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Muffa in camera che incubo! In bagno qualcuno la tollera ma la muffa in camera è considerata orrenda e pericolosa per la salute da quasi tutti.

Entri e senti odore di muffa. Apri le finestre per ore, usi profumi e incensi e rimedi new age e la muffa se ne fa un baffo.

Sei a letto la vedi nell’angolo in alto o la “senti” che si nasconde dietro l’armadio.

Su internet trovi i rimedi “della nonna” (che la nonna non conosce, perfino la candeggina ai suoi tempi si chiamava “varechina” ed era 100 volte più potente) li provi e la muffa si riforma.

Miscugli e spray fai da te di bicarbonato e olio di camaleonte.

La muffa ritorna. Provi gli spray del colorificio o supermercato. Niente.

Spesso si allarga ad altre stanze! Si dice che la muffa “cammina” in realtà cercando di toglierla smuovi le spore (invisibili) e le fai volare per tutta la casa.

Non ne puoi più e decidi di fare qualcosa per la muffa in camera.

L’imbianchino ti propone la super pittura termica-con-le-perline antimuffa, anti condensa, antimateria.

Per un po’ sembra ok poi la muffa in camera, in bagno ecc si riforma. E l’odore dentro l’armadio non se n’è mai andato.

Cerchi una soluzione definitiva per la muffa in camera.

Full immersion nei “siti di eseprti muffologi e antimuffa” dove trovi:

  • Video del patologo-muffologo-cartongessista;
  • gli esperti di muffa trentennali e i diagnostici certificati,
  • i soddisfatti o rimborsati;
  • i pittura maggika che riscalda i muri; la nanotecnologia; pittura che toglie l’inquinamento oltre alla muffa in camera;
  • la pittura brevettata antimuffa e condensa che costa 800€ a stanza;
  • tinta antimuffa alle “terre rare”, antiche ricette ecc. puzza …. ma non contiene chimica;
  • La macchina anti muffa in camera brevettata disegnata da Leonardo (in offerta solo per oggi);
  • gli analizzatori di muffa, questi sono perlopiù stranieri ma anche in Italia sta prendendo piede;
  • la “muffa che elimina la muffa”, i cristalli quantici e soluzioni spettacolari come le scatole a energia cosmica che eliminano umidità di risalita e ogni muffa e “umidità in casa”.

    Non sai cosa scegliere.

I peggiori sono gli “horror muffa” quelli che ti terrorizzano con paroloni scientifici (?) ti spiegano che la muffa in camera è tossica, la muffa è pericolosa, la muffa nera è cancerogena. La mamma di tre bambini asmatici (foto dei bambini in lacrime) ha toccato la muffa ed è morta. I bambini con la polmonite. Roba che il Covid non è niente in confronto alla muffa in camera.

Ti convinci che morirai se non fai qualcosa per la muffa in camera.

Questi presunti Piero Angela della muffa insistono sulla pericolosità della muffa e delle “micotossine” per vendere le lore pitture o soluzioni. Scientificamente però non esistono muffe sui muri di casa ritenute cancerogene e nessuna muffa è considerata di per sè tossica. Può essere un problema per persone allergiche o peggiorare malatite respiratorie e comunque è indice di un’ambiente non salubre.

Questi signori insistono sulla pericolosità delle “micotossine” ma non ti spiegano che le micotossine non sono sui muri e sono un problema che riguarda gli alimenti. Fanno male se ingerite con il cibo.

Le micotossine ritenute pericolose non hanno niente a che vedere con le muffe in camera o sui muri in Italia.

Non esistono nemmeno dei test di laboratorio per micotossine al di fuori dei test per il cibo. Quindi rilassati e chiudi quei siti che non servono a niente.

Se vuoi approfondire in questo articolo parliamo di muffe tossiche e micotossine.

Approfondiamo alcuni punti di cui “tutti parlano” ma nessuno ti spiega bene sulla muffa.

Pensiamo che più comprendi il soggetto e più potrai apprezzare la correttezza della soluzione che sceglierai per risolvere la muffa in camera.

Le cose sulla muffa in camera (o in casa) che non ti spiegano bene.

