Stufa a pellet: muffa e altri 3 difetti

Stufa a pellet: cosa c’entra con la muffa?

stufa a pellete e muffa in casa

C’entra eccome e non è l’unico difetto della stufa a pellet, stufe a legna e caminetti.

Cos’è una stufa a pellet, quanti tipi ce ne sono?

La stufa a pellet è un retaggio degli anni 80-90. Dopo la crisi del petrolio la stufa a legna e il caminetto erano tornati di moda. Purtroppo inquinano, fanno polvere, fumo, emettono montagne di gas serra e i camini disperdono la maggior parte del calore all’esterno.

A quel tempo la sensibilità per l’ambiente era scarsa mentre il problema più evidente era la scarsa praticità. La legna ingombra e dopo un po’ passa il romanticismo dei ciocchi. La soluzione è stata sminuzzare la legna in palline (pellet = palline, pallottole – di legno e derivati). In questo modo si ha anche la possibilità di bruciare di tutto.

È difficile automatizzare la stufa a legna, al contratrio il pellet può essere “aspirato” direttamente con un semplice meccanismo a vite. Tutto automatico e pulito.

Dato che il pellet sporca e inquina meno della legna ci hanno aggiunto “bio” o “eco” e bingo! Risparmio energetico vince. Nel nome del risparmio energetico ci siamo riempiti di case incartate nella plastica e stufe a pellet e al legna che emettono PM10 come se non ci fosse un domani.

I produttori dividono il tipo di stufa a pellet in: a) riscalda l’aria o b) riscalda l’acqua (termosifoni etc.)

Per i nostri scopi (ci occupiamo solo di umidità e muffa) la stufa a pellet (o legna) è “puntuale” o “centralizzata”.

Le stufe a legna e a pellet puntuali riscaldano l’aria in un punto ben preciso della casa e sono quelle che possono propiziare condensa e muffa e di cui trattiamo in questo articolo.

In che modo la stufa a pellet può fare la muffa?

La stufa a pellet, come la stufa a legna o altre stufe puntuali, non produce la muffa di per sé, ma può creare facilmente le condizioni per cui si forma la muffa in casa. Umidità di condensa e muffa sono “una questione di fisica.”

Una stufa a pellet sviluppa un notevole calore nell’area circostante con temperature che arrivano anche sopra i 25° o 30°. L’aria calda può contenere una gran quantità di umidità. Contenere umidità significa che “ci sta e non si condensa”.

Così è nata la leggenda delle stufe a pellet che “seccano l’aria” e “diminuiscono l’umidità.” – Qualcuno le vende anche come “soluzione” all’umidità di risalita.

La stufa a pellet puntuale dirama calore per tutta la casa, causando uno squilibrio termico enorme nei confronti del resto delle stanze. Se è l’unico riscaldamento utilizzato non sarà mai omogeneo.

Gli abitanti di una casa con una zona molto più riscaldata, concentreranno lì le loro attività accumulando umidità in quella zona senza problemi; purtroppo nascono nelle altre stanze dove l’aria calda si sposta.

Come abbiamo spiegato in altri articoli se una massa d’aria viene raffreddata aumenta la sua umidità relativa. Es: aria a 30° con 50% di umidità raffreddata a 20° diventa aria con + del 80% umidità. Infatti si chiama Umidità Relativa. Raltiva a cosa? Alla temperaura!

L’aria più calda si muove sempre verso l’aria più fredda mai il contrario. E così dal soggiorno dove c’è la stufa si muove verso le camere o altri piani.

Se hai muffa in camera pensi che il problema sia in camera ma non è detto! Di solito ti dicono “c’è troppa umidità in camera”o “colpa del muro a nord” “hai il ponte termico” – ok ma l’origine dell’umidità qual è?

Storia vera: La grande casa monofamiliare a 2 piani piena di muffa e le soluzioni di vari esperti

In una diagnostica per muffa che aveva invaso le camere di una casa a due piani abbiamo notato una potente stufa a pellet in cucina/soggiorno, così calda che non si poteva neanche avvicinarvisi. Il proprietario ne era abbastanza orgoglioso. Diceva che scaldava tutta la casa.

Gli abitanti passavano la maggior parte del tempo nell’ampio soggiorno, i figli di giorno erano a scuola o a fare sport per cui “cosa serve” riscaldare il resto della casa?

Il calore dalla stufa a pellet raggiungeva tutte le stanze fino al piano di sopra, solo che la temperatura diminuiva sempre più finché la stanza più lontana era gelida.

E in una stanza ghiacciata cosa ci metti? Le scarpe, tute da ginnastica, giacche a vento, scarponi, pattini, sci, bicicletta, scarpe infangate, borsoni con la divisa del calcetto, tutto bello umido. Le camere erano piene di muffa.

Il proprietario era stato quasi convinto da un “tecnico” ad installare una VMC (Ventilazione Meccanica) perché per risolvere la muffa bisogna “arieggiare.” Lo sanno tutti anche ammiocuggino.

L’alternativa diun altro tecnico era un costoso macchinario brevettato garantito, poi c’era il kit pittura del guru no-muffa che ha risolto casi in tutto l’universo. Sconto solo per oggi (termina domenica etc).

L’imbianchino locale proponeva di cartongessare le camere, e c’era chi suggeriva un dispositivo naturale per umidità di risalita perché l’umidità “arriva dal seminterrato.” La pittura termica anticondensa con le “sferette” era già stata data l’anno prima con scarso successo.

Nessuno aveva fatto un’indagine termografica o diagnostica seria prima di proporre soluzioni “garantite.”

Avrebbero speso un sacco di soldi di aeratori con recupero del calore senza nessun calore da recuperare – La vera causa era la grande stufa a pellet e cattiva gestione del riscaldamento!

L’aerazione e l’isolamento delle pareti, sono fondamentali per il comfort abitativo e per evitare condensa e muffa tanto quanto la corretta gestione del riscaldamento!

Se una stanza non viene riscaldata è inutile installare aeratori o cercare altri motivi e soluzioni brevettate.

Una stufa a pellet puntuale non può riscaldare omogeneamente tutta l’abitazione, specialmente se è grande, a più piani o se si chiudono le porte.

Il discorso vale anche per la stufa a legna se si riempie la casa di muffa le persone danno la colpa a tutto e a tutti, mai penserebbero alla stufa a pellet.

Inutile specificare che la stufa a pellet o a legna non è l’unico motivo per cui si forma la muffa in una casa ed è per questo che insistiamo che non esiste un “rimedio” per la muffa, si deve prima trovare la causa e per trovarla può servire un certo lavoro non solo un “sopralluogo gratuito / videochiamata.”

Stufa a pellet stufe a legna – PM10 e risparmio energetico

La stufa a pellet oltre a favorire la formazione di condensa e muffa ha un altro difetto. Non sono così ecologiche come possiamo pensare.

Tanto per cominciare non tutte le stufe sono di Classe A e non tutti i pellet sono di qualità, alcuni sono “PM10 concentrato”, possono contengere la qualunque, anche il veleno per topi orientali.

I calcoli delle prestazioni energetiche per fare i paragoni con altri sistemi di riscaldamento li fanno con la BTA (best tecnology available = la miglior tecnologia disponibile) e non è detto che sia proprio quella che ha in casa la maggior parte della gente. Anzi.

Stufe a pellet, a legna e caminetti emettono montagne di gas serra e di particolato (PM10), inquinano molto di più del riscaldamento a gas. È vero, il pellet di alta qualità produce molta meno PM10 di quello di scarsa qualità e in generale meno della legna, ma chi compra il pellet guarda il prezzo o le emissioni?

Stufe a pellet, a legna e caminetti non sono così green; puzze, fumo e polveri ristagnano durante l’inverno. Tendiamo a dare la colpa alle automobili il che poteva essere vero 40 anni fa. Attualmente il 50% circa del PM10 è prodotto da combustione di biomassa come legna e pellet.

Siamo arrivati al punto che i Carabinieri devono dare la caccia al pellet illegale che inquina più di tutti (vedi sito ARPA).

Ufficialmente stufe e caminetti sono proibiti al di sotto di 3-400 metri di altezza ma chi li controlla?

Il pellet deriva da legna buona o aveva la muffa o altri contaminanti? (Nota: le stufe a pellet possono contribuire alla muffa anche è se il pellet umido o con muffa interna.)

Come la muffa viene favorita dalla stufa a pellet?

Questo paragrafo è più tecnico, cerchiamo di spiegare in modo semplice la fisica della condensa e cosa c’entra con la stufa a pellet puntuale.

Formazione della condensa e muffa.

Perché si formi condensa (umidità di condensa) ci sono due condizioni entrambe necessarie e sufficienti.

  1. T°si < T°rug dell’aria interna (Cioè: la temperatura superficiale del muro, pilastro, angolo etc. deve essere inferiore alla temperatura di rugiada dell’aria interna della stanza)
  2. ϕ relativa superficiale interna > 80% per lunghi periodi. (L’umidità relativa superficiale interna deve essere più del 80% per parecchi giorni o settimane. Nota: l’umidità superficiale non è quella che misuri in centro alla stanza, con 60% di umidità è possibile che in superficie del muro sia 80% o più.)

L’eccessiva umidità interna dipende da un bilancio sfavorevole tra la produzione di vapor d’acqua e la rimozione del vapore dall’ambiente. (cioè l’umidità che viene prodotta dagli abitanti della casa è più di quanta viene fatta uscire dalle finestre o sistema di ventilazione).

Cosa c’entra questo discorso sulla formazione di condensa con la stufa a pellet?

Supponiamo di avere in soggiorno 25° vicino alla stufa a pellet che “scalda tutta la casa” mentre in camera si e no arrivi a 16° – se misuri la temperatura superficiale del muro (es: nodo in angolo col soffitto) scopri che è 10° e hai già la condizione N.1 cioè “T°si < T°rug aria interna” = condensa è assicurata.

termografia-ponte-termico-muffa
In questa termografia le temperature del muro in angolo variano da 19° a meno di 15° con 4 gradi di sbalzo in pochi metri e varie zone ben sotto il punto di rugiada dove si può formare condensa e muffa.

Il muro in camera da letto magari con davanti un armadio-barriera massiccio, non riceverà mai il calore dalla stufa a pellet perciò rimane a temperature inferiori o vicine al punto di rugiada. L’umidità relativa sulla superficie del muro è più del 80% per lunghi periodi e quindi hai tutte due le condizioni ideali per la muffa. Elementare Watson.

Se poi la casa è datata (se hai la stufa a pellet è probabile) non sarà ben isolata termicamente e la probabilità di avere basse temperature in superficie dei muri come descritto sopra è altissima.

Nota: questo vale anche con un riscaldamento insufficiente o spento a termosifoni. Più info su come si formano le muffe in camera le trovi spiegate qui.

Secondo motivo per cui una stufa a pellet può favorire la formazione di muffa.

La sensazione di disagio termico ti fa sentire più freddo di quello effettivo. Così nessuno ha voglia di aprire le finestre. Di conseguenza l’umidità prodotta dagli abitanti (umani e animali) non esce mai e si accumula in casa.

Una famiglia di 4 persone produce 12-14 litri d’acqua al giorno che, se non escono si accumulano nell’aria; aumentando l’umidità relativa e rendendo più semplice la formazione delle 2 condizioni descritte sopra. (Specialmente se hai belle finestre a tenuta stagna tipo “NASA”)

La stufa puntuale, gli spifferi dalle finestre, i muri meno isolati di altri o l’umidità di risalita (che rende più fredde le pareti in basso) – producono discomfort ambientale, quella “sensazione di freddo” e disagio che spinge a non arieggiare. Aumentando così l’umidità ambientale e di conseguenza la muffa. In pratica diventa un circolo vizioso.

La muffa finta della stufa a pellet non è nera è solo sporca come Calimero.

Un fenomeno abbastanza diffuso dove ci sono stufe ol altri sistemi che possono creare polveri sottili e fuliggine è quello della muffa nera (che alcuni chiamano muffa tossica) e che in realtà non è nemmeno muffa!

In pratica quello che succede è che come abbiamo visto, si forma facilmente dell’umidità di condensa superficiale sulle murature. A volte più essere molto poca appena accennata. le particelle di fuliggine causate dalla stufa a pellet, caminetto, sigarette, incensi etc. si appicciano alla condensa superfiale e pian piano formano uno strato nero che sembra muffa.

Scommettiamo che quasi tutti i muffologi con i loro rimedi brevettati e soluzioni infallibili e le società leader e lo sconto che termina domenica ti dicono che è muffa nera, nociva, tossica. Invece è solo sporco. Fuliggine. Polveri sottili appiccicate sul muro dalla condensa superficiale.

Polveri causate da combustione e se hai una stufa o caminetto, se fumi in casa o ti diletti con gli incensi è molto probabile che tutta o parte della muffa sia fake.

CITAZIONI NORMA UNI 13788 – Definisce i criteri di progettazione per prevenire: FENOMENI IGROMETRICI DI SUPERFICIE E CONDENSAZIONE INTERSTIZIALE

  • Le cause della formazione della condensa possono schematicamente essere ricondotte a:

    Errori progettuali
  • inadeguato isolamento dei ponti termici; (servono indagini termografiche per dimostrarli)
  • conducibilità dei materiali in condizioni di esercizio diversa da quella nominale;
  • spessori delle pareti troppo esigui;
  • inadeguato controllo dell’umidità relativa all’interno degli ambienti (persone, asciugatura, sviluppo di
  • vapore dei bagni ecc.);
  • utilizzo di serramenti a elevata tenuta senza provvedere ai ricambi d’aria (muffa anche in Classe A)

    Errori di installazione
  • errata posa in opera degli isolanti (di solito cambiando finestre in case vecchie ma anche in Classe A):
  • spessore degli isolanti inferiore a quelli di progettazione;
  • degrado dei materiali isolanti nel tempo;
  • impiego di intonaci plastici esterni (eliminano la traspirazione della parete);
  • mancata protezione delle murature in posa in opera (la parete non ha tempo e modo di asciugarsi a
  • seguito del suo successivo veloce completamento, succede più spesso di quanto non si creda);
  • impiego di tipologie di pareti che innescano fenomeni di condensa interstiziale (cartongessi, contro-pareti varie);

Errori di conduzione (causati dagli abitanti e non dalla casa)

  • insufficiente ventilazione degli ambienti;
  • intermittenza del riscaldamento con raffreddamento soprattutto delle pareti esterne di notte e di conseguenza l’accumulo di umidità (una forma di questo è proprio l’uso errato della stufa a pellet);
  • mancanza di cappa di aspirazione in cucina (deve espellere all’esterno e deve essere usata!)

