rifacimento-facciata-bonus-cappotto

Il rifacimento facciata di casa o condominio è un argomento caldo in questo periodo, il “bonus facciate” dà diritto fino al 90% di detrazione fiscale.

Vedremo parecchi cantieri per rifacimento facciata ed è normale che si pensi a realizzare contemporaneamente un cappotto termico.

La maggior parte delle case italiane sono veri colabrodo che disperdono calore e energia, c’è un grande spreco di riscaldamento a causa di murature mal isolate. Ponti termici, pilastri scoperti e tecniche costruttive obsolete.

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Esterno camera angoli la zona calda è dove si tra il termosifone interno

I condomini degli anni ’70 – ’90 non solo hanno bisogno del rifacimento facciata ma anche e soprattutto di un buon isolamento termico.

Con l’installazione di nuove finestre termiche il problema non si risolve. L’umidità interna aumenta e nelle pareti fredde si crea più facilmente condensa e muffa.

Con l’introduzione delle valvole termostatiche in molte case c’è stato un altro peggioramento. Per risparmiare si riscalda meno, anche il vicino riscalda di meno, i muri sono più freddi e si formano facilmente le muffe.

Il cappotto esterno è la soluzione per il risparmio energetico ed un miglior confort abitativo. Vale la pena approfittare dei bonus per rifacimento facciata per fare anche il cappotto esterno.

Il rovescio della medaglia del cappotto esterno

Il bonus facciate è una bella iniziativa, il cappotto esterno va bene, ma non in case e condomini con muri umidi!

Se i muri sono umidi (es: umidità di risalita), fare un cappotto o rifare la facciata non va fatto a “cuor leggero”, si devono prendere precauzioni.

Il rischio di fare un disastro e peggiorare la situazione è parecchio alto. In tal caso è meglio un rifacimento facciata con materiali traspiranti e resistenti all’umidità, senza isolamento e soprattutto senza isolanti in plastica!

Sappiamo già cosa succederà in un muro umido dopo qualche mese dal rifacimento facciata con o senza cappotto esterno. Scrostamenti di intonaco e pittura, e se c’è il cappotto, guai seri con l’umidità.

L’umidità intrappolata non potendo evaporare verso l’esterno dove va?

Il rifacimento facciata ad una casa vecchia o con problemi di umidità?

Se i muri sono umidi e ti propongono un cappotto in eps xps stifterite o altri materiali “plastici” scappa di corsa! Lo stesso se ti propongono la posa di pietre nella parte bassa della muratura per “estetica”.

Il cappotto di polistirene, epx, xps ecc. o la pietra all’esterno di un muro vecchio e umido imprigiona tutta l’umidità.

Umidità che non potendo evaporare deve per forza andare verso l’interno del muro o del cappotto. Il risultato puoi immaginarlo, sarà un disastro. Ne abbiamo visti tanti dopo un rifacimento facciata con o senza cappotto.

Qualche “esperto” (di solito il “cuggino”) arriva a suggerire il cappotto di polistirene all’esterno (a volte persino all’interno) come “soluzione all’umidità di risalita”. E quì si raggiunge il fondo.

Intonaci che si sgretolano all’interno, umidità che fuoriesce al di sopra della copertura di pietra. Condensa all’interno del cappotto e così via. Tutti fenomeni ampiamente prevedibili, basta leggere le schede tecniche dei produttori o fare dei calcoli termotecnici. O un po’ di esperienza.

All’interno invece i cuggini adorano il cartongesso. Della serie nascondi l’umidità e scappa! Un’altra cosa che li attizza sono “i fori per arieggiare”.

Prima spendi un patrimonio per fare il cappotto e gli infissi ultra isolanti della NASA e poi si fanno i “buchi” per arieggiare. Geniale.

Se i muri sono umidi, ad esempio umidità di risalita, non si deve posare nessun cappotto, tantomeno in materiali non traspiranti.

Non lo diciamo noi ma i produttori di materiali per l’isolamento termoacustico, lo spiegano chiaramente nelle loro schede tecniche, siti ecc.

In una cascina del 900 in mattone pieno un cappotto di polistirene eps xps è anche un obbrobrio estetico, oltre che termo igrometrico.

A volte per convincerti a fare il cappotto citano leggi, norme o direttive locali, regionali, o nazionali che “impongono di fare un cappotto” durante un rifacimento facciata.

Sappi che non è proprio vero. Specialmente se è un vecchio manufatto come una cascina di mattone pieno del 900 o più antica.

Ci sono norme e direttive sul risparmio energetico che richiedono i cappotti termici, e ci sono anche clausole per non farlo se non è il caso.

Ci sono eccezioni e soluzioni alternative sia al cappotto che al vespaio.

Sta al tuo professionista, architetto ecc dimostrare che non va fatto, perché e che soluzione si adotta. Se vai da chi ti vuole vendere il cappotto o il vespaio è ovvio che non troverà nessuna soluzione ed è “obbligatorio”.

Non esiste solo il cappotto di “plastica

Non ci sono solo i materiali in plastica per rifacimenti facciate e cappotti. Ci sono intonaci e cappotti traspiranti, naturali, minerali ecc. il legno, la canapa, la calce idraulica naturale, il cocciopesto, silicati ecc. che sono molto più idonei al rifacimento delle facciate di cascine, vecchie case ecc.

Ancora più importante: ci sono le tecniche per deumidificare un muro dall’umidità di risalita prima di ingabbiarlo in un cappotto!

Tecniche e materiali traspiranti per isolare una casa dall’interno se all’esterno è meglio non toccarla.

La stessa cosa per il “vespaio aerato” che ti viene sempre consigliato per i muri umidi ma non ha niente a che fare con la risoluzione dei muri umidi.

Siamo nel 2020 e ancora continuano con tecniche anni 70.

Se devi ristrutturare una casa vecchia ti propongono il “rifacimento facciata” col bonus, intonaco “macroporoso, fibrato”, vespaio e cappotto. Un bel poker d’assi. Manca solo il cartongesso. E poi hai fatto scala reale di soluzioni inutili e dannose per l’umidità.

Ti vengono vendute come soluzioni all’umidità mentre non lo sono. Sono piuttosto causa di problemi in caso di umidità.

Il vespaio aerato per l’umidità di risalita (inutile)

Il vespaio aerato è una soluzione all’umidità solo se viene costruito PRIMA della casa, la casa deve andare sopra il vespaio e isolamento.

Scavare il pavimento dall’interno dopo 100 anni non serve a niente.

Potrà isolare il pavimento dal terreno o radon (se c’è) ma anche per quello ci sono valide alternative, anche più economiche come il vetro cellulare.

Il cappotto esterno per i muri umidi (disastro)

Il cappotto termico serve per il risparmio energetico non per risolvere i muri umidi. Deve essere costruito sulle case nuove con un progetto in base alle norme.

Fare un cappotto su una casa già costruita è molto più difficile che su una nuova costruzione. Richiede un uso intelligente dei materiali e severi calcoli per evitare ponti termici. Zone troppo isolate vicino a zone non isolate causeranno guai. Mancanza di circolazione d’aria e muffe. E se i muri soffrono di umidità di risalita non si fa e basta.

Il cappotto termico va fatto solo su muri asciutti non su muri ammalorati, salati o umidi.

Secondo noi un cappotto esterno è migliore se fatto di materiali traspiranti e naturali tipo fibra di legno, aerogel, canapa, ma su quello si può discutere.

Sul fatto che in un rifacimento facciata bisogna stare attenti all’umidità e non fare un cappotto invece non ci sono discussioni.

Prima si fanno asciugare i muri dall’umidità, si risolve l’umidità di risalita, si eliminano i sali e solo dopo si può pensare al cappotto o intonaco nuovo.

Se la casa è vecchia, di sasso e pietra, mattone pieno e materiali misti, non si usa il cemento per ristrutturarla, perché la rovini per sempre.

Nel restauro conservativo è un fatto accettato da autorità e professionisti che è obbligatorio usare la calce idraulica naturale senza cemento.

Non intonaci “a base di calce” ma di sola calce idraulica senza cemento.

Se è obbligatorio nei restauri perché non usarlo nella tua cascina?

RIFACIMENTO FACCIATA CON MATERIALI NATURALI E TRASPIRANTI

Il rifacimento della facciata di un palazzo o di una casa può essere fatto con la calce idraulica naturale senza cemento. In una ristrutturazione di una casa vecchia di dovrebbe solo usare la calce idraulica. Basta col cemento.

Un intonaco di calce idraulica ha vari vantaggi, primo tra tutti quello di essere un materiale traspirante, inattaccabile dalla muffa e resistente all’umidità. Ha una forza simile a quella dei vecchi materiali e quindi non distrugge la muratura con carichi troppo pesanti come fa il cemento.

Rifacimento facciata in calce e emissioni di CO2

La calce idraulica si asciuga in modo totalmente diverso dal cemento. Per “indurirsi” e “seccare” assorbe CO2 (anidride carbonica) dall’aria. Un procedimento che dura parecchie settimane.

La calce idraulica naturale miscelata con addittivi come la polvere di vulcano (pozzolana), sabbie ecc era il cemento usato dai romani. Un intonaco di calce idraulica “mangia” inquinamento.
Adesso fanno marketing di costosissime pitture o intonaci “moderni” che “assorbono l’inquinamento”. La carbonatazione della calce idraulica assorbe CO2 – una reazione chimica che avviene da più di 2000 anni.

I Romani non sapevano che avrebbero contribuito a ridurre le emissioni e negli anni 70 quando la calce idraulica è stata messa fuori uso dalla cementificazione globale a nessuno importava delle emissioni.

Volevano solo qualcosa di veloce ed economico come il cemento portland. Se va bene per fare un ponte o le gettate di un palazzo moderno, non significa che vada bene per intonacare un muro di mattone pieno di una vecchia cascina.

Un intonaco di calce idraulica assorbendo CO2 col tempo diventa “pietra” ovvero carbonato di calcio, magnesio ecc. come le dolomiti. E resiste all’umidità. È traspirante, antimuffa ed è molto più bello da vedere.

L’effetto estetico e il comfort interno è notevolmente superiore in un rifacimento facciata e intonaci in calce naturale, tonachino, grassello ecc rispetto ad una rasatura con prodotti cementizi e pittura di plasticone.

cappotto verde
Rifacimento facciata con materiali e colori interessanti…

Non possiamo vedere quegli orrendi cappotti e facciate di plastica pitture di plasticone fluorescente…

Effetti collaterali di cappotti e intonaci su muri umidi

Spesso ci chiamano dopo aver cambiato le finestre con le “supermegatermichedellaNASA” – rifacimento facciata e cappotto di polistirene … sono pieni di muffa!

Prima non c’era mai stata. La casa è diventata una grotta puzzolente. Si riscalda in un attimo ma si riempe di puzza e muffa.

Oppure l’umidità di risalita che prima arrivava a 30 cm di altezza, dopo la rasatura cementizia “macroporosa” o il cappotto è salita fino a un metro!

Il nuovo vespaio e cappotto interno di cartongesso “per togliere umidità nella taverna” intrappolano l’umidità e dietro ci crescono funghi e muffe.

Alcune cose da verificare prima di un rifacimento facciata e cappotto

  • I muri sono umidi? umidità di risalita? (non farlo)
  • Ci sono muri a “cassa vuota” (se ci batti suona vuoto?)
  • Sai che si può riempire con isolante ed evitare il cappotto e che lasciarla vuota con cappotto esterno può causare condensa?
  • I muri sono disomogenei, pietra, sasso o mattone pieno?
  • I muri sono salati? (di solito in basso assieme a scrostamenti)
  • Hanno fatto i calcoli termotecnici per evitare ponti termici e condensa interstiziale?
  • Ti hanno prospettato la possibilità di usare materiali traspiranti e naturali invece che solo prodotti a base petrolio?
  • Davanzali, balconi, cornici alle finestre, grondaie ecc sono stati presi in considerazione?
  • Tetto e sottotetto vengono isolati o restano freddi?
  • La facciata da rifare ha già infiltrazioni?
  • Il cappotto va fatto evitando infiltrazioni dal tetto o gronde.
  • Il cappotto verrà posato seguendo le norme? (qualcuno farà una verifica termografica alla fine?) idem per le finestre.
  • Con che materiali sarà il rifacimento facciata?
  • Ti hanno spiegato che se isoli la casa con cappotto e finestre termiche poi devi arieggiare metodicamente o installare una ventilazione meccanica controllata sennò rischi la muffa?

Dati tecnici su cappotto e rifacimento facciata: il Diagramma di Glaser.

Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna. (A. Einstein)

Per finire cerchiamo di spiegare in modo semplice il “diagramma di Glaser” – una cosa “tecnica” che “usano solo gli ingegneri.”

La composizione di una muratura, il suo isolamento e spessori hanno tutti a che fare con il suo comportamento durante le varie stagioni.

Dal 2103 tutti i progetti devono tenere conto della capacità dei materiali di far passare il vapore, di resistere al calore e altri fattori. I progettisti devono dimostrare che la struttura non avrà”ponti termici critici” e che non si svilupperà muffa o condensa all’interno della muratura e dell’abitazione. Inoltre calcolano il costo necessario a riscaldarla e quindi la classe energetica.

Cos’è Il mitico “ponte termico”?

Spesso ti dicono che hai la muffa perché “c’è il ponte termico” il che non significa molto per te, e a volte non significa niente e basta.

Un ponte termico è una parte della costruzione meno isolata, fatta di materiali diversi o meno spessa ecc., quindi “fa da ponte” con l’esterno.

Un classico esempio sono gli angoli, gli incroci tra parete e soffitto o col terrazzo del piano di sopra ecc.

Eliminare i ponti termici è pressoché impossibile, quello che conta è che non siano “critici” cioè non così gravi da causare problemi a te.

In parole povere significa che i muri non devono andare sotto una certa temperatura. Potremmo dire semplificando al massimo (per la nonna) che hanno almeno 15° di temperatura. La cosa è più complessa ma è sufficiente.

La maggior parte delle persone dice o “sente” che questi angoli o pareti col ponte termico “tirano dentro il freddo” – infatti se misuri la temperatura sono più freddi del resto della parete.

Questi squilibri causano vari problemi. Prima di tutto il comfort climatico. La sensazione di freddo anche se il termostato misura 20° –

E ancora più evidente con ponti termici “critici” si formano condense e muffe.

Non è il freddo che entra ma il caldo che esce!

Un ingegnere è uno che si arrabbia quando sente dire che “entra il freddo.” Infatti è vero, il ponte termico non fa “entrare il freddo” ma piuttosto “lascia uscire il caldo”, cioè il riscaldamento interno.

Il famoso spreco energetico. (vedi prima foto sopra)

Se comprendi questo puoi capire un sacco di trucchi e non farti fregare da chi vuole appioppare uno strano cappotto o ti racconta storie sulle finestre.

Se una parete è poco isolata o apri le finestre non “entra il freddo” ma “esce il caldo”.

Si chiama termodinamica (che vuol dire “movimento del calore”) e dice che l’energia, il calore ecc si muovono sempre da un punto più caldo verso uno più freddo e non viceversa. Delle formule per calcolarla come proprietario di casa non interessa. Ti basta capire questo concetto.

Immagina che l’aria in una stanza riscaldata a 20° con il 50% di umidità vada contro una parete che da verso l’esterno. La parete avrà una sua temperatura. Inferiore a quelal dell’aria. All’esterno in inverno ci sarà un’altra temperatura più fredda ancora, ipotizziamo 0° e 60% umidità.

L’aria di casa tua cerca di andare dal caldo verso il freddo.

Abbiamo una differenza di 20° tra interno ed esterno e in mezzo una serie di materiali che formano la nostra parete.

La domanda è: che temperature e che umidità ci saranno durante la giornata e durante le stagioni all’interno della muratura?

Se all’interno della muratura tra strati diversi di materiali si forma della condensa puoi capire che è un dramma se non se ne va in fretta.

Questo è ciò che calcolano i progettisti quanto decidono i materiali, gli spessori e isolamenti da usare nella costruzione o rinnovamento di una casa.

Diagramma di Glaser: progetti pareti intonaci e cappotti

Ingegneri termotecnici e progettisti di case usano il diagramma di Glaser per evitare umidità e condensa all’interno della muratura e delle stanze.

diagramma di glaser
diagramma di glaser per una parete

Mettono insieme i vari materiali da costruzione e materiali isolanti e progettano una parete che isoli nel modo desiderato dal caldo e dal freddo esterni, tenendo conto delle stagioni e delle ore del giorno.

Devono obbligatoriamente simulare una parete che non formi condensa “interstiziale” cioè al suo interno (tra i vari strati di materiali) e che non formi condensa o muffa sulla superficie interna.

(Poi bisogna vedere se la ditta costruttrice lo esegue realmente, ma questo è un altro discorso.)

Fino al 2013 queste regole o non esistevano o non erano obbligatorie, quindi ci sono tantissime case con ponti termici critici, intercapedini dove si forma condensa. Spesso questi difetti strutturali sono compensati da un eccesso di riscaldamento o da “aerazione” proveniente dai famosi spifferi. E così quando cambi la caldaia o gli infissi si rompe il precario equilibrio “anni 70” e arrivano le muffe.

Nelle nuove costruzioni all’esterno, nel progetto di muratura c’è sempre il “cappotto” cioè uno strato di materiale isolante che ha lo scopo di isolare da freddo in inverno e dal caldo in estate. Non tutti i materiali hanno lo stesso comportamento. Lo spessore, la traspirabilità, la resistenza al vapore ecc e il materiale sono tutti fattori da tenere in considerazione nel progetto di una parete e un cappotto esterno.

cappotto parete mattoni umidità risalita
Parete mattoni pieni con umidità risalita in cascina con cappotto esterno polistirene

Se Queste cose devono essere calcolate nelle case nuove, pensi che fare un cappotto all’esterno della tua casa vecchia o antica, senza tenerne conto sia una buona idea?

Abbiamo visto tanti cappotti e facciate fatte dal “cuggino che te lo fa a meno”. Polistirolo su vecchia cascina in mattone pieno con umidità di risalita. Un classico. Vedi foto a lato.

Solo perché ci sono i bonus per rifacimento facciata e cappotto si trascura l’umidità?


Contattaci prima, non dopo

Se la tua casa è vecchia e ha problemi di umidità, prima di avventurarti in un rifacimento facciata, un vespaio o un cappotto, contattaci per un sopralluogo, diagnostica o consulenza.

cropped mold come distinguere la muffa

Pittura antimuffa sì ma sembra complicato avere risultati.

La usi e la muffa ritorna. Perché?

Cosa significa “pittura antimuffa”?

Spesso non vuol dire niente, solo che ci hanno aggiunto un po’ di veleni, tipo candeggina, e scrivono nell’etichetta  “PITTURA TRASPIRANTE ANTIMUFFA.”

Altre volte non è così e sono pitture di alta qualità, con materiali non tossici.

Anti muffa è una parola vaga come anti carie del dentifricio.

Se hai una carie, il dentifricio “anticarie” forse può essere utile a prevenirla. Forse. Ma non di certo a curarla. Per curarla vai dal dentista.


Dare una pittura ANTIMUFFA

Premettiamo che se hai problemi di muffe estese e che si riformano velocemente non dovesti neanche toccarla.

Dovresti farla trattare da un professionista con le adeguate protezioni. Attenzione che “imbianchino” significa imbianchino e non professionista della disinfestazione o delle muffe.

Supponiamo invece che tu abbia solo un po’ di muffa e vediamo come puoi usare una pittura antimuffa nel modo migliore.

N.1 Prima di dare la pittura bisogna disinfestare le muffe sul serio. 

Questo è il gradino più trascurato. Fatto di corsa.

Asperigillus muffa si riforma
Spora al microscopio. Le spore delle  muffe sono invisibili a occhio nudo.

Gli imbianchini o i “fai da te” di solito passano candeggina, ammoniaca o qualche prodotto spray e poi ridipingono subito.
Questo metodo non è sufficiente e non funziona.

La muffa va disinfestata completamente e i prodotti devono penetrare a fondo per uccidere le spore nascoste.

Non si fa in mezz’ora, ci vuole tempo.

N. 2 Disinfestare anche le muffe da armadi e tappeti, dai filtri dei condizionatori, aspirapolveri e deumidificatori, altrimenti appena li accendi voleranno sulle pareti appena ridipinte. Tappeti e moquette devono essere ripuliti a fondo o lavati. La moquette non è più di moda ma se hai problemi di muffa dovresti eliminarla del tutto.

N.3 Togliere le vecchie pitture se sono troppe.
Se hai vari strati di pitture lavabili, coi “luccichini” e sostanze derivate dal petrolio. La muffa si forma tra gli strati di pitture e lì sopravvive alla candeggina, e alle pitture antimuffa o pitture termiche.

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Scaglie di pittura termica “anticondensa” che non ha funzionato. Sul retro si vedono le muffe precedenti ancora vive e nascoste.

N.4 Ritinteggiare con pitture traspiranti di alta qualità e antimuffa “di natura”, non perché ci hanno aggiunto qualche veleno o messo una scritta pubblicitaria. Una pittura minerale, alcalina come i grassello di calce, pitture ai silicati e alcune idropitture sono naturalmente un terreno pessimo per l avita della muffa. La muffa ha bisogno di un terreno su cui prosperare e le pitture alcaline non lo sono, anche senza aggiunta di sostanze chimiche e veleni che poi respiri anche tu.

N.5 Dopo aver ridipinto bisogna assicurarsi di tenere pulito l’ambiente, riscaldare e arieggiare correttamente i locali ed evitare la formazione di condensa. Con un igrometro con allarme condensa puoi tenere sotto controllo la situazione. I locali vanno arieggiati tutti i giorni e riscaldati in  modo uniforme. Le pulizie sono importanti per evitare formazione di muffa.

Seguendo quanto sopra dovresti avere risultati che durano molto a lungo.

Nella maggior parte dei casi questi gradini sono sufficienti, se vengono fatti bene.

Se eseguendo questi gradini la muffa si riforma ancora, hai un problema serio che non risolverai mai col fai da te, né con l’imbianchino.

