La prima caratteristica di una vera pittura “antimuffa” è che deve essere veramente traspirante. Il che esclude tutti i lavabili, i luccichini, le plastichine sgargianti, i colori ecc.
  • La seconda caratteristica è che deve essere per sua natura velenosa per la muffa. Cioè è un terreno in cui la muffa non può vivere. Non è adatto alla vita. Il che esclude le tempere e pitture che contengo materiali organici o derivati del petrolio.

La pittura antimuffa per eccellenza è la pittura di calce. Lì la muffa non vive.

Tinte di calce naturale. Latte di calce. Grassello di calce. Stucco veneziano e company.

Oltre alla calce ci sono i silicati.

  • Le vere pitture antimuffa sono pitture minerali, alcaline, traspiranti. Non contengono derivati del petrolio e sono un terreno velenoso per la muffa.

Se la pittura è un terreno fertile per la muffa e non è traspirante, puoi metterci dentro anche il cianuro che non serve a niente.

Ecco perché le pitture di plastica, luccichini e lavabili non vanno bene.

Anche se c’è scritto in grande “antimuffa.”


Le cause per cui si forma la muffa e come si elimina.

  • Troppa umidità ambientale e punti più freddi su cui si forma condensa.
  • La condensa “innaffia” le spore, che crescono come i funghi dalla sera alla mattina.

Le spore sono invisibili, sono dappertutto, e non danno fastidio a nessuno.

Finché non ricevono dell’acqua, dell’umidità. E iniziano a crescere.

Bisogna disinfestare la muffa a fondo incluso le spore e poi usare vere pitture traspiranti e antimuffa.

Tuttavia, se hai un serio problema di aereazione o ponti termici, potrebbe non essere sufficiente nemmeno quello.

A Milano nel tipico condominio anni 70 in inverno ci sono 23° con 70% di umidità.  La condensa si forma a 18 o 19 gradi!

Quindi angoli dei soffitti e bordi finestre sono i primi a diventare neri di muffa.

Devi abbassare l’umidità ambientale. Le pitture isolanti cosa possono fare…

Anche nelle case ristrutturate con cappotto e perfino nelle case nuove Classe A si forma umidità di condensa e muffa.

Se una casa ha troppo isolamento non traspirante, con i vetri “della NASA” ed è una scatola di polistirolo, l’aria non circola più.

L’umidità si accumula e prima o poi condensa.

aeratore siegenia nel telaio infisso
aeratore nel telaio dell’infisso in alluminio nelle finestre

Per i ponti termici serve un vero cappotto interno traspirante antimuffa e per il tasso di umidità elevato serve una ventilazione corretta. Far girare l’aria.

Cioè gli aeratori con recupero di calore, da installare nelle pareti o nelle finestre.


Gli Aeratori con Recupero di Calore Eliminano la Muffa – Perché?

Perché dimuiscono l’umidità ambientale e quindi eliminano l’umidità di condensa.

Le muffe non possono più crescere se non vengono “innaffiate”.

Coma fanno a deumidificare arieggiando? È una questione di fisica.

L’aria in inverno è sempre meno umida dell’aria all’interno della casa.

Anche se fuori c’è la nebbia, il 90% di umidità, nevica o c’è -10 sotto zero.

Più la temperatura è fredda e meno umidità c’è nell’aria. Per saperne di più clicca quì.

Se guardi un igrometro e spalanchi le finestre in inverno, vedrai l’umidità interna scendere velocemente del 30% o più.

Solo che così entra anche il freddo e dopo un po’…

Ecco perché ti servono gli aeratori con recupero di calore.

Specialmente se hai una casa con cappotto e vetri termici che si riscalda con niente.

Specialmente se se non puoi arieggiare perché sei tutto il giorno fuori di casa.

Se puoi arieggiare e starci dietro leggi questo articolo per sapere come farlo correttamente.

Un aeratore con recupero di calore deumidifica la casa in questo modo:

  1. Espelle l’aria calda e umida (e sporca).
  2. Mentre la espelle recupera il calore dall’aria e lo immagazzina.
  3. Immette aria fredda dall’esterno, che contiene molta meno acqua. La filtra.
  4. Mentre la immette la riscalda usando l’energia che ha recuperato al punto 2.
  • Gli aeratori con recupero di calore da parete consumano pochissima energia, al contrario di deumidifcatori e condizionatori d’aria.
  • Il calore lo recuperano e i motori e consumano pochi watt.
  • Gli aeratori usano sempre aria fresca e la mantengono pulita, un condizionatore o deumidificatore gira sempre la stessa aria.
  • Un buon aeratore con recupero di calore può arrivare ad un recupero fino al 90% – Se non sei in Val Gardena anche un 60-70% è accettabile.

Alcuni aeratori sono silenziosissimi per le camere da letto.

Come tutte le cose la qualità conta.

Uno di questi lo trovi dappertutto, con nomi differenti e sempre la stessa foto.

È un discreto apparecchio ma rumoroso, è un’imitazione di quelli originali tedeschi.

Alcuni aeratori immettono ed espellono l’aria contemporanemante, altri alternano immissione ed emissione a intervalli regolari.

