verifica umidità di risalita con termocamera

Umidità di risalita: cos’è e come risolverla

Umidità di risalita: l’umidità che risale dal terreno nelle murature, è nota fin dai tempi delle palafitte. È tuttora uno dei primi motivi dei fallimenti nella ristrutturazione, restauri e perfino nella costruzione di case nuove.

Cos’è l’umidità di risalita

La quantità di acqua o vapore in un materiale viene detta umidità.
L’aria contiene una certa quantità d’acqua sotto forma di vapore.
Un mattone, un asse di legno o un intonaco contengono naturalmente una percentuale d’acqua, se fossero completamente secchi sarebbero polvere.

Quando un muro è considerato umido?

Se un materiale edile contiene più della quantità naturale “prevista” di acqua, è considerato umido, più supera la percentuale corretta più è umido.
Ogni materiale può contenere una certa percentuale di umidità. Il tufo, il cemento armato e il mattone hanno diverse quantità “naturali” di umidità. Al di sopra di quelle sono umidi o bagnati.

I livelli di umidità nelle murature si misurano con vari strumenti sia in modo qualitativo che quantitativo.

Per giudicare se un materiale è umido si tiene in considerazione anche la “location.” A Roma un mattone pieno con il 5% di umidità è considerato più umido che a Venezia dove il 4-5% è già buono.

Le case di brughiera inglesi sono considerate asciutte se i muri hanno meno del 5% di umidità. A Milano col 5% di umidità nel mattone pieno si scrosta l’intonaco.

Definizione di umidità di risalita:

Eccesso di umidità nella muratura dovuto a un afflusso di acqua proveniente dal basso, sotto la muratura, ovvero dal terreno, falda ecc.

In una vecchia muratura senza isolamento orizzontale l’umidità presente nel terreno tocca il materiale e lo inumidisce.

L’umidità poi “risale” verso l’alto della muratura.

Che cosa spinga l’umidità del terreno a risalire il muro ci interessa relativamente. Ci sono discussioni tra tecnici a riguardo. La capillarità, le forze elettrostatiche, i sali, la luna, ecc.

Ogni tanto qualche nuovo esperto spiega perché la risalita non è causata da quello che dicono i libri ma da quello che dice lui. Di solito scopri che poi ha una nuova soluzione o diagnostica o libro da venderti.

Quando l’umidità tocca un muro, fondamenta ecc, risale verso l’alto e questo fenomeno di “risalita” è naturale e accade sempre.

Attenzione: avviene anche in caso di allagamento o altro tipo di infiltrazione!

Così come l’acqua che arriva dal terreno anche l’acqua che finisce sul pavimento o massetto a causa di un tubo rotto o pioggia, lo bagna e tende a risalire sul muro.

La risalita dopo allagamento, perdita, infiltrazione ecc. non è umidità di risalita, è  un fenomeno “una tantum.” Non è cronica ma temporanea.

Non sai se è davvero umidità di risalita?

Richiedi una valutazione tecnica del caso e ti indichiamo se il problema è risalita, infiltrazione o condensa.

Cause della risalita dell’umidità nei muri

Vari fattori contribuiscono al movimento verso l’alto dell’umidità attraverso le murature, la comprensione di queste cause è essenziale per una diagnosi efficace e l’attuazione di efficaci soluzioni all’umidità di risalita. Li elenchiamo di seguito:

