Umidità di risalita: comprendere cause, effetti e soluzioni

L’umidità di risalita è un problema comune negli edifici, causa danni alle strutture e influisce sulla qualità dell’aria interna e del microclima. Questo articolo esplora gli aspetti scientifici dell’umidità di risalita, le sue cause, gli effetti e le varie soluzioni per mitigarne gli effetti dannosi.

II. Che cos’è l’umidità di risalita?

L’umidità di risalita si riferisce al movimento verso l’alto dell’umidità attraverso materiali da costruzione porosi, come mattoni e malta. Questo fenomeno si verifica quando le acque sotterranee vengono “aspirate” nelle pareti attraverso un’azione capillare. Le conseguenze dell’umidità di risalita possono essere gravi, portando a decadimento, scrostamento dell’intonaco, crescita di muffe e danni strutturali.

III. Cause della risalita

L’umidità di risalita è un problema sfaccettato influenzato da vari fattori che contribuiscono al movimento verso l’alto dell’umidità attraverso i materiali da costruzione. La comprensione di queste cause è essenziale per una diagnosi efficace e l’attuazione di misure correttive appropriate.

1. Azione capillare:

  • Azione capillare: La causa principale dell’umidità di risalita è l’azione capillare, in cui l’acqua viene attirata verso l’alto attraverso piccoli spazi all’interno dei materiali porosi che compongono una parete. Definizione: L’azione capillare è il fenomeno in cui l’acqua viene attirata verso l’alto in spazi ristretti all’interno di materiali porosi contro la forza di gravità. Impatto sull’umidità di risalita: l’azione capillare è un fattore primario dell’umidità di risalita, in particolare in materiali come mattoni e malta con capillari interconnessi.
  • L’azione di risalita dell’umidità nei capillari è determinata da forze elettrostatiche. Forze di adesione tra acqua e capillari e forze di coesione tra le molecole d’acqua che, come è universalmente noto è una molecola molto polare.

2. Livello delle acque sotterranee:

  • Falda freatica alta: gli edifici situati in aree con una falda freatica alta sono più suscettibili all’umidità di risalita.
  • Pressione idrostatica: livelli elevati di acque sotterranee esercitano una pressione idrostatica sulle fondazioni, costringendo l’umidità nelle pareti attraverso l’azione capillare.

3. Mancanza di barriera orizzontale contro l’umidità:

  • È la causa principale della vera umidità di risalita dal terreno ed è presente, in maggior o minor misura, negli edifici antichi o datati. (pre anni ’90)
  • Gli edifici senza un efficace barriera o con un isolamento deteriorato sono suscettibili all’umidità di risalita.
  • Funzione della barriera orizzontale: è una barriera integrata nelle pareti per impedire il movimento verso l’alto dell’umidità.
  • Deterioramento o assenza: se la barriera è assente o si è deteriorata manca un isolamento efficace, e consente all’umidità di salire liberamente.

4. Materiali da costruzione porosi:

  • Natura dei materiali: La porosità dei materiali da costruzione influenza la loro suscettibilità all’umidità di risalita. Il mattone pieno è molto sensibile e il tufo lo è ancora di più, trattendo l’umidità più di tutti i materiali.
  • Tecniche di costruzione obsolete o antiche: gli edifici più vecchi costruiti con materiali più porosi possono essere soggetti a un maggiore assorbimento di umidità.

5. Collegamento alla barriera isolante:

  • L’isolamento orizzontale può essere reso inefficace se viene colmato o danneggiato da altri elementi costruttivi.
  • Cause comuni: il terreno accatastato contro i muri esterni, il ponte tra intonaco o muro con la pavimentazione o l’aggiunta di nuove strutture che si collegano ai muri esistenti possono compromettere l’integrità dell’isolamento orizzontale.

6. Fattori esterni:

  • Scarso drenaggio: un drenaggio inadeguato intorno a un edificio può contribuire alla risalita dell’umidità consentendo all’acqua di accumularsi vicino alla struttura.
  • Grondaie e pluviali ostruiti: l’acqua che trabocca dalle grondaie ostruite può saturare le pareti, esacerbando il rischio di umidità di risalita. Pluviali che scaricano vicino al muro invece che allontanare l’acqua aumentano la risalita dell’umidità.