RIMEDI PER LA MUFFA E CONDENSA SECONDO LA NORMA UNI 13877

  • Un’appropriata ventilazione è uno dei possibili rimedi per evitare il raggiungimento dell’umidità superficiale critica (80%)
  • Aumentare la Temperatura interna (che in caso di stufa a pellet significa usare anche altro riscaldamento o omogeneizzarlo)
  • Abbassare l’umidità relativa interna (deumidificatore o arieggiare, VMC)
  • Incrementare la circolazione d’aria vicino alla superficie (metti un ventilatore o convettore vicino al famoso armadio…)
  • Agire sulle caratteristiche termiche dell’involucro: incremento della resistenza termica unitaria del componente che comporta un aumento della Tsi ed allontanamento dalle condizioni di umidità superficiale critica (cappotto interno antimuffa per un singolo appartamento o esterno in condominio.)

Devo buttare la stufa a pellet?

Speriamo che si trovino forme sempre più efficaci per ridurre le emissioni di inquinanti e gas serra. Nel frattempo usa solo pellet e stufe di qualità, tieni pulito e fai attenzione a non creare chock termici. Il riscaldamento deve essere omogeneo, sia con le stufe che con qualsiasi tipo di riscaldamento. Nel tempo e nello spazio.

Se hai problemi la muffa segui i consigli di questo articolo e blog. Arieggia e riscalda regolarmente. Probabilmente credi di farlo bene ma se hai la muffa non è così.

Richiedi gratuitamente la nostra Guida per Evitare muffa e Condensa

Nota: se anche arieggiando e riscaldando correttamente come descritto nella nostra guida, si forma ancora muffa in casa, molto probabilmente ci sono dei difetti strutturali. In tal caso non servono a niente i consigli di facebook e gli esperti di Youtube, i vari “test per scoprire che muffa hai” o se hai la “muffa tossica“, i “kit brevettati” o i rimedi “della nonna” servono solo a spendere soldi inutilmente.)

Richiedi una diagnostica tecnica per trovare la causa della muffa o condensa in casa.

Compila il modulo per richiedere la Guida Come Evitare Condensa e Muffa o richiedere una consulenza diagnostica. Ti contatteremo entro 24 ore.

Odore di Muffa: 5 passi per trovarne l’origine quando non si vede muffa

Odore di muffa di solito è accompagnato da muffa visibile ma a volte si sente l’odore e non si vede alcuna muffa!

O dopo un trattamento di rimozione della muffa si sente ancora odore di muffa nell’ambiente.

A volte non tutti lo sentono, solo alcune persone più sensibili o allergiche si lamentano di un odore di muffa persistente.

L’odore di muffa o “cantina” dà fastidio a tutti ma può essere pericoloso e dare perfino problemi neurologici alle persone allergiche, così come la muffa vera e propria.

Cosa causa l’odore di muffa?

odore-di-muffa-penicillium
Penicillium la tipica muffa che cresce in casa.

Le muffe come abbiamo visto in altri articoli sono organismi viventi, nel loro metabolismo producono gas che rientrano nella definizione di VOC o MVOC. (come noi)

VOC significa Composti Organici Volatili e MVOC è la stessa cosa con aggiunta della M di Microbici.

Nel nostro caso si tratta di emissioni di gas da parte delle muffe cresciute in casa, sui muri, mobili, tappetti, bagni e quant’altro.

I VOC e MVOC sono sostanze organiche volatili, vengono prodotte anche da altre sorgenti, non solo dalle muffe.

In base alle normative non devono esistere nei materiali edili o devono rimanere al di sotto di una certa quota per ragioni sanitarie.

Da qualche anno tutte le pitture e i materiali edili riportano in etichetta la quantità di VOC, il top è avere un materiale con VOC zero come il nostro cappotto antimuffa.

Le muffe producono anche sostanze chiamate betaglugani; VOC, MVOC e beta glucani hanno un odore e quindi sono utili segnali della presenza di muffe. (Composti volatili che noi chiamiamo “odore di muffa” o di fungo, o di cantina.)

COME ELIMINARE L’ODORE DI MUFFA

L’odore di muffa è un indicatore della presenza di muffa e si risolve eliminando la muffa, come abbiamo descritto in altri articoli o con un servizio professionale di disinfestazione.

La cosa importante non è rimuovere la muffa ma la causa della muffa. E per trovare la causa a volte è semplice altre volte si deve lavorare e studiare l’ambiante.

In molti siti sulla casa potrai leggere un sacco di stupidaggini che dicono che “bisogna trovare la causa della muffa” ma poi sono sponsorizzati da ditte che alla fine dell’articolo ti suggeriscono per qualsiasi problema la loro pittura miracolosa da 800€ o altro costoso fenomeno brevettato da 100 anni ecc.

Il punto è che la “causa della muffa” non la trova un venditore (che prima vendeva materassi o depuratori o enciclopedie) e nemmeno un finto tecnico con un termometrino mandato da una ditta che per forza deve vendere quel prodotto/i.

La causa della muffa la trova chi la conosce e chi la sa cercare, a volte serve un’indagine complessa. Indagini che non sono “sopralluoghi gratuiti”. I sopralluoghi “gratuiti in tutta Italia” spesso nascondono un prezzo altissimo per la presunta soluzione. Chi la acquista paga anche per tutti i sopralluoghi gratuiti di chi non compra niente.

Attenzione: l’odore di muffa o di “cantina” o di “umido” non viene prodotto solo dalla muffa vera ma anche da batteri, lieviti ecc. che possono essere presenti nelle case o seminterrati.

Per esempio, in un muro affetto da umidità di risalita capillare dal terreno ci possono essere scrostamenti di intonaco ed efflorescenze saline, senza alcuna muffa ma genera lo stesso l’odore tipico a causa di microrganismi che vivono nel muro umido. In tal caso si deve risolvere l’umidità di risalita e non la muffa.

Supponiamo che la muffa sia stata rimossa. In questo articolo ci occupiamo del caso in cui nonostante il trattamento o risanamento si sente ancora “odore di muffa”.

A volte lo sente solo una persona o si sente “solo in certi momenti”. L’odore di muffa va e viene. Che fare?

La prima cosa è verificare che non sia rimasta della muffa nascosta. Muffa nascosta dietro o sopra un armadio, dietro un pensile della cucina, tappeti, intercapedini, cartongessi. (dietro i cartongessi succede di tutto).

A volte dopo un trattamento con ozono rimane un odore peggiore dell’odore di muffa. Che non se ne va.

Per sanificare ed eliminare la muffa si è “esagerato con l’ozono”. L’ozono va usato da persone competenti. Si tratta di una molecola altamente reattiva, se un locale viene troppo bombardato di ozono la molecola potrebbe ossidare e combinarsi con qualche materiale delicato tipo la plastica e “cuocerla” lasciando un odore simile all’odore di muffa o comunque sgradevole e persistente. L’ozono va bene nei luoghi asciutti e usato con parsimonia.

Esistono anche delle muffe che non emettono sempre “odore di muffa” ma solo in certe condizioni, quando diminuisce l’umidità o quando viene molestata per cercare di toglierla o quando cambia il tempo…

Se dopo aver ispezionato per residui di muffa e corretto i trattamenti malfatti non si riesce ad individuare da dove viene l’odore, consigliamo questo sistema in 5 passi individuare la zona da dove proviene l’odore di muffa.

5 passi per trovare l’origine dell’odore di muffa invisibile

Procurati i seguenti articoli:

  • Rotolo di alluminio pulito nuovo;
  • Tovaglioli di carta (o garze sterili) senza profumo nuovi;
  • Nastro adesivo colorato facilmente rimovibile;
  • Guanti tuta e protezioni usa e getta nuovi.
Articoli necessari per trovare odore di muffa nascosta

È importante che gli articoli siano nuovi, sigillati e non profumati, non devono avere alcun odore.

2) Indossa guanti e tuta usa e getta (nuova) e copri scarpe per non contaminare i siti con altri odori piega il tovagliolo in quattro fino a formare una specie di tampone.

Appoggia il tampone su una superficie da verificare per odore di muffa, es: un muro, una contro parete, un armadio, un tappeto, tende di plastica, piastrelle ecc. E coprilo con un pezzo di alluminio grande quattro volte il tampone.

Fissa tutto con nastro adesivo colorato. Prendi nota delle posizioni.

3) Posa molti di questi tamponi in differenti zone da testare per odore di muffa. Non dimenticare i posti nascosti, dietro pannelli, cassette dell’acqua, sotto i letti ecc.

Non toccare più l’alluminio e lascia il test per 24 ore senza che nessuno li tocchi.

Applicazione del sistema per individuare sorgente dell’odore di muffa nascosta

4) Dopo 24 ore apri un tampone alla volta prendendolo da un angolo, staccalo velocemente dalla superficie e chiudilo all’interno dell’alluminio. Fai un “pacchetto” e portalo fuori all’aria aperta.

5) La persona designata per fare il test deve rimanere fuori all’aperto al riparo dal vento e odori. Devi usare una persona con un ottimo olfatto e che conosca l’odore di muffa. La persona che si lamenta di sentire l’odore di muffa in casa sarebbe la migliore per il test.

Stacca, chiudi e porta all’esterno per il test un pacchetto con il tovagliolo alla volta. Fallo aprire Alla persona da un angolo abbastanza per infilarci il naso, non completamente. La persona che esegue il test deve annusarlo immediatamente dopo l’apertura. Non dirle da quale punto della casa arriva il pacchetto.

Proseguendo con il test si dovrebbe riuscire ad identificare la zona esatta che produce l’odore di muffa, la quale andrà poi ulteriormente investigata, o pulita, disinfettata o rimossa completamente.

Potrebbero esserci più zone che producono l’odore.

Il test per l’odore di muffa non ha valore scientifico ma funziona ed è replicabile. Ha scovato nella maggior parte dei casi l’origine del problema, specialmente nella case con tappezzerie, cartongessi, intercapedini, moquette, ecc.

È empirico e pratico, puoi farlo se stai attento a seguire le istruzioni e a non contaminare i campioni.

Esistono analisi scientifiche e strumentali per individuare i gas, i VOC, MVOC e odore di muffa, di gas o qualsiasi altro elemento incluse le muffe.

Ci sono vari test che si possono fare ma a quel punto si chiamano in causa i laboratori di analisi.

Test vari per muffa e odore di muffa

Il fatto di trovare VOC o MVOC con analisi di laboratorio non significa automaticamente che ci sia presenza di muffa. Significa solo che ci sono i VOC. Potrebbero uscire da un mobile o una pittura o entrare dalla finestra.

Da qualche anno fa “figo” proporre un test per scoprire “che muffa hai in casa? ” non si sa mai che ci sia una “muffa tossica? “la muffa cancerogena”, un lupo mannaro o la morte nera. Le terribili “micotossine” e altri paroloni per spaventarti e farti sganciare soldi.

Esistono dispositivi per fare il test dell’aria che la aspirano e la analizzano, oppure la fanno andare su un terreno di coltura biologico e viene analizzata in laboratorio. Oppure si fanno i “tamponi” sulle superifici.

Sono strumenti e metodi usati da un microbiologo, non da un venditore che ti lascia la capsula di Petri sul comò e non la porta neanche in laboratorio.

Un test con tamponi a contatto sulle superfici portati in laboratorio , prelevati prima e dopo una sanificazione è una valido test per verificare la presenze o assenza di microorganismi, batteri e lieviti e per l’efficacia della sanificazione.

Le analisi dell’aria con macchinari speciali di solito servono per ambienti che devono essere sterili o stare al di sotto di certi valori come le ditte alimentari ecc. Non servono a casa tua solo perché c’è odore di muffa o mufffa sul muro.

Dispositivo analisi aria muffe batteri

Lasciare una capsula di Petri all’aria in camera da letto non serve molto. Però fa effetto.

La risposta a questi “test” sulla muffa o sull’acqua è prefabbricata, il risultato è che devi comprare la pittura o una macchina magica antimuffa e se firmi oggi c’è un mega sconto.

Le spore di muffa possono posarsi in un muro e non dare fastidio per anni o andare via quando pulisci. Il trucco è non farle fiorire in casa.

Non ti serve sapere il nome scientifico della muffa che vive sul muro di casa tua, a meno che non abbia una particolare allergia diagnosticata. E c’è da dire che per individuare l’esatta muffa servono esami molecolari, di penicillium ce ne sono migliaia di specie… insomma hai capito.

Quello che ti interessa e che conta è che sia rimossa la muffa e/o l’odore di muffa.

Non è così importante “ucciderla” anche morte o dormienti possono emettere odore di muffa o allergie a chi ne soffre.

L’importante è che la muffa sia rimossa da casa tua e non si riformi.

Se hai un problema di muffa o di odore di muffa persistente che non si risolve contattaci.

Sopralluoghi gratuiti e diagnostiche a pagamento per umidità e muffa

I “sopralluoghi gratuiti” possiamo farli se sei vicino ma un’indagine tecnica seria non può essere gratuita.

Si devono usare strumenti tecnici costosi. A volte ci vuole una settimana per individuare con precisione la causa della muffa. A volte servono giorni per trovare un’infiltrazione al piano terra che magari inizia dal tetto. Perché dovrebbe essere gratis?

Se ci sono controversie proprietari/inquilini si deve poter stabilire in modo imparziale di che è la colpa. Ci sono norme UNI da rispettare in una diagnostica per muffa che possa essere portata davanti a un giudice.

E anche se fosse solo per risanare casa tua non significa che devi farla fare gratis al “cuggino” o a un incompetente.

I sopralluoghi gratuiti vengono ampiamente promossi per facilitare l’ingresso in casa di abili venditori.

Questo ovviamente non include i sopralluoghi per preventivi a persone già interessate ad un prodotto.

Lontani o vicini, gratis o a pagamento rispondiamo a tutti.

Puoi richiedere la nostra guida gratuita Come Evitare Muffa e Condense Arieggiando e Riscaldando Correttamente.

Molte persone hanno risolto il problema solo con quei consigli o consulenza via mail.

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Muffa in Camera: 5 cose che non ti spiegano bene

Muffa in camera che incubo! In bagno qualcuno la tollera ma la muffa in camera è considerata orrenda e pericolosa per la salute da quasi tutti.

Entri e senti odore di muffa. Apri le finestre per ore, usi profumi e incensi e rimedi new age e la muffa se ne fa un baffo.

Sei a letto la vedi nell’angolo in alto o la “senti” che si nasconde dietro l’armadio.

Su internet trovi i rimedi “della nonna” (che la nonna non conosce, perfino la candeggina ai suoi tempi si chiamava “varechina” ed era 100 volte più potente) li provi e la muffa si riforma.

Miscugli e spray fai da te di bicarbonato e olio di camaleonte.

La muffa ritorna. Provi gli spray del colorificio o supermercato. Niente.