Serve un sopralluogo tecnico che trovi le cause dell’umidità e muffa in casa


5 Gradini per dare la pittura antimuffa, in dettaglio.

1. DISINFESTAZIONE CORRETTA DELLE MUFFE
  • Devi usare un prodotto professionale, un detergente specifico o un “biocida” (bio= vita cida= distruggere) per uccidere le muffe, non basta la candeggina. La candeggina è abbastanza velenosa. Emette cloro che è antibatterico e ma è per la maggior parte acqua. E l’acqua è proprio ciò di cui la muffa ha bisogno. Evaporato il cloro resta l’acqua.
  • Oltre alle muffe che sono visibili sul muro, devi disinfestare le muffe, le spore e le ife invisibili che si nascondono nelle pitture e intonaci.

Tra i prodotti antimuffa da scaffale c’è poco di efficace.

Un biocida professionale ha bisogno di molte ore per agire.

Puoi immaginare perché mezzora di candeggina o spray non funzioneranno.

Noi usiamo un detergente professionale muffa. Non è sbiancante per cui non toglie il nero dal muro che va invece grattato e ridipinto. Va dato in due giorni e le muffe morte e vanno scrostate dopo la prima passata.

Online ci sono vari buoni prodotti come il Muffaway Naturalia, in 2 spray, uno per togliere le muffe e uno per impedire che si riformino.

I sali di boro sono un buon detergente per pareti e prevenzione muffa ma non sono il più efficace. Alcuni la chiamano soluzione canadese che sono sali di boro agggiunta di cloro.

Esistono anche dei prodotti medicali che non causano alcuna contaminazione chimica. Sono totalmente innocui per l’essere umano e animali. Sono prodotti disinfestanti per uso ospedaliero per uccidere qualsiasi tipo di batterio, virus oltre a muffe e funghi. Sono ideali per disinfestare gli oggetti da batteri e muffe oltre che i muri.

Ci sono anche prodotti che vengono dati come “aerosol” con macchinari adatti e uccidono tutto quello che trovano sulle superfici di muri oggetti ecc.

Utilizzo dei prodotti antimuffa e disinfestanti

I disinfestanti si utilizzano, indossando sempre le protezioni.

La muffa è un fungo, può causare allergie o malattie respiratorie.

Le spore sono molto volatili.

Se tocchi o gratti le muffe senza prima ucciderle, le fai volare dappertutto.

Questo è un altro dei motivi di fallimento del fai da te. E degli imbianchini che hanno fretta.

Il disinfestante si passa sul muro infestato prima di toccare le muffe.

Il prodotto va dato anche nelle vicinanze, dove non si vedono muffe, per un metro o più.

A volte, o con certi prodotti devi disinfestare tutta la parete.

L’obiettivo è uccidere sia le muffe visibili che le spore e ife invisibili.

Il giorno dopo quando le muffe sono morte, vanno tolte con una spugna o raschietto.

Dopodiché il prodotto antimuffa va ridato in modo che penetri in profondità e uccida muffe, ife e spore che vivono nelle pitture, stabiliture e intonaci.


2 DISINFESTAZIONE ARMADI, OGGETTI E CONDIZIONATORI

Spesso quando ci sono muffe sulle pareti si formano anche all’interno di armadi, cassetti o sugli oggetti. Scarpe.

Se hai usato deumidificatori o condizionatori d’aria in presenza di muffe sui muri, i filtri e l’interno sono pieni di spore.

Devi disinfestare le muffe e spore in armadi e oggetti altrimenti voleranno sulle pareti appena ridipinte o continueranno a vivere nell’armadio.

Le muffe vanno disinfestate anche da condizionatori e deumidificatori.

Altrimenti appena li accendi manderanno le spore sui muri appena imbiancati di pittura antimuffa.

Per sapere come togliere le muffe da scarpe libri e mobili leggi qui.

Come abbiamo detto sopra ci sono prodotti di vario tipo che si possono usare, dai detergenti fino a sostanze professioanale che possono disinfestare qualsiasi oggetto da ogni virus, batterio o muffa senza lasciare alcuna contaminazione chimica nell’ambiente.

3. TOGLIERE LE VECCHIE PITTURE
  • Se col passare degli anni hai accumulato strati di pittura, lavabile, primer e “pitture antimuffa” il muro ha ormai uno strato non traspirante dove umidità condensa e muffa fanno festa.
  • Tra uno strato e l’altro di pittura si possono annidare le spore delle muffe. E ci vivono. Qualcuno dipinge anche direttamente su un muro pieno di muffe. O ci da sopra la cementite e poi pittura con la tempera. (tecnica da imbianchini in pensione).
  • Devi scrostare le pitture vecchie e rendere il muro pulito e traspirante. È inutile usare una buona pittura traspirante se sotto ci sono strati di vecchie pitture di bassa qualità o non traspiranti.

Nota: Se devi fare questo gradino, il secondo passaggio di biocida lo puoi fare dopo aver tolto le vecchie pitture.
Non farti venire l’idea di “risparmiare” e togliere le pitture con ancora sopra le muffe. Le spore volano dappertutto!
Le muffe le devi uccidere prima di grattare via le vecchie pitture.

  • Se il muro è rifinito a gesso, è meglio toglierlo e finirlo a stabilitura. Il gesso trattiene l’umidità ed è un terreno fertile per le muffe. Come il cartongesso che le alimenta.

Se sei sicuro di non avere strati di pittura puoi evitare di scrostare, ma se non vuoi buttare via i soldi assicurati di non dare la pittura antimuffa traspirante, o pitture anticondensa sopra strati di pittura lavabile o non minerale.

4. USARE VERA PITTURA ANTIMUFFA TRASPIRANTE.

Qui viene il bello.

Sugli scaffali ce ne sono 100 con scritto “antimuffa” e 1000 con scritto “traspirante” – quale scegliere?

Trovi anche i “lavabili traspiranti e antimuffa.”

Non esiste un lavabile traspirante!

Pittura antimuffa non significa: “con aggiunta di qualche sostanza chimica antimuffa.” E non costa 10€ .

Non basta aggiungere liquido biocida per far diventare antimuffa una tempera o un lavabile.

La vera pittura antimuffa deve essere traspirante, alcalina e non deve contenere materiale organico.

Un lavabile non è traspirante. Qualsisi cosa scriva la pubblicità.

Una pittura che contiene sostanze organiche o derivate del petrolio (tempere, plastichette e luccichini) non è mai antimuffa!

Anche se c’è scritto sull’etichetta.

La pittura antimuffa oltre ad essere traspirante deve inorganica, minerale, ed altamente alcalina.

La muffa e i batteri muoiono a contatto con una superficie con un alto PH

Qual è la vera pittura antimuffa traspirante e alcalina?

La calce naturale e tutti i suoi prodotti come grassello di calce, latte di calce, pitture di calce, stucco veneziano e simili sono pitture traspiranti, inorganiche e altamente alcaline. E uccidono la muffa.

La muffa su queste pitture muore e fatica a formarsi.

Un altro tipo di pittura antimuffa sono i silicati che sono traspiranti. E anche sono traspiranti e naturalmente antimuffa.

pittura-antimuffa-silicati
un pittura ai silicati di qualità come la Calceforte inattaccabile da funghi e muffe.

Poi ci sono pitture cosiddette “termiche” o “anticondensa”.

Ce ne sono di vario tipo, con sfere di vetro, ceramica e “nanoparticelle.”

Servono ad aumentare la temperatura del muro, creare una superficie setosa per diminuire la condensa superficiale e non far crescere la muffa.

Sono accompagnate da un marketing impressionante e  promettono tante cose.

 

L’efficacia delle pitture termiche anticondensa è controversa.

Se il ponte termico è minimo e non ci sono problemi di riscaldamento e aerazione possono andare bene.

Non fanno niente se hai un’infiltrazione, umidità di risalita, una parete o angolo veramente freddi (ponte termico critico).

La pittura “termica” non sostituisce la vera coibentazione delle pareti.

Se in casa tua c’è un grave ponte termico è difficile, se non impossibile che le pitture termiche possano risolverlo.

Serve un cappotto antimuffa.

La pittura antimuffa “termica” anticondensa funziona molto meglio al centro/sud dove l’inverno non è mai rigido.

Sono costose, quindi prima di spendere soldi per una pittura termica dovresti far misurare le temperature del muro nei punti freddi dove si forma la muffa e l’umidità ambientale. Contattaci.

Pittura “naturalmente” antimuffa.

Come abbiamo detto le pitture minerali, traspiranti e alcaline sono “antimuffa” per loro stessa natura, senza bisogno di aggiungere sostanze chimiche. Es: i silicati, il grassello di calce naturale e lo stucco veneziano.

pittura antimuffa muffaway
Pittura antimuffa grassello di calce con antimuffa –

Pittura Idrorepellente Antimuffa Muffa Dead ITV o la pittura Muffaway di Grassello di Calce Antimuffa della Naturalia Bau oltre ad essere naturalmente antimuffa contengono anche un prodotto idoneo a ucciderla.

Per i più “sensibili” c’è anche la pittura antimuffa, minerali ecc priva al 100% di formaldeide. Non è detto che poi siano le più efficaci.

Di solito è meglio scegliere una pittura antimuffa di alta qualità anche se con una percentuale piccolissima di fomraldeide che serve solo per non farla marcire in magazzino.

Pitture ad alto contenuto di formaldeide, conservanti, derivati del petrolio, sostanze organiche, (VOC), luccichini, plastichine e lavabili vanno evitate se hai problemi di muffa.

Compila il modulo e ti consiglieremo un prodotto adatto alla situazione.

5 AERAZIONE RISCALDAMENTO E PULIZIA DEI LOCALI

Abbiamo parlato di questo in altri articoli.

La muffa si forma perché in casa c’è un eccesso di umidità nell’ambiente. Di solito ci sono delle zone più fredde nella casa, come gli angoli o vicino alle finestre. O le famigerate “pareti nord” (come il Cervino)

Anche eliminando le muffe e usando la pittura antimuffa corretta, se la stanza non è riscaldata e non è arieggiata rischi che si formino ancora condense e muffa.

La casa va tenuta pulita. Biancheria sporca “in attesa”, biancheria umida, stracci bagnati, scarpe bagnate, accappatoi ecc sono fonte di umidità e anche di muffa.

Nei giorni di alta umidità meglio usare un deumidificatore per migliorare il clima.

Acquista una piccola stazione con termo igrometro che ti avvisa se c’è il rischio di formazione di condensa e quindi muffa. (vedi foto)

Bilanciando riscaldamento, areazione e l’uso di un deumidificatore eviterai umidità di condensa e muffa.

Termoigrometro da casa
Piccola stazione per controllare l’umidità ambientale.
Misura Umidità Relativa, Temperatura e Punto di Rugiada (condensa).
Un allarme segnala il pericolo muffa.

Qui trovi le istruzioni per arieggiare correttamente la casa.

Se seguendo questi 5 punti hai ancora formazione di condensa e muffa hai un serio problema strutturale da risolvere in casa tua.

Potresti avere uno o più di questi:

In questi casi, seguire questi consigli ti aiuterà a far durare di più la pittura antimuffa ma per un risultato definitivo bisogna trovare e risolvere le cause.

Se hai muffe estese, o che non si risolvono con questi gradini, prima di spendere soldi inutilmente richiedi un sopralluogo o diagostica tecnica.

Se vuoi consulenza specifica sui punti qui descritti o consigli per acquistare pittura o disinfestante scrivici.

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muro-freddo-muffa

La pittura termica anticondensa è un prodotto valido ma non tutto quello che dice la pubblicità è vero. Noi non la utilizziamo senza prima aver trovato il perché dell’umidità o muffa in casa.

Le più comuni “soluzioni” per infestazioni di muffa sui muri non funzionano:

  • La mitica candeggina (più dannosa che altro)
  • Parete di cartongesso (nasconde ma non risolve)
  • I “fori nel muro” (peggiorano la situazione)
  • Rimedi della nonna antimuffa (inutili)
  • Tempera traspirante (spesso di antimuffa c’è solo l’etichetta)
pittura traspirante antimuffa da banco
Pitture economiche non hanno la qualità per risolvere o evitare la muffa.
A volte sono le pitture a causare il problema, specialmente se ce ne sono vari strati.

Tutti questi rimedi non sono duraturi, la muffa si riforma. Sempre.

E così richiedi soluzioni efficaci per la muffa. Le richiedi a imbianchini, muratori o rivenditori di materiali edili.

Perché chiedi la soluzione alla muffa agli imbianchini?

La muffa è un fungo, l’umidità è un fenomeno fisico. Si possono prevedere e controllare.

Per diagnosticare la causa della muffa e trovare soluzioni si dovrebbero usare strumenti e tecnologie appropriate. Non basta “mio cuggino imbianchino dice di fare un buco nel muro” o “metti il cartogesso” e “apri le finestre”.

Si dovrebbe conoscere la muffa, come si forma e come prospera. Conoscere i fenomeni dell’umidità dell’isolamento termico, aerazione e le tecniche di diagnostica.

Un imbianchino, anche se artista della decorazione, è un esperto di umidità e muffa? NO!

Per lui è solo una “rottura” da togliere di mezzo per poter fare il suo lavoro. Di solito ci dedica meno tempo possibile.

Chiedergli di risolvere umidità e muffa è come chiedere al tassista di aggiustare la strada.

Ognuno fa il suo lavoro.

Dato che la muffa è causata da eccesso di umidità ambientale e spesso è accompagnata dalla “condensa” molti pensano che sia la stessa cosa.

I produttori di vernici mettono sul mercato nuove soluzioni, come la pittura termica anticondensa. Bel nome ma significa poco. Come la pittura “lavabile” si chiama lavabile perché può resistere a + di “tot colpi di spazzola” prima di sfarinare. È più resistente a causa di un maggior contenuto di colle e resine.

Chiamarla “pittura resistente” non la rendeva più vendibile. Negli anni 70 con il Ducotone è iniziato il boom della pittura “lavabile”. Molto più facile da usare, più coprente, più resistente ma non provare a lavarla anche se è lavabile.

La pittura termica anticondensa allo stesso modo non elimina quasi mai la causa della condensa. Si tratta di idropittura a cui vengono addizionate particelle di sabbia o silice. Chiamarla “sabbia” o “vetro” non fa effetto come perline, micro-ceramiche, microsfere, “nanotecnologie.

Secondo la pubblicità certe pitture o rasature con aggiunta di silicio diventa “termica” e quindi è antimuffa e anticondensa. Alunce hanno “effetto cappotto” con un grande “risparmio energetico.”

La pittura termica anticondensa dà un reale risparmio energetico?

La pittura termica anticondensa oltre che come soluzione alla muffa è pubblicizzata come “risparmio energetico.” Sarà vero?

La risposta è NO. Non ha niente a che vedere con un cappotto.

Come funziona la pittura termica anticondensa, termoceramica, nanotecnologica ecc.?

Alla pittura vengono aggiunti materiali riflettenti polverizzati come polvere di ceramica, sabbie, ecc. chiamate “nanosfere” “microsfere” ecc.

La particelle nella pittura “termica” riflettono il calore della stanza e rendono più uniforme la temperatura sul muro.

Le pitture termiche rendono la superficie della muratura “setosa”, sono idrorepellenti e quindi è più facile l’evaporazione della condensa. Se l’evaporazione è resa possibile da una corretta aerazione dei locali.

Se si tratta di poca condensa e pareti poco fredde funziona.

Non significa che queste pitture termiche facciano da “cappotto” né che possano cambiare la temperatura del muro in modo significativo.

Le pitture e rasature termiche non correggono i “ponti termici” critici e i difetti strutturali di una casa.

La promessa del risparmio energetico è pubblicità, come lo sconto sui divani che scade sempre domenica!

Enti professionali dell’isolamento termico e associazioni di consumatori, hanno provato con misure strumentali, che le “pitture termiche” non alzano la temperatura in modo apprezzabile e non possono avere un effetto cappotto. Link alla sorgente.

Una pittura termica o rasatura “cappotto” ha uno uno spessore di pochi millimetri. Anche se la pittura avesse un enorme potere di resistenza al calore (che non ha) non potrà mai essere sufficiente a produrre cambiamenti significativi in pochi mm di spessore (o mezzo cm).

Dimostrazioni dell’efficacia delle pitture termiche nel risparmio energetico.

Ci sono molte dimostrazioni sul web, sul potere isolante delle pitture termiche, che non ci convincono.

Dipingendo solo mezza lastra di metallo con pittura termica si può vedere con una termocamera o termometro “laser” che la parte dipinta è più calda. Miracolo!

Solo che puoi dipingerla con qualsiasi pittura e ottenere lo stesso fenomeno. Questi strumenti infatti non misurano la “temperatura” ma la radiazione infrarossa riflessa o emessa dagli oggetti.

I metalli risultano più freddi della realtà se misurati con questi strumenti. Per misurare le reali temperature di oggetti metallici con le termo camere si usa dipingerli. E qui casca l’asino.

In altre “dimostrazioni” sembra che la pittura termica o termoisolante abbia “riscaldato” la superficie ma in pratica non è così elevata la differenza. E poi non dicono mai la temperatura esterna e interna nel prima/dopo.

Per misurare il reale isolamento di un materiale o serie di materiali su una parete si usa il “termoflussimetro” e con quello le pitture termiche mostrano la verità, cioè che la migliore di tutte alza la temperatura della parete di circa mezzo grado.

Per inciso: per valutare ponti termici e risolvere i problemi muffa bisogna saper usare gli strumenti per diagnostica.

Riassunto: Nessuna pittura termica anticondensa può sostituire un cappotto, nessuna innalza la temperatura del muro in modo significativo né causa un vero risparmio energetico.

La pittura termica anticondensa elimina la muffa?

La risposta è NI. A volte funziona per eliminare la muffa altre volte la peggiora.

Ogni casa ha le sue condizioni e problematiche particolari.

Prima di usare una qualsiasi soluzione si dovrebbe scoprire qual è la causa della muffa. Solo così si può stabilire la soluzione corretta e definitiva. Se la soluzione definitiva costa troppo si può cercare quella più duratura col budget a disposizione.

Spesso per eliminare la muffa non servono pitture costose, macchinari strani “brevettati” e soprattutto pareti di cartongesso.

Basta disinfestare correttamente, dare una pittura traspirante e imparare il modo corretto di riscaldare e arieggiare la casa.

Altre volte si deve intervenire in modo più invasivo.

Ponti termici e pitture termiche

Se la muffa è causata da ponti termici critici con pareti fredde si può dire con certezza che la pittura termica anticondensa farà poco o niente.

Se la parete è molto fredda e raggiunge il “punto di rugiada” (la temperatura di saturazione dell’umidità – dove inizia a condensare) la pittura termica anticondensa raramente è sufficiente, serve un cappotto e materiali adatti!

termografia diagnostica muffa
Come minimo si dovrebbe fare una termografia per vedere i famosi “ponti termici” e le infiltrazioni prima di decidere come intervenire in caso di muffa.

Fare un cappotto termico invece di usare una pittura termica

Per migliorare l’isolamento termico di un edificio si usa fare un isolamento a cappotto, cioè rivestire le pareti di materiali isolanti.

Il cappotto si fa esterno o interno. Preferibilmente esterno e a tutta la casa.

Il cappotto soprattutto se viene fatto all’interno, deve essere in materiali traspiranti anti condensa e antimuffa, non cartongesso e polistirene.

Se i muri sono umidi, tipo umidità di risalita il cappotto può solo peggiorare la situazione dato che imprigiona l’umidità.

Tutti i produttori di materiali per isolamento sconsigliano di farlo su muri umidi.

Molti muratori e gli imbianchini invece te lo propongono spesso come “soluzione”.

Alcuni materiali sono più adatti per fare un cappotto interno antimuffa perché hanno enorme capillarità e sono in grado di assorbire e far evaporare l’umidità molto velocemente. Altri sono velenosi per la muffa. Oltre a queste caratteristiche devono isolare termicamente la parete.

pittura antimuffa anticondensa pannello
Pannello minerale capillare per cappotto isolante traspirante antimuffa anticondensa

In questo caso la parola “anti condensa” ha un significato reale, diverso da quello usato nel marketing delle pitture che in realtà sono solo riflettenti e “idro repellenti.” Questi pannelli minerali sono in grado di gestire l’umidità e di assorbire fino a 3 volte il loro peso senza bagnarsi.

Perché la pittura termica anticondensa non può sostituire un cappotto termico

Quanti millimetri di pittura puoi dare su un muro? Normalmente 2 mani di pittura sono circa 1 mm di spessore.

Quello che conta nell’isolamento termico non è solo il valore di bassa conduttività termica della pittura o del pannello isolante quanto l’effettiva resistenza termica della parete.

La resistenza termica effettiva si calcola moltiplicando la conduttività dei vari materiali per l’area e per i cm di spessore!

È evidente che 1 di polistirene isola più di 1 mm.

Se hai una parete con 1 cm di pannello isolante quel solo centimetro sarà decine di volte più isolante di un millimetro di pittura con la stessa conduttività termica.

Anche se la pittura vanta una conduttività migliore del pannello 1mm di pittura sarà sempre meno efficace di 1 cm di pannello. E se poi il pannello è da 4 cm…

Il materiale con la più bassa conduttività termica è l’aerogel con solo 0.015L cioè molto vicino a non condurre per niente. È un impasto di silice e aria dove il 95% sono micro bolle d’aria. È il materiale più leggero e più isolante in commercio. 1 cm di aerogel isola come 4 di polistirene che ha 0.04. Però l’aerogel è anche totalmente traspirante e idrorepellente e altro ancora. Scopri di più.

pittura termica anticondensa
Camera da letto completamente ridipinta con più mani di pittura termica anticondensa. È stato installato anche un aeratore. La muffa si forma perché il problema è il ponte termico critico nel nodo tra parete e soletta soffitto che si risolve solo col corretto isolamento traspirante antimuffa.

Nessuna pittura ha questi valori, qualche pittura o rasatura “nanocappotto”, afferma di avere questa conduttività bassisima. Ma quei valori sono quelli delle polveri di aerogel contenute nella pittura o rasatura termica.

Non è un pannello di aerogel è polvere di Aerogel. Poi è sempre un millimetro o pochi millimetri di spessore.

Anche se una pittura termica o rasatura “nanocappotto” avesse davvero una conduttività di 0.015 – con spessore di 1 mm o mezzo centimetro puoi facilmente capire che il 20% di risparmio energetico che promettono è un bel sogno.