7. Condizioni atmosferiche:

  • Forti piogge: periodi di pioggia intensi o prolungati possono saturare il terreno, aumentando la probabilità di risalita dell’umidità.
  • Pioggia spinta dal vento: la pioggia spinta dal vento può forzare l’umidità nelle pareti, soprattutto se l’edificio non dispone di una protezione adeguata.

8. Ristrutturazioni e modifiche:

  • Interruzione della barriera di isolamento orizzontale: lavori di costruzione che danneggiano la barriera durante una ristrutturazione possono comprometterne l’efficacia.
  • Introduzione di nuovi materiali: l’incorporazione di materiali con diverse proprietà di gestione dell’umidità durante le ristrutturazioni può creare vulnerabilità.

IV. Effetti dell’umidità di risalita

  • Danni strutturali: Col passare del tempo, l’umidità di risalita può compromettere l’integrità strutturale di un edificio, portando a problemi come la frattura dei mattoni e l’erosione dei giunti di malta.
  • Crescita di muffe: le condizioni di umidità creano un ambiente ideale per la crescita di muffe e funghi, ponendo rischi per la salute degli occupanti. Si dovrebbe notare tuttavia che la muffa non cresce in basso dove si formano i sali che fuoriescono dal muro. Alcuni incompetenti confondono i due fenomeni che sono totalmente diversi.
  • Depositi di sale: quando l’acqua risale dal terreno, porta con sé i sali. Quando l’acqua evapora i sali rimangono nella parete e cristallizzano, causando antiestetiche e dannose efflorescenze di sale sulle pareti. L’azione di cristallizazzazione dei sali è la forza che rompe gli intonaci, mattoni etc.

V. Dati scientifici sull’umidità di risalita

Comprendere l’entità delle infiltrazioni di umidità nelle pareti richiede misurazioni scientifiche precise. Per valutare la gravità dell’umidità di risalita e guidare le opportune strategie di bonifica si utilizzano varie tecniche diagnostiche.

Tecniche di misurazione dell’umidità:

a. Metodo gravimetrico:

Questo metodo prevede l’ottenimento di campioni di materiali interessati e la misurazione del loro peso prima e dopo l’essiccazione. La differenza di peso indica il contenuto di umidità.

L’alta precisione si ottiene utilizzando apparecchiature specializzate e certificate per ridurre al minimo gli errori nel processo di misurazione.

Ci sono solo due metodi scientifici approvati dalle normative: la bilancia termica elettronica e il metodo al “carburo”. Entrambi descritti nella Norma UNI 11085 forniscono una vera misura quantitativa dell’umidità. Tutti gli altri metodi (che seguono) danno solo responsi qualitativi sull’umidità nei muri.

Per misurazioni ancora più precise ci si deve rivolgere a laboratori specializzati di analisi o università.

b. Misuratori di umidità a resistenza elettrica:

I misuratori di umidità misurano la conduttività elettrica dei materiali, fornendo un modo rapido e non distruttivo per stimare i livelli di umidità.

Sono ampiamente utilizzati nelle ispezioni degli edifici, consentendo ai professionisti di individuare le aree con un elevato contenuto di umidità.

Mediamente rilevano umidità superficiale fino a circa 3-4 cm, alcuni sono dotati di sonde o punzoni per penetrare i primi centometri di intonaco.

Gli igrometri per materiali edili si trovano in commercio a diversi livelli di performance, alcuni molti economici fino a sensori precisi e costosi, recentemente anche modelli a microonde che riescono a misurare in profondità (fino a 30 cm) senza essere influenzati dalla salinità come gli igrometri dielettrici.

c. Sensori di capacità:

I sensori capacitivi misurano le proprietà dielettriche dei materiali, correlando le variazioni al contenuto di umidità.

Questi sensori sono efficaci nella valutazione non invasiva dei livelli di umidità nelle pareti e possono essere integrati nei sistemi di monitoraggio degli edifici per ottenere dati in tempo reale.

Analisi dei sali igroscopici:

L’identificazione e la quantificazione dei sali presenti nelle pareti umide è fondamentale per comprendere la natura dell’umidità di risalita e progettare un risanamento conservativo.

a. Cromatografia ionica:

La cromatografia ionica è una tecnica sofisticata che separa e analizza gli ioni in un campione, fornendo informazioni dettagliate sulla composizione del sale contenuto nel muro.

b. Diffrazione dei raggi X:

Viene impiegata per identificare le strutture cristalline nei materiali, aiutando nell’identificazione di sali specifici.