Spesso si allarga ad altre stanze! Si dice che la muffa “cammina” in realtà cercando di toglierla smuovi le spore (invisibili) e le fai volare per tutta la casa.

Non ne puoi più e decidi di fare qualcosa per la muffa in camera.

L’imbianchino ti propone la super pittura termica-con-le-perline antimuffa, anti condensa, antimateria.

Per un po’ sembra ok poi la muffa in camera, in bagno ecc si riforma. E l’odore dentro l’armadio non se n’è mai andato.

Cerchi una soluzione definitiva per la muffa in camera.

Full immersion nei “siti di eseprti muffologi e antimuffa” dove trovi:

  • Video del patologo-muffologo-cartongessista;
  • gli esperti di muffa trentennali e i diagnostici certificati,
  • i soddisfatti o rimborsati;
  • i pittura maggika che riscalda i muri; la nanotecnologia; pittura che toglie l’inquinamento oltre alla muffa in camera;
  • la pittura brevettata antimuffa e condensa che costa 800€ a stanza;
  • tinta antimuffa alle “terre rare”, antiche ricette ecc. puzza …. ma non contiene chimica;
  • La macchina anti muffa in camera brevettata disegnata da Leonardo (in offerta solo per oggi);
  • gli analizzatori di muffa, questi sono perlopiù stranieri ma anche in Italia sta prendendo piede;
  • la “muffa che elimina la muffa”, i cristalli quantici e soluzioni spettacolari come le scatole a energia cosmica che eliminano umidità di risalita e ogni muffa e “umidità in casa”.

    Non sai cosa scegliere.

I peggiori sono gli “horror muffa” quelli che ti terrorizzano con paroloni scientifici (?) ti spiegano che la muffa in camera è tossica, la muffa è pericolosa, la muffa nera è cancerogena. La mamma di tre bambini asmatici (foto dei bambini in lacrime) ha toccato la muffa ed è morta. I bambini con la polmonite. Roba che il Covid non è niente in confronto alla muffa in camera.

Ti convinci che morirai se non fai qualcosa per la muffa in camera.

Questi presunti Piero Angela della muffa insistono sulla pericolosità della muffa e delle “micotossine” per vendere le lore pitture o soluzioni. Scientificamente però non esistono muffe sui muri di casa ritenute cancerogene e nessuna muffa è considerata di per sè tossica. Può essere un problema per persone allergiche o peggiorare malatite respiratorie e comunque è indice di un’ambiente non salubre.

Questi signori insistono sulla pericolosità delle “micotossine” ma non ti spiegano che le micotossine non sono sui muri e sono un problema che riguarda gli alimenti. Fanno male se ingerite con il cibo.

Le micotossine ritenute pericolose non hanno niente a che vedere con le muffe in camera o sui muri in Italia.

Non esistono nemmeno dei test di laboratorio per micotossine al di fuori dei test per il cibo. Quindi rilassati e chiudi quei siti che non servono a niente.

Se vuoi approfondire in questo articolo parliamo di muffe tossiche e micotossine.

Approfondiamo alcuni punti di cui “tutti parlano” ma nessuno ti spiega bene sulla muffa.

Pensiamo che più comprendi il soggetto e più potrai apprezzare la correttezza della soluzione che sceglierai per risolvere la muffa in camera.

Le cose sulla muffa in camera (o in casa) che non ti spiegano bene.

  1. Hai la muffa per via del ponte termico”
  2. Oppure: “hai la muffa in camera perché non apri le finestre”.
  3. E poi: “c’è troppa umidità” ci vuole una pittura termica”
  4. Attenzione “la muffa è velenosa ci sono le micotossine!”
  5. È per via dell’“umidità di risalita.”

Iniziamo dal primo. Cosa vuol dire la muffa in camera è causata dal ponte termico?

La cosa che non ti spiegano è che tipo di ponte termico causa muffa. È “normale” che ci siano ponti termici, non è detto che un ponte termico causi la muffa in camera.

Cos’è un ponte termico? definizione: Il ponte termico è quella zona locale e limitata dell’involucro edilizio che rappresenta una densità di flusso termico maggiore rispetto agli elementi costruttivi adiacenti.

Cosa significa? Che è un punto dell’involucro (es: angolo ecc) diverso per forma o materiali e lascia passare (fluire) diversamente il calore da quelli vicini.

Una parete si incontra con una zona di materiale diverso, un pilastro di cemento armato, la soletta del soffitto ecc. Queste zone “locali e limitate dell’involucro” lasciano fluire, trasmettono diversamente il calore.

Si chiama “ponte termico” perché fa da ponte (a livello termico) tra l’esterno e l’interno della casa.

Nei ponti termici in inverno il riscaldamento si disperde più facilmente verso esterno mentre in estate il caldo penetra più facilmente all’interno.

In Italia fino al 2005 non esistevano norme serie a riguardo per cui se la tua casa è stata costruita prima di allora, sarà piena di ponti termici, se è costruita dopo ne avrà molti meno, ma mai zero.

Così abbiamo case “colabrodo” che disperdono un sacco di energia ed alte emissioni di CO2.

Negli anni 70 si risolveva il problema con riscaldamenti sovra dimensionati. Un condominio aveva una caldaia da transatlantico che consumava un’enormità di gasolio, emetteva CO2 in quantità industriale. E non era strano avere in casa 23-24° tanto che si potevano tenere le finestre aperte in inverno.

Questa follia energetica aveva i suoi risvolti positivi. Infatti i riscaldamenti elevati “correggevano” qualsiasi ponte termico e con le finestre spifferose o addirittura aperte si avevano locali sempre aerati e poca muffa.

Dato che non possiamo continuare a inquinare e riscaldare il pianeta abbiamo normative che impongono di ridurre emissioni con cappotti, riscaldamenti più efficenti e riduzione dei ponti termici.

Cappotti fatti male e finestre montate male peggiorano la situazione e favoriscono la muffa

Abbiamo visto cappotti di polistirene su case vecchie di mattone pieno, senza nessun progetto o calcolo, fatti dal cugino imbianchino, si sono riempiti di muffa in camera e non solo!

Lo stesso si può dire delle finestre con caratteristiche da portello della Stazione ISS montate sui vecchi telai delle case anni 60. Con umidità di risalita al piano terra. Poi hanno la muffa “intorno alle finestre”.

Una casa con “zero ponti termici” è un’ideale ma non esiste. Nelle case nuove in classe A super coibentate con ponti termici al minimo si forma un sacco di muffa e quindi non è il ponte termico la causa della muffa.

Dare la colpa della muffa in camera al “ponte termico” senza diagnostiche strumentali è un errore. Se misuri un angolo nel soffitto con un termometrino “laser” è sempre più freddo della parete ma non è detto che sia un problema serio.

Se la muffa si forma anche con ponti termici ridotti al minimo (es Classe A) perché ti dicono che è il ponte termico che causa la muffa in camera? Perché prima di cambiare le finestre non c’era nessuna muffa? E non c’era muffa con l’altro inquilino? O prima di cambiare caldaia, o valvole termostatiche ai radiatori?

Perché non era il ponte termico la (sola) causa della muffa.

Per formare o favorire muffa e condensa un ponte termico deve essere “critico” che porta la zona ad essere fredda in modo critico. Quanto? Dipende dalle zone geografiche. Deve essere più fredda di un punto ben preciso. Il “punto di rugiada” e il “punto di rischio muffa” che è diverso per ogni area o periodo dell’anno ecc. e si può calcolare.

Quando un ponte termico è così “critico” da creare muffa in camera?

I venditori sono sempre molto sicuri di quello che dicono ma tecnicamente si devono specificare i paletti e fare misurazioni serie prima di sparare a caso.

muffa-in-camera-termografia-ponte-termico
Un vero ponte termico critico che causa muffa

Vari software calcolano in base alle normative, a parametri fisici e caratteristiche dei materiali delle pareti e zone geografiche, a quale temperatura un muro o un “ponte termico” non deve arrivare per essere sicuri che non si formi la muffa o la condensa.

Agosto non è gennaio e Roma non è Aosta. Si possono progettare case senza ponti termici critici. E possiamo sapere a che temperatura superficiale del muro c’è “rischio muffa” e “rischio condensa” per qualsiasi casa e zona geografica.

tabella con valori rischio muffa e condensa
Due tabelle calcolare per una località in montagnain Trentino e Una Al Sud al mare a Taranto.

Nelle tabelle sopra i valori di una città in montagna (Trentino) e una al mare (Puglia), uno dei parametri fondamentali per calcolare il “rischio muffa” causato da ponti termici sono l’umidità e la temperatura ambientale interna ed esterna.

L’umidità causa la muffa? Beh questo lo sanno tutti…

Un’altra cosa che tutti ti dicono ma nessuno ti spiega bene. Cosa c’entra l’umidità con la muffa?

Non è l’umidità che causa la muffa in camera ma è l’eccesso di umidità. Così come non è il ponte termico ma l’eccesso di ponte termico.

Le spore della muffa sono praticamente ovunque. Come i batteri e i microscopici esseri che abitano sulla nostra faccia. Invisibili possono stare lì e non darti fastidio per anni. Finché non si creano le condizioni per far fiorire la muffa in casa.

Qual è l’umidità ideale in casa? C’è stato un periodo che tutti i siti si copia incollavano a vicenda e secondo loro l’umidità ideale era 80% a 21° – Poi dopo questo nostro articolo hanno smesso di dire scemenze.

L’umidità la vedi in bagno quando si fanno la doccia “oceanica”.

La muffa in camera però ti si forma nella parete dietro l’armadio. Quindi cosa c’entra l’umidità con la muffa?

IL PONTE TERMICO DIPENDE DALL’UMIDITÀ O L’UMIDITÀ DIPENDE DAL PONTE TERMICO?

Questa è una domanda alla Gazzullo.

In effetti più c’è umidità nella stanza è più un ponte termico diventa critico e si ha il rischio muffa.

Se un ponte termico è critico causa muffa e condensa anche se l’umidità nella stanza è normale. Se invece l’umidità è eccessiva si forma muffa in camera anche se il ponte termico non è critico!

Per capire questo concetto bisogna introdurre un altro dato che non ti spiegano bene. Il famoso “punto di rugiada”. Cioè la temperatura a cui l’umidità dell’aria si condensa. E la percentuale di umidità realtiva.

Avrai notato che se tiri fuori la lattina dal frigo e si formano le goccioline. Si tratta di umidità dell’aria che fino a quel momento non causava nessun problema. Appena l’aria tocca la superficie fredda della lattina si condensa. (In inverno succede a volte sui vetri delle finestre).

L’aria può contenere una ben precisa quantità di vapore acqueo (umidità) in funzione della sua temperatura. Cioè più l’aria è calda e più umidità (acqua) può contenere. Più di una certa quantità a una certa temperatura non ce ne sta e si condensa. E quello è il 100% di umidità a quella temperatura. Non c’entra col freddo, infatti nei paesi tropicali c’è la nebbia calda a 30°.

Cominci a capire dove sta l’inghippo? Se raffreddi dell’aria il vapore acqueo che prima era invisibile adesso si condensa perché ad una temperatura più bassa l’aria ne può contenere di meno.

Se riscaldi la stessa aria succede il contrario e l’umidità relativa diminuisce.

Come freddo caldo e umidità causano condensa o muffa in camera?

Abbiamo detto che più l’aria è calda e più può contenere vapore (acqua sotto forma di particelle, detta umidità).

Il 50% di Umidità significa 50% di umidità relativa. Relativa a cosa? Relativa alla temperatura.

Un metro cubo di aria a 30° può contenere al massimo 30 grammi di acqua e quello è il 100% di umidità – perciò se l’umidità è il 50% a 30° significa che ci sono 15 grammi di acqua per metro cubo d’aria.

Lo stesso metro cubo a 20° può contenere al massimo 17 grammi e a 0° contiene 4.5 grammi. Il 100% di umidità a 0° sarebbero solo 4.5 grammi.

Vedi la differenza? Ecco perché se apri le finestre con qualsiasi tempo in inverno l’umidità in casa diminuisce di colpo!

Per ogni coppia temperatura/umidità c’è un “punto di rugiada” corrispondente. Il punto di rugiada è la temperatura in cui si formerà la condensa. Esempio a 20° e 50% di umidità il punto di rugiada è circa 10°.

TABELLA PUNTO DI RUGIADA –
Ad ogni coppia di valori umidità relativa e temperatura dell'aria corrisponde un diverso punto di rugiada cioè una temperatura a cui l'umidità dell'aria condensa. Se un oggetto (muro ecc) è a quella temperatura, sulla sua superficie si crea condensa. Nota: Per la formazione muffa in camera o in altre zone è sufficiente un'umidità del 80% perciò e non serve arrivare alla condensa. Il punto di "allarme muffa" quindi è ad una temperatura più alta del punto di rugiada.
Umidità
Temp50%60%70%80%
-9°-7°-5°-3°
10°2.6°4.8°6.7°
20°9.3°12°14.3°16.5°
24°13°15.7°18.2°20.3°

Cosa significa che l’umidità è il 50% o 80% ecc. 50% di cosa? Non te lo spiegano mai bene.

Significa che un oggetto più freddo di 10° (un muro, un angolo, lattina ecc) farà condensare l’aria sulla sua superficie perché nelle sue vicinanze la temperatura dell’aria è più bassa e l’umidità relativa raggiunge il 100% = condensa.

Quindi non basta dire che l’umidità deve essere “meno del 60%” per non creare condensa e muffa. Perché il 60% lo misuri al centro della stanza!

In realtà la condensa (e la muffa) si possono creare a differenti livelli di temperatura e umidità.

In Florida o in Qatar non hanno mai le nostre temperature invernali; eppure, se spegni l’aria condizionata ti riempi di muffa e condensa ovunque.

A Roma è diverso che a Milano e in Sicilia a livelo del mare è diverso che sull’Etna a 3000 metri.

A 24° con 80% di umidità la condensa si forma a 20° per cui puoi vedere che il famoso “ponte termico” non può essere il colpevole. Con un muro a 20° non serve a niente usare una “pittura termica con le palline di ceramica o con le nanotecnologie cosmiche” e nemmeno fare un cappotto esterno o cambiare le finestre. Anzi! Peggiori.

Quello che si deve fare in questo caso è diminuire l’umidità ambientale.

Se invece ti hanno lasciato un tubo del condizionamento non isolato che va a 7° dentro un muro, in estate condensa tutta la parete all’interno! Magari poi la muffa esce a settembre… e hai voglia di metterci la pittura magica.

A volte basta solo cambiare abitudini ad aprire le finestre più volte al giorno. Oppure montare una VMC.

Allo stesso modo è inutile che ti propongano una VMC o la macchina magica antimuffa se in camera hai 18° e 10° negli angoli del soffitto perché la VMC per quanto poco diminuisce la temperatura e peggiorerà la situazione.