Alcuni si incastrano dentro la parete, altri si applicano sulla parete.

Stiamo parlando di modelli di aeratori con recupero di calore da parete.

La ventilazione meccanica controllata centralizzata è un’altra cosa, non ce ne occupiamo quì.


NUOVO! – Aeratore con Recupero di Calore Comandabile da Smartphone! –

esterno di aerotube siegenia
Esterno di Aerotube Aeratore da Parete

La novità di fine 2106 è la produzione da parte di Siegenia del primo aeratore con recupero di calore da incasso in parete comandabile da smartphone e tablet.

È stato così risolto il problema della sincronizzazione dei vari aeratori senza doverli collegare tra di loro e ad una centralina.

aeratori con recupero di calore inventer
aeratori con recupero di calore inventer sono sincronizzati tra di loro

Il collegamento di molti aeratori è la cosa più complicata e dispendiosa, richiede interventi edili, tracce, e interventi elettrici che spesso complicano la scena e aumentano i costi.

Esistono anche aeratori indipendenti che si collegano direttamente alla presa elettrica.

Espellono e immettono aria contemporanemente senza bisogno di sincronizzarli.

Ma il massimo dell’efficienza energetica e di controllo sulla deumidificazione, si ottiene sincronizzando gli aeratori in modo che quando uno sta espellendo l’altro sta immettendo l’aria.

Il nuovissimo modello di aeratore con recupero di calore Siegenia Aerotube risolve il problema utilizzando una WLAN, cioè il WiFi interno.

Gli aeratori si comandano tramite telecomando o una APP su smartphone o tablet.

aeratore con recupero di calore aerotube
Nuovo aeratore con recupero di calore Aerotube Siegenia

app per comandare aeraotube
APP per comandare gli aeratori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Clicca sul link per maggiori informazioni e dettagli sull’aeratore Aerotube Siegenia

E clicca quì per vedere gli altri modelli di ventilazione meccanica controllata consigliamo.

Come da nostra politica anche per gli aeratori utilizziamo solo il meglio, tralasciando imitazioni, cloni e apparecchi di seconda o terza categoria.

Aerotube è l’unico aeratore con recupero di calore in Classe Energetica A+


HAI PROBLEMI DI UMIDITÁ IN CASA?

HAI UMIDITÁ DI CONDENSA?

HAI MUFFE SUI MURI?

VUOI INSTALLARE AERATORI CON RECUPERO DI CALORE A CASA TUA?

Prima di affidarti al solito “cugino imbianchino” o “esperto” di turno contattaci per una consulenza e preventivo senza impegno.


Rispettiamo la tua privacy e non daremo il tuo contatto ad altri. Li useremo solo per rispondere alle tue domande e inviarti le nostre offerte. Potrai cancellarti o modificare i dati semplicemente scrivendocy. Vedi anche privacy policy.

[schema type=”product” url=”www.green-tech.it/it/siegenia-aerotube.htm” name=”Aerotube Siegenia Aeratore con Recupero di Calore” description=”Il primo aeratore con recupero di calore da parete comandato e sincronizzato tramite APP per smarthphone e in Classe A+ Arieggia filtra e deumidifica consumando pochissima energia” brand=”Aerotube” manfu=”Siegenia” condition=”New” ]

Come Risanare Scantinati Umidi

Risanare scantinati umidi:
un po’ arte, un po’ scienza.

In molte case è presente uno scantinato umido, una taverna o una cantina interrata che potrebbe essere risanata.

La domanda è: come fai a non buttare via i soldi, come puoi ottenere risultati duraturi nel risanare scantinati umidi?

  • Hai un seminterrato, taverna o cantina umida da risanare?
  • Umidità di risalita in taverna?
  • Scantinato o taverna umida con pareti contro terra?
  • Intonaci che continuano a scrostarsi nel seminterrato?
  • Odore di umido e muffa nella taverna o scantinato?
  • Devi risanare scantinati umidi?

Conviene ristrutturare taverne, cantine e seminterrati o risanare scantinati umidi?

Risanare scantinati umidi può essere costoso e se non vuoi buttare via i soldi non è un lavoro da affidare al solito “cugino imbianchino.”

La classica “parete di cartongesso” nei seminterrati è un sicuro disastro.

Serve solo a nascondere l’umidità e quello che succede dietro non devi saperlo, ma lo sentirai presto!

Se hai uno scantinato in centro città, dopo una ristrutturazione acquista molto più valore e lo puoi usare.

In tal caso conviene investirci denaro, deumidificare e risanare i muri umidi.

Se la “location” ha poco valore potrebbe costare più la ristrutturazione che lo scantinato stesso.

In questo caso si possono attuare soluzioni parziali che ti permettano di utilizzarlo al meglio senza spendere troppo.

La cosa più importante è “conoscere prima di agire.”

La classica “rasatura di intonaco speciale anti umido” o la “parete in cartongesso” che di solito consiglia il cugino imbianchino, o il muratore “di fiducia” non serve a niente in un seminterrato umido.

Idem i soliti “fori per arieggiare.”