  1. Hai la muffa per via del ponte termico”
  2. Oppure: “hai la muffa in camera perché non apri le finestre”.
  3. E poi: “c’è troppa umidità” ci vuole una pittura termica”
  4. Attenzione “la muffa è velenosa ci sono le micotossine!”
  5. È per via dell’“umidità di risalita.”

Iniziamo dal primo. Cosa vuol dire la muffa in camera è causata dal ponte termico?

La cosa che non ti spiegano è che tipo di ponte termico causa muffa. È “normale” che ci siano ponti termici, non è detto che un ponte termico causi la muffa in camera.

Cos’è un ponte termico? definizione: Il ponte termico è quella zona locale e limitata dell’involucro edilizio che rappresenta una densità di flusso termico maggiore rispetto agli elementi costruttivi adiacenti.

Cosa significa? Che è un punto dell’involucro (es: angolo ecc) diverso per forma o materiali e lascia passare (fluire) diversamente il calore da quelli vicini.

Una parete si incontra con una zona di materiale diverso, un pilastro di cemento armato, la soletta del soffitto ecc. Queste zone “locali e limitate dell’involucro” lasciano fluire, trasmettono diversamente il calore.

Si chiama “ponte termico” perché fa da ponte (a livello termico) tra l’esterno e l’interno della casa.

Nei ponti termici in inverno il riscaldamento si disperde più facilmente verso esterno mentre in estate il caldo penetra più facilmente all’interno.

In Italia fino al 2005 non esistevano norme serie a riguardo per cui se la tua casa è stata costruita prima di allora, sarà piena di ponti termici, se è costruita dopo ne avrà molti meno, ma mai zero.

Così abbiamo case “colabrodo” che disperdono un sacco di energia ed alte emissioni di CO2.

Negli anni 70 si risolveva il problema con riscaldamenti sovra dimensionati. Un condominio aveva una caldaia da transatlantico che consumava un’enormità di gasolio, emetteva CO2 in quantità industriale. E non era strano avere in casa 23-24° tanto che si potevano tenere le finestre aperte in inverno.

Questa follia energetica aveva i suoi risvolti positivi. Infatti i riscaldamenti elevati “correggevano” qualsiasi ponte termico e con le finestre spifferose o addirittura aperte si avevano locali sempre aerati e poca muffa.

Dato che non possiamo continuare a inquinare e riscaldare il pianeta abbiamo normative che impongono di ridurre emissioni con cappotti, riscaldamenti più efficenti e riduzione dei ponti termici.

Cappotti fatti male e finestre montate male peggiorano la situazione e favoriscono la muffa

Abbiamo visto cappotti di polistirene su case vecchie di mattone pieno, senza nessun progetto o calcolo, fatti dal cugino imbianchino, si sono riempiti di muffa in camera e non solo!

Lo stesso si può dire delle finestre con caratteristiche da portello della Stazione ISS montate sui vecchi telai delle case anni 60. Con umidità di risalita al piano terra. Poi hanno la muffa “intorno alle finestre”.

Una casa con “zero ponti termici” è un’ideale ma non esiste. Nelle case nuove in classe A super coibentate con ponti termici al minimo si forma un sacco di muffa e quindi non è il ponte termico la causa della muffa.

Dare la colpa della muffa in camera al “ponte termico” senza diagnostiche strumentali è un errore. Se misuri un angolo nel soffitto con un termometrino “laser” è sempre più freddo della parete ma non è detto che sia un problema serio.

Se la muffa si forma anche con ponti termici ridotti al minimo (es Classe A) perché ti dicono che è il ponte termico che causa la muffa in camera? Perché prima di cambiare le finestre non c’era nessuna muffa? E non c’era muffa con l’altro inquilino? O prima di cambiare caldaia, o valvole termostatiche ai radiatori?

Perché non era il ponte termico la (sola) causa della muffa.

Per formare o favorire muffa e condensa un ponte termico deve essere “critico” che porta la zona ad essere fredda in modo critico. Quanto? Dipende dalle zone geografiche. Deve essere più fredda di un punto ben preciso. Il “punto di rugiada” e il “punto di rischio muffa” che è diverso per ogni area o periodo dell’anno ecc. e si può calcolare.