Se c’è un vero ponte termico critico si deve correggere con un cappotto. I cappotti per evitare la muffa si possono anche fare internamente senza doverlo fare tutta la casa.

Se si tratta di una cosa leggera e la casa è al centro/sud in zona climatica bassa può darsi che una pittura termica sia sufficiente e vada benissimo, ma se c’è un vero ponte termico critico in zona E la pittura fa gran poco.

L’aria umida si muove e causa muffa in camera e in tutta la casa.

Molte persone che chiedono una consulenza per la muffa in camera sono convinte che il problema sia proprio in camera. Se è esposta nord pensano che sia ovvio, ma se è a Sud sarà qualcosa di terribile!

Non pensano che la causa potrebbe iniziare dalla cucina dove bolle la pasta senza una cappa aspirante che espelle all’esterno. O in bagno o lavanderia. L’umidità si muove nella casa. Quando trova un punto più freddo come abbiamo visto aumenta la % di umidità relativa. E quando si arriva al 80% in superficie, il terreno per la muffa è pronto. Infatti non serve arrivare al “punto di rugiada ed avere la formazione di condensa perchè si formi muffa. Altra cosa che non ti spiegano bene ma senti cosa dicono le normative.

Per la determinazione del punto di muffa si fa riferimento alla norma UNI EN ISO 13788:2013 che fissa per i calcoli una soglia di verifica di umidità del 80%.

Spesso la camera viene tenuta con la porta chiusa e ad una temperatura molto più fredda del resto della casa, soprattutto durante il giorno. Quando l’aria calda entra in camera… tac!

  • Ci sono abitudini di tutti i tipi e sono quasi tutte sbagliate.
  • Chi spalanca le finestre due ore tutte le mattine. Chi non le apre mai.
  • O lascia la basculante aperta tutto il giorno.
  • Oppure spegne il riscaldamento in camera e la lascia fredda
  • Chi in soggiorno ha una stufa a pellet nelle cui vicinanze ci sono 30° e nella stanza da letto 15° e i muri sono a 8°

Una delle peggiori abitudini (o delle migliori dal punto di vista della muffa in camera) è quella spegnere il riscaldamento quando si esce alla mattina e poi alzarlo a manetta per qualche ora alla sera.

Credendo di risparmiare si spendono molti più soldi di riscaldamento e si forma anche più facilmente la muffa. Ogni volta che la caldaia riparte deve consumare un sacco di energia per alzare la temperatura e se la continui a spegnere e accendere sprechi solo carburante.

Come avrai capito dalle spiegazioni sopra se dell’aria calda a 21° e 60% di umidità entra in una stanza a 18° l’umidità non è più del 60% ma aumenta subito e vicino alla superficie del muro che magari è a 15° aumenta ancora di più. Quindi anche se la muffa si forma in camera non è detto che la causa sia IN camera!

Gli shock termici sono peggio dei ponti termici e causano muffa in camera

I comportamenti descritti sopra causano shock termici alla casa, altra cosa che non ti spiegano bene è che spesso sono peggio dei famigerati ponti termici.

Se apri le finestre per ore in inverno quando all’esterno ci sono 3° dopo un po’ tutta la stanza sarà a 3° e dopo un paio d’ore di questo trattamento, i muri sono più o meno ghiacciati!

Hai un’idea di quanto tempo ci vuole perché un muro si riscaldi dopo che è andato a quelle basse temperature? Ci possono volere giorni per riportarli “in temperatura”, sempre se tieni il riscaldamento acceso e le finestre chiuse! Se continui ad aprire e chiudere non ce la faranno mai.

E se ti fai un bel bagno caldo, bolli la pasta o stendi la biancheria l’umidità si scontra col muro ghiacciato e pam! Condensa, Muffa. Puzza ecc.

In questo caso non c’entra niente il ponte termico! Si tratta di shock termico ed è colpa tua (o dell’inquilino) e non della casa e non serve nessun macchinario brevettato nè la pittura da millemila euro.

Che non si devono stendere i panni in casa ormai te lo dicono tutti ma non ti spiegano che non va bene:

  • Accendere il riscaldamento poche ore e poi spegnerlo.
  • Avere un riscaldamento puntuale come una stufa a pellet in una stanza che deve riscaldare tutto l’appartamento.
  • Riscaldare tutta la casa tranne la camera o una stanzina.
  • Accendere una stufa molto calda in una stanza e lasciare le altre fredde.

Questi squilibri causano chock termici. Il trucco per risparmiare ed evitare la muffa in casa è uniformare il riscaldamento il più possibile tra le aree e la giornata e arieggiare nel modo corretto. (richiedi la nostra guida)

Non è il freddo che “entra” in casa ma il caldo che esce.

“Chiudi le finestre che entra il freddo” è la tipica frase. Ma non è vero.
Altra cosa che non ti spiegano bene. È il caldo che si muove verso il freddo e mai il contrario!

Il freddo all’esterno della casa non “cerca di entrare” attraverso le pareti di casa tua.

Il riscaldamento interno “cerca di uscire” attraverso la parete per andare verso esterno dove è più freddo.

Se metti un cubetto di ghiaccio nel thè bollente è il calore del liquido che va verso il ghiaccio e lo scioglie non è il freddo del cubetto che va nel the e lo raffredda. Alla fine si ottiene un equilibrio con una nuova temperatura.

Il cappotto isolante serve a non far uscire il calore (del riscaldamento) attraverso le pareti verso l’esterno. Per quello si risparmia di riscaldamento. Il cappotto non serve a “proteggere la casa dal freddo”. In estate succede il contrario.

Se hai un muro anni 70 con intercapedine vuota cosa succederà nell’intercapedine tra le due file di mattoni? Se rimane fredda si forma condensa “interstiziale” cioè tra diversi strati di materiali ed è un bel guaio. Orrore. Muffa. E fare un cappotto esterno “a caso” senza calcolare cosa succederà nell’intercapedine potrebbe peggiorare la situazione.

Girando su internet tra i patologi ed esperti trovi anche quelli che dicono che l’umidità interstiziale non esiste, quelli che dicono che l’umidità di risalita non esiste e quelli che invece vedono umidità di risalita ovunque e ti propongono inversione di polarità anche per risolvere la muffa in camera. E quelli che trovano la “muffa da risalita“. Va beh.

Per calcolare il punto di rugiada a varie temperature e livelli di umidità visita il nostro sito qui.

Il mistero della muffa in camera dietro l’armadio.

Il concetto del caldo che va verso il freddo serve anche a capire perché si fa la muffa dietro l’armadio.

L’armadio (specialmente se è massiccio) fa da “cappotto alla rovescia.”

Come funziona il riscaldamento? I radiatori ecc. riscaldano l’aria. L’aria calda a sua volta riscalda te, gli oggetti e i muri.

Il calore si trasferisce dal “più caldo” (aria) al più freddo (muro). Questo flusso continua finché le due temperature non avranno raggiunto un equilibrio.

Ogni materiale ha una inerzia termica cioè “ci mette un po’ a scaldarsi o a raffreddarsi”.

Ecco perché se un muro tutte le mattine viene ghiacciato dalla signora Maria che spalanca le finestre per due ore non si scalderà mai e l’unico risultato è spreco di riscaldamento e rischio muffa.

E adesso riceverai l’illuminazione sulla muffa in camera dietro l’armadio, cosa che nessuno ti spiega bene.

L’armadio riceve il calore dall’aria riscaldata e fa da barriera al muro dietro che non riceve il calore e rimane freddo. La porta dell’armadio si scalda ma dietro no.

Puoi avere 20° in centro camera, 20° sulle ante dell’armadio e il tecnico dell’amministratore in questi casi ti dice che è “tutto ok, apri le finestre se non vuoi la muffa.” Ma il muro dietro l’armadio non è per niente ok! È a 10° o meno!

Il tutto viene aggravato dalla scarsa circolazione d’aria dietro l’armadio perché non arieggi correttamente e/o l’hai avvicinato troppo o è su misura e sta a filo. E anche dalla mancanza di luce. La muffa odia il sole. Se lasci tapparelle abbassate tutto il giorno in inverno puoi avere muffa in camera molto facilmente e non c’è pittura magica che tenga.

Ci sono altre cose che non ti spiegano bene su umidità e muffa, vedi altri articoli in questo sito. Ad esempio non ti spiegano cos’è e il giusto atteggiamento da avere per vincere la guerra.

Per scoprire le cause della muffa in casa tua richiedici un monitoraggio ambientale o diagnostica per umidità. (Non è gratis!) O scrivici con le tue domande e richiedi la nostra Guida per Evitare Condensa e Muffa che invece è gratis.

La muffa non dipende dalla condensa

Un’altra cosa che non ti spiegano bene è che non serve la condensa perché si formi la muffa.
Cioè il muro freddo o oggetto freddo non deve arrivare al “punto di rugiada” perchè si formi la muffa.

La muffa inizia a formarsi già con 80% di umidità superficiale.

Quando vedi la condensa che piove dai vetri delle finestre da un certo punto di vista dovresti essere felice. Le finestre stanno facendo da “deumidificatore naturale” e condensano un sacco di umidità ambientale. Se non si condensasse sulle finestre fredde l’umidità ambientale sarebbe più alta e il rischio muffa ancora più alto.

Soluzione? Arieggiare e riscaldare correttamente e studiare le cause dell’eccesso di umidità prima di spendere soldi.

Il “rischio muffa” si calcola a 80% di umidità in base alle normative vigenti come la UNI 13187 che stabilisce con precisione quando è la casa (l’involucro) a causare la muffa e come si devono costruire muri e isolamenti.

La norma è fondamentale non solo per progettare le case ma si usa (anche in cause legali) per stabilire se si tratta di un difetto di costruzione o un cattivo comportamento degli abitanti della casa.

Le norme servono per progettare muri, cappotti, tetti ecc. e anche nelle diagnostiche e perizie per dimostrare o valutare la causa di un problema di muffa.

Solo una diagnostica strumentale termografica con monitoraggio ambientale può stabilire se l’inquilino si comporta male o se è un difetto della casa o se il costruttore ha sbagliato ecc.

Conclusione sul perché della muffa in camera e non solo in camera

Adesso che ti abbiamo spiegato (speriamo meglio) alcuni fenomeni puoi immaginare che anche se hai 50 o 60% di umidità al centro della stanza non è detto che sulla superficie del muro non sia l’80% –

Se il muro è freddo, potrebbe essere perché è poco isolato o perché l’hai congelato aprendo le finestre troppo a lungo o perché l’armadio impedisce al riscaldamento di riscaldare la parete.

Sono tutte cose che si possono misurare e verificare. Ad esempio una termocamera e igrometri e anche se necessario con indagini più invasive.

Alcuni consigli per evitare la muffa in camera

Se usi delle buone pitture minerali, e fai le pulizie regolarmente, se riscaldi la casa in modo omogeneo e arieggi regolarmente potresti limitare o perfino eliminare il problema muffa senza spendere soldi.

A volte è impossibile, si deve disinfestare la muffa in modo professionale, cambiare pittura, coibentare, migliorare l’aerazione o scoprire infiltrazioni ecc.

Spesso è impossibile stare dietro all’aerazione riscaldamento e pulizie e quindi bisogna meccanizzarle.
Oppure la casa ha dei difetti così critici che conviene e sistemarli usando i corretti materiali. Non certo polistirolo e mai con il cartongesso che è uno dei pasti preferiti della muffa e dei materiali preferiti dagli imbianchini.

Prima che inventassero il cartongesso le pareti finte, contro soffitti ecc. erano di cannicciato e calce. Materiali che la muffa non ama. Il cartongesso invece è cellulosa, cibo per la muffa e gesso che trattiene l’umidità.

Molte persone csono convinte di arieggiare e riscaldare correttamente ma non è così. La maggior parte ha abitudini che con le nuove finestre e isolamenti non vanno d’accordo.

Abbiamo preparato una Guida a come riscaldare e arieggiare per evitare umidità di condensa e muffa.

Richiedila gratuitamente con il form sotto.

Se anche seguendo i consigli della guida si forma muffa in camera o in casa è il momento di richiedere un sopralluogo e se necessario una seria diagnostica tecnica e monitoraggio ambientale per risolvere il problema alla radice.

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RICHIEDI LA NOSTRA GUIDA GRATUITA “COME EVITARE UMIDITÀ DI CONDENSA E MUFFA ARIEGGIANDO E RISCALDANDO CORRETTAMENTE” OPPURE CONTATTACI PER UNA CONSULENZA O DIAGNOSTICA

Come distinguere la muffa dallo sporco, muffa da risalita

Distinguere la muffa da sporco e muffa da risalita.

soffitto soluzioni antimuffa
Sporco o muffa?

A volte ci chiedono “che muffa è quella che ho in casa”?

Alcuni ci dicono di avere Muffa da risalita, o “muffa da condensa.” Lo sentono dire da esperti di Facebook.

Polvere, fuliggine o macchie di umido o sporco vengono spesso confusi con la muffa.

Qualcuno cerca di pulire “sporco che non viene via” che è muffa.

La muffa da risalita non esiste!

La “barbetta bianca” che fuoriesce dal muro umido non è muffa, sono efflorescenza di sali.
A volte è pittura sfaldata a causa di umidità di condensa o degrado.

Vuoi sapere se la barbetta bianca che esce dal muro è pittura o sale?
Mettine pochi granelli sul dito e toccalo con la punta della lingua.
Se è salato è sale, se farinoso è pittura.

In entrambi i casi non si tratta di muffa.

Non è pericoloso toccare il sale anzi, conviene tenere puliti i muri dai sali e pitture degradate.

Mentre non conviene toccare la muffa.

L’idea falsa della “muffa da risalita” viene da certi “esperti di umidità di risalita” che non sono esperti.

Vendono macchinette magiche o resine, “soluzioni brevettate numerouno” – parlano di muffa da risalita e non sanno che non c’entra con la muffa.

Come distinguere muffa da sporco e altri fenomeni

Queste sono linee guida non dati assoluti. Ti aiuteranno a distinguere la muffa in generale.