Non solo la pittura non sostituisce un cappotto ma se la muffa è causata da un ponte termico critico non riuscirà a risolvere nemmeno quella.

Pitture termiche per contrastare condensa e muffa, ma se è causata da scarsa aerazione?

Se condensa e muffa sono causati da eccesso di umidità ambientale, come spesso succede, non solo la pittura termica non serve a niente ma potrebbe peggiorare la situazione.

A volte gli abitanti della casa non arieggiano a sufficienza, sono in molti, hanno animali, ospiti e piante. Non ci sono aeratori in bagno, né cappa che espelle all’esterno in cucina.

In questi casi è facile che l’umidità ambientale sia superiore al 60%. La soluzione non è certo la pittura termica anticondensa, la pittura antimuffa, e nemmeno un cappotto o finestre a taglio termico. Men che meno il cartongesso! Il fenomeno della muffa infatti è frequente anche in case molto ben isolate, perfino nuove o in classe A.

La soluzione in questi casi è arieggiare correttamente o installare una ventilazione meccanica controllata con recupero del calore. Detti anche “scambiatori” d’aria.

Pregi della pittura termica anticondensa

La pittura termica anticondensa ha anche molti pregi.

Non alza la temperatura del muro ai livelli che dice la pubblicità, ma la aumenta, a volte può essere sufficiente per limitare o eliminare la muffa.

A volte basta mezzo grado. Inoltre diffonde meglio il calore del riscaldamento presente.

Crea una superficie idrorepellente.

Di solito la antocondensa a parte le “palline” è una pittura di ottima qualità e a volte basta quello per eliminare la muffa per parecchio tempo.

In tal senso potresti anche tinteggiare con una di ottima qualità e ottenere comunque il risiltato. Prova una pittura ai silicati, un grassello di calce naturale o chiedici una idropittura traspirante antimuffa professionale (quella che usiamo noi) e vedrai.

Le microsfere e le resine della pittura anticondensa riflettono il calore in tutte le direzioni, la temperatura del muro è più uniforme e aumenta il comfort interno.

A volte anche se la temperatura è 20° provi una sensazione di disagio o di “freddo” che ti porta ad alzare il riscaldamento.

Nelle case vecchie con i pavimenti o muri umidi nella parte bassa, a causa dell’umidità di risalita, hai la sensazione di “freddo alle gambe.” Tieni più chiuse le finestre e alzi il termostato sprecando riscaldamento. Lo stesso succede se ci sono angoli freddi.

La pittura termica migliora la diffusione del calore sulla muratura e quindi potrebbe migliorare l’effetto comfort. È possibile che sentendo meno “spifferi dai muri” e “meno freddo alle spalle” tieni il riscaldamento un po’ meno alto e qualche volta persino arieggi…

In questo modo abbassi il punto di rugiada, hai meno condensa e muffa.

Tuttavia perché “funzioni” è necessario che il ponte termico o il fattore di discomfort climatico siano leggeri. Al centro sud italia infatti funzionano molto meglo che al nord non non fanno molto.

Con un vero cappotto risparmi sul riscaldamento perché serve molta meno energia per mantenere i 20° e il confort climatico interno.

Se il ponte termico che causa le muffe è leggero la pittura o rasatura termica potrebbe essere una buona soluzione per eliminare la muffa.

Come al centro-sud dove le temperature esterne non sono mai rigide.

Una buona disinfestazione con una buona pittura termica o una buona pittura traspirante antimuffa e un aeratore con recupero di calore risolvono spesso la muffa al centro sud.

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Aeratore da parete con recupero del calore Aerotube siegenia.

Fare un cappotto interno di cartongesso e polistirene invece peggiora la situazione, l’umidità rimane intrappolata e dietro si formano i funghi!

Che senso ha fare un cappotto esterno isolante non traspirante al sud? Per isolare dal caldo ci sono materiali più efficaci naturali e traspiranti.

Al nord o nelle zone appenniniche dove le temperature in inverno possono andare sotto zero, nelle vecchie case si formano dei ponti termici notevoli.

Gli angoli o i travi di cemento armato vanno facilmente sotto i 15° anche con riscaldamenti a norma. Quindi è facile avere umidità di condensa e muffa. In questi casi le pitture termiche non servono quasi a niente, né al risparmio energetico né alla soluzione della muffa.

cameretta 2a
In questa cameretta è stata data una nota pittura termica anticondensa e la muffa si forma lo stesso perché non è sufficiente a risolvere il ponte termico nell’angolo freddo.

Se devi fare un cappotto ti consigliamo di usare materiali naturali, minerali e traspiranti. Basta con queste case ricoperte di plastica!

Una casa ristrutturata con cappotto di polistirene e finestre termiche inizia ad avere problemi di muffa che non ha mai avuto prima!

Non far fare un cappotto esterno di polistirolo al “cuggino imbianchino.”

Fai studiare il progetto a un professionista termotecnico che calcoli i punti critici della facciata e della casa.

Per problemi di muffa o umidità nei cappotti interni non usare materiali non traspiranti, polistirene, cartongesso e simili.

Contattaci è la nostra specialità.

Quando una pittura antimuffa è veramente antimuffa?

Il termine “pittura antimuffa” è abusato. Come “traspirante” e “termica.”

In tutti i supermercati c’è la “tempera traspirante antimuffa” in offerta speciale. A volte anche il “lavabile traspirante antimuffa” ma non crederci.

Una pittura è veramente antimuffa se è un terreno ostile alla vita della muffa.

Anche senza biocidi una pittura può essere antimuffa e antibatterica “di natura.”

Caratteristiche di una vera pittura antimuffa:

  • Traspirante
  • Minerale
  • Alcalina
  • Alta qualità
  • Non contenere sostanze organiche
  • Può contenere addittivi antimuffa (verificare quali)

Esempi: Grassello di calce naturale. Pitture ai silicati. Idropitture di alta qualità antimuffa.

La pittura antimuffa può contenere sostanze biocide o antimuffa, ma sono
le caratteristiche principali della pittura e dell’intonaco che contano di più.

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igrometro-umidità-muro-castelloUmidità di risalita: l’umidità che risale dal terreno nelle murature, è nota fin dai tempi delle palafitte. È tuttora uno dei primi motivi dei fallimenti nella ristrutturazione, restauri e perfino nella costruzione di case nuove.

Cos’è l’umidità di risalita

La quantità di acqua o vapore in un materiale viene detta umidità.
L’aria contiene una certa quantità d’acqua sotto forma di vapore.
Un mattone, un asse di legno o un intonaco contengono naturalmente una percentuale d’acqua, se fossero completamente secchi sarebbero polvere.

Quando un muro è considerato umido?

Se un materiale edile contiene più della quantità naturale “prevista” di acqua, è considerato umido, più supera la percentuale corretta più è umido.
Ogni materiale può contenere una diversa percentuale di umidità. Il tufo, il cemento armato e il mattone hanno diverse quantità “naturali” di umidità. Al di sopra di quelle sono umidi o bagnati.

I livelli di umidità nelle murature o nei materiali si possono misurare con vari strumenti sia in modo qualitativo che quantitativo.

Per giudicare se un materiale è umido si tiene in considerazione anche la “location.” A Roma un mattone pieno con più del 3% di umidità è considerato più umido che a Venezia dove il 3% è già buono.

Le case di brughiera inglesi sono considerate asciutte se i muri hanno meno del 5% di umidità. A Pavia col 5% di umidità nel mattone pieno si scrosta l’intonaco.

Definizione di umidità di risalita:

Eccesso di umidità nella muratura dovuto a un afflusso di acqua proveniente da sotto la muratura, ovvero dal terreno, falda ecc.

In una vecchia muratura senza isolamento orizzontale l’umidità presente nel terreno tocca il materiale e lo inumidisce.

L’umidità poi “risale” verso l’alto della muratura.

Che cosa spinga l’umidità del terreno a risalire il muro ci interessa relativamente. Ci sono discussioni tra tecnici a riguardo. La capillarità, le forze elettrostatiche, i sali, la luna, ecc.

Ogni tanto qualche nuovo esperto spiega perché la risalita non è causata da quello che dicono i libri ma da quello che dice lui. Di solito scopri che poi ha una nuova soluzione o diagnostica o libro da venderti.

Quando l’umidità tocca un muro, fondamenta ecc, risale verso l’alto e questo fenomeno di “risalita” è naturale e accade sempre.

Avviene anche in caso di allagamento o altro tipo di infiltrazione!

Così come l’acqua che arriva dal terreno anche l’acqua che finisce sul pavimento o massetto a causa di un tubo rotto o pioggia, lo bagna e tende a risalire sul muro.

La risalita dopo allagamento, perdita, infiltrazione ecc è  un fenomeno “una tantum.” Non è una cronica ma temporanea.

Non è umidità di risalita, anche se molti la chiamano così.

Quando l’allagamento termina e l’acqua è evaporata, la “risalita” si ferma.

Nell’umidità di risalita l’umidità proviene dal terreno e risale perché le fondazioni e le murature non sono isolate dalla terra. È un fenomeno naturale che continuerà per sempre se non viene interrotto.

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Questa casa moderna in cemento armato non soffre di umidità di risalita. E’ un allagamento. Vari venditori avevano proposto soluzioni tipo dispositivi “***dry” e intonaci “speciali” e “vespaio”.

Quando si costruiscono le case si fa un isolamento dal terreno, ghiaioni, vespaio aerato o altri stratagemmi per impedire l’umidità di risalita.

Il contrario purtroppo non funziona. Fare un vespaio in una casa già costruita che soffre di umidità di risalita non serve a niente.

Infatti, il vespaio fatto dopo la casa non andrà mai sotto le murature e quindi non è la soluzione per umidità di risalita nelle case da ristrutturare.

 

Nonostante sia evidente cercano sempre di vendertelo.

Riassunto:

  • A contatto con un muro l’umidità (o acqua) tende a risalire verso l’alto vincendo la forza di gravità.
  • L’umidità risale su un muro non significa sempre che il muro soffre di umidità di risalita. L’umidità risale sul muro anche dopo un allagamento o altre infiltrazioni e causa gli stessi effetti. (scrostamenti)

Quello che conta è l’origine dell’umidità. L’umidità di risalita è una fonte costante di umido dal terreno su muri o fondazioni non isolati.

Alcuni confondono i residui di un allagamento con l’umidità di risalita.

Certi inventano complessità sull’umidità “non di risalita” inventando paroloni tecnici, qualcuno ha detto che l’umidita di risalita non esiste. 🙂

FATTO: Qualsiasi umidità (o acqua) a contatto con la parte bassa di un muro tende a risalire. Solo se arriva dal terreno sotto la muratura è umidità di risalita.

Muro scrostato: umidità di risalita o altro?

Perché l’intonaco si scosta? Il muro si scrosta sia se è vera umidità di risalita sia se è il residuo di un allagamento o infiltrazione. Perché?

Perché l’acqua che risale nel muro non è pura ma contiene sali.

Variando le condizioni climatiche (riscaldamento, sole che batte sulla facciata ecc) l’umidità contenuta nel muro evapora e i sali cristallizzano.

Sono i sali che cristallizzandosi spaccano l’intonaco, il mattone ecc.

Nel terreno di una cascina dove c’era una stalla ci sono valanghe di nitrati.

I nitrati nelle urine animali sono filtrati per anni nel terreno e adesso risalgono la muratura portati dall’umidità di risalita.

Ecco perché le vecchie cascine di mattone pieno, nella zona della ex stalla hanno i muri che si sgretolano più di tutti gli altri.

I nitrati sono molto nocivi per il mattone e gli intonaci. Vanno presi in considerazione prima di spendere soldi per intonaci, vespai e restauri vari.

La Misteriosa “Muffa da Risalita”

Alcuni parlano di “muffa da risalita.”

Solo che la muffa da risalita non esiste!

È un’invenzione di “esperti di umidità” ex venditori di materassi e dei blog “sulla casa” gestiti da casalinghe laureate in scienza della comunicazione.

Quella barbetta bianca che vedi uscire dal muro sono i sali che affiorano.

Non ha niente a che fare con la muffa.

La muffa è un fungo, un fenomeno completamente diverso con cause completamente diverse.

I sali si possono analizzare scoprire il tipo, la quantità e la criticità prima di rifare un intonaco.

Danni da umidità da risalita

Oltre ai sali rovina intonaci, ci sono altri danni da umidità di risalita.

Il più significativo è la perdita di comfort climatico e lo spreco energetico.

Un muro umido è anche “sempre freddo.”

Infatti ogni materiale ha una certa capacità d’isolamento termico.

All’interno di un mattone ci sono millemila pori pieni di aria che è isolante.

Se il mattone si bagna o diventa umido, i pori invece di contenere aria contengono acqua che è un buon conduttore.

Invece di isolare il muro umido diventa conduttore.

Riscaldi la casa e il calore esce dal muro verso l’esterno, mentre in estate succede il contrario.

Un materiale perde circa il 20% della sua capacità isolante per ogni 1% di umidità che incamera.

Ecco perché una casa umida sembra sempre fredda e costa riscaldarla!

Senti sempre il tipico “freddo alle gambe” – la zona bassa del muro caratterizzata da umidità di risalita infatti è molto più fredda del resto!

L’umidità di risalita c’è anche se non si vede (ma si sente)

Siamo abituati a dire che un muro è umido o ha umidità di risalita quando lo vediamo sgretolarsi. Ma quella è solo estetica.

L’umidità c’era anche prima e si poteva misurare con gli strumenti o “sentire” come disagio ambientale o odore di cantina.

L’odore e l’ambiente malsano è il terzo dei principali danni provocati dall’umidità di risalita.

Senti il tipico “odore di muffa” o cantina, anche se non c’è muffa. Il muro umido ospita una serie di batteri che fanno lo stesso odore della muffa.

Hai un’idea di quanta acqua ci può essere in un muro umido?

Un metro cubo di mattoni può contenerne fino a 300 litri d’acqua che evapora in casa quando il muro si riscalda.

In casa il tasso di umidità aumenta e il comfort diminuisce.

A causa dell’alto tasso di umidità ambientale si possono formare muffe nelle zone dove condensa (angoli in alto, punti freddi ecc).

Cappotto con umidità di risalita? Un disastro annunciato

Per risolvere i muri freddi o che si scrostano qualcuno consiglia “un cappotto.” Il risultato è un disastro.

L’umidità non potendo evaporare sale ancora più in alto o si accumula all’interno del cappotto.

Tutti i produttori di materiali isolanti, pannelli ecc specificano di non usarli su muri umidi soprattutto con muri umidi o umidità di risalita!

L’intonaco di contenimento, le pietre, il cappotto, interno o esterno, nascondono e soffocano l’umidità nella muratura.

Le contro pareti di tavelle o cartonesso non funzionano.

Sono sistemi di nascondere, cercare di “imbrigliare” e fermare l’umidità. Come dicevano i latini “la goccia scava la pietra” e prima o poi riappare.

A volte i muratori senza dire niente isolano la parte bassa del muro, che si scrosta per la risalita. Posano un pannello di polistirene e poi lo intonacano.

Umidità che sembra di risalita ma non lo è.

Ci sono vari tipi di umidità che affliggono le case.

La maggior parte si manifesta nello stesso modo, tipo intonaci che si scrostano. Perciò si possono facilmente confondere tra loro.

I vari tipi di umidità sono noti e classificati:

Se arriva da sotto la muratura, dal terreno e risale è umidità di risalita.

  • L’umidità che arriva da un marciapiede, anche se risale e sgretola l’intonaco, è un’infiltrazione non è risalita.
  • Se in un interrato arriva di lato su tutta una parete e la bagna uniformemente? È umidità di spinta laterale o contro terra.
  • Un pluviale accumula la pioggia vicino al muro che poi si bagna e “risale” o la pioggia che batte contro la muratura e la bagna? Sono infiltrazioni d’acqua, anche se poi risale il muro.
  • Case a lato strada col muro sgretolato in basso? Quando piove gli spruzzi delle macchine bagnano la facciata. Anche se poi “risale” il muro o si accumula con l’umidità di risalita, il degrado è causato dagli spruzzi. Quindi è umidità da spruzzi d’acqua. Può esserci anche nei muri dove annaffiano le piante.
    umidità-risalita-spruzzi-facciata
    sulla facciata c’è degrado dovuto a spruzzi d’acqua
  • Hai un rivolo d’acqua che quando piove va a sbattere contro il muro di casa tua? Non è umidità di risalita. Viene dal pendio ecc.
  • La tua casa è contro la roccia e quando piove arriva un “fiume” d’acqua? Anche se “risale” non è umidità di risalita.

Gli esempi sopra creano muri scrostati e spesso vengono chiamati “umidità di risalita” da inesperti che poi ti vendono una soluzione “definitiva.”

Questi fenomeni vengono anche descritti con paroloni da esperti di “patologie edilizie.”

COME SI RISOLVE L’UMIDITA’ DI RISALITA

La prima cosa è individuare tutti i tipi di umidità e stabilire che ci sia veramente umidità di risalita. Serve un sopralluogo competente e una misurazione dell’umidità con strumenti adatti. Quelli che danno un’occhiata e dicono “è umidità di risalita” spesso la sparano. I “sopralluoghi gratuiti” non sempre sono fatti da personale qualificato.

Soluzioni edili invasive all’umidità di risalita

L’unica soluzione che risolve il problema definitivamente è molto costosa e invasiva. Si tratta di sbancare il più profondamente possibile a lato del muro umido e creare una barriera impenetrabile facendo dei fori continui che vengono riempiti di cemento o sostanze impermeabili.

eliminare umidità di risalita con barriera permanente
La vera barriera fisica definitiva alla risalita dell’umidità

Durante la costruzione della barriera si deve anche asciugare il muro dall’umidità con barre incandescenti o altri metodi.

Se sei milionario o se paga qualche ente. Lo trovi descritto qui.

 

Taglio fisico delle murature

Una soluzione apparentemente simile ma per niente uguale, di moda negli anni 80-90 è tagliare le murature con grosse seghe circolari e infilarci delle lastre di metallo o plexiglass.

Queste barriere fisiche all’umidità di risalita hanno fatto un sacco di danni.

Oltre alla durata temporanea (si corrodono e perdono efficacia sotto effetto di umidità e sali) hanno gravi effetti collaterali.

Tutta la casa poggia sulle lastre.

Anche in zone non sismiche si formano crepe. Le barriere alla risalita dell’umidità sono serie minacce alla stabilità dell’edificio.

Taglio Chimico delle Murature con Umidità di Risalita

Un altro metodo di cercare di creare una barriera orizzontale alla risalita sono le iniezioni di resine o sostanze più o meno “brevettate.”

In una casa anni 60 di mattone e calcestruzzo potrebbe anche essere semplice fare una barriera chimica.

Nelle case più vecchie il muro è disomogeneo, pietre, sassi, mattoni, legno.

Spesso il muro è anche molto largo. Se per qualche motivo non si riesce a chiudere la barriera chimica in modo uniforme in quei punti l’umidità risale ancora più in alto.

Negli anni 80 è arrivata in Italia una famosa ditta che usavano quantità enormi di materiale, era costosa ma efficace.

Abbiamo anche visto case “resinate” contro l’umidità di risalita negli anni 90 da Peter Cox, e non hanno avuto problemi per più di 20 anni.

Poi piano piano l’umidità di risalita è riuscita a superare la barriera che ovviamente non può resistere in eterno.

Poi hanno iniziato a copiare. E a risparmiare sulle quantità di resine.

Siamo arrivati al “cuggino imbianchino” che con le siringhette “fai da te” ci pensa lui.  O a venditori che fanno grandi promesse di garanzie. Se i risultati fossero entusiasmanti non ci chiamerebbe nessuno che le ha fatte. Invece ci chiamano spesso. Se qualcuno ha altre informazioni siamo aperti a cambiare idea ma tutte hanno comunque i problemi descritti sotto:

Problemi comuni delle soluzioni “a barriera”

Un problema comune a tutte le soluzioni per l’umidità “a barriera” è che l’acqua già presente nella muratura rimane sopra il taglio e non può scendere.

Può solo evaporare (in casa tua) e prima che il muro sia veramente asciutto ci possono volere anni.

Durante questo tempo l’umidità e i sali possono continuare a rompere gli intonaci e ad umidificare la tua casa. (Se poi all’esterno hanno fatto  il cappotto è ancora peggio.)

Dopo anni quando il muro si sarà asciugato, è possibile che si sia degradata la barriera (che di solito è garantita 10 anni) e ricomincia la risalita dell’umidità dal terreno.

Nella prima barriera descritta (quella vera e definitiva) assieme al taglio del muro si fa anche evaporare tutta l’umidità nel muro con l’utilizzo di barre incandescenti ecc.

Se hai fatto mettere le resine e il muro è ancora umido puoi provare ad accelerare con l’asciugatura a microonde ecc.

Soluzione molto comune: continuare a rifare l’intonaco.

Soluzione ideale per i muratori, ogni tot anni si rifà l’intonaco e il volano dell’economia gira.

Anticamente si costruivano edifici in pietra ecc che venivano continuamente ri intonacati da manodopera a bassissimo costo.

Le cose son cambiate, il muratore costa e la signora Maria non ne può più di muri scostati e sporco in casa.

Così negli ultimi tempi le ditte hanno messo sul mercato intonaci speciali destinati a “risolvere l’umidità”, “deumidificanti”, “nano”, “macroporosi.”

  • Un intonaco “deumidificante” vale come il dentifricio “anticarie.”
  • Gli intonaci “di contenimento” cercano di tenere l’umidità “all’interno”, hanno come unico risultato di farla salire più in alto.
  • Intonaci cementizi non riescono a gestire i sali e si degradano facilmente con l’umidità e non c’è niente da fare.
  • Quelli “fibrati” “macroporosi” “a base calce” ecc sono versioni commerciali di veri intonaci da restauro.

Se si vuole restaurare con gli intonaci, si deve utilizzare un ciclo risanante in sola calce idraulica naturale. Non “a base di” ma “di sola calce”.

Intonaco di sola calce naturale
intonaco di calce idraulica naturale sul muro da restaurare (foto Calceforte)

Vanno eseguiti in specifici cicli e stratigrafie, accompagnati da trattamenti anti sale e (secondo noi) da inversione di polarità dell’umidità.