Per non parlare del mitico “vespaio con gli iglù”. Il vespaio nn fa niente ai muri, specialmente in un interrato. E le soluzioni che si inventano per “arieggiarlo” sono da film dell’orrore.

Butterai solo via soldi.

Dopo un po’ ci sono i funghi dietro la parete di cartongesso e l’ambiente puzza ancora di più di muffa e di cantina.


Come risanare scantinati umidi?

Abbiamo già parlato dei diversi tipi di umidità e come ognuno necessiti di una soluzione diversa.

In uno scantinato, come minimo ci sono 3 tipi di umidità.

E bisogna risolverle contemporanemente.

Non coprirle in qualche modo e sperare che duri.

In giro si vedono principalmente lavori che “coprono” l’umidità e la nascondono peggiorando le cose.

risanare scantinati umidi con polistirolo
Effetti del polistirolo sui muri umidi

Esempio: contro pareti di cartongesso o tavelle davanti ai muri umidi.

Esempio horror: pannelli di polistirolo sopra i muri umidi.


La prima cosa è individuare tutte le sorgenti di umidità nello scantinato o taverna umida e la loro quantità.

risanare-scantinati-umidi-termo

Per farlo servono gli strumenti. Non si fa ad occhio.

Verifiche. Diagnostiche. Dati misurabili.

Igrometri, termocamere, ecc.

Chi entra nel seminterrato umido, dà un’occhiata e dice “ghe pensi mi, bisogna fare il vespaio…”

Di solito nasconde il problema con qualche prodotto di moda in quel momento.

Tipiche soluzioni che non servono e vengono consigliate: “bisogna fare una contro parete di tavelloni” o un “foro di aereazione” – “mettiamo il perlinato” “una bella parete di cartongesso con dentro polistirolo (o la lana di roccia) e sei a posto.”

E poi c’è il sempreverde “devi fare il vespaio.”

Cosa c’entra il vespaio con i muri umidi, per di più se sono contro la terra?

Abbiamo visto molti vespai “aerati” sottoterra e naturalmente non erano aerati…


Regole per risanare uno scantinato umido.

  • Nascondere il muro umido o l’umidità peggiora le cose. Cappotti e pareti di polistirolo e cartongesso non si devono MAI usare sui muri umidi e nei seminterrati.
  • I fori di “aereazione” fanno entrare freddo in inverno e umido in estate e non hanno mai funzionato per risolvere l’umidità. Causano umidità di condensa.
  • Se hai umidità di risalita, non devi fare nessun intonaco cappotto o contro parete non traspirante.
  • In una parete contro terra, non isolata all’esterno nessuno sa cosa succede dietro quando piove. Coprirla con polistirolo o altri sistemi non è la soluzione.
  • L’umidità ambientale deve poter uscire dallo scantinato o taverna. L’aerazione e il riscaldamento vanno progettati correttamente.
  • Lasciare le finestre aperte in estate, peggiora le cose. (aria calda umida entra e si condensa sulle pareti più fredde dello scantinato)

Come risanare scantinati umidi?

Per risanare scantinati umidi, una taverna o una cantina umida ci sono varie fasi da seguire per avere risultati concreti e duraturi.

  1. Individuare tutti i tipi di umidità presenti nello scantinato.

Questo fa vatto con un sopralluogo tecnico che potrebbe estendersi in una diagnostica strumentale fino a che non si è certi di averli individuati tutti.

Potresti avere:

  • Umidità di risalita
  • Spinta laterale contro terra
  • Sali = Umidità igroscopica
  • Umidità ambientale e condensa
  • Condensa Interstiziale
  • Umidità causata da infiltrazioni
  • Altro (vedi 12 tipi di umidità)

Quelle elencate sono quelle più probabilmente presenti.

  1. Risolvere un’umidità alla volta nella giusta sequenza.

Adesso che sappiamo e abbiamo misurato i vari tipi di umidità stendiamo un programma per risanare lo scantinato umido nella giusta sequenza.

a) Se c’è umidità di risalita, si deve interrompere e risolverla. Ad esempio con un dispositivo d’inversione di polarità delle molecole d’acqua che risalgono il muro dalle fondamenta.

ecoosmosi-elettrosmosiCi sono vari dispositivi di inversione di polarità alimentati ad elettricità che emettono onde elettromagnetiche o l’elettrosmosi, che negli scantinati vanno benissimo e sono meno costosi di altri sistemi.

b) L’altra parte fondamentale è l’umidità di spinta laterale. O controspinta.

Si tratta di umidità che arriva di lato dal terreno. I dispositivi d’inversione di polarità hanno un’efficacia parziale su questo tipo di umidità. E non ne hanno sulle infiltrazioni d’acqua liquida.
Nessuno può prevedere cosa succede in una parete contro terra in caso di piogge abbondanti e quindi si deve intervenire nel modo corretto.

Può essere necessario fare iniezioni di resine o usare cemento osmotico, o intonaci speciali che creano una barriera di contro spinta.

Se possibile la cosa migliore è fare una guaina esterna, o un intercapedine.

Lavori che non sempre si possono fare per questioni finanziarie o fisiche.

Per fortuna c’è la soluzione dall’interno, meno invasiva e costosa.

Bisogna separare il muro contro terra dall’intonaco.