  • 1. Azione capillare:
  • La risalita è in primo luogo dovuta alll’azione capillare. L’acqua in viene attirata verso l’alto attraverso piccoli spazi all’interno (capillari) dei materiali porosi di una parete.
  • L’azione di risalita dell’umidità nei capillari è determinata da forze elettrostatiche cioè forze di adesione tra le molecole d’acqua e i capillari del materiale edile.
  • 2. Livello delle acque sotterranee:
  • Gli edifici in aree con falda freatica alta sono più suscettibili all’umidità di risalita.
  • Livelli elevati di acque sotterranee esercitano una pressione idrostatica sulle fondazioni di conseguenza spingono l’umidità nelle pareti attraverso l’azione capillare.
  • 3. Mancanza di barriera orizzontale contro l’umidità:
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  • Barriera orizzontale: barriera integrata nelle pareti allo scopo di impedire il movimento verso l’alto dell’umidità. Se la barriera è assente o si è deteriorata manca un isolamento efficace, e consente all’umidità di salire liberamente.
  • È la causa principale dell’umidità di risalita dal terreno ed è presente, in maggior o minor misura, negli edifici antichi o datati. (pre anni ’90)
  • 4. Materiali da costruzione porosi:
  • La porosità dei materiali da costruzione influenza la loro risposta all’umidità di risalita. Il mattone pieno è molto poroso, il tufo molto di più, di conseguenza trattengono l’umidità.
  • Gli edifici più vecchi possono essere soggetti a un maggiore assorbimento di umidità.
  • 5. Collegamento alla barriera isolante:
  • L’isolamento orizzontale diventa inefficace se è coperto o danneggiato da altri elementi costruttivi.
  • Esempi: il terreno che appoggia contro i muri esterni, il contatto tra intonaco e pavimentazione o l’aggiunta di nuove strutture che si collegano ai muri esistenti e compromettono l’integrità dell’isolamento orizzontale.
  • 6. Fattori esterni:
  • Scarso drenaggio: un drenaggio inadeguato intorno a un edificio contribuisce alla risalita dell’umidità perché consente all’acqua di accumularsi attorno alla muratura.
  • Grondaie e pluviali ostruiti: l’acqua che trabocca dalle grondaie ostruite può saturare le pareti e quindi aumenta il rischio di umidità di risalita. Pluviali che scaricano vicino al muro invece di allontanare l’acqua causano un aumento della risalita dell’umidità.
  • 7. Condizioni atmosferiche:
  • Forti piogge: periodi di pioggia intensi o prolungati saturano il terreno, aumentando la probabilità di risalita dell’umidità.
  • Pioggia spinta dal vento: la pioggia può forzare l’umidità nelle pareti, soprattutto se l’edificio non dispone di una protezione adeguata.
  • 8. Ristrutturazioni e modifiche:
  • Lavori che danneggiano la barriera durante una ristrutturazione ne compromettono l’efficacia.
  • Introduzione di nuovi materiali: materiali con diverse proprietà di gestione dell’umidità durante le ristrutturazioni possono creare vulnerabilità.

Hai muri che si scrostano, sali o intonaco che si rovina dal basso?

Compila il modulo per capire quale intervento ha senso nel tuo caso.

  • Danni strutturali: Col passare del tempo l’umidità di risalita compromette l’integrità strutturale di un edificio ad esempio causa la frattura dei mattoni e l’erosione dei giunti di malta.
  • Crescita di muffe: le condizioni di umidità creano un ambiente ideale per la crescita di muffe e funghi, ponendo rischi per la salute degli occupanti. La muffa non cresce in basso dove si formano i sali che fuoriescono dal muro. Sono fenomeni diversi che non vanno confusi. (come chi la chiama “muffa da risalita”)
  • Depositi di sale: l’acqua risalendo dal terreno, porta con sé i sali, dopodiché evapora e i sali cristallizzano cusando antiestetiche e dannose efflorescenze sulle pareti. L’azione di cristallizzazione dei sali è la forza che rompe gli intonaci, mattoni etc.

Tecniche di misurazione dell’umidità:

Per comprendere l’entità delle infiltrazioni di umidità nelle pareti servono misurazioni precise, di conseguenza per valutare l’umidità di risalita e guidare le opportune strategie di bonifica si utilizzano varie tecniche diagnostiche.

Metodo gravimetrico:

Il metodo prevede l’ottenimento di campioni di materiali umidi dall’interno del muro per calcolare il peso prima e dopo l’essiccazione. La differenza di peso indica il contenuto di umidità.

L’alta precisione si ottiene utilizzando apparecchiature specializzate e certificate per ridurre al minimo gli errori nel processo di misurazione.

Ci sono solo due metodi approvati dalle normative per misurare l’effettiva umidità all’interno di un materiale edile: la bilancia termica elettronica e il metodo al “carburo”, entrambi descritti nella Norma UNI 11085. I sistemi forniscono una misura quantitativa dell’umidità. Gli altri metodi (che seguono) danno solo informazioni qualitative sull’umidità nei muri.