Questo metodo è utile per determinare il potenziale impatto dei depositi di sale sull’integrità strutturale delle pareti interessate.

c. Analisi semi quantitative dei sali:

Le prime due tecniche descritte sono effettuate solo da laboratori specializzati e si usano principamente nello studio e restauro di monumenti. Per diagnostiche meno precise ma molto più economiche, utili per valutare la soluzione efficace dei sali durante una ristrutturazione, si usa un metodo semiquantitativo.

Un campione della muratura/efflorescenza salina viene disciolto in acqua purissima e analizzato utilizzando speciali striscette per ogni tipo di sale.

Si possono misurare e valutare la criticità di sali come cloruri, solfati e nitrati. I solfati sono particolarmente dannosi e colpiscono murature con intonaci cementizi. Nelle ex stalle è probabile la presenza di nitrati prevenienti da deiezioni di aminali che finiscono nel terreno. I nitrati non troattati possono completamente vanificare il rifacimento di intonaci nella ristrutturazione di vecchie cascine in mattone pieno.

Immagini termiche:

La termografia a infrarossi viene utilizzata per rilevare le variazioni di temperatura associate all’umidità. I punti “freddi” sulle immagini termiche possono indicare aree di umidità.

verifica umdità con termocamera

Questo metodo non invasivo e non distruttivo è particolarmente utile per le valutazioni su larga scala, perché fornisce una panoramica completa della distribuzione dell’umidità nelle pareti. Si utilizza durante le ispezioni diagnostiche anche per individuare o escludere la presenza di altre forme di umidità, diverse dalla risalita, come infiltrazioni da tubi rotti, condense per ponti termici etc.

Dove non è possibile effettuare prelievi ponderali di materiali la termografia, assieme con l’uso di igrometri a contatto è l’unico metodo funzionale ma è importante tenere conto che si tratta di rilievi qualitativi e che possono essere influenzati da molteplici altri fattori.

Sistemi di monitoraggio sul campo:

L’implementazione di reti di sensori all’interno delle pareti consente il monitoraggio continuo dei livelli di umidità nel tempo. Ad esempio un sensore della resistenza elettrica posizionato nella muratura verrà influenzato dall’umidità e potrà essere utile nel monitorare l’evoluzione da remoto.

I dati raccolti da questi sistemi (teoricamente) forniscono informazioni sul comportamento dinamico dell’umidità di risalita, aiutando nello sviluppo di strategie di bonifica mirate. Non sono pratici per abitazioni private anche per i costi, (molto più semplice verificare periodicamente di persona). Il loro uso forse è più interessante in ambiti archeologici e nel restauro conservativo di monumenti anche se non siamo certi della loro reale necessità ed efficacia.

Sommario

In sintesi, la combinazione di analisi gravimetrica, misuratori di umidità a resistenza elettrica, analisi dei sali igroscopici, imaging termico e sistemi di monitoraggio sul campo offre un approccio completo per valutare e monitorare scientificamente l’umidità di risalita nelle pareti.

Queste tecniche non solo forniscono dati accurati per le valutazioni iniziali, ma contribuiscono anche agli sforzi per mantenere un ambiente asciutto e strutturalmente sano.

Durante un periodo di risanamento o deumidificazione le verifiche strumentali sono fondamentali per monitorare i risultati (o la loro mancanza) e le future azioni da intraprendere.

VI. Rimedi per l’umidità di risalita

  • Installazione della barrrera orizzontale di isolamento umidità: la posa o la riparazione di una barriera all’umidità è un metodo comune per prevenire il movimento verso l’alto dell’umidità. Se le fondazioni sono state costruite senza barriera e le murature poggiano sul terreno non è possibile ripararla e si devono usare altri sistemi.
  • Impermeabilizzazione chimica all’umidità: i sistemi di iniezione chimica introducono sostanze chimiche idrorepellenti nelle pareti, creando una barriera contro l’umidità di risalita.
  • Barriere fisiche: l’installazione di barriere fisiche, come membrane impermeabili, può impedire all’umidità di entrare nelle pareti. Attualmente sono sconsigliate a causa dei danni che causano alla stabilità degli edifici specialmente antichi o situati in zone sismiche.
  • Miglioramento del drenaggio: Affrontare i fattori esterni, come lo scarso drenaggio intorno all’edificio, è essenziale per ridurre la probabilità di umidità di risalita. (Include i pluviali che scaricano vicino ai muri o i marciapiedi da cui si infiltra acqua etc.)
Approcci elettrofisici come soluzione all’umidità di risalita