Gli intonaci di calce idraulica naturale sono una valida soluzione per  restaurare murature affette da umidità di risalita. Si devono seguire regole ben precise nella posa, sufficienti centimetri di spessore, trattare i sali ecc.

L’industria si è ovviamente appropriata del concetto “calce naturale” e ha messo sul mercato prodotti di varie qualità.

È come l’aranciata. C’è la spremuta d’arancia spagnola, l’arancia rossa di Sicilia dop, il succo d’arancia, l’aranciata San Pellegrino e quella senza nome del discount dei cinesi.

Quando chiediamo cosa hanno usato per rifare l’intonaco da poco che si è già scrostato la risposta è quasi sempre “figurati! era intonaco traspirante, intonaco risanante, intonaco a base calce” Mmm e allora come mai si sgretola ed è color grigetto?

intonaco-deumidificante-umidità-risalita
risultato pessimo 6 mesi dopo intonaco deumidificante “di marca” su umidità di risalita.

La calce naturale è color nocciola.

Secondo la nostra esperienza tra le soluzioni edili la migliore è rispettare la muratura, senza tagliarla, bucarla o infiltrarla di sostanze chimiche.

Una valida soluzione per l’umidità di risalita è:

1) occuparsi dei sali e

2) usare intonaci per restauro di altissima qualità, di sola calce idraulica naturale con additivi appropriati.

E possibilmente fermare l’umidità di risalita con metodi non invasivi.

Soluzioni “non invasive” all’umidità di risalita. Inversione di polarità.

  • Se l’umidità riesce a vincere la forza di gravità e risalire un muro, è essere possibile farla ridiscendere?
  • È possibile aiutare la forza di gravità o neutralizzare la forza che spinge l’umidità verso l’alto?
  • È possibile fermare la risalita dell’umidità in modo non invasivo?

Da queste domande sono partiti per studiare il fenomeno e inventare le tecniche d’inversione di polarità. O inversione della direzione dell’umidità. O inversione dell’umidità di risalita.potenziale-elettrico-umidità-di-risalita

Se si misura un muro umido con un voltmetro, si noterà una differenza di potenziale elettrico tra la parte bassa più umida e quella alta più asciutta.

C’è un polo negativo e uno positivo nel muro.

L’acqua è una sostanza molto semplice fatta di due elementi un positivo (idrogeno) e un negativo (ossigeno).

In Austria negli anni 80 l’ing. Mohorn ha notato che nella sua cantina umida, vicino a una vecchia radio il muro era più asciutto. E da lì ha studiato, inventato e brevettato un dispositivo (Aquapol) che inverte la polarità dell’umidità usando antenne e bobine stile radio galena, le prime radio che non usavano energia elettrica ma solo antenne e cristalli.

Nello stesso periodo in Francia hanno inventato un sistema d’inversione di polarità anch’esso non alimentato e che viene murato alla base del muro.

Inoltre brevettato dispositivi di inversione di polarità alimentati elettricamente.

Sul mercato ci sono dozzine di imitazioni, tentativi di copia più o meno efficaci di questi apparecchi. La maggior parte sono senza brevetto o senza certificati che attestino la innocuità delle onde emesse.

Fai attenzione ai i tipici “venditori” che fanno mille promesse.

Precursori dell’inversione di polarità

I primi sistemi per l’inversione di polarità dell’umidità di risalita erano invasivi.

Si inseriscono nella muratura e nel terreno elettrodi di metallo e si dà corrente. La direzione dell’umidità s’inverte.

La tecnica si chiama elettro-osmosi. Si usa ancora. È invasiva e costosa e molte persone non amano vivere in una casa elettrificata tutto l’anno.

deumdificazione-elettrofisica-elettro-osmosi-umidità-risalita
dispositivo di elettro osmosi senza fili per la deumidificazione elettrofisica dell’umidità di risalita.

Recentemente si usano dispositivi di elettro osmosi “senza fili” per l’inversione di polarità “wi-fi” quindi senza lavori invasivi e senza infilare elettrodi nel muro. Inooltre emettono campi così leggeri da essere totalemente innocui.

Elettrosmosi, inversione di polarità, neutralizzazione di carica

Elettroosmosi. Eco osmosi, Inversione di polarità. Neutralizzazione di Carica, Punto Zero ecc. Termini per descrivere la deumidificazione delle murature tramite inversione della direzione dell’umidità al suo interno.

Risolvere l’umidità è una cosa seria.

Presentarsi a casa del cliente con camion, betoniere, scavatrici, pannelli, sacchi, picconi, macchinari, siringhe, seghe giganti ecc fa molto effetto.

La ditta sembra molto impegnata nella soluzione dei muri umidi.

Sembrano soluzioni serie e non ti viene in mente di vedere una casa con umidità di risalita a cui è stato fatto un vespaio. Ha risolto la risalita?

Secondo la nostra esperienza:

  • Conviene provare i sistemi “non invasivi” – per male che vada non rovinano la casa e non sono irreversibili. Però devi scegliere una ditta competente a 360° non un venditore di scatolette magiche.
  • Oppure ti conviene tornare ai rimedi del passato. Pre cemento. I Romani erano i migliori e resistono ancora. Perciò calce idraulica naturale con pozzolana ecc. come ai vecchi tempi.
  • Il top è saper usare entrambe le cose, vecchio e nuovo.

Per prima cosa bisogna saperla riconoscere dagli altri tipi di umidità.

Poi bisogna trattarla con un progetto dedicato.

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umidità di risalita risolta

Deumidificazione elettrofisica dell’umidità di risalita e inversione di polarità, due termini ormai comuni nel risanamento dei muri umidi.

Accolti con scetticismo agli inizi del secolo, i dispositivi di deumidificazione elettrofisica o inversione di polarità, o “neutralizzazione di carica” si sono col tempo affermati come valida soluzione ai problemi di umidità di risalita.

Vedere un muratore che buca la casa o inietta “cose” nel muro, costruisce una parete davanti all’umidità sembra molto sensato, mentre “invertire la polarità” delle molecole di umidità che risalgono sul muro è un’idea più difficile da digerire.

Eppure non esiste alcuna prova scientifica che i sistemi “tradizionali” funzionino veramente. Ci sono invece tantissime prove che non risolvono.

L’unico metodo edile invasivo definitivo per l’umidità di risalita è descritto qui ed ha costi proibitivi.

Il metodo più consigliato  da muratori e “esperti” per risanare umidità di risalita invece è il vespaio, sotto il pavimento. Ed è il meno utile.

Lo vede anche un bambino che un vespaio fatto scavando il pavimento, non arriverà mai sotto alla muratura, e quindi non fa niente ai muri!

Non c’è modo in cui il vespaio possa impedire la risalita dell’umidità sui muri, potrebbe anche peggiorarla, eppure è sempre molto gettonato.

Poi ci sono i “fori nel muro” per arieggiare, un altro classico inutile.

E le mitiche “contro pareti” di cartongesso e polistirolo. Occhio non vede…
I dispositivi di deumidificazione elettrofisica o inversione di polarità funzionano, in modo non invasivo, molto più delle  proposte classiche.

La domanda è:  “saranno nocivi alla salute?”

Forse ti domandi: questi dispositivi invertono anche la mia di polarità?

No, è impossibile.

Non solo non siamo “acqua” ma non siamo certo dei muri!

Non siamo televisioni e radio, infatti nemmeno le loro onde ci fanno niente non sentiamo la radio con le orecchie e allo stesso modo non riceviamo le mini-onde leggerissime di questi apparecchi di deumidificazione.

Deumidificazione Elettrofisica

C’è chi non vuol sentire parlare di onde per deumidificare.

Quello che non considerano è che le onde elettromagnetiche sono dappertutto. Siamo circondati 24 ore su 24.

Le onde radio, la luce e perfino il calore, i raggi infrarosi, sono onde elettromagnetiche e non preoccupano nessuno.

Le onde elettromagnetiche e il campo magnetico terrestre ci raggiungono e ci attraversano continuamente.

Alcuni preferiscono tenersi l’umidità piuttosto che avere in casa “onde per deumidificare.”

Per certe persone si tratta di una scelta di vita, sono “anti-onde” per principio, e non vogliono neanche il wi-fi in casa e lo smartphone.

In questi casi l’unica soluzione è usare intonaci di sola calce idraulica naturale per il restauro conservativo delle murature o i pannelli di calcio silicato con fibre vegetali.

Se fatti bene e della giusta qualità possono durare veramente a lungo. Ma occhio alle schede tecniche e ai prodotti bene pubblicizzati ma che sono cementizi e non di calce idraulica.

TIPI DI DEUMIDIFICAZIONE ELETTROFISICA PER UMIDITÀ DI RISALITA

Ci sono diversi dispositivi di deumidificazione elettrofisica o a onde. Alimentati a corrente elettrica o no.

  • Inversione di polarità;
  • Neutralizzazione di carica;
  • Elettro osmosi;
  • Ecoosmosi;
  • Carica zero, potenziale zero;
  • Neutralizzazione a onde ecc.

Fanno tutti la stessa cosa.

deumidificazione elettrofisica
Un dispositivo di deumidificazione elettrofisica ad elettrosmosi senza cavi mod Greentech brevettato.

Si tratta di invertire la risalita dell’acqua sulla muratura e dirigerla verso il terreno.

L’acqua è una molecola di tipo molto semplice e viene chiamata “dipolo”. Ha un orientamento. Una direzione. Una polarità. Un polo sud e nord. È fatta di due elementi uno positivo e uno negativo.

Il concetto è sempre invertire la risalita dell’acqua sulle murature ma i dispositivi di deumidificazione elettrofisica usano nomi diversi per cercare di “distinguersi”.

Come le automobili alcuni sono migliori, altri sono cloni o imitazioni o meno performanti ma l’idea di base è sempre la stessa.

Il nostro dispositivo di elettrosmosi senza cavi marchiato Greentech è una deumidificazione elettrofisica con un raggio d’azione di almeno 20 metri per cui uno solo può coprire la maggior parte degli appartamenti.

Molti venditori di questi dispositivi sparano affermazioni roboanti tipo “N.1 in Europa, Soluzione Definitiva, per ogni tipo di umidità, 30 anni attività”!

Con una piccola ricerca puoi capire chi le spara grosse. Se una ditta vende solo dispositivi iniziamo male perché ti manderà a casa dei  venditori.

Quello che devi sapere è che nessun dispositivo di inversione di polarità o deumidificazione elettrofisica può, da solo, risolvere tutti i problemi di umidità di una casa.

I dispositivi di deumdificazione elettrofisica vanno integrati con le altre tecnologie di restauro in un progetto di risanamento. È inutile installarne uno e poi coprire il muro col cartongesso o con un intonaco di quarzo.

Chi dice di avere la”soluzione definitiva a ogni problema di umidità” con un dispositivo non si intende di umidità di risalita.

COME FUNZIONANO I DISPOSITIVI DI DEUMIDIFICAZIONE ELETTROFISICA O DEUMIDIFICAZIONE A ONDE?

La deumidificazione elettrofisica per l’umidità di risalita o deumidificazione a onde è descritta in modi diversi ma in effetti è sempre la stessa cosa.

Si tratta di dirigere l’umidità verso il basso. L’inversione di polarità. La polarità è la direzione in parole povere. (chiediamo scusa ai fisici).

L’idea è invertire la direzione ascendente delle molecole d’acqua in una muratura.

Invertire la direzione, l’orientamento o il “vettore” verso il basso invece che verso l’alto.

L’ascesa dell’umidità in una muratura è accompagnata da una differenza di potenziale elettrico (che può essere facilmente misurata con un voltmetro).

Di conseguenza capovolgendo la “spinta” o “vettore” che la fa salire, l’acqua perde la sua forza di adesione nei capillari e comincia a scendere invece che a salire.

Una volta che le molecole d’acqua perdono la forza che le spinge a salire vengono attratte verso il basso dalla gravità.

COSA SPINGE VERSO L’ALTO L’UMIDITÁ DI RISALITA E COSA FA L’INVERSIONE DI POLARITÁ?

Senza inoltrarci in discorsi troppo seri, cerchiamo di capire come spiegare questo fenomeno.

I materiali edili sono porosi e pieni di capillari e l’acqua sale per capillarità. E in questo c’è una componente elettrostatica. Misurabile.

Regola della mano destra.

deumdificazione-elettrofisica-regola-della-mano-destra

La regola della mano destra (grossolanamente) dice che il pollice della mano destra indica la direzione del vettore di spinta generato da un campo magnetico, la cui direzione è indicata dalle dita della mano.

Se il campo magnetico gira a sinistra (metti le dita della mano destra verso sinistra) vedrai che il pollice indica verso ‘alto. Il campo quindi spinge verso l’alto.

Questa leggera energia è sufficiente a vincere la forza di gravità e attirare le molecole d’acqua verso l’alto della muratura.

Gira le dita della mano verso destra e vedrai il pollice puntare in basso.

(Chiediamo pietà ai fisici e ingegneri vari. Stiamo solo cercando di farci capire dalla Sig.ra Maria a cui interessa risolvere l’umidità di risalita nella sua casa e vuole anche capire di cosa si tratta.)

Non vuole più sentire “odore di muffa anche se non si vede muffa” e non vuol epiù vedere i muri che si sgretolano.

La tecnica per invertire la direzione dell’umidità di risalita inizialmente è stata quella di introdurre un elettrodo nel terreno e uno nel muro sopra la zona umida e elettrificare la parete.

Funziona. Solo che è piuttosto invasivo, causa elettrosmog, e ti costringe ad “elettrochoccare” la casa e tenerla elettrificata per sempre.

I dispositivi di inversione di polarità moderni, di cui stiamo parlando qui, sono senza elettrodi e senza fili.

A bassissimo o nessun voltaggio e zero invasività.

Campo magnetico terrestre e onde elettromagnetiche

Senza l’atmosfera che ci circonda i raggi del sole arrostirebbero la terra.

Cosa tiene l’atmosfera legata alla Terra? Il campo magnetico terrestre.

La Terra ha un campo magnetico che si estende per milioni di km nello spazio.

Siamo immersi in un campo magnetico enorme quindi è inutile che cerchi di non avere a che fare con le onde.

I magneti e campi magnetici naturali o artificiali sono dappertutto.

Gli apparecchi elettrici ed elettronici generano campi elettromagnetici.

Il frigorifero, l’aspirapolvere, il computer e il contatore emettono onde elettromagnetiche anche in misura maggiore dei dispositivi per umidità di risalita.

In questo momento onde elettromagnetiche di tutti i tipi ti stanno attraversando e circondando e non ti fanno niente. E anche il campo magnetico terrestre.

La luce è un’onda elettromagnetica. I colori…

O le onde radio.

Non senti le radio senza un ricevitore, non sentirai nemmeno quelle di un dispositivo di deumidificazione ad onde.

Non invertirà la “tua polarità”.

Onde elettromagnetiche e radiazioni

Non confondere le onde elettromagnetiche con le “radiazioni” quelle della bomba atomica o dell’energia nucleare per intenderci.

Le onde radio o le onde per inversione di polarità dell’umidità di risalita non hanno niente a che fare con le “radiazioni ionizzanti”.

Le radiazioni ionizzanti sono pericolose, cancerogene e distruttive.

Ionizzante significa che quando colpiscono un atomo lo spezzano e “partono gli “ioni”.

Sono pericolosissime ma si usano anche per scopi positivi come la medicina e produrre energia, non solo per le bombe H.

I dispositivi di deumidificazione a onde o deumidificazione elettrofisica per umidità di risalita generano onde sottilissime che, indirizzate contro le murature, influenzano le molecole di umidità invertendone la direzione. Invece di salire scendono. Tutto lì. Sono molto deboli.

La differenza di potenziale elettrico che si può misurare in un muro umido è nell’ordine dei millivolt.

I dispositivi per umidità di risalita eliminano la muffa?

La deumidificazione elettrofisica o le onde di questi apparecchi non possono uccidere o eliminare le muffe sui muri.

La muffa è un fenomeno completamente diverso dall’umidità di risalita.

La muffa c’è anche ai piani alti, che non possono avere umidità di risalita.

La barbetta bianca che vedi uscire dai muri con risalita non è muffa.

Alcuni la chiamano “muffa da risalita.” Ma è sbagliato.

Non esiste la muffa da risalita.

Sono sali che fuoriescono dall’intonaco quando l’umidità nel muro evapora.

I sali rompono l’intonaco o le pitture. Vedi questo articolo.

La muffa invece è un fungo, un organismo vivente.

Se i dispositivi di deumidificazione dell’umidità di risalita potessero uccidere le muffe, la risposta alla domanda “la deumidificazione elettrofisica è nociva per l’uomo?” sarebbe un sonoro Sì!

Se la muffa scompare con questi dispositivi è solo un effetto collaterale. Con i muri asciutti c’è una diminuzione di umidità ambientale.

Muri asciutti significano anche miglioramento dell’isolamento termico e del clima e quindi potrebbe come risultato andare via anche la muffa.

Il fatto che con questi dispositivi di deumidificazione, scompare il tipico “odore di muffa” cioè di “cantina” è vero ma è dovuto ad un altro fenomeno.

Se il tuo consulente non sa perché, scrivici e te lo diremo noi.

In caso di muffa sui muri bisogna disinfestarla bene e scoprire la causa prima di decidere la soluzione da applicare.

La soluzione alla muffa di solito non sono i dispositivi a onde per umidità di risalita.

Queste macchine non fanno granché alla muffa e condensa, e sono totalmente inutili per le infiltrazioni di acqua “liquida.”

disinfestare muffa con microonde
Disinfestazione muffa e asciugatura muro bagnato con macchina microonde GREENTECH

Le microonde uccidono le muffe ma è una tecnologia completamente diversa, anche se sono onde elettromagnetiche pure quelle.

La deumidificazione elettrofisica elettromagnetica o inversione di polarità fa male o no?

Se misuri le onde emesse da un qualsiasi computer o cellulare vedrai che sono migliaia di volte più potenti dei dispositivi per l’umidità di risalita.

Le onde usate nella deumidificazione sono innocue.

I dispositivi devono avere i certificati di non interferenza con apparecchi elettronici e di igienicità e di sicurezza per l’uomo.

PUNTO DEBOLE DELLA DEUMIDIFICAZIONE A ONDE O INVERSIONE DI POLARITÀ

Il punto debole di tutti i metodi di risoluzione dell’umidità nelle murature sono le infiltrazioni di acqua liquida e i sali.

I sali attirano umidità dall’aria e rovinano intonaci nuovi anche su un muro asciutto.

Alcuni di questi apparecchi sono più efficaci di altri nel far scendere le molecole d’acqua nel muro portandosi dietro i sali.

Bisogna saper gestire i sali e le infiltrazioni per essere sicuri del risultato.

QUANTO COSTA UN DISPOSITIVO PER UMIDITÁ DI RISALITA?

A volte molte migliaia di euro… così dicono sui forum.

In realtà per 100 metri quadrati si varia tra 2000-4000€ a seconda della qualità, del servizio diagnostico e controlli annessi.

Alcune ditte sono più care perché fanno anche controlli diagnostici e consulenza post vendita che ha un valore aggiunto notevole.

C’è anche qualcuno che fa grandi promesse e non le mantiene per cui stai all’occhio, sono solo dei venditori e non dei tecnici.

DISPOSITIVI DI DEUMIDIFICAZIONE: EFFETTI NEGATIVI SULL’UOMO?

L’unica cosa cui possono fare male i dispositivi di deumidificazione è al portafoglio se compri quello sbagliato.

Se la tua casa soffre principalemente di muffa o ha subìto un allagamento, un dispositivo di deumidificazione a onde è inutile.

L’umidità residua da allagamento si sarebbe asciugata anche da sola o si può asciugare più velocemente con altri macchinari.

Vediamo pubblicità di dispositivi per umidità di risalita con foto che mostrano un evidente residuo di allagamento “risolto” dal dispositivo con “prima” e “dopo”. Sono falsi come le foto delle cure dimagranti.

Con una ditta asciuga allagamenti e perdite spendevi meno e facevi prima.

Per l’ umidità di risalita dal terreno invece questi dispositivi funzionano bene e sono quasi tutti innocui per uomo e animali.

  • Il lato positivo della deumdificazione elettrofisica per umidità di risalita è che non danneggia la struttura.
  • Non mette in pericolo l’equilibrio dei materiali e la casa.
  • Sono interventi reversibili.
  • Compatibili con bioedilizia, intonaci traspiranti ecc.
  • Non mina la stabilità come i tagli del muro ecc.

In conclusione: vale la pena di provare questi dispositivi sono efficaci e innocui per la salute.

HAI UMIDITÁ DI RISALITA? MURI UMIDI?

Prima di fare interventi invasivi e irreversibili. Prima di fare interventi costosi e inutili  e prima acquistare un qualsiasi dispositivo di deumidificazione elettrofisica o inversione di polarità chiamaci per un nostro sopralluogo o preventivo.

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muffa-dietro-armadio

La muffa nella cabina armadio, armadi, ripostigli non è facile da eliminare.

Sei fai una ricerca su google appaiono i soliti articoli di “siti di edilizia” o “casalinghe” e “soluzioni green” che sparano le più grandi stupidate su come eliminare la muffa dagli armadi e dalle case.

Candeggina, rimedi “della nonna” e polistirolo sono i più gettonati. Per alcuni sono l’unica soluzione e per altri (gli espertissimi) non funzionano e ti suggeriscono qualche diavoleria costosa.

Qualcuno per dimostrare la potenza della sua “pittura maggika” mostra la termografia di un pannello di metallo. Metà normale e metà dipinto con pittura speciale.

Il pannello dipinto ha una temperatura totalmente diversa. Magia!

Non sappiamo se sia vero ma quello che non ti dice è che in termografia è un problema misurare i metalli perché riflettono le radiazioni.

Si devono dipingere o coprire con un nastro per misurarne l’effettiva temperatura. Quindi dipingendolo ha solo misurato la vera temperatura.

Tra soluzioni green, formule con aceto, bicarbonato, candeggina, polistirene o pitture magiche, se hai la muffa nella cabina armadio è probabile che cercando la soluzione troverai un video pubblicitario su cui cliccare.

Ed è proprio quello che vogliono questi siti. Attirare pubblico e farlo cliccare su pubblicità con le quali guadagnano un sacco di soldi.

2 categorie di muffa nella cabina armadio

La muffa nella cabina armadio si può dividere in due categorie.