Quando un ponte termico è così “critico” da creare muffa in camera?

I venditori sono sempre molto sicuri di quello che dicono ma tecnicamente si devono specificare i paletti e fare misurazioni serie prima di sparare a caso.

muffa-in-camera-termografia-ponte-termico
Un vero ponte termico critico che causa muffa

Vari software calcolano in base alle normative, a parametri fisici e caratteristiche dei materiali delle pareti e zone geografiche, a quale temperatura un muro o un “ponte termico” non deve arrivare per essere sicuri che non si formi la muffa o la condensa.

Agosto non è gennaio e Roma non è Aosta. Si possono progettare case senza ponti termici critici. E possiamo sapere a che temperatura superficiale del muro c’è “rischio muffa” e “rischio condensa” per qualsiasi casa e zona geografica.

muffa montagna trentino
tabella con valori rischio muffa e condensa
Due tabelle calcolare per una località in montagnain Trentino e Una Al Sud al mare a Taranto.

Nelle tabelle sopra i valori di una città in montagna (Trentino) e una al mare (Puglia), uno dei parametri fondamentali per calcolare il “rischio muffa” causato da ponti termici sono l’umidità e la temperatura ambientale interna ed esterna.

L’umidità causa la muffa? Beh questo lo sanno tutti…

Un’altra cosa che tutti ti dicono ma nessuno ti spiega bene. Cosa c’entra l’umidità con la muffa?

Non è l’umidità che causa la muffa in camera ma è l’eccesso di umidità. Così come non è il ponte termico ma l’eccesso di ponte termico.

Le spore della muffa sono praticamente ovunque. Come i batteri e i microscopici esseri che abitano sulla nostra faccia. Invisibili possono stare lì e non darti fastidio per anni. Finché non si creano le condizioni per far fiorire la muffa in casa.

Qual è l’umidità ideale in casa? C’è stato un periodo che tutti i siti si copia incollavano a vicenda e secondo loro l’umidità ideale era 80% a 21° – Poi dopo questo nostro articolo hanno smesso di dire scemenze.

L’umidità la vedi in bagno quando si fanno la doccia “oceanica”.

La muffa in camera però ti si forma nella parete dietro l’armadio. Quindi cosa c’entra l’umidità con la muffa?

IL PONTE TERMICO DIPENDE DALL’UMIDITÀ O L’UMIDITÀ DIPENDE DAL PONTE TERMICO?

Questa è una domanda alla Gazzullo.

In effetti più c’è umidità nella stanza è più un ponte termico diventa critico e si ha il rischio muffa.

Se un ponte termico è critico causa muffa e condensa anche se l’umidità nella stanza è normale. Se invece l’umidità è eccessiva si forma muffa in camera anche se il ponte termico non è critico!

Per capire questo concetto bisogna introdurre un altro dato che non ti spiegano bene. Il famoso “punto di rugiada”. Cioè la temperatura a cui l’umidità dell’aria si condensa. E la percentuale di umidità realtiva.

Avrai notato che se tiri fuori la lattina dal frigo e si formano le goccioline. Si tratta di umidità dell’aria che fino a quel momento non causava nessun problema. Appena l’aria tocca la superficie fredda della lattina si condensa. (In inverno succede a volte sui vetri delle finestre).

L’aria può contenere una ben precisa quantità di vapore acqueo (umidità) in funzione della sua temperatura. Cioè più l’aria è calda e più umidità (acqua) può contenere. Più di una certa quantità a una certa temperatura non ce ne sta e si condensa. E quello è il 100% di umidità a quella temperatura. Non c’entra col freddo, infatti nei paesi tropicali c’è la nebbia calda a 30°.

Cominci a capire dove sta l’inghippo? Se raffreddi dell’aria il vapore acqueo che prima era invisibile adesso si condensa perché ad una temperatura più bassa l’aria ne può contenere di meno.

Se riscaldi la stessa aria succede il contrario e l’umidità relativa diminuisce.

Come freddo caldo e umidità causano condensa o muffa in camera?