Per misurazioni ancora più precise ci si deve rivolgere a laboratori specializzati di analisi.

b. Misuratori di umidità a resistenza elettrica:

I misuratori di umidità misurano la conduttività elettrica dei materiali, fornendo un modo rapido e non distruttivo per stimare i livelli di umidità.

Sono ampiamente utilizzati nelle ispezioni degli edifici, consentendo ai professionisti di individuare le aree con un elevato contenuto di umidità.

Mediamente rilevano umidità superficiale fino a circa 3-4 cm, alcuni sono dotati di sonde o punzoni per penetrare i primi centometri di intonaco.

Gli igrometri per materiali edili si trovano in commercio a diversi livelli di performance, alcuni molti economici fino a sensori precisi e costosi, recentemente anche modelli a microonde che riescono a misurare in profondità (fino a 30 cm) senza essere influenzati dalla salinità come gli igrometri dielettrici.

c. Sensori di capacità:

I sensori capacitivi misurano le proprietà dielettriche dei materiali, correlando le variazioni al contenuto di umidità.

Questi sensori sono efficaci nella valutazione non invasiva dei livelli di umidità nelle pareti e possono essere integrati nei sistemi di monitoraggio degli edifici per ottenere dati in tempo reale.

Analisi dei sali igroscopici:

L’identificazione e la quantificazione dei sali presenti nelle pareti umide è fondamentale per comprendere la natura dell’umidità di risalita e progettare un risanamento conservativo.

a. Cromatografia ionica:

La cromatografia ionica è una tecnica sofisticata che fornisce informazioni dettagliate sulla composizione del sale contenuto nel muro.

Questo metodo è utile per determinare il potenziale impatto dei depositi di sale sull’integrità strutturale delle pareti interessate nel restauro di monumenti antichi.

b. Analisi semi quantitative dei sali:

Per diagnostiche meno precise ma molto più economiche, utili per valutare la soluzione efficace dei sali durante una ristrutturazione, si usa un metodo semiquantitativo.

Un campione della muratura/efflorescenza salina viene disciolto in acqua purissima e analizzato utilizzando speciali reagenti per ogni tipo di sale.

Si possono misurare e valutare la criticità di sali come cloruri, solfati e nitrati.

I solfati sono particolarmente dannosi e colpiscono murature con intonaci cementizi. Nelle ex stalle è probabile la presenza di nitrati prevenienti da deiezioni di aminali che finiscono nel terreno. I nitrati non trattati possono completamente vanificare il rifacimento di intonaci nella ristrutturazione di vecchie cascine in mattone pieno.

Immagini termiche:

La termografia a infrarossi viene utilizzata per rilevare le variazioni di temperatura associate all’umidità. I punti “freddi” sulle immagini termiche possono indicare aree di umidità.

verifica umdità con termocamera

Questo metodo non invasivo e non distruttivo è particolarmente utile per le valutazioni su larga scala, perché fornisce una panoramica completa della distribuzione dell’umidità nelle pareti. Si utilizza durante le ispezioni diagnostiche anche per individuare o escludere la presenza di altre forme di umidità, diverse dalla risalita, come infiltrazioni da tubi rotti, condense per ponti termici etc.

Dove non è possibile effettuare prelievi ponderali di materiali la termografia, assieme all’uso di igrometri a contatto e a microonde è un metodo funzionale ma è importante tenere conto che si tratta di rilievi qualitativi e che possono essere influenzati da molteplici altri fattori.

Le misurazioni termografiche possono essere eseguita da chiunque con qualsiasi termocamera ma i risultati cambiano moltissimo, per risultati attendibili e utilizzabili anche in contesti seri (contenziosi, analisi, diagnostiche) le leggi prevedono strumenti e personale secondo le norme UNI.

Sistemi di monitoraggio sul campo:

L’implementazione di reti di sensori all’interno delle pareti consente il monitoraggio continuo dei livelli di umidità nel tempo. Ad esempio un sensore della resistenza elettrica posizionato nella muratura verrà influenzato dall’umidità e potrà essere utile nel monitorare l’evoluzione da remoto.