I metodi elettrofisici sfruttano i principi dell’elettricità e della fisica per affrontare i problemi di umidità di risalita nelle pareti. Queste tecniche innovative offrono soluzioni non invasive e sostenibili per mitigare gli effetti dell’infiltrazione di umidità. Di seguito sono riportati i principali approcci elettrofisici impiegati per affrontare l’umidità di risalita:

1. Elettro-osmosi attiva:
  • Principio: L’impermeabilizzazione elettroosmotica all’umidità comporta l’applicazione di una corrente elettrica continua alla parete interessata tramite anodi e catodi incorporati nella muratura.
  • Meccanismo: La corrente elettrica contrasta la naturale azione capillare, respingendo l’acqua e impedendone il movimento verso l’alto.
  • Vantaggi: Questo metodo relativamente poco distruttivo e può essere particolarmente efficace nel trattamento di vecchi edifici senza barriere orizzontali all’umidità o con barriere compromesse.
2. Impermeabilizzazione elettrocinetica dell’umidità
  • L’impermeabilizzazione elettrocinetica dell’umidità impiega un leggero campo elettrico per gestire l’umidità.
  • Mobilità migliorata: questo metodo prevede la migrazione di ioni all’interno dei materiali da costruzione, alterando le loro proprietà per resistere al movimento dell’acqua.
  • Applicabilità: È adatto a una vasta gamma di materiali, il che lo rende più versatile nell’affrontare i problemi di umidità di risalita anche per abitazioni private.
2A. Campi elettromagnetici – ecosmosi – elettrosmosi senza cavi:
umidita risalita elettrosmosi
Dispositivo deumidificazione elettrofisica dell’umidità di risalita
  • I campi elettromagnetici a bassa frequenza possono essere utilizzati per creare una barriera contro l’umidità di risalita.
  • Si tratta di dispositivi semplici da installare senza elettrodi e cavi nei muri e esenti da elettrosmog. Onde biocompatibili.
  • Interruzione dell’azione capillare: i campi elettromagnetici interrompono l’azione capillare, ostacolando il movimento verso l’alto dell’umidità.
  • Efficienza energetica: questo approccio è spesso efficiente dal punto di vista energetico e minimamente invasivo.
3. Tecnologia a microonde:
  • Le microonde vengono dirette nelle pareti interessate, generando calore che fa evaporare l’umidità. Queste onde infatti agiscono praticamente solo sull’acqua.
  • Riscaldamento selettivo: il metodo riscalda selettivamente le aree umide, lasciando inalterati i materiali circostanti.
  • Asciugatura rapida: la tecnologia a microonde consente un’asciugatura efficiente e rapida, riducendo al minimo le interruzioni durante il processo di bonifica.
  • Problematiche: le microonde asciugano le murature e uccidono tarli e muffe ma non fermano la risalita capillare. Deve essere fermata con uno degli altri sistemi. Più adatto per deumidificare zone puntuali oppure dopo una perdita/infiltrazione.
4. Riscaldamento dielettrico E INFRAROSSI:
  • Onde a RF: questo metodo prevede l’esposizione dell’area umida a onde a microonde o RF, causando riscaldamento ed evaporazione localizzati.
  • Trattamento localizzato: il riscaldamento dielettrico e a IR consente di mirare con precisione alle regioni umide, riducendo il consumo di energia e ottimizzando l’efficacia.
  • Il riscaldamento a radiofrequenza (RF) comporta l’applicazione di energia RF per riscaldare la parete umida.
  • Asciugatura efficace: il riscaldamento RF facilita l’asciugatura controllata e uniforme dell’area interessata, eliminando l’umidità. Ovviamente se la risalita non viene fermata o gestita il muro si bagnerà di nuovo col tempo.
5. DEUMIDIFICAZIONE CON DISPOSITIVI “MAGNETICI” NON CONVENZIONALI

In commercio si trovano da parecchi anni dispositivi per la deumidificazione della risalita che non utilizzano energia elettrica e promettono risultati garantiti pena rimborso.

I principi di funzionamento non sono chiari e sembra utilizzino antenne per convogliare qualche “magnetismo” sul muro. Non essendo chiaro come funzionano è necessario fare attenzione dato che è possibile imbattersi in ciarlatani che promettono (soddisfatti o rimborsati) di risolvere qualsiasi tipo di umidità, incluso le muffe, il che non fa senso. Alcuni arrivano ad allontanare il calcare dai tubi, le zanzare, o addirittura i piccioni con questi dispositivi “radionici” “quantici” e più o meno magici.