  1. La muffa cresce solo dove c’è alta umidità e poco flusso d’aria. Un condotto di condizionamento non è un posto dove di solito cresce la muffa. C’è molto flusso d’aria e bassa umidità. Si tratta quasi sicuramente di fuliggine, polvere o sporco.
  2. La muffa ha bisogno di un terreno su cui crescere. Se stai esaminando metallo, probabilmente, non si tratta di muffa. Se è cartongesso invece è quasi sicuramente muffa.
  3. La muffa di solito non si pulisce facilmente. Tende a infiltrarsi all’interno di ciò in cui sta crescendo. Se inumidendo un panno la puoi pulire, probabilmente non è muffa, è polvere o sporco.
  4. Da vicino, la muffa ha un aspetto simile al velluto, è lanuginosa. Tende ad avere un colore variabile da brillante a opaco, grigio, nero, verde, marrone e con varie sfumature.
  5. La muffa puzza. Ha un caratteristico odore di “ammuffito” – di cantina. È causato dai prodotti di scarto della crescita delle muffe. Le muffe decompongono sostanze organiche morte in prodotti assimilabili da microorganismi e piante. Per per capire se è muffa chiudi la stanza per un giorno e nota se si sviluppa odore.
  6. La muffa non ama la luce, soprattutto del sole. Se è illuminata, probabilmente non è muffa.
  7. Se il colore è bianco e sembra una barbetta, su muro umido che si scrosta, non è muffa.
    Sono sali che fuoriescono dall’intonaco per l’umidità che evapora. La muffa da risalita non esiste.

L’unico modo per essere sicuri al 100% è ovviamente un test in laboratorio.

Tutta la muffa comunque si elimina allo stesso modo, a prescindere dal suo nome scientifico.

Quindi se non c’è una ragione medica è inutile spendere soldi per scoprire di che muffa si tratta.

I biocidi o disinfestanti per muffa, i trattamenti con microonde o gas uccidono spore, batteri, insetti, funghi e muffe di ogni tipo.

Indipendentemente dal fatto che si chiamino aspergillus o penicillum ecc.

Alla ricerca della muffa nascosta

A volte sembra che ci sia muffa, ma in laboratorio non trovano alcuna “crescita di muffa”, questo non significa che il luogo sia privo di muffa. Le muffe, infatti, possono essere inattive. In questo caso sono effettivamente più simili allo sporco e polvere.

Sembrano “secche” e innocue, stanno solo aspettando le condizioni giuste per fiorire. Le spore della muffa entrano in casa dall’aria esterna, specialmente in estate. Diventano parte della “polvere” quindi tenere pulito aiuta a non avere muffe in casa.

umidità di condensa e muffa su muro freddo
Infestazione di muffa su muro umido

  • Le scoloriture nere sugli isolamenti e sul legno possono essere difficili da distinguere dalla muffa.
  • Le macchioline nere sulle piastrelle in bagno non sono muffa ma un misto di sporco e sostanze organiche tipo “biofilm” batteri vari e alghe come quelli delle piscine.
  • Se la muffa è già maturata e poi degenerata (morta), si può togliere dalle superfici e lascia un segno di sporco.
    Per questo può essere più difficile individuarla.
  • Certe muffe sono facilissime da riconoscere perché sono belle “cicciotte” “pelose” come il penicillium e simili che infestano un muro che ha subito un allagamento.
  • O le muffe nere sugli angoli dei soffitti, finestre e pareti fredde.
  • Le muffe prive di micelio e filamenti sono più difficili da riconoscere ad occhio nudo. Per fortuna nelle nostre case non è facile trovare queste muffe “strane.”

È difficile riconoscere la muffa se il colore della superficie su cui cresce è simile o se si tratta di muffa incolore.

In tal caso potresti sentire il tipico odore di muffa senza vedere alcuna muffa.

Si possono fare dei “tamponi” da portare in laboratorio per scoprire se c’è.

Con una lampada a UV che fa diventare fluorescenti le sostanze organiche potrai vedere illuminarsi le spore di muffa, tracce organiche e la pipì di “fuffi il gatto.”

Odore di muffa senza che si veda alcuna muffa.

L’ odore di muffa si ha anche in presenza di umidità nel muro. Umidità di risalita o contro terra. Specialmente negli scantinati. Infatti lo chiamano “odore di cantina”.

L’umidità contenuta nel muro o nell’aria dà vita a piccoli organismi come batteri ecc. che producono il tipico odore di “umidità o muffa.” Sono gli stessi prodotti di scarto che fanno puzzare le muffe.

Nota importante: dove c’è umidità di risalita non si forma muffa.

Su un muro umido dove si formano le tipiche efflorescenze saline, non può crescere la muffa.

La muffa non solo odia il sole ma anche il sale, che la uccide.

Potrebbe formarsi sul soffitto, in un altro muro o su oggetti, ma non dove fuoriescono le “barbette bianche”, i sali.

La “muffa da risalita” non solo non esiste, ma è un sicuro indicatore che non lì c’è muffa.

In America sono più avanti nel distinguere la muffa?

In Nord America hanno una vasta cultura sulle muffe e umidità all’interno delle case e dei luoghi di lavoro.

Prendono la cosa seriamente dal punto di vista della salute. Alcune muffe, infatti, possono creare allergie o essere malsane, altre producono micotossine che causano malattie.

Le persone più deboli: immuno-depressi, donne incinte, bambini, neonati e anziani sono più inclini ad ammalarsi a causa delle muffe. Ad es: Il famigerato “aspergillum nigro” normalmente non fa male a nessuno, ma può essere perfino mortale per persone immunodepresse, causando malattie respiratorie. In tal caso correre immediatamente all’ospedale.

Riguardo la rimozione delle muffe, se si tratta di infestazioni estese va sempre affidata a ditte specializzate e fatta con le dovute protezioni.

Il fai da te, se l’infestazione di muffe è già estesa, è sconsigliatissimo.

Quante persone tolgono la muffa da soli senza protezioni poi hanno la tosse e non mettono le due cose in relazione?

Cercando di togliere la muffa con candeggina o “rimedi da internet” peggiorano la situazione spargendo muffe per tutta la casa.

mildew-come distinguere la muffa
Il Mildew sui muri muffa lanuginosa bianca

In inglese si distingue la muffa detta mold, dal mildew.

In Italiano abbiamo solo la parola muffa (mold) che è più giusto perché entrambi sono solo muffe.

Il mildew è una muffa color bianco o grigetto chiaro simile a lanugine.

Colpisce soprattuto le foglie delle piante. Lo chiamano anche peronospora. Ma è sempre una muffa.

Secondo molti siti Il mold o muffa vera e propria è color nero, verde, viola o giallastro.

Il che non è del tutto vero perché ci sono muffe (mold) bianche o grigie.
In pratica sono tutte 2 muffe e fine.

mold-come-distinguere-le-muffe
Mould – muffa nera sulle finestre

In entrambi i casi hanno tipico odore di muffa e una consistenza “pelosa” per cui dovresti ormai riuscire a distinguerla dalla polvere.

Le spore della muffa sono molto volatili e se toccata tende a espandersi in altre zone.

Distinguere la muffa da sali, polvere e sporco

La polvere, lo sporco e perfino il “nero” dei termosifoni, candele ecc sono confusi con la muffa si tratta solo di sporco che può essere pulito con un panno umido.

muffa da risalita non esiste
Qualcuno la chiama “muffa da risalita” – la muffa da risalita non esiste perché non è una muffa. Inoltre questa non è umidità di risalita ma il risultato di un vecchio allagamento.

Non confondere il salnitro, le “efflorescenze” e “i sali” quelle barbette bianche che escono da un muro umido per risalita o che ha subito un’infiltrazione o allagamento in passato.

L’acqua che penetra nel muro dal terreno e risale sul muro si porta dietro sali, non è acqua distillata. Gli stessi materiali edili possono contenere sali.

Se l’edificio era una stalla ristrutturata, nel terreno c’erano un sacco di sali derivati delle deiezioni degli animali.

Per fretta o per risparmiare si fanno intonaci cementizi senza eliminare i sali dal muro, che poi “fioriscono”.

I sali, efflorescenze o barbette bianche non sono muffa o muffa da risalita

Il fenomeno dei sali avviene anche dopo che una casa ha subito un allagamento e il muro si sta asciugando.

Si formano sali e degrado della pittura.
Non è muffa, né tantomeno “muffa da risalita”.

Indica che il muro sta evaporando umidità.

Nelle case molto umide sulle pareti può formarsi una patina biancastra sul muro che sembra muffa.

È solo pittura che si degrada a causa di umidità di condensa, vecchiaia o scarsa qualità.

Puoi distinguerla dalle efflorescenze saline perché non è salata.

Le efflorescenze e le pitture degradate vengono chiamate erroneamente muffa da risalita o muffa da condensa.

muffa filamenti ingranditi
Ingrandimento di muffa

La muffa è un fungo, un organismo vivente gli altri fenomeni no.

Che cosa sono le muffe e quante ne esistono.

Per distinguere la muffa devi sapere che le muffe sono organismi microscopici semplici, possono crescere ovunque.
Le colonie di muffe possono crescere all’interno di strutture umide o bagnate. Ne esistono dozzine.

Le spore della muffa sono un componente della polvere in casa e nei luoghi di lavoro.

Gli effetti sulla salute derivanti dall’esposizione alle muffe possono variare notevolmente secondo la persona, la quantità e tipo di muffa.

Indipendentemente dal tipo, la muffa dovrebbe essere trattata come potenzialmente pericolosa per la salute e rimossa velocemente dalle case e luoghi di lavoro.

Come distinguere la muffa in case e luoghi di lavoro e la sua pericolosità

In alcuni paesi le muffe sono divise in 3 classi di pericolo in base al rischio per la salute.

Classe di rischio A: comprende muffe o i loro prodotti metabolici molto pericolosi per la salute. Non dovrebbero essere presenti nelle abitazioni. La presenza di questi funghi negli edifici abitati richiede attenzione immediata.

• Classe di rischio B: muffe che possono causare reazioni allergiche se sono presenti in ambienti chiusi per un lungo periodo.

• Classe di rischio C: muffe non note per la salute. La crescita di questi funghi all’interno delle case e luoghi di lavoro, tuttavia, può causare danni economici e quindi non si dovrebbe trascurare.

Scarica la lista dei tipi di muffe per più info su distingere la muffa (nomi scientifici.)

Non basta distinguere la muffa bisogna anche trovare cause, rimedi e soluzioni.

I punti da considerare quando ci si occupa di muffa non sono i nomi scientifici ma:

  1. Assicurarsi che la muffa sia stata disinfestata definitivamente prima di ri-imbiancare. Spesso questo gradino viene fatto male anche da imbianchini e le muffe si riformano presto. Una passata di candeggina non basta.
  2. Scoprire e risolvere la vera causa della muffa nell’abitazione o luogo di lavoro. Può essere una cattiva abitudine degli occupanti o difetti strutturali o altro. Se non risolta le muffe continueranno a formarsi.

Adesso che hai visto come distinguere la muffa leggi gli articoli seguenti sulle cause della muffa, come prevenirla e risolverla definitivamente.

Effetti dell’umidità di risalita e dei sali (se pensi o ti hanno detto che hai la muffa da risalita)

Problemi di muffa nelle case nuove

Cartongesso umidità e muffa

Cappotto Interno Antimuffa

Arieggiare per Eliminare Umidità e Muffa

Cause di Umidità e Muffa di cui non si parla molto

Deumidificare Disinfestare muffa con le microonde

Disinfestazione Professionale delle Muffe

E altri ancora (vedi categoria Muffa nel menù)

HAI MUFFA SUI MURI – ODORE DI MUFFA O UMIDITÀ IN CASA?

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Muffa – Come Vincere la Guerra Senza Combattere

Muffa in casa? Muffe sui muri?

Stai combattendo una guerra inutile?

“Conosci il nemico come conosci te stesso.

Se fai così, anche in mezzo a cento battaglie non ti troverai mai in pericolo.”

Sun-Tzu – Arte della Guerra

Cos’è la Muffa. Conosci il tuo nemico.

È viva. Non è uno “sporco”. Non è vegetale né animale. È un fungo.

Molti confondono la muffa con la polvere nera o sporco sulle piastrelle del bagno.

muffa da risalita non esiste
Molti chiamano “muffa da risalita” questo fenomeno causato dai sali che affiorano sulla muratura e degrado intonaco/pitture.

O con le barbette bianche che escono da un muro umido.

La chiamano “muffa da risalita” ma non esiste!

Dove c’è umidità di risalita e intonaci scrostati, le tipiche barbette bianche sono sali, che rompono il muro.

La muffa invece non è salata. Ha dei tipici filamenti, è verde o nera, rossiccia o giallastra.

Esistono vari tipi di muffe, non tutte sono “cattive.”

Gli antibiotici derivano da una muffa (penicillium) che ha salvato milioni di vite.

Altre muffe utili si usano per fare formaggi.

Ci sono varie muffe velenose e alcune allucinogene.

I lieviti sono specie di muffe e si trovano spesso sui muri in casa.

Più del 3% degli esseri viventi sulla Terra sono muffe.

muffa buona penicillina
Muffa penicyllium del prof. Fleming che scoprì la penicillina il primo antibiotico.

Le spore della muffa sono invisibili. Puoi immaginarle come semini o “ovetti”.

Nell’aria ci sono miliardi di spore.

Ti entrano nei polmoni continuamente senza danni.

Vivono ovunque, prosperano sul legno, sui cibi, sui muri, tappeti ecc.

Eliminare la muffa è impossibile.

Devi solo impedire che fiorisca e si espanda nel tuo territorio: in casa tua, nei polmoni, ecc.

 

La muffa si nutre e cresce con sostanze organiche morte.

(Sostanze “organiche” = da organismi viventi, es: piante e animali. “Inorganiche” = non derivano da esseri viventi.)

muffa ciba insetti acari
una zanzara si pappa lo zucchero prodotto dalle muffe

Le muffe degradando i composti organici rendono disponibili i minerali, che nutrono le piante.

Le piante formano nuovi prodotti organici, così si chiude il ciclo biologico (della vita).

Certe muffe degradando questa materia creano nutrimento per piccoli organismi (acari della muffa, insetti ecc).

Riproduzione e crescita della muffa

Quelle che vedi sul muro sono muffe fiorite che si stanno espandendo.

Le muffe si riproducono tramite spore.

Le palline che vedi sulla muffa ingrandita si chiamano sporangi e possono contenere milioni di spore.

Dalle spore si sviluppano dei filamenti detti Ife o Hyphae.

muffa filamenti ingranditi
Ingrandimento di muffa

Un accumulo o “groviglio” di Hyphae forma il Micelio che è la muffa visibile.

La muffa ha vari stadi di crescita ed espansione.

I primi due sono invisibili a occhio nudo.

Potresti avere muffa in casa invisibile e che non dà fastidio a nessuno.

Per vincere la guerra alla muffa devi solo impedire che “fiorisca” nel posto sbagliato. Casa tua.

“La vera vittoria è la vittoria sull’aggressione, una vittoria che rispetti l’umanità del nemico rendendo così inutile un ulteriore conflitto.”

Sun Tzu  Arte della Guerra

Come fiorisce e come si espande la muffa?

Sapendo cosa le aiuta a crescere, potrai distinguere i consigli utili dalla fuffa.