Abbiamo detto che più l’aria è calda e più può contenere vapore (acqua sotto forma di particelle, detta umidità).

Il 50% di Umidità significa 50% di umidità relativa. Relativa a cosa? Relativa alla temperatura.

Un metro cubo di aria a 30° può contenere al massimo 30 grammi di acqua e quello è il 100% di umidità – perciò se l’umidità è il 50% a 30° significa che ci sono 15 grammi di acqua per metro cubo d’aria.

Lo stesso metro cubo a 20° può contenere al massimo 17 grammi e a 0° contiene 4.5 grammi. Il 100% di umidità a 0° sarebbero solo 4.5 grammi.

Vedi la differenza? Ecco perché se apri le finestre con qualsiasi tempo in inverno l’umidità in casa diminuisce di colpo!

Per ogni coppia temperatura/umidità c’è un “punto di rugiada” corrispondente. Il punto di rugiada è la temperatura in cui si formerà la condensa. Esempio a 20° e 50% di umidità il punto di rugiada è circa 10°.

TABELLA PUNTO DI RUGIADA –
Ad ogni coppia di valori umidità relativa e temperatura dell'aria corrisponde un diverso punto di rugiada cioè una temperatura a cui l'umidità dell'aria condensa. Se un oggetto (muro ecc) è a quella temperatura, sulla sua superficie si crea condensa. Nota: Per la formazione muffa in camera o in altre zone è sufficiente un'umidità del 80% perciò e non serve arrivare alla condensa. Il punto di "allarme muffa" quindi è ad una temperatura più alta del punto di rugiada.
Umidità
Temp50%60%70%80%
-9°-7°-5°-3°
10°2.6°4.8°6.7°
20°9.3°12°14.3°16.5°
24°13°15.7°18.2°20.3°

Cosa significa che l’umidità è il 50% o 80% ecc. 50% di cosa? Non te lo spiegano mai bene.

Significa che un oggetto più freddo di 10° (un muro, un angolo, lattina ecc) farà condensare l’aria sulla sua superficie perché nelle sue vicinanze la temperatura dell’aria è più bassa e l’umidità relativa raggiunge il 100% = condensa.

Quindi non basta dire che l’umidità deve essere “meno del 60%” per non creare condensa e muffa. Perché il 60% lo misuri al centro della stanza!

In realtà la condensa (e la muffa) si possono creare a differenti livelli di temperatura e umidità.

In Florida o in Qatar non hanno mai le nostre temperature invernali; eppure, se spegni l’aria condizionata ti riempi di muffa e condensa ovunque.

A Roma è diverso che a Milano e in Sicilia a livelo del mare è diverso che sull’Etna a 3000 metri.

A 24° con 80% di umidità la condensa si forma a 20° per cui puoi vedere che il famoso “ponte termico” non può essere il colpevole. Con un muro a 20° non serve a niente usare una “pittura termica con le palline di ceramica o con le nanotecnologie cosmiche” e nemmeno fare un cappotto esterno o cambiare le finestre. Anzi! Peggiori.

Quello che si deve fare in questo caso è diminuire l’umidità ambientale.

Se invece ti hanno lasciato un tubo del condizionamento non isolato che va a 7° dentro un muro, in estate condensa tutta la parete all’interno! Magari poi la muffa esce a settembre… e hai voglia di metterci la pittura magica.

A volte basta solo cambiare abitudini ad aprire le finestre più volte al giorno. Oppure montare una VMC.

Allo stesso modo è inutile che ti propongano una VMC o la macchina magica antimuffa se in camera hai 18° e 10° negli angoli del soffitto perché la VMC per quanto poco diminuisce la temperatura e peggiorerà la situazione.

Se c’è un vero ponte termico critico si deve correggere con un cappotto. I cappotti per evitare la muffa si possono anche fare internamente senza doverlo fare tutta la casa.

Se si tratta di una cosa leggera e la casa è al centro/sud in zona climatica bassa può darsi che una pittura termica sia sufficiente e vada benissimo, ma se c’è un vero ponte termico critico in zona E la pittura fa gran poco.

L’aria umida si muove e causa muffa in camera e in tutta la casa.