  1. L’odore di muffa o la muffa è presente solo all’interno della cabina armadio o ripostiglio.
  2. La muffa è anche dietro l’armadio o altri muri nella stanza.

Se la muffa si è formata dietro l’armadio, o altre pareti in casa non ti serve questo articolo.

Hai un problema serio e ti conviene chiedere una consulenza o sopralluogo.

Se invece la muffa o l’odore di muffa sui vestiti si forma solo nella cabina armadio o ripostiglio allora puoi trovare qui la probabile soluzione.

Perché si forma muffa nella cabina armadio

Come sempre iniziamo dai fondamenti per cercare di risolvere il problema.

Se conosci il problema puoi risolverlo cambiando abitudini e se proprio devi spendere dei soldi non ti farai vendere la prima ciofeca.

La muffa nella cabina armadio si forma per lo stesso motivo per cui si forma da qualsiasi altra parte e cioè:

Ci deve essere un eccesso di umidità. Punto e basta.

Molte cose favoriscono la crescita della muffa (ne abbiamo parlato qui) ma solo una è indispensabile ed è l’umidità.

Non si forma perché la cabina armadio o il ripostiglio sono chiusi o al buio, né perché sono freddi.

La differenza è che essendo un luogo chiuso, dove metti i vestiti, senti l’odore e da molto fastidio, ma la causa è sempre la stessa.

Senza molta umidità ambientale non si forma alcuna muffa.

Perché nella cabina armadio c’è troppa umidità e si forma la muffa?

Se la muffa si forma solo nella cabina armadio o ripostiglio potrebbe essere uno di questi motivi:

A. Riponi nell’armadio indumenti ancora umidi o bagnati.

b. La cabina o ripostiglio sono molto più freddi del resto della casa.

c. C’è un eccesso di umidità in generale nella casa.

Se è A: Non essendoci ventilazione nell’armadio o ripostiglio l’umidità che evapora dai vestiti non ben asciutti, si accumula e rimane intrappolata.

Soluzione: Aspetta che siano ben asciutti prima di riporli e non lasciare mai accappatoi o indumenti bagnati nell’armadio o ripostiglio. Attenzione a biancheria sporca, borse della palestra con tute bagnate, scarpe da calcio ecc. bombe batteriologiche.

Se è B: Spesso i ripostigli non hanno riscaldamento o la cabina armadio fa da isolante. Oppure è appoggiata ad una parete molto fredda.

L’umidità dell’aria proveniente dalla casa, esempio dal bagno con la “nebbia” si condensa in questo punto più freddo.(come quando si fanno le goccioline sulla lattina aprendo il frigo)

Una massa d’aria a 23 gradi col 60% di umidità non è pericolosa, ma entrando in un ripostiglio a 16° gradi, si raffredda e l’umidità relativa aumenta a più del 80%. Condizione in cui si può formare muffa.

Soluzione: aumentare la temperatura della cabina armaio o rispostiglio. A volte basta alzare il termosifone in camera e fine del problema. Isolare la parete fredda ecc.

Se è C: Bisogna ridurre l’umidità di tutta la casa. Puoi leggere molti articoli su questo soggetto. Arieggiare correttamente è la cosa più semplice.

Potrebbero esserci anche altre ragioni e quindi meglio un sopralluogo da una ditta competente. (noi)

Risolvere definitivamente la muffa nella cabina armadio

La chiave per risolvere la muffa nella cabina armadio è: cosa devo fare per diminuire l’umidità quanto basta perché non si formi più muffa?

Non devi spendere un patrimonio e ristrutturare tutta la casa. Basta ridurre l’umidità di quel tanto che basta.

Ovviamente prima di fare qualsiasi intervento devi togliere fisicamente la muffa già formata.

Gradini per pulire la muffa da una cabina armadio, ripostiglio ecc.

  • Togli tutti i vestiti che odorano di muffa o sporchi di muffa e lavali.
  • Idem le scarpe. Vedi come pulire la muffa dagli oggetti libri e scarpe.
  • Pulisci bene l’interno dell’armadio con un detergente di qualità.
  • Poi passa ai rimedi per evitare l’umidità in eccesso.

Pulire la muffa dalla cabina armadio:

Non serve la candeggina, né i prodotti antimuffa a base di cloro. La muffa semplicemente si lava. Serve un buon detergente.

Dato che in un armadio avrai a che fare con legno, specialmente se di valore puoi usare un detergente adatto per legno.

Un detergente “rimuovi muffa naturale” che non rovina il legno è il Muffaway della Naturalia. O puoi usare i sali di boro trovi in commercio anche col nome di borace, o tra le pitture ecologiche tipo Durga come “soluzione canadese.”

I sali di boro o “borace” o “perborato” sono il più antico detergente minerale e naturale. Hanno la proprietà di uccidere insetti, tarli e acari nel legno.

I sali di boro li vendono anche in farmacia o “drogheria” in forma solida che puoi sciogliere nell’acqua.

Dopo aver pulito le muffe dalla cabina armadio ti dovrai occupare di ridurre l’umidità in eccesso.

Come ridurre l’umidità nelle cabine armadio o ripostigli ed evitare la muffa

Se l’umidità o le pareti fredde sono una situazione generalizzata in casa tua vedi gli articoli sull’aerazione e sul cappotto interno antimuffa.

Se la muffa e l’umidità sono localizzate solo nella zona cabina armadio o ripostiglio, dopo averle ben pulite puoi installare due semplici apparecchi poco costosi.

Deumidificatore piccoli ambienti e armadi e un depuratore dell’aria.

Il deumidificatore per piccoli ambienti manterrà il tasso di umidità al di sotto del livello di soglia della muffa mentre il purificatore ucciderà tutti
i batteri, acari e spore della muffa.

Deumidificatore per cabine armadio

deumidificatore per muffa nella cabina armadio

Nelle cabine armadio non puoi mettere un deumidificatore, sono ingombranti, fanno un sacco di rumore e consumano energia.

Ma probabilmente non sai che esistono deumidificatori elettrici grandi meno di una scatola da scarpe apposta per piccoli ambienti.

Funzionano senza compressori e altri motori, usano una tecnologia di raffreddamento simile a quella dei computer. Sono adatti per deumidificare un piccolo spazio senza fare alcun rumore.

Si tratta di apparecchi che non funzionerebbero in una stanza, ma sono perfetti in una scarpiera o cabina armadio.

Vanno bene anche in un bagnetto senza finestre.

Purificatore aria per cabine armadio e piccoli ambienti

purificatore-aria-muffa-cabina- armadio
Piccolo ionizzatore e purificatore d’aria. Design per piccoli ambienti, silenzioso per armadio e camera da letto. Elimina polveri, muffe, spore, acari.

Installando nella cabina armadio o stanza da letto un purificatore d’aria si ottengono notevoli benefici e prevenzione della muffa.

Le spore della muffa fanno parte della cosiddetta “polvere” e se vuoi eliminare la muffa dalla cabina armadio, basta non farci stare le spore ed eliminare la polvere.

Un cucchiaino di polvere raccolta in camera da letto contiene in media 1.000 acari e 250.000 escrementi di acari. Ci trovi anche polline, polveri sottili, spore di muffa e batteri.

Un piccolo purificatore dotato di filtro dell’aria Dacron e Anti particolato (HEPA) filtra il 95 % degli inquinanti presenti nell’aria ambientale.

Il purificatore deve contenere anche uno ionizzatore. Lo ionizzatore carica la particelle sospese nell’aria e le rende più pesanti dell’aria. Le polveri cadono a terra dove possono essere aspirate facilmente.

L’aria della cabina armadio, ripostiglio o camera da letto viene purificata e arricchita con ossigeno attivo.

Riassunto:

Con un piccolo deumidificatore da cabina armadio e un piccolo purificatore elimini spore della muffa, polveri e batteri, hai aria più sana e senza umidità in eccesso e quindi niente più odore o muffa nella cabina armadio.

Soluzioni muffa a breve e lungo termine

La soluzione che ti abbiamo proposto in questo articolo è abbastanza immediata per risolvere la muffa nella cabina armadio o in un ripostiglio.

Non risolverà tutti i problemi di umidità della tua casa. Richiede pochissimo lavoro di pulizia, un po’ di attenzione alle abitudini e una spesa di circa 2-300€ per tutti i materiali di pulizia e elettrodomestici.

Se non sai dove trovare i materiali per pulire la cabina armadio dalla muffa o deumidificatori e pulitori d’aria scrivici e te li invieremo noi.

Rispettiamo la tua privacy e non daremo i tuoi dati di contatto ad altre ditte o a call center. Li useremo solo per rispondere alla tua richiesta e inviarti le nostre soluzioni. Potrai far cancellare o modificare i dati in qualsiasi momento. Vedi anche privacy policy.

Pulire la muffa da scarpe e vestiti è possibile o è meglio gettarli?

La muffa purtroppo non si forma solo sui muri, può aggredire vestiti, scarpe, libri e oggetti.

Che abbia infestato solo un paio di scarpe, un libro, un’intera biblioteca o guardaroba, la muffa è sempre pericolosa e va rimossa.

Se agisci in fretta puoi salvare gli oggetti contaminati senza gettarli.

Perché la muffa cresce su scarpe, libri ecc.?

La muffa può crescere su oggetti di materiale organico come carta, cuoio, tessuti e vestiti, se sono conservati in luoghi umidi.

Si può formare muffa anche su vestiti non asciutti dopo il lavaggio.

Articoli tipo cotone, lana, cuoio e carta sono di origine vegetale o animale e quindi fonte di cibo per le muffe, come trattato in precedenti articoli.

Ricordiamo che la muffa è un tipo di fungo, per crescere ha bisogno di umidità (acqua), un terreno su cui vivere e cibo.

È importante comprendere che le spore della muffa sono ovunque e non possono essere eliminate.

Fanno parte di quella che chiamiamo “polvere”.

Il “terreno e il cibo adatti” non fanno crescere nessuna muffa. Ci sono muffe che possono crescere anche senza cibo per anni.

La condizione indispensabile per la formazione di muffa è solo la presenza di alta umidità ambientale.

La muffa sulle scarpe e oggetti in cuoio

La crescita della muffa sulle scarpe è un fenomeno molto comune negli ambienti umidi.

Le scarpe vanno a contatto con terreno, erba, foglie ecc e quindi accumulano facilmente spore invisibili della muffa.

Spesso le lasciamo in ripostigli o scantinati che sono i luoghi più umidi e meno ventilati della casa.

A volte anche senza pulirle o asciugarle prima di riporle.

Se lasci vestiti, borse e scarpe di cuoio in un luogo buio e umido è molto probabile che vi si formi la muffa.

La muffa sul cuoio inizialmente appare biancastra a macchioline per poi diventare verde o bluastra.

Può formarsi muffa sia all’interno che all’esterno delle scarpe ecc.

La muffa va rimossa prima possibile perché col tempo danneggia permanente le superfici di cuoio.

La muffa sui libri e carta

Se l’umidità non è mantenuta sotto il 60%, la carta si inumidisce e si può formare muffa sulla superficie.

In una biblioteca o locale dove sono archiviati libri o materiale cartaceo l’umidità deve essere inferiore al 60%

Inoltre ci dovrebbe essere una discreta aerazione.

Situazioni prolungate di umidità portano sempre alla formazione di muffa sui libri e materiale cartaceo.

Si dovrebbe spolverare regolarmente dato che le spore della muffa fanno parte del “puliviscolo atmosferico” o polvere.

La muffa porta alla rottura della carta o alla formazione di macchie sulle pagine.

Attenzione a non confondere lo sporco o altre macchie con la muffa.

pulire-la-muffa-dai-libri
Attenzione a non confondere lo sporco sui libri con la muffa.

Le muffe che danneggiano la carta sono spesso dannose per l’uomo.

Le muffe che crescono sui libri vanno sempre pulite, includono Aspergillus, Penicillium, Claudisporium, e Stachyobotris, Tricodherma e Chaetomium.

Alcune di queste possono produrre micotossine velenose per l’uomo. Inoltre emettono un enzima che distrugge la carta.

Come pulire la muffa se ha contaminato scarpe, vestiti, libri e oggetti

Valuta l’entità dell’infestazione e la quantità dei materiali da pulire.

Se devi salvare un paio di scarpe non è come un magazzino pieno di muffa. Un solo libro non è come trattare una bilioteca.

In ogni caso fai attenzione a non spargere le spore della muffa e contaminare il resto della casa o dei vestiti ecc.

Per d’infestazioni più grandi di un metro quadro è meglio isolare la zona costruendo una protezione in plastica, legno ecc.

Isolare la zona serve a impedire che le spore della muffa contaminino le stanze vicine causando un disastro.

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La zona contaminata viene isolata dal resto della casa.

Spesso dove c’era un po’ di muffa, hanno cercato di rimuoverla con candeggina e l’infestazione si è sparsa in tutta la casa.

Se si tratta di infestazioni estese di muffa contatta una ditta competente.

Precauzioni da prendere quando si trattano materiali contaminati e si vuole pulire la muffa

  1. Proteggiti sempre con guanti e mascherina.
  2. Circoscrivi la zona se la contaminazione è elevata.
  3. Usa occhiali protettivi quando spruzzi materiali detergenti o spazzoli.
  4. Munisciti di spugne, vecchi spazzolini da denti e di un aspirapolvere con filtro HEPA. (anti particolato)
  5. Indossa una tuta usa e getta.
  6. Spegni riscaldatori, aeratori, ventilatori, deumidificatori e condizionatori e coprili.
  7. Dopo aver finito e pulito getta o lava tutti gli attrezzi e protezioni.

Come pulire la muffa dalle scarpe.

Se si tratta di una quantità modesta di muffa e il cuoio è ancora integro le puoi salvare.

Per muffa “modesta” intendiamo che non è molto spessa, non è lì da mesi e non ha iniziato a “mangiare” il cuoio.

Proteggiti adeguatamente come descritto sopra.

  • Per prima cosa metti le scarpe in un sacchetto chiuso e portale all’aperto, anche se è inverno. Ideale un terrazzo al sole. Il sole uccide le muffe e i muschi. È il miglior disinfestante naturale.
  • Nel frattempo pulisci a fondo il ripostiglio o la scarpiera usando un buon detergente. Non serve la candeggina. La muffa si toglie col sapone. Poi disinfetta con alcool, amuchina o battericidi.
  • Stendi le scarpe all’aria e al sole e lasciale semplicemente lì. Fai in modo che non si bagnino assolutamente. (Se non puoi portarle all’aperto usa la tecnica descritta per i libri.)
  • Non importa se è inverno. L’importante è che non prendano pioggia ma sole, aria e luce.
  • Dopo uno o più giorni al sole e all’aria le muffe saranno morte naturalmente e sembreranno polvere secca.
  • Copriti con mascherina e indossa guanti. Pulisci la polvere e le muffe secche con una spugna secca, o uno spazzolino per i punti più difficili.
  • Puoi usare anche l’aspirapolvere con HEPA. Ricordando poi di pulire filtro ed esterno.
  • Dopo aver pulito bene le muffe dentro e fuori (togli la tomaia delle scarpe e pulisci sotto e dentro) puoi passarle con un prodotto detergente naturale o con un preventivo muffa tipo Naturalia Bau o sali di boro. Spruzzalo sulla spugna più che direttamente sulla scarpa.
  • Aspetta che si asciughino bene prima di riportarle dentro. Puoi anche lucidarle coi prodotti per le scarpe.
  • Le scarpe di cotone o da tennis ecc le puoi mettere direttamente in lavatrice che risolverà il problema muffa. Non serve altro.
  • I vestiti sporchi di muffa, se non sono logorati nelle fibre, li puoi semplicemente lavare in lavatrice. La temperatura i detergenti e il lavaggio faranno sparire ogni traccia di muffa e le spore senza problemi.

Non si usa la candeggina per pulire la muffa?

La candeggina non si deve usare mai per pulire la muffa.

È una tradizione che parte dai tempi delle bis-nonne in cui non c’erano molti detergenti o disinfettanti. Avevano una versione molto concentrata detta “varechina” che bucava anche le mani oltre che la muffa.

La candeggina attualmente in commercio è una soluzione molto acquosa e a volte anche profumata.

La muffa adora l’acqua. Questo ti dice qualcosa?

Quello che di solito succede usando la candeggina è che apparentemente la muffa è tolta dal muro o oggetto ammuffito ma spesso è solo sbiancata. La candeggina non uccide tutte le muffe.

Il cloro della candeggina evapora emettendo il suo orrendo odore, che ti fa sentire Terminator della muffa, l’acqua penetra nell’intonaco e lo bagna.

E rimane umidiccio. Ideale per la muffa.

La muffa durante il trattamento sopravvive perché non riesci ad andare a fondo o sopravvivono le spore, infatti quando tocchi la muffa volano in aria miliardi di spore che e poi si riposano sul muro.

Insomma avrai capito che acqua e umidità sono la cosa più importante per la crescita della muffa e la candeggina non è la soluzione.

Hai letto che il bicarbonato serve a pulire la muffa dalle scarpe e togliere la muffa dai muri?

Che il bicarbonato sia un disinfettante è un’altra leggenda metropolitana.
Il bicarbonato viene usato per pulire perché è leggermente abrasivo.
È anche un po’ “sbiancante.”

I siti di “rimedi naturali”, “green” o “consigli per la casa” si copia incollano a vicenda e dicono stupidaggini tipo che che il bicarbonato, da solo o assieme ad altri componenti è il miracoloso “rimedio della nonna.”

Il bicarbonato non disinfetta e non è nemmeno antibiotico. Non è un biocida né un antimuffa.

Non lo scrivono nemmeno sulla scatola in cui lo vendono dove ci sono tutti gli usi più disparati.

Non usare il bicarbonato per pulire la muffa da scarpe, muri, libri ecc.

COME PULIRE LIBRI AMMUFFITI O LA MUFFA SULLA CARTA

Se si tratta di un’intera stanza o biblioteca la prima cosa da fare è isolarla per evitare che le spore si spargano e contaminino altri ambienti.

Proteggiti come sempre con guanti, tuta usa e getta ecc.

  • Usa un aspirapolvere con filtro antiparticolato HEPA e aspira tutti i libri incluso il retro e i dorsi ecc.
  • Tratta le muffe più resistenti con uno spazzolino da denti morbido.
  • Alla fine getta tutto, protezioni di plastica, tuta ecc e pulisci l’esterno e il filtro dell’aspirapolvere.
  • Lava e disinfetta tutta la libreria con detergente e acqua e con alcool.

Nota: Biblioteche di musei e libri antichi vanno trattati da restauratori professionisti.

Per trattare un solo libro o un libro delicato:
  • Metti il libro in una vaschetta di plastica con coperchio e metti sul fondo almeno 5-6 cm di materiale tipo silica gel. Come quello che si usa per le lettiere dei gatti.
  • Lascia il libro chiuso nella scatola per 24-48 ore o come necessario.
    Questo non solo uccide le muffe ma deumidifica le pagine.
  • Aspira la muffa e polvere con un aspirapolvere e poi pulisci e getta tutto come al solito – tranne il libro 🙂
  • Finisci di pulire le muffe con spugnette, spazzolini, carta appena inumidita ecc. facendo attenzione a non danneggiarlo.
  • Mettere un libro una busta di cellophan e in freezer ucciderà le muffe. Se usi questo metodo fai attenzione quando lo togli a evitare condense.

Nota: le opere d’arte vanno trattate solo da restauratori professionisti!

PULIRE LA MUFFA DAI VESTITI

Come già accennato un buon lavaggio in lavatrice a 60° si prenderà cura di tutte le muffe e spore e le ucciderà.

Lavare i vestiti ammuffiti, è un procedimento sicuro. Non servono trattamenti speciali.

Se hai un armadio o contenitore pieno di vestiti ammuffiti mettili tutti in un sacchetto di plastica e chiudili bene prima di portarli dove hai la  lavatrice.

Metti tutto in lavatrice, getta il sacchetto e pulisci l’armadio e qualsiasi altra zona contaminata usando acqua e detergente e alcool.

Prodotti per pulire la muffa

Quello “che nessuno ti dice” è che la cosa migliore per pulire la muffa dagli oggetti è semplicemente lavarla.

E quindi la cosa migliore è usare acqua con un detergente.

Sulle murature si devono usare biocidi o detergenti speciali, non ammonica, candeggina e “rimedi naturali” che trovi su internet.

In commercio puoi trovare anche prodotti naturali per pulire la muffa o prevenirla come il Muffaway Naturalia Bau, che puoi spruzzare anche sui mobili di legno e scarpe senza danneggiarli.

Puoi usare una soluzione di sali di Boro. Il Borace uno dei più antichi e funzionali detergenti. Anche l’aceto va bene per oggetti. Anche acqua aceto e un po’ di detersivo per piatti…

prevenire-la-muffa
Per prevenire la muffa si deve evitare umidità e tenere pulito

PREVENIRE PER EVITARE DI PULIRE LA MUFFA

Dopo aver eliminato la muffa da libri, vestiti o pareti la cosa non finisce lì. Si deve eliminare la causa della muffa così che non continui a formarsi.

Leggi i nostri precedenti articoli su come evitare o risolvere  le muffe.

Alcuni consigli per evitare la muffa e non doverla pulire:

Evitare muffa sui vestiti

  • Non riporre i vestiti ancora umidi nell’armadio
  • Mai appoggiare l’armadio dei vestiti contro una parete fredda
  • Arieggia l’armadio e la stanza regolarmente aprendo bene le finestre per pochi minuti più volte al giorno e poi richiudile
  • Mantieni una temperatura di circa 18-20° nella stanza da letto o dpve c’è l’armadio e non troppo diversa da quelle delle altre zone della casa
  • Non riporre vestiti o oggetti che siano sporchi di terra in armadi o ripostigli poco areati o umidi.
  • Se hai un armadio nello scantinato per il “cambio stagione” in estate non lasciare le finestre aperte nelle ore più calde o si formerà umidità
  • Nelle giornate molto umide di mezza stagione niente può sostituire un deumidificatore elettrico per mantenere l’umidità sotto il 60%
  • Esistono aeratori e piccoli deumidificatori specifici per cabine armadio o luoghi piccoli e freddi
  • Non lasciare biancheria umida, sporca, sudata dentro a ceste, borsoni o stanze non arieggiate.
  • Attenzione alle divise e scarpe sportive sporche di fango ecc. 
  • Se la tua casa è umida o i muri umidi richiedi sopralluogo

Evitare muffa sui libri

  • Prima di introdurre un libro vecchio, sporco o ammuffito in libreria o ripostiglio puliscilo per evitare di contaminare gli altri
  • Mantieni il luogo aerato e con umidità media inferiore al 60%
  • Non mettere nello stesso luogo cose umide, biancheria umida ecc.
  • Tieni la libreria e il locale regolarmente spolverato. Le spore della muffa sono parte del “pulviscolo”.
  • Non mettere libri in stanze o scantinati umidi e non areati
  • Esistono deumidificatori e aeratori adatti per stanze fredde umide.
  • Se i muri o la casa sono sempre umidi richiedi sopralluogo.