  • Il vecchio intonaco va ovviamente rimosso, e i sali anche.
  • Poi si applica una barriera isolante che “stacca” il muro dal resto del mondo.

Si tratta di una membrana alveolare con bugne da circa 8 mm che viene applicata al muro con dei tasselli. barriera risanamento scantinati umidi

La membrana alveolare che permette la micro-aereazione del muro.

Sopra la membrana c’è la rete di armatura.

Si può intonacare direttamente o finire con lastre resistenti all’umidità tipo fibrocemento. Se ci sono probelmi di freddo è meglio applicare anche dei pannelli di materiali isolanti. Esempio sughero o Aerogel.

La barriera va applicata con una tecnica che permette al muro di continuare ad evaporare l’umidità.

Se necessario si predispone uno scolo per la condensa in basso.

In questo modo il muro può traspirare, continuare a deumidificarsi sotto l’effetto del dispositivo di inversione polarità e in caso di umidità laterale in eccesso può evaporare nell’ambiente senza mai toccare l’intonaco!

Un altro sistema simile è quello di applicare una “membrana” che non è di plastica ma è un materiale speciale che isola la parete controterra e sopra la quale si possono mettere pannelli isolanti o direttamente un intonaco resistente all’umidità ambientale. Tipo calce idraulica naturale.

Se non c’è una grande umidità di spinta laterale o di risalita si possono posare direttamente pannelli minerali traspiranti naturali.

Si posa in pratica un cappotto traspirante interno che gestisce l’umidità e isola dal freddo.

risanare scantinati umidi pannello silicato di calcio
cappotto interno traspirante alcalino a capillarità attiva da 5 cm in un interrato di cemento armato.

Usare pannelli in fibra di legno, sughero o meglio ancora pannelli  minerali a capillarità attiva speciali contro la muffa. Come il silicato di calcio con fibre vegetali.

Va valutato il pannello migliore casa per casa.

Non sono tutte uguali.

Infine viene intonacato con materiali traspiranti o con la sola calce idraulica naturale al 100%

“Sola calce idraulica naturale” significa che contiene zero cemento.

Anche la pittura dovrà essere traspirante, come il grassello di calce naturale o idropitture di qualità anti muffa o anti condensa a seconda della situazione.

Dopo aver risolto umidità di risalita, umidità igroscopica (i sali), umidità di spinta laterale mancano due cose fondamentali per risanare lo scantinato e renderlo abitabile: riscaldamento e aereazione.

Gli ambienti seminterrati o interrati devono essere aerati correttamente.

L’umidità ambientale e quella che esce dalla membrana alveolare descritta sopra o evapora per effetto dei dispositivi di inversione di polarità, deve uscire dallo scantinato umido, taverna o cantina.

L’umidità di una taverna o scantinato  deve essere sempre fatta uscire per evitare condense.

Nei seminterrati le finestre mancano, sono scarse o piccole, o bocche di lupo, ma l’umidità nell’ambiente deve essere fatta uscire e ricambiata con aria fresca a pulita.

Per risanare scantinati umidi bisogna installare un sistema di aerazione e riscaldamento dei locali.

La ventilazione meccanica controllata con recupero del calore, mantiene il tasso di umidità nei valori ideali se i locali vengono anche riscaldati.

A volte solo con aereazione e riscaldamento si possono ottenere miglioramenti enormi in uno scantinato umido.

Non risolverà l’umidità di risalita ma cambierà completamente il clima.

In alcuni scantinati bisogna per forza ricorrere alla ventilazione centralizzata e canalizzata, ma quando è possibile la soluzione più economica e pratica è installare aeratori con recupero di calore da parete.

Per il riscaldamento degli scantinati umidi:

Oltre alla VMC e alla stufe o riscaldamenti classici c’è un metodo non invasivo, che negli scantinati può essere utilissimo.

biored irragiamento infrarossi
Differenza tra irraggiamento a termosifone e a raggi infrarossi.

Il pannello radiante a raggi infrarossi.

I pannelli a raggi infrarossi possono essere installati senza lavori edili.

Riscaldano gli oggetti e non l’aria.

Come fa il sole.

Quindi scaldano i muri. Hanno un potente effetto deumidificante e antimuffa.


risanamento-cantina-sassoAbbiamo installato il dispositivo di inversione di polarità e un pannello IR in una “grotta” (un crotto) di sasso sul lago di Como praticamente inutilizzabile.

Le pareti gocciolavano di umidità di condensa, era fredda e mai usata da proprietari.

Non era il caso di fare un cappotto interno per quanto traspirante e perdere l’effetto dei “sassi”.

Dopo un anno era risolta e adesso la usano per farci le cene tra amici e passare le serate.

C’è anche un metodo di asciugare i muri umidi e deumidificarli velocemente.

Un metodo che in pochi giorni deumidifica muri bagnati da infiltrazioni, perdite, allagamenti.

Si tratta della deumidificazione con le microonde.


Questa è la giusta sequenza per risanare scantinati umidi.

Con garanzia di risultato, perché si eliminano tutte le sorgenti di umidità senza coprirle come fanno di solito.