Il “rimedio della nonna”, la candeggina, i macchinari strani, il “cappotto di cartongesso”,“fori nel muro per umidità.”

Per crescere ed espandersi Le muffe hanno bisogno di un ambiente favorevole.

Le spore della muffa germogliano solo se ci sono questi 2 fattori:

  • Umidità in un supporto di materia organica.
  • Temperatura sufficiente.

La crescita della maggior parte delle muffe richiede umidità tra il 70% e il 100%.

Tutte le muffe germinano all’umidità di condensazione (quando si forma la condensa).

  • L’umidità in casa di solito si forma per condensazione.
  • L’umidità può anche arrivare da infiltrazioni, pioggia, allagamento, tubo rotto, risalita.

La temperatura ideale per la maggior parte delle muffe è tra 15 e 25° – facile da trovare in una casa.

Alcune riescono a vivere fino a 4° e fiorire nel frigorifero.

Se la temperatura è inferiore non muoiono, vanno in “letargo.”

Poi si risvegliano appena la temperatura è ok.

Ci sono case che appena vengono riscaldate e vissute si riempiono di muffe.

Per ucciderle bisogna usare biocidi professionali o riscaldarle a + 60°  –

La candeggina e i “rimedi della nonna” o “naturali” sono inutili se hai un’infestazione.

“Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio.” –  Sun Tzu

ALTRI fattori che aiutano il TUO nemico (LA MUFFA).

Alcuni fattori non sono sufficienti da soli a creare muffe, ma ne favoriscono o aumentano la proliferazione.

Hai notato che nel frigorifero le muffe si sviluppano all’interno di un recipiente?

O che dietro gli armadi c’è più muffa?

I fattori che le aiutano a crescere sono:

  • Mancanza di accesso dell’aria sulla superficie del muro
  • Insufficiente circolazione dell’aria all’interno
  • Ricambio d’aria insufficiente
  • Mancanza di luce e sole
  • Sporcizia
  • Certi tipi di pitture e di murature

Il muro umido e freddo è necessario perché germini la muffa, l’armadio che chiude la superficie favorisce l’espansione.

Non è esatto dire che l’armadio appoggiato al muro fa la muffa.

Favorisce o aumenta l’infestazione ma non è la causa.

In ogni caso tienilo a 5 o 10 cm dal muro.

Come e quando si ciba la muffa?

Se la muffa degrada materiale organico, come fà a formarsi sui muri?

Perché sul muro c’è uno strato più o meno visibile di materia organica.

Batteri, sudore, ciglia, pellicine, caccole, sporcizia, insetti, manate, particelle di cibo, ecc e sono organici.

Questo sottile “film” sulla superficie del muro è cibo per la muffa.

Non è solo una questione di pulizia.

  • Alcune muffe Aspergillum riescono a vivere con un minimo o perfino senza nutrienti.
  • Certi tipi di muratura o tappezzerie sono inclini ad accumulare materiale biologico.
  • Pitture non traspiranti (lavabile ecc) aiutano la formazione di bio-film sulla parete,
  • e la formazione e permanenza dell’umidità di condensa sulla superficie.

A volte il muro o la pittura stessi sono cibo per muffa!

Tempera o pitture coi “luccichini” contengono derivati del petrolio. (organico)

Moltissime pitture contengono resine, colle e colori di origine organica.

Il cartongesso è cellulosa, derivata dal legno ed è cibo per la muffa.

Cerca nella scheda o barattolo la quantità di VOC. (Composti Organici Volatili)

La pittura “lavabile” non si chiama così perché si “lava”. Non si lava la pittura!

La pittura lavabile non è mai traspirante!

E non pulisci meglio la muffa con queste pitture “lavabili.”

La scritta “antimuffa” di solito significa solo che ci hanno aggiunto un veleno.

La vera pittura antimuffa lo è “di natura”: deve essere traspirante, alcalina, minerale, senza sostanze organiche.

(Se vuoi sapere di più sulle pitture scrivici.)

In che modo la muffa sa che una cosa è morta e inizia a crescerci sopra?

Per la muffa la presenza di aria fresca o movimento d’aria significa che la materia è viva.

Aspergillum Niger – Muffa che cresce sui muri umidi.

Se così non fosse le spore che ti entrano nei polmoni crescerebbero e ti farebbero a pezzi!

Certe muffe sono aggressive o trovando condizioni favorevoli riescono ad aggredire il nostro corpo anche da vivo. (polmoni, orecchie, ecc).

Alcune possono sviluppare allergie o malattie respiratorie molto pericolose. (aspergillum niger)

Se inizi a sputare sangue è lui. Vai al  pronto soccorso!

Cosa Non Ti Serve Sapere Per Eliminare la Muffa

Secondo alcuni esperti della muffa (?) “Per eliminare le muffe serve un’analisi per stabilire di che tipo si tratta.”

Non è vero. È marketing.

  • Sapere i nomi scientifici o fare mille diagnostiche per umidità non c’entra col trovare la soluzione o disinfestare la muffa.

Per sconfiggere il nemico devi sapere come si chiamano tutti i loro soldati?

Cosa pensi di un medico che continua a fare analisi dopo che ha individuato la cura?

Le muffe si propagano e crescono tutte allo stesso modo, indipendentemente dal loro nome scientifico.

Scoprire il tipo può servire per motivi medici, persone allergiche o ammalate.

O per portare in tribunale il proprietario della casa o l’inquino…

O nelle ispezioni e manutenzioni di luoghi publici ospedali ecc.

analisi tipo di muffa
una coltivazione di muffa in laboratorio

Per assicurarsi che la parete sia disinfestata si può fare un tampone biologico “prima/dopo” il trattamento.

È sufficiente sapere se è “positivo” o “negativo.”

Una diagnostica per umidità e muffa può richiedere un paio d’ore.

Qualche termografia, misurazioni dell’umidità, ponti termici e ispezioni in casa.

A volte serve un monitoraggio di qualche giorno di umidità e temperatura.

Solo se ci sono infiltrazioni la diagnostica può diventare complessa e più costosa.

Per eliminare la muffa non servono quasi mai diagnostiche complesse.

due tipi di esperti DI MUFFE che puoi evitare:
  • Il Finto esperto. Dà un’occhiata, non misura niente (a parte i metri quadri) e già sentenzia. Buchi nel muro, cartongesso, “super pitture.”
  • Il Troppo Esperto. Si fa pagare caro per dirti cosa fare, come si chiama la muffa non esegue nessun lavoro e non risolve la cosa.

In una guerra è importante allearsi con le persone giuste.

Vinci la muffa se non cresce più in casa tua.

Normalmente le infestazioni fungine ritornano perché non sono state disinfestate ma sbiancate con candeggina o spray vari.

Per uccidere le muffe si usano i “biocidi” – (significa “sostanza che uccide le piante.”)

Richiede ore di lavoro non la solita mezzoretta con la candeggina.

Se i muri sono bagnati non funziona nessun liquido antimuffa.

disinfestare muffa con microonde
Disinfestazione muffa e asciugatura muro bagnato con macchina microonde GREENTECH

Per asciugare i muri ci sono vari sistemi tra cui le microonde – asciugano il muro e uccidono muffe, spore, hyphae, batteri, acari senza farli volare via.

Dopo aver disinfestato i muri e fatto le pulizie in casa si può disinfestare anche l’aria e tutte le superfici a contatto con l’aria.

disinfestazione aria batteri muffa
Macchina per disinfestare aria e superfici da batteri, muffe, insetti ecc.

Si usano macchinari a ozono, ossigeno e argento ecc. Tipo sala operatoria.

Attenzione: i macchinari che “purificano l’aria” non funzionano se non sono stati disinfestati muri e gli oggetti o in ambienti sporchi.

I mobili e pavimenti devono essere puliti quando si vogliono eliminare le muffe.

Residui di cibo, materiale organico, oggetti umidi o infestati devono essere eliminati.

Tappeti, moquettes e oggetti contaminati da muffa vanno lavati o eliminati.

La pulizia è un importante per la prevenzione ed eliminazione delle muffe.

Dopo la disinfestazione della Muffa bisogna eliminare la causa.

Adesso serve un sopralluogo tecnico ma senza farla troppo seria, non lo è quasi mai.

Come Evitare Una Guerra Infinita

“Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento, bensì sottomettere il nemico senza combattere.”

Sun tzu –

Invece di continuare a combattere con armi inutili come la candeggina e il bicarbonato bisogna eliminare le cause delle muffe.

Si formano perché ci sono condizioni ambientali o difetti strutturali della casa.

Se le cause vengono eliminate, muoiono e spariscono da sole.

Indipendentemente dal loro nome scientifico e perfino dai trattamenti antimuffa.

È possibile farle sparire senza toccarle e senza usare nessun prodotto chimico o biocida.

Contattaci per un sopralluogo.

Termini e Tipi di Muffe

Seguono termini scientifici e tecnici sulle muffe.

Sapere il tipo di spora o muffa nell’aria o sui muri richiede esami a volte costosi e complessi.

Di solito vengono più semplicemente divisi in Lieviti, Asperillum e Cladospurium.

Esami delle spore nell’aria o dell’esatto tipo di muffe sono interessanti per studi scientifici o questioni legali, ma non per il disinfestatore.

Per disinfestare le muffe in una tipica casa italiana ed evitare che si riformino non servono esami batteriologici.

Aspergillus

Tipica muffa verde che cresce sui muri – alcuni aspergillus (aspergillus niger) possono essere molto nocivi e anche mortali specialmente su persone  immunodepresse o che soffrono di altre malattie. L’aria è piena di spore di aspergillus che non danneggiano nessuno, solo in certe condizioni diventano pericolose, non agitarti.

aspergillosi

Termine collettivo per malattie causate da Aspergillus (come pneumomicosi – ai polmoni, otomicosi (infezione alle orecchie)

aspergilloma

Tumore causato da ife del genere Aspergillus

biocida

sostanza che uccide le piante, usata per disinfestare

HyphAe / ife

cellula fungina filamentosa, eventualmente ramificata.
Le ife sono utilizzate per la nutrizione o la riproduzione delle muffe. La rete di ife si chiama micelio,
per lo più incolore, fili invisibili dall’occhio nudo che formano la muffa nella sua fase di crescita.

Lieviti

Funghi che si usano anche per fare il pane, molte muffe nelle case sono tecnicamente lieviti.

Micelio

Un micelio è la rete di filamenti a forma di palla. I fili cellulari sono formati dalla germinazione delle spore che diventano ife.

micosi

Infezione da muffe / funghi – tipiche quelle delle unghie.

micoTOSSINE

Muffe e funghi possono produrre tossine. Come il Penicillium che genera un potente antibiotico. Alcune possono produrre delle micotossine nocive all’uomo e agli animali.

MVOCs

Abbreviazione di composti organici volatili microbici = emissioni microbiche gassose.
Il famoso “odore di muffa” è causato da queste emissioni batteriche che a volte senti in ambienti umidi anche senza vedere niente. In realtà i batteri e le ife invisibili stanno proliferando nel muro umido.

Penicillio

Tipo di muffa grigio verde che fa parte della famiglia degli aspergillus: le  principali muffe che crescono sui muri. Da una di queste che il dott. Fleming scoprì la penicillina che ha curato milioni di persone.

spora

Muffa unicellulare per la riproduzione delle muffe, formata nello sporangio o direttamente dalle ife.

Clicca per saperne di più dei 2 milioni di tipi di funghi con cui conviviamo in casa.


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Umidità Ideale in Casa, Umidità e Temperatura idela. Occhio alle 3 Bufale

Qual è l’umidità ideale in casa?

E la giusta temperatura in casa? È possibile avere un clima ideale in casa?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ambienti umidi e mal ventilati possono aggravare malattie respiratorie e allergie.

Per vivere bene è necessaria sia una temperatura che un umidità ideale in casa e luoghi di lavoro.

In rete trovi molti articoli che ne parlano, e parecchie stupidaggini su quanto dev’essere l’umidità in casa!

La maggior parte sono copia-incollati da un sito all’altro.

Si trovano anche falsità come la bufala che: a 18° di temperatura l’umidità dovrebbe essere del 100%  – (A volte scrivono 80% o numeri a caso). (edit: ormai molti hanno corretto copiando da questo articolo…)

umidità ideale in casa
A volte l’umidità in casa è tutto tranne che ideale


18° di temperatura con 100% di umidità significa avere la nebbia in casa!
(a qualsiasi temperatura il 100% di umidità significa condensazione e sopra al 65% significa rischio muffa.)

80% di umidità non è l’umidità ideale in casa. Sei a rischio muffa.

È un’umidità troppo alta e si può formare facilmente umidità di condensa e muffa sui muri.

Il 100% di umidità, come dice la parola stessa, significa che l’aria è satura di vapore acqueo!

Altro che clima e umidità ideale in casa!


CLIMA E UMIDITÀ IDEALE IN CASA?

Ognuno percepisce il freddo, il caldo e e l’umido in modo diverso, quindi c’è una componente soggettiva su cosa sia il clima ideale in casa.

È anche vero che l’umidità ci fa sembrare il caldo più caldo e il freddo più freddo e questo è un dato di fatto. Quasi banale.

Spesso si alza la temperatura in casa solo perché si sente “freddo” ma in realtà è umido. Oppure sono spifferi e “ponti termici” che danno un senso di disagio climatico.

Aumentando (troppo) la temperatura in casa (sopra i 20°) si creano più facilmente le condizioni che portano a umidità di condensa e formazione muffa in casa.

Oltre alle considerazioni soggettive c’è anche una componente normativa, scientifica e oggettiva per determinare il clima più sano in cui vivere. E quale sia la giusta temperatura e umidità ideale in casa.

Si ritiene che il corpo umano stia meglio ad una temperatura da circa 20° fino a 24° –

E ad una umidità relativa dell’aria tra il 40 e il 60% a qualsiasi temperatura.

Temperature estreme = molto calde o molto fredde danno meno fastidio al corpo umano se c’è “secco.”

20° e 50% di umidità sono la temperatura e umidità ideale in casa.

Cosa che non sempre si può avere, ma ci si può avvicinare. Ovviamente in estate le temperature saranno ben più alte e se è alta anche l’umidità dà molto più fastidio, ma noi stiamo parlando di umidità ideale in casa in inverno o quando le finestre sono chiuse. (cosiddetto clima indoor)

  • Al di sotto del 40% di umidità in casa il clima diventa troppo secco.
  • Le mucose tendono a seccarsi e si avrà spesso sete.
  • Prosperano i batteri e i virus favorendo le malattie respiratorie, raffreddori infuenze e tosse.