I dati raccolti da questi sistemi (teoricamente) forniscono informazioni sul comportamento dinamico dell’umidità di risalita, aiutando nello sviluppo di strategie di bonifica mirate. Non sono pratici per abitazioni private anche per i costi, (molto più semplice verificare periodicamente di persona). Il loro uso forse è più interessante in ambiti archeologici e nel restauro conservativo di monumenti anche se è molto dubbia la loro reale necessità ed efficacia.

Gestione dei sali nel risanamento dell’umidità di risalita

I sali sono spesso presenti nelle pareti umide di risalita perché il movimento verso l’alto dell’umidità trasporta i sali disciolti dal terreno. Inoltre sono contenuti nelle malte e leganti, specialmente cementizi.

L’accumulo di sali può aggravare i problemi di umidità di risalita, portando al decadimento strutturale e al deterioramento estetico, infatti sono i sali e non l’umidità, che cristallizzando si espandono, a rompere l’intonaco o il mattone.

Rimedi per i sali nei muri umidi:

estrazione sali da muri umidi
Applicazione di pasta per estrarre i sali dalla muratura in profondità. Viene rimossa asportando tutti sali assorbiti.

Intonaco resistente al sale:

l’applicazione di un intonaco resistente al sale preceduto da uno strato di rinzaffo anti sale alla pozzolana, è fondamentale per contenere la migrazione dei sali e prevenire le efflorescenze sulla superficie.

Tecniche di estrazione dei sali dalle murature umide.

Impacchi e prodotti biologici o chimici possono essere impiegati per estrarre fisicamente i sali dal muro.

Soluzioni chimiche per dissolvere e rimuovere sali specifici.

I trattamenti alcalini possono neutralizzare i sali acidi, riducendone la natura igroscopica.

  • Il trattamento dell’umidità di risalita non è semplice ma con corrette analisi e piani per il risanamento, tenendo conto di tutti i fattori, si possono ottenere ottimi risultati. Purtroppo la maggior parte delle volte si procede basandosi su arbitrari. Citiamo alcuni dei più diffusi:
  • Il vespaio “aerato” scavato su case vecchie non può risolvere l’umidità nei muri perché non potrà mai essere fatto sotto le fondazioni o muri portanti. Spesso peggiora la situazione, nel caso di interrati o seminterrati non può essere aerato e quindi le idee per “aerarlo” rasentano il ridicolo. Approfondisci.
  • La contro-parete specialmente se di cartongesso non solo non funziona ma in breve tempo potrebbe trasformarsi in un ricettacolo di muffe e funghi.
  • I fori per arieggiare. Non deumidificano ma permettono l’entrata di freddo, caldo, insetti etc.

Non è umidità di risalita, anche se la chiamano così.

Dopo un allagamento o perdita l’allagamento l’acqua risale sul muro ma non per sempre.

Nell’umidità di risalita l’umidità proviene dal terreno e risale perché le fondazioni e le murature non sono isolate dalla terra. È un fenomeno naturale che continuerà per sempre se non viene interrotto.

umidità-da-allagamento-
Casa moderna che non soffre di umidità di risalita, solo postumi di un vecchio allagamento. Vari venditori avevano proposto dispositivi come soluzione.

Quando si costruiscono le case si fa un isolamento dal terreno, ghiaioni o vespaio aerato per impedire l’umidità di risalita.

Il contrario purtroppo non funziona. Un vespaio in una casa già costruita non serve a sanare l’umidità di risalita dai muri.

Il vespaio non andrà mai sotto le murature e quindi non è la soluzione per umidità di risalita nelle case da ristrutturare.

Nonostante sia evidente cercano sempre di vendertelo.

Riassunto

  • A contatto con un muro l’umidità (o acqua) tende a sempre risalire verso l’alto vincendo la forza di gravità.
  • L’umidità che risale su un muro non significa sempre che il muro soffre di umidità di risalita. L’umidità risale sul muro anche dopo un allagamento o infiltrazioni e causa gli stessi effetti.