Sommario

In conclusione, gli approcci elettrofisici presentano soluzioni promettenti per l’umidità di risalita, offrendo alternative efficienti e rispettose dell’ambiente. Questi metodi sfruttano il potere dell’elettricità e della fisica per gestire l’umidità in modo efficace, fornendo una gamma di opzioni per strategie di bonifica personalizzate e sostenibili.

Intonaci DI calce idraulica naturale nel RISANAMENTO dell’umidità NEI MURI
1. Introduzione:
  • Gli intonaci risananti svolgono un ruolo cruciale nella bonifica dell’umidità di risalita fungendo da strato protettivo e decorativo sulle pareti.
  • Traspirabilità: La scelta dei materiali in calce idraulica naturale è fondamentale per garantire la traspirabilità, permettendo all’umidità intrappolata di evaporare, riducendo il rischio di problemi legati all’umidità.
2. Intonaci a calce tradizionali:
  • Significato storico: gli intonaci a calce sono stati utilizzati per secoli e sono rinomati per la loro traspirabilità e compatibilità con gli edifici storici.
  • Calce idraulica: Gli intonaci a calce tradizionali spesso incorporano calce idraulica, che si fissa attraverso un processo di polimerizzazione idraulica, fornendo durata e resistenza all’umidità.
3. Calci idrauliche naturali (NHL):
intonaco calce idrualica naturale per risanamento umidità
Intonaco di calce idraulica naturale in tre strati: rinzaffo antisali, malta leggera risanante con addittivi silicei e stabilitura in calce idrualica naturale.
  • Composizione: L’NHL è derivato dal calcare con proprietà idrauliche naturali, il che lo rende una scelta eccellente per i materiali da costruzione.
  • Meccanismo di presa: L’NHL si fissa attraverso una combinazione di reazioni idrauliche e di carbonatazione, creando un intonaco robusto e traspirante.
  • Compatibilità con Edifici Storici: NHL è particolarmente indicato per il restauro di strutture storiche per la sua somiglianza con i tradizionali intonaci a calce.
4. Vantaggi degli intonaci di calce idraulica naturale neL RISANAMENTO dell’umidità di risalita:
  • Traspirabilità: gli intonaci NHL permettono la diffusione del vapore acqueo, impedendo l’intrappolamento dell’umidità all’interno delle pareti.
  • Flessibilità: gli intonaci NHL sono flessibili e possono adattarsi a lievi movimenti nella struttura dell’edificio senza fessurazioni.
  • Compatibilità con i substrati: Aderiscono bene a vari substrati, migliorando la loro versatilità nella bonifica dell’umidità di risalita.
5. Tecniche di applicazione:
  • Intonaco in facciata: L’applicazione di un intonaco di calce idraulica naturale all’esterno può creare uno strato protettivo contro la pioggia battente, riducendo il rischio di ingresso di umidità.
  • Intonacatura interna: Internamente, gli intonaci NHL possono essere utilizzati come rivestimento di finitura, fornendo una superficie traspirante che aiuta nel controllo dell’umidità.
6. Considerazioni per un’applicazione efficace:
  • Preparazione dei supporti: Una corretta preparazione della parete sottostante è essenziale per garantire una buona adesione e prestazioni dell’intonaco.
  • Eliminazione e trattamento dei sali. I sali accumulati nella muratura devono essere eliminati con speciali impacchi o trattamenti prima di intonacare. Il primo strato di intonaco deve essere di calce idraulica e pozzolana con una formulazione adatta per resistere ai sali. (Rinzaffo anti sali.)
  • Tempo di indurimento: Concedere un tempo di polimerizzazione sufficiente è fondamentale per garantire che l’intonaco sviluppi le proprietà e la resistenza desiderate.
  • Distacco dal fondo/pavimento: L’intonaco non deve toccare il marciapiede all’esterno o il pavimento all’interno.
7. Aspetto sostenibile ed ecologico:
  • Bassa impronta di carbonio: la produzione di calce idraulica naturale comporta un minor consumo di energia rispetto al tradizionale cemento Portland, contribuendo agli obiettivi di sostenibilità.
  • Riciclabilità: gli intonaci a base di calce sono riciclabili e possono essere riutilizzati, riducendo gli sprechi e sostenendo pratiche edilizie rispettose dell’ambiente.
  • Un intonaco di calce idrualica naturale non indurisce perché perde l’acqua come il cemento ma perché assorbendo CO2 dall’aria si ha la “carbonatazione” del supporto rendendolo praticamente una roccia calcarea. Resistente all’umidità. traspirante e inattaccabile dalle muffe.
8. Casi di studio e storie di successo:
  • Restauri di edifici storici: molti edifici storici hanno utilizzato con successo intonaci a base di calce idraulica naturale nella bonifica dell’umidità di risalita, preservando l’autenticità delle strutture e affrontando i problemi di umidità.