Leggi anche altri articoli su disinfestare o evitare la muffa:

Eliminare muffa con le microonde

Disinfestazione Professionale Muffe

Come distinguere la muffa dallo sporco, muffa da risalita e altri fenomeni

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umidità di condensa e muffa su muro freddo

Distinguere la muffa da sporco e muffa da risalita.

soffitto soluzioni antimuffa
Sporco o muffa?

A volte ci chiedono che muffa è quella che ho in casa?

Alcuni ci dicono di avere Muffa da risalita, “muffa da condensa.”

Polvere, fuliggine o macchie di umido o sporco vengono spesso confusi con la muffa.

Qualcuno cerca di pulire “sporco che non viene via” infatti è muffa.

La muffa da risalita non esiste!

La “barbetta bianca” che fuoriesce dal muro umido non è muffa, è sale.
A volte è pittura sfaldata a causa di umidità di condensa o degrado.

Vuoi sapere se la barbetta bianca che esce dal muro è pittura o sale?
Mettine pochi granelli sul dito e toccalo con la punta della lingua.
Se è salato è sale, se farinoso è pittura.

In entrambi i casi non si tratta di muffa.

Non è pericoloso toccare il sale anzi, conviene tenere puliti i muri dai sali e pitture degradate.

Mentre non conviene toccare la muffa.

L’idea falsa della “muffa da risalita” viene da certi “esperti di umidità di risalita” che non sono esperti.

Vendono macchinette magiche o resine, “soluzioni brevettate numerouno” – parlano di muffa da risalita e non sanno che non c’entra con la muffa.

Come distinguere muffa da sporco e altri fenomeni

Queste sono linee guida non dati assoluti. Ti aiuteranno a distinguere la muffa in generale.

  1. La muffa cresce solo dove c’è alta umidità e poco flusso d’aria. Un condotto di condizionamento non è un posto dove di solito cresce la muffa. C’è molto flusso d’aria e bassa umidità. Si tratta quasi sicuramente di fuliggine, polvere o sporco.
  2. La muffa ha bisogno di un terreno su cui crescere. Se stai esaminando metallo, probabilmente, non si tratta di muffa. Se è cartongesso invece è quasi sicuramente muffa.
  3. La muffa di solito non si pulisce facilmente. Tende a infiltrarsi all’interno di ciò in cui sta crescendo. Se inumidendo un panno la puoi pulire, probabilmente non è muffa, è polvere o sporco.
  4. Da vicino, la muffa ha un aspetto simile al velluto, è lanuginosa. Tende ad avere un colore variabile da brillante a opaco, grigio, nero, verde, marrone e con varie sfumature.
  5. La muffa puzza. Ha un caratteristico odore di “ammuffito” – di cantina. È causato dai prodotti di scarto della crescita delle muffe. Le muffe decompongono sostanze organiche morte in prodotti assimilabili da microorganismi e piante. Per per capire se è muffa chiudi la stanza per un giorno e nota se si sviluppa odore.
  6. La muffa non ama la luce, soprattutto del sole. Se è illuminata, probabilmente non è muffa.
  7. Se il colore è bianco e sembra una barbetta, su muro umido che si scrosta, non è muffa.
    Sono sali che fuoriescono dall’intonaco per l’umidità che evapora. La muffa da risalita non esiste.

L’unico modo per essere sicuri al 100% è ovviamente un test in laboratorio.

Tutta la muffa comunque si elimina allo stesso modo, a prescindere dal suo nome scientifico.

Quindi se non c’è una ragione medica è inutile spendere soldi per scoprire di che muffa si tratta.

I biocidi o disinfestanti per muffa, i trattamenti con microonde o gas uccidono spore, batteri, insetti, funghi e muffe di ogni tipo.

Indipendentemente dal fatto che si chiamino aspergillus o penicillum ecc.

Alla ricerca della muffa nascosta

A volte sembra che ci sia muffa, ma in laboratorio non trovano alcuna “crescita di muffa”, questo non significa che il luogo sia privo di muffa. Le muffe, infatti, possono essere inattive. In questo caso sono effettivamente più simili allo sporco e polvere.

Sembrano “secche” e innocue, stanno solo aspettando le condizioni giuste per fiorire. Le spore della muffa entrano in casa dall’aria esterna, specialmente in estate. Diventano parte della “polvere” quindi tenere pulito aiuta a non avere muffe in casa.

umidità di condensa e muffa su muro freddo
Infestazione di muffa su muro umido

  • Le scoloriture nere sugli isolamenti e sul legno possono essere difficili da distinguere dalla muffa.
  • Le macchioline nere sulle piastrelle in bagno non sono muffa ma un misto di sporco e sostanze organiche tipo “biofilm” batteri vari e alghe come quelli delle piscine.
  • Se la muffa è già maturata e poi degenerata (morta), si può togliere dalle superfici e lascia un segno di sporco.
    Per questo può essere più difficile individuarla.
  • Certe muffe sono facilissime da riconoscere perché sono belle “cicciotte” “pelose” come il penicillium e simili che infestano un muro che ha subito un allagamento.
  • O le muffe nere sugli angoli dei soffitti, finestre e pareti fredde.
  • Le muffe prive di micelio e filamenti sono più difficili da riconoscere ad occhio nudo. Per fortuna nelle nostre case non è facile trovare queste muffe “strane.”

È difficile riconoscere la muffa se il colore della superficie su cui cresce è simile o se si tratta di muffa incolore.

In tal caso potresti sentire il tipico odore di muffa senza vedere alcuna muffa.

Si possono fare dei “tamponi” da portare in laboratorio per scoprire se c’è.

Con una lampada a UV che fa diventare fluorescenti le sostanze organiche potrai vedere illuminarsi le spore di muffa, tracce organiche e la pipì di “fuffi il gatto.”

Odore di muffa senza che si veda alcuna muffa.

L’ odore di muffa si ha anche in presenza di umidità nel muro. Umidità di risalita o contro terra. Specialmente negli scantinati. Infatti lo chiamano “odore di cantina”.

L’umidità contenuta nel muro o nell’aria dà vita a piccoli organismi come batteri ecc. che producono il tipico odore di “umidità o muffa.” Sono gli stessi prodotti di scarto che fanno puzzare le muffe.

Nota importante: dove c’è umidità di risalita non si forma muffa.

Su un muro umido dove si formano le tipiche efflorescenze saline, non può crescere la muffa.

La muffa non solo odia il sole ma anche il sale, che la uccide.

Potrebbe formarsi sul soffitto, in un altro muro o su oggetti, ma non dove fuoriescono le “barbette bianche”, i sali.

La “muffa da risalita” non solo non esiste, ma è un sicuro indicatore che non lì c’è muffa.

In America sono più avanti nel distinguere la muffa?

In Nord America hanno una vasta cultura sulle muffe e umidità all’interno delle case e dei luoghi di lavoro.

Prendono la cosa seriamente dal punto di vista della salute. Alcune muffe, infatti, possono creare allergie o essere malsane, altre producono micotossine che causano malattie.

Le persone più deboli: immuno-depressi, donne incinte, bambini, neonati e anziani sono più inclini ad ammalarsi a causa delle muffe. Ad es: Il famigerato “aspergillum nigro” normalmente non fa male a nessuno, ma può essere perfino mortale per persone già indebolite, causando malattie respiratorie e tosse con espulsione di sangue. In tal caso correre immediatamente all’ospedale.

Sono seri riguardo la rimozione delle muffe, se si tratta di infestazioni estese va sempre affidata a ditte specializzate e fatta con le dovute protezioni.

Il fai da te, se l’infestazione di muffe è già estesa, è sconsigliatissimo.

Quante persone tolgono la muffa con la candeggina si ammalano e non mettono le due cose in relazione?

Cercando di togliere la muffa con candeggina o “rimedi da internet” peggiorano spargendo muffe per tutta la casa.

mildew-come distinguere la muffa
Il Mildew sui muri muffa lanuginosa bianca

In inglese si distingue la muffa detta mold, dal mildew.

In Italiano abbiamo solo la parola muffa (mold) che è più giusto perché entrambi sono solo muffe.

Il mildew è una muffa color bianco o grigetto chiaro simile a lanugine.

Colpisce soprattuto le foglie delle piante. Lo chiamano anche peronospora. Ma è sempre una muffa.

Secondo molti siti Il mold o muffa vera e propria è color nero, verde, viola o giallastro.

Il che non è del tutto vero perché ci sono muffe (mold) bianche o grigie.
In pratica sono tutte 2 muffe e fine.

mold-come-distinguere-le-muffe
Mould – muffa nera sulle finestre

In entrambi i casi hanno tipico odore di muffa e una consistenza “pelosa” per cui dovresti ormai riuscire a distinguerla dalla polvere.

Le spore della muffa sono molto volatili e se toccata tende a espandersi in altre zone.

Distinguere la muffa da sali, polvere e sporco

La polvere, lo sporco e perfino il “nero” dei termosifoni, candele ecc sono confusi con la muffa si tratta solo di sporco che può essere pulito con un panno umido.

muffa da risalita non esiste
Qualcuno la chiama “muffa da risalita” – la muffa da risalita non esiste perché non è una muffa. Inoltre questa non è umidità di risalita ma il risultato di un vecchio allagamento.

Non confondere il salnitro, le “efflorescenze” e “i sali” quelle barbette bianche che escono da un muro umido per risalita o che ha subito un’infiltrazione o allagamento in passato.

L’acqua che penetra nel muro dal terreno e risale sul muro si porta dietro sali, non è acqua distillata. Gli stessi materiali edili possono contenere sali.

Se l’edificio era una stalla ristrutturata, nel terreno c’erano un sacco di sali derivati delle deiezioni degli animali.

Per fretta o per risparmiare si fanno intonaci cementizi senza eliminare i sali dal muro, che poi “fioriscono”.

I sali, efflorescenze o barbette bianche non sono muffa o muffa da risalita

Il fenomeno dei sali avviene anche dopo che una casa ha subito un allagamento e il muro si sta asciugando.

Si formano sali e degrado della pittura.
Non è muffa, né tantomeno “muffa da risalita”.

Indica che il muro sta evaporando umidità.

Nelle case molto umide sulle pareti può formarsi una patina biancastra sul muro che sembra muffa.

È solo pittura che si degrada a causa di umidità di condensa, vecchiaia o scarsa qualità.

Puoi distinguerla dalle efflorescenze saline perché non è salata.

Le efflorescenze e le pitture degradate vengono chiamate erroneamente muffa da risalita o muffa da condensa.

muffa filamenti ingranditi
Ingrandimento di muffa

La muffa è un fungo, un organismo vivente gli altri fenomeni no.

Che cosa sono le muffe e quante ne esistono.

Per distinguere la muffa devi sapere che le muffe sono organismi microscopici semplici, possono crescere ovunque.
Le colonie di muffe possono crescere all’interno di strutture umide o bagnate. Ne esistono dozzine.

Le spore della muffa sono un componente della polvere in casa e nei luoghi di lavoro.

Gli effetti sulla salute derivanti dall’esposizione alle muffe possono variare notevolmente secondo la persona, la quantità e tipo di muffa.

Indipendentemente dal tipo, la muffa dovrebbe essere trattata come potenzialmente pericolosa per la salute e rimossa velocemente dalle case e luoghi di lavoro.

Come distinguere la muffa in case e luoghi di lavoro e la sua pericolosità

In alcuni paesi le muffe sono divise in 3 classi di pericolo in base al rischio per la salute.

Classe di rischio A: comprende muffe o i loro prodotti metabolici molto pericolosi per la salute. Non dovrebbero essere presenti nelle abitazioni. La presenza di questi funghi negli edifici abitati richiede attenzione immediata.

• Classe di rischio B: muffe che possono causare reazioni allergiche se sono presenti in ambienti chiusi per un lungo periodo.

• Classe di rischio C: muffe non note per la salute. La crescita di questi funghi all’interno delle case e luoghi di lavoro, tuttavia, può causare danni economici e quindi non si dovrebbe trascurare.

Scarica la lista dei tipi di muffe per più info su distingere la muffa (nomi scientifici.)

Non basta distinguere la muffa bisogna anche trovare cause, rimedi e soluzioni.

I punti da considerare quando ci si occupa di muffa non sono i nomi scientifici ma:

  1. Assicurarsi che la muffa sia stata disinfestata definitivamente prima di ri-imbiancare. Spesso questo gradino viene fatto male anche da imbianchini e le muffe si riformano presto. Una passata di candeggina non basta.
  2. Scoprire e risolvere la vera causa della muffa nell’abitazione o luogo di lavoro. Può essere una cattiva abitudine degli occupanti o difetti strutturali o altro. Se non risolta le muffe continueranno a formarsi.

Adesso che hai visto come distinguere la muffa leggi gli articoli seguenti sulle cause della muffa, come prevenirla e risolverla definitivamente.

Effetti dell’umidità di risalita e dei sali (se pensi o ti hanno detto che hai la muffa da risalita)

Problemi di muffa nelle case nuove

Cartongesso umidità e muffa

Antimuffa naturale e altre bufale

Cappotto Interno Antimuffa

Arieggiare per Eliminare Umidità e Muffa

Cause di Umidità e Muffa di cui non si parla molto

Deumidificare Disinfestare muffa con le microonde

Disinfestazione Professionale delle Muffe

FAI IL QUIZ:  QUANTO NE SAI DI MUFFA?

E altri ancora (vedi categoria Muffa nel menù)

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maschera antimuffa
Muffa in casa? Muffe sui muri?

Stai combattendo una guerra inutile?

“Conosci il nemico come conosci te stesso.

Se fai così, anche in mezzo a cento battaglie non ti troverai mai in pericolo.”

Sun-Tzu – Arte della Guerra

Cos’è la Muffa. Conosci il tuo nemico.

È viva. Non è uno “sporco”. Non è vegetale né animale. È un fungo.

Molti confondono la muffa con la polvere nera o sporco sulle piastrelle del bagno.

muffa da risalita non esiste
Molti chiamano “muffa da risalita” questo fenomeno causato dai sali che affiorano sulla muratura e degrado intonaco/pitture.

O con le barbette bianche che escono da un muro umido.

La chiamano “muffa da risalita” ma non esiste!

Dove c’è umidità di risalita e intonaci scrostati, le tipiche barbette bianche sono sali, che rompono il muro.

La muffa invece non è salata. Ha dei tipici filamenti, è verde o nera, rossiccia o giallastra.

Esistono vari tipi di muffe, non tutte sono “cattive.”

Gli antibiotici derivano da una muffa (penicillium) che ha salvato milioni di vite.

Altre muffe utili si usano per fare formaggi.

Ci sono varie muffe velenose e alcune allucinogene.

I lieviti sono specie di muffe e si trovano spesso sui muri in casa.

Più del 3% degli esseri viventi sulla Terra sono muffe.

muffa buona penicillina
Muffa penicyllium del prof. Fleming che scoprì la penicillina il primo antibiotico.

Le spore della muffa sono invisibili. Puoi immaginarle come semini o “ovetti”.

Nell’aria ci sono miliardi di spore.

Ti entrano nei polmoni continuamente senza danni.

Vivono ovunque, prosperano sul legno, sui cibi, sui muri, tappeti ecc.

Eliminare la muffa è impossibile.

Devi solo impedire che fiorisca e si espanda nel tuo territorio: in casa tua, nei polmoni, ecc.

 

La muffa si nutre e cresce con sostanze organiche morte.

(Sostanze “organiche” = da organismi viventi, es: piante e animali. “Inorganiche” = non derivano da esseri viventi.)

muffa ciba insetti acari
una zanzara si pappa lo zucchero prodotto dalle muffe

Le muffe degradando i composti organici rendono disponibili i minerali, che nutrono le piante.

Le piante formano nuovi prodotti organici, così si chiude il ciclo biologico (della vita).

Certe muffe degradando questa materia creano nutrimento per piccoli organismi (acari della muffa, insetti ecc).

Riproduzione e crescita della muffa

Quelle che vedi sul muro sono muffe fiorite che si stanno espandendo.

Le muffe si riproducono tramite spore.

Le palline che vedi sulla muffa ingrandita si chiamano sporangi e possono contenere milioni di spore.

Dalle spore si sviluppano dei filamenti detti Ife o Hyphae.

muffa filamenti ingranditi
Ingrandimento di muffa

Un accumulo o “groviglio” di Hyphae forma il Micelio che è la muffa visibile.

La muffa ha vari stadi di crescita ed espansione.

I primi due sono invisibili a occhio nudo.

Potresti avere muffa in casa invisibile e che non dà fastidio a nessuno.

Per vincere la guerra alla muffa devi solo impedire che “fiorisca” nel posto sbagliato. Casa tua.

“La vera vittoria è la vittoria sull’aggressione, una vittoria che rispetti l’umanità del nemico rendendo così inutile un ulteriore conflitto.”

Sun Tzu  Arte della Guerra

Come fiorisce e come si espande la muffa?

Sapendo cosa le aiuta a crescere, potrai distinguere i consigli utili dalla fuffa.

Il “rimedio della nonna”, la candeggina, i macchinari strani, il “cappotto di cartongesso”,“fori nel muro per umidità.”

Per crescere ed espandersi Le muffe hanno bisogno di un ambiente favorevole.

Le spore della muffa germogliano solo se ci sono questi 2 fattori:

  • Umidità in un supporto di materia organica.
  • Temperatura sufficiente.

La crescita della maggior parte delle muffe richiede umidità tra il 70% e il 100%.

Tutte le muffe germinano all’umidità di condensazione (quando si forma la condensa).

  • L’umidità in casa di solito si forma per condensazione.
  • L’umidità può anche arrivare da infiltrazioni, pioggia, allagamento, tubo rotto, risalita.

La temperatura ideale per la maggior parte delle muffe è tra 15 e 25° – facile da trovare in una casa.

Alcune riescono a vivere fino a 4° e fiorire nel frigorifero.

Se la temperatura è inferiore non muoiono, vanno in “letargo.”

Poi si risvegliano appena la temperatura è ok.

Ci sono case che appena vengono riscaldate e vissute si riempiono di muffe.

Per ucciderle bisogna usare biocidi professionali o riscaldarle a + 60°  –

La candeggina e i “rimedi della nonna” o “naturali” sono inutili se hai un’infestazione.

“Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio.” –  Sun Tzu

ALTRI fattori che aiutano il TUO nemico (LA MUFFA).

Alcuni fattori non sono sufficienti da soli a creare muffe, ma ne favoriscono o aumentano la proliferazione.

Hai notato che nel frigorifero le muffe si sviluppano all’interno di un recipiente?

O che dietro gli armadi c’è più muffa?

I fattori che le aiutano a crescere sono:

  • Mancanza di accesso dell’aria sulla superficie del muro
  • Insufficiente circolazione dell’aria all’interno
  • Ricambio d’aria insufficiente
  • Mancanza di luce e sole
  • Sporcizia
  • Certi tipi di pitture e di murature

Il muro umido e freddo è necessario perché germini la muffa, l’armadio che chiude la superficie favorisce l’espansione.

Non è esatto dire che l’armadio appoggiato al muro fa la muffa.

Favorisce o aumenta l’infestazione ma non è la causa.

In ogni caso tienilo a 5 o 10 cm dal muro.

Come e quando si ciba la muffa?

Se la muffa degrada materiale organico, come fà a formarsi sui muri?

Perché sul muro c’è uno strato più o meno visibile di materia organica.

Batteri, sudore, ciglia, pellicine, caccole, sporcizia, insetti, manate, particelle di cibo, ecc e sono organici.

Questo sottile “film” sulla superficie del muro è cibo per la muffa.

Non è solo una questione di pulizia.

  • Alcune muffe Aspergillum riescono a vivere con un minimo o perfino senza nutrienti.
  • Certi tipi di muratura o tappezzerie sono inclini ad accumulare materiale biologico.
  • Pitture non traspiranti (lavabile ecc) aiutano la formazione di bio-film sulla parete,
  • e la formazione e permanenza dell’umidità di condensa sulla superficie.

A volte il muro o la pittura stessi sono cibo per muffa!

Tempera o pitture coi “luccichini” contengono derivati del petrolio. (organico)

Moltissime pitture contengono resine, colle e colori di origine organica.

Il cartongesso è cellulosa, derivata dal legno ed è cibo per la muffa.

Cerca nella scheda o barattolo la quantità di VOC. (Composti Organici Volatili)

La pittura “lavabile” non si chiama così perché si “lava”. Non si lava la pittura!

La pittura lavabile non è mai traspirante!

E non pulisci meglio la muffa con queste pitture “lavabili.”

La scritta “antimuffa” di solito significa solo che ci hanno aggiunto un veleno.

La vera pittura antimuffa lo è “di natura”: deve essere traspirante, alcalina, minerale, senza sostanze organiche.

(Se vuoi sapere di più sulle pitture scrivici.)

In che modo la muffa sa che una cosa è morta e inizia a crescerci sopra?

Per la muffa la presenza di aria fresca o movimento d’aria significa che la materia è viva.

Aspergillus niger SEM
Aspergillum Niger – Muffa che cresce sui muri umidi.

Se così non fosse le spore che ti entrano nei polmoni crescerebbero e ti farebbero a pezzi!

Certe muffe sono aggressive o trovando condizioni favorevoli riescono ad aggredire il nostro corpo anche da vivo. (polmoni, orecchie, ecc).

Alcune possono sviluppare allergie o malattie respiratorie molto pericolose. (aspergillum niger)

Se inizi a sputare sangue è lui. Vai al  pronto soccorso!