Non copiare e incollare questa procedura.

Bisogna prima studiare la tua situazione!

La tua casa, scantinato, taverna o cantina ha il suo problema, il suo valore e un motivo per cui la vuoi risanare, diverso da tutte le altre.

Riassumendo: come risanare scantinati umidi.

  • Niente contro pareti di tavelloni, cappotti interni di cartongesso o polistirolo applicati ai muri umidi o controterra.
  • Non credere ai “fori per arieggiare.”
  • Aprire le finestre in estate nello scantinato umido non va bene.

La prima cosa è individuare quali tipi di umidità ci sono.

I lavori di risanamento possono essere fatti tutti assieme o po’ alla volta iniziando dal punto più importante.

Se non segui la sequenza giusta spendi i soldi per niente.


Vuoi risanare scantinati umidi, la taverna o la cantina, in modo definitivo, garantito senza buttare via soldi?

Richiedi un sopralluogo e preventivo sarai contattato entro 24 ore.

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Cappotto Termico di Polistirolo? Meglio Naturale!

Il cappotto termico con la normativa del 95 cioè la spinta a ridurre le emissioni e gli incentivi fiscali è diventato un classico.

L’edilizia recente cerca di “cappottare” tutto il possibile.

Con il nuovo “Ecobonus” si arriva ad avere incentivi del 110% e quindi nei prossimi mesi assisteremo ad un proliferare di cappotti.

Se per molti lati questa è una cosa positiva dall’altro lato non è priva di rischi per chi si accinge a capottare una casa già costruita.


Il cappotto termico di polistirolo o polistirene è un classico ma è l’ideale?

Il consiglio dei termotecnici dal ’95 è: coibentare tutto.

Sigillare case, pavimenti e finestre.

E tenerle chiuse.

Risparmio energetico.

Le ristrutturazioni prevedono sempre:

  • riscaldamento a pavimento,
  • vespaio di iglu sotto il pavimento,
  • cappotto termico di polistirolo,
  • infissi termici,
  • pannelli solari ecc.

Ma sono sempre le soluzioni ideali?

Specialmente per le case vecchie?

La risposta è NO. Specialmente il cappotto di polistirolo.

Problemi causati da cappotto di polistirolo nelle ristrutturazioni

Molto spesso i muri delle case da ristrutturare hanno umidità di risalita e la situazione si complica.

Un muro umido trovando il polistirolo all’esterno può solo inviare umidità all’interno.

Oppure si condensa nell’interstizio tra il cappotto e il muro.

Un muro umido conduce il calore verso l’esterno in inverno sprecando energia. Incontra il polistirolo e l’umidità aumenta.


Nelle case con cappotto termico e infissi termici come si ARIEGGIA?

Il cappotto di polistirolo assieme agli infissi “a prova di terza guerra mondiale” elimnano ogni aerazione e traspirazione in casa.

Se la casa è troppo umida per l’umidità di risalita o umidità ambientale si forma subito la condensa e la muffa.

Così ti dicono “devi arieggiare” – “apri le finestre”!

Perché installare finestre e cappotti dove non passa un atomo d’aria per risparmiare sul riscaldamento, se poi devi aprirle e far entrare il freddo?

La casa con cappotto di polistirolo: un bunker che si riscalda in fretta e dove non passa aria.

Le case con cappotto di polistirolo anche in Classe A non hanno un clima ideale interno.

Sono umide, hanno spesso muffe e aria pesante.

Certe case nuove sono state fatte male o “al risparmio”.

Oltre la mancanza di aereazione, possono avere difetti come infiltrazioni dai marciapiedi, umidità di condensa interstiziale e ponti termici.

Piccole stanzette: microspazi ipercoibentati.

Case nuove anche Classe A con umidità, muffa e pessimo clima.


Dopo anni di amianto e cemento, ora c’è la “plastificazione” isolando le case con cappotto termico di polistirolo.

  • Orrendi cappotti, che suonano “vuoto” quando li tocchi, ricoperti di pitture di plasticone “antipioggia” dai colori sgargianti.
  • Infissi termici in PVC e vespaio di plastica al piano terra.
  • Una scatola di polistirolo e cemento.

Magari fatto attorno ad una vecchia casa anni 50 o primi novecento che aveva un suo equilibro e una sua estetica che vanno perduti.

L’aria non circola nelle case nuove o ristrutturate con cappotto termico di polistirolo e infissi termici.

E così si hanno problemi di muffa, odori e clima malsano.

Cappotto Termico di Polistirolo Fatti “alla Carlona.”

A volte il cappotto termico, nelle ristruttrazioni viene fatto da imbianchini o muratori che non sanno niente di isolamento termico e di materiali.

Senza tanti calcoli, progetti termo tecnici o scelta dei materiali.

Sembra che basti montare dei pannelli di polistirolo e rasare tutto col plasticone, e fine.

Abbiamo visto i risultati dei cappotti di polistirolo “fai da te”.

La casa era un ponte termico globale, con muffe in ogni stanza.

Il peggio è il cappotto di polistirolo, rifinito al quarzo sgargiante sopra vecchi muri umidi con umidità di risalita.