In conclusione, l’uso strategico degli intonaci, in particolare quelli di sola calce idraulica fornisce un approccio versatile e sostenibile alla bonifica dell’umidità di risalita. Questi materiali non solo offrono rivestimenti protettivi e traspiranti, ma si allineano anche alle pratiche di costruzione rispettose dell’ambiente, contribuendo alla salute e alla resilienza a lungo termine delle strutture.

Barriere chimiche per l’umidità di risalita

Le barriere chimiche costituiscono un approccio ampiamente utilizzato ed efficace nella lotta contro l’umidità di risalita. Sfruttando vari composti e tecniche di iniezione, questi metodi mirano a creare una barriera idrorepellente all’interno dei materiali da costruzione, impedendo il movimento verso l’alto dell’umidità. Ecco un’esplorazione approfondita dell’uso delle barriere chimiche nella mitigazione dell’umidità di risalita:

1. Iniezione di barriera impermeabile All’umidità:
  • Processo: Questo metodo prevede l’iniezione di uno strato chimico impermeabile direttamente nella parete interessata, creando una barriera contro l’umidità di risalita.
  • Prodotti chimici comuni: silano, silossano e altri prodotti chimici idrofobici sono spesso utilizzati per le loro proprietà idrorepellenti.
2. Trattamenti silanici e silossanici:
  • Agenti idrofobici: il silano e il silossano sono composti idrofobici che penetrano nella struttura porosa dei materiali da costruzione.
  • Riduzione della tensione superficiale: riducono la tensione superficiale del materiale, rendendolo meno incline all’assorbimento capillare.
3. Sistemi di gel per iniezione:
  • Gel viscosi: I gel contenenti composti idrorepellenti possono essere iniettati nella muratura, formando una barriera mentre si solidificano.
  • Penetrazione efficace: questi gel possono penetrare efficacemente nei capillari della muratura, creando uno strato protettivo duraturo.
4. Barriere a base di silicati:
  • Soluzione alcalina: isolamento a base di silicati prevedono l’iniezione di una soluzione alcalina nella parete, reagendo con i materiali da costruzione per formare una barriera resistente all’acqua.
  • Mineralizzazione: Il processo favorisce la mineralizzazione dei materiali porosi, aumentandone la resistenza all’umidità.
5. Vantaggi delle barriere chimiche:
  • Le applicazioni di barriera chimica sono realativamente invasive e se le murature non sono troppo spesse, richiedono piccoli fori per le iniezioni.
  • Compatibilità: Sono compatibili con vari tipi di muratura e sono adatti sia per edifici vecchi che nuovi.
  • Installazione rapida: il processo di richiesta è relativamente rapido e riduce al minimo i disagi per gli occupanti.
6. Considerazioni e limitazioni:
  • Valutazione del sito: una valutazione approfondita dell’edificio e dei suoi materiali è fondamentale per determinare le sostanze chimiche e i metodi di iniezione più appropriati.
  • Integrazione con gli isolamenti esistenti: le barriere chimiche devono essere progettate per integrare o migliorare gli isolamenti esistenti per un’efficacia ottimale.
  • Nei vecchi edifici con muri molto spessi e/o disomogenei potrebbe essere difficile realizzare una barriera chimica efficace ed economica.
  • Le barriere chimiche hanno ovviamente una durata limitata, l’umidità si aprirà spazi diversi tra i capillari e la barriera perderà efficacia nel tempo. La qualità della barriera e della posa è determinante nel risultato.
7. Monitoraggio post-applicazione:
  • Monitoraggio del contenuto di umidità: Il monitoraggio continuo dei livelli di umidità nell’area trattata è consigliabile per garantire il successo a lungo termine della barriera chimica.
  • Adattamento e rinforzo: le valutazioni periodiche consentono di apportare modifiche o rinforzi in base alle esigenze, garantendo una protezione duratura.
8. Alternative ecologiche:
  • Formulazioni a base d’acqua: alcune moderne soluzioni di barriera chimica sono a base d’acqua, riducendo al minimo l’impatto ambientale e allineandosi alle pratiche di edilizia sostenibile.