Cosa Non Ti Serve Sapere Per Eliminare la Muffa

Secondo alcuni esperti della muffa (?) “Per eliminare le muffe serve un’analisi per stabilire di che tipo si tratta.”

Non è vero. È marketing.

  • Sapere i nomi scientifici o fare mille diagnostiche per umidità non c’entra col trovare la soluzione o disinfestare la muffa.

Per sconfiggere il nemico devi sapere come si chiamano tutti i loro soldati?

Cosa pensi di un medico che continua a fare analisi dopo che ha individuato la cura?

Le muffe si propagano e crescono tutte allo stesso modo, indipendentemente dal loro nome scientifico.

Scoprire il tipo può servire per motivi medici, persone allergiche o ammalate.

O per portare in tribunale il proprietario della casa o l’inquino…

O nelle ispezioni e manutenzioni di luoghi publici ospedali ecc.

analisi tipo di muffa
una coltivazione di muffa in laboratorio

Per assicurarsi che la parete sia disinfestata si può fare un tampone biologico “prima/dopo” il trattamento.

È sufficiente sapere se è “positivo” o “negativo.”

Una diagnostica per umidità e muffa può richiedere un paio d’ore.

Qualche termografia, misurazioni dell’umidità, ponti termici e ispezioni in casa.

A volte serve un monitoraggio di qualche giorno di umidità e temperatura.

Solo se ci sono infiltrazioni la diagnostica può diventare complessa e più costosa.

Per eliminare la muffa non servono quasi mai diagnostiche complesse.

due tipi di esperti DI MUFFE che puoi evitare:
  • Il Finto esperto. Dà un’occhiata, non misura niente (a parte i metri quadri) e già sentenzia. Buchi nel muro, cartongesso, “super pitture.”
  • Il Troppo Esperto. Si fa pagare caro per dirti cosa fare, come si chiama la muffa non esegue nessun lavoro e non risolve la cosa.

In una guerra è importante allearsi con le persone giuste.

Vinci la muffa se non cresce più in casa tua.

Normalmente le infestazioni fungine ritornano perché non sono state disinfestate ma sbiancate con candeggina o spray vari.

Per uccidere le muffe si usano i “biocidi” – (significa “sostanza che uccide le piante.”)

Richiede ore di lavoro non la solita mezzoretta con la candeggina.

Se i muri sono bagnati non funziona nessun liquido antimuffa.

disinfestare muffa con microonde
Disinfestazione muffa e asciugatura muro bagnato con macchina microonde GREENTECH

Per asciugare i muri ci sono vari sistemi tra cui le microonde – asciugano il muro e uccidono muffe, spore, hyphae, batteri, acari senza farli volare via.

Dopo aver disinfestato i muri e fatto le pulizie in casa si può disinfestare anche l’aria e tutte le superfici a contatto con l’aria.

disinfestazione aria batteri muffa
Macchina per disinfestare aria e superfici da batteri, muffe, insetti ecc.

Si usano macchinari a ozono, ossigeno e argento ecc. Tipo sala operatoria.

Attenzione: i macchinari che “purificano l’aria” non funzionano se non sono stati disinfestati muri e gli oggetti o in ambienti sporchi.

I mobili e pavimenti devono essere puliti quando si vogliono eliminare le muffe.

Residui di cibo, materiale organico, oggetti umidi o infestati devono essere eliminati.

Tappeti, moquettes e oggetti contaminati da muffa vanno lavati o eliminati.

La pulizia è un importante per la prevenzione ed eliminazione delle muffe.

Dopo la disinfestazione della Muffa bisogna eliminare la causa.

Adesso serve un sopralluogo tecnico ma senza farla troppo seria, non lo è quasi mai.

Come Evitare Una Guerra Infinita

“Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento, bensì sottomettere il nemico senza combattere.”

Sun tzu –

Invece di continuare a combattere con armi inutili come la candeggina e il bicarbonato bisogna eliminare le cause delle muffe.

Si formano perché ci sono condizioni ambientali o difetti strutturali della casa.

Se le cause vengono eliminate, muoiono e spariscono da sole.

Indipendentemente dal loro nome scientifico e perfino dai trattamenti antimuffa.

È possibile farle sparire senza toccarle e senza usare nessun prodotto chimico o biocida.

Contattaci per un sopralluogo.

Termini e Tipi di Muffe

Seguono termini scientifici e tecnici sulle muffe.

Sapere il tipo di spora o muffa nell’aria o sui muri richiede esami a volte costosi e complessi.

Di solito vengono più semplicemente divisi in Lieviti, Asperillum e Cladospurium.

Esami delle spore nell’aria o dell’esatto tipo di muffe sono interessanti per studi scientifici o questioni legali, ma non per il disinfestatore.

Per disinfestare le muffe in una tipica casa italiana ed evitare che si riformino non servono esami batteriologici.

Aspergillus

Tipica muffa verde che cresce sui muri – alcuni aspergillus (aspergillus niger) possono essere molto nocivi e anche mortali specialmente su persone  immunodepresse o che soffrono di altre malattie. L’aria è piena di spore di aspergillus che non danneggiano nessuno, solo in certe condizioni diventano pericolose, non agitarti.

aspergillosi

Termine collettivo per malattie causate da Aspergillus (come pneumomicosi – ai polmoni, otomicosi (infezione alle orecchie)

aspergilloma

Tumore causato da ife del genere Aspergillus

biocida

sostanza che uccide le piante, usata per disinfestare

HyphAe / ife

cellula fungina filamentosa, eventualmente ramificata.
Le ife sono utilizzate per la nutrizione o la riproduzione delle muffe. La rete di ife si chiama micelio,
per lo più incolore, fili invisibili dall’occhio nudo che formano la muffa nella sua fase di crescita.

Lieviti

Funghi che si usano anche per fare il pane, molte muffe nelle case sono tecnicamente lieviti.

Micelio

Un micelio è la rete di filamenti a forma di palla. I fili cellulari sono formati dalla germinazione delle spore che diventano ife.

micosi

Infezione da muffe / funghi – tipiche quelle delle unghie.

micoTOSSINE

Muffe e funghi possono produrre tossine. Come il Penicillium che genera un potente antibiotico. Alcune possono produrre delle micotossine nocive all’uomo e agli animali.

MVOCs

Abbreviazione di composti organici volatili microbici = emissioni microbiche gassose.
Il famoso “odore di muffa” è causato da queste emissioni batteriche che a volte senti in ambienti umidi anche senza vedere niente. In realtà i batteri e le ife invisibili stanno proliferando nel muro umido.

Penicillio

Tipo di muffa grigio verde che fa parte della famiglia degli aspergillus: le  principali muffe che crescono sui muri. Da una di queste che il dott. Fleming scoprì la penicillina che ha curato milioni di persone.

spora

Muffa unicellulare per la riproduzione delle muffe, formata nello sporangio o direttamente dalle ife.

Clicca per saperne di più dei 2 milioni di tipi di funghi con cui conviviamo in casa.


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Umidità di condensa e muffa hanno varie cause.

In precedenti articoli abbiamo esaminato cause reali e rimedi che funzionano.

Ora parliamo di 7 cause di muffa di cui nessuno parla.

Forse non le conoscono o è che si possono risolvere senza spendere troppi soldi?


7 Frasi famose su umidità di condensa e muffa:

umidità di condensa e muffa su muro freddo
Infestazione di muffa su muro freddo e umido

  • “Hai la muffa perché non apri mai le finestre.”
  • Ci vuole il “rimedio della nonna” o il rimedio naturale.”
  • Serve la candeggina.
  • È “muffa di risalita.”
  • “Hai la muffa perché ci sono ‘i ponti termici’
  • Imbianchino bravo pitura antimufa 100€ a camera. ( Facebook)
  • L’umidità è un mistero, solo la diagnostica da 1500€ degli esperti-della-muffa può darti la soluzione.

Più o meno le avrai sentite tutte.

7 “Soluzioni” famose (e spesso inutili) per la muffa:

A. I leggendari fori nei muri per “arieggiare” (entra solo freddo)
B. Cappotto di cartongesso e/o polistirolo. (le muffe lo adorano)
C. Candeggina e pittura lavabile antimuffa “traspirante” (non esiste)
D. Super-pittura a “micro palline” “purifica l’aria” (costosa e spesso insufficiente)
E. Macchinario unico e non si sa come funziona costa migliaia di euro se firmi subito, sennò di più.
F. Scatoletta “…-dry risolve ogni tipo di umidità e muffa” (fa anche il caffè).
G. Aeratore costa poco ma fa rumore.


Il problema della muffa che si riforma è divisibile in due parti:

1) Non l’hai mai veramente disinfestata, è solo sbiancata
2) La causa dell’umidità di condensa e muffa non è stata trovata e risolta.

Per il punto 1 bisogna usare prodotti e procedure professionali.

Non la candeggina o i “rimedi fai da te” trovati su internet.

Se il muro è umido nessun antimuffa può funzionare.

Al punto 2 “ognuno dice la sua.”

Per trovare la causa bisogna indagare, misurare e conoscere.

C’è gente che da soluziuone senza neanche misurare un muro.

A volte bastano interventi semplici, altre volte lavori costosi.

Spesso c’è più di una cosa da risolvere. Infatti ci sono 12 tipi di cause di umidità.

La buona notizia è che la soluzione alla muffa potrebbe non richiedere grandi spese.

Ad esempio se hai una delle seguenti 7 cause di umidità e muffa probabilmente basta disinfestare bene ed eliminare alcune abitudini.


7 cause di umidità di condensa e muffa di cui nessuno parla

1. La stufa a pellet – può causare umidità di condensa e muffa.

Intendiamo la stufa a pellet o a legna in casa, in soggiorno.

Non le stufe a pellet o biomasse che alimentano un circuito di riscaldamento in un locale separato dalla casa.

Le stufe a pellet generano un forte calore attorno alla stufa.

La temperatura dell’aria davanti alla stufa arriva a più di 30°!

C’è un “bel calduccio” ed eviti di accendere il riscaldamento.

“Si risparmia” e “il caldo va anche nelle altre stanze.”

Peccato che si creino sbalzi enormi di temperatura.

muffa-diagnostica-per-umidità
Muro freddo e con muffa

Sbalzi di temperatura tra una stanza e l’altra, un piano e l’altro, tra un muro e l’altro, formano umidità di condensa e muffa.

Se in soggiorno ci sono 24° e la camera non arriva a 18° è probabile che a nord il muro in angolo arrivi a temperature molto basse.

Specialmente di notte.

Temperature ben al di sotto sotto del punto di rugiada. (La temperatura a cui l’umidità dell’aria inizia a condensare)

  • Le stufe a pellet, legna, etanolo ecc possono creare forti sbalzi termici.
  • Il riscaldamento deve essere omogeneo.
  • Le murature si devono riscaldare.

2. Andare a lavorare causa umidità di condensa e muffa

Ok, non è lavorare che causa la muffa ma lasciare la casa chiusa, al buio e fredda tutto il giorno.

  • Esci di corsa, fuori fa ancora buio, non apri le finestre. Tapperelle abbassate (la muffa adora il buio).
  • In bagno c’è la nebbia.
  • Riscaldamento spento, “tanto a casa non c’è nessuno.”
  • La sera rientri, la casa è ghiacciata, accendi il riscaldamento a manetta per poche ore.

Crei uno shock termico alla casa. L’umidità condensa sui muri gelati.

Specialmente se è una casa di una certa età.

Ambiente ideale per la muffa.

3. L’umidificatore per neonati può causare umidità di condensa e muffa.

A volte la muffa arriva contemporaneamente ad un pargoletto.

I genitori non lo sopportano.

Il bambino non è la causa.

Su consiglio di qualche sito o amica informata i genitori hanno acquistato un “oggetto di design” per umidificare l’aria per il neonato.

Forse l’ha consigliato il pediatra per un principio di raffreddore.

L’umidificatore poi continua ad andare anche se nessuno ha il raffreddore.

E l’umidità in casa è già ideale o quasi.

Hai l’umidificatore ma non un igrometro per sapere:

Termoigrometro da casa
Termoigrometro Domestico.
Piccola stazione per controllare l’umidità ambientale. Misura Umidità Relativa, Temperatura e Punto di Rugiada (condensa).
Registra le medie, minime e massime di tutti tre i valori. Un allarme regolabile segnala il superamento dei limiti di umidità: cioè il momento di arieggiare!

a)Quando serve l’umidificatore?
b) Quando bisogna spegnerlo?

L’umidità così supera il 60% – facilitando umidità di condensa e muffa negli angoli più freddi.

Una camera da letto con 3 persone e un umidificatore per neonato può arrivare al 70-80% di umidità.

Le camere sono famose per avere una “parete fredda”.  O l’armadio attaccato al muro.

Dove si forma umidità di condensa e muffa.

Prima dell’arrivo del piccolo non si era mai formata.

L’angolo freddo c’era anche prima ma l’umidità era inferiore e tu arieggiavi di più.

Chiami l’imbianchino.

“Trattamento” alla candeggina, carta vetrata e “pittura lavabile traspirante” o la “super pittura con palline.”

Oppure chiami una ditta di risanatori dell’umidità. Fanno un sacco di pubblicità. Ti arriva un venditore porta a porta (stile aspirapolveri) che ti fa il discorsetto sulle malattie nei bambini causate dalla muffa.

Ti propone un macchinario. Brevettato. Non si sa come funziona ma risolve tutto.

Costa molto ma se firmi subito costa meno.

Lascia perdere. Comprati un igrometro, arieggia e spegni gli umidificatori quando non servono!

4. Acquario e cani – i migliori amici dell’uomo e della muffa.

Un acquario da 300 litri evapora acqua costantemente. Come l’umidificatore dei neonati.

Gli animali in casa emettono umidità, come gli umani.

In più sono a contatto con il terreno e portano in casa spore di muffa, batteri e sostanze organiche.

Cosa pensi che mangino le muffe?

Sostanze organiche che si trovano nelle pitture non minerali o sul muro.

Sui muri ci sono batteri, caccolette, peluzzi, sporco, pellicine, squamette di pelle, bava, insetti, e stendiamo un velo pietoso. Spesso sono invisibili ma ci sono.

È cibo per le muffe. Mangiano anche il legno o cellulosa (cartongesso).

Se gli animali di famiglia dormono in camera oltre a portare più sostanze organiche, aumentano l’umidità ambientale nella stanza.

Un adulto dormendo emette nell’aria 3 bicchieri d’acqua per notte!

Due adulti, un bimbo e un cane producono un paio di litri abbondanti. Solo dormendo!

Se dormite tutti nella stessa stanza fai i tuoi calcoli.

Dove ci sono animali devi tenere pulito, arieggiare di più e riscaldare correttamente.
Questo da solo potrebbe evitare la formazione di muffa.

5. La cappa della cucina – Masterchef o Master-muffa?

Le cappe aspiranti a “carboni attivi” non espellono all’esterno e l’umidità della cucina rimane in casa!

Accompagnate da infissi termici causano un sacco di umidità ambientale.

Pensi che da quando hai cambiato finestre è iniziata la muffa?

Le hai cambiate per isolare e se le hanno montate bene stanno facendo il loro lavoro.

Il resto della casa sta facendo il suo?

Se i muri non sono altrettanto isolati, se l’aerazione non è corretta o se la cappa in cucina non espelle all’esterno, con le finestre termiche avrai umidità di condensa e muffa in casa.

PER EVITARE LA MUFFA usA sempre LA CAPPA IN CUCINA E ASSICURATI CHE espellA all’esterno!

Se hai pensato: “Io in cucina non ho muffa, è in camera.”

È possibile che ci siano altre cause, serve un sopralluogo, ma ti sveliamo un “segreto”:

L’umidità non si forma dove vedi la muffa.

Quelli sono punti più freddi dove l’umidità condensa.

La casa è un piccolo pianeta, l’umidità si sposta, come le nuvole.

6. Caldaia a condensazione causa umidità di condensa e muffa

I recenti cambiamenti, normative e incentivi vanno in direzione del risparmio energetico.

Le case sono più isolate, spesso con materiali non traspiranti.

Ogni volta che introducono un nuovo “risparmio energetico” aumenta la muffa.

La colpa non è del risparmio energetico, ma degli squilibri termici causati da queste novità.

Un condominio anni 70 ha una coibentazione scarsa, finestre con spifferi e impianto di riscaldamento sovra dimensionato che fa bollire i termosifoni.

Ha però un suo “equilibrio” che tiene caldi i muri.

Quando installano caldaie nuove si abbassano le temperature come richiesto dalla normativa.

Coi nuovi contatori molti abbassano per “spendere meno” mentre prima non ci badavano.

Se i vicini abbassano il riscaldamento diminuisce anche il tuo, perché non ricevi lo stesso calore dai muri comuni.

Risultato: muri più freddi e nelle pareti più esposte possono andare sotto il punto di rugiada.

Prima lo scarso isolamento era compensato dal riscaldamento eccessivo.

Adesso sei “in regola” ma hai i muri gelati.

I difetti strutturali saltano fuori.

Si forma umidità di condensa e muffa sui muri.

Prova ad alzare la temperatura sulle valvole e arieggiare correttamente.

Se non funziona ci vuole un sopralluogo.

Non coprire con cartongesso e polistirene se non vuoi peggiorare la situazione!

La caldaia a condensazione IN CASA causa umidità e muffa. possibile?
  • La vecchia caldaia aspirava aria dall’interno e espelleva all’esterno i fumi.

    caldaia condensazione muffa
    Le caldaie a condensazione immettono aria dall’esterno. E causano muffa.
  • Una nuova caldaia a condensazione ha sia lo scarico che immissione all’esterno della casa.
  • La caldaia vecchia era una specie di “aeratore”.

Orqa spendi meno, inquini meno ma hai meno aerazione.

Hai un eccesso di umidità in casa che prima non c’era.

Più la casa è coibentata e le finestre efficienti, più il problema può essere grave.

Prova ad arieggiare più di prima seguendo le istruzioni in questo articolo.

7. Il Natale causa umidità e muffa.

Ripensando a quando è iniziata la muffa ti viene in mente Natale? Quando la casa era piena di ospiti?

Il Natale non c’entra, sono gli ospiti!

In inverno con le finestre chiuse aumentando il numero di persone aumenta il tasso di umidità ambientale.

Una famiglia di 3-4 persone produce circa 12 litri d’acqua al giorno.

Immagina quanta l’umidità con 3 o 4 ospiti a far festa.

Con ospiti in casa devi riscaldare meno e arieggiare di più.

Dopo che la muffa si è formata, se non la elimini subito e a fondo continuerà a crescere.

Gli ospiti se ne vanno ma la muffa rimane.

Richiedi una disinfestazione professionale e il prossimo Natale arieggia di più!


RIASSUNTO 7 CAUSE DI UMIDITÀ E MUFFA

Tenendo la casa pulita, arieggiata, riscaldata in modo uniforme e usando pitture traspiranti puoi evitare umidità di condensa e muffa sui muri.

Se ti è piaciuto l’articolo per favore condividilo e se risolvi il problema faccelo sapere!

A volte ci sono motivi strutturali che causano le muffe in casa.

Spesso dopo aver cambiato finestre, caldaia ecc non è più possibile arieggiare correttamente, specialmente se sei fuori casa.

In tal caso serve una soluzione professionale.

Oppure i muri sono troppo freddi e umidi per riuscire a scaldarli a sufficienza.

Si potrebbe intervenire con un cappotto naturale traspirante antimuffa.

O risolvere la causa dei muri umidi.

Ogni casa ha la sua soluzione.

La prima cosa da fare è trovare la vera causa di umidità in casa tua.

La tua casa è infestata da muffe che continuano a tornare?

Richiedi un sopralluogo o una disinfestazione con sopralluogo incluso.

 

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muffa in bagno
Molte persone credono che sia normale avere muffa nel bagno. Tolleri la muffa proprio nel locale in cui sei meno protetto dai vestiti?

La muffa in bagno è così diffusa che alcune persone la credono una cosa normale.

Ci chiamano solo quando hanno muffa in camera da letto o in tutta la casa.

Alcuni dicono: “beh in bagno ci sta, quella che vorrei eliminare è in camera da letto.”

Ma chi ha detto che è normale avere la muffa proprio in bagno?

Perché tolleri la muffa in bagno?

Se ci pensi il bagno è il luogo dove siamo spesso nudi, quindi più indifesi verso le muffe che si sa, non fanno bene alla salute.

Perché devi pensare che sia normale avere muffa nera sulla testa mentre ti lavi i denti o fai la doccia non è molto chiaro.

Usiamo lo spazzolino e il dentifricio antibatterico e il bagnoschiuma a PH naturale e poi…

Speriamo di farti cambiare punto di vista con questo articolo sulla muffa nel bagno.

Cosa causa la muffa in bagno?

Abbiamo visto in altri articoli che per formare la muffa è necessaria dell’acqua che “annaffia” le spore di muffa invisibili che si depositano sui muri e oggetti.

Eliminare tutte le spore della muffa dalle case sarebbe un’impresa impossibile.

Però è possibile non “dar da bere” alle spore e quindi non farle diventare muffa.

Le muffe se non hanno acqua (e cibo) non possono vivere.

Il modo più frequente per cui si forma acqua sulle murature che dà vita alle muffe è sotto forma di umidità di condensa.

Ci possono essere infiltrazioni o tubi rotti ma l’umidità di condensa è la causa principale.

L’umidità di condensa al contrario di quello che molti pensano, è umidità che viene prodotta in casa dai suoi abitanti.

Abbiamo già descritto come solo dormendo senza muoversi, un corpo umano emette tre bicchieri d’acqua e un bucato steso ne produce 3-5 kg.

Quando l’aria calda e umida incontra una superficie sufficientemente fredda il vapore contenuto si condensa.

Come in estate quando apri il frigo e la bottiglia o lattina si bagna di goccioline.

Quando vedi condensa o muffa in bagno o in camera pensi “lì c’è molta umidità”?

Non è vero.

Sarebbe come dire che c’è umidità nel frigo o nella lattina.

Lì c’è solo un punto più freddo. L’umidità era nell’aria. Potrebbe essersi formata in cucina.

Se il muro è abbastanza freddo si forma la condensa.

Ma se l’umidità ambientale è eccessiva non servono temperature troppo basse per avre la condensa.

