- Luogo: Milano
- Data intervento: Da Autunno 2024 ad Autunno 2025
- Tipologia edificio: muratura mista in pietra e laterizio – cartongessi
- Durata lavori: 3 settimane
1. Problema iniziale: interrato umido e pieno di muffa
Appartamento a Milano con taverna interrata recentemente ristrutturato. Dichiarato inagibile da perizia a causa di persistenti odori e presenza di muffa diffusa su tutte le pareti, mobili e oggetti. Dopo pochi mesi dall’acquisto!
Olte alla muffa c’era presenza di efflorescenze saline, intonaco distaccato. La posa di contropareti di cartongesso eseguita dalla ditta di ristrutturazioni aveva coperto l’umidità senza risolvere il problema. L’aerazione dell’interrato era impossibile dato che le bocche di lupo erano state chiuse.
2. Diagnosi strumentale
Sono state effettuate termografie, misure igrometriche a contatto, monitoraggi ambientali e misure ponderali. Ispezionate le pareti originali dietro i cartongessi. L’umidità relativa media era superiore al 80%, con differenze termiche fino a 4-5° °C fra zone sane e zone compromesse. È stata identificata una risalita capillare attiva e umidità di spinta laterale contro terra aggravata dalla scarsa ventilazione.



Le misure dell’umidità delle murature sia con igrometri a microonde che con il metodo ponderale (protocollo in cui si prelevano campioni di muro e si quantifica l’umidità reale secondo le norme UNI) – mostravano alta umidità nelle murature sia di risalita che da contro terra.


Video: lo stato dei muri dietro al cartongesso e polistirolo – questi materiali non sono nati per gestire l’umidità e danno questi risultati. Approfondisci
3. Intervento tecnico nell’interrato umido
Nota: impensabile poter impermeabilizzare dall’esterno dato il contesto (centro di Milano) –
1) Messa in sicurezza del cantiere con rimozione muffa e sanificazione (nebulizzazione)
2) Demolizione contropareti di cartongesso e polistorolo.
3) Installazione di sistema a elettrosmosi per contrastare umidità di risalita.
4) Impermeabilizzazione delle pareti controterra con speciale intonaco contro spinta.
5) Attesa tempi asciugatura e deumidificazione accelerata con pannelli riscaldanti/microonde.
6)Posa di lastre antiumidità. (Si poteva optare per pannelli o altri materiali adatti ma si è deciso di mantenere le strutture portanti del cartongesso già presente per non dover rifare anche impanto elettrico.)
7) Inserimento di ventilazione meccanica con recupero del calore e deumidificatore elettrico (mai usare split condizionatori negli interrati!) per la stabilizzazione microclimatica.
8) Finitura pareti con rasatura e pittura antimuffa traspirante alcalina minerale.

4. Risultato
Odori assenti, Aria salubre. Le misure mostrano UR media 50-60% e assenza di condensa superficiale e muffe. Le pareti risultano stabili, con temperatura superficiale più uniforme di +2 °C rispetto ai valori iniziali.


5. Note tecniche
Il caso ha evidenziato l’importanza della diagnosi strumentale preventiva: senza la diagnostica strumentale iniziale, la causa sarebbe stata attribuita solo a condensa stagionale. L’abbinamento fra elettrosmosi, impermeabilizzazione controterra, pannelli antiumidità con utilizzo di macchinari per un’essicazione rapida ha ridotto i tempi di asciugatura del 40%.
DISCLAIMER: Non copiare e incollare questi rimedi ad un altro caso anche se sembra simile.
Ogni problematica di umidità in un casa, taverna, interrato o seminterrato ha le proprie peculiarità e va affrontato solo dopo avere eseguito misure strumentali e con il know-how necessario. Va tenuto conto anche del risultato che si vuole ottenere. Una camera da letto non è un deposito per biciclette.
Va tenuto conto anche del budget, dell’aumento di valore che possono avere i locali e altri fattori. Non sempre vale la pena investire per risanare un interrato.
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