In sintesi, l’uso di barriere chimiche nella mitigazione dell’umidità di risalita offre una soluzione versatile ed efficiente. Dai tradizionali metodi di iniezione agli innovativi sistemi di gel, questi approcci forniscono un’efficace linea di difesa contro le infiltrazioni di umidità. Una valutazione approfondita del sito e un’attenta applicazione sono fattori chiave per ottenere risultati ottimali.

Gestione del sale nei muri umidi CON risalita: comprensione, rilevamento e bonifica
1. Introduzione alla salinità nei muri umidi per risalita:
  • I sali sono spesso presenti nelle pareti umide di risalita perché il movimento verso l’alto dell’umidità trasporta i sali disciolti dal terreno. Inoltre sono contenuti nelle malte e leganti, specialmente cementizi.
  • Contributo al danno: L’accumulo di sali può esacerbare i problemi di umidità di risalita, portando al decadimento strutturale e al deterioramento estetico, in pratica è proprio il sale che cristallizzando si espande, a rompere l’intonaco o il mattone, non è l’umidità.
2. Tipi di sali:
  • Cloruri, nitrati, solfati: i sali comuni che si trovano nei muri umidi in risalita contribuiscono a diverse sfide e richiedono approcci di bonifica specifici.
3. Tecniche di rilevamento:
  • Ispezione visiva: i depositi di sale visibili sulle pareti possono essere un indicatore iniziale, ma non tutti i sali si manifestano visibilmente.
  • Analisi di laboratorio: il campionamento e l’analisi di laboratorio dei materiali delle pareti aiutano a identificare i tipi e le concentrazioni di sali presenti.
4. Effetti dell’accumulo di sale:
  • Efflorescenze: i sali possono migrare sulla superficie delle pareti, formando depositi cristallini bianchi noti come efflorescenze. Ciò non solo influisce sull’estetica, ma può indicare problemi di umidità in corso.
  • Natura igroscopica: molti sali sono igroscopici, il che significa che assorbono l’umidità dall’aria. Questa proprietà può contribuire a condizioni di umidità persistente all’interno delle pareti.
5. Comprendere l’impatto sui materiali da costruzione:
  • Corrosione: i sali possono accelerare la corrosione dei componenti metallici all’interno delle pareti, come i tiranti e i rinforzi.
  • Deterioramento della muratura: La cristallizzazione dei sali all’interno dei pori della muratura può portare alla scheggiatura e al decadimento del materiale da costruzione.
6. Strategie di rimedio:
  • Intonaco resistente al sale: l’applicazione di un intonaco resistente al sale è fondamentale per contenere la migrazione dei sali e prevenire le efflorescenze sulla superficie.
  • Tecniche di estrazione del sale: Vari cataplasmi e metodi di impiastro possono essere impiegati per estrarre fisicamente i sali dal muro.
7. Trattamenti chimici:
  • Rimozione selettiva del sale: soluzioni chimiche che dissolvono e rimuovono selettivamente sali specifici possono essere applicate per mitigarne l’impatto.
  • Neutralizzazione: I trattamenti alcalini possono neutralizzare i sali acidi, riducendone la natura igroscopica.
8. Misure preventive:
  • Affrontare la causa principale dell’umidità di risalita, come lo scarso drenaggio, può aiutare a prevenire l’ulteriore accumulo di sale.
  • Barriere a prova di umidità: L’installazione o il miglioramento di corsi a prova di umidità può fungere da misura preventiva, riducendo l’ingresso di sali.
  • Tutti gli altri metodi già visti per ridurre o fermare la risalita.
9. Monitoraggio e manutenzione:
  • Ispezioni regolari: Le ispezioni periodiche sono essenziali per monitorare i livelli di sale e affrontare tempestivamente eventuali segni di efflorescenza.
  • Manutenzione guiane e barriere garantire l’efficacia delle barriere nel tempo contribuisce al controllo continuo del sale.
10. Considerazioni sugli edifici storici:
  • Approcci di conservazione: negli edifici storici, un approccio orientato alla conservazione è fondamentale, con l’obiettivo di preservare il tessuto originale affrontando al contempo le questioni legate al sale.
  • Materiali traspiranti: La scelta di materiali traspiranti per riparazioni e intonaci aiuta a gestire l’umidità e la dinamica del sale. Solo la calce idrualica naturale con addittivi pozzolanici ha questa efficacia.