I neonati soffrono particolarmente di un clima secco, infatti spesso vengono consigliati gli “umidificatori” (che in case umide poi creano disastri…)

Al contrario in un clima troppo umido:

  • Al di sopra del 60% di umidità in casa il clima è troppo umido.
  • C’è il rischio di formazione di umidità di condensa.
  • Si possono facilmente formare le muffe e sopra il 70% è praticamente certo.

La muffa, i pollini, lieviti ecc prosperano in un clima umido. I virus nel secco.

Troppa umidità in casa (sopra al 65%) quindi favorisce le allergie e la formazione muffe sui muri.


COME AVERE UMIDITÀ IDEALE IN CASA

Così chiami l’”esperto” per risolvere il problema. Vedi la pubblicità su facebook.

Si leggono tante di quelle scemenze nelle pubblicità dei no-muffa che la terra piatta è quasi più seria.

La tinta “antimuffa traspirante lavabile” (o è lavabile o è traspirante o è antimuffa, decidetevi!) o la pittura termica consigliata dal “cugino imbianchino” – la costosissima “super pittura termica che ossigena e depura”, il “kit brevettato” fai da te usato da milioni di persone. Poi ci sono gli inutili “test per la muffa”, scopri se hai la muffa tossica e per finire macchinari costosissimi brevettati, o un bel cappotto interno di polistirolo e/o di cartongesso.

E sicuramente avrai trovato chi vuole farti un buco nel muro “per arieggiare” o “il cappotto all’armadio”.

Le abbiamo viste tutte dai vari esperti. Abbiamo visto anche ditte che espongono cartelli fuori dalle case “abbiamo deumidificato questa casa con successo” – in realtà hanno fatto un preventivo e detto al proprietario che se accetta di appenderlo, se poi accetterà il preventivo riceverà uno sconto. 🙂

Non eliminano mai veramente la muffa perchè vendono “soluzioni” prima di trovare la vera causa della muffa e dell’eccesso di umidità ambientale.

E quindi non creano umidità ideale in casa.


NORMATIVE SU CORRETTO CLIMA TEMPERATURA E UMIDITÀ IDEALE IN CASA

La legge italiana prevende che la temperatura in casa nei mesi invernali con il riscaldamento acceso non debba superare i 20° il che rientra nella zona di clima ideale descritta sopra.

La legge prevede una tolleranza di + o – 1 grado.

20° con una umidità relativa massima del 65% rientra nella norma.

Non sempre la legge viene applicata, nei vecchi condomini in città come Milano ci sono spesso 23-25° in inverno e devono tenere le finestre aperte per avere una temperatura decente.

(Il che non sarebbe del tutto negativo dal punto di vista di umidità ideale in casa perché in questo modo li fa arieggiare moltissimo, peccato che sia un disastro ambientale, emissioni a manetta e con l’aumento dei costi dell’energia sarà un problema.)

Con l’introduzione delle valvole termostatiche e contatori di consumo le cose cambiano ma non per la muffa. E anche con le nuove caldaie e disposizioni per risparmiare.

Infatti qualcuno ha iniziato ad avere più problemi di umidità di condensa muffa e freddo in casa perché adesso ha temperature ben più basse e addio umidità ideale in casa.

Termoigrometro da casa per umdità ideale
Termoigrometro per controllare l’umidità ambientale. Un allarme muffa segnala il momento di arieggiare o intervenire!

In casa in inverno dovresti avere in media 18° in camera da letto e 20° nelle zone giorno.

Con una tolleranza di più o meno un grado.

Con umidità media del 50% a qualsiasi temperatura e quella è l’umidità ideale in casa.

Si può dire che 40% e 60% di umidità relativa siano il minimo e massimo.

65% è il massimo secondo le norme con una temperatura di 20°

Semplice no?

Di chi è la colpa se clima o umidità in casa non sono ideali?

Se in casa hai 20° e non più di 65% di umidità e nonostante questo si forma la condensa o muffa sui muri, allora colpa è della casa. (ci sono errori strutturali, progettuali o infiltrazioni ecc da trovare).

Se hai più del 65% di umidità in casa o non hai 20° potrebbe essere colpa di chi la abita che non riscalda e non arieggia correttamente la casa.

A volte è colpa della casa a volte dell’inquilino e nascono controversie.

Se  acquisti un igrometro-termometro puoi tenere umidità e temperatura sotto controllo.

Sopra i 65% di umidità relativa è allarme rosso, non è umidità ideale in casa.

Con umidità superiore al 65% la formazione di condensa o muffa in inverno è quasi certa.

La muffa fiorisce solo quando l’umidità in casa è in eccesso. Stiamo ovviamente parlando di stagione invernale. In estate con le finestre aperte è difficile avere un’umidità ideale in casa, se si tiene aperto si ha l’umidità in casa uguale a quella esterna.

In estate se hai uno scantinato o taverna attenzione a come lo arieggi.

In estate tieni le finestre chiuse e tapparelle abbassate durante le ore più calde per tenere più fresco e meno umido non ci sarà un’umidità ideale in casa però migliora.


Con Umidità Ideale in Casa non si Forma Condensa e Muffa:

La chiave per comprendere l’umidità di condensa è il Punto di Rugiada.

Punto di Rugiada umidità ideale in casa
Se l’umidità è eccessiva si condensa su materiali più freddi

Ad ogni coppia temperatura e umidità, c’è un punto (una temperatura) in cui l’umidità nell’aria si condensa sottoforma di goccioline d’acqua.

Si tratta di una temperatura ben precisa detta Punto di Rugiada.

A 22° di temperatura e 70% di umidità – il punto di rugiada è 16.3°  (vedi tabella o calcolatore punto di rugiada)

È molto facile in inverno, specialmente di notte quando il riscaldamento è basso o spento e all’esterno è più freddo, – che un angolo tra parete e soffitto o pavimento sia a 16.3° o anche più freddo!

Perciò in quel punto si avrà condensazione a aumento dell’umidità relativa.

Non è di certo il clima o l’umidità ideale in casa, specialmente nella camera da letto.

In quelle zone crescerà la muffa.

Perché la muffa ha bisogno di umidità per vivere. (Nota bene: per formarsi muffa non è necessario che si arrivi alla condensa, si forma già prima (al 80%).

È possibile misurare caso per caso quando e dove succederà.

NOTA BENE: per fare questi calcoli serve un’indagine termografica e igrometrica. Non una video conferenza o sopralluogo su whatspp con guru della muffa.

 Tabella Temperatura/Umidità e punto di rugiada.
Trova il punto dove inizia l’umidità di condensa e per capire come avere un clima e umidità ideale in casa.
Tabella punto di rugiada umidità di condensa e muffa
Ad ogni coppia temperatura-umidità corrisponde una temperatura in cui l’umidità condensa: detto Punto di Rugiada. Utile per avere un umidità ideale in casa.

Segui la tabella con un termoigrometro tieni sotto controllo l’umidità di condensa ed eviti la muffa.

Come abbiamo detto la muffa non ha bisogno che la tua parete arrivi al punto di rugiada per formarsi.

Anche se non si arriva alla formazione di condensa, la muffa può prolificare già al 80% di umidità superficiale e quindi cresce ad una temperatura di qualche grado più alta del punto di rugiada. (ci sono dei software e tabelle per calcolare queste cose che si applicano nelle varie zone d’italia a seconda del clima locale, tipo di casa etc).

Come avvicinarsi ad un’umidità ideale in casa

Quando l’umidità supera il 65% (in inverno) puoi aprire bene (spalancare) le finestre e diminuire l’umidità arieggiando e facendo circolare l’aria per pochi minuti. O usare un deumidificatore elettrico. Non lo “split” del condizionatore che serve solo in estate col caldo/umido.

Richiedi la nostra Guida gratuita su Come Evitare la Muffa arieggiando e riscaldando correttamente.

Se arieggiare e riscaldare correttamente non risolvere il problema è ora di un sopralluogo strumentale per scoprire cosa causa il problema e come risolverlo.

E iniziare ad avere un clima e umidità ideale in casa che tenga lontane le muffe.

Umidità Eccessiva in Casa Crea Condense e Muffe: un Ambiente Malsano.

Umidità e Muffe possono farti ammalare?

La risposta è nì, ma ciò che è sicuro è che dovresti evitare sia l’eccesso di umidità che la muffa in casa e dovresti chiamare un esperto se hai questi problemi che non si risolvono.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato le linee Guida “Umidità e Muffa, Linee Guida per la Qualità dell’Aria all’Interno di Edifici.”

Analizza l’influenza sulla salute degli edifici affetti da umidità, muffa e cattiva ventilazione.

L’OMS ritiene che favoriscano una serie di malattie respiratorie e allergie e che contribuiscano anche a mal. Specialmente nei bambini.

Da alcuni anni si parla di “sick building” cioè di “edificio malato” = che favorisce malattie.

Molte persone soffrono di “sick building syndrome” cioè sono malate a causa del tempo passato dentro ad edifici malsani.

Il che non ha niente a che vedere con la famosa “muffa tossica” o “muffa cancerogena” su cui girano un sacco di bufale per spaventare la gente e vendere prodotti antimuffa a caro prezzo.


UMIDITÀ IDEALE IN CASA. CLIMA IDEALE NEGLI EDIFICI.

Estratto dalle Linee Guida Organizzazione Mondiale Sanità su Umidità e Muffa negli Edifici.

Linee Guida Organizzazione Mondiale Della Sanità su Umidità e Muffa

L’eccesso di umidità danneggia la salute degli occupanti delle case, ed è anche un grave rischio per le strutture edilizie.

Rischia anche di far marcire le strutture in legno e favorisce la crescita microbica.

Anche i materiali da costruzione possono essere degradati dai processi chimici indotti dall’umidità.
Il controllo dell’umidità, compresa la ventilazione, è il metodo principale per limitare le muffe e gli acari.

È evidente che è necessario un sufficiente flusso di aria esterna per:
• ventilare e rimuovere sostanze inquinanti generate all’interno,
• per togliere umidità dell’aria interna o per diluirne la concentrazione a livelli accettabili per la salute e il comfort degli occupanti;
• impedire il degrado della costruzione.

Una ventilazione inefficace può portare a grave problemi di salute e danni alla costruzione.

Si dovrebbero evitare o ridurre al minimo l’umidità persistente e la crescita microbica (muffe) sulle superfici in quanto possono provocare effetti negativi sulla salute.

Gli indicatori di umidità e di crescita microbica includono:
• presenza di condensa su superfici o nei muri,
• muffa visibile,
• odore o percezione di muffa,
• danni causati dall’acqua anche in passato,
• perdite o penetrazione (come infiltrazioni e umidità di risalita.)

Dato che i rapporti tra umidità, esposizione microbica e effetti sulla salute non possono essere quantificati con precisione, non ci sono valori guida numerici o soglie che possano essere raccomandati per i livelli accettabili di contaminazione da microrganismi.

Invece, si raccomanda che le problematiche di umidità e muffa siano risolte quando si verificano.

Si dovrebbero risanare perché aumentano il rischio di esposizione a microbi e a prodotti chimici pericolosi.

Edifici ben curati, ben progettati e ben costruiti sono fondamentali per la prevenzione ed il controllo dell’eccesso di umidità e la proliferazione di muffe e microbi, impedendo l’ingresso di acqua liquida o vapore.

La gestione dell’umidità richiede un accurato controllo della temperatura e della ventilazione per evitare l’umidità in eccesso e la condensa sulle superfici e sui materiali.

La ventilazione dovrebbe essere uniforme e si dovrebbe evitare l’aria stagnante.

I proprietari degli edifici sono responsabili di fornire un ambiente di lavoro salubre e abitazioni private privi di umidità in eccesso e di muffe, assicurando una corretta costruzione e manutenzione.

Gli occupanti sono responsabili del corretto uso di acqua, riscaldamento, ventilazione e elettrodomestici in modo corretto per non causare un eccesso di umidità e la crescita di muffe.

L’Umidità interna è influenzata dai tassi di ventilazione.

La ventilazione in genere riduce i livelli di umidità.

Nelle case l’umidità è associata con l’aumento della crescita di microrganismi come muffa e batteri.

Umidità relative superiori a circa il 60% aumentano la proliferazione di muffa e acari della polvere.

I bassi tassi di ventilazione possono così aumentare la prevalenza o l’intensità di allergiche e altri sintomi (Flannigan, Morey, 1996).

Sono stati collegati all’esposizione al fumo di tabacco e ai prodotti del decadimento del radon un aumento dei rischi di cancro ai polmoni, infarto, malattie cardiache e ictus.

Tassi di ventilazione migliori in genere riducono le concentrazioni interne di questi agenti.

Cosa causa Umidità e Condensa e Perché Bisogna Ventilare con Qualsiasi Tempo.

Quando in inverno l’aria esterna ad una temperatura di -8 ° C con il 100% di umidità relativa, viene portata all’interno di un edificio e riscaldata alla temperatura di 20° C l’umidità relativa interna diminuisce del 15%.

Ecco perché, l’aria fredda esterna usata nella ventilazione è efficace per espellere l’umidità di ambienti chiusi.

Quando l’aria ad una temperatura di 15 ° C ed umidità assoluta di 5,5 di acqua in 1 kg di aria secca (corrispondente ad una umidità relativa del 50%) viene riscaldata all’interno fino a 18 ° C, l’umidità relativa diminuisce al 40%.)

Ecco come il riscaldamento può aiutare a prevenire elevata umidità relativa.

Quando l’aria ad una temperatura di 20 ° C e un’umidità relativa del 58% viene raffreddata a 15 ° C, la sua umidità relativa aumenta al 75%; quando la temperatura è scesa a 11 ° C, l’umidità relativa raggiunge il 100%.

L’acqua condensa sulle superfici che si trovano a tali temperature.

Così, quando la temperatura nelle case diminuisce in alcuni punti precisi (ad esempio sui vetri, sulle sezioni non riscaldate della casa o pareti mal isolate), l’umidità relativa aumenta e accelera la crescita microbica.”

—————– fine citazione Linee Guida del OMS ————

Leggi anche Aerare i locali Umidità di Condensa e Muffa in Casa

Muffa in Camera: 5 cose che non ti spiegano bene


  • HAI MUFFA IN CASA?
  • VORRESTI AVERE UN CLIMA IDEALE IN CASA?
  • UMIDITÀ DI CONDENSA?
  • MURI UMIDI?
  • UMIDITÀ DI RISALITA O INFILTRAZIONI CONTRO TERRA?

Smetti di ascoltare i finti esperti di muffe, e i consigli strani su blog per casalinghe o del “cuggino muratore.”

Ti fanno spendere soldi, fare e rifare sempre le stesse cose.


Perché hai Muffa e non l’Umidità ideale in Casa?

  • Ogni casa ha i suoi problemi di clima e umidità.
  • Ogni casa ha la Sua Soluzione.
  • Per trovarla serve un soprallugo tecnico e misurazioni ambientali.