Il genio “amico muratore” o impresa che “costa meno” a volte invece del cappotto esterno ti consiglierà di fare all’interno le mitiche contro pareti di tavelloni, o di cartongesso.

Un’antica leggenda dice che servono a coprire i muri umidi.

Quello che succede dietro quelle pareti di cartongesso o di tavelloni meglio non saperlo ma se l’hai fatto… lo scoprirai presto!

Se lo richiami per il clima, la muffa e gli odori nefasti darà la colpa alle finestre ti farà il classico “foro per far passare l’aria”.

Prima mette l’isolamento termico e poi ti buca le casa e fa entrare freddo.

“Antiche tradizioni e conoscenze” tramandate da un incompetente all’altro e applicate ai materiali e alle esigenze moderne.

Materiali naturali e traspiranti, per cappotto termico.

I materiali naturali per un cappotto termico costano di più ma danno di più.

Non te li consigliano perché guadagnano sulla posa.

Il polistirolo non costa niente e così ti ha un prezzo apparentemente “competitivo”.

È meglio spendere di più dei materiali e avere un cappotto naturale traspirante e infissi ventilati.

  • Il costo della manodopera è più o meno uguale
  • Noleggio del ponteggio è lo stesso
  • Le parcelle dei progetti e permessi sono uguali
  • I lavori accessori sono gli stessi

Il costo dei materiali naturali e traspiranti è maggiore ma il risultato è completamente diverso.

Vantaggi del Cappotto Termico Fibre Naturali.

Il cappotto termico in fibre naturali è prima di tutto traspirante.

Un cappotto di fibre naturali isola dal freddo in inverno e dal caldo in estate, non emette sostenze nocive volatili che inquinano l’ambiente.

All’interno delle case ci sono migliaia di sostanze nocive derivate dai materiali da costruzione.

LA POTENZA DEL CAPPOTTO TERMICO NATURALE LA VEDI D’ESTATE PIÙ CHE IN INVERNO

Una cosa che non ti spiegano è lo “sfasamento” del cappotto termico.

Lo sfasamento è l’intervallo di tempo per cui viene ritardato il passaggio del calore attraverso un pannello isolante o un elemento della casa (tipo il tetto o una parete).

Pannello naturalia bau fibra di legno traspirante
Pannello naturalia bau fibra di legno traspirante

Lo sfasamento ideale è di 12 ore così in estate il calore sole più forte che batte sul pannello del cappotto termico o del tetto a mezzogiorno non riesce ad entrare in casa fino alla mezzanotte.

A quell’ora le temperature sono più basse e quindi il cappotto cede gran parte del calore accumulato durante il giorno all’esterno invece che all’interno.

La casa rimane fresca.

Tempi di sfasamento del cappotto termico:

  • Il polistirolo ha un tempo di sfasamento di 3 ore.
  • La lana di vetro di 2.5 ore
  • Lana di pecora 4 ore
  • La cellulosa 7 ore
  • Pannello naturale di fibra di legno tipo Naturalia Pavatex® 12 ore!

Ecco la differenza tra un cappotto di polistirolo e uno in fibre naturali.

Coefficienti di Trasmittanza del Calore = quanto freddo ENTRA e quanto calore ferma IL CAPPOTTO TERMICO:
  • Polistirolo = 0.16
  • Cellulosa = 0.11
  • Pannello fibra di legno Pavatex = 0.05

Capacità Termica Massicca
cioè la capacità di un materiale di accumulare il calore (in J/KgK)

  • Lana di Vetro e Lana Minerale = 1000
  • Polistirolo = 1500
  • Cellulosa = 1940
  • Pannello di fibra di legno Pavatex® = 2100

Non è finita quì!

sistema cappotto naturale naturalia bau
sistema cappotto naturale naturalia bau

  • I materiali naturali e in particolare i pannelli di fibra di legno hanno una maggiore efficienza nell’isolamento acustico, cioè dal rumore esterno e tra le pareti.
  • I materiali naturali hanno una maggiore traspirabilità mentre isolano.
  • Possono assorbire l’umidità in eccesso e rilasciarla quando è più secco. In questo modo si dice che “respirano meglio”.
  • Contribuiscono a creare un clima migliore, più sano, molto meno umido e senza muffa.
  • I materiali come la fibra di legno non emettono sostanze nocive e profumano di buono, al contrario della plastica o polistiroli e cementi vari.
  • I pannelli di fibra di legno o silicati si possono usare per fare un cappotto termico interno invece che esterno.

Il cappotto termico interno di materiale naturale.

Abbiamo già spiegato in un altro articolo che fare un cappotto interno di polistirolo, di cartongesso o perfino di tavelloni su muri umidi sono soldi buttati e peggiori la situazione.

Un cappotto termico interno è una valida alternativa al cappotto esterno, se hai qualche centimentro da togliere alla stanza.

L’importante è non usare il polistirolo, che all’interno è ancora peggio che all’esterno. Soprattuto su case vecchie o muri umidi.

Quando fare un cappotto termico interno?

  • Quando non vuoi o non puoi fare il cappotto termico a tutta la casa.
  • Devi mantenere la facciata esterna estetica o belle arti ecc.
  • Se un ponteggio esterno sarebbe troppo costoso o impossibile.
  • Hai solo una zona della casa o che soffre di umidità o muffa.