Molte persone che chiedono una consulenza per la muffa in camera sono convinte che il problema sia proprio in camera. Se è esposta nord pensano che sia ovvio, ma se è a Sud sarà qualcosa di terribile!

Non pensano che la causa potrebbe iniziare dalla cucina dove bolle la pasta senza una cappa aspirante che espelle all’esterno. O in bagno o lavanderia. L’umidità si muove nella casa. Quando trova un punto più freddo come abbiamo visto aumenta la % di umidità relativa. E quando si arriva al 80% in superficie, il terreno per la muffa è pronto. Infatti non serve arrivare al “punto di rugiada ed avere la formazione di condensa perchè si formi muffa. Altra cosa che non ti spiegano bene ma senti cosa dicono le normative.

Per la determinazione del punto di muffa si fa riferimento alla norma UNI EN ISO 13788:2013 che fissa per i calcoli una soglia di verifica di umidità del 80%.

Spesso la camera viene tenuta con la porta chiusa e ad una temperatura molto più fredda del resto della casa, soprattutto durante il giorno. Quando l’aria calda entra in camera… tac!

  • Ci sono abitudini di tutti i tipi e sono quasi tutte sbagliate.
  • Chi spalanca le finestre due ore tutte le mattine. Chi non le apre mai.
  • O lascia la basculante aperta tutto il giorno.
  • Oppure spegne il riscaldamento in camera e la lascia fredda
  • Chi in soggiorno ha una stufa a pellet nelle cui vicinanze ci sono 30° e nella stanza da letto 15° e i muri sono a 8°

Una delle peggiori abitudini (o delle migliori dal punto di vista della muffa in camera) è quella spegnere il riscaldamento quando si esce alla mattina e poi alzarlo a manetta per qualche ora alla sera.

Credendo di risparmiare si spendono molti più soldi di riscaldamento e si forma anche più facilmente la muffa. Ogni volta che la caldaia riparte deve consumare un sacco di energia per alzare la temperatura e se la continui a spegnere e accendere sprechi solo carburante.

Come avrai capito dalle spiegazioni sopra se dell’aria calda a 21° e 60% di umidità entra in una stanza a 18° l’umidità non è più del 60% ma aumenta subito e vicino alla superficie del muro che magari è a 15° aumenta ancora di più. Quindi anche se la muffa si forma in camera non è detto che la causa sia IN camera!

Gli shock termici sono peggio dei ponti termici e causano muffa in camera

I comportamenti descritti sopra causano shock termici alla casa, altra cosa che non ti spiegano bene è che spesso sono peggio dei famigerati ponti termici.

Se apri le finestre per ore in inverno quando all’esterno ci sono 3° dopo un po’ tutta la stanza sarà a 3° e dopo un paio d’ore di questo trattamento, i muri sono più o meno ghiacciati!

Hai un’idea di quanto tempo ci vuole perché un muro si riscaldi dopo che è andato a quelle basse temperature? Ci possono volere giorni per riportarli “in temperatura”, sempre se tieni il riscaldamento acceso e le finestre chiuse! Se continui ad aprire e chiudere non ce la faranno mai.

E se ti fai un bel bagno caldo, bolli la pasta o stendi la biancheria l’umidità si scontra col muro ghiacciato e pam! Condensa, Muffa. Puzza ecc.

In questo caso non c’entra niente il ponte termico! Si tratta di shock termico ed è colpa tua (o dell’inquilino) e non della casa e non serve nessun macchinario brevettato nè la pittura da millemila euro.

Che non si devono stendere i panni in casa ormai te lo dicono tutti ma non ti spiegano che non va bene:

  • Accendere il riscaldamento poche ore e poi spegnerlo.
  • Avere un riscaldamento puntuale come una stufa a pellet in una stanza che deve riscaldare tutto l’appartamento.
  • Riscaldare tutta la casa tranne la camera o una stanzina.
  • Accendere una stufa molto calda in una stanza e lasciare le altre fredde.