I punti più freddi sono di solito in alto, negli angoli a contatto con la soletta o una trave.

L’aria calda e umida in bagno ovviamente si forma più che in altre stanze, ad esempio dopo una doccia calda; se va sbattere contro il muro abbastanza freddo, condensa.

COSE DA NON FARE SE NON VUOI MUFFA IN BAGNO

Alcune situazioni aumentano o favoriscono la formazione di condensa e quindi la formazione di muffa in bagno. Vediamole.

1) Usare una pittura lavabile
2) Mura rifinite a gesso
3) Pitture contenenti sostanze organiche (tipo luccichini e cose fancy o con alto VOC)
4) Doccia o vapore che colpisce il muro
5) Muro troppo freddo

E ABITUDINI E COMPORTAMENTI CHE FAVORISCONO LA MUFFA IN BAGNO:
  1. Non riscaldare il bagno.
  2. Con bagno freddo far scorrere a lungo la doccia calda per “riscaldare l’aria
  3. Non arieggiare, specialmente se si è prodotto molto vapore.
  4. Uscire di casa lasciando la casa buia e fredda e il bagno pieno di vapore.
  5. Lasciare la casa fredda tutto il giorno, al rientro alzare il riscaldamento o accendere stufa ad alta temperatura. (shock termico)

Perché i punti sopra favoriscono o causano la formazione di muffa in bagno?

La pittura lavabile non va mai usata in bagno o nelle stanze potenzialmente umide, anche se c’è scritto traspirante antimuffa. La pittura lavabile non può essere traspirante.

Si dovrebbe dedicare la stessa cura alla ricerca della corretta pittura per il bagno che delle altre stanze.
Molte persone invece per il bagno danno un colore scelto “a caso”.

  • Le pitture non traspiranti creano una superficie su cui si formano più facilmente le goccioline di condensa.
  • La pittura in bagno va rinfrescata spesso. È sottoposta all’attacco dell‘umidità e ad un maggior deposito di sostanze organiche sulla superficie del muro/pittura.
  • Le sostanze organiche, pellicine, caccoline, batteri fecali ecc. prodotte in bagno si depositano sulle pareti e formano un “film” invisibile di cui le muffe sono ghiotte.
  • Come tutti gli esseri viventi le muffe hanno bisogno di acqua e di cibo.
    Il loro cibo sono i microorganismi più piccoli come i batteri e la cellulosa (ecco perché diciamo che il cartongesso è proibito!)
  • I muri di gesso trattengono l’umidità e non sono traspiranti. Il che favorisce la condensa e la persistenza di umidità sul muro.
  • Le pitture contenenti sostanze organiche volatili (VOC) non solo sono poco ecologiche ma come ormai avrai capito sono cibo per le muffe.
  • Doccia o vapore che colpiscono il muro non vanno bene. Usa piastrelle o materiali impermeabili o cambia la direzione del getto.
  • Su non riscaldare il bagno: più il bagno è freddo più l’aria, le murature e gli angoli in alto saranno freddi. Aprendo l’acqua calda si crea vapore e non arieggiando l’umidità si condenserà in quei punti più freddi.
  • Anche usare la doccia come “riscaldamento” significa creare molto vapore che poi se non viene eliminato condenserà sul muro. E per fortuna che lo specchio che si appanna e un po’ ne condensa lui e non il muro.
L’ABITUDINE PEGGIORE CHE CAUSA muffa in bagno (O IN CASA.)

Una delle abitudini peggiori che causano muffa è lasciare la casa fredda per molte ore o giorni per poi accendere “a manetta” quando si rientra.

Questo crea uno shock termico.

Se hai un riscaldamento puntuale come la mitica stufa a pellet in salotto, la cosa è ancora più grave, perché si creano zone caldissime e altre più fredde dove l’umidità condensa.

Le stufe a pellet o a legna andrebbero in un locale caldaia dedicato, mai in salotto.

Una di queste zone più fredde è ovviamente il bagno che ha sempre la porta chiusa.

Un’altra abitudine è quella di non usare la cappa aspirante quando cucini o di averne una che non espelle all’esterno.

La terza abitudine al top nella produzione di umidità e muffa è ovviamente stendere i panni e stirare senza arieggiare o senza usare un deumidificatore.

Altre cause di muffa di cui nessuno parla.

Una cosa di cui raramente si parla in relazione alle muffe è la pulizia. L’igiene.

  • Lasciare sporco in casa o cibo sulla tavola quando si esce.
  • Vestiti umidi o bagnati che restano giorni nella cesta in bagno o in giro.
  • Borsa sportiva con i vestiti umidi o sporchi fango in giro ecc.
  • Scarpe umide, bagnate o con fango in casa.
  • Animali e umani che portano in casa terra o sporco.

Queste cose introducono una grande quantità di spore di muffe, di batteri e di umidità.

L’altra ragione è il numero di persone che abitano la casa.

Ci è capitato di fare un sopralluogo per scoprire la causa della muffa e abbiamo trovato 8 personeche  abitavano in un piccolo appartamento.

Ovviamente c’erano umidità e batteri in eccesso, le muffe perfino sulle mensole.

Ma non c’è bisogno di arrivare a questi eccessi.

È sufficiente che ospiti 3 parenti per una settimana in inverno per le feste e possono esplodere le muffe in casa nel giro di un giorno.

Più sono le persone presenti e più devi tenere pulito e arieggiare.

Con i moderni infissi non c’è ricambio d’aria e l’umidità si accumula.

Se non si riesce ad arieggiare la casa serve un aerazione meccanica controllata.

Cominci a pensare che non è poi “naturale” avere muffa in bagno?

O che potesti avere un bagno più igienico, senza quella orribile muffa che ti guarda quando fai la doccia?

Hai ragione.

Non c’è alcun valido motivo per avere muffa in bagno, anzi il contrario.

COSE DA FARE PER NON AVERE MUFFA IN BAGNO

Sono più o meno il contrario di quelle da non fare, vediamole.

  1. Usa pitture traspiranti, possibilmente idropittura anti-muffa di alta qualità, non risparmiare sul bagno che poi si riempie di muffa!
    Grassello di calce naturale. Pitture ai silicati o cocciopesto che è impermeabile all’acqua e può sostituire le piastrelle.
  2. Il bagno dovrebbe avere una finitura di stabilitura non di gesso.
  3. Assicurati che non ci siano infiltrazioni e perdite e che il getto della doccia non schizzi sul muro.
    Se è impossibile cambiarlo usa un rivestimento impermeabile all’acqua come piastrelle o il cocciopesto.
  4. Non usare cartongesso, se devi controsoffittare, rivestire o dividere con lastre usa lastre di fibrocemento resistenti all’acqua.

Comportamenti corretti per evitare la muffa in bagno e in casa.

1) Tieni il bagno riscaldato. Se non è possibile accendi una stufetta da bagno pochi minuti prima di fare la doccia o vapore.
2) Arieggia sempre quando fai la doccia o crei vapore in bagno.
NOTA: Arieggiare non significa lasciare aperta la finestra aperta mezz’ora o il basculante per tutto il giorno. Questo raffredda ancora di più il muro.
Arieggiare significa spalancare bene solo per pochi minuti poi richiudere.
Ripeti l’operazione più volte al giorno.
3) Non creare shock termici in casa. Cerca di creare una temperatura media durante il giorno e tra le stanze.
Anche se la casa rimane vuota non deve rimanere gelata o con finestre aperte.
4) Quando crei più umidità in cucina ecc, arieggia sempre. Le camere da letto e il bagno s

aeratore-da-parete-siegenia
Aeratore da parete con recupero del calore Aerotube siegenia.

ono più freddi delle zone giorno. L’umidità condensa proprio lì e si forma la muffa.
5) Installa un aeratore in bagno. Specialmente se hai poco tempo di arieggiare è vitale per evitare la muffa in bagno. Può essere necessario un aeratore anche nei locali giorno.

 

Ci sono aeratori con sensore per umidità che si avviano da soli appena il tasso di umidità diventa pericoloso.

Se dopo tutti questi consigli si forma ancora muffa in bagno?

Se hai una seria infestazione di muffa in casa o se si riforma continuamente contattaci.

Serve una disinfestazione professionale della muffa e bisogna scoprire la causa.

Potrebbe essere un’infiltrazione o più probabilmente un ponte termico grave. O mancanza di aerazione. Per scoprirlo si devono usare strumenti non è che ognuno dice la sua.

Ponte termico significa che hai un angolo o parete meno isolata o non abbastanza isolata e che fa da “ponte” con l’esterno. Quindi “tira dentro” freddo.

  • Non basta solo il ponte termico perché si formi la muffa.
  • A volte ci sono ponti termici e non si forma muffa per anni.
  • Poi arriva e non se ne va più.

    muffa in bagno ponte termico
    Muffa in bagno prima del trattamento, Il soffitto ha un severo ponte termico.

    muffa in bagno dopo trattamento
    Stesso bagno dopo trattamento. A distanza di 3 anni non è tornata alcuna muffa.
Qualsiasi sia la causa DELLA MUFFA esiste La soluzione.
  • Se hai una infestazione seria la prima cosa da fare è una disinfestazione completa. Che non si fa con una spugna e la candeggina o lo spray del supermercato.
  • Poi bisogna trovare la causa in modo che non si riformi.
  • Il fai da te spesso è pericoloso e peggiora la situazione. Molte persone cercando di pulire la muffa con candeggina infestano tutta la casa.

Contattaci per una disinfestazione professionale delle muffe o per un sopralluogo o diagnosi per una soluzione definitiva.


 

alternativa al vespaio cocciopesto pavimento
C’è un alternativa al vespaio nelle ristrutturazioni delle case umide?

Se hai una casa da ristrutturare, la prima cosa che ti propongono è quasi sempre “il vespaio.”

La leggenda che si tramanda da un muratore all’altro contagiando anche altri professionisti, è che il vespaio sia la soluzione ai problemi di umidità ed in particolare all’umidità di risalita nei muri.

Purtroppo si tratta solo di una leggenda.

Il vespaio in una casa da ristrutturare è solo un isolamento del pavimento verso il terreno e non ha niente a che vedere con le murature!

Non è così difficile da capire.

Un conto è costruire una casa nuova sopra un vespaio aerato, un altro conto è ristrutturare una vecchia cascina di mattone pieno coi muri che sono come biscotti inzuppati nel terreno.

Fare un vespaio in una vecchia casa, scavando il pavimento non ha mai risolto nessun problema di umidità di risalita.

I primi vespai li hanno inventati i Romani, fatti di anfore sotto la casa, che come nelle case di nuova costruzione, isolavano anche le murature.

Se le fondazioni non esistono o non sono isolate, le murature entrano nel terreno e l’umidità risale nei muri causando i tipici fenomeni dell’umidità di risalita.  Sgretolamento intonaci, fuoriuscita di sali ecc.

Spesso le case vecchie hanno un pavimento che poggia su un vecchio massetto o direttamente sul terreno.

Un vespaio aerato con gli igloo ecc. allontana il pavimento dal terreno e crea un isolamento dal freddo e dall’umidità nel pavimento.

Non alle murature!

L’ isolamento del pavimento dalla terra si può ottenere in altri modi.

La vera utilità del vespaio aerato è eliminare il gas radon (dove c’è, e non è dappertutto) e comunque ci sono anche altre soluzioni anche per il radon.

Il vespaio o è a regola d’arte o è meglio non farlo.

Per funzionare il vespaio deve essere fatto a regola d’arte, con i fori di aerazione verso l’esterno orientati correttamente.

Gli sfoghi con l’esterno posti a distanza compresa fra i 2,5 – 3 metri di distanza devono essere ad altezze diverse fra il lato caldo (generalmente sud) e il lato freddo (generalmente nord).

In questo modo si genera una ventilazione naturale che permette all’aria di entrare dai fori dalla parte più fredda, caricarsi del gas radon ed uscire dal vespaio in base all’effetto camino dalle aperture poste ad altezza maggiore (anche a tetto, se possibile) sui lati caldi.

Nota: L’efficacia di questo fenomeno (effetto camino) è già di per se discutibile, se però il vespaio non è a regola d’arte allora proprio non funziona. Anzi potrebbe fare danni.

Quando poi cercanno di “aerare” un vespaio in uno scantinato la cosa diventa ridicola, ventoline, tubi che non si sa dove vadano, strani fori ecc.

Se nel vespaio l’aria non circola bene si può formare condensa e peggiorare l’umidità.

aternativa al vespaio umidità
formazione condensa all’interno del vespaio

Se i muri ai lati del vespaio sono umidi a causa della risalita, l’umidità che evapora può restare intrappolata nel vespaio e peggiorare la situazione.

Invece il vespaio ti viene consigliato non per l’isolamento termico, non per proteggere il pavimento o per il radon ma te lo propinano per risolvere il problema dei muri umidi!

Il vespaio è costoso, in pratica è tutta manodopera, buon motivo per cui i muratori lo vogliono sempre fare.

Vantaggi del Vespaio e alternative al vespaio

La domanda a questo punto è:

  • Vale la pena di spendere decine di migliaia di euro per fare un vespaio?
  • Con il vespaio non avrò più problemi di umidità in casa?
  • Esiste un’alternativa al vespaio valida o più economica?

Perfino i produttori di igloo e i “vespaisti” sono abbastanza vaghi nel definire quali siano le reali potenzialità e vantaggi di un vespaio aerato.

Forse nessuno lo sa veramente.

Un motivo valido per fare un vespaio aerato è eliminare infiltrazioni di gas radon dal terreno.

È un gas nocivo per l’uomo, ma prima verifica se è presente nella zona.

Il radon c’è solo in certe zone ben conosciute, o può essere verificato con appositi strumenti.

Inoltre basta arieggiare e il radon si elimina molto facilmente dato che è un gas molto scarso ma purtroppo è radioattivo.

Non serve proteggersi dal radon se non c’è.

Altro motivo per fare il vespaio areato, è isolare dal freddo, dal terreno e dall’umidità nel pavimento.

Ma è veramente necessario tutto quell’isolamento sotto la casa?

E cosa succede nella stogione calda?

Ultimamente le ristrutturazioni hanno incentivi sul risparmio energetico.

Tutti gli incentivi puntano a ridurre le emissioni.

Il risultato è che la moda è isolare le case fin troppo.

E così assistiamo al flop delle case nuove in Classe A dove non passa un filo d’aria e sono invase dalla muffa.

Quando hai una casa con cappotto esterno, tetto super coibentato e infissi della “Nasa” ti resta solo la base della casa per dissipare calore in estate,  ma se sotto c’è un vespaio di igloo di plastica?

La casa è “incartata.”

E se hai fatto tutto rigorosamente di polistirene invece che di materiali traspiranti il risultato è che la bella casetta anni 50 o cascina del 900 di mattone pieno è diventata una scatola di plastica piena di umidità.

Se fare o no il vespaio aerato o dovrebbe essere studiato caso per caso.

Anzi casa per casa.

Una casa in montagna non è una casa in pianura padana, e le cascine dell’oltre Po pavese hanno un ambiente diverso da quelle del sud Italia.

L’umidità di risalita le colpisce tutte indistintamente, (e su quella il vespaio abbiamo già detto che non fa niente) mentre il radon, l’umidità ambientale e il clima sono completamente diversi da una zona all’altra.

Alternativa al vespaio.

Spesso ci chiamano per una cantina, taverna o seminterrato che si vuole risanare o rendere abitabile.

Di solito hanno già preventivi e tutti consigliano di sventrare il pavimento e spendere un sacco di soldi per un vespaio aerato con gli igloo ecc.

Fare il vespaio sotto terra è ancora più rischioso dato che i famosi tubi per l’aerazione devono andare al piano di sopra… (e se ne vedono di tutti i colori di “soluzioni” inusuali)

Possibile che non si possa sistemare una casa, una taverna o un seminterrato senza un alternativa al vespaio?

E se lo spazio per scavare non ci fosse?

(Di solito quando ci chiamano il vespaio l’hanno già fatto. Ovviamente non ha funzionato per l’umidità di risalita e tantomeno contro-terra che è l’umidità tipica degli scnatinati, taverne e cantine!)

  • Di solito le taverne o seminterrati soffrono di umidità di risalita
  • Umidità di controterra o spinta laterale cioè umidità che arriva dal lato del muro contro la terra non isolato.
  • Scarsa aerazione e ponti termici che causano umidità di condensa.
  • A volte il pavimento è molto freddo e si forma condensa specialmente in estate.

Ci sono 12 tipi diversi di umidità.

Fortunatamente esiste più di un’alternativa al vespaio aerato.

Una valida alternativa al vespaio per isolare un pavimento è un pavimento sopraelevato.

O un micro vespaio di pochi centimetri.

Un massetto a secco isolato con materiali traspiranti e naturali.

Così non si deve riempire tutto il pavimento di acqua che richiede mesi o anni ad asciugare e spesso va a finire sui muri.

Poi ci sono le lastre per massetto in vetro cellulare che fanno una barriera totale all’umidità e sono un ottimo isolate termico e c’è una versione che certificata anche contro il gas radon.

Isolanti nano con spessori minimi come l’Aerogel.

aerogel alternativa al vespaio
pannelli aerogel nanotecnologia isolante traspirante

Un solo centimetro di aerogel isola come 8 cm di polistirolo ed è completamente traspirante.

Si può creare una barriera al freddo e al vapore di eccezionale efficacia con alcuni di questi materiali citati sopra, lasciare traspirare il pavimento senza perdere centimetri e senza bisogno di sventrare la casa con un vespaio, che soprattutto negli scantinati difficilmente può essere fatto a regola d’arte con le bocchette di aerazione corrette come descritto sopra.

Fare un vespaio significa distruggere il pavimento, gli impianti, un lavoro molto invasivo che in questo modo può essere evitato.

Una barriera vapore, il vetro cellulare, il massetto a secco, le palline di legnocemento o l’Aerogel si possono tutte applicare a secco anche sopra un pavimento già esistente e usano pochissimi centimetri di spazio.

Si può posare un pavimento sopraelevato di pochi cm o flottante, risolvendo i problemi di isolamento con meno spesa, meno lavori, meno sporco  e senza distruggere tutto.

Per isolare il pavimento da umidità e freddo ci sono valide alternative al vespaio aerato, con igloo ecc.

Come il massetto a secco con isolanti naturali a prova di umidità e muffe.

Non si utilizza alcuna acqua per farlo e se non ci sono infiltrazioni di acqua liquida dal basso è eccezionale. Se ci sono si possono prevedere altre barirere a secco e senza tanti scavi profondi.

POi sopra le guine isolanti, i pannelli o massetti a secco si possono posare pavimenti di piastrelle o legno o microcemento, resina o ancora meglio meglio di cocciopesto, probabilmente il rivestimento più adatto ed estetico per un restauro di una vecchia casa.

Il cocciopesto è anche molto più resistente all’umidità di risalita, sali ecc.

Il cocciopesto ha un effetto estetico notevole.

La calce naturale e il cocciopesto usati per intonaci e pavimenti sono sempre i materiali migliori per il restauro e la ristrutturazione di vecchie case o cascine.

Ci sono anche le soluzioni semplici e meno costose perché specialmente quando si ha a che fare con cantine o taverne non sempre il budget è alto.

Ognuna di queste soluzioni per il pavimento (così come il vespaio aerato) NON FA NULLA all’umidità di risalita nei muri!


Spesso ci chiamano per umidità in vecchie case ristrutturate con prodotti cementizi.

Intonaci macroporosi, anti umidità, a “base di calce” che però sono pieni di cemento. Non hanno funzionato perché non erano materiali adatti per l’umidità e il restauro anche se la pubblicità lo diceva.

Materiale meno costoso e più veloce da applicare che non regge l’umidità e ha poco a che fare con il restauro e il confort abitativo ed estetico di una vecchia casa.

A volte il vespaio aerato è la soluzione corretta e più economica.

Se è una soluzione valida si fa un vespaio a regola d’arte e si risolve l’umidità di risalita dei muri usando altri sistemi.

Sull’umidità di risalita dobbiamo metterci in testa che il vespaio non serve a niente.

Ci sono altre soluzioni per la risalita, sia invasive che non invasive.

Per l’aereazione dei seminterrati e taverne ci sono varie soluzioni.

Ventilazione meccanica controllata centralizzata o da parete, con recupero di calore o senza.

Per l’umidità laterale ci sono varie alternative tra cui alcune leggendarie e inutili per l’umidità: contro pareti di cartongesso, lana di roccia e gasbeton.

La tradizione infatti sono le contro-pareti di tavelloni o cartongesso.

parete cartongesso umidità
Risultato di una parete di cartongesso su muro umido. Tagliando il cartongesso si vede cosa succede sotto.

Riempite di polistirolo o di lana di roccia.

Tutte “soluzioni” che non fanno altro che mascherare l’umidità.

Durano quanto serve per vendere una casa e poi si rivelano in tutto il loro orrore.

Non farti abbindolare.

Il cartongesso e il polistirolo sui muri umidi sono un disastro peggiore del vespaio nel pavimento.

Sui muri vecchi e umidi non servono a niente e creano solo muffa e odori.

Molto meglio usare il precursore del cartongesso. 

La canna palustre con sopra l’intonaco di calce naturale.

L’alternativa al vespaio se il problema è solo la risalita

Se durante una ristrutturazione ti propongono il vespaio per migliorare l’isolamento, per il gas radon ci può stare, valutando i costi e i benefici.

Se ti propongono il vespaio come soluzione all’umidità di risalita, allora no.

Non farlo e cerca un’alternativa al vespaio.

Informati su cosa effettivamente può fare o non fare un vespaio.

E sulla risalita può fare ben poco o niente.

Per l’umidità di risalita si possono usare dispositivi di inversione di polarità.

Per male che vada non ti distruggono la casa e non ti costano un occhio della testa.

Oppure usare intonaci risananti non “a base” di calce ma di sola calce idraulica naturale senza cemento.

O altre tecniche adatte alla situazione.

Da valutare dopo un sopralluogo.

HAI UNA CASA UMIDA O DA RISTRUTTURARE?

TI HANNO PROPOSTO UN VESPAIO AERATO PER RISOLVERE L’UMIDITÀ?

VUOI SAPERE SE C’È UN’ALTERNATIVA AL VESPAIO AERATO?

COMPILA IL MODULO SOTTO E RICHIEDI UN SOPRALLUOGO.


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