In questi casi è possibile e economico fare un cappotto interno per risolvere i problemi di isolamento, e neutralizzare i ponti termici che formano umidità di condensa, muffa o freddo.

Oltre a maggiore traspirabilità, isolamento e assorbimento dell’umidità c’è un vantaggio ambientale ed estetico con i pannelli naturali.

Infatti il cappotto termico interno minerale non ha VOC (sostanze organiche volatili dannose).

Il risultato è che il comfort, l’odore e la sanità dei muri interni è nettamente superiore a qualsiasi altro muro in cemento, polistirolo, gesso e altre “schifezze” tipiche della case moderne.


DEVI FARE UN CAPPOTTO TERMICO?

Oltre al comfort anche 'estetica di un cappotto naturale è molto migliore dei cappotti di polistirolo
Oltre al comfort anche l’estetica di un cappotto naturale è molto migliore dei cappotti di polistirolo

  • Prima di rischiare con il solito cappotto termico di polistirolo all’esterno su muri umidi
  • Prima di farti fare un cappotto interno di polistirolo o cartongesso
  • Se devi ristrutturare una vecchia casa,
  • Ci sono muri umidi o muffa,
  • Non ti piace la plastica.

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Nota: in foto i pannelli Pavatex della Naturalia Bau di Merano (BZ). Made in Italy.
Esistono molti tipi di pannelli per cappotto esterno naturale traspirante o interno antimuffa e anche altri materiali traspiranti e naturali per cappotti interni o esterni con ottime caratteristiche di isolamento, traspirabilità e clima ideale. Contattaci per maggiori informazioni o per un sopralluogo e preventivo per la migliore soluzione per la tua casa.

Risanamento Muri Umidi Intonaci Di Calce Naturale

Risanamento Muri Umidi – Severamente Vietato il Cemento.risanamento-muri-umidi-cartello-vietato-cemento

Hai una casa di corte, cascina o antica dimora da ristrutturare?

Prima di spendere soldi per niente leggi questo articolo.


Il restauro vecchi edifici e risanamento muri umidi si fa con intonaci di sola calce idraulica naturale, senza cemento.

Classi calce naturale
Classi della Calce idraulica naturale

La maggior parte degli intonaci, “per risanamento muri umidi”, per restauro o “bio- edilizia”, contengono dal 5 al 20% di cemento.

Intonaci “a base di calce idraulica naturale” per il “risanamento delle murature umide” e “umidità di risalita” – Quel “a base” è ingannevole perché non significa “di sola calce idraulica naturale (NHL 5)”

La differenza è come la pizza napoletana DOP e la pizza a Copenaghen con mozzarella romena e ananas.

In Italia c’è un po’ di confusione e quindi è possibile vendere intonaci per risanamento muri umidi, con l’etichetta “a base di calce idrualica naturale” che non significa “di solo calce idraulica naturale”.

E si confonde anche la calce idraulica (HL) con la Calce idraulica naturale. (NHL)

Le normative per la calce.

In base alla norma UNI EN 459-1:2010, i prodotti ottenuti con la cottura di marne naturali oppure di mescolanze omogenee di pietre calcaree e di materie argillose sono indicati come Calci Idrauliche Naturali.

Le calci idrauliche naturali hanno la sigla NHL (Natural Hydraulic Limes).

Tra le calci idrauliche naturali, c’è fa una distinzione in base alla resistenza meccanica a 28 giorni.

Ci sono 3 classi di calci idrauliche naturali: NHL 2.0 – NHL 3.5 – NHL 5.0

I muratori o professionisti dicono: “per l’umidità uso intonaci risananti a base calce” – quello della (ditta famosa). Il “macroporoso.”

Il che non vuol dire molto e non garantisce il risultato.

Bisogna leggere la composizione nelle schede e vedere la composizione, gli inerti, gli agenti nobilitanti, e la classe. NHL5 o NHL3 o misto cemento e calce = il risultato sarà diverso.


Perché il cemento non va bene nel risanamento muri umidi?

Dagli anni 50-60 col “boom economico” c’è stata la rivoluzione nell’edilizia.

È arrivato il cemento che è diventato la malta e intonaco standard.

A parte i discorsi estetici e ambientalisti, il cemento ha causato danni nel restauro dei vecchi edifici e nel risanamento dei muri umidi.

I vecchi edifici, monumenti e case private sono stati restaurati con malte di cemento, più economico e veloce.

Nelle case private è ancora usatissimo, nel restauro è (teoricamente) abolito.

COS’È IL CEMENTO?  PERCHÈ NON VA BENE NEL RISANAMENTO DEI MURI UMIDI E VECCHI?

Per fare il cemento si usa il Clinker, miscela di minerali contenenti: ossido di calcio (CaO), ossido di silicio (SiO2), ossido di alluminio (Al2O3), ossido di ferro (Fe2O3) e ossido di magnesio (MgO).

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Il Clinker come esce dal forno

Il Cemento Portland, il più usato, è una miscela precisa di questi elementi.