Quello che conta è l’origine dell’umidità. L’umidità di risalita è una fonte costante di umido dal terreno su muri o fondazioni non isolati.

Alcuni confondono i residui di un allagamento o infiltrazione con l’umidità di risalita.

Certi inventano complessità sull’umidità “non di risalita” inventando paroloni tecnici, qualcuno ha detto che l’umidita di risalita non esiste = è tutto un complotto per vendere soluzioni.

FATTO: Qualsiasi umidità (o acqua) a contatto con la parte bassa di un muro tende a risalire. Solo se arriva dal terreno sotto la muratura è vera umidità di risalita.

Muro scrostato: umidità di risalita o altro?

Perché l’intonaco si scosta? Il muro si scrosta sia se è vera umidità di risalita sia se è il residuo di un allagamento o infiltrazione. Perché?

Perché l’acqua che risale nel muro non è pura ma contiene sali.

Variando le condizioni climatiche (riscaldamento, sole che batte sulla facciata ecc) l’umidità contenuta nel muro evapora e i sali cristallizzano.

Sono i sali che cristallizzandosi spaccano l’intonaco, il mattone ecc.

Nel terreno di una cascina dove c’era una stalla ci possono essere importanti quantità di nitrati.

I nitrati nelle urine animali sono filtrati per anni nel terreno e adesso risalgono la muratura portati dall’umidità di risalita.
Ecco perché le vecchie cascine di mattone pieno, nella zona della ex stalla i muri si sgretolano più di tutti gli altri.

I nitrati sono molto nocivi per il mattone e gli intonaci. Vanno presi in considerazione prima di fare intonaci.

La Misteriosa “Muffa da Risalita”

Alcuni parlano di “muffa da risalita.

Solo che la muffa da risalita non esiste!

È un’invenzione di “esperti di umidità” ex venditori di materassi e dei blog “sulla casa” gestiti da casalinghe laureate in scienza della comunicazione.

Quella barbetta bianca che vedi uscire dal muro sono i sali che affiorano.

Non ha niente a che fare con la muffa.

La muffa è un fungo, un fenomeno completamente diverso che ha cause completamente diverse.

Richiedi un diagnostica o consulenza

Se hai scrostamenti sul muro e altri fenomeni prima di spendere soldi richiedi una verifica per stabilire se si tratta di umidità di risalita vera.

Danni da umidità da risalita

Oltre ai sali che rovinano gli intonaci, l’umidità di risalita provoca altri danni.

Tralasciamo i discorsi sulla “salute” che non ci competono e vengono sfruttati da venditori scaltri ma non hanno fondamenti. Se non il fatto che è assodato che un edificio umido è anche malsano.

Il più significativo è la perdita di comfort climatico e lo spreco energetico.

Un muro umido è anche “sempre freddo.”

Ogni materiale ha una certa capacità d’isolamento termico.

All’interno di un mattone ci sono millemila pori pieni di aria che lo rendono abbastanza isolante.

Se il mattone si bagna o diventa umido, i pori invece di contenere aria contengono acqua che è al contrario un buon conduttore.

Invece di isolare il muro umido diventa conduttore.

Riscaldi la casa e il calore esce dal muro verso l’esterno, mentre in estate succede il contrario.

Un materiale perde circa il 20% della sua capacità isolante per ogni 1% di umidità che incamera.

Ecco perché una casa umida sembra sempre fredda e costa riscaldarla!

Senti sempre il tipico “freddo alle gambe” – la zona bassa del muro caratterizzata da umidità di risalita infatti è molto più fredda del resto!

L’umidità di risalita c’è anche se non si vede (ma si sente)

Siamo abituati a dire che un muro è umido o ha umidità di risalita quando lo vediamo sgretolarsi. Ma quella è solo estetica.

L’umidità c’era anche prima e si poteva misurare con gli strumenti o “sentire” come disagio ambientale o odore di muffa e cantina.

L’odore e l’ambiente malsano è il terzo dei principali danni provocati dall’umidità di risalita.

Senti il tipico “odore di muffa” o cantina, anche se non c’è muffa. Il muro umido ospita una serie di batteri che producono un odore acre, di “cantina” o simile alla muffa.