In conclusione: la gestione della salinità nei muri umidi a causa della risalita richiede una comprensione dei tipi di sali coinvolti, del loro impatto sui materiali da costruzione e di strategie di bonifica mirate. Affrontando le cause alla radice, impiegando trattamenti appropriati e incorporando misure preventive, è possibile mitigare gli effetti dannosi dell’accumulo di sale e preservare a lungo termine.

VIII. Soluzioni che non risolvono il problema dell’umidità di risalita

  • Il trattamento dell’umidità di risalita capillare nelle murature non è semplice ma condelle corrette analisi e piani per il risanamento tenendo conto di tutti i fattori si possono ottenere ottimi risultati. Al contrario la maggior parte delle volte si procede basandosi su arbitrari che non funzionano. Idee preconcettte, tradizioni. Citiamo alcuni dei più diffusi:
  • Il vespaio “aerato” scavato su case vecchie non può risolvere l’umidità nei muri perché non potrai mai essere fatto sotto le fondazioni o muri portanti. Spesso peggiora la situazione, nel caso di interrati o seminterrati non può essere aerato e quindi le idee per “aerarlo” rasentano il ridicolo. Approfondisci.
  • La contro-parete specialmente se di cartongesso non solo non funziona ma in breve tempo potrebbe trasformarsi in un ricettacolo di muffe e funghi.
  • I fori per arieggiare. Non deumidificano ma permettono l’entrata di freddo, caldo, insetti etc. Si tratta di una vera bufala. Specialmente adesso che si tende a creare case ben coibentate e arieggiate si tratta di soluzioni ridicole.

IX. Falsa umidità di risalita

  • Concetto: la classica umidità di risalita nelle murature è causata da mancanza di barriere orizzontali alla risalita per capillarità e da fenomeni di infiltrazione, elettrostatici dal terreno. Tuttavia se l’acqua tocca o si infiltra nella parte bassa di una muratura risale sempre verso l’alto. Questo fenomeno è simile all’umidità di risalita ma si tratta di un fenomeno completamente diverso che va affrontato diversamente.
  • Esempi: una casa in costruzione barriere orizzontali prive di difetti rimane a incompleta e le intemperie causano allagamenti dei massetti. Col tempo l’umidità risale sulla muratura nei primi centimetri, non proviene dal terreno.
  • Una perdita, allagamento, temporale molto forte accumulano qualche centimetro di acqua sul pavimento che bagna anche i muri laterali. L’umidità risale sui muri mentre si asciuga e non è umidità di risalita classica.
  • Condensa o acqua all’interno del vespaio che risale sulle murature.
  • Perdite da tubi, pluviale, marciapiedi esterni e simili.
  • Pavimenti molto freddi causano fenomeni di condensa nella parte bassa del muro che di conseguenza si degrada, sfogliando pitture o intonaci.

Sommario: per risolvere l’umidità nelle murature è importante saper distinguere i vari tipi di umidità e la loro origine, definie “umidità di risalita” qualsiasi fenomeno di degrado della parte bassa del muro è un sistema diagnostico pigro e raramente porta ad una vera soluzione.

X. Soluzioni sostenibili di prevenzione all’umidità di risalita

  • Tecnologie verdi: l’utilizzo di materiali ecologici e sostenibili nelle soluzioni di impermeabilizzazione all’umidità è in linea con le moderne considerazioni ambientali.
  • Progettazione integrata dell’edificio: l’implementazione di principi di progettazione adeguati fin dall’inizio elimina o riduce il rischio di umidità di risalita e i problemi associati. In pratica le case moderne devono essere costruite con barriere orizzonatli isolanti dall’umidità.

In conclusione, l’umidità di risalita è un problema complesso influenzato da una combinazione sia di fattori naturali che indotti dall’uomo.

Affrontare queste cause richiede una comprensione completa dell’ambiente, della costruzione e della storia di manutenzione dell’edificio per implementare misure preventive e correttive efficaci. Richiede la conoscenza delle tecniche di risanamento e dei vari tipi di umidità per evitare di confondere altre forme di umidità o muffa con l’umidità di risalita dal terreno.


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