Questi squilibri causano chock termici. Il trucco per risparmiare ed evitare la muffa in casa è uniformare il riscaldamento il più possibile tra le aree e la giornata e arieggiare nel modo corretto. (richiedi la nostra guida)

Non è il freddo che “entra” in casa ma il caldo che esce.

“Chiudi le finestre che entra il freddo” è la tipica frase. Ma non è vero.
Altra cosa che non ti spiegano bene. È il caldo che si muove verso il freddo e mai il contrario!

Il freddo all’esterno della casa non “cerca di entrare” attraverso le pareti di casa tua.

Il riscaldamento interno “cerca di uscire” attraverso la parete per andare verso esterno dove è più freddo.

Se metti un cubetto di ghiaccio nel thè bollente è il calore del liquido che va verso il ghiaccio e lo scioglie non è il freddo del cubetto che va nel the e lo raffredda. Alla fine si ottiene un equilibrio con una nuova temperatura.

Il cappotto isolante serve a non far uscire il calore (del riscaldamento) attraverso le pareti verso l’esterno. Per quello si risparmia di riscaldamento. Il cappotto non serve a “proteggere la casa dal freddo”. In estate succede il contrario.

Se hai un muro anni 70 con intercapedine vuota cosa succederà nell’intercapedine tra le due file di mattoni? Se rimane fredda si forma condensa “interstiziale” cioè tra diversi strati di materiali ed è un bel guaio. Orrore. Muffa. E fare un cappotto esterno “a caso” senza calcolare cosa succederà nell’intercapedine potrebbe peggiorare la situazione.

Girando su internet tra i patologi ed esperti trovi anche quelli che dicono che l’umidità interstiziale non esiste, quelli che dicono che l’umidità di risalita non esiste e quelli che invece vedono umidità di risalita ovunque e ti propongono inversione di polarità anche per risolvere la muffa in camera. E quelli che trovano la “muffa da risalita“. Va beh.

Per calcolare il punto di rugiada a varie temperature e livelli di umidità visita il nostro sito qui.

Il mistero della muffa in camera dietro l’armadio.

Il concetto del caldo che va verso il freddo serve anche a capire perché si fa la muffa dietro l’armadio.

L’armadio (specialmente se è massiccio) fa da “cappotto alla rovescia.”

Come funziona il riscaldamento? I radiatori ecc. riscaldano l’aria. L’aria calda a sua volta riscalda te, gli oggetti e i muri.

Il calore si trasferisce dal “più caldo” (aria) al più freddo (muro). Questo flusso continua finché le due temperature non avranno raggiunto un equilibrio.

Ogni materiale ha una inerzia termica cioè “ci mette un po’ a scaldarsi o a raffreddarsi”.

Ecco perché se un muro tutte le mattine viene ghiacciato dalla signora Maria che spalanca le finestre per due ore non si scalderà mai e l’unico risultato è spreco di riscaldamento e rischio muffa.

E adesso riceverai l’illuminazione sulla muffa in camera dietro l’armadio, cosa che nessuno ti spiega bene.

L’armadio riceve il calore dall’aria riscaldata e fa da barriera al muro dietro che non riceve il calore e rimane freddo. La porta dell’armadio si scalda ma dietro no.

Puoi avere 20° in centro camera, 20° sulle ante dell’armadio e il tecnico dell’amministratore in questi casi ti dice che è “tutto ok, apri le finestre se non vuoi la muffa.” Ma il muro dietro l’armadio non è per niente ok! È a 10° o meno!

Il tutto viene aggravato dalla scarsa circolazione d’aria dietro l’armadio perché non arieggi correttamente e/o l’hai avvicinato troppo o è su misura e sta a filo. E anche dalla mancanza di luce. La muffa odia il sole. Se lasci tapparelle abbassate tutto il giorno in inverno puoi avere muffa in camera molto facilmente e non c’è pittura magica che tenga.

Ci sono altre cose che non ti spiegano bene su umidità e muffa, vedi altri articoli in questo sito. Ad esempio non ti spiegano cos’è e il giusto atteggiamento da avere per vincere la guerra.

Per scoprire le cause della muffa in casa tua richiedici un monitoraggio ambientale o diagnostica per umidità. (Non è gratis!) O scrivici con le tue domande e richiedi la nostra Guida per Evitare Condensa e Muffa che invece è gratis.