Hai un’idea di quanta acqua ci può essere in un muro umido?

Un metro cubo di mattoni può contenere fino a 300 litri d’acqua che evapora all’interno quando il muro si riscalda.

In casa il tasso di umidità aumenta e il comfort diminuisce.

A causa dell’alto tasso di umidità ambientale si possono formare muffe nelle zone dove condensa (angoli in alto, punti freddi ecc).

Cappotto con umidità di risalita? Un disastro annunciato

Per risolvere i muri freddi o che si scrostano qualcuno consiglia “un cappotto.” Il risultato è un disastro.

L’umidità non potendo evaporare sale ancora più in alto o si accumula all’interno del cappotto.

Tutti i produttori di materiali isolanti specificano di non usarli su muri umidi soprattutto con muri umidi o umidità di risalita!

L’intonaco di contenimento, le pietre, il cappotto, interno o esterno, nascondono e soffocano l’umidità nella muratura.

Le contro pareti di tavelle o cartonesso non funzionano.

Sono sistemi di nascondere, cercare di “imbrigliare” e fermare l’umidità. Come dicevano i latini “la goccia scava la pietra” e prima o poi riappare.

A volte i muratori senza dire niente isolano la parte bassa del muro, che si scrosta per la risalita. Posano un pannello di polistirene e poi lo intonacano.

Umidità di risalita che non lo è.

Ci sono vari tipi di umidità che affliggono le case.

La maggior parte si manifesta nello stesso modo, tipo intonaci che si scrostano. Perciò si possono facilmente confondere tra loro.

I vari tipi di umidità sono noti e classificati:

Se arriva da sotto la muratura, dal terreno e risale è umidità di risalita.

umidità-spruzzi-facciata
Degrado della facciata dovuto a spruzzi d’acqua dalla strada
  • L’umidità che arriva da un marciapiede, anche se risale e sgretola l’intonaco, è un’infiltrazione non è risalita.
  • Se in un interrato arriva di lato su tutta una parete e la bagna uniformemente? È umidità di spinta laterale o contro terra.
  • Un pluviale accumula la pioggia vicino al muro che poi si bagna e “risale” o la pioggia che batte contro la muratura e la bagna? Sono infiltrazioni d’acqua, anche se poi risale il muro.
  • Case a lato strada col muro sgretolato in basso? Quando piove gli spruzzi delle macchine bagnano la facciata. Anche se poi “risale” il muro o si accumula con l’umidità di risalita, il degrado è causato dagli spruzzi. Quindi è umidità da spruzzi d’acqua. Può esserci anche nei muri dove annaffiano le piante.
  • Hai un rivolo d’acqua che quando piove va a sbattere contro il muro di casa tua? Non è umidità di risalita. Viene dal pendio ecc
  • La tua casa è contro la roccia e quando piove arriva un “fiume” d’acqua? Anche se “risale” non è umidità di risalita.

Gli esempi sopra creano muri scrostati e spesso vengono chiamati “umidità di risalita” da inesperti che poi ti vendono qualche soluzione “definitiva.”

Questi fenomeni vengono anche descritti con paroloni da esperti di “patologie edilizie.”

Come si risolve l’umidità di risalita

La prima cosa è individuare tutti i tipi di umidità e stabilire che si tratti veramente di umidità di risalita. Serve un sopralluogo competente e una misurazione dell’umidità con strumenti adatti. I “sopralluoghi gratuiti” raramente sono fatti da personale qualificato.

Soluzioni invasive all’umidità di risalita

L’unica soluzione che risolve il problema definitivamente e radicalmente è molto costosa e invasiva. Si tratta di sbancare il più profondamente possibile a lato del muro umido e creare una barriera impenetrabile facendo dei fori continui che vengono riempiti di cemento o sostanze impermeabili.

eliminare umidità di risalita con barriera permanente
Barriera fisica definitiva alla risalita dell’umidità

Durante la costruzione della barriera si deve anche asciugare il muro dall’umidità con barre incandescenti o altri metodi.

Lo trovi descritto qui.