Il Clinker viene cotto in forni, a volte si aggiungono sostanze come la pozzolana (di provenienza vulcanica) o di minor valore, come residui di fonderia, per abbassare i costi di produzione.

Queste miscele portano il cemento ai valori di resistenza desiderati, con la capacità di essicare anche in acqua o resistere al mare ecc.

Quando al cemento in polvere si aggiunge acqua, la malta solidifica velocemente e indurisce sempre di più in poche settimane.

All’inizio si indurisce per la reazione tra acqua, gesso e altri elementi, col passare del tempo si solidifica con una reazione più lenta e crea una materia più resistente.

Questo crea tensioni interne crepe o micro fessure.

Prima degli anni 50 per 2000 anni le case venivano fatte diversamente.

Prima del cemento le case e gli edifici si costruivano tutti così:

  • Muri portanti in mattoni o pietra o sasso,
  • Solai e tetti sostenuti da volte o travi di legno,
  • Per tenere insieme i materiali e per intonacare si usava solo la calce.

Avevano in comune gli stessi materiali, la calce teneva tutto insieme ed era anche l’intonaco.


COS’E LA CALCE? QUAL È DIFFERENZA COL CEMENTO?

La calce, calce viva, calce aerea o idrata è conosciuta fin dai romani e si ottiene cuocendo rocce di calcare, marmo, conchiglie o altri materiali contenenti carbonato di calcio.

calchera per cuocera calce
Antica fornace per cuocere la calce. Tuttora questi metodi sono usati da ditte che producono calce idraulica di alta qualità.

La calce idraulica è fatta principalmente di idrossido di calcio e può far presa anche in acqua.

I romani la chiamarono calce idraulica perche poteva indurire sia all’aria che sotto acqua (come il cemento).

Nell’antichità venivano usati calcari marnosi, cioè contenenti quantità intorno al 25% di argilla.

Cotti in forni che potevano arrivare ed una temperatura massima di circa 1000 °C.

Da non confondere con la calce idrata, che è la calce “normale”.

La calce idraulica attualmente viene inserita nella categoria cementi, per la capacità di solidificare in acqua ma non è cemento!

La calce comune (calce idrata, calce viva, calce spenta, grassello di calce) si produce cuocendo sabbie calcaree pure.

Non ha la capacità di indurire sott’acqua, ma solo all’aria.

La calce aerea si secca a contatto con l’anidride carbonica nell’aria e lentamente di solidifica con un processo molto più lungo del Cemento Portland.

La confusione tra calce calce idraulica naturale e il cemento.

Le normative e le definizioni sono confuse, la calce idrualica è considerata un “cemento” – le ditte produttrici e la pubblicità fanno il resto.

Verifica sempre la reale composizione nella scheda tecnica.

Per il restauro, ristrutturazioni e sopratutto per il risanamento muri umidi si devono usare intonaci a base di sola calce idraulica naturale senza cemento.

Alcune (pochissime) ditte producono specifici prodotti per differenti usi.

Malta da riampimento, da costruzione, cuci scuci, iniezioni, rinzaffo anti sale, intonaco normale, ciclo risanante deumidificante, tutto a base di sola calce idraulica naturale senza cemento.

ESEMPIO DI SCHEDA UNA MALTA DI VERA CALCE IDRAULICA NATURALE – SENZA CEMENTO PRODOTTA DA CALCEFORTE

Malta preconfezionata, marcata  secondo normativa UNI EN 998-1, specifica per la realizzazione di un intonaco risanante, totalmente minerale, leggero, particolarmente indicato per murature degradate dall’umidità di risalita, con basso spessore a disposizione, composta di granulati di vetro espanso e sabbie silicee e carbonatiche in appropriata curva granulometrica, regolatori di lavorabilità, e di calce idraulica naturale NHL 5 secondo la normativa UNI EN 459-1, ottenuta dalla calcinazione di calcari marnosi, ricchi di silice, cotti con carbone a bassa temperatura (1100 °C circa) e con le tecniche e i modi tramandati dalla tradizione.

La malta è additivata con specifici seccativi che agendo per frazionamento della macroporosità conferiscono agli intonaci induriti un’elevata porosità totale, una minima resistenza alla diffusione del vapore ed un irrilevante contenuto di sali solubili; il basso peso e l’alta superficie specifica forzano il progressivo  prosciugamento dell’umidità dai muri.

Ottima  stabilità dimensionale e permeabilità al vapore.

DATI TECNICI
Colore naturale: nocciola chiaro;
Granulometria aggregati: 0 – 3 mm;
Peso specifico (prodotto secco): 1000 kg/m³ circa;
Conducibilità termica (l): 0,67 W/mK

Come puoi vedere non c’entra col  “macroporoso risanante”


2 Mo(n)di Diversi di Costruire, Intonacare e Risanare Muri.

C’è grande differenza tra i due modi di costruire e di ristrutturare (cemento o calce).

Perché la calce è stata sostituita dal cemento?

Il cemento costa meno, è più facile e veloce da utilizzare, asciuga in fretta.

Si possono fare gettate, costruire muri e fondazioni di palazzi, dighe ecc. in tempo record.celentano-cemento