La muffa non dipende dalla condensa

Un’altra cosa che non ti spiegano bene è che non serve la condensa perché si formi la muffa.
Cioè il muro freddo o oggetto freddo non deve arrivare al “punto di rugiada” perchè si formi la muffa.

La muffa inizia a formarsi già con 80% di umidità superficiale.

Quando vedi la condensa che piove dai vetri delle finestre da un certo punto di vista dovresti essere felice. Le finestre stanno facendo da “deumidificatore naturale” e condensano un sacco di umidità ambientale. Se non si condensasse sulle finestre fredde l’umidità ambientale sarebbe più alta e il rischio muffa ancora più alto.

Soluzione? Arieggiare e riscaldare correttamente e studiare le cause dell’eccesso di umidità prima di spendere soldi.

Il “rischio muffa” si calcola a 80% di umidità in base alle normative vigenti come la UNI 13187 che stabilisce con precisione quando è la casa (l’involucro) a causare la muffa e come si devono costruire muri e isolamenti.

La norma è fondamentale non solo per progettare le case ma si usa (anche in cause legali) per stabilire se si tratta di un difetto di costruzione o un cattivo comportamento degli abitanti della casa.

Le norme servono per progettare muri, cappotti, tetti ecc. e anche nelle diagnostiche e perizie per dimostrare o valutare la causa di un problema di muffa.

Solo una diagnostica strumentale termografica con monitoraggio ambientale può stabilire se l’inquilino si comporta male o se è un difetto della casa o se il costruttore ha sbagliato ecc.

Conclusione sul perché della muffa in camera e non solo in camera

Adesso che ti abbiamo spiegato (speriamo meglio) alcuni fenomeni puoi immaginare che anche se hai 50 o 60% di umidità al centro della stanza non è detto che sulla superficie del muro non sia l’80% –

Se il muro è freddo, potrebbe essere perché è poco isolato o perché l’hai congelato aprendo le finestre troppo a lungo o perché l’armadio impedisce al riscaldamento di riscaldare la parete.

Sono tutte cose che si possono misurare e verificare. Ad esempio una termocamera e igrometri e anche se necessario con indagini più invasive.

Alcuni consigli per evitare la muffa in camera

Se usi delle buone pitture minerali, e fai le pulizie regolarmente, se riscaldi la casa in modo omogeneo e arieggi regolarmente potresti limitare o perfino eliminare il problema muffa senza spendere soldi.

A volte è impossibile, si deve disinfestare la muffa in modo professionale, cambiare pittura, coibentare, migliorare l’aerazione o scoprire infiltrazioni ecc.

Spesso è impossibile stare dietro all’aerazione riscaldamento e pulizie e quindi bisogna meccanizzarle.
Oppure la casa ha dei difetti così critici che conviene e sistemarli usando i corretti materiali. Non certo polistirolo e mai con il cartongesso che è uno dei pasti preferiti della muffa e dei materiali preferiti dagli imbianchini.

Prima che inventassero il cartongesso le pareti finte, contro soffitti ecc. erano di cannicciato e calce. Materiali che la muffa non ama. Il cartongesso invece è cellulosa, cibo per la muffa e gesso che trattiene l’umidità.

Molte persone csono convinte di arieggiare e riscaldare correttamente ma non è così. La maggior parte ha abitudini che con le nuove finestre e isolamenti non vanno d’accordo.

Abbiamo preparato una Guida a come riscaldare e arieggiare per evitare umidità di condensa e muffa.

Richiedila gratuitamente con il form sotto.

Se anche seguendo i consigli della guida si forma muffa in camera o in casa è il momento di richiedere un sopralluogo e se necessario una seria diagnostica tecnica e monitoraggio ambientale per risolvere il problema alla radice.

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RICHIEDI LA NOSTRA GUIDA GRATUITA “COME EVITARE UMIDITÀ DI CONDENSA E MUFFA ARIEGGIANDO E RISCALDANDO CORRETTAMENTE” OPPURE CONTATTACI PER UNA CONSULENZA O DIAGNOSTICA

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