Taglio fisico delle murature

Una soluzione simile ma per niente uguale, di moda negli anni 80-90 è tagliare le murature con grosse seghe circolari e infilarci delle lastre di metallo o plexiglass.

Queste barriere fisiche all’umidità di risalita hanno fatto un sacco di danni strutturali e attualmente sono proibite.

Oltre alla durata temporanea (le lastre si corrodono e perdono efficacia sotto effetto di umidità e sali) hanno gravi effetti collaterali.

Dopo il trattamento tutta la tua casa poggia sulle lastre.

Anche in zone non sismiche si formano crepe. Le barriere fisiche alla risalita dell’umidità sono serie minacce alla stabilità dell’edificio. Se te la propongono scappa.

Taglio Chimico delle Murature con Umidità di Risalita

Un metodo molto usato per creare una barriera orizzontale alla risalita sono le iniezioni di resine o sostanze silaniche.

In una casa anni 60 di mattone e calcestruzzo potrebbe essere semplice fare una barriera chimica.

Nelle case più vecchie il muro è disomogeneo, pietre, sassi, mattoni, legno.

Spesso il muro è anche molto largo. Il che rende difficile creare una barriera chimica in modo uniforme, di conseguenza in quei punti l’umidità risale ancora più in alto.

Negli anni 80 è arrivata in Italia una famosa ditta che usava quantità enormi di materiale, era costosa ma efficace.

Molte case “resinate” contro l’umidità di risalita negli anni 90, non hanno avuto problemi per più di 20 anni.

Poi piano piano l’umidità di risalita è riuscita a superare la barriera aprendo altri capillari la barriera ovviamente non può resistere in eterno.

Problemi comuni delle soluzioni “a barriera”

Un problema comune a tutte le soluzioni per l’umidità “a barriera” è che l’acqua già presente nella muratura rimane sopra il taglio e ovviamente non può scendere.

Può solo evaporare (in casa) e prima che il muro sia veramente asciutto ci possono volere anni.

Durante questo tempo l’umidità e i sali possono continuare a rompere gli intonaci e ad umidificare la tua casa. (Se poi all’esterno hanno fatto  il cappotto è ancora peggio.)

Dopo anni quando il muro si sarà asciugato, è possibile che si sia degradata la barriera (che di solito è garantita 10 anni) e ricomincia la risalita dell’umidità dal terreno.

Nella prima barriera descritta (quella vera e definitiva) assieme al taglio del muro si fa anche evaporare tutta l’umidità nel muro con l’utilizzo di barre incandescenti ecc.

Se hai fatto mettere le resine e il muro è ancora umido puoi provare ad accelerare con l’asciugatura a microonde ecc.

Soluzione molto comune: continuare a rifare l’intonaco.

Soluzione ideale per i muratori, ogni tot anni si rifà l’intonaco e il volano dell’economia gira.

Sul mercato trovi molti intonaci speciali destinati a “risolvere l’umidità”, “deumidificanti”, “nano”, “macroporosi.”

  • Un intonaco “deumidificante” non esiste – equivale al dentifricio “anticarie.”
  • Gli intonaci “di contenimento” cercano di tenere l’umidità “all’interno”, hanno come unico risultato di farla salire più in alto.
  • Intonaci cementizi non riescono a gestire i sali e si degradano facilmente con l’umidità.
  • Quelli “fibrati” “macroporosi” “a base calce” ecc sono versioni commerciali di veri intonaci di sola calce idraulica da restauro.

Per restaurare con gli intonaci, si deve utilizzare un ciclo risanante in sola calce idraulica naturale. Non “a base di calce” ma “di sola calce” senza cemento.

intonaco calce idrualica naturale per risanamento umidità
Intonaco di calce idraulica naturale in tre strati: rinzaffo antisali, malta leggera risanante con addittivi silicei e stabilitura in calce idrualica naturale.

Vanno eseguiti in specifici cicli e stratigrafie, accompagnati da trattamenti anti sale e meglio ancora se viene fermata la risalita, con barriere chimiche o in modo non invasivo con inversione di polarità dell’umidità.

intonaco-deumidificante-umidità
Risultato pessimo 6 mesi dopo intonaco “deumidificante di marca” ma cementizio su umidità di risalita.