Se hai Umidità in Casa, Muri Umidi e Muffa –  4 cose da fare subito per avere umidità ideale in casa:

  1. Arieggia metodicamente i locali. Per sapere come farlo richiedici la nostra Guida gratuita per arieggiare e riscaldare correttamente. Potrai migliorare verso un’umidità ideale in casa.
  2. Scopri la causa dell’umidità in casa tua con monitoraggi, sopralluogo o diagnostica.
  3. Risolvi la causa trovata.
  4. Le muffe vanno eliminate al più presto e si devono usare pitture minerali, alcaline, traspiranti.

Leggi anche 7 motivi che nessuno ti dice per la muffa e

Come vincere la muffa senza combattere

Cappotto Interno Antimuffa


RICHIEDI UN SOPRALLUOGO CONSULENZA O DIAGNOSTICA OGGI STESSO


Umidità e Muffa Casa Classe A?

Classe A ma con la muffa

Classe A significa risparmio energetico, minori spese di riscaldamento.

Non significa maggiore confort abitativo…

Né che la tua casa non sarà umida!

E nemmeno che non avrai la muffa sui muri!

Dai rapporti che riceviamo ormai è evidente che le case in classe A sono spesso un flop, con enormi problemi di muffa sui muri e clima insalubre in casa.

Umidità e Muffa Casa Classe A – Perché?

Casa in Classe A spesso significa:

“Un BUNKER super coibentato (isolato con materiali plastici) che si scalda molto velocemente e consuma poco gas” ma dove:

  • L’aria non circola bene.
  • I muri non traspirano.
  • L’umidità si condensa.
  • Le muffe si formano facilmente.
  • Cattivi odori non escono o ristagnano in casa.

Lamentele e le cause legali nelle case nuove in Classe A sono all’ordine del giorno.

Motivo? Umidità e muffa sui muri.

Ovvio che questo non si limita alla Classe A ma anche alla classe B e in generale a tutte le case con cappotto di polistirolo e infissi “termici”.

La “colpa” è sempre tua per la muffa e l’umidità in casa nuova Classe A.

La risposta più comune dei costruttori è che gli inquilini o acuireti delle case sbagliano perché “non aprono” invece “devono aprire le finestre”.

Ma non sempre è così.

Ci chiederanno di fare un corso speciale per abitare nelle case nuove?

Se ti lamenti è colpa tua perché non sei abituato a vivere in una casa “green” che “risparmia energia” e contribuisce a “ridurre le emissioni”.

Ma tu pensi: che me ne frega delle emissioni se poi sento le “emissioni” delle muffe?

  • Cos’è questo odore di muffa?
  • Perché ho la condensa?
  • Perché non escono mai gli odori dalla casa?

Dotazione tipica delle case nuove in Classe A, B e ristrutturate recentemente.

Classe A e in generale case nuove o ristrutturate recentemente hanno:

  • Cappotto di polistirolo,
  • Isolamenti, Serramenti doppi o tripli
  • Pannelli Solari, Caldaia a Condensazione
  • Riscaldamento a Pavimento, Condizionatori, Pompe di calore, ecc.
  • Vespaio di plastica al piano terra.

Tutto bellissimo.

Tutto in favore del risparmio energetico, isolamento termico e acustico e del business!

Una casa a basso consumo ma non sempre con un clima ideale.

Non esiste uno standard uniforme per gli isolamenti termici e per i lavori di impiantistica nelle case nuove anche in Classe A.

In Trentino ci sono case in Classe A fatte di Legno e coibentate con il sughero, in periferia di città nelle villette a schiera la Classe A significa quasi sempre polistirolo da tutti i lati, pitture esterne impermeabili e serramenti  di alluminio “stile NASA”.

Non passa un filo d’aria e l’umidità generata all’interno trova barriere insormontabili che le impediscono di uscire.


Le case Classe A o B o cappotto di polistirolo sono facili da riscaldare.

Sono più facili da vendere per il marketing sul risparmio energetico e gli incentivi statali.

Per un costruttore è remunerativo spendere un po’ di più per costruire case in Classe A, la gente è disposta ad acquistarle anche durante la crisi e a pagarle di più.

La crisi dell’edilizia non è causata solo dalle banche.

La crisi edilizia è fatta anche dai costruttori che hanno messo sul mercato case fatte male, fatte in fretta, con materiali scadenti.

O dai costruttori che scompaiono nel nulla per non rispondere dei vizi occulti che saltano fuori solo dopo qualche anno che la casa è stata venduta.

Una casa Classe A deve essere costuita a regola d’arte con materiali di qualità e traspiranti per non avere umidità e muffa.

I problemi di condensa e muffe nella case in Classe A, (o in generale dopo che sono stati fatti cappotti o sostituiti gli infissi) sono sempre dovuti a lavori o progettazioni fatti male.


UMIDITÀ E MUFFA IN CLASSE A

L’umidità delle case in Classe A è causata da vari fattori:

1. Mancanza di adeguata aerazione nelle case “bunker” di classe A che non sono dotate di ventilazione meccanica forzata (come la Classe A+) e sono costruite con materiali non traspiranti.

2. Fenomeni di condensa interstiziale dentro le murature, intercapedini e isolamenti, causata da errori strutturali, di esecuzione e progettazione.

3. Isolamenti non perfetti dei tubi dell’acqua e del condizionatore causano condense e punti freddi all’interno dei muri e dove l’umidità condensa.

4. Lavori di coibentazione non perfetti lasciano o creano dei ponti termici.

In breve sono sempre errori di progettazione, esecuzione o materiali che causano condensa e muffa nelle case in Classe A, nuove o con cappotto.

Anche le case ristrutturate a cui è stato fatto il “classico del restauro”:

Classe A e Muffa
Muffa Nera Muri

  • cappotto
  • vespaio
  • vetri termici
  • riscaldamento a pavimento
  • Intonaci e pietre “anti umidità” all’esterno (tipo pitture al quarzo)

Quasi sempre sono piene di umidità e hanno problemi di muffe perché la casa non respira più e l’umidità non ha modo di uscire da nessuna parte.


Attenzione: L’umidità non viene dall’esterno ma dall’interno!

Le persone pensano che “siccome fuori piove” c’è la nebbia o c’è umido allora “è una giornata umida” e questo crea umidità e muffa in casa.

Ma non è vero.

L’umidità è creata all’interno solo che non riesce ad uscire dal bunker della casa classe a!

Una famiglia di 4 persone emette nell’aria circa 12 KG di acqua al giorno tramite il respiro, sudore, asciugare i panni, far da mangiare, usare la doccia.

Se si aggiungono più persone o animali o attività che comportano maggiore emissione di umidità la quantità d’acqua immessa nell’aria aumenta proporzionalmente.

Solo dormendo un essere umano emette 0.6 kg d’acqua durante la notte.

Visto che la casa in classe A è un bunker “impenetrabile” dove andrà a finire tutta questa umidità?

Si condenserà nel primo posto freddo che trova.

Alcune famiglie hanno temperature di 22 o 25° in inverno perché a qualcuno piace girare in mutande per casa, la nonna ha freddo e il bambino fa il bagnetto.

Ad una temperatura di 24° e umidità del 70% il punto di rugiada (cioè dove l’umidità condensa) è a 15-16° –

Non è difficile trovare un punto che abbia questa temperatura o più bassa.

Basta un isalamento imperfetto.

Un angolo del soffitto, di notte quando il riscaldamento è spento, o vicino ad una finestra o in mezzo ad un muro dove passa il tubo del condizionatore in estate a 7° e non perfettamente isolato.

O a volte una maniglia di metallo della finestra.

E così hai la muffa dietro gli armadi, vicino alle finestre, negli angoli, anche se la tua casa è in Classe A o B o con cappotto e i vetri termici.

La classe A+

Non si può dire la stessa cosa della Classe A+ che comporta maggiori investimenti ai costruttori ma non è altrettanto remuneratività e richiesta dal “mercato”.

La Classe A+ ha come differenza dalla Classe A il fatto di avere una migliore coibentazione e l’aerazione controllata.

Se è fatta bene non dovrebbe avere problemi di aerazione, di umidità, muffe e odori.


BUONA NOTIZIA.

ABBIAMO LA SOLUZIONE PER L’UMIDITÀ ANCHE IN CLASSE A.

Puoi trasformare la tua Classe A o con cappotto e vetri termici in un luogo dove l’aria circola e la muffa non prolifica.

Richiedi un sopralluogo e un preventivo.


Prima troviamo di cosa soffre la casa, poi la soluzione corretta!

Prima di togliere per l’ennesima volta la muffa, (il fai da te è sconsigliato – rischi di portarla anche da altre parti)
Non continuare a ridare la pittura sui muri, (la tempera non fa traspirare e non risolve il problema anche se “antimuffa”)

Non litigare inutilmente con il costruttore o venditore. Procurati le prove per una rivalsa.

Fai fare un’analisi termografica e terrmoigrometrica per stabilire se la ragione è un difetto della casa o è causato dagli abitanti o da scarsa aerazione.

Richiedi un sopralluogo per risolvere definitivamente condensa e muffa!

NOTA: Rispettiamo la tua privacy e non daremo il tuo contatto a call center o altre ditte. Vedi privacy policy.

Cappotto Termico Interno su Muri Umidi

Il cappotto termico interno (polistirolo, cartongesso ecc) spesso viene consigliato da “esperti” per risolvere problemi di umidità nei muri.

Niente di più sbagliato.

Un cappotto termico serve a creare un isolamento termico per il risparmio energetico, e va preferibilmente fatto all’esterno.

Spesso se chiami un esperto per risolvere muri umidi, muffa o freddo in casa ti propone un bel cappotto interno di polistirolo o cartongesso!

O di tavelloni accoppiato con una lastra di polistirolo, o di cartongesso e polistirolo. Le combinazioni sono varie. A volte lana di roccia.

Materiali non traspiranti che peggiorano la situazione con i muri umidi.

Se i muri sono umidi o freddi a causa di Umidità di Risalita, fare un cappotto non solo non risolve il problema ma peggiora la situazione, infatti l’umidità non può evaporare e dietro il cappotto “succede di tutto.”

Condense, funghi, muffe, odori.


Cos’è il Cappotto Termico Interno

Un cappotto termico interno è un isolamento dal freddo e caldo.

In una casa con murature asciutte è utile per risparmiare riscaldamento e ridurre ponti termici che possono formare umidità di condensa e muffa.

Questo a livello teorico.

In assenza di una buona aerazione la condensa si può fare anche su un muro realtivamente caldo.

Con 80% di umidità reltiva e 24° in casa (come succede in certi condomini) la condensa si forma a 19° – non è di certo la temperatura di un muro freddo! Infatti spesso si forma la muffa all’interno di mobili…

Un cappotto interno di polistirolo causerà più facilmente umidità di condensa (dato che non c’è traspirazione d’aria attraverso il muro di plastica) e quindi formazione di muffa sui muri.

Nelle pareti miste cartongesso polistirene con intercapedine vuota si può formare umidità all’iinterno del cappotto, con formazione di muffe. (consensa interstiziale)

Se hai problemi di freddo in casa e ti consigliano un cappotto interno fai attenzione!

non fare lo struzzo con l'umidità di risalita
Casa umida e/o fredda? Non fare lo struzzo!

Un cappotto termico all’esterno di polistirene spesso causa umidità di condensa o cattiva circolazione d’aria all’interno della casa.

Se viene anche rivestito di vernici “anti umidità” (quarzo e plastica) e accoppiato ai moderni vetri termici “anti tutto” la possibilità di formazione di umidità di condensa è altissima.

Con un cappotto e finestre termiche diventa fondamentale gestire correttamente l’aerazione.

Cappotto termico all’interno

Un cappotto interno deve essere fatto con materiali naturali e traspiranti, antimuffa o anti umidità.

Altrimenti causerà umidità di condensa.

Il muratore del quartiere di cosa lo fa il cappottino interno? Di polistirolo!

Come lo struzzo che nasconde la testa nascondono il muro.

È plastica. Non può essere un materiale traspirante!

Se ti avessero chiesto se volevi abitare in una scatola di polistirolo avresti accettato?

Il Polistirolo, in versione estruso XPS o EPS,  soprattutto se intonacato “alla plastica” o con il “super traspiro-isolante”– ha un solo risultato: Il muro non traspira più. Secondo varie teorie non serve nessuna traspirazione, tuttavia le persone non sanno gestire una casa super isolata con cappotto e finestre termiche e si ritrovano piene di muffa anche nelle case nuove.

Se il muro è umido con il cappotto interno i guai si moltiplicano.

L’umidità nei muri non viene risolta ma solo “ricoperta”.

Perchè il cappotto interno di polistirolo non funziona con muri umidi?

Un essere umano emette 600 grammi d’acqua senza fare niente solo dormendo durante la notte.

Una famiglia media emette 10-12 litri di acqua al giorno, che se non possono uscire si accumulano e vanno a condensare sulle pareti del cappotto termico interno al polistirolo.

E con i vetri termici questa umidità non può uscire.

Quando si formerà muffa e condensa, l’ “esperto” ti dirà che devi “aerare” ma non ti spiega come aerare.

E non ti dice che il polistirolo e i vetri termici sono una causa della mancata aereazione e della formazione di eccesso di umidità ambientale.

cappotto termico interno di polistirolo con muffa
Muffa in alto e in tutta il muro con pannelli polistirolo intonacato

Risolvere il freddo o l’umidità con un cappotto termico interno non risolve l’umidità nel muro, gli impedisce di evaporare e causa Umidità di Condensa all’interno e sulla superficie.

E quindi avrai la Muffa Nera sui Muri.

Casa umida in inverno e in estate stile tropicale.

Cosa succede dietro i pannelli isolanti di polistirolo?

Non lo vedi, ma lo senti (puzza)!

Dopo un po’ vedrai quello che succede sopra al cappotto interno! La muffa.

Se la tua casa aveva umidità di risalita dal terreno la frittata è fatta!

Prima di fare un cappotto termico interno o esterno, un vespaio per “risolvere l’umidità di risalita”, prima di usare intonaci speciali anti umidità, contattaci.

L’umidità di risalita non si risolve con il “vespaio” nè col cappotto esterno, ma soprattutto non si risolve con il cappotto termico interno di polistirolo!

Per sapere come aerare correttamente la casa e come togliere la muffa dai muri leggi i nostri articoli in questo blog.

Con i materiali naturali è possibile fare un cappotto termico che lascia traspirare il muro e assorbe umidità.

Un cappotto dove la muffa non può vivere.

È possibile deumidificare i muri dall’umidità di risalita prima di rifare intonaci o cappotti.

Se hai muri umidi, se ti hanno proposto un cappotto interno, prima di farlo contattaci per un  sopralluogo o diagnostica.

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