Gli intonaci di calce idraulica naturale sono una valida soluzione per  restaurare murature affette da umidità di risalita. Si devono seguire regole ben precise nella posa, sufficienti centimetri di spessore, trattare i sali ecc.

Attenzione perché con gli intonaci è come l’aranciata. C’è la spremuta d’arancia, l’arancia rossa di Sicilia dop, il succo d’arancia, l’aranciata San Pellegrino e quella senza nome del discount. Sempre meglio leggere la scheda tecnica del materiale.

Secondo la nostra esperienza tra le soluzioni edili la migliore è rispettare la muratura, senza tagliarla, bucarla o infiltrarla di sostanze chimiche.

Una valida soluzione per l’umidità di risalita è:

1) occuparsi dei sali e

2) usare intonaci per restauro di altissima qualità, di sola calce idraulica naturale senza cemento, con additivi appropriati per gestire l’umdità (pozzolana, polveri silicee.)

Soluzioni “non invasive” all’umidità di risalita. Inversione di polarità.

  • Se l’umidità riesce a vincere la forza di gravità e risalire un muro, è essere possibile farla ridiscendere?
  • È possibile aiutare la forza di gravità o neutralizzare la forza che spinge l’umidità verso l’alto?
  • È possibile fermare la risalita dell’umidità in modo non invasivo?
potenziale-elettrico-umidità-muro

Da queste domande sono partiti per studiare il fenomeno e inventare le tecniche d’inversione di polarità, inversione dell’umidità di risalita.

Se si misura un muro umido con un voltmetro, si noterà una differenza di potenziale elettrico tra la parte bassa più umida e quella alta più asciutta.

C’è un polo negativo e uno positivo nel muro.

L’acqua è una molecola molto semplice e ha un polo positivo (idrogeno) e un negativo (ossigeno).

Precursori dell’inversione di polarità

I primi sistemi per l’inversione di polarità dell’umidità di risalita erano e sono tuttora invasivi.

Si inseriscono nella muratura e nel terreno elettrodi di metallo e si dà corrente. La direzione dell’umidità s’inverte.

La tecnica si chiama elettro-osmosi. È invasiva e costosa e molte persone non amano vivere in una casa elettrificata tutto l’anno.

elettrosmosi senza cavi dispositivo deumidificazione muri
Dispositivo inversione di polarità la deumidificazione dell’umidità di risalita

Più innovativi sono i dispositivi di elettro osmosi “senza fili” per l’inversione di polarità “wi-fi” che non richiedono lavori invasivi. Emettono onde radio così leggere innocue per umani e animali (biocompatibili) ma sufficienti a contrastare le forze elettrostatiche che spingono l’umidità verso l’alto nella muratura.


ELETTROSMOSI, inversione di polarità, neutralizzazione di carica

Elettroosmosi. Eco osmosi, Inversione di polarità. Neutralizzazione di Carica, Punto Zero ecc. Termini diversi per dire la stessa cosa: la deumidificazione delle murature tramite inversione della direzione dell’umidità al suo interno. Approfondisci qui.

Risolvere l’umidità di risalita è una cosa seria.

Presentarsi a casa del cliente con camion, betoniere, scavatrici, pannelli, sacchi, picconi, macchinari, siringhe, seghe giganti ecc fa molto effetto.

La ditta sembra molto impegnata nella soluzione dei muri umidi.

Sembrano soluzioni serie e non ti viene in mente di chiedere se funzionano. Un vespaio ha mai risolto la risalita?

Secondo la nostra esperienza:

  • Conviene provare i sistemi “non invasivi” – non rovinano la casa e sono reversibili.
  • Oppure ti conviene tornare ai rimedi del passato. Perciò calce idraulica naturale con pozzolana come ai vecchi tempi.
  • Meglio saper dosare entrambe le cose. Come i grandi chef che parlano di “innovazione rispettando la tradizione”.

Importante saper distinguere l’umidità di risalita dagli altri tipi di umidità.

Domande frequenti sull’umidità di